Curiosità

Gagliole, dopo quasi dieci anni "Voglia di Caffè" torna a casa: riapre la storica attività di Selvalagli

Gagliole, dopo quasi dieci anni "Voglia di Caffè" torna a casa: riapre la storica attività di Selvalagli

Dopo quasi dieci anni trascorsi in una sede temporanea, Voglia di Caffè è tornato nella sua sede originaria di Selvalagli di Gagliole. Un ritorno atteso a lungo e arrivato al termine di un percorso segnato dal terremoto, dalla ricostruzione e, nell'ultimo anno, da un grave lutto familiare. Per Paola Marucci e il figlio Michele Buldorini, quella dell'inaugurazione è stata molto più di una semplice riapertura. È stata la giornata del ritorno a casa, nella struttura ricostruita dopo il sisma che aveva costretto l'attività a trasferirsi in una sede provvisoria. Proprio quella soluzione aveva permesso al bar di continuare a lavorare e a rimanere un punto di riferimento per la frazione e per i suoi clienti anche dopo il terremoto. Un legame che, nonostante il passare degli anni, non si è mai interrotto. Durante la giornata, Michele ha ripercorso le tappe di questo lungo percorso, ricordando la vicinanza delle istituzioni. Un ringraziamento è andato all'ex sindaco Mauro Riccioni, che aveva reso possibile il trasferimento nella struttura temporanea, e all'attuale primo cittadino Sandro Botticelli, insieme all'amministrazione comunale, per aver accompagnato la famiglia fino al rientro nella sede ricostruita. Nell'ultimo anno, però, il percorso della famiglia è stato segnato da un dolore profondo. Proprio mentre l'edificio era tornato disponibile, infatti, Paola e Michele hanno dovuto affrontare la scomparsa improvvisa di Sergio, marito di Paola e padre di Michele. Un lutto che ha inevitabilmente rallentato i progetti e reso necessario del tempo prima di poter affrontare il trasferimento e la nuova apertura. Michele ha voluto sottolineare anche il valore umano della vicinanza del sindaco Botticelli: "Sandro non è stato soltanto il sindaco, ma una persona che ha saputo comprendere le nostre difficoltà, senza pressioni, rispettando i tempi di cui avevamo bisogno. Di questo gli saremo sempre grati". Un ritorno che per il sindaco rappresenta anche un nuovo segnale concreto della ricostruzione post-sisma. "Questa giornata rappresenta un altro segnale concreto della ricostruzione dopo il sisma. Ricostruire significa certamente restituire edifici sicuri, ma soprattutto fare in modo che quei luoghi tornino ad avere una vita attraverso le famiglie e le attività che li animano ogni giorno", ha dichiarato Botticelli. "Per una realtà come Gagliole, vedere un'attività storica tornare nella propria sede dopo quasi dieci anni è una bellissima notizia per Selvalagli e per tutta la nostra comunità". Al centro della giornata c'è stata soprattutto Paola Marucci, che nonostante le difficoltà e il dolore dell'ultimo anno ha trovato la forza di portare avanti l'attività e completare quel ritorno atteso per quasi un decennio. A lei Michele ha rivolto le parole più personali, ringraziandola anche per aver sostenuto la sua scelta, maturata oltre un anno fa, di cambiare lavoro e intraprendere un percorso professionale diverso, alla ricerca di maggiore stabilità per sé e per la propria famiglia. Una decisione che ha comportato per Paola un impegno ancora maggiore nella gestione del bar. "Mamma, questa giornata è tua. Questa nuova porta che si apre racconta la tua tenacia, il tuo lavoro e il tuo coraggio. E credo che babbo, oggi, sarebbe immensamente fiero di te", ha detto Michele. All'inaugurazione ha partecipato anche il consigliere regionale Renzo Marinelli, che ha evidenziato il significato del ritorno delle attività nelle proprie sedi per i territori colpiti dal terremoto. "Ogni serranda che si rialza nella propria sede, ogni famiglia che torna e ogni attività che riprende pienamente il proprio posto nel paese ci ricordano quale sia l'obiettivo vero della ricostruzione", ha sottolineato Marinelli. "Non basta ricostruire gli edifici: dobbiamo restituire futuro ai nostri piccoli centri, creare le condizioni perché le persone possano continuare a viverli e perché le attività possano restare e investire". Fondamentale, in questi anni, è stato anche il sostegno dei clienti e della comunità di Selvalagli, che hanno continuato a frequentare Voglia di Caffè nella sede temporanea, mantenendo vivo quel rapporto costruito nel tempo. Paola e Michele hanno voluto ringraziare i clienti che li hanno seguiti dopo il terremoto, gli amici, gli abitanti della frazione, le persone che negli anni hanno lavorato nel bar e quanti, nelle ultime settimane, si sono impegnati affinché tutto fosse pronto per la riapertura. Perché Voglia di Caffè, per Selvalagli, non è soltanto un'attività commerciale. È il caffè del mattino, una chiacchierata, un pranzo, un punto di incontro fatto di volti, abitudini e ricordi. Ecco perché, dopo il terremoto, quasi dieci anni di sede temporanea e un ultimo anno particolarmente doloroso, riaprire quella porta ha assunto un significato che va oltre l'inaugurazione. È un ritorno a casa. E nel momento più emozionante della giornata, il pensiero di Michele è andato inevitabilmente al padre Sergio: "Babbo, questa inaugurazione è anche per te". Poi le parole che racchiudono il senso di una storia lunga quasi dieci anni e l'inizio di un nuovo capitolo: "E adesso, finalmente, possiamo dirlo: ripartiamo insieme".

30/08/2026 10:00
Celeste Fashion rilancia l'All You Can Shop: tre buste, un prezzo fisso e tutto quello che riesci a mettere dentro

Celeste Fashion rilancia l'All You Can Shop: tre buste, un prezzo fisso e tutto quello che riesci a mettere dentro

Dopo il successo della prima edizione, Celeste Fashion ripropone l'All You Can Shop per la chiusura dei saldi estivi. La formula, già sperimentata con ottimi riscontri al termine dei saldi invernali, torna nei punti vendita di Macerata e Montecassiano dal 28 agosto al 6 settembre, con l’obiettivo di offrire ai clienti un’ultima occasione per fare acquisti a prezzi particolarmente vantaggiosi. Il meccanismo è semplice: tre diverse buste, con altrettanti prezzi a seconda della grandezza – 39 euro, 59 euro e 99 euro – da riempire fino alla linea indicata. Tutto ciò che si riesce a inserire nella busta scelta viene acquistato pagando esclusivamente il prezzo del formato. Più capi e accessori si riescono a far entrare, maggiore sarà la convenienza. La grande novità di questa edizione riguarda però la possibilità di trovare, accanto ai prodotti della stagione estiva ancora disponibili, anche alcuni articoli della collezione autunno-inverno. Si tratta in particolare di ultimi tagli e fine serie, con proposte di abbigliamento uomo e donna, borse, accessori e altri articoli pensati per completare gli outfit. L’iniziativa è stata ideata da Cinzia Tomassoni insieme alle collaboratrici di Celeste Fashion (Daniela, Veronica, Asia e Barbara) e nasce dalla volontà di trasformare la chiusura dei saldi in un vero e proprio appuntamento con lo shopping, riproponendo una formula che aveva già funzionato nella precedente occasione. L'All You Can Shop sarà disponibile sia nel punto vendita di Macerata sia in quello di Montecassiano, per un totale di dieci giorni di iniziativa. A Macerata, inoltre, l’appuntamento si inserirà anche nel programma delle iniziative legate a San Giuliano, con la possibilità di fare shopping anche nelle ore serali di domenica 30 agosto e lunedì 31 agosto. L’evento arriva in un anno speciale per l’azienda: il 2026 segna infatti i 25 anni di attività di Celeste Fashion, realtà ormai consolidata nel settore dell’abbigliamento giovane donna e uomo e presente sul territorio con i due punti vendita di Macerata (in Corso Giacomo Matteotti) e Montecassiano (all'interno del parco commerciale). Per conoscere tutti i dettagli sull'All You Can Shop, sulle collezioni e sulle altre iniziative è possibile visitare il sito ufficiale www.celestefashion.it e seguire i canali social Instagram e Facebook di Celeste Fashion Boutique, dove saranno pubblicati aggiornamenti e novità.

27/08/2026 19:40
Benedetta Rossi torna sui social: "Siamo ufficialmente una famiglia". Adottate due bambine in Costa Rica

Benedetta Rossi torna sui social: "Siamo ufficialmente una famiglia". Adottate due bambine in Costa Rica

Il lungo viaggio fatto di attesa, speranze e silenzio è arrivato a destinazione. A distanza di poco più di un mese dall'annuncio con cui aveva comunicato la decisione di allontanarsi temporaneamente dai social, Benedetta Rossi è tornata su Instagram per condividere con i suoi milioni di follower la gioia più grande: l'arrivo nella sua vita e in quella del marito Marco Gentili di due bambine. Ad accompagnare la notizia, una foto toccante che ritrae le mani della coppia unite a quelle delle piccole. Si tratta di una doppia adozione internazionale avvenuta in Costa Rica. "Il viaggio è arrivato a destinazione, siamo ufficialmente una famiglia", ha scritto la nota cuoca e blogger marchigiana. "Non esistono parole per descrivere l’emozione del primo incontro, del primo sguardo e del momento in cui queste mani si sono strette. Le nostre bambine si chiamano Natacha e Sharlyn, hanno 10 e 9 anni, sono meravigliose, piene di luce e voglia di vivere". Nel suo racconto, la Rossi ripercorre il momento esatto in cui ha riabbracciato le due sorelline nell'istituto costaricano in cui sono cresciute: "Avevamo il cuore in gola, gli occhi lucidi e un po’ di paura, ma è successa una piccola magia: si è aperta una porta e loro ci sono venute incontro correndo, piene di gioia, gridando 'mamma e papà!'. La lunga attesa e tutte le paure sono svanite in un secondo. Si sono fidate di noi sin dal primo istante ed è stato tutto così naturale che sembrava ci conoscessimo da sempre". In queste settimane lontano dai riflettori e dagli schermi, la nuova famiglia ha vissuto i suoi primi momenti insieme per imparare a conoscersi e a costruire le basi di un nuovo percorso: "È stato il periodo più intenso, emozionante ed impegnativo della nostra vita. Abbiamo accolto le loro storie, interpretato i loro timori, ascoltato i loro silenzi. La nostra famiglia adesso è come un piccolo seme che è appena germogliato e che sta crescendo giorno dopo giorno". Ora per Benedetta, Marco, Natacha e Sharlyn è giunto il momento di rientrare in Italia: "Tra poco torneremo a casa e non vediamo l’ora, anche perché ci manca da morire il nostro piccolo Cloud", ha concluso la blogger, ringraziando i fan per il grande affetto e il rispetto mostrato verso la privacy della loro storia in questo periodo così delicato.

27/08/2026 15:45
Loro Piceno, il capolavoro delle "Uncinettare": mandala giganti per il Festival del Vino Cotto

Loro Piceno, il capolavoro delle "Uncinettare": mandala giganti per il Festival del Vino Cotto

 Colori, creatività e tanta passione hanno accompagnato il 54° Festival del Vino Cotto, conclusosi domenica scorsa a Loro Piceno dopo aver richiamato numerosi visitatori nelle vie e nelle piazze del paese. A rendere ancora più suggestivo il centro storico sono stati anche gli allestimenti realizzati grazie all'impegno di tante donne della comunità. L'amministrazione comunale ha voluto rivolgere un sentito ringraziamento a tutte le donne che, nel corso degli anni, hanno messo a disposizione tempo, passione e capacità manuali per contribuire alla cura e alla bellezza del paese. Un pensiero particolare è rivolto alle donne che hanno dato vita all'esperienza delle "Uncinettare", nata con l'obiettivo di portare l'arte dell'uncinetto negli spazi del paese. Nel tempo, il gruppo ha realizzato numerose decorazioni diventate parte degli allestimenti delle feste e delle ricorrenze di Loro Piceno: dagli alberelli di Natale alle vie decorate, passando per il grande albero impreziosito da rose, il presepe e, durante il precedente Festival del Vino Cotto, le caratteristiche ghirlande ispirate al tema della vigna. Un patrimonio di creatività e manualità che nel 2026 ha trovato nuova energia con la nascita del gruppo "Mi Filo di Te", costituito nel febbraio scorso come spazio di socializzazione e condivisione dedicato al lavoro a ferri e all'uncinetto. Ogni lunedì, negli spazi di BiblioLoro, si incontrano bambine, nonne, mamme, donne esperte e persone che si sono avvicinate per la prima volta all'uncinetto. Un'esperienza che in appena sei mesi è diventata soprattutto un momento di condivisione e socialità, mettendo insieme generazioni ed esperienze differenti. Proprio da questi incontri è nato l'allestimento che ha caratterizzato il 54° Festival del Vino Cotto: grandi mandala all'uncinetto sospesi sopra le vie del centro storico, capaci di catturare l'attenzione di cittadini e visitatori. Grandi e coloratissimi "centrini della nonna", i mandala racchiudono anche un significato simbolico che va oltre il semplice valore estetico. In diverse culture rappresentano unità, energia, armonia e viaggio spirituale. Un'immagine che ben si lega all'esperienza vissuta dalle donne di Loro Piceno: tante mani, storie ed esperienze differenti che si incontrano per creare qualcosa di unico e metterlo a disposizione dell'intera comunità. Il progetto è stato possibile grazie alla collaborazione delle tante donne coinvolte, al sostegno dell'amministrazione comunale di Loro Piceno e alla collaborazione di BiblioLoro e dell'Associazione C.U.L.T. Un ringraziamento speciale è stato rivolto anche al gruppo delle signore del centro storico, che da anni contribuisce con costanza alla cura e alla valorizzazione del paese, occupandosi dell'allestimento delle vetrine durante le festività e mantenendole curate anche nel resto dell'anno. Dietro ai colori, ai fiori, alle decorazioni, alle vetrine e ai tanti lavori che accompagnano chi passeggia per le vie di Loro Piceno ci sono dunque tempo donato, creatività, manualità e soprattutto amore per il proprio paese. Un patrimonio che, sottolinea il sindaco Robertino Paoloni, non si esaurisce nella bellezza delle decorazioni realizzate, ma trova il suo valore più profondo nella capacità di trasformare talento e passione in qualcosa che appartiene a tutta la comunità.

26/08/2026 18:45
“Dory” arriva a Portonovo: la boa che registra i dati del cambiamento climatico

“Dory” arriva a Portonovo: la boa che registra i dati del cambiamento climatico

Nella giornata di ieri è stata presentata al porto di Ancona la nuova boa oceanografica del Conero, che permetterà di rilevare in tempo reale parametri ambientali e meteorologici. È “Dory” il nome scelto per lo strumento, e strizza l’occhio alla simpatica pesciolina del film d’animazione “Alla ricerca di Nemo”, la quale dimenticava immediatamente tutto. A differenza sua, però, quella posizionata nell'area antistante la baia di Portonovo è pronta a ricordare e immagazzinare una grande quantità di dati e informazioni: è in grado di registrare dati ad intervalli di venti minuti, ottenendo parametri come velocità, raffica e direzione del vento, temperatura e umidità dell’aria, pressione atmosferica, ma anche temperatura dell’acqua, conducibilità, salinità e densità, ossigeno disciolto, clorofilla, torbidità, velocità e direzione delle correnti, altezza e direzione delle onde. Inoltre, a supporto di ciò, il sistema consentirà di reperire periodicamente foto e video della zona interessata, per poter agire in maniera repentina nel caso di anomalie impreviste e condizioni di stress della biodiversità marina. Situata ad una profondità di circa 12 metri, alle coordinate Latitudine 43,567830° N e Longitudine 13,599020° E, la boa rappresenta la possibilità concreta di studiare in maniera continuativa gli ecosistemi della costa e la loro evoluzione. Anche i cittadini potranno consultare in autonomia i dati tramite un sito dedicato, permettendo così alla comunità di essere maggiormente a conoscenza dello stato di salute e dei cambiamenti che interessano le acque costiere e chi le abita. Lo strumento è stato messo a disposizione dall’Università Politecnica delle Marche, collaborando con l’Istituto Zooprofilattico sperimentale Umbria e Marche e con il CNR IRBIM e si inserisce all’interno delle azioni del “Tavolo tecnico per la salvaguardia del Mosciolo selvatico”, per la promozione della tutela e della valorizzazione del mitilo locale. L’ estate che ha innalzato la temperatura di tutti i mari, compreso l’Adriatico, ricorda che la lotta al cambiamento climatico e la possibilità di agire tempestivamente passano soprattutto per l’analisi di dati continui ed integrati, che possono essere reperiti in tempo reali e successivamente confrontati.    

26/08/2026 14:30
Matelica, il giovane vigile del fuoco Diego Ricci ricevuto in Municipio dal sindaco Cingolani

Matelica, il giovane vigile del fuoco Diego Ricci ricevuto in Municipio dal sindaco Cingolani

È stato accolto questa mattina in Municipio a Matelica Diego Ricci, il giovane concittadino che ha appena completato il percorso di formazione ed è entrato ufficialmente in servizio come vigile del fuoco. A riceverlo è stato il sindaco Denis Cingolani, che ha voluto congratularsi personalmente con il giovane matelicese per il traguardo raggiunto e per la scelta di intraprendere una professione al servizio della comunità. Il percorso di Ricci è iniziato nel luglio 2024, quando ha presentato la propria candidatura al concorso pubblico per entrare nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco. "Dopo una prova preselettiva di teoria, una prova motorio-attitudinale e le visite mediche, il 27 ottobre 2025 sono entrato a far parte del 102º corso allievi vigili del fuoco", racconta Ricci. Il percorso si è concluso con la cerimonia di giuramento del 29 luglio 2026, momento che ha sancito l'ingresso ufficiale nel Corpo. La formazione ha previsto un articolato percorso teorico e pratico. Il corso è stato strutturato in sei mesi di addestramento presso le Scuole Centrali Antincendi di Roma e la Scuola di Formazione Operativa di Montelibretti, seguiti da tre mesi di applicazione pratica presso il comando di residenza. Durante il periodo formativo, Ricci ha affrontato diversi corsi dedicati alla preparazione e all'utilizzo delle attrezzature necessarie per intervenire nelle differenti situazioni di emergenza. Tra le specializzazioni e le attività affrontate figurano NBCR, antincendio aeroportuale, TPSS, Costruzioni e Dissesti, USAR, ATP, SAF e TAS. Un percorso intenso, pensato per fornire ai nuovi vigili del fuoco le competenze necessarie ad affrontare interventi complessi e situazioni di emergenza con professionalità e preparazione. Al termine della formazione, per Diego Ricci è quindi iniziata la nuova esperienza professionale al servizio del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Il sindaco Denis Cingolani ha espresso le proprie congratulazioni al giovane matelicese per il risultato raggiunto. "Mi complimento con Diego Ricci per lo splendido risultato raggiunto e per aver scelto una carriera al servizio degli altri e del bene comune. Tanti auguri per il cammino che hai intrapreso!", ha dichiarato il primo cittadino.  

25/08/2026 16:00
Loro Piceno e Sankt Nikolai im Sausal, 40 anni di amicizia: rinnovato il patto di gemellaggio (FOTO)

Loro Piceno e Sankt Nikolai im Sausal, 40 anni di amicizia: rinnovato il patto di gemellaggio (FOTO)

distanze. Loro Piceno e Sankt Nikolai im Sausal hanno celebrato domenica 23 agosto il 40° anniversario del gemellaggio che unisce le due comunità dal 1986, rinnovando un rapporto che nel corso dei decenni è diventato sempre più profondo. La giornata si è aperta con la musica del corpo bandistico di Loro Piceno, prima del saluto del sindaco Robertino Paoloni alla delegazione austriaca guidata dal primo cittadino di Sankt Nikolai im Sausal, Gerhard Hartinger, e a tutti i presenti. Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche ad Andrea Guidassoni e Mauro Taccari, che hanno curato la traduzione durante la giornata, favorendo il dialogo e la partecipazione tra le due comunità. Un gemellaggio nato da una storia d'amore Nel suo intervento, il sindaco Paoloni ha ripercorso le origini del gemellaggio, nato da una vicenda profondamente umana. Durante la Seconda guerra mondiale, il lorese Rinaldo Tirabasso trovò accoglienza nelle campagne austriache nei pressi di Sankt Nikolai, dove conobbe Anna, la donna che sarebbe diventata la sua compagna di vita. Una storia personale diventata nel tempo il punto di partenza di un rapporto tra due comunità. "Il gemellaggio non è nato per interessi economici o turistici, ma è nato grazie a quello di più importante che il genere umano possa avere: l'amore", ha sottolineato Paoloni. Un pensiero è stato rivolto anche ai due sindaci che nel 1986 sottoscrissero il primo Patto di Gemellaggio, Mario Verdicchio ed Erwin Aistleitener, entrambi scomparsi, oltre a tutte le persone che nel corso degli anni hanno contribuito a mantenere vivo il rapporto. Tra i momenti ricordati dal primo cittadino anche la vicinanza della comunità austriaca dopo il terremoto del 2016, quando il legame tra Loro Piceno e Sankt Nikolai si è manifestato concretamente nel momento della difficoltà. "Il vero valore di un'amicizia non si misura soltanto nei momenti di festa, ma anche nei momenti di difficoltà", ha ricordato Paoloni. Il rinnovo del Patto di Gemellaggio Parole condivise dal sindaco Gerhard Hartinger, che ha sottolineato il valore di un'amicizia costruita attraverso quarant'anni di incontri, rapporti personali e momenti condivisi. Il primo cittadino austriaco ha evidenziato anche la necessità di trasmettere questo legame alle nuove generazioni, invitando la comunità di Loro Piceno a Sankt Nikolai im Sausal il prossimo anno per un nuovo momento di incontro. A portare la propria testimonianza sono stati anche gli ex sindaci di Loro Piceno Claudio Tedeschi, Daniele Piatti e Ilenia Catalini, che hanno ricordato gli anni trascorsi a stretto contatto con la comunità austriaca e il proprio impegno nella gestione del gemellaggio. Il momento più solenne della giornata è stato il rinnovo del Patto di Gemellaggio, sottoscritto nuovamente dai due sindaci. Quarant'anni dopo quella prima firma, le due comunità si sono ritrovate fianco a fianco per confermare un legame che il tempo non ha indebolito, ma reso ancora più forte. Particolarmente significativo il gesto di Robertino Paoloni, che per l'occasione ha ritrovato e indossato la fascia originale appartenuta a Mario Verdicchio, il sindaco che nel 1986 firmò il primo patto. Un simbolico filo conduttore tra quella giornata di quarant'anni fa e la celebrazione di oggi. A suggellare il rinnovo sono stati lo scambio delle targhe commemorative, la donazione di uno stendardo realizzato dai bambini di Sankt Nikolai e la fotografia ufficiale delle due delegazioni. Una storia iniziata nel 1986 che, dunque, non si chiude, ma apre un nuovo capitolo con lo sguardo già rivolto al traguardo dei cinquant'anni. La giornata è proseguita con il corteo verso la chiesa, accompagnato dalla banda, per la celebrazione della Santa Messa. A seguire, il pranzo conviviale ha riunito ancora una volta italiani e austriaci in un clima di festa e amicizia. Tra scambio di doni, musica, canti e balli, gli amici di Sankt Nikolai hanno coinvolto i presenti trasformando il momento conviviale in una vera festa condivisa. "Quarant'anni sono oggi una storia da raccontare. Cinquant'anni saranno una storia da costruire insieme", ha concluso Paoloni.

25/08/2026 12:30
Benzina alle stelle, a Valle Castellana il pieno costa meno: così il  Comune ha salvato l'unico distributore

Benzina alle stelle, a Valle Castellana il pieno costa meno: così il Comune ha salvato l'unico distributore

Mentre il prezzo dei carburanti continua a pesare sulle tasche degli automobilisti, a Valle Castellana, piccolo Comune montano in provincia di Teramo, il rifornimento costa sensibilmente meno rispetto alla media nazionale. Nel distributore comunale la benzina viene venduta a 1,75 euro al litro, mentre il diesel è a 1,89 euro. Prezzi che, secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy riferiti al 23 agosto, risultano inferiori di circa 26 centesimi al litro per la benzina e di 24 centesimi per il gasolio rispetto alla media regionale abruzzese. Il confronto con la media nazionale è simile: sulla rete stradale il prezzo medio self era di 2,010 euro al litro per la benzina e di 2,130 euro per il gasolio. Su un rifornimento da 50 litri, quindi, il risparmio rispetto alla media abruzzese è di circa 13 euro per la benzina e 12 euro per il diesel. La particolarità sta nella gestione. Il distributore è infatti direttamente nelle mani dell'amministrazione comunale guidata dal sindaco Camillo D'Angelo. La scelta risale al 2022, quando il proprietario dell'unico impianto presente sul territorio annunciò l'intenzione di interrompere l'attività. Per un Comune come Valle Castellana, con circa 800 abitanti distribuiti in una quarantina di frazioni e un territorio di circa 131 chilometri quadrati, la chiusura avrebbe significato dover percorrere quasi 20 chilometri per fare rifornimento. L'amministrazione ha quindi deciso di intervenire, rilevando la licenza e procedendo all'ammodernamento dell'impianto. Dal marzo 2022 il distributore viene gestito direttamente dal Comune. La politica dei prezzi punta a mantenere un margine ridotto, con l'obiettivo di garantire un servizio al territorio senza applicare i normali ricarichi delle stazioni di servizio. Con il passare del tempo il distributore ha iniziato ad attirare non soltanto i residenti. A fare rifornimento sono anche pendolari, lavoratori, imprese e turisti diretti verso il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. La posizione del Comune, inoltre, porta all'impianto anche automobilisti provenienti dalla vicina provincia di Ascoli Piceno. I numeri mostrano la crescita dell'attività. Nel 2025 le entrate del distributore sono state di circa 500mila euro, una cifra molto distante dai circa 75mila euro registrati nel primo anno di gestione. La scelta nata per evitare la chiusura dell'unico distributore del paese si è quindi trasformata in un servizio utilizzato da una platea più ampia di automobilisti, mantenendo prezzi inferiori a quelli medi praticati sul territorio.

24/08/2026 14:50
Caterina Alloggio è Miss Cinema Marche 2026: l'infermiera di Tolentino alle prefinali nazionali

Caterina Alloggio è Miss Cinema Marche 2026: l'infermiera di Tolentino alle prefinali nazionali

Caterina Alloggio, giovane infermiera che vive a Tolentino, ha conquistato il titolo di Miss Cinema Marche 2026, ottenendo così l'accesso alle prefinali nazionali di Miss Italia. La proclamazione è arrivata nella serata di ieri a Servigliano, in provincia di Fermo, durante la sesta finale regionale di Miss Italia Marche 2026. La giovane, che lavora come infermiera presso l'ospedale di Camerino, nel reparto di Chirurgia generale, ha conquistato pubblico e giuria grazie al suo carisma e alla passione per il mondo del cinema e dello spettacolo. Un risultato particolarmente significativo per Caterina, che rappresenterà dunque le Marche alle prefinali nazionali di Miss Italia con la fascia di Miss Cinema Marche 2026. L'appuntamento è fissato a Roma, presso il Palazzo dello Spettacolo, dall'1 al 3 settembre. A presentare la serata è stato Marco Zingaretti, protagonista sul palco con la consueta professionalità. La manifestazione ha visto anche la partecipazione di una giuria chiamata a valutare le concorrenti e a decretare la vincitrice della fascia regionale. La serata è stata realizzata grazie alla collaborazione del Comune di Servigliano e della Pro Loco di Servigliano, con il contributo di diverse realtà coinvolte nell'organizzazione dell'evento. Tra i componenti della giuria anche una rappresentante di Miluna Gioielli. 

21/08/2026 18:05
Da 55 anni sceglie Civitanova per le vacanze: premiata la turista più fedele

Da 55 anni sceglie Civitanova per le vacanze: premiata la turista più fedele

Da 55 anni sceglie Civitanova Marche per le sue vacanze estive. Una fedeltà che ieri è stata celebrata in una cerimonia speciale a Palazzo Comunale, dove Vilma Chimentin, 88 anni, ha ricevuto una pergamena come riconoscimento per il suo legame con la città e, in particolare, con Fontespina. Nata a Sesto San Giovanni il 3 aprile 1938, Vilma arriva a Civitanova ogni estate dal 1971, trasformando negli anni la località balneare in una vera e propria seconda casa. A consegnarle il riconoscimento sono stati il sindaco Fabrizio Ciarapica e la consigliera comunale Siria Carella, promotrice dell'iniziativa. “È un onore premiare la signora Vilma – ha dichiarato Ciarapica –. La sua presenza costante per oltre mezzo secolo testimonia non solo l’accoglienza della nostra città, ma anche il profondo legame affettivo che Civitanova sa creare con i suoi turisti, che diventano parte integrante della nostra comunità”. Per Vilma, però, Fontespina non è soltanto il luogo delle vacanze. Nel corso di oltre cinque decenni ha costruito qui amicizie e legami che si sono rinnovati estate dopo estate. “Vilma è una persona solare, altruista e dotata di una rara sensibilità”, ha raccontato la consigliera Carella. “Ogni volta che arriva a Civitanova, per le sue amiche inizia ufficialmente l’estate”. E proprio alcune delle sue amiche di Fontespina erano presenti alla cerimonia, a testimonianza del rapporto costruito negli anni. Al fianco di Vilma anche il figlio Alessandro, che ha voluto ringraziare la città per l’accoglienza riservata alla madre: “Civitanova è una città bella, vivibile e accogliente. In questi anni è cresciuta molto, soprattutto negli ultimi tempi”.   Una storia che racconta un turismo fatto non soltanto di presenze e numeri, ma di abitudini, amicizie e affetti. Per Vilma, dopo 55 estati, Fontespina è ormai molto più di una destinazione per le vacanze: è una casa del cuore.

21/08/2026 11:34
Tartaruga Caretta caretta salvata in mare: decisivo l’intervento di un sommozzatore

Tartaruga Caretta caretta salvata in mare: decisivo l’intervento di un sommozzatore

Una tartaruga marina della specie Caretta caretta è stata tratta in salvo lungo il litorale di Grottammare grazie alla prontezza di tre diportisti che, dopo essersi accorti della presenza dell’animale in difficoltà, hanno immediatamente prestato soccorso. A bordo del gommone si trovava anche un militare del 1° Nucleo Sommozzatori della Guardia Costiera di San Benedetto del Tronto, in quel momento libero dal servizio. La sua esperienza si è rivelata determinante nelle delicate operazioni di recupero e di messa in sicurezza della tartaruga. Il militare è intervenuto personalmente, coadiuvando tutte le fasi dell’operazione e consentendo di raggiungere il litorale con l’animale in condizioni di sicurezza. Una volta a terra, la Caretta caretta è stata costantemente monitorata e assistita in attesa dell’arrivo degli operatori specializzati. Sul posto sono quindi intervenuti i professionisti della Fondazione Cetacea Onlus di Riccione, attraverso la sede di Grottammare, che hanno preso in consegna la tartaruga. L’esemplare è stato successivamente trasferito presso il Centro di recupero e cura delle tartarughe marine (Crtm), dove sarà sottoposto agli accertamenti veterinari necessari e alle terapie del caso. L’obiettivo è quello di consentirne il recupero e, una volta ristabilite le condizioni di salute, poterlo restituire al suo ambiente naturale. Il salvataggio rappresenta un esempio concreto di quanto possa essere importante la collaborazione di chi vive e frequenta quotidianamente il mare. La tempestività nella segnalazione e il corretto intervento possono infatti fare la differenza quando un animale marino si trova in difficoltà. L’episodio conferma inoltre l’impegno della Guardia Costiera nella tutela dell’ambiente e della biodiversità marina, anche attraverso la disponibilità del proprio personale e delle competenze specialistiche necessarie per intervenire in situazioni delicate. Ora la piccola Caretta caretta dovrà affrontare il periodo di cura e riabilitazione. La speranza è che gli accertamenti e le terapie possano consentirle di tornare presto in mare e riprendere il proprio viaggio lungo le coste dell’Adriatico.

20/08/2026 19:29
Tic Tac, il cinema marchigiano conquista Barcellona: nomination come Best European Short Film

Tic Tac, il cinema marchigiano conquista Barcellona: nomination come Best European Short Film

Il cinema marchigiano torna a farsi notare sulla scena internazionale. “TIC TAC”, cortometraggio di Emilio Mercanti, ha ottenuto una nomination ufficiale nella categoria Best European Short Film al Love & Hope International Film Festival di Barcellona, rassegna internazionale in programma nella città catalana dal 14 al 17 ottobre 2026. Il titolo compare nell'elenco delle Official Nominations 2026 pubblicato dall'organizzazione del festival. Il vincitore della categoria sarà proclamato durante la cerimonia di premiazione conclusiva del 17 ottobre. Il sito ufficiale descrive il premio Best European Short Film come il riconoscimento dedicato ai migliori cortometraggi realizzati e prodotti in Europa, valutati per originalità, regia, qualità produttiva, interpretazioni e forza complessiva dell'opera. Per TIC TAC si tratta di un nuovo passaggio nel percorso internazionale iniziato dopo la realizzazione del film. Il cortometraggio era già stato inserito nella Official Selection 2026 del festival di Barcellona, che sul proprio sito lo presenta come un'opera italiana diretta da Emilio Mercanti della durata di poco meno di 25 minuti.  Al centro della storia c'è Phil, interpretato da Riccardo Andreucci, intrappolato in un loop temporale che lo costringe a rivivere una realtà apparentemente immutabile e a confrontarsi progressivamente con le proprie decisioni. Accanto a lui ci sono Mary, interpretata da Linda Campana, e l'enigmatico Daemon, interpretato da Simone Riccioni. Attraverso il meccanismo della ripetizione, il cortometraggio utilizza il tempo come elemento narrativo ma anche psicologico, costruendo una riflessione sulle scelte, sull'identità e sulla possibilità di spezzare i meccanismi nei quali si rimane intrappolati. Il cast e l'impianto narrativo erano già stati raccontati dalla stampa marchigiana in occasione delle precedenti tappe festivalieri del film. La nomination di Barcellona arriva infatti dopo un percorso che aveva già portato TIC TAC, nel novembre 2025, tra i finalisti dell'Amarcort Film Festival di Rimini, una delle precedenti tappe italiane del progetto. Per Mercanti il risultato si inserisce in una fase particolarmente intensa del percorso cinematografico. Il regista è impegnato anche nel lungometraggio “Quello che resta di noi”, diretto insieme a Simone Riccioni e realizzato nelle Marche: il progetto aveva portato la troupe tra le location del territorio maceratese, tra cui Corridonia, ed era già stato raccontato nell'estate 2025 dalla stampa locale. Ora l'attenzione torna però su TIC TAC e su Barcellona. Il Love & Hope International Film Festival si svolgerà dal 14 al 17 ottobre, mentre l'ultima serata sarà dedicata alla proclamazione dei vincitori. Per il cortometraggio di Mercanti, la nomination nella categoria Best European Short Film rappresenta così un nuovo riconoscimento del percorso compiuto dall'opera fuori dai confini regionali e nazionali.  

19/08/2026 11:39
San Severino, l'urna di San Pacifico trasferita a San Domenico: ultimata la traslazione

San Severino, l'urna di San Pacifico trasferita a San Domenico: ultimata la traslazione

Le spoglie mortali di San Pacifico sono state trasferite nella chiesa di San Domenico, nel cuore di San Severino Marche, in vista dell'imminente apertura dei cantieri per la ricostruzione post-terremoto del complesso del santuario. I lavori interesseranno infatti la struttura francescana e prevedono anche l'abbattimento dell'ex dormitorio. La delicata operazione di trasferimento dell'urna si è svolta nella mattinata alla presenza del padre guardiano del Convento, fra Luciano Genga, e del sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, considerato che la chiesa di San Domenico è di proprietà comunale. San Domenico diventa il nuovo punto di riferimento Per tutta la durata dei lavori di restauro e messa in sicurezza del santuario, la chiesa di San Domenico sarà il principale luogo di riferimento per le funzioni e gli appuntamenti liturgici che normalmente si svolgono nella struttura francescana. Qui saranno ospitate le celebrazioni quotidiane, le iniziative pastorali e culturali organizzate dalla comunità dei Frati Minori e anche i festeggiamenti solenni di settembre dedicati a San Pacifico, compatrono della città. Per celebrare questo passaggio particolarmente significativo per la comunità settempedana, è stata organizzata una celebrazione solenne domenica 23 agosto alle 18:30, nella chiesa di San Domenico. Al termine della funzione religiosa è previsto anche un buffet conviviale aperto a tutta la cittadinanza. San Pacifico torna simbolicamente nel cuore della città Il trasferimento assume anche un forte valore simbolico. San Pacifico torna infatti nei luoghi in cui nacque e trascorse parte della sua vita religiosa, prima della morte avvenuta il 24 settembre 1721, all'età di 68 anni. Al secolo Carlo Antonio Divini, San Pacifico nacque a San Severino Marche il 1° marzo 1653 da Antonio Maria Divini e Mariangela Bruni. Rimasto orfano ancora bambino, fu affidato allo zio materno, arcidiacono della cattedrale, e crebbe in un ambiente caratterizzato da austerità e raccoglimento. A soli 17 anni entrò tra i Frati Minori nel convento di Forano, assumendo il nome di fra Pacifico, mentre a 25 anni venne ordinato sacerdote. Predicatore e uomo di fede San Pacifico dedicò gran parte della propria vita alla predicazione, alla filosofia, all'apostolato e alla confessione, operando in diverse località delle Marche. La sua vita fu segnata anche da importanti sofferenze fisiche: una dolorosa piaga alla gamba, la sordità e infine la cecità. Nonostante le difficoltà, visse le proprie condizioni con serenità e spirito di penitenza, trovando nella contemplazione e nella preghiera il proprio sostegno. La sua fama si diffuse in tutta la regione anche per le doti profetiche che gli venivano attribuite, tra cui la previsione del devastante terremoto del 1703, oltre che per numerosi prodigi e guarigioni riconosciuti alla sua intercessione. Fu inoltre padre guardiano della comunità di Santa Maria delle Grazie. San Pacifico venne beatificato da Papa Pio VI nel 1786 e proclamato santo da Papa Gregorio XVI nel 1839. Ancora oggi rappresenta per la comunità settempedana un riferimento centrale per la fede, l'identità e la memoria storica della città.

18/08/2026 12:50
Fra Sergio Lorenzini torna a Renacavata: sarà il nuovo padre guardiano. "Un orgoglio per tutta San Severino"

Fra Sergio Lorenzini torna a Renacavata: sarà il nuovo padre guardiano. "Un orgoglio per tutta San Severino"

SAN SEVERINO MARCHE – La comunità settempedana si stringe attorno a fra Sergio Lorenzini, nuovo padre guardiano del convento di Renacavata a Camerino. A rivolgergli le felicitazioni e gli auguri di buon lavoro è il sindaco della città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, a nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera comunità. Per fra Sergio si tratta di un ritorno particolarmente significativo. Dopo sette anni alla guida della Provincia dei Frati Minori Cappuccini delle Marche, in qualità di ministro provinciale, torna infatti a Renacavata, luogo di straordinario valore per l’Ordine: è considerato la culla dei Cappuccini, nati nel 1528, e il primo vero convento dell’Ordine da cui l’esperienza francescana si è successivamente diffusa. «Per la nostra comunità – sottolinea il sindaco Piermattei – è un grandissimo motivo di orgoglio vedere un concittadino come fra Sergio ricoprire un ruolo di così alta responsabilità spirituale e culturale. Il legame tra fra Sergio e la sua San Severino Marche è profondo e indissolubile». Tra le iniziative più significative legate a fra Sergio Lorenzini c’è il Cammino dei Cappuccini, progetto nato nel 2019 e concretizzatosi a partire dal 2021, oggi riconosciuto dal Ministero del Turismo e inserito nel Catalogo dei Cammini religiosi italiani. L’itinerario si sviluppa per circa 400 chilometri attraverso l’entroterra marchigiano, collegando 17 tappe da Fossombrone ad Ascoli Piceno e arrivando proprio a Renacavata, cuore del percorso. Un itinerario che negli ultimi anni ha portato numerosi pellegrini e camminatori da tutta Italia e dall’estero anche a San Severino Marche, con una tappa particolarmente significativa al Santuario del Santissimo Salvatore in Colpersito. Il luogo riveste un ruolo speciale nella tradizione francescana: è infatti l’unico sito delle Marche citato per due volte nelle più antiche fonti biografiche relative ad altrettanti soggiorni di San Francesco d’Assisi. Secondo la tradizione, proprio a Colpersito Francesco incontrò e convertì il trovatore Guglielmo da Lisciano, divenuto poi fra Pacifico, conosciuto come il “Re dei versi”. Qui, inoltre, il santo avrebbe donato la celebre pecorella alle religiose che allora abitavano il luogo. Nel messaggio di auguri, l’Amministrazione comunale ha voluto ricordare anche la vicinanza dimostrata negli anni dai Frati Cappuccini alla comunità settempedana. Un rapporto concretizzatosi anche attraverso un gesto di grande generosità: la donazione di un edificio scolastico alla Città di San Severino Marche, resa possibile grazie al contributo e all’impegno di fra Sergio Lorenzini. «Un gesto di straordinaria generosità e di concreta attenzione al futuro dei più giovani», sottolinea l’Amministrazione comunale, rinnovando la propria gratitudine ai Cappuccini per la vicinanza alla città. Nel messaggio rivolto alla cittadinanza, il Comune invita infine a sostenere la candidatura del convento di Renacavata nell’ambito del censimento “I Luoghi del Cuore” del FAI 2026. Il convento è tra i luoghi sostenuti dal progetto “In Cammino con i Cappuccini”, al quale anche San Severino Marche ha aderito. L’obiettivo è valorizzare e tutelare un luogo di straordinario significato storico, religioso e culturale, rafforzando al tempo stesso la rete dei territori attraversati dal Cammino dei Cappuccini. La comunità settempedana guarda dunque con orgoglio al nuovo incarico di fra Sergio Lorenzini, in un luogo che rappresenta uno dei cuori della storia cappuccina e che mantiene un legame profondo con San Severino Marche.

17/08/2026 12:30
Mogol compie 90 anni: quella notte a Musicultura tra applausi e ricordi

Mogol compie 90 anni: quella notte a Musicultura tra applausi e ricordi

Novant'anni e una vita intera consegnata alla musica italiana. Mogol, al secolo Giulio Rapetti, festeggia oggi un traguardo importante. E tra le tante tappe della sua lunghissima carriera ce n'è una che, a Macerata, ha lasciato un ricordo particolare: quella del 2023, quando fu ospite d'onore della 34ª edizione di Musicultura. Un ritorno che aveva portato il grande autore nel cuore della città, tra gli appuntamenti de La Controra e le serate finali allo Sferisterio. Un passaggio che Musicultura volle dedicare a una delle figure che più hanno segnato la storia della canzone italiana. Ma prima delle luci dello Sferisterio, Mogol incontrò il pubblico di Musicultura attraverso la redazione Sciuscià, il progetto editoriale del Festival curato dai giovani giornalisti. A intervistarlo fu proprio una ragazza della redazione, in un confronto che mise in luce la grande umanità e semplicità dell'autore. Mogol ripercorse alcuni momenti della sua carriera, dal legame con Lucio Battisti a quello con Mario Lavezzi, raccontando ricordi e riflessioni sul suo lungo percorso artistico. Poi arrivò il momento dello Sferisterio. Durante la serata conclusiva di Musicultura 2023, Mogol fu accolto da una standing ovation. Sul palco parlò anche del suo modo di intendere la creatività e la nascita delle canzoni, prima di essere raggiunto da Gianmarco Carroccia, interprete del repertorio di Mogol e Battisti. Insieme riportarono sul palco alcuni brani simbolo di quel sodalizio: Emozioni, I giardini di marzo e Il mio canto libero. Ma quella sera non fu soltanto musica. Arrivò anche il riconoscimento che Musicultura aveva scelto di dedicargli: la Targa per Alti Meriti Artistici, conferita dalle Università di Macerata e Camerino. Un premio per una carriera che, all'epoca, superava già i sessant'anni e che ha attraversato la scrittura musicale, l'editoria, la tutela del diritto d'autore e la formazione. La motivazione parlava di una storia capace di diventare leggenda e di parole trasformatesi in patrimonio condiviso da più generazioni. Così, quel giugno del 2023, Mogol visse Musicultura da entrambe le parti: prima il confronto diretto, quasi informale, con una giovane voce della redazione Sciuscià; poi il grande palco dello Sferisterio, davanti a migliaia di persone, per ricevere un riconoscimento alla carriera. Due momenti molto diversi, ma forse accomunati dalla stessa caratteristica: la disponibilità di un grande autore a raccontarsi senza mettersi su un piedistallo. Ed è anche per questo che, a distanza di tre anni, il passaggio di Mogol a Musicultura resta una delle immagini più significative da ricordare oggi, nel giorno dei suoi 90 anni: un maestro della canzone italiana seduto davanti a una giovane intervistatrice, pronto a raccontare la propria storia, e poche ore dopo sotto le luci dello Sferisterio, circondato dagli applausi e dalla musica che quella storia ha contribuito a costruire. 

17/08/2026 11:19
Cingoli, la gallina fa il “regalo” di Ferragosto: uovo da 220 grammi

Cingoli, la gallina fa il “regalo” di Ferragosto: uovo da 220 grammi

Un regalo di Ferragosto decisamente fuori misura, arrivato direttamente dal pollaio. È quello che si è ritrovato tra le mani a Cingoli Giancarlo Marconi, che il 12 agosto 2026 ha fatto una scoperta davvero sorprendente: una delle sue galline ha deposto un uovo gigante del peso di ben 220 grammi. Per rendere l'idea, si tratta di un uovo che pesa più di tre uova normali. Una vera particolarità, tanto da lasciare lo stesso Marconi incredulo di fronte a una sorpresa che, racconta, non aveva mai visto prima. «La sorpresa quando mi sono accorto che c'era questo uovo gigante, eccezionale, mai visto una cosa del genere fatta da una gallina», racconta Giancarlo Marconi. «Per me è stata tutta una sorpresa». Il ritrovamento è avvenuto il 12 agosto, proprio alla vigilia di Ferragosto. E viene quasi da pensare che la gallina abbia voluto fare un regalo speciale per la festa: altro che uovo al tegamino, qui c'è materiale per una frittata formato famiglia. Prima di pensare alla frittata, però, Marconi ha voluto avere qualche rassicurazione sulla possibilità di consumare l'uovo. «Mi sono informato dalla veterinaria se può essere stato commestibile e mi ha detto che cotto bene non dovrebbe far male», spiega. Una cosa è certa: nel pollaio di Giancarlo Marconi, almeno per quest'anno, il Ferragosto è arrivato con un regalo davvero speciale. E se la gallina voleva stupire, ci è riuscita davvero alla grande.

14/08/2026 14:15
Midnight Breakout, la band di Potenza Picena sogna l'Ariston: il 16 agosto la sfida a Livorno

Midnight Breakout, la band di Potenza Picena sogna l'Ariston: il 16 agosto la sfida a Livorno

Dopo il successo sul palco dell'Hard Rock Café di Firenze, i Midnight Breakout si preparano al prossimo appuntamento della loro corsa verso Sanremo. La giovane band marchigiana sarà protagonista il 16 agosto a Livorno, nell'ambito del Food and Rock Festival alla Rotonda di Ardenza, dove si giocherà un pass per le finali nazionali di Sanremo Rock & Trend 2026. Per il gruppo nato nel 2024 a Potenza Picena, quella di Livorno rappresenta una tappa decisiva verso il sogno di esibirsi sul leggendario palco del Teatro Ariston, dove a metà settembre sono in programma le finali nazionali della 39ª edizione della manifestazione. Il percorso dei Midnight Breakout è iniziato con la partecipazione alla competizione regionale e ha trovato un importante riscontro nell'appuntamento fiorentino. Sul palco dell'Hard Rock Café di Firenze, i cinque giovani musicisti hanno conquistato pubblico e giuria grazie a una proposta caratterizzata da energia, sonorità graffianti e un'identità musicale ben definita. La band propone un modern alternative rock costruito su chitarre distorte, ritmiche incalzanti e una presenza vocale particolarmente intensa. Nei loro brani originali trovano spazio anche tematiche legate alla realtà sociale contemporanea, elemento che contribuisce a definire il carattere della formazione marchigiana. La tappa del Food and Rock Festival di Livorno rappresenta dunque un passaggio fondamentale: sarà il penultimo appuntamento prima dell'eventuale accesso alle finali nazionali di Sanremo Rock & Trend 2026. Sul palco della Rotonda di Ardenza, i Midnight Breakout avranno l'opportunità di confrontarsi con altre giovani realtà emergenti del panorama rock italiano e presentare al pubblico i propri brani. "Il nostro obiettivo è portare la nostra musica e la nostra grinta sul palco dell'Ariston. Suonare a Livorno sarà un'ulteriore occasione per dare il massimo e dimostrare chi siamo", raccontano i componenti della band. L'appuntamento è quindi fissato per la sera di domenica 16 agosto. Per i Midnight Breakout la strada verso il sogno dell'Ariston passa ora da Livorno.

12/08/2026 19:00
Montelago, i rifiuti diventano arte: il "Trono di gazebi" vince la prima edizione di RubbishArt

Montelago, i rifiuti diventano arte: il "Trono di gazebi" vince la prima edizione di RubbishArt

Ha ottenuto consensi unanimi l’edizione “zero” del concorso “RubbishArt” promosso dagli organizzatori di Montelago Celtic Festival e da Cosmari che da anni collaborano insieme per la preservazione e la puliza dei luoghi che ospitano l’evento. L’iniziativa è nata con l’intento di promuovere e preservare il patrimonio ambientale e culturale proprio di Montelago e delle terre alte della Marca come elemento fondante per uno sviluppo inclusivo e sostenibile della comunità, valorizzare il talento e la creatività, promuovere la consapevolezza dell’importanza della raccolta differenziata e della minor produzione dei rifiuti. Il concorso prevedeva la realizzazione di opere, installazioni e scultore eseguite obbligatoriamente con rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata, in piena libertà stilistica. Le opere partecipanti sono state valutate da una giuria composta da: Maurizio Serafini ideatore di Montelago, Paolo Gattafoni Presidente Cosmari, Marzia Mattioli Direttore Legambiente Marche, Michela Bussolotto e Andrea Bernabei di Cosmari. Organizzazione e segreteria Luca Romagnoli Ufficio Stampa Cosmari. E’ stato deciso di fare una classifica a parte per gli under 10 Leone e Ettore Magnaterra che hanno realizzato un “bigliardino pazzo” e una “spada” utilizzando cartone cannucce, posate, colori lattine e bottiglie. Tra gli adulti, ai primi posti, il simpatico cane “Whiskey”, ormai adottato come mascotte del festival, di razza “best bau”, realizzato con lattine di alluminio e plastica da Riccardo Serafini, seguita da “Perlifica”, un’opera di Elisa Sezlini, ispirata alla canzone di Caparezza, composta da lattine, filo di cotone, plastica e scotch. Molto apprezzato l’ecosistema fantasy intitolato “”Eco-Lives” fabbricato con semi, fil di ferro, the scaduto, carta, tela, cartone, gusci, bottiglie, fiammiferi usati, sale grosso e altri materiali usati. Al terzo posto la giuria ha voluto premiare “Il suono della fratellanza”, un’arpa ideata da Manolo Veroli e Cinzia Scarponi con l’intento di richiamare con gli elementi della natura tutti i fratelli del popolo di Montelago, utilizzando legno, alluminio e plastica. Al secondo posto la “Rinascita dopo il temporale” realizzata dopo la tempesta che ha distrutto 3 gazebi si 4 che come una fenice sono rinati sotto una nuova forma, usando proprio i resti di gazebo, nastro adesivo e “tanta speranza” dal gruppo capitanato da Stefano Bisonni. A vincere il concorso “RubbishArt” è stato il gruppo proveniente da La Spezia di Raffaele Biancalani che ha realizzato un maestoso “Trono di gazebi”, una originale istallazione fatta di bancali di legno, alluminio, acciaio e plastica dei gazebi “sacrificati dalla furia di Thor”. L’opera è stata particolarmente apprezzata tanto che moltissime persone hanno voluto sedersi sul trono per farsi fotografare.          Abbiamo voluto promuovere questa originale iniziativa – sottolinea il Presidente di Cosmari Paolo Gattafoni – insieme agli amici di Montelago con i quali abbiamo una partnership importante da diversi anni per questo grande evento considerato eco-green per sensibilizzare i partecipanti sulle tematiche ambientali, sulla raccolta differenziata e sul riuso dei rifiuti e soprattutto sul rifiuto dei luoghi che ospita la manifestazione. Siamo certi che il nostro concorso “RubbishArt” sarà, negli anni a venire, istituzionalizzato all’interno del programma ufficiale di Montelago. Il concetto del contest voluto dal Cosmari a Montelago ha l'intento di trasformare in arte il rifiuto del festival – aggiunge Maurizio Serafini –, sviluppare creatività e riciclo è stato sempre un obiettivo da perseguire e quest' anno è stato lanciata la prima edizione del concorso tra il popolo di Montelago. Non avevo dubbi che avrebbe risposto alla grande. Dieci concorrenti per dieci opere, tutte profondamente legate allo spirito del festival. Ha vinto quella che reputavo più vicina alla filosofia che unisce i partecipanti, ovvero un trono (non di spade) realizzato con i resti della paletteria di un gazebo distrutto da un’improvvisa tempesta di pioggia e vento. Rappresenta la capacità di saper vedere oltre la disgrazia, la capacità di ricostruire, di dare un senso alle macerie e allo scarto. È una forma liquida di pensiero che simboleggia il valore effimero delle cose e la transitorietà della vita e della stessa città nomade.  

12/08/2026 15:10
Villa Cozza accoglie il RotaryClub: un pomeriggio all'insegna della condivisione e dell'altruismo

Villa Cozza accoglie il RotaryClub: un pomeriggio all'insegna della condivisione e dell'altruismo

Il Rotary Club Macerata, in collaborazione con il Rotaract Club Macerata, ha promosso nei giorni scorsi un pomeriggio di incontro e condivisione presso la struttura di Villa Cozza, dedicato agli ospiti del centro. Ad accompagnare l’iniziativa sono stati la musica di Giorgio Marcolini e della sua Band, momenti di gioco, gelati e tanta voglia di stare insieme, con l’obiettivo semplice ma prezioso di regalare alcune ore di serenità e festa agli anziani ospiti della struttura. È stato un momento intenso, sereno e autentico, che ha ricordato a tutti quanto siano semplici e allo stesso tempo importanti la solidarietà, la compagnia e l’ascolto. Un pomeriggio vissuto con leggerezza, fatto di sorrisi, musica e relazioni sincere. Non solamente un pomeriggio dedicato agli ospiti di Villa Cozza, ma la possibilità di uscirne tutti quanti più arricchiti di prima, nel segno dell'altruismo. "Le persone anziane custodiscono un patrimonio di storie, esperienze, memoria e umanità che rappresenta una vera ricchezza per la comunità.Incontrarle, ascoltarle e condividere con loro momenti di gioia è stato un dono reciproco". Il Rotary Club Macerata e il Rotaract Club Macerata desiderano esprimere un sentito ringraziamento a Letizia Colucini, responsabile della struttura, e a Laura Panichelli, responsabile del settore educativo, per la disponibilità, l’accoglienza e la collaborazione che hanno reso possibile questa bella iniziativa. Per il Rotary, servire significa anche questo: creare occasioni di vicinanza, valorizzare le relazioni umane e ricordare che, spesso, il gesto più bello è semplicemente regalare un sorriso.

12/08/2026 14:40
Un anno senza Mario Graziosi: il "poeta contadino" che continua a vivere nei suoi racconti

Un anno senza Mario Graziosi: il "poeta contadino" che continua a vivere nei suoi racconti

di Giovanni Paolo Carlino Giuliani Un anno fa, ci lasciava Mario Graziosi, conosciuto a Colmurano come il "poeta contadino". Questa indiscutibile e triste verità però nasconde tra le sue pieghe un'altra realtà, e cioè che Mario è ancora qui, vicino a noi, talmente vicino che se solo volessimo le sue parole risuonerebbero distintamente nel nostro cuore. Il ricordo è fondamentale per la nostra esistenza. Senza la memoria non esisterebbe l'esperienza e nessuno tra noi riuscirebbe a parlare neppure di sé stesso. Mario Graziosi scriveva della vita di campagna, degli usi e dei costumi di tempi passati, intimamente legati alla terra, all'aria, al fuoco, all'acqua... Ci parlava dell'importanza della semplicità e di come la "moderna società" ci stava cambiando profondamente senza che ce ne rendessimo conto... e questo produceva in lui una lacerante malinconia. Parlava di un passato amaro, faticoso, povero, fatto sì di grandi sacrifici, ma anche di profonda dignità. Un passato che, a ben guardare, non è peggiore del futuro che ci stiamo costruendo, fatto per lo più di fin troppo facili e vuote aspettative... imposte da altri. Ecco perché in questo nostro ricordo di Mario, lasciamo che sia Mario a ricordare: "Sono nato nei primi minuti del 2 febbraio 1948, al numero sei di contrada San Valentino Campolargo di Loro Piceno. Sono cresciuto "a pangótto" (pane bollito), come si diceva in quel tempo. Sì, nella "sotto-alimentazione" consentita dai circa ottomila metri quadrati di terreno [poco più della superficie di un campo di calcio per professionisti] di proprietà di nonna Carolina da cui attingere il sostentamento per la nostra famiglia composta da cinque persone; unitamente ai proventi di qualche giornata che, qua e là, mio padre poteva guadagnarsi grazie al suo duro lavoro. La nostra casa era più o meno simile alle altre della stessa zona: pavimento in mattoni, soffitto con travature in legno a vista, porte e finestre in legno... laddove per le porte, non esisteva il telaio, e questo consentiva l'agevole passaggio di insetti e di topi. A proposito di topi… quella casa, era attaccata a un'altra abitazione che era stata la prima a restare inabitata nell'ormai desolata contrada. Il proprietario, che a volte veniva per lavorare, spesso ci dormiva. Una di quelle notti sentimmo provenire dalla casa del vicino dei forti e ripetuti rumori. Al mattino ci raccontò di avere ucciso, con pugni e bastonate, ben quattordici topi, che avevano aperto un passaggio nell'angolo di muro prossimo al letto... Nella nostra casa gli interstizi delle porte lasciavano passare anche l'aria, che in inverno sembrava unirsi subdolamente alla drammatica scarsità di legna, e al fatto che i bambini, da dopo "la fasciatura" e fino alla cresima, circa sette/otto anni di età, vestivano con i pantaloni corti: a gambe nude... Ho ancora il vivo ricordo del dolore che provocavano i geloni ai piedi unitamente ai lividi di calore che si formavano per cercare di stare con le gambe il più possibile vicino al fuoco. Fuoco acceso in un camino che spesso rigurgitava una grande quantità di fumo che bruciava la gola e arrossava a tal punto gli occhi da farli lacrimare...". Cosa dire? Non si può aggiungere altro se non che Mario, dietro un volto scolpito dall'esperienza e dal sole della sua amata campagna, nella sua apparente semplicità fatta anche di prolungati silenzi e da un comportamento particolarmente schivo, contrario al moderno e assai comune desiderio di essere al centro di qualsiasi tipo di situazione... spesso ci stupiva, specialmente quando ricordava e raccontava aneddoti: storie più o meno vere e più o meno fantasiose, tramandate dalle "voci dei paesi" e, non da ultima, anche dalla sua. Questo è uno di quei racconti che ci aiuterà a sentirlo ancora qui, accanto a noi: "A Sarnano, molto tempo fa, viveva un bizzarro personaggio, famoso per la sua 'battuta facile'. I suoi numerosi racconti poi, oltre a suscitare ilarità, spesso lasciavano ampio spazio alla riflessione, il che non era poca cosa. Si chiamava Normato. Normato possedeva un piccolo cane che era libero di muoversi dove e come voleva. Un giorno, il macellaio del paese, pensò che fosse giunta l'ora di prendersi gioco di Normato e del suo cane, avrebbe così avuto anche lui la sua storiella da raccontare in giro. Con fare adirato il macellaio si avvicinò a Normato e gesticolando gli urlò: 'guarda che il tuo cane mi ha mangiato un chilo di carne!'. Normato, senza por tempo in mezzo e senza dire una sola parola, prese il cagnolino in braccio, mosse qualche passo, lo poggiò sulla bilancia della macelleria e finalmente parlò: 'Amico mio... vedi la bilancia? Segna poco meno di un chilo. Immaginiamo che questa sia la carne che ti manca... Ma ora, il mio cane dov'è?'" Grazie Mario. Aiutaci sempre a... ricordare.

12/08/2026 10:15
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