In una giornata dai ritmi concitati e passi svelti sul selciato caldo delle vie di Roma, ci siamo concessi una pausa mangereccia nel cuore del quartiere Prati, davanti a un’insegna che promette romanità senza compromessi: Hostaria Dino e Tony.
Sembra quasi che il tempo si pieghi, all'ingresso. Fuori il traffico incalza, ma qui dentro l’orologio batte il ritmo antico di una cucina che sa di casa, di festa in famiglia. L’aria è già un profumo e le puliture dei carciofi romaneschi fuori dal locale sono un preludio fragrante a un banchetto che sollazzerà i nostri palati e le nostre pance, consci del piacevole “abbiocco” cui andremo incontro.
All’interno, le pareti raccontano la storia di una famiglia; tra tutte le immagini che ci circondano, una attira subito la nostra attenzione. Due bambini, in bianco e nero, in piedi fianco a fianco. “Quella è la nostra prima foto insieme, a Pescara del Tronto, eravamo piccoli”, ci dicono Dino e Tony con un sorriso che scava la memoria. Poi, il dovere e la clientela chiamano i fratelli al “fuoco sacro” dei fornelli e ad accoglierci, con grane simpatia e gentilezza, e a raccontarci la storia di questo locale è la figlia di Dino, Rossella: “Era il 28 settembre del 1992: avevo quasi sei anni quando hanno aperto questa attività, con tante difficoltà, ma con una passione che non ha mai vacillato”.
E quella passione, oggi, la ritroviamo in ogni gesto. In quella cassa piena di carciofi pronti a diventare alla giudia, croccanti come vuole la tradizione. Nei pomodori col riso e patate, che sembrano usciti dalla cucina di una nonna. Nella trippa che profuma d’intingolo vero, e nella coda alla vaccinara che sfida l’appetito con la sua sontuosa consistenza.
Dino e Tony, originari di Tino di Accumoli, tra i Sibillini, il Gran Sasso e Monti della Laga, hanno portato a Roma il sapore della loro terra, amalgamandolo con l’identità fortissima della Capitale. Ne è venuto fuori un tempio della romanità, dove le voci dei clienti si fondono col tintinnio dei piatti, e dove ogni forchettata racconta qualcosa di chi cucina.
Il menù è un canto corale di piatti veraci: il trittico amatriciano con gricia, amatriciana e carbonara; le polpette al sugo come quelle della domenica; d’inverno, le puntarelle condite con quel pizzico d’aglio e acciuga. E poi i dolci, tutti rigorosamente fatti a mano: il tiramisù spolverato con l’amaro del cacao, il crème caramel che si scioglie amenamente in bocca.
Intorno a noi, volti e accenti che raccontano il mondo. New York, Atlanta, Santo Domingo, Chicago, Australia e Spagna. Si mangia, si sorride, ci si rilassa. L’hostaria è piena di ospiti affezionati che chiamano Dino e Tony per nome, e di viaggiatori che scoprono in un boccone quello che nessuna guida turistica può spiegare: l’unicità di una cucina che si tramanda di generazione in generazione.
Noi, tra una forchettata e l’altra, ascoltiamo storie, ridiamo con chi ci siede accanto. E mentre fuori Roma continua a correre, qui dentro, tra il profumo del guanciale di Amatrice e la voce allegra di Dino, Tony, Rossella, ci sembra di non avere fretta.
Sazi e con animo ritemprato salutiamo con gratitudine questa grande famiglia e, dopo una foto a immortalare il momento, si riprendono gli strumenti del mestiere e si riparte alla volta di un’intervista speciale, che promette riflessioni e rivelazioni.
"Un patto silenzioso tra uomini d’onore, che salvò due vite e l’onore dell’Italia”: così Lanfranco Minnozzi, presidente dell’A.N.P.I. di Tolentino, ricorda un episodio poco noto ma straordinario della Resistenza marchigiana, accaduto l’8 dicembre 1943 nei dintorni della città.
“Ho ricevuto – racconta Minnozzi – un’e-mail dall’avvocato Riccardo Chilosi di Roma, che mi ha trasmesso un racconto ricevuto dal padre, Cesare Chilosi, allora tenente comandante dei carabinieri di Tolentino tra il 1943 e il 1945. Una testimonianza preziosa, che getta nuova luce sulla collaborazione tra l’Arma e i primi gruppi partigiani locali nei mesi più drammatici dell’occupazione nazifascista”.
Secondo quanto riportato, nei giorni successivi all’armistizio dell’8 settembre 1943, mentre Tolentino era ancora sotto controllo tedesco e repubblichino, due militari britannici catturati furono affidati alla caserma dei Carabinieri in attesa della fucilazione.
“Fu in quel momento – prosegue Minnozzi – che il tenente Chilosi decise di agire. In segreto contattò il gruppo partigiano che si era formato a Carpignano, una piccola località tra Tolentino e San Severino. Era guidato da Pacifico Nerpiti ed era conosciuto come 'la banda di Piccinì', poi ufficialmente riconosciuto come primo nucleo partigiano delle Marche con la denominazione ‘Gruppo 201’”.
Tra Carabinieri e partigiani si raggiunse un accordo rischiosissimo: inscenare un attacco armato alla caserma per consentire la liberazione dei due prigionieri. “Chilosi – spiega Minnozzi – si fece trovare impreparato, con pochi uomini, così da giustificare la mancata reazione. Il piano funzionò. I due inglesi furono liberati e nessuna rappresaglia colpì la caserma o la famiglia del tenente”.
Per il suo gesto, e per il rifiuto di giurare fedeltà alla Repubblica Sociale Italiana, il tenente Cesare Chilosi ricevette un encomio ufficiale dall’Arma dei Carabinieri. “Oggi, a ottant’anni da quei fatti – conclude Minnozzi – sentiamo il dovere di ricordare e ringraziare chi, con coraggio e coscienza, ha saputo anteporre la salvezza di vite umane alla paura e alla sottomissione. Ringrazio di cuore il dottor Chilosi per aver condiviso con noi questa memoria, che rafforza la consapevolezza delle migliori energie morali del nostro Paese unite nella lotta per la libertà”.
Sabato 24 maggio il Salone del Teatro della Società Filarmonico Drammatica di Macerata ha ospitato la sesta edizione del Gran Ballo delle Candeline, l’appuntamento annuale organizzato dalla Società di Danza Macerata – Stile ‘800, affiliata alla Federazione Nazionale Società di Danza.
Oltre 80 danzatori provenienti da tutta Italia hanno preso parte al Gran Ballo, in un clima di festa e allegria: presenti moltissimi giovani, testimoniando come la passione per la danza storica sia oggi molto condivisa dalle nuove generazioni che, nei vari circoli, ne seguono le lezioni. Ospiti del Circolo di Macerata sono state le rappresentanze dei circoli di Pescara, Romagna, Roma (rappresentata dai tre circoli Sud, Centro e Nomentano), Faenza, Torino, Bologna, Verona-Lendinara, Campobasso e Maddaloni (Caserta). Presenti anche alcuni amici provenienti da Francia e Inghilterra.
Una serata danzante dedicata a due importanti ricorrenze: la Giornata Internazionale della Danza, promossa dall’UNESCO, e l’anniversario della fondazione dell’associazione maceratese. Gli ospiti sono stati accolti nell’elegante Palazzo Bourbon dal Monte, nel cuore del centro storico cittadino, che ha risuonato, come un tempo, delle musiche e delle coreografie tipiche del XIX secolo.
Il ballo è iniziato nel pomeriggio e ha animato il Salone fino a tarda sera. Il carnet ha proposto un repertorio articolato e variegato – valzer, quadriglie, mazurke, contraddanze – e il programma ha incluso, accanto alle danze ottocentesche, anche i balli di tradizione scozzese, restituendo il fascino di un’epoca in cui il ballo era non solo divertimento, ma anche forma d’arte, momento di socialità e condivisione.
Dopo la promenade d’ingresso, la serata è entrata nel vivo con il suggestivo Valzer Spagnolo, seguito dalla Marcia della Vedova Allegra – un richiamo al titolo inaugurale del prossimo Macerata Opera Festival – e non è mancato l’omaggio al “re del valzer” Johann Strauss figlio, nel bicentenario della sua nascita.
Le signore, abbigliate in eleganti abiti in stile, hanno restituito la grazia di un tempo, passeggiando nel pomeriggio per le vie del centro mentre si dirigevano verso via Gramsci. Gli abiti, realizzati con cura filologica e passione artigianale, hanno contribuito a creare un’atmosfera sospesa nel tempo, impreziosita dalla presenza degli uomini in abiti nella foggia dell’epoca, frac o in divise storiche.
Ha portato il saluto della Società Filarmonico Drammatica il presidente Enrico Ruffini, che si è detto lieto di poter ospitare nuovamente questo evento nella suggestiva cornice di Palazzo Bourbon del Monte, rinnovando l’attenzione dell’istituzione verso iniziative che coniugano cultura, bellezza e valorizzazione del patrimonio cittadino.
La serata ha visto anche la partecipazione straordinaria dell’associazione Macerata Scherma ASD. Il presidente, Alberto Affede, ha accolto con entusiasmo la proposta di collaborazione, sottolineando l’importanza di uno spirito di cooperazione tra le realtà culturali e sportive del territorio. Al Ballo era presente Carola Cicconetti, responsabile tecnico, Maestra di scherma alle tre armi, campionessa del Mondo nel 1982 e 1983, olimpionica a Los Angeles 1984, accompagnata dall’istruttore regionale Alfredo Gironelli e da Federico Carboni, allievo della scuola di scherma.
Gironelli e Carboni si sono esibiti in un’elegante dimostrazione dell’arte della spada, rievocando un duello tra gentiluomini. La loro presenza ha contribuito a rendere ancora più viva l’atmosfera d’epoca, mettendo in luce un’altra eccellenza cittadina che custodisce e tramanda un’arte antica, capace di evolversi nel tempo fino a diventare disciplina olimpica.
La Società di Danza Macerata – Stile '800, attiva presso il Centro Danza El Duende, promuove da anni la riscoperta e la pratica delle danze di società ottocentesca attraverso corsi settimanali aperti a chiunque desideri cimentarsi nel ballo alla maniera dell’Ottocento. Fondata e guidata dai Maestri Emanuela Fugante e Simone Albanesi, l’associazione offre corsi per tutti i livelli, contribuendo a far rivivere con rigore e passione l’eleganza del XIX secolo.
A testimonianza del valore culturale e sociale delle sue attività, nel marzo 2024 la Società di Danza Macerata è stata protagonista della trasmissione “Linea Verde Life” su Rai 1, con una puntata dedicata a Macerata che ha portato alla ribalta nazionale l’impegno dell’associazione e la suggestiva cornice della Filarmonico Drammatica.
Il Gran Ballo delle Candeline si conferma così non solo una raffinata esperienza culturale e artistica, ma anche un’occasione di interscambio tra città e territori, che contribuisce a far conoscere Macerata oltre i confini locali, attraverso una rete di relazioni fondate su cultura, bellezza e partecipazione.
È ufficialmente online la campagna Kickstarter per "By This Window", il primo album solista di Edoardo Petracci, compositore e performer originario di Civitanova Marche. Con un obiettivo di raccolta di 7.000 euro e in modalità "tutto o niente", la campagna resterà attiva fino al 12 luglio. Si tratta di un progetto musicale indipendente e profondamente personale, pensato come un'esperienza d’ascolto immersiva e visiva, capace di evocare emozioni, immagini e memorie attraverso un linguaggio sonoro raffinato e sperimentale.
“By This Window” non è semplicemente un disco, ma una vera e propria finestra sul mondo interiore dell’artista, un invito a rallentare, osservare e lasciarsi attraversare da suoni che si muovono tra tradizione e contemporaneità. Registrato in un piccolo studio allestito in una casa di campagna tra i boschi della Sila, in Calabria - terra che rappresenta parte delle radici familiari di Petracci - l’album nasce da un isolamento creativo e da un processo produttivo totalmente indipendente. È lì, in un contesto sospeso tra silenzio e natura, che il compositore ha dato vita a una serie di brani in cui strumenti acustici e sintetizzatori analogici dialogano in equilibrio tra malinconia e modernità.
Il suono dell’album è una fusione di elementi contrastanti: legni e corde convivono con texture elettroniche e riverberi glaciali, mentre arpeggiatori analogici si intrecciano a melodie che sembrano provenire da tempi remoti. Le tracce si muovono tra minimalismo, post-classica e sperimentazione contemporanea, riflettendo un'estetica compositiva che ha reso Petracci noto per la sua capacità di coniugare eleganza classica e innovazione sonora.
Il progetto si inserisce nel percorso di un artista che ha già attirato l’attenzione per il suo approccio innovativo alla composizione e alla performance, con incursioni in cinema, teatro e installazioni multimediali. La sua musica, spesso definita emotiva e raccolta, riflette una costante tensione verso la ricerca artistica e verso nuove forme di espressione, senza mai perdere il legame con l’eredità musicale del passato.
La campagna Kickstarter (qui il link) offre ai sostenitori numerose ricompense esclusive, tra cui l’album in formato digitale e vinile, merchandising originale e esperienze personalizzate come workshop, giornate in studio e concerti privati. Ogni contributo rappresenta un tassello fondamentale per la realizzazione di un progetto che punta a rimanere libero da vincoli commerciali, mantenendo intatta la visione artistica che lo ha generato.
"By This Window" è un invito a guardare dentro e fuori di sé, un viaggio musicale che nasce in solitudine ma si apre all’ascolto collettivo. Un'opera che, come la finestra evocata dal titolo, non impone uno sguardo, ma suggerisce una prospettiva. Sta ora agli ascoltatori decidere se attraversarla.
Una giornata speciale per la comunità di Macerata: Enrico Fioretti, conosciuto affettuosamente da tutti come "Righetto", festeggia oggi il suo centesimo compleanno, circondato dall’amore dei suoi familiari, amici e conoscenti.
Classe 1925, residente a Madonna del Monte, Righetto è una figura amata e stimata da intere generazioni. La sua vita è stata segnata da un instancabile impegno come agricoltore e da un profondo attaccamento ai valori che contano: la famiglia, il lavoro, il rispetto per gli altri.
Nel corso degli anni, Righetto si è fatto apprezzare per la sua onestà, la lealtà, la generosità d’animo e uno spirito semplice ma autentico, che ha lasciato un segno indelebile in chi lo ha conosciuto.
Il traguardo dei 100 anni sarà celebrato con un pranzo conviviale organizzato dai familiari, in un clima di affetto e gratitudine, per rendere omaggio a un uomo che, con il suo esempio quotidiano, ha saputo trasmettere valori profondi e insegnamenti di vita.
I comuni dell’Unione Montana Marca di Camerino – Pieve Torina, Serravalle di Chienti, Muccia, Camerino, Ussita e Fiastra – insieme all’Università di Camerino, saranno al centro della puntata di “Una gita fuoriporta”, in onda su Sky martedì 27 maggio.
Il tema scelto per raccontare questo angolo delle Marche è l’acqua, elemento simbolo di un territorio che si distingue per bellezze naturali, biodiversità e risorse ambientali uniche. Dalle sorgenti cristalline ai laghi, passando per ruscelli e torrenti che animano il paesaggio montano, l’acqua rappresenta una vera e propria chiave di lettura dell’identità locale.
“È importante promuovere le nostre bellezze e le nostre specificità in contesti televisivi che possano raggiungere un pubblico ampio”, afferma Alessandro Gentilucci, presidente dell’Unione Montana Marca di Camerino. “È un lavoro continuo di valorizzazione territoriale che portiamo avanti partecipando a fiere internazionali come la Bit di Milano o il Festival di Sanremo, e coinvolgendo anche emittenti nazionali come Sky. Il nostro obiettivo è raccontare un territorio vivo, che si sta rialzando con forza grazie alla ricostruzione, e che può offrire esperienze autentiche e coinvolgenti ai turisti”.
La puntata è stata realizzata in collaborazione con l’Unione Montana Marca di Camerino e Europe Direct Marca di Camerino, e sarà disponibile su tutte le piattaforme in chiaro, unendo la televisione tradizionale al mondo digitale e social.
Un traguardo che profuma di umanità, coerenza e passione: Mimmo, storico parrucchiere di Civitanova Marche, ha festeggiato 53 anni di attività nel suo salone “Mimmo Studio” in via della Vela. Per l’occasione, il sindaco Fabrizio Ciarapica e il consigliere Gianluca Crocetti hanno fatto visita al professionista, per omaggiarlo e riconoscere pubblicamente il valore di una vita dedicata con amore e artigianalità al suo mestiere.
Mimmo è un parrucchiere “di una volta”, come ama definirsi. Un artigiano che ha fatto della manualità la sua cifra distintiva, rifiutando scorciatoie e puntando tutto sulla qualità, sul rispetto del cliente e sull’autenticità del rapporto umano.
“Il segreto per durare così a lungo? Essere coerenti con se stessi – racconta Mimmo –. Offrire un lavoro di qualità, ma anche saper ascoltare, dare attenzione, restare umani. Io mi sento ancora pieno di voglia di vivere e di fare".
Nel suo salone si respira un’aria d’altri tempi, fatta di parole vere, di gesti precisi e di una professionalità che non ha mai rincorso le mode, ma ha saputo rinnovarsi rimanendo fedele ai suoi principi. È diventato un punto di riferimento per intere generazioni di civitanovesi diventando, nel tempo,uno spazio dove si coltiva l’ascolto, la fiducia, la vicinanza.
“Storie come quella di Mimmo sono un patrimonio prezioso per la nostra città – ha dichiarato il sindaco Fabrizio Ciarapica –. Dietro ogni taglio, ogni parola, c’è il valore profondo dell’artigianato e del rapporto umano. Mimmo rappresenta l’essenza di un lavoro fatto con dedizione, passione e dignità. In un mondo che spesso dimentica e ci ricorda ogni giorno quanto conti essere autentici. È un esempio per tutti”.
Il consigliere Gianluca Crocetti ha aggiunto: “Con Mimmo non si entra solo per un taglio di capelli, ma per fare un’esperienza fatta di empatia, cura e attenzione. È una figura storica per Civitanova, e il suo entusiasmo dopo tanti anni è la prova di quanto amore ha messo – e mette ancora – nel suo lavoro.”
Una visita per esprimere a Mimmo la gratitudine della città per ciò che ha rappresentato e continua a rappresentare: un testimone concreto di valori che durano nel tempo e che rendono grande una comunità.
Un ritrovamento di straordinaria importanza storica e archeologica è emerso durante i lavori di costruzione della Strada Pedemontana Marche-Umbria, nel tratto compreso tra Fabriano e Muccia. In prossimità del fosso Palente, nel territorio comunale di Camerino, è stato portato alla luce un abitato dell’età del ferro risalente al VII-VI secolo a.C., corredato da tracce di una necropoli.
L’intervento di scavo, condotto dalla ditta Kora srl sotto la direzione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, ha permesso di individuare tre capanne affiancate, di cui due di grandi dimensioni, e un contesto insediativo finora sconosciuto, che si presenta come un unicum nel panorama archeologico dell’area.
"Una campagna di indagini e scavi molto importante - ha commentato il Soprintendente architetto Giovanni Issini - frutto della professionalità e dedizione dei nostri archeologi e della collaborazione con Quadrilatero Marche Umbria Spa e le imprese coinvolte, che hanno seguito con attenzione le indicazioni della Soprintendenza per mettere in sicurezza i preziosi ritrovamenti".
Le strutture principali emerse sono tre capanne orientate lungo l’asse nord-ovest/sud-est. Le due più grandi, lunghe oltre 35 metri e larghe fino a 7, mostrano una pianta rettangolare absidata, con pareti fondate su trincee e grandi buche di palo - alcune del diametro di oltre un metro - a sostegno di imponenti tetti lignei.
La terza capanna, più piccola ma costruita secondo criteri simili, si affianca alle due principali, testimoniando un insediamento strutturato e stabile. Intorno a esse sono state individuate ulteriori buche di palo, probabilmente riferibili a strutture accessorie destinate ad attività domestiche o artigianali.
A poca distanza, è stato scoperto un fossato anulare del diametro di 13 metri, probabilmente parte di un complesso funerario, benché l’erosione abbia cancellato la sepoltura originaria.
Ciò che rende questo ritrovamento particolarmente rilevante è l'assenza di attestazioni precedenti simili nel territorio comunale di Camerino. Il sito si distingue per caratteristiche costruttive e dimensioni che lo rendono un caso unico, anche rispetto al coevo insediamento dell’età del ferro noto nella vicina Matelica, in località Cavalieri.
Materiali successivi, tra cui frammenti ceramici di età romana, indicano una continuità di frequentazione del pianoro, forse legata ad attività agricole o di passaggio. "Si tratta di una scoperta che riscrive la mappa archeologica dell’entroterra marchigiano – sottolineano gli archeologi coinvolti – offrendo nuove prospettive di studio sull’organizzazione degli insediamenti preromani nella regione".
Dietro la food influencer più amata d’Italia c’è una donna che ha fatto della semplicità una forza. La fermana Benedetta Rossi, regina della cucina social con oltre 18 milioni di follower, si è raccontata con disarmante onestà nella terza puntata di "Belve", il programma condotto da Francesca Fagnani, in onda questa sera su Rai 2 alle 21:20.
Alla celeberrima domanda, "Lei che belva si sente?", Benedetta ha risposto in maniera sorprendente: "Un rapace, l'allocco, non so se conosce. Per tanti motivi - ha spiegato -, anzitutto nella cultura popolare si dice che è fesso, in realtà non è così. È un animale che ascolta tantissimo, ha un udito straordinario e io sono una persona che ama ascoltare. Inoltre, è molto legato al suo territorio".
Durante l’intervista, Rossi ha ripercorso i suoi esordi nel 2011, quando la cucina era ancora solo passione e la telecamera un cavalletto casalingo: "Era un periodo complicato per me, avevo perso completamente fiducia in me stessa - confida - I commenti per ringraziarmi delle ricette mi facevano stare meglio. È stata proprio una sorta di terapia".
Alla domanda se si senta invidiata, Benedetta risponde senza filtri: "Tanti vorrebbero stare al posto mio, non si spiegano la mia popolarità e non gli va giù. Fatevene una ragione!". Poi l'ammissione di un difetto, "sono un po' permalosa".
Il confronto si fa più intenso quando Fagnani rievoca un momento difficile per la cuoca, quello in cui venne accusata di trasmettere un messaggio sbagliato sull’alimentazione. «Me ne hanno dette di tutti i colori - ricorda la food blogger -. Non mi sono arrabbiata per me, ma perché hanno attaccato la mia community. Le persone che mi seguono comprendono: spesso quei 20 centesimi risparmiati a fine mese possono fare la differenza. Quindi non puoi attaccarli per questo. Ho perso la testa, ero proprio disgustata".
Si parla anche di politica, ma la sua risposta è netta: "La politica non fa per me. Io cucino". Non mancano momenti più leggeri e ironici. Fagnani le chiede del suo abito da sposa bordeaux. "Quanto lo ha pagato?" – "49 euro!", risponde Rossi. La conduttrice scherza: "Ma con tutti i soldi che c’ha! Ha il braccetto corto?". Benedetta sorride: "Prima non ce li avevo questi soldi!".
E quando si parla di trasgressioni? Niente eccessi da copertina: "Devo fare la pennichella il pomeriggio", ammette l’influencer, scatenando la battuta di Fagnani: "No, la prego mi rovina il programma così".
L’intervista si chiude su un tono più intimo, con una riflessione sulla vita privata. Fagnani ricorda le parole del marito, che in passato ha parlato apertamente dell’assenza di figli. Rossi risponde con profondità: "Sì. Quell’amore che non è arrivato da un figlio è arrivato in un’altra forma a tutti e due. Abbiamo fatto squadra anche in quel momento".
Cingoli è tra le location principali del film "Il Principe della follia", scritto e diretto da Dario D'Ambrosi e attualmente in lavorazione nelle Marche. Le riprese si stanno svolgendo in questi giorni tra Jesi, Cingoli, Monsano, Castelfidardo, Montemarciano e Senigallia.
Prodotto da Red Post Production S.r.l., il film vanta un cast d’eccezione con Alessandro Haber, Andrea Roncato, Carla Chiarelli e Stefano Zazzera, affiancati dagli attori marchigiani Rebecca Liberati e Andrea Caimmi. Completano il cast Riccardo De Rinaldis, Francesco Venerando, Giorgio Belli, Valentina Romani, Jenny De Nucci e Federico Russo.
Il progetto è stato selezionato nell’ambito dei bandi promossi da Regione Marche PR-FESR 2021-2027, Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission, che sostengono tre nuove produzioni cinematografiche sul territorio.
A Cingoli, le riprese si sono svolte il 15 e 16 maggio presso gli Horti del Baio, una struttura immersa nel verde con vista panoramica sul lago di Cingoli, perfetta per valorizzare l’intensità visiva e narrativa del film.
"Siamo orgogliosi che Cingoli e i comuni della Vallesina, grazie al protocollo d’intesa sul cineturismo con Jesi capofila, stiano diventando sempre più attrattivi anche per il cinema", dichiara il sindaco Michele Vittori.
"Il cinema è un potente strumento di promozione turistica, ma anche un’opportunità concreta per l’economia locale, grazie al coinvolgimento di strutture ricettive, professionisti e fornitori del territorio -, aggiunge l’assessore al turismo e spettacolo Cristiana Nardi -. È il primo risultato tangibile del protocollo siglato due anni fa tra i comuni della Vallesina".
Domenica 25 maggio, dalle 16:00 alle 20:00, torna a Civitanova Alta "Giardini Nascosti", l’iniziativa che invita a scoprire e riscoprire i tesori più segreti del borgo tra bellezza, teatro e poesia. Ben 23 angoli nascosti, tra palazzi storici, cortili, luoghi pubblici e privati, si trasformeranno in teatri all’aperto, accogliendo performance artistiche, installazioni e momenti di riflessione.
L'edizione 2025, dedicata al tema "Il dono della gentilezza", è promossa dall’associazione Sentinelle del Mattino, con il patrocinio del comune di Civitanova Marche, della Pinacoteca Civica Moretti, dell’azienda Teatri e del Fai, e con la compartecipazione del Consiglio Regionale delle Marche, insieme a numerose realtà associative e scolastiche del territorio.
Una delle novità dell'edizione 2025 è il programma che anticipa l’evento: da martedì 20 a venerdì 23 maggio si svolgeranno laboratori relazionali di comunità, pensati per far dialogare le diverse generazioni sul tema della gentilezza. I partecipanti potranno cimentarsi nella costruzione di strumenti musicali o nella pittura decorativa su tendaggi con tecniche di timbratura. I lavori realizzati saranno poi inseriti nel percorso di visita di domenica 25.
Domenica, tra i tanti appuntamenti in programma,“La gente mormora”, uno spettacolo satirico di Piermassimo Macchini che andrà in scena alle ore 17.30 presso il Teatro Annibal Caro. L’ingresso è libero, con prenotazione consigliata. Presenti, anche, quest’anno Il Palco “Laboratorio Musicale”, con una piccola rappresentanza dell’Orchestra Parallela, l’associazione Nati per leggere e Nati per la musica che incontreranno bambini e famiglie .
Sempre domenica 25 maggio, dalle 16 alle 18, il Centro per la Famiglia (Vicolo San Silvestro 11) spalanca le porte del proprio cortile offrendo a tutti l’opportunità di scoprire la bellezza di un angolo naturale. Durante il pomeriggio si svolgeranno laboratori artistici e grazie alla collaborazione con gli artisti UCAI (Unione Cattolica Artisti Italiani) sarà possibile svagarsi e divertirsi con attività espressive. L’ingresso è libero e gratuito, non è necessaria la prenotazione.
La Pinacoteca Civica Marco Moretti, in corso Annibal Caro, sarà visitabile liberamente dalle 16:00 alle 20:00. Il punto ristoro è stato allestito in via Duca d’Aosta: oltre alla rosticceria Riva e Cluana Bibite, sarà presente anche la cooperativa sociale "A casa di Sergio" di Marina Palmense impegnata nell’inclusione lavorativa di ragazzi con disabilità. Per chi ha esigenze alimentari particolari, prodotti senza glutine saranno disponibili presso Hannibal Pub.
Per agevolare la partecipazione, Atac Spa attiverà un servizio navetta gratuito dalle 17:00 alle 23:00 con partenza dall’ITCG e dal parcheggio del convento dei Frati Cappuccini, e arrivo al piazzale Tramvia. In caso di maltempo, l’evento sarà rinviato a domenica 1 giugno.
PROGRAMMA COMPLETO
Nel Cortile di Palazzo Natinguerra, in via Oberdan, sarà allestita la mostra "Immaginario di pietre e colori". Sempre in via Oberdan, a Palazzo Paci, il pubblico potrà lasciarsi trasportare dalla musica celtica e medievale di "Senon & The Korrigans". A Palazzo Conte De Vico, in via Roma, saranno esposti i lavori dei laboratori Unitre. All’interno della scuola di recitazione E. Cecchetti, con ingresso da corso Annibal Caro, si terrà un incontro tra bambini, famiglie, letture e musica grazie ai progetti "Nati per Leggere" e "Nati per la Musica".
Il cortile di Ernesto Cecarini, in via Porta Zoppa 3, ospiterà una mostra privata, visitabile a gruppi contingentati di 20 persone. Nel giardino della Pinacoteca, in vicolo del Crocifisso, la Facoltà di Filosofia UNIMC propone un laboratorio filosofico per bambini sul tema "La gentilezza è forza o debolezza?". Al Chiostro San Francesco, in piazza XXV Luglio, si potrà visitare la mostra fotografica "Living Termini – Umanità in transito" di Claudio Colotti.
Nel cortile della famiglia Dalloro, in vicolo Tre Ponti, è allestita una mostra fotografica curata da Andrea Berrettoni e Francesco Saverio Lopazio. Alla Torre di Porta Marina sarà visitabile la mostra "Restiamo Umani – La vita sopravvissuta della natura umana verso le piante" di Paola Tassetti e Chiara Crisoliti. Nel giardino di vicolo Tre Ponti, si esibirà "Il Palco", con una piccola rappresentanza dell’Orchestra Parallela.
A Palazzo Famiglia Vivas, in corso Annibal Caro 24, il Museo Magma presenterà "Le Pacha Mama", con ceramiche di Ferdinando Vassallo. Nel giardino di Carlotta Mussio, in vicolo Chienti, le cantastorie Laura Gabrieli e Tiziana Ciamberlini porteranno in scena racconti e poesie tra suoni e canti. Il cortile della scuola media G. Ungaretti, in via Aurora, ospiterà i "Giardini Mistici dei Visionari".
Nel giardino Giovanni Acquaroli, in vicolo Chienti, si terranno giochi da tavolo e di ruolo per tutte le età. L’Ex Pescheria, in via del Mercato, ospiterà i laboratori esperienziali “Tu sei natura” a cura di Marco Borzacchi, Arte Misia, Daniela Castellani e Roberto Butani. Il Museo Magma, in piazzale Garibaldi, ospiterà tre mostre: “FUCK WAR”, “L’io e il mondo” e la performance “Cravon Fire” di Ferdinando Vassallo.
Al Teatro Annibal Caro, alle 17.30, andrà in scena lo spettacolo satirico di Piermassimo Macchini "La gente mormorano", con ingresso libero e prenotazione consigliata tramite Eventbrite. In sala Pio X, in vicolo della Colonna 2/A, si terrà la mostra “Conosci gli IMI, eroi dimenticati?”, incentrata sulla storia di un deportato civitanovese e dei 650.000 italiani internati nei lager nazisti.
In piazza dell’Unità, la Scuola di Musica G. Cattolica proporrà tre esibizioni. In piazza della Libertà, uno spettacolo di magia comica con Mago Prestigiatore animerà il pomeriggio. In piazza XXV Luglio, lo spazio STED proporrà un laboratorio di jeans e un’esposizione su moda sostenibile.
Il Centro per la Famiglia, in vicolo San Silvestro 11, ospiterà il progetto "Famiglie al Centro", promosso dal Comune e ASP Paolo Ricci, con laboratori artistici per grandi e piccoli in collaborazione con UCAI, dalle 16.00 alle 18.00.
Il comune di Sarnano, nei giorni scorsi, ha consegnato un assegno simbolico ai genitori dei bambini nati nel corso del 2024, come segno concreto di attenzione e sostegno alle famiglie del territorio.
Questa iniziativa si inserisce in una più ampia visione di cura della comunità e dell'ambiente: a breve verrà avviata la piantumazione di un albero per ogni bimbo nato, un gesto dal forte valore simbolico e ambientale.
L'area destinata alla piantumazione è già stata individuata, e sarà presto allestita per accogliere i nuovi alberi, diventando un luogo dedicato alla crescita, alla memoria e alla speranza. L'amministrazione comunale rinnova così il proprio impegno per un futuro che valorizza i legami familiari, il rispetto per la natura e la costruzione di una comunità solidale e sostenibile.
Il binomio Ascani e Civitanova Marche è sempre più vincente anche fuori dalla regione Marche. È arrivata l'ufficialità: il locale "La Serra" è stato premiato ai Dance Music Awards come miglior RistoClub d’Italia, un riconoscimento prestigioso che celebra l’eccellenza di una struttura che, dal 2019, ha saputo affermarsi con stagioni di grande successo, numeri importanti e un’identità artistica unica.
Un premio nazionale, quello del Dance Music Awards, dedicato agli artisti, dj, produttori e location con l'obiettivo di premiare e valorizzare il talento e l'innovazione in questo settore, che onora l’intera famiglia Ascani. Insieme al successo de "La Serra" guidata dal "deus ex machina" Aldo Ascani, arriva anche un altro prestigioso riconoscimento grazie ad Edoardo Ascani, al timone del celebre Brahma e fondatore della "Leader Board", una delle agenzie di spettacolo più affermate in Italia. È stato premiato come Miglior Artistic Director d’Italia. Un doppio traguardo che riempie di orgoglio tutta la squadra.
Gli stessi protagonisti rivolgono un grazie speciale a tutti coloro - collaboratori, artisti, clienti - che hanno contribuito con la loro presenza e il loro supporto a rendere possibile questo ambito successo.
Nel cuore dei Monti Sibillini, a Cessapalombo, sorge il Giardino delle Farfalle, un luogo unico creato e gestito con passione da Fabiana Tassoni e Patrizio Guglini. “Abbiamo iniziato a sistemare questo luogo nel 2011 – racconta Fabiana – è di proprietà del Comune e abbiamo cercato di lavorare in sinergia con loro, migliorando dove spesso il pubblico da solo non riesce”.
Pensato per le famiglie con bambini e le scolaresche, il giardino è un invito a vivere la natura da vicino, osservando farfalle e altri impollinatori nel loro ambiente naturale.
"Abbiamo creato questo spazio proprio per favorire l’approccio in natura", spiega Fabiana. Il giardino è visitabile da aprile a fine settembre, il periodo migliore per osservare le farfalle libere all’aperto. Le visite guidate, dalle 10 alle 16, permettono di scoprire le caratteristiche di farfalle, falene e tanti altri insetti fondamentali per l’equilibrio degli ecosistemi.
“Parliamo dell’importanza degli habitat per questi insetti, non solo per le api mellifere, ma anche per api selvatiche, bombi, coleotteri e sirfidi, che spesso vengono sottovalutati”. Il percorso cambia ogni volta: a seconda della stagione si incontrano diverse piante e insetti, offrendo sempre nuovi spunti. "Ogni farfalla ha la sua pianta preferita dove deporre le uova, per questo nel tempo abbiamo piantato tante varietà che le attraggono, privilegiando le piante spontanee”.
Frutto di un lavoro costante e di una profonda conoscenza del territorio, il Giardino delle Farfalle è oggi un esempio virtuoso di tutela ambientale e valorizzazione locale. “Consigliamo di venire in momenti diversi dell’anno, perché ciò che si vede a primavera è diverso da ciò che si scopre in estate o all’inizio dell’autunno”.
Il comune di Recanati ha ricevuto oggi l’atleta recanatese di para-dressage Federica Sileoni, omaggiandola per i meriti sportivi raggiunti nella disciplina equestre. A riceverla, al Palazzo Comunale, erano presenti il sindaco di Recanati Emanuele Pepa e l’assessore allo sport Maurizio Paoletti.
"L’amministrazione comunale, con Federica Sileoni, è felice di celebrare una sua eccellenza cittadina, distintasi nella sua disciplina per i successi sportivi ma soprattutto per l’impegno e la costanza profusi – ha detto il sindaco Pepa – Le auguriamo ora una brillante carriera e che possa realizzare i suoi sogni sportivi nei più prestigiosi consessi nazionali e internazionali".
"Siamo orgogliosi di celebrare Federica Sileoni, che con i suoi successi porta l’Italia e Recanati ai vertici delle competizioni internazionali di para-dressage, non ultima la medaglia di bronzo conquistata ai mondiali in Belgio - ha sottolineato l’assessore Paoletti -. In questo sport affascinante, che si costruisce sull’affinità tra cavaliere e cavallo, ha dimostrato una dedizione che speriamo possa essere d'esempio per tanti giovani, affinché comprendano che solo con il sacrificio si possono costruire successi anche al di là del merito sportivo, nel realizzarsi come persone".
"Un giorno mi piacerebbe tornare a Recanati per insegnare tutto quello che ho imparato. L’equitazione è uno sport meraviglioso, ma c’è ancora tanto da fare per farlo conoscere davvero – ha detto Sileoni - Mi piacerebbe condividere il mio percorso per ispirare anche gli altri. Diventare un atleta paralimpico è un cammino lungo e impegnativo, e sarebbe bello poter essere una guida per chi sogna di intraprendere questa strada. Nei prossimi mesi ci aspettano nuove sfide: a giugno partiremo per l’Austria e a settembre ci sarà l’Europeo in Olanda. Speravo in questi risultati: sono stati mesi intensi, pieni di lavoro e sacrifici, ma ogni esperienza che vivo me la porto a casa e la custodisco".
E Federica Sileoni, 26 anni, sta costruendo già una solida carriera fatta di successi, sportivi e umani. L’ultimo proprio lo scorso aprile a Waregem, in Belgio, dove ha conquistato una medaglia di bronzo alla III frazione di Coppa del Mondo di Para-dressage "CPEDI3" con i cavalli Leonardo e il giovane No-Way, con il quale, dice Sileoni, sta ancora lavorando per raffinare l’intesa.
Ma nonostante la giovane età ha già due partecipazioni all’attivo alle Paralimpiadi di Tokyo 2020 e Parigi 2024, cui ha partecipato con la squadra italiana di Para-dressage di grado V in sella al cavallo Leonardo. Ha inoltre partecipato ai Campionati Europei di Riesenbeck, in Germania, nel 2023. Attualmente occupa la 32° posizione nel Para-Dressage Individual Ranking della Federazione Equestre Internazionale (FEI).
In occasione della Giornata Mondiale del Cocktail, siamo andati a trovare Giorgio Ripari e Laura Splendiani, titolari del Ca’Baret, un locale ormai punto di riferimento per chi ama bere bene e con gusto nel cuore delle Marche. Per celebrare questa ricorrenza, Giorgio ci ha preparato una versione tutta locale dello spitz, uno dei drink più iconici: lo spritz maceratese.
“È un omaggio alla città, ma anche alla mia grande passione per la squadra di calcio locale” - ci racconta Giorgio - “Lo spritz maceratese rispecchia pienamente la filosofia del Ca’Baret: utilizzare solo prodotti del territorio. Non ci limitiamo alla provincia, ma guardiamo a tutta la regione”.
Il cocktail è semplice, ma ricco di carattere: quattro ingredienti per quattro parti, con una componente analcolica che occupa due quinti del bicchiere. Gli elementi che lo compongono sono un liquore al mandarino, un amaro artigianale prodotto nei dintorni di Macerata, un bitter rosso analcolico e, a completare, uno spumante locale.
Il risultato? “Un cocktail fresco, leggermente dolce, con note agrumate che lo rendono piacevole sia d’inverno all’aperitivo, sia nelle giornate calde estive”, spiega Giorgio. Una creazione che unisce convivialità, identità e passione per il territorio locale.
Sono arrivati i riconoscimenti più attesi della primavera: le Bandiere Blu 2025, assegnate dalla FEE (Foundation for Environmental Education) alle località balneari con le migliori performance ambientali e turistiche. In tutto sono 246 i comuni italiani premiati - 10 in più rispetto al 2024 - insieme a 84 approdi turistici, nel corso di una cerimonia ufficiale a Roma alla presenza del Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci.
Tra le regioni italiane, le Marche si confermano in quarta posizione a livello nazionale, con 20 località premiate, in crescita rispetto allo scorso anno con la "new entry" Campofilone. Un risultato importante, che rafforza il ruolo della regione nel panorama turistico italiano per qualità ambientale e sostenibilità.
Anche nel 2025, la provincia di Macerata mantiene le sue tre Bandiere Blu. Civitanova Marche conquista la sua 22ª Bandiera Blu consecutiva, confermandosi una delle mete balneari più virtuose del litorale adriatico. Potenza Picena ottiene invece la 18ª conferma di fila, segno di un lavoro attento e continuo sulla qualità ambientale. Porto Recanati, premiata per il quarto anno consecutivo, prosegue il suo cammino tra le località eccellenti, forte di un’offerta turistica sempre più orientata alla sostenibilità.
Per ottenere la Bandiera Blu, i comuni devono superare 32 rigorosi criteri, che spaziano dalla qualità delle acque di balneazione - eccellenti per almeno quattro anni consecutivi - alla gestione dei rifiuti, dalla sicurezza in spiaggia alla presenza di piste ciclabili, aree verdi e arredo urbano curato.
Altri fattori fondamentali sono l’educazione ambientale, la presenza di strutture ricettive sostenibili, la valorizzazione del territorio naturale e l’accessibilità delle spiagge. Un sistema di valutazione sempre più attento e aggiornato, pensato per stimolare gli enti locali a migliorarsi costantemente.
Nella classifica nazionale, la Liguria resta in testa nonostante la perdita di un vessillo (33 località), seguita da Puglia e Calabria. Al quarto posto, appaiate, ci sono le Marche e la Campania, entrambe con 20 località premiate. A seguire Toscana (19), Sardegna e Abruzzo (16 ciascuna).
"Con grande orgoglio ho ritirato oggi la 22ª Bandiera Blu per la nostra città – ha dichiarato il sindaco di Civitanova Marche, Fabrizio Ciarapica -. È un riconoscimento che premia non solo la bellezza del nostro mare, ma soprattutto il lavoro quotidiano di tanti: dagli operatori turistici agli uffici comunali, dai cittadini alle associazioni, fino a chi si prende cura ogni giorno della nostra costa. Questo vessillo è il simbolo di una città che cresce, che punta sulla qualità e che sa guardare avanti con visione e concretezza".
Un momento di grazia, un’esperienza intensa di fraternità e spiritualità. Così Padre Bruno Silvestrini, portorecanatese, agostiniano e attuale custode del Sacrario Apostolico, descrive l’incontro personale con il nuovo Pontefice, Papa Leone XIV, al secolo Robert Francis Prevost, eletto nella giornata di giovedì al termine del conclave.
Il racconto arriva direttamente dalla Sala Regia del Palazzo Apostolico, dove Padre Silvestrini attendeva, insieme ad altri religiosi, l’esito delle decisive votazioni. "Si mormorava del nome di Prevost - confessa - ma pensavo che i cardinali avrebbero scelto il più noto Parolin." Poi, l’imprevisto.
Un cardinale italiano, uscendo per un momento dalla Cappella Sistina, si avvicina a Silvestrini e gli sussurra: "Auguri!". Una parola che, priva di spiegazioni, accende nel cuore del religioso la consapevolezza: “Padre Prevost stava per diventare Papa.”
A confermare l’intuizione, pochi minuti dopo, un applauso sempre più fragoroso proveniente dall’interno della Sistina. Il nuovo Pontefice aveva accettato.
Il momento solenne ha assunto per Padre Bruno un valore ancora più personale: con Padre Prevost aveva condiviso gli anni della formazione a Roma, presso il Collegio Internazionale Santa Monica. Uno nel diritto canonico, l’altro nella liturgia. Ed è stato proprio Silvestrini a donare al nuovo Papa la cotta che indossava nei primi istanti del suo pontificato, un gesto che assume oggi un valore simbolico e affettuoso.
Durante il rito dell’obbedienza, Silvestrini ha avuto modo di inginocchiarsi davanti al neoeletto Papa, stringerlo in un abbraccio fraterno e ricevere un incarico informale: "Comunica a don Edgar di farlo salire quassù...”" ha detto Leone XIV riferendosi al suo attuale segretario personale, don Edgar Rimaycuna Rosas Becerra.
Il racconto si conclude con una scena familiare e toccante: prima della cena a Casa Santa Marta, Leone XIV entra nel refettorio dei cerimonieri per ringraziare uno a uno coloro che hanno prestato servizio nei giorni del conclave. "Un gesto che dice tutto della sua umanità e del suo stile", commenta Padre Silvestrini.
Con gratitudine e gioia, il custode del Sacrario Apostolico affida a Dio il cammino del nuovo Pontefice e invita a sostenerlo con la preghiera: "Che il Signore accompagni Papa Leone XIV con la luce dello Spirito. E che noi, suoi fratelli nell’Ordine e amici nel cuore, possiamo continuare a sostenerlo".
Ha già varcato i confini italiani l'impresa di Tonino Pieroni, l'autista della Contram protagonista di "Da Camerino a Capo Nord", partito in bicicletta lo scorso 5 maggio verso il punto più a nord della Norvegia e d’Europa: un percorso di oltre 4000 chilometri da coprire in circa 25 giorni. L’iniziativa, promossa dall'Amministrazione comunale di Camerino del sindaco Roberto Lucarelli, dalla Proloco di Camerino presieduta da Delfina Benedetti, e con il patrocinio del Consiglio regionale – Assemblea legislativa delle Marche grazie al prezioso sostegno del vice presidente Gianluca Pasqui, ha lo scopo di promuovere Camerino e le Marche nei Paesi europei che attraverserà.
Accompagnato dal capo delegazione Marco Moscatelli, alla guida del camper di supporto, Pieroni ha varcato giovedì il confine tra Italia ed Austria, passando dal Friuli, e si appresta a sconfinare in Germania oggi. Un ritmo altissimo quello del ciclista, nonostante i capricci del tempo e lunghe pedalate sotto pioggia e freddo, attraversando le Alpi. Ora, tornato anche un po' di sole, Pieroni attraverserà praticamente in lunghezza tutta la Germania, per poi arrivare in Danimarca dove ci sarà una bellissima sorpresa. A supporto del team in questa fase c'è anche Lorenzo Stura, responsabile della logistica.
"Finora è andato tutto abbastanza bene - dice Tonino Pieroni durante una pausa della sua impresa in bicicletta - c'è stato qualche piccolo imprevisto, ma d’altra parte lo avevamo considerato, abbiamo avuto il clima non sempre dalla nostra parte. Sono arrivato al confine con l'Austria insieme al mio amico Enrico Porfiri. Fisicamente mi sento bene, sto gestendo lo sforzo, visto che ci sono tanti chilometri ancora da fare". Pieroni e il camper al seguito stanno riscuotendo tantissima curiosità da parte di chi li incrocia per strada: "Quando ci fermiamo per scattare foto o altro, la gente si avvicina, vuole sapere dove andiamo e da dove veniamo, vuole conoscere il nostro territorio e scoprire bellezze ed eventi che ospita", conclude il ciclista.
Anche quest'anno Li Matti de Montecò sono stati chiamati e voluti dal mondo della scuola per avvicinare i bambini alle tradizioni del nostro passato. Il progetto didattico, dal nome "Giochiamo e balliamo insieme con musica, allegria e tradizione" rispetto alle similari iniziative di questi anni, è stato leggermente rivisitato dal gruppo folk montecosarese. Sì perchè questa volta Li Matti de Montecò sono stati protagonisti negli istituti del territorio che ospitano i più piccoli d'età, cioè le scuole dell'infanzia di Porto Potenza e Sant'Elpidio a Mare.
D'altra parte il progetto è versatile e quindi adattabile. Come obiettivo si pone quello di diffondere, riscoprire e valorizzare la tradizione musicale popolare marchigiana attraverso l'insegnamento di giochi, canti e balli popolari (in primis il saltarello). Durante le lezioni vengono spiegati l’origine e le tecniche delle danze tradizionali della nostra zona, gli abiti e i costumi, gli strumenti musicali utilizzati e le abitudini passate.
Queste "lezioni" insolite, con musiche suonate dal vivo, consentono di creare un clima giocoso fondamentale per l'apprendimento e inoltre favoriscono la scoperta delle danze tradizionali come occasione di festa. Fanno sviluppare il senso ritmico e, cosa da non sottovalutare di questi tempi, migliorano la coordinazione motorio.
Soddisfatto il presidente de Li Matti de Montecò, Claudio Scocco: "Questo progetto ideato dalle nostre associate Monia Scocco e Miriam Marzetti, promuove i giochi popolari nelle scuole dell'infanzia ed ha un'importanza educativa, sociale e culturale. Introdurre e valorizzare i giochi popolari nelle scuole dell’infanzia infatti ci dà la possibilità di fornire ai bambini strumenti di crescita completi, che coinvolgono corpo, mente e relazioni, oltre a mantenere viva la memoria collettiva dei nostri nonni. In quest'epoca in cui si utilizzano precocemente dispositivi digitali, i giochi popolari offrono un’alternativa relazionale che contrasta la sedentarietà e l’isolamento. Siamo contenti che le insegnanti apprezzano i nostri progetti e ci scelgono ogni anno".