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Discarica Montefano - Catena, Mancinelli e Caporossi: "Basta soprusi politici"

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"Solidarietà ai cittadini di Montefano, Pollenza e Loro Piceno. La scelta del sito poggi su valutazioni trasparenti e motivate, no ai soprusi politici". È quanto dichiarato dai consiglieri regionali di minoranza del Partito Democratico Leonardo Catena e Valeria Mancinelli e Michele Caporossi (Progetto Marche Vive) sulla vicenda della nuova discarica della provincia di Macerata.

I tre esponenti politici si sono schierati al fianco della sindaca di Montefano, Angela Barbieri, e degli amministratori locali di Montefano, Pollenza e Loro Piceno, contestando il percorso seguito per individuare il sito destinato a ospitare il nuovo impianto.

La presa di posizione è arrivata nel corso di una conferenza stampa, durante la quale i consiglieri hanno espresso solidarietà alle comunità coinvolte e chiesto maggiore trasparenza sulle valutazioni tecniche che hanno portato alla revisione della graduatoria dei siti potenzialmente idonei.

"La provincia ha bisogno di una soluzione sostenibile per i rifiuti. Ma i ritardi accumulati dal 2016 non autorizzano il presidente Gentilucci e i sindaci di destra a cambiare le regole alla fine del percorso e a imporre, con un sopruso politico aggravato dall'arroganza, una scelta di cui non hanno spiegato le ragioni tecniche", dichiarano Catena, Mancinelli e Caporossi.

Al centro della contestazione c'è la modifica dei criteri di valutazione approvata dall'assemblea dell'Ata il 6 maggio. Secondo quanto ricostruito dai consiglieri, i nuovi parametri aggiuntivi avrebbero acquisito complessivamente un peso del 40%, riducendo al 60% quello dei fattori utilizzati nel precedente lavoro dell'Università Politecnica delle Marche, elaborato sulla base delle indicazioni fornite dagli stessi sindaci.

Una modifica che, secondo i tre esponenti regionali, avrebbe determinato un significativo ribaltamento della graduatoria approvata il 15 maggio. I siti situati nei Comuni guidati dal centrosinistra, precedentemente collocati alle posizioni 4, 9, 15 e 18, sarebbero passati ai primi quattro posti.

"Come si spiega che il peso attribuito alla densità abitativa sia del 5% e pesi di più del rischio idrogeologico (2,4%) o delle zone di interesse agrituristico (3,6%)?", chiedono i consiglieri, sollecitando chiarimenti sulle ragioni tecniche dei nuovi criteri, sul peso assegnato a ciascuno e sul momento in cui sono stati introdotti.

Le accuse rivolte all'Ata e agli amministratori che hanno sostenuto la modifica rappresentano la posizione politica dei tre consiglieri. Sulla legittimità degli atti, sottolineano gli stessi esponenti, dovranno pronunciarsi i giudici: i Comuni di Montefano e Pollenza hanno infatti impugnato le delibere dell'Ata.

La vicenda, secondo Catena, Mancinelli e Caporossi, si intreccia anche con i costi sostenuti per la gestione dei rifiuti nel territorio provinciale. I consiglieri attribuiscono una parte significativa dei ritardi al sindaco di Macerata, Sandro Parcaroli, e agli amministratori dello stesso schieramento politico, richiamando il ricorso ai conferimenti fuori provincia e alle soluzioni provvisorie.

Nel mirino finisce anche la misura compensativa approvata per la discarica di Cingoli. L'Ata avrebbe stabilito un nuovo ecoindennizzo di 18,33 euro a tonnellata, più del doppio rispetto ai precedenti 8,21 euro e superiore, secondo i consiglieri, ai valori previsti per altri impianti nelle Marche e in altre regioni.

L'onere complessivo, secondo la stima riportata dai tre esponenti regionali, sarebbe di 5,2 milioni di euro a carico di cittadini e imprese del Maceratese, con un incremento di 2,7 milioni rispetto al passato. I consiglieri collegano questi costi all'andamento della Tari, sostenendo che le tariffe siano già aumentate di oltre il 30% e siano destinate a crescere ulteriormente nei prossimi anni, anche in relazione alla situazione finanziaria del Cosmari.

Un altro punto riguarda il trattamento riservato alla sindaca di Montefano nel confronto pubblico. I consiglieri hanno espresso solidarietà ad Angela Barbieri, rivendicando il diritto degli amministratori locali a difendere le proprie comunità e quello dei cittadini e dei comitati a chiedere spiegazioni e manifestare pacificamente il proprio dissenso.

Da qui la richiesta alla Regione Marche di riferire sull'esito delle verifiche annunciate in Consiglio regionale e di chiarire gli eventuali rilievi relativi al procedimento. Catena, Mancinelli e Caporossi chiedono inoltre di valutare, qualora l'Ata non fosse in grado di garantire un percorso solido e tempestivo, l'esercizio dei poteri sostitutivi attraverso il commissariamento dell'ente.

"Non chiediamo di spostare il problema da un Comune all'altro. Chiediamo che una decisione destinata a incidere per anni su ambiente, salute e costi del servizio sia presa con criteri motivati, regole trasparenti e rispetto per tutte le comunità coinvolte", concludono i consiglieri regionali.

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