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Fase 2, Emiliozzi scrive a Colao: "prioritario far riaprire le aziende di fisarmoniche a Castelfidardo"

Fase 2, Emiliozzi scrive a Colao: "prioritario far riaprire le aziende di fisarmoniche a Castelfidardo"

Le aziende della filiera di produzione di Fisarmoniche e accessori della zona di Castelfidardo, Osimo e Recanati “sono un’eccellenza a livello mondiale che dobbiamo tutelare e promuovere come esempio del made in Italy. Ho quindi contattato personalmente il commissario straordinario alla Fase 2, Vittorio Colao, e ho chiesto che siano inserite nel primo blocco di aziende che potranno riaprire già dal 4 maggio o, se possibile, anche prima, subito. Colao e il suo staff mi hanno garantito la loro massima attenzione a questa importante nicchia e hanno assicurato che valuteranno la possibilità di una rapidissima riapertura, purché vengano rispettati i dovuti standard di sicurezza”. A raccontarlo la facilitatrice esterna Marche del M5S, Mirella Emiliozzi, deputata della commissione Affari Esteri della Camera e fin dall’inizio dell’emergenza molto attiva nei contatti tra tessuto produttivo regionale e governo.

“Sono certa che questa riapertura a breve, magari anche prima del 4 maggio, potrebbe essere autorizzata, perché stiamo parlando in massima parte di laboratori artigianali con al massimo due o tre persone che lavorano in spazi e botteghe ampie, che i lavoratori raggiungono con mezzi propri. Soprattutto si tratta di realtà chiuse, senza cioè che ci sia un contatto diretto con il pubblico, quindi è molto facile, per loro, il rispetto degli standard richiesti per l’apertura anticipata”.

Nessun dubbio neanche sulla strategicità di queste aziende, infatti “costituiscono una nicchia preziosa del Made in Italy, una filiera unica al mondo che serve mercati ai quattro angoli del globo, dall’America alla Cina, dal Nord Europa al Giappone. Soprattutto, sono aziende artigianali che hanno tempi di produzione molto lunghi e che devono evadere gli ordinativi raccolti prima del lockdown, pena la perdita definitiva non solo del loro posizionamento, ma di tutto il loro mercato a favore di competitor esteri”.

“La musica è stata una delle poche attività che ci ha permesso di riempire queste giornate di quarantena. Promuovere chi costruisce gli strumenti che permettono di suonarla, di scriverla, di ascoltarla significa aprire alla speranza, alla passione, al futuro. Per questo - conclude Emiliozzi - chiederò anche al ministro degli Esteri Luigi Di Maio e al sottosegretario Manlio Di Stefano, che hanno appena ottenuto un fondo molto importante per la comunicazione straordinaria del Made in Italy, di inserire anche il settore degli strumenti musicali di pregio nelle numerose campagne di promozione che a quanto pare si apprestano a far realizzare”.

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