Prenderanno il via domani (28 aprile) alle ore alla galleria degli Antichi forni i Caffè filosofici, iniziativa dei Corsi di Laurea in Filosofia e in Scienze Filosofiche dell'Università di Macerata giunta quest’anno alla terza edizione, organizzata da studenti e studentesse, in collaborazione con i docenti dell’ateneo, il Comune di Macerata, la Civica Enoteca Maceratese e la Scuola di Studi Superiori Giacomo Leopardi. L’iniziativa è stata presentata questa mattina in Comune dall’assessore alla Cultura Stefania Monteverde, dalla presidente dei corsi di laurea coinvolti Carla Danani e dagli studenti Martina Genga , Francesca Gatto, Giada Russi, Giada Capasso, Federica Pancotti, Emanuele Cinciripini ,Marco Moroni e Fabio Cosmai.“Questa iniziativa – ha detto la Monteverde – nasce in un’ottica di rafforzamento di Macerata città universitaria che ha aderito a Unitown, la rete europea di città universitarie lanciata dal Comune di Ferrara e dall’Unife, di cui fa parte anche l'Università di Macerata, con scopo di favorire l’integrazione tra città e università nelle loro molteplici articolazioni, nonché lo sviluppo e la promozione di buone pratiche nel rapporto tra la comunità cittadina e l’ateneo. Sono gli studenti i protagonisti di questa esperienza importante che va ad arricchire il già vasto panorama culturale che Macerata offre”. Lungi dal voler essere un'iniziativa di pochi per pochi, i Caffè filosofici si propongono di coinvolgere non solo studenti, ma anche e sopratutto la cittadinanza con l'obiettivo di dar vita ad un confronto tra generazioni diverse con interessi culturali differenti, attraverso un dibattito che tocchi argomenti e problemi vicini alla sensibilità di tutti. Ognuno nel partecipare deve sentirsi tutelato nella libera espressione del proprio punto di vista, consapevole del fatto che il dibattito ha una natura costruttiva volta all'arricchimento di tutti i presenti. L'intento è di sensibilizzare il maggior numero di persone possibile e di aprire quest'esperienza alla città per rafforzare la convinzione circa l'importanza di avere luoghi pubblici di discussione faccia-a-faccia.Gli incontri non si svolgono su temi di storia della Filosofia, ma con preoccupazione filosofica. Ciò che è interessante, nella formula filosofica del dibattito, è meno l’autorità di un esperto che la possibilità, per ciascuno, di proporre agli altri un pensiero che si sottomette alla loro critica e all’ascolto di un’alterità plurale che sorprende e scuote.Ai partecipanti non è assolutamente richiesto alcun tipo di competenza che sia filosofico, scientifico o tecnico: l'unico prerequisito è la volontà di "portare i propri pareri e quelli degli altri davanti al tribunale della Ragione" (Kant), che è rappresentata dallo spirito critico che vorremmo animasse l'incontro stesso, che non esige una soluzione finale ma una collaborazione alla ricerca. Il gruppo è in questo senso una comunità di ricerca, seppure temporanea, in cui si osa proporre senza mai imporre, in cui si ha bisogno degli altri per modificare il proprio pensiero. Questo pensiero non pretende di essere risolutivo, ma impegnato in un continuo miglioramento di sé, che nasca dal costante rimettersi in discussione. Sono la riflessione personale nell’ascolto, l’espressione, il confronto il cuore dei Caffè Filosofici. Proprio per questo è stato deciso deliberatamente di organizzare gli incontri fuori dall'ambito accademico, in luoghi pubblici messi a disposizione dall'Amministrazione comunale, per sottolinearne la funzione civica e autoriflessiva.I luoghi prescelti, per quanto possibile, verranno organizzati in modo tale da eliminare la classica disposizione da conferenza, così da non accentuare la differenza con gli ospiti invitati; che saranno presenti non per impartire una lezione ex cathedra, ma per portare il loro punto di vista che possa alimentare la discussione che, ci si augura, potrà essere fluida e coinvolgente... infatti i nostri "Caffè Filosofici" si propongono di essere Legami di civiltà... Proprio "Legami di civiltà" sarà il macrotema che abbraccia i quattro incontri che inizieranno con quello di domani, giovedì 28 aprile, agli Antichi Forni. Nel tema stesso vorrebbe essere suggerito l' intento di offrire un terreno comune di dialogo razionale che possa fornire lo spunto per uscire dalle isolate posizioni individualiste, che la nostra società incoraggia, affinché si possano creare buone relazioni, al di là delle differenze, tra esseri umani.Ospitalità, Resistere, Fiducia e Compassione sono le tematiche scelte rispettivamente per ciascuno dei 4 Caffè Filosofici 2016, in quanto incarnano efficacemente alcune dimensioni basilari dei legami interpersonali.Al primo appuntamento di domani, con ospiti Roberto Mancini, filosofo, Università di Macerata, Raffaele Tumino, pedagogista Università di Macerata e Luigi Ottani, fotografo e giornalista, ne seguirà un altro il 3 maggio, alle ore 17, a Palazzo Buonaccorsi con Maurizio Migliori, filosofo - Università di Macerata, Matteo Cavalleri, filosofo - Università di Bologna e Roberto Cresti, storico dell'arte - Università di Macerata.Gli altri due Caffè sono previsti per novembre e dicembre 2016.
Niente cinema o teatro. Mai un concerto, una visita a musei o mostre, e nemmeno allo stadio a tifare per la squadra del cuore o quattro salti in discoteca.Non comperano libri e non leggono un giornale nemmeno una volta a settimana. Nelle Marche i 'no cult' sono stati nel 2015 il 18,5%, in media con il dato nazionale, in pratica - secondo il centro Studi della Cna Marche che ha elaborato i dati Istat su cultura e il tempo libero - quasi uno su cinque. Comunque era andata peggio nel 2014, quando nelle Marche coloro che non avevano mai fatto nessuna di queste attività era del 20,8%. "Molto - commentano il presidente della Cna Gino Sabatini e il segretario Otello Gregorini - ha influito la crisi economica perché non tutti possono permettersi di investire risorse in consumi per la cultura o il tempo libero. Lo dimostra il fatto che fino a qualche anno fa i marchigiani 'no cult' erano meno del 15%, e ora uno su cinque si trova in questa situazione". (Ansa)
“La gente dovrebbe capire che non centra l’esteriorità. Pensano che io sia anoressica, sono quella cosa lì, solo se sono magra, quindi non ha senso aver ripreso peso, non ha senso aver fatto tutta questa fatica, sono al punto di prima, non so chi sono, devo recitare la parte di quella che sta male. Che salta i pasti, quindi anche se voglio farlo, perché la mia disponibilità a stare meglio c’è, non riesco, perché non so chi sono…”. Caterina, tratto dal documentario Eat Me. Questa testimonianza mostra l’essenza del docufilm EAT ME, realizzato dal Centro Heta e dalla Fanpia per focalizzare l’attenzione su uno dei temi più attuali e delicati della nostra società moderna. Anoressia, bulimia, sono malattie che colpiscono il 4% della popolazione italiana e che coinvolge bambini, giovani e adulti. E’un dato allarmante che è solo la punta di un iceberg sommerso.C’è ancora lavoro da fare affinché le istituzioni e l’opinione pubblica prendano pienamente coscienza di questa malattia e per questo saremo ad Esanatoglia il prossimo 28 aprile, un territorio che sta dimostrando desiderio di conoscere ed approfondire. L’incontro è organizzato in collaborazione con l’Ambito Sociale Territoriale, sostenuto da UNICAM e dalla Cooperativa Co.Gi.To. Interverranno Gianluca Chiappa Presidente Ambito, la Dott.ssa Valeria Polzonetti UNICAM, Federico Paino curatore del progetto. Alla proiezione del video seguirà un dibattito con il regista Ruben Lagattolla, la psicoanalista Cristiana Santini e la presidente dell’Associazione Heta Giuliana Capannelli.La serata sarà presentata da Paola Giorgi.La serata di Esanatoglia è inserita in un calendario di incontri che proseguiranno fino alla fine di maggio e le cui date sono disponibili sul sito del Centro Heta (www.centroheta.it/eatme): c’è la consapevolezza che la diagnosi tempestiva e l’informazione siano le armi più importanti per sconfiggere il disturbo alimentare. Sostenere questo progetto è un impegno che il Centro Heta e la Fanpia portano avanti con grande partecipazione da parte dei professionisti, dei genitori e dei volontari. Ma non basta, per completare il documentario Eat me e sostenere le spese di produzione c’è bisogno del contributo di tutti. Per questa ragione dal 10 marzo è partita una campagna di CROWFUNDING sulla piattaforma Ulule: http://it.ulule.com/eat-me. La campagna sarà attiva fino al 7 giugno e c’è bisogno della collaborazione di tutti per raccogliere i 10.000 euro necessari.Vi aspettiamo ad Esanatoglia
E' in corso di svolgimento all'I.S.E. "Mattei" di Recanati un'iniziativa ideata dal professor Matteo Simonetti. Si tratta di un ciclo di conferenze denominato "Orientamenti" che vede protagonisti importanti nomi dell'informazione e della cultura.Di cosa si tratta professor Simonetti?"Si tratta di una serie di conferenze che si propone di riflettere sui due temi più scottanti ed importanti dell'attualità: il terrorismo e l'immigrazione, i quali sono intrecciati tra loro in maniera non sempre chiara ai più. Il dirigente scolastico ha sin da subito appoggiato questa idea che contribuisce a fare della scuola un luogo di incontro anche per la cittadinanza "adulta". Si tratta di promuovere quindi quel concetto di "formazione continua" degli individui che è un punto cardine della partecipazione alla vita civica e politica in un sistema democratico. Senza un continuo aggiornamento, senza un ripensamento critico di ciascuno di noi in merito a ciò che ci passa davanti agli occhi, in questa epoca della massmedialità, si rischia di essere trasportati dall'opinione comune per sentieri che non si scelgono ma vengono imposti alle coscienze".Non sembra molto fiducioso nell'obiettività dei nostri sistemi di comunicazione..."Beh, in un sistema in cui gran parte dei telegiornali è ormai un rotocalco di gossip, sport, moda e previsioni meteo; in cui nei maggiori programmi televisivi di approfondimento politico ci si comporta come gladiatori nell'arena senz'alcun reale e costruttivo confronto; in cui i quotidiani nella maggioranza dei casi si prostrano al pensiero unico, credo che il contatto diretto con i ricercatori, la possibilità di dialogare con loro e mettere in crisi le loro parole, esponendo i nostri dubbi, sia molto importante.Come ha scelto i relatori di questa serie di incontri?Innanzitutto, agendo come docente all'interno di una scuola pubblica, e non come spesso mi capita, come scrittore che presenta le sue tesi, ho dovuto porre particolare cura al fatto che l'offerta fosse equilibrata anche da un punto di vista politico. I relatori sono i più diversi tra loro, anche come collocamento politico, andando dal progressismo "comunista" di Chiesa al "Tradizionalismo" cattolico di Allam, dall'assoluta singolarità di Mazzucco al ruolo istituzionale di Morozzo della Rocca. Devo dire, e questo inizialmente mi ha stupito, che nessuno dei relatori coinvolti, né altri che avevo contattato in un primo momento, si è mostrato favorevole ad un dibattito a due con un esponente della "corrente" a lui avversa. Avevo addirittura convocato a Recanati Andrea Margelletti, analista geopolitico esponente "filo-occidentale", che però pretendeva che io andassi a Roma per conoscermi di persona e valutare cosa intendessi dire e fare, prima di accettare l'invito. Ovviamente l'ho subito depennato dalla lista. Questa fobia del confronto se da un lato è spiegabile con il tentativo di non spettacolarizzare in senso "polemico" uno scambio di idee, tipico della televisione, dall'altro tradisce la perdita di una buona pratica la quale, fuori dalla televisione, dovrebbe essere conservata.Il mio ruolo durante le conferenze è quindi quello di fare l'avvocato del diavolo, fare la veci cioè di un avversario che non c'è, soprattutto quando questa opposizione critica non emerga durante il dibattito, il quale è sempre al centro di ogni incontro.A proposito di dibattito, come è stata la partecipazione al primo incontro, quello con Giulietto Chiesa?L'incontro con Chiesa è andato molto bene, la sala multimediale era gremita e la fase delle domande e degli interventi dal pubblico è stata ben più ampia di quella occupata dai saluti inziali di preside e Assessore e dalla mia introduzione. ho dovuto ad un certo punto, dopo due ore e mezza di conferenza, porre fine alle domande del pubblico che altrimenti sarebbero durate fino a mezzanotte. E in effetti così è stato, visto che poi la conferenza, come spesso succede, è continuata al ristorante dove si sono spostata la compagnia dei più curiosi e i più attenti. Scarsa è stata invece, e di questo mi dispiace e spero che cambi nelle prossime conferenze, la presenza di alunni dell'Istituto.A parte questa iniziativa, a cosa ti stai dedicando in questo periodo?Continuo a girare per l'Italia parlando del mio libro "La verità sul Piano Kalergi" e sarò prossimamente a Pescara, a Padova, ad Udine, a Roma e a Treviso. Sto anche lavorando ad un nuovo libro, il quale vedrà la luce non prima dell'autunno, vista la mole di letture necessaria. Si tratta di uno studio sui "Quaderni neri" di Heidegger, tema al centro della riflessione filosofica mondiale degli ultimi due anni. Il mio lavoro parte da un approccio particolare, il quale credo potrà essere determinante per la comprensione filosofico-politica di un periodo importante come quello intorno alla seconda guerra mondiale.
Al via il 29 aprile 2016 da Castelraimondo la data zero del ‘Regine Summer Tour’ di Silvia Mezzanotte, prodotto da ‘ColorSound Srl’, che la vedrà impegnata per tutta l’estate. L’artista bolognese porta in scena le grandi voci della musica italiana e internazionale: un viaggio a 360° che spazia da Mina a Mia Martini, da Alice a Giuni Russo, rivisitando in chiave pop-rock grandi classici di Nina Simone, Gloria Gaynor e molte altre.“Gli artisti non amano raccontare le loro fragilità - confida Silvia Mezzanotte – ‘Regine’, invece, nasce dalla voglia di condividere il mio viaggio artistico e umano: la timidezza innata che ha accompagnato la mia infanzia, la mia ferrea volontà di cantare che si è scontrata con un forte senso di inadeguatezza nell'affrontare la vita. La musica mi ha salvata, l'ascolto delle più grandi voci femminili che già da bambina erano parte della mia esistenza mi ha aperto nuovi spiragli sul mondo. Per questo ‘Regine’ rappresenta più di ogni altra cosa il percorso che mi ha permesso di trasformare le mie debolezze nella mia forza".Per poi proseguire: “La scomparsa improvvisa - lo scorso 12 agosto 2015 - di Giancarlo Golzi, storico leader dei Matia Bazar e amico, ha sconvolto tutti i programmi del gruppo, e portato alla fine della nostra collaborazione. Dopo un naturale periodo di smarrimento, adesso è giunto il momento di ripartire. E ancora una volta sono loro, le mie ‘Regine’, a riportarmi sul palco. Alcune aspettavano da un po' nascoste ai 4 angoli del cuore, e adesso prepotentemente si riprendono la scena, tra note audaci e atmosfere rock. Qualcuna si mette a nudo, dimenticando lustrini e paillettes, qualcun'altra dismette l'abito da sera e insospettabilmente indossa pantaloni di pelle e giubbotto borchiato”.Ecco allora che brani celeberrimi di Mina, Ornella Vanoni, Anna Oxa, Patty Pravo, si spogliano della loro classicità per entrare a pieno titolo nella modernità di nuovi arrangiamenti, oppure rinascono in una sorprendente versione tradotta in una lingua diversa dall'originale.Mentre alcune perle più intime e raccolte del repertorio di Mimì o Giuni Russo si vestono di nuova popolarità, viaggiando in parallelo con le voci che hanno segnato la scena internazionale come Annie Lennox, Kate Bush, Noa e molte altre. Quattro musicisti di spessore ed esperienza accompagnano l’artista in questa nuova avventura: Riccardo Cherubini alle chitarre, Lino De Rosa Davern al basso, Michele Scarabattoli alle tastiere e Daniele Cerofolini alla batteria e percussioni. "Naturalmente – sottolinea Silvia Mezzanotte - ho riservato in questo spettacolo un posto speciale per il percorso artistico che mi ha portato ad essere per 10 anni la voce dei Matia Bazar. Un viaggio tra passato e presente, da ‘Brivido caldo’ a ‘Messaggio d'amore’, canzone vincitrice del ‘Festival di Sanremo 2002’: l'unica nella quale concedo a me stessa di sentirmi un po' Regina, per qualche minuto".
Presentato nella Sala Conferenze Stampa della Provincia di Macerata il 26° trofeo Ludovico Scarfiotti auto moderne e il 9° trofeo storico Ludovico Scarfiotti autostoriche che si svolgeranno a Sarnano da venerdi 29 aprile a domenica 1 maggio.Sono intervenuti Antonio Pettinari, presidente provincia di Macerata, Enrico Ruffini, presidente automobile club Macerata, Franco Ceregioli, sindaco di Sarnano, Alferio Canesin, assessore allo sport del comune di Macerata e Giuseppe Saluzzi, addetto stampa trofeo Scarfiotti.Pettinari ha affermato come sia doveroso da parte della provincia dare un sostegno a questa manifestazione."La Sarnano-Sassotetto è una strada importante, che si presta benissimo per la gara. Rappresenta inoltra un'ottima vetrina per far conoscere le bellezze del territorio" ha dichiarato Pettinari. Ruffini ha poi proseguito descrivendo la storia del trofeo che nasce per ricordare il pilota Ludovico Scarfiotti scomparso nel 1968 nel circuito di Rossfeld. La prima edizione della Sarnano Sassotetto risale quindi al 1969. "Quest'anno sono 86 le auto storiche che parteciperanno alla gara. Ci saranno anche due auto Alta anni '30, veri pezzi unici. Le iscrizioni per ora sono più di 150. Lo sforzo del sindaco di Sarnano è da ammirare e con lui tutte le persone che si attivano per preparare l'esposizione delle auto storiche in piazza. Quest'anno gli iscritti provengono da tutti il territorio nazionale, sono iscritte anche 10 donne e parteciperanno anche 15 auto con alla guida sarnanesi e gareggerà anche una vettura di corsa realizzata dagli studenti del settore meccanico dell'IPSIA di Sarnano" ha dichiarato. Ruffini ha sottolineato anche come la gara si avvicina al sociale in quanto quest'anno gareggerà una ragazza affetta da fibrosi cistica Rachele Somaschini e il trofeo si attiverà per promuovere l'associazione fibrosi cistica. Inoltre sabato 30 alle ore 18,30 verrà presentato un libro sulla storia di Nesti.Il sindaco di Sarnano Ceregioli ha sostenuto la necessità di far conoscere il trofeo attraverso i canali di informazione e il passaparola. "Ringrazio la provincia che ci è costantemente vicina in questa manifestazione e più volte ha ripristinato la viabilità della strada dopo eventi calamitosi e altre problematiche. Sono soddisfatto che domenica gareggeranno 15 piloti di Sarnano nell'ambito di "Sarnano in pista". Vi aspetto domenica" ha concluso. L'assessore Canesin ha invece spiegato perchè Macerata ha dato il patrocinio a questa manifestazione. "Macerata partecipa perchè è un'iniziativa a livello nazionale che qualifica il territorio, lo sport traina il territorio" ha affermato. Infine Saluzzi ha spiegato che c'è un'attesa per la stagione automobilistica in montagna, sono molti i motivi di interesse. "Il favorito della gara sarà Christian Merli se non parteciperà il campione Simone Faggioli. Diverse sono le storie dei piloti che si intrecciano" ha concluso.Infine Ruffini ha comunicato notizie logistiche riguardo la giornata di domenica: sarà presente una navetta di dui tutti potranno usufruire e che porterà vicino il percorso. Un'ora prima dell'inizio della gara sarà vietato l'accesso al percorso.(Foto Si.Sa.)
“Non possiamo pensare che gli errori del passato possano, un giorno, ripetersi né sul suolo della nostra Patria né altrove. Bene fanno i nostri maestri ed i nostri professori, con i loro studenti, ad essere qui oggi perché la nostra società deve riflettere sull’importanza di questo giorno, considerato da molti una semplice vacanza di aprile. Dobbiamo onorare la memoria di chi ha dato la propria vita per la libertà e che, ancora oggi, ci chiede di non tradire quel sacrificio “tanto antico e sempre nuovo” perché quel sacrificio è divenuto un esempio globale per tutti i movimenti che lottano per la libertà”.Con queste parole, a nome dell’Amministrazione comunale settempedana, l’assessore alla Cultura, Simona Gregori, ha ricordato l’importanza del 25 Aprile, Giornata della Liberazione, nel discorso ufficiale pronunciato davanti al monumento alla Resistenza alla presenza, fra gli altri, del sindaco dei ragazzi, Leonardo Simoncini, del presidente del Consiglio comunale, Ostilio Beni, del consigliere provinciale Pietro Cruciani, degli assessori Giampaolo Muzio e Giampiero Pelagalli, dei consiglieri Alessandra Aronne, Romina Cherubini, Gabriela Lampa e Fernando Taborro, del comandante la locale stazione dei Carabinieri, dei rappresentanti della Polizia Municipale e degli alunni delle scuole. Al corteo, aperto dal Gonfalone del Comune e dalla bandiera dell’Anpi, si sono unite rappresentanze e insegne dell'Associazione Nazionale Carabinieri e della Croce Rossa Italiana, con i loro volontari, dell'Arma di Cavalleria, dell'Avis, della Protezione Civile e di altre associazioni Combattentistiche e d'Arma.“In questo giorno – ha anche sottolineato la Gregori - oltre alla Resistenza partigiana vanno riconosciute tutte le resistenze: quella dei militari che si unirono alle formazioni partigiane, il silenzioso sacrificio delle centinaia di migliaia di militari italiani internati e dei lavoratori coatti deportati in Germania, degli ebrei, dei rom, degli omosessuali, dei diversamente abili che fecero la stessa sorte. In questo giorno speciale va ricordata la resistenza della popolazione civile, di quanti nascosero e salvarono i perseguitati e le loro famiglie, divenuti da un giorno all’altro reietti tra i reietti. Moto spontaneo di tante coscienze, queste gesta solidali silenziose ed eroiche costituirono le radici nobili della nostra Costituzione. Ricordare la Liberazione - ha anche detto la Gregori - è indispensabile per poter affermare i valori della nostra nazione democratica”.Dopo il suo saluto è seguito quello di Sergio Gironi, presidente della sezione Anpi “cap. Salvatore Valerio” di San Severino Marche. Nel corso della cerimonia ha prestato servizio il Corpo filarmonico bandistico “Francesco Adriani” diretto dal maestro Vanni Belfiore.
Un altro martedì in compagnia della rassegna Cecchetti d’essai. Domani 26 aprile, alle 21.30 al cinema civitanovese, viene proiettato Dustur, il nuovo film documentario di Marco Santarelli. Il giovane regista, dopo Lettera al Presidente, torna a indagare da una prospettiva inedita un cardine della vita istituzionale italiana.Dustur in arabo significa Costituzione. Ed è proprio la Carta costituzionale la protagonista di questa pellicola ambientata nel carcere di Dozza di Bologna. In uno dei posti più ostili alla persona, un gruppo di detenuti musulmani si approccia allo studio e alla conoscenza di un caposaldo legislativo per “colpa” di un corso scolastico interno.Un percorso che li porterà a scrivere un dustur ideale, fatto di parole personali e universali, in un confronto aperto e uno scambio tra culture e modi di sentire a volte differenti, accomunati da necessità vitali. Un viaggio dentro e fuori il carcere, per raccontare l’illusione e la speranza di chi ha sognato e continua a sognare un «mondo più giusto».Protagonista indiscusso dell’ultimo Torino Film Festival, il film documentario Dustur ha vinto il premio Occhiali di Gandhi alla cinematografia non violenta, il premio Avanti! (Agenzia Valorizzazione Autori Nuovi Tutti Italiani) e lo Youth Award-Cinéma du Réel a Parigi, il mese scorso.Il costo del biglietto è di 4 euro. Cecchetti d’essai nasce da un’idea di Michele Fofi e dalla Fango&Assami ed è sostenuto da Comune e dai Teatri di Civitanova, con il contributo di Gas Marca.
Crescono gli appuntamenti che Macerata Racconta 2016 dedica al pubblico dei più piccoli. I dieci eventi presenti nel programma sono curati da professionisti del settore e si svolgeranno in tre diversi luoghi della città.Il coordinamento di questi incontri è stato affidato a "La luna a dondolo", associazione maceratese specializzata in iniziative culturali e artistiche dedicate ai bambini e alle loro famiglie. Il luogo prescelto per la maggior parte degli eventi è il Museo della Scuola "P. O. Ricca" dell'Università di Macerata, in via Carducci 63/a, diretto dalla professoressa Anna Ascenzi, a cui si aggiungono la Biblioteca Mozzi Borgetti, nella quale verranno ospitati gli eventi organizzati dai volontari del progetto “Nati per Leggere della provincia di Macerata” – vincitore proprio in questi giorni di un prestigioso riconoscimento nazionale - e l’Arena Sferisterio, che si apre ai piccoli grazie alla collaborazione del Macerata Opera Festival in occasione degli European Opera Days..Si inizia lunedì 2 maggio alle 16,30 con le lettrici di Nati per Leggere accoglieranno i più piccini alla biblioteca Mozzi Borgetti con i racconti di viaggio per piccoli viaggiatori da 3 a 6 anni. Alle 17 il Museo della scuola aprirà le porte a particolari visite guidate fuori dagli schemi: un percorso tra bacchettate sulle mani e ceci su cui mettersi in ginocchio, fino al temutissimo cappello del somaro.Venerdì 6 maggio, alle 17, Il Macerata Opera Festival in collaborazione con il corso di Psicologia dello Sviluppo dell'Università di Macerata aprono le porte dello Sferisterio per “Un fantastico viaggio alla scoperta dell'opera tra storie, narrazioni, giochi, musica, disegni” (per bambini dai 4 ai 9 anni). Alle 17.30, al museo della scuola si entra nel cuore degli inganni e sotterfugi con la classica e straordinaria lettura ad alta voce di “Streghe”, celebre romanzo di Rohal Dahl con Sauro Savelli.Stessa location per due case editrici marchigiane con le presentazioni narrate di "Il bambino che guardava le rondini" di Vito Carfi per Zefiro Edizioni (sabato 7 maggio, ore 10.30) e "Cenerentola" di Cinzia Carboni per casa editrice "La Meraviglia" (sabato 7 maggio, ore 17.15).Sabato 7, alle 21.30, ci sarà l'attesissima Notte dei Racconti con una scelta letteraria importante: "Il diavolo nella bottiglia" di Robert Louis Stevenson raccontata da Simone Maretti, ormai star conclamata dei bambini.Domenica 8 maggio, dalle 10,30 in Piazza Vittorio Veneto, Nati per leggere propone Staccia minaccia buttiamola giù la piazza…Strocche, tiritere e storie da leggere in famiglia. Nel pomeriggio, alle 17 e alle 17.30, al museo della scuola, due appuntamenti dedicati ai ragazzi dai 7 agli 11 anni con Meri Bracalente di Teatro Rebis: lettura scenica “Nonsoche'” e laboratorio teatrale “Cosa vien dopo?”.Per conoscere tutto il programma, visita il sito della manifestazione www.macerataracconta.it
Questa mattina, nonostante la giornata uggiosa, la Presidentessa della Camera Laura Boldrini ha preso parte, insieme a centinaia di persone alla tredicesima Marcia della Memoria "sulle orme della Resistenza"La marcia, partita da Caldarola, commemora il 72° anniversario dell'Eccidio di Montalto che avvenne il 22 marzo 1944. Ventisette uomini tra partigiani di vecchia data e giovani giunti in montagna da meno di un mese persero la vita per mano di un reparto del battaglione M – IX Settembre, inquadrato nella divisione tedesca Brandenburg. Ancora oggi è opinione diffusa che si sia trattato di una rappresaglia ma in realtà essa avvenne nel corso dell’offensiva nazifascista che tra il mese di marzo e quello di aprile del '44 si dispiegò nelle provincie meridionali: dopo Rovetino, Pozza e Umito, le operazioni di rastrellamento continuarono nel territorio maceratese tra Sarnano e Caldarola.Prima di partire, un momento di relax con il sindaco di Caldarola Luca Giuseppetti "da Savè", dove i due hanno preso un caffè insieme.Nel suo discorso la Boldrini ha ricordato le giovani vittime della resistenza: "Chi è morto su queste montagne voleva vivere in un’Italia libera e giusta. Avevano un sogno, o meglio un’utopia: un’Italia migliore da lasciare ai figli e nipoti, alla generazioni future». La presidente della Camera ha ricordato anche il comandante partigiano Achille Barilatti, ucciso con il suo gruppo il 22 marzo 1944 e il partigiano Fedro Buscalferri, storico sindaco di Caldarola. «È solo dandoci nuovi impegni da cittadini, nuovi stimoli etici e democratici, che si è oggi Resistenti» – ha aggiunto la Boldrini –. Oggi è questo il Paese che i nostri nonni e bisnonni partigiani avevano sognato settanta anni fa per noi?» A tutti i martiri della resistenza che hanno perso la loro vita per il bene del paese. "La nostra costituzione è stata scritta anche su queste montagne dove caddero i partigiani".(foto Mario Staffolani)
DRINKING WITH L. A. Un aperitivo con Alessandra LumachelliAdoro il brano "My favourite things", soprattutto nella versione di John Coltrane: lo ascolterei per ore. Questa canzone, in realtà, nasce all'interno di un musical famosissimo, "Tutti insieme appassionatamente". Che è attualmente interpretato da Luca Ward e Vittoria Belvedere, in giro per l'Italia. Raggiungo a teatro Luca Ward, l'indimenticabile doppiatore di Russell Crowe nel film "Il gladiatore". Si conferma gioviale e accogliente, così come lo vediamo sullo schermo. E allegramente si sottopone alle 5 domande di "Drinking" per i lettori di Picchio News. Eccole. Se Luca Ward fosse un supereroe, che supereroe sarebbe e che superpoteri avrebbe? Supereroe? Oddio, mi cogli alla sprovvista! ... io sono un po' supereroe. Mia figlia, la prima, la grande, che adesso ha 34 anni, mi chiamava Mac Gyver [il personaggio televisivo inventato, eroe solitario, che ama la natura, non fa uso di armi, detesta la violenza] ... non so se ti ricordi ... quello che aggiustava tutto ... se fossi un supereroe? Mah, diciamo Superman? Eh, per risolvere un po' di guai nel mondo, sarebbe bello un Superman oggi, no? Dice, va beh, tanto ci pensa Superman! C'è un'emergenza grave? Ma andate al cinema, tanto ci pensa Superman!! Magari! Magari!Che cos'è l'armonia per Luca Ward?Ce ne vorrebbe sempre di più. E' una cosa che, fin da quando ero bambino, mio padre e mia madre hanno sempre portato in casa. Anche se probabilmente dei problemi c'erano, come in tutte le famiglie. Però i miei erano sempre sorridenti, sempre avvolgenti, ecco, questa è la cosa più importante. L'armonia c'è se hai voglia che ci sia. E' molto importante, perchè quanto dai alla fine ricevi, soprattutto in ambito familiare. Ma anche nel lavoro, tutto sommato. E' contagiosa! Ti possono dire gli stolti: "beh ... ma perchè lui è un buono!". Non è così. Non bisogna essere buoni per avere, per cercare di costruire l'armonia. Il mare ... Eh, il mare è la mia vita! Infatti io quando sono nelle località marine sto bene, sto meglio, mi sento a mio agio. Non sento la distanza da questo elemento che per me è stato proprio fondamentale: io sono nato in riva al mare, a Ostia, che è il mare di Roma. E da lì non l'ho mai più lasciato, ha sempre fatto parte della mia vita. Quando posso, sono al mare, d'inverno, d'estate. La mia prima figlia è un istruttore subacqueo, lavora alle Maldive da quasi 14 anni, ha girato tutto il mondo. Il mare è un elemento straordinario. Dovremmo starci un pochino più attenti tutti quanti, al mare. Le problematiche sono tante; pensiamo sempre "va beh, tanto si rigenera". Sì, in parte è vero. Ma ci sarà un momento in cui anche lui non ce la farà più, a rigenerarsi. Quindi ... Il mare è fonte di vita.Qual è drink preferito da Luca Ward?Ah, c'era un tempo (il drink preferito), quando ancora ero un buon marinaio! I marinai, si sa, un po' il gomito lo alzano. Io di solito bevevo il rum ... ... quello dei pirati! ... [ridiamo] ... sì, proprio da pirata, e ho quasi sempre bevuto lo Zacapa. Adesso si conosce in Italia ma un tempo non si conosceva proprio. Era un rum che si trovava soltanto nelle Americhe, in Italia non c'era. Infatti quando capitavano degli amici skipper che venivano da me, dicevo "mettete in cambusa 2 o 3 bottiglie, eh, mi raccomando!", e quindi mi portavano questo rum, che era buonissimo. Poi con l'età, si cresce, bisogna stare attenti ... si beve meno!Cosa può fare Luca Ward per cambiare il mondo?Se potessi fare qualcosa, sarebbe fantastico! Ognuno di noi può fare "nel suo piccolo", che però non è piccolo, è gigantesco. Quando sento: "perchè noi, nel nostro piccolo" ... no, non siamo piccoli! Sì, è vero, se ci alziamo in volo con un aeroplano, poi le persone scompaiono, non le vediamo più. Però siamo tanti, siamo ingombranti, siamo mastodontici nel nostro modo di vivere. E proprio quello fa la differenza. Credo che sia la cosa fondamentale quella di cercare di rispettare in assoluto intanto il pianeta. Io ho dei figli piccoli: la preoccupazione che ho è sempre "cosa lasciamo?". Fra vent'anni ... oggi il mondo corre veramente veloce, non è più come il secolo scorso, dove le cose avvenivano, ma con una certa lentezza. Qui [schiocca le dita] è un attimo, è proprio un attimo. Dove andiamo? Io credo che poi, in maniera inevitabile, dovremo metterci in condizioni di voler cambiare tutto il pianeta. Perchè, se non lo cambiamo, sarà lui a rivoltarsi contro di noi e ci schiaccerà. Le foto! E poi, in alto ... gli snifter, Amici! Alla prossima!Who's whoPer chi non lo sapesse... Luca Ward è doppiatore, attore, direttore del doppiaggio. Noto al grande pubblico per il doppiaggio di Russell Crowe ("Il gladiatore"), Keanu Reeves ("Matrix"), Samuel L. Jackson ("Pulp fiction"), Pierce Brosnan (quattro film di 007), Kevin Costner, Viggo Mortensen, Antonio Banderas, Dennis Quaid, Steven Seagal, Kevin Bacon, Hugh Grant, ecc. Figlio d'arte, è attore di teatro, televisione e di cinema. Per la tv ha recitato in "Cento vetrine", "Elisa di Rivombrosa", "Un medico quasi perfetto", "Incantesimo", "La squadra 2", "Don Matteo", "Donna detective", "Un amore di strega", "Le tre rose di Eva", ecc. Alla radio, ha prestato la sua voce negli sceneggiati di Radio 2 "Sandokan" e "Diabolik". Sua la voce anche in molti cartoni animati: l'italo-francese "Corto Maltese", "Excel Saga" di MTV, "A Christmas Carol", "Holly e Benji", "Bob l'aggiustatutto", ecc. Tra i molti suoi film, si ricordano per esempio "Chewingum", "Dalla parte giusta", "7 km da Gerusalemme", "Dentro la città", "Scusa ma ti chiamo amore", "Le leggi del desiderio". Nel 2008 ha partecipato con la sorella Monica alla trasmissione televisiva "I raccomandati", condotta da Carlo Conti su Rai1. Nel 2010 è stato un concorrente del reality "L'isola dei famosi". Ha vinto il premio "Leggio d'oro" alla VI edizione, come "voce maschile dell'anno" e per la sezione "premio della critica". E' attualmente nei teatri italiani con il musical "Tutti insieme appassionatamente" insieme a Vittoria Belvedere.
Raccontare ai piccoli per far riflettere i grandi su cosa significhi essere bambini oggi e sulla fatica di crescere. Sono versi che invitano alla poesia, gesti che richiamano al rito del gioco, parole che suonano come proclami quelli che si intrecciano, e che si ripetono, nella lezione - spettacolo che Marco Moschini, maestro, attore e autore ha proposto ai piccoli alunni delle scuole elementari settempedane nell’ambito della rassegna “Teatro Vietato ai Maggiori” promossa dai Teatri di Sanseverino all’Italia. Un vero e proprio laboratorio che ha portato sul palco giochi, parole e magia. Alla fine della lezione - rappresentazione gli attenti e silenziosi spettatori hanno applaudito a lungo, felici di aver assistito a uno spettacolo realmente unico e indimenticabile.Autore di testi inseriti nell’elenco dei cento libri considerati “imperdibili” dall’Associazione Italiana Editori e dall’Associazione Italiana delle Biblioteche oltre che dai promotori dell’iniziativa “Nati per Leggere”; Marco Moschini è stato maestro di scuola elementare per trentasei lunghi anni dopo aver firmato anche opere di poesia e narrativa per l’infanzia e per la didattica. Ha pure dato un importante contributo a tantissime riviste dedicate ai formatori e alle famiglie. Nel 2000 il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, gli ha assegnato una Benemerenza di prima classe, con facoltà di fregiarsi della Medaglia d’oro, per meriti educativi.
Si è tenuto giovedì 21 aprile 2016 alle ore 21,15 presso il Palazzo dei Priori di Montecassiano, con grande partecipazione di pubblico, la serata "Musica e memoria" in occasione del trentennale dal disastro nucleare di Chernobyl, iniziativa dell'associazione Save Tomorrow Onlus col patrocinio del Comune di Montecassiano ed in collaborazione con il Centro Nazionale per il Volontariato e l'International Chernobyl Network.Trent'anni fa, il 26 aprile 1986, alle ore 1.23 circa, nella centrale nucleare "V.I.Lenin" situata nelle vicinanze di Chernobyl in Ucraina settentrionale, a causa di un errore umano si verificò il più grave disastro nucleare che la storia ricordi: lo scoppio del reattore nucleare n.4 provocò una nuvola di materiale radioattivo fuoriuscito dal reattore che ricadde su vaste aree intorno alla centrale, contaminandole pesantemente e rendendo necessaria l'evacuazione e il reinsediamento in altre zone di circa 336.000 persone. Nubi radioattive raggiunsero anche l'Europa orientale, la Finlandia e la Scandinavia con livelli di contaminazione via via minori, toccando anche l'Italia, la Francia, la Germania, la Svizzera, l'Austria e i Balcani, fino a porzioni della costa orientale del Nord America. Un rapporto del Chernobyl Forum redatto da agenzie dell'ONU (OMS, UNSCEAR, IAEA e altre), conta 65 morti accertati e più di 4000 casi di tumore della tiroide fra quelli che avevano fra 0 e 18 anni al tempo del disastro, larga parte dei quali probabilmente attribuibili alle radiazioni.L'iniziativa dell'associazione Save Tomorrow Onlus, rappresentata da Nadia Damiani, che da 15 anni opera nell'accoglienza temporanea di bambini ucraini e bielorussi presso nuclei familiari locali, ha voluto ricordare gli avvenimenti di quel 26 aprile 1986, anche grazie all'intervento di due autorevoli testimoni: i liquidatori Anatolij Rutchiza e Vladimir Sednev che nei giorni dell'incidente nucleare operarono alla bonifica nei pressi del reattore n.4, disastro di cui ancora oggi la popolazione soffre le conseguenze con gravi malattie tumorali e malformazioni genetiche. Dopo la testimonianza di Anatolij Rutchiza e Vladimir Sednev ha avuto inizio il concerto del coro "Vox Phoenicis" diretto da Carlo Paniccià dal titolo "O tu uomo che canti..." durante il quale sono stati declinati i diversi aspetti della vita degli uomini con un repertorio vocale contemporaneo con l'esecuzione di mottetti e composizioni di Busto, Zuccante, Ginobili, Lanaro, Caraba, Pradal, Nicolay, Duruflé, Gjeilo. In chiusura è stato proclamato il componimento vincitore del Premio Letterario Save Tomorrow 2016 sul tema "Solidarietà è..." al quale hanno partecipato le Scuole Primarie di Montecassiano grazie alla collaborazione della Dirigente Scolastica Silvana Bacelli, della coordinatrice Idalisa Cingolani. Le classi che hanno concorso sono: la classe 4A (docenti Katia Romanski, Paola Medici), la classe 4B (docenti Clara Raponi, Almerina Braconi), la classe 5A (docenti Samele Mogetta, Virna Vitali). I vincitori dell'edizione 2016 sono stati gli alunni della classe 4B.
E’ un paesaggio che va oltre gli elementi della esperienza sensibile, per coglierne l’aspetto più autentico e universale, quello proposto dalla mostra Metafisica del paesaggio, inaugurata il 22 aprile a palazzo Buonaccorsi di Macerata. Cinquantacinque le opere esposte in cui sei pittori, due fotografi e uno scultore interpretano il paesaggio, ciascuno con la propria sensibilità e visione, proponendo letture differenti e interessanti. Il paesaggio diviene, così, proiezione dell’animo e delle memorie dell’artista come nei dipinti di Carlo Iacomucci. Ubaldo Bartolini, Arnaldo Ciarrocchi e Riccardo Piccardoni, talvolta è invece riproduzione documentale e spettacolare della sua bellezza autentica, come nelle foto dei Sibillini di Sandro Polzinetti o nella Macerata di un tempo nelle incisioni Giuseppe Mainini, a volte ci svela sorprendentemente la sua anima più nascosta attraverso pennellate di luce catturate dall’obiettivo di Renato Gatta, fino a vestirsi di plasticità nelle sculture-totem di Francesco Roviello.“Palazzo Buonaccorsi non poteva non essere sensibile alla lettura di questo tema ha detto l’assessore alla cultura Stefania Monteverde, presentando la mostra organizzata dall’Ordine degli architetti della provincia di Macerata e dal Comune. Il paesaggio è parte integrante del Buonaccorsi e nello stesso tempo è tra le proposte che il museo offre, con i suoi splendidi scenari sul territorio circostante.”La mostra, curata dal critico Roberti Cresti e allestita dal vice presidente dell’ordine Sauro Pennesi, “avvia una riflessione sul tema del paesaggio che sarà approfondita dagli architetti nel corso del convegno “Paesaggio in trasformazione” in cui ci confronteremo sulla complessità delle trasformazioni territoriali, sul recupero e la tutela del paesaggio.” ha detto il presidente degli Architetti Enzo Fusari. Il convegno si terrà a Macerata il 29 aprile 2016, alle ore 16, all’Auditorium San Paolo di Macerata. Interverranno Giovanni Sala dello studio LAND, (Landscape Architecture Nature Development), un gruppo di professionisti a servizio dell’architettura del paesaggio creato nel 1990 a Milano da Andreas Kipar e Giovanni Sala, che fonda le basi della propria attività sulla sperimentazione; Massimo Angrilli, professore associato in Urbanistica nel Dipartimento di Architettura dell’Università degli studi G. d’Annunzio di Chieti; Biagio Guccione, docente di Architettura del Paesaggio all'Università di Firenze, impegnato da più di trent'anni nella promozione dell’architettura del paesaggio in Italia attraverso la didattica, la ricerca, la divulgazione scientifica e l'attività professionale e Giuseppe Capocchin presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.La mostra Metafisica del paesaggio rimarrà aperta fino al 22 maggio dalle ore 10 alle 18 di tutti i giorni. Lunedì chiuso, ad eccezione di lunedì 25 aprile in cui sarà invece aperto con orario prolungato fino alle 19. Orario prolungato anche per il primo maggio. La visita alla mostra è inclusa nel biglietto di ingresso ai Musei civici: intero 3 euro, ridotto 2 euro.Nelle foto momenti dell’inaugurazione della mostra a palazzo Buonaccorsi
Per il ponte del 25 Aprile i musei settempedani saranno aperti al pubblico con orari straordinari e presenteranno anche speciali sezioni. A renderlo noto è l’assessorato comunale alla Cultura e al Turismo che ricorda l’operazione porte aperte in occasione della Giornata della Liberazione. Questi gli orari in cui sarà possibile effettuare le visite: domenica e festivi (25 Aprile compreso) dalle 10 alle 13 la mattina e dalle 15 alle 18 il pomeriggio, giorni feriali dalle ore 9 alle 13 e dalle 15 alle 18. Gli orari con le aperture speciali resteranno in vigore fino al 1 maggio sia alla pinacoteca civica “Padre Tacchi Venturi” che al museo archeologico “Moretti” di Castello al Monte.Nella pinacoteca sarà possibile visitare, ancora per pochi giorni, anche la sezione di opere ospiti, pertinenti alle collezioni del palazzo Vescovile, concessa in prestito dall’arcivescovo di Camerino – San Severino Marche, mons. Francesco Giovanni Brugnaro, come contributo alla festosa inaugurazione della civica raccolta di opere d’arte nella sua nuova veste espositiva al cui taglio del nastro ha preso parte il direttore dei Musei Vaticani, il professor Antonio Paolucci. La sezione è composta da undici dipinti del secolo XVII, oggi custoditi nei depositi di quella che sarà la sezione settempedana del Museo Arcidiocesano di arte e arredi sacri. I dipinti sono stati scelti dai curatori dei lavori di riallestimento della pinacoteca, Alessandro Marchi e Luca Maria Cristini, per dare maggiore contestualizzazione storico-artistica alla fioritura culturale che San Severino visse a partire dal 1586 allorchè Sisto V lo elevò alla dignità di Città e vi ripristinò quella sede vescovile che era già stata del santo patrono Severino. “In quegli anni – spiega l’architetto Luca Maria Cristini - le famiglie nobili della città, i cui esponenti si riunivano nelle accademie cittadine a dissertare di arte, musica, letteratura, avevano ingaggiato una virtuosa competizione nel dotare gli altari che avevano in giuspatronato nelle principali chiese urbane delle più belle e ricercate opere d’arte inquadrate da apparati rutilanti d’oro. Così avvenne per i Margarucci, che attraverso il colonnello Annibale acquistarono a Ferrara due magnifici dipinti di Ippolito Scarsella per l’altare in San Domenico”.La sezione di opere provenienti dalle collezioni vescovili contiene i ritratti di Sisto V e della serie dei cinque vescovi che tra il 1586 e il 1704 ressero la diocesi settempedana favorendo questa gara a rendere sempre più ricche e preziose le chiese cittadine, e una serie di importanti opere su tela tra le quali il professor Paolucci ha ricordato nella sua conferenza inaugurale, il caravaggesco “San Sebastiano curato dalla pia Irene” di Giovan Francesco Guerrieri da Fossombrone. Tra le altre opere vanno ricordate un’inedita pala d’altare con l’Immacolata e la Venerabile Francesca del Serrone, mistica settempedana verso la quale era esplosa nel secolo XVII un fortissima devozione popolare, un altro inedito dipinto, opera del pittore settempedano d’origine camerte Paolo Marini.
Approda alla galleria d'arte Ferretti di Macerata, il progetto ''SENZA MANI'' dell'artista René Ciampa e curato da Joel Giustozzi dell'associazione INDACO, per incontrare Dante Ferretti, scenografo che ha collaborato con i più grandi del cinema mondiale: Scorsese, Fellini, Leonardo di Caprio, Tim Burton e molti altri ancora, curando la scenografia di film come: Gangs of New York, Shutter island, Sweeny Todd e riuscendo ad aggiudicarsi tantissimi premi tra cui tre oscar.Durante questo incontro, avvenuto anche alla presenza della signora Anna Menghi da sempre sostenitrice di iniziative di carattere sociale, il maestro è rimasto entusiasta di questo progetto che nasce grazie all'impegno di pochi privati, volto ad educare i bambini a superare i tabù relativi alla disabilità e tanto è stato lo stupore per il dono di cui è stato omaggiato e cioè una teca contenente un origami realizzato usando pellicola cinematografica. Questo importante incontro sul progetto ''SENZA MANI'' va ad aggiungersi a quello avvenuto un mese fa con Hiroshi Yamauchi dell'ambasciata del Giappone, onorato della scelta dell'origami per questa iniziativa sociale in Italia.
L’Amministrazione Comunale di Potenza Picena nella persona dell’Assessore ai Servizi Sociali Ins. Noemi Tartabini e l’ ASD Calcio Potenza Picena in collaborazione con altre realtà territoriali firmatarie del Patto Educativo, hanno invitato l’ Ass.ne Ens Pesciolino Rosso e il Responsabile del Servizio per le Tossicodipendenze di Civitanova Marche per trattare il delicato tema “Giovani e Droga”. Nella mattinata di martedì 26 aprile presso il Cineteatro Divina Provvidenza, Giampietro Ghidini (Papà di Emanuele morto suicida sotto effetto degli stupefacenti) e il Dott. Mario De Rosa, incontreranno i ragazzi della scuola secondaria di primo grado di entrambi gli Istituti Comprensivi, mentre in serata alle ore 21,15 ci sarà un incontro aperto a tutta la cittadinanza.
Torna domenica 24 aprile la Fiera d’aprile ad Appignano, il tradizionale mercato che si snoda per tutte le vie del paese e richiama migliaia i persone anche dalle cittadine vicine.Ma per questo 2016 sono due le novità di rilievo volute dall’Amministrazione comunale e curate dall’Assessore al Turismo Alessi Tarabelli e dal Consigliere con delega alle attività produttive Mariano Calamita con il supporto logistico e organizzativo della Polizia Municipale di Appignano: a partire dalla Piazza delle Tipicità. Fedele alla sua vocazione agricola ed enogastronomica, infatti, il Appignano ospita in Piazza Umberto I una selezione di produttori locali e dei paesi vicini che espongono tanti prodotti di qualità, dal vino cotto ai formaggi, dalle olive ascolane alle marmellate, alla birra artigianale e ovviamente tanti legumi. La Fiera d’Aprile è anche un’occasione per fare rete con i commercianti, che in tanti partecipano alla giornata offrendo sconti speciali e coupon da spendere nei giorni successivi alla Fiera. Non solo: alcuni locali propongono spettacoli nel corso del pomeriggio, perfetti per intrattenere i visitatori durante la passeggiata.Insomma Fiera non solo come mercato, ma come l’occasione perfetta per venire a scoprire (e riscoprire) il Paese di Appignano.
Si terrà Lunedì 25 aprile la presentazione del nuovo libro di Pamela del Bianco, "Tutta colpa del cappotto" presso il Teatro parrocchiale di Loro Piceno alle 17.30. Interverranno Guido Garufi, professore e recensore, Giampiero Feliciotti, presidente dell'Unione Montana e Ilenia Catalini, sindaco di Loro Piceno.Pamela Del Bianco nasce nata a Macerata il 10 Aprile del 1981. Dopo aver conseguito la maturità scientifica a Tolentino frequenta l’Università di Camerino scegliendo la Facoltà di Chimica e Tecnologie Farmaceutiche. Si laurea il 13 luglio 2007, e , iscritta all’albo dei farmacisti di Macerata l’anno successivo, fa varie esperienze in farmacie e parafarmacie si ferma, per ora, a Sarnano dove nell’unica farmacia del paese, con una squadra tutta al femminile, svolge la professione di farmacista specializzata ed appassionata di fitoterapia e medicina naturale.La lettura e i libri sono stati per lei sempre una costante, una presenza preziosa, un amico da tenere sotto braccio dove trovare inaspettatamente le risposte franche ad alcune delle domande rimaste a lungo nascoste scoprendo così una parte di sé. Scrive il primo racconto molto tempo fa e soltanto nel 2012 pubblica con la casa editrice “La Cara1vella” la storia de “Il tessitore delle nuvole”, un uomo che si divide tra il cielo e terra con la missione di trovare il nuovo colore dell’arcobaleno. I suoi interessi ruotano intorno alla Natura partendo dai petali più profumati dei fiori spontanei fino ad arrivare al lato più nascosto dell’animo umano.Sta costruendo un blog personale “La verde soffitta” dove ogni giorno riporta alcune esperienze e offre piccoli suggerimenti per una vita più sana e rimedi a volte dimenticati. Ha ideato il servizio “Lo scrittore a domicilio” per dare una mano a chi in difficoltà, non riesce a formulare una frase adatta, un augurio originale...o magari una dichiarazione d’amore! La sua penna non ha riposo; ha partecipato a qualche concorso di poesia, si tiene sempre aggiornata sui concorsi letterari e poi grazie al confronto con una scrittrice spagnola ha conosciuto la piattaforma Streelib e la possibilità di autopubblicare le proprie creazioni ed è proprio così che è nato “Tutta colpa del cappotto”.Del libro non sveliamo nulla perché lasciamo il piacere di scoprire ogni pagina lasciando a Lei la possibilità di sapere se ha trasmesso almeno una briciola dei messaggi che nella storia ha voluto nascondere. Scrivere per Lei è un atto di pura libertà, scrivere per lei è magia; la sua strana bacchetta d’inchiostro lascia infinite linee e crea nuovi mondi, personaggi che si muovono ogni volta che una pagina viene mossa. Scrivere come respirare, è essenziale.
L’”enfant prodige”... Ilario Alicante nasce nel 1988 a Livorno,ed inizia a coltivare la sua passione musicale sin da piccolo, quando la madre comincia a fargli ascoltare ogni genere musicale di suo gradimento. Passa il tempo..... Ilario inizia a conoscere il mondo della notte e quello del dj, in un primo momento ha un contatto con attrezzature “di fortuna” cimentandosi in mix stentati all'interno della sua leggendaria “cameretta”poi continuando ad approfondire e a migliorarsi finalmente arriva la residenza al “Pachamama Club” di Pisa, qui la sua tecnica e qualità salgono grazie a questa nuova esperienza ,arrivando ad ottimi livelli.Da qui inizia a frequentare locali molto importanti e di tendenza in Italia, Germania e infine Spagna dove grazie a Circoloco e Cocoon conosce e si innamora della musica house con sfumature e cadenze latine,minimal techno e elettroniche. Da quel momento comincia a produrre e suonare solo quel genere musicale. Nei suoi set possiamo trovare comunque, diverse influenze donando così un tocco di stile che differenzia ogni suo set. Si ispira ad artisti come Richie Hawtin,Marco Carola, Ricardo Villalobos,Raresh,Luciano. In pochissimo tempo si dedica a decine di sue produzioni le quali sono state apprezzate da dj producer di livello internazionale.La traccia "Vacaciones en Chile" testata nei club più importanti lo catapulta dritto nell’house music business! Conferma il suo straordinario talento con la produzione successiva “Chanting Near Africa”uscita sulla nuova etichetta mondiale Cecillè; non a caso è stato l'artista più giovane della storia a mettere piede nella celebre consolle del Time Warp 2008 di Rotterdam! Oggi, grazie all’ingresso nella famiglia Cocoon di Sven Vath e alla creazione di una propria etichetta discografica (Deep Moves), lo potete ascoltare nei miglior club di tutto il pianeta in un inarrestabile tour che lo ha consacrato come uno dei più interessanti talenti al mondo.....l’enfant prodig...