Accordo Ue-Mercosur, stop dell’Eurocamera: il testo va alla Corte di giustizia Ue
Sembrava tutto pronto, invece arriva uno stop inatteso dall’Eurocamera. Con 334 voti favorevoli, 324 contrari e 11 astenuti, il Parlamento europeo ha approvato la richiesta di inviare il testo dell’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur alla Corte di giustizia dell’Ue per un parere legale. Un passaggio che congela di fatto l’iter dell’intesa: per l’attuazione definitiva, l’Eurocamera dovrà ora attendere l’esame della Corte, che potrebbe richiedere diversi mesi. Solo dopo sarà possibile votare la ratifica finale dell’accordo.
La richiesta è stata presentata da un gruppo di eurodeputati appartenenti alla Sinistra Ue, ai Verdi e a una parte dei Liberali. Il testo approvato chiede formalmente di “domandare il parere della Corte di giustizia, a norma dell’articolo 218, paragrafo 11, del Tfue, circa la compatibilità con i Trattati dell’accordo previsto, della proposta che l’Ue concluda l’accordo di partenariato Ue-Mercosur e l’accordo interinale sugli scambi, nonché della procedura seguita per ottenere tale conclusione”. La risoluzione incarica inoltre la presidente del Parlamento europeo di attivarsi rapidamente per ottenere il parere della Corte e di trasmettere il documento, per conoscenza, al Consiglio e alla Commissione.
Nei mesi scorsi l’accordo Ue-Mercosur aveva già acceso forti proteste, in particolare da parte del mondo agricolo. Anche nel territorio maceratese non erano mancate le mobilitazioni, con un corteo a Piediripa che aveva coinvolto molti agricoltori.
Anche gli allevatori preoccupati per le possibili ricadute sul settore, si erano espressi in merito: "Senza una reale reciprocità delle regole e controlli efficaci, l’apertura del mercato potrebbe favorire importazioni a basso costo, mettendo sotto pressione il valore del Made in Italy e la trasparenza verso il consumatore finale".
Sul tema era intervenuta recentemente anche la Lega di Macerata. Il segretario Aldo Alessandrini aveva ribadito la necessità di “difendere le eccellenze produttive locali e garantire condizioni di mercato realmente eque per l’intera filiera agroalimentare”.
Una posizione espressa nonostante l’alleato di governo Fratelli D'Italia, attraverso le parole del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, avesse dato il via libera alla firma dell’accordo, subordinandola però alla presenza di precise premesse di garanzia per il mondo produttivo.
Una posizione, quella assunta dopo l'invio alla corte di giustizia, che verrà salutata con approvazione dal Cia Marche, che già da mesi porta avanti una battaglia politica e sindacale per proteggere la filiera agrolimentare, in questo caso marchigiana.
"Senza risorse adeguate, regole uguali per tutti e una Pac forte, il reddito delle imprese agricole e la tenuta delle aree rurali sono seriamente a rischio". Per il presidente di Cia Marche Alessandro Taddei, l’accordo potrà funzionare solo "se le clausole di salvaguardia saranno applicate in modo tempestivo e trasparente, garantendo una concorrenza davvero equa".

cielo coperto (MC)
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