Caso Mari, Livi replica al Pd: "Sinistra disperata al ballottaggio, bypassa il voto dei cittadini"
Non si placa la bufera politica a Macerata sul voto dei cattolici e sulla designazione di Romano Mari nella squadra di giunta del centrosinistra in caso di vittoria elettorale al ballottaggio. Simone Livi, candidato consigliere di Fratelli d'Italia in questa tornata e quinto più votato della lista, prende le difese del sindaco uscente Sandro Parcaroli in una nota.
L'esponente di FdI critica aspramente le modalità comunicative utilizzate dal centrosinistra, spostando il focus sul tipo di linguaggio adottato nella polemica: "Colpisce anzitutto il tono utilizzato: attacchi personali, allusioni offensive, giudizi sprezzanti e una sequenza di insinuazioni che nulla hanno a che vedere con il confronto democratico e molto con la delegittimazione dell'avversario".
Secondo Livi, l'atteggiamento dei dem risulterebbe contraddittorio rispetto ai valori che dichiarano di voler difendere: "È curioso notare che chi si erge a difensore dei valori cattolici scelga di utilizzare proprio il linguaggio dell'insulto e della denigrazione personale. Se davvero si vuole richiamare il magistero della Chiesa, sarebbe opportuno partire dal rispetto della persona e dalla carità nel confronto, anziché distribuire patenti morali e scomuniche politiche a giorni alterni".
Nel respingere le tesi del Pd sul presunto nervosismo del centrodestra per il mancato successo immediato, Livi rimette al centro i dati emersi dalle urne. "Parcaroli, in questa campagna elettorale, non si è mai sottratto al confronto pubblico", evidenziando che "il primo turno ha consegnato un vantaggio netto al sindaco uscente, certificando una preferenza popolare inequivocabile. I numeri, a differenza delle polemiche, hanno il pregio di essere oggettivi".
L'esponente della coalizione a sostegno di Parcaroli ha poi ironizzato sul ritrovato entusiasmo delle forze di centrosinistra: "Fa sorridere, poi, sentire parlare di presunte paure del ballottaggio da parte di chi, fino a pochi giorni fa, sembrava crederci così poco da annunciare la propria sconfitta ancora prima che il responso delle urne fosse definitivo. Evidentemente qualcuno ha riscoperto l'ottimismo soltanto dopo aver iniziato a fare i conti con possibili accordi e nuove alleanze".
Poi, riferendosi a Romano Mari: "Se le personalità oggi presentate come risorse indispensabili per la città sono davvero così autorevoli, competenti e decisive, come mai non sono state coinvolte prima?". "Certe operazioni - incalza Livi - hanno molto più il sapore della spartizione preventiva delle poltrone che quello di una virtuosa scelta democratica".
Per il centrodestra si tratterebbe, in sostanza, del "prodotto di una disperata strategia elettorale costruita per recuperare consenso dove il voto popolare non è bastato".
"L'effetto concreto sarebbe quello di affidare incarichi decisivi a persone non sottoposte direttamente al parere degli elettori che viene totalmente bypassato - conclude Livi -. La democrazia vive del consenso espresso nelle urne, non delle nomine concordate nei retroscena delle trattative con esponenti che inizialmente non ne avevano condiviso il progetto".

cielo sereno (MC)
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