Accordo UE-Mercosur, Bruxelles apre alla firma. Cia Marche: "Servono regole uguali e clausole efficaci"
Una serie di provvedimenti varati dalla Commissione europea potrebbe consentire già oggi ai Ventisette di dare il via libera alla firma del trattato commerciale UE-Mercosur. Il 7 gennaio, al termine di un incontro straordinario dei ministri dell’Agricoltura, Bruxelles ha accolto le richieste di Paesi come Italia e Francia, annunciando nuove misure sui fertilizzanti e la possibilità di sospendere, anche in modo retroattivo, il dazio ambientale in caso di circostanze impreviste. «Credo che abbiamo affrontato le vere preoccupazioni del mondo agricolo con vere soluzioni», ha dichiarato il commissario al Commercio Maros Sefcovic, ricordando anche le semplificazioni normative pensate per favorire il consenso sull’intesa.
La firma dell’accordo, rinviata nei mesi scorsi proprio per le proteste degli agricoltori, richiede una maggioranza qualificata dei governi europei. Oggi il quadro politico resta diviso: la Francia voterà contro, come annunciato dal presidente Emmanuel Macron, mentre la posizione dell’Italia appare sempre più orientata al sì. «Se verranno certificate le premesse di garanzia del mondo produttivo che chiediamo, noi approveremo la sottoscrizione dell’accordo», ha spiegato il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, aggiungendo di aver chiesto che le clausole di salvaguardia scattino già con un calo dei prezzi agricoli del 5%. Anche con il no francese, a Bruxelles si ritiene possibile raggiungere i numeri necessari per procedere alla firma.
Dal mondo agricolo continuano però le preoccupazioni. Cia-Agricoltori Italiani, con il presidente nazionale Cristiano Fini e quello regionale marchigiano Alessandro Taddei, aveva accolto con favore il rinvio della firma, definendolo «un segnale importante». Taddei avverte che il Mercosur, una volta approvato, potrebbe favorire l’ingresso nel mercato europeo di carne, riso, miele e altri prodotti sudamericani realizzati con costi e regole diverse dagli standard UE. «Il rinvio è un primo risultato, ma non basta», sottolinea, perché «senza risorse adeguate, regole uguali per tutti e una Pac forte, il reddito delle imprese agricole e la tenuta delle aree rurali sono seriamente a rischio». Per il presidente di Cia Marche, l’accordo potrà funzionare solo «se le clausole di salvaguardia saranno applicate in modo tempestivo e trasparente, garantendo una concorrenza davvero equa».

cielo coperto (MC)
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