Tanta emozione venerdì scorso al Centro di Aggregazione Giovanile “Pippo per gli amici” di Corridonia, per la presentazione del libro per bambini ”Carlo Urbani. Una vita per gli altri.” L’evento organizzato dall’Associazione Equilibri che sempre si spende nel promuovere iniziative culturali in favore dei più giovani, con il patrocinio del Comune di Corridonia, ha visto la partecipazione dell’autrice, Ilenia Severini, insegnante di Scuola Primaria e della moglie del medico marchigiano, Giuliana Chiorrini.
Con loro anche il giornalista Rai Vincenzo Varagona, che di Urbani si è occupato in passato scrivendo il libro: “Il medico della Sars”. E proprio Varagona ha aperto questa serata così tanto attesa, raccontando la straordinaria vita di Carlo, rivolgendosi ai bambini presenti, così come agli adulti, parlando anche delle sue tante passioni e soprattutto di quella che lo portò ad abbandonare la sua vita “comoda”, per dedicarsi totalmente agli altri, agli ultimi, ai più bisognosi.
Accoccolati su morbidi cuscini, i bambini hanno ascoltato una storia meravigliosa, fatta di viaggi in terre lontane, in cui portare farmaci e cure per salvare vite umane allo stremo e si sono chiesti quali fossero i loro sogni, quelli veri, quelli per cui vale la pena lottare. Poi l’incontro si è trasformato in un laboratorio. Sullo schermo scorrevano le immagini di Paesi lontani, ambulatori improvvisati, Carlo e i suoi piccoli pazienti, e ancora, con la sua famiglia e poi dalla sua enorme valigia, la maestra Ilenia ha tirato fuori un mappamondo, una teiera, dei cappelli vietnamiti, tutti oggetti che servono a riflettere sulla vita, sul viverla spendendosi per un ideale, per un sogno. Infine l’emozione di ascoltare la testimonianza della moglie di Urbani; il suo racconto, così vero, pacato ed intenso, è arrivato al cuore di tutti.
Prima dei saluti, con gli occhi un po’ lucidi, ma con la consapevolezza di aver ricevuto un grande dono, la signora Chiorrini, ha presentato l’AICU, l’Associazione intitolata a Carlo Urbani, nata, dopo la sua scomparsa, proprio per realizzare i tanti progetti che stavano così tanto a cuore al medico marchigiano.
Un doveroso ringraziamento dunque per questa specialissima serata va a tutti coloro che l’hanno resa possibile: l’Amministrazione Comunale, il Sindaco Paolo Cartechini, e gli Assessori Sagretti Monica e Andreozzi Francesco i presenti all’evento.
Ma i ringraziamenti più preziosi vanno alla famiglia Urbani, che questa storia l’ha donata a tutti, alla maestra Ilenia, che l’ha raccolta e l’ha saputa trasmettere ai bambini e a Vincenzo Varagona, che nonostante i suoi numerosi impegni, si spende sempre volentieri per far conoscere la vita e gli ideali di un Grande Uomo, Carlo Urbani.
Venerdì 29, alle ore 17, si svolgerà a Macerata, presso la Sala Conferenze dell’Hotel Claudiani, la presentazione del romanzo storico di Giuseppe Sabbatini “Sulle tracce di Gregorio”.
Il romanzo ripercorre la vita di Papa Gregorio XII, il veneziano Angelo Correr, che nel 1415 rinunciò all’ufficio di romano pontefice per favorire l’unità della Chiesa gravemente compromessa dallo ‘scisma d’occidente’; dopo le dimissioni, pur essendo molto anziano, il Correr tornò nella Marca come Vescovo di Recanati e Macerata dove era già stato come Legato Pontificio.
Giuseppe Sabbatini ne indaga lo spessore umano e la profondità di fede. “Un personaggio sorprendente – scrive -, aldilà delle aspettative e particolare per come si è mosso e per quello che gli è capitato. Soprattutto più che un Papa credo di aver trovato un Uomo. Mi è riuscito simpatico e talvolta commovente; sono convinto che conoscerlo potrebbe risultare utile anche ad altri per l'esempio di Fede che ha lasciato”.
Interverranno alla presentazione, insieme all’autore, Alessandro Guzzini, Luciano Magnalbò, mons. Pietro Spernanzoni, Maurizio Verdenelli. Coordinerà Angiola Maria Napolioni.
L’iniziativa è promossa dall’Accademia dei Catenati ed ha il patrocinio della Cattedrale di San Flaviano di Recanati, dove Gregorio XII è sepolto, dell’Ordine Avvocati di Macerata, dell’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti, della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Recanati.
Giuseppe Sabbatini, già affermato avvocato maceratese, è autore di numerose pubblicazioni tra le quali “Io e il Professore”, “Vendicar Don Chisciotte, conquistar Dulcinea”, “Ritorniamo al casolare”, “Ieri ero nessuno”, “Focaracci della Venuta” e il romanzo storico “La battaglia dei campi Catalaunici”, dedicato a quello che è considerato “l’ultimo squillo di vittoria dell’Impero romano d’occidente”.
Il pubblico delle grandi occasioni non è voluto mancare all’anteprima mondiale dell’opera di Nicola Vaccaj “Virginia, su libretto di Camillo Giuliani, andata in scena proprio nel Teatro dedicato al celebre musicista tolentinate, in occasione delle iniziative promosse in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
Molto curata, seppur in forma scenica, la regia affidata al musicologo Paolo Santarelli che ha anche predisposto le narrazioni storico-musicali che hanno introdotto i vari quadri musicali.
Nel ruolo della protagonista il giovane soprano tolentinate Agnese Gallenzi, con una voce che ha conquistato il pubblico e strappato applausi a scena aperta. Molto bravi tutti gli altri interpreti che si sono cimentati con una partitura certamente non facile; Icilio giovane innamorato di Virginia è stato interpretato dal tenore Tommaso Mangifesta, nel ruolo di Appio Claudio il baritono Davide Bartolucci, Numitoria è stato il soprano Patrizia Perozzi, Virginio il basso Alessandro Battiato e Marco il tenore Massimilano Luciani. Al pianoforte il bravissimo Maestro Concertatore Davide Martelli.
Le scenografie, seppur minimaliste, sono opera degli allievi scenografi del Liceo artistico “Preziotti – Licini” di Fermo che hanno ben contestualizzato la vicenda narrata. Molti applausi anche per le danzatrici e i figuranti del Liceo Coreutico “Filelfo” di Tolentino. A loro va riconosciuto il merito di aver arricchito lo spettacolo con scene di ballo e parate militari, rendendolo ancora più coinvolgente. Costumi storici e direzione artistica sono stati curati dall’Associazione “Incontri d’Opera” di Fermo, organizzazione e logistica dall’agenzia “Eclissi Eventi”.
Una serata e una rappresentazione in epoca moderna che ha creato molto interesse che ha convito il pubblico, anche se in forma “ridotta,” ma comunque apprezzata in termini di allestimento scenico, resa musicale, scelta di voci. La partitura è ricca di passaggi che regalano emozioni, sia nelle parti solistiche affidate ai protagonisti che nelle scene d’assieme, contiene raffinati interventi strumentali e si snoda secondo un disegno drammatico-musicale di grande efficacia. Virginia è un’eroina dei nostri giorni, un personaggio femminile molto ben costruito e che colpisce per la sua forza d’animo e per la sua straordinaria modernità, tanto che per liberarsi della sua tragedia arriva ad accettare il gesto estremo del padre che la uccide per salvarla dalla violenza. Dopo 174 dal suo debutto, Virginia è un’opera ancora capace di appassionare il pubblico e il nuovo allestimento presentato a Tolentino potrà avere successo anche in altri palcoscenici, proprio grazie alla bontà delle scelte del regista e alle capacità dei cantanti, su tutti la giovane soprano Agnese Gallenzi che ha dimostrato ampiamente di essere pronta per ben altri e più importanti ruoli.
Al termine della rappresentazione, con tutti i protagonisti sul palcoscenico, i ringraziamenti da parte del Sindaco Giuseppe Pezzanesi, dell’Assessore alla Cultura Silvia Tatò e del Presidente della Commissione Pari Opportunità Monia Prioretti.
L’evento è stato promosso dal Comune di Tolentino, dalla Commissione Consiliare Pari Opportunità, dallo Sportello di ascolto contro la violenza di genere, dall’istituto d’istruzione superiore Filelfo, dalla Eclissi Eventi e da Incontri d’Opera.
Virginia è l’ultima opera scritta dal celebre compositore-maestro di canto di Tolentino: Nicola Vaccaj, nel 1845. L’opera di argomento storico fu accolta all’epoca con un successo che l’autore stesso definì… “strepitoso”. Virginia debutta al “Teatro Apollo” di Roma - il teatro sorgeva a ridosso del Tevere all’altezza di Castel Sant’Angelo, oggi non esiste più…fu distrutto nel 1888 e mai più ricostruito. Virginia, che ebbe un’unica ripresa a Pesaro l’anno successivo diretta da Vaccaj in persona, è scomparsa dalle scene per oltre 170 anni, per riapparire oggi 25 Novembre 2019 - in anteprima mondiale - proprio a Tolentino, città natale di Vaccaj e proprio nel teatro a lui dedicato.
La vicenda di Virginia, giunge dal passato, dalla Roma Repubblicana, è la storia vera di un amore violato: l’amore tra il giovane Lucio Icilio, tribuno della plebe nel 449 a.C., ed una giovinetta, Virginia di origine plebea, la cui bellezza aveva destato l’interesse del potente Appio Claudio console e decemviro romano. L’episodio di Virginia, lo rileva lo stesso Tito Livio, ricalca da vicino quello di Lucrezia (la giovane violentata dal figlio del re Tarquinio il Superbo, che in seguito al crimine perse il regno e fu cacciato da Roma). La bellezza della musica di Vaccaj si unisce al tema storico e morale in uno spettacolo di alto contenuto artistico e culturale, che non a caso è andata in scena nella giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne.
Una mostra che parla di un incontro di otto secoli fa ma che sembra essere un incontro ancora oggi molto attuale. Una mostra che racconta di un uomo di tutti i tempi, che è anche uomo del nostro tempo. Una mostra che affronta temi come il dialogo interreligioso, la necessità di superare ogni fondamentalismo, l’esigenza di un dialogo e di un confronto, che sono questioni di grandissima contemporaneità.
Fino all’8 dicembre prossimo la chiesa di Santa Maria della Misericordia, in piazza del Popolo, ospita l’esposizione: “Francesco e il sultano 1219-2019. L’incontro sull’altra riva”.
Patrocinata dal Comune di San Severino Marche e allestita grazie al Centro di esperienza e di formazione francescana che ha sede presso il convento dei frati minori cappuccini di San Salvatore in Colpersito, alle Sorelle povere di Santa Chiara, all’Ordine Francescano Secolare e al Centro culturale “A. Tarkovskij”, la mostra è stata inaugurata dal cardinale Edoardo Menichelli e dal sindaco Rosa Piermattei alla presenza, tra gli altri, del presidente del Centro culturale “A. Tarkovskij”, Angelo Cantenne, del responsabile del Centro di esperienza e formazione francescana di San Severino Marche, padre Pietro Maranesi, dell’assessore comunale Tarcisio Antognozzi.
Ad introdurre la visita al percorso espositivo il professor Massimo Ciambotti, membro del direttivo del Centro culturale “A. Tarkovskij”, il quale ha ricordato il legame diretto di San Francesco con il convento dei cappuccini di San Severino Marche, dove soggiornò per due volte.
“La mostra – ha ricordato Ciambotti - parla di un incontro semplice e straordinario, avvenuto nel 1219 a Damietta, città in Egitto situata sulla foce del Nilo: San Francesco incontra il Sultano Al-Malik Al-Kamil, nipote diretto del Saladino. Francesco era arrivato in Siria nel giugno 1219, trentasettenne, partendo con una nave da Ancona. Aveva già provato a fare questo viaggio nel 1212, ma le condizioni avverse del tempo non gli permisero di raggiungere la Palestina e aveva dovuto ritornare ad Assisi, facendo tappa proprio a San Severino presso le pie donne che abitavano il monastero di Colpersito. Ma perché Francesco volle andare di persona in Palestina e in Egitto? Perché volle fortemente incontrare il Sultano, rischiando la vita ovviamente? Perché ne uscì vivo, nonostante fosse un nemico, cristiano? Sono domande a cui la mostra tenta di rispondere”.
La mostra si divide in tre parti: la prima introduce nel tempo di San Francesco e consente di capire quali sono le premesse del viaggio e le ragioni, la seconda è dedicata specificamente all’incontro, a quello che successe e a quello che ne seguì, la terza a ciò che questo incontro insegna oggi. Infine il percorso presenta un’appendice dove si narra del passaggio di San Francesco nel convento di Colpersito.
La tolentinate Samanta Casali si è classificata seconda a “Ver Sacrum” gara itinerante nelle antiche terre picene (tappa di Macerata), indetta dall’Associazione Culturale Euterpe di Jesi.
Cinque sono stati i componimenti declamati dall’autrice tra cui la poesia “Autoritratto d’artista”, particolarmente apprezzata dalla giuria.
Il 2019 è stato un anno proficuo per la poetessa tolentinate poiché altre suo opere sono state selezionate in tre diverse antologie e ha avuto una bella conclusione con il conferimento di questo diploma speciale.
Il Centro di esperienza e di formazione francescana, che ha sede presso il convento dei frati minori cappuccini di San Salvatore in Colpersito, in collaborazione con le Sorelle povere di Santa Chiara, con l’Ordine Francescano Secolare e con il Centro culturale “A. Tarkovskij”, in occasione degli 800 anni dal passaggio di San Francesco nelle Marche, e in particolare nella città di San Severino dove vi giunse di ritorno dall’incontro con il sultano al-Malika al-Kamil, ospita nella chiesa della Misericordia, in piazza Del Popolo, la mostra: “Francesco e il sultano 1219-2019. L’incontro sull’altra riva”.
L’evento culturale, patrocinato dal Comune di San Severino marche, è stato presentato al 40° Festival dell’Amicizia tra i Popoli di Rimini. Era il 1219 quando, in piena Quinta Crociata, il frate Francesco d’Assisi s'imbarcò per raggiungere la Terra santa, e si recò dal Sultano d’Egitto Malik Al Kamil. La mostra conta 30 pannelli cui se ne aggiungono 3 proprio sul passaggio di San Francesco a San Severino Marche. Insieme all’esposizione, che sarà inaugurata domani pomeriggio, sabato 23 novembre, alle ore 18, e che resterà aperta fino all’8 dicembre prossimo, sono già stati previsti anche alcuni momenti di approfondimento con incontri e convegni.
San Severino Marche custodisce il più importante luogo francescano di tutta la regione, il convento di San Salvatore in Colpersito, dove il poverello di Assisi passò per ben due volte. Si tratta di un patrimonio culturale di importante rilevanza per il quale i frati cappuccini si stanno impegnando anche con la creazione di un Centro di esperienza e di formazione di recente aperto.
Oltre ad essere interessante in sé, la mostra è di grande attualità considerato il tempo storico che stiamo vivendo e la fatica di far convivere culture diverse. Quello che essa racconta è uno dei più straordinari gesti di pace nella storia del dialogo fra cristianesimo e islam, che a distanza di otto secoli, non smette di interrogarci e che quest'anno viene ricordato in numerose iniziative.
L’esposizione, promossa da Custodia di Terra Santa, Fondazione Meeting per l’Amicizia fra i Popoli e Ats Pro Terra Sancta, viene presentata in città anche con la collaborazione del CSV Marche e sarà visitabile nei seguenti orari: feriali dalle ore 17 alle ore 19, sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 12,30 e dalle ore 16,30 alle ore 19. Il percorso espositivo è curato da Maria Pia Alberzoni, Andrea Avveduto, Caterina Cappuccio e Simone Lombardo.
Proprio una delle curatrici, Maria Pia Alberzoni, sarà anche relatrice di una conferenza, insieme a padre Pietro Maranesi, in programma sabato 7 dicembre alle 17,30 al teatro Italia. “Francesco e il sultano. L'eredità di un incontro”, questo il titolo del convegno, offrirà spunti di riflessione su quali sono gli aspetti fondamentali e straordinari dell’incontro avvenuto 800 anni fa.
Dal primo gennaio parte la nuova stagione della FORM-Orchestra Filarmonica Marchigiana dal titolo Sound Experience - Beethoven 250, dedicata al compositore tedesco per celebrare i 250 anni dalla sua nascita.
La FORM si presenta al nuovo anno con un progetto di comunicazione innovativo, basato su una campagna di arte fotografica che ha prodotto un concept book, i materiali promozionali e il nuovo sito istituzionale. Una veste nuova che abbraccia musica e territorio e che sintetizza la nostra comunità, circondata da bellezze paesaggistiche e artistiche. In questo armonioso scenario, la FORM è l’istituzione fondamentale per lo sviluppo e la diffusione della cultura musicale nel territorio regionale e rappresenta al meglio “la colonna sonora delle Marche”. Come ha scritto Francesco Antonioni nel saggio contenuto all’interno del concept book, mostrato oggi al pubblico per la prima volta: “L’orchestra, quando funziona, è una metafora del mondo come dovrebbe essere: unità e polifonia, che accoglie in sé in maniera coerente e organica le consonanze e le dissonanze, gli unisoni e le divisioni, le tensioni e le convergenze e per tutti trova spazio e condizioni di coesistenza”.
“Sono stato molto colpito dalla proposta della FORM per quest’anno – ha affermato il presidente della Regione , Luca Ceriscioli nella conferenza stampa di presentazione- un’offerta musicale molto particolare, ricca e densa di significati. Pervasa da uno spirito del tempo e del genius loci, insomma una sorta di colonna sonora delle Marche perché collega quasi in maniera filmica l’identità dell’orchestra con il territorio da cui ha origine, nella massima espressione, nei suoi elementi peculiari come i paesaggi non meno della capacità creativa e imprenditoriale che spesso fa sintesi di cultura e prodotto. Un’immersione piena in questa identità rafforzata dentro un messaggio che abbiamo cercato in questi anni di potenziare attorno all’identità delle Marche. E per parlare in termini di web , insomma, sappiamo che molte opportunità ruotano attorno al concetto di reputazione: quindi essere o non essere conosciuti e riconosciuti come territorio, specialmente in un fattore che ci identifica molto come la cultura, fa la differenza. E quanto sia importante la qualità nella spesa culturale , come ci dimostra Symbola. Un’immagine dunque molto fresca e contemporanea di questa Orchestra regionale, un altro modo di aggiungere , in una prospettiva strategica, una spinta verso questa volontà di costruire assieme e raccontare sempre di più la regione con la sua identità, cioè le sue eccellenze in tutti i settori. E la FORM è un’altra eccellenza che può diffondere i valori positivi di questa terra. Certo se fossi un direttore artistico di un teatro del Nord Europa e vedessi questo programma e ascoltassi questo materiale, chiamerei la FORM che si propone come un’istituzione musicale con una mentalità europea, cioè un soggetto che pur sentendo di appartenere radicalmente a un luogo, diffonde valori universali. E anche questo è molto marchigiano. “
Sessanta concerti nei teatri marchigiani che accompagnano il pubblico fino all’otto maggio. La stagione 2020 offre la possibilità di ascoltare i capolavori e alcune opere meno note, ma non per questo meno significative ed apprezzate, di uno dei massimi geni della storia della musica: Ludwig Van Beethoven.
E allora, dopo il tradizionale Concerto per il nuovo anno, si parte con Egmont, musiche di scena per la tragedia di Johann Wolfgang von Goethe, quindi la Quinta sinfonia diretta da Ezio Bosso, il Concerto per violino con Stefan Milenkovich, la Sinfonia n. 9 e l’integrale dei concerti per pianoforte e orchestra.
Spicca sicuramente nella stagione il debutto dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana al Musikverein di Vienna che vede l’ensemble impegnato in musiche italiane e di autori marchigiani, sotto la direzione di David Crescenzi e con la presenza di Lorenzo Di Bella al pianoforte: il programma si potrà apprezzare anche a Jesi per una gustosa anteprima.
Di spessore gli artisti che collaborano con la FORM: nel ciclo di apertura si esibiscono la giovane direttrice d’orchestra Beatrice Venezi, Saverio Marconi come voce recitante e il soprano Angela Nisi. Seguono due giovani interpreti per il programma Anima Russa: Čajkovskij - Šostakovich, ovvero la violoncellista Miriam Prandi e il direttore Alessandro Bonato, tra i più interessanti della nuovissima generazione, vincitore del 3° premio assoluto alla The Nicolai Malko Competition for young conductors 2018.
Come anticipato, la Sinfonia n.5 di Beethoven vede la direzione di Ezio Bosso e la presenza nello stesso programma di Francesco Di Rosa, I° oboe dell’Orchestra di Santa Cecilia, mentre Hubert Soudant dirige la sinfonia n.3 di Mendelssohn “Scozzese” con il violinista Jevgēnijs Čepoveckis (che torna a marzo per Nuovi talenti - Beethoven 250), vincitore del Concorso Violinistico Internazionale “Andrea Postacchini” di Fermo. Milenkovich è protagonista di un doppio programma: quello su Beethoven e la ripresa del concerto Da Bach ai Queen proposto a Teramo e Roma.
Si conclude quest’anno il triennio dedicato a Mahler, con la Sinfonia n. 1 in re magg. “Il Titano” (trascrizione per orchestra da camera di Klaus Simon) diretta da Manlio Benzi; mentre Federico Mondelci, in veste di direttore e solista, affronta un interessante repertorio di musiche per il cinema – composte ad hoc o tratte da celebri capolavori classici e contemporanei – di Rota, Morricone, Händel, Ortolani (per un importante omaggio a questo musicista marchigiano) e Šostakovič.
Come sempre la FORM lavora con le realtà più interessanti del territorio italiano: la novità è la collaborazione con una prestigiosa istituzione come l’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola. Si confermano quelle con l’Università Politecnica delle Marche, la Società Amici della Musica “Guido Michelli” di Ancona, il Macerata Opera Festival, la Rassegna di nuova Musica, l’Accademia d’Arte Lirica di Osimo, la Fondazione Teatro della Fortuna di Fano, gli Amici della Musica di Montegranaro, l’Ente Concerti di Pesaro, l’Amat e la Società Filarmonica Ascolana.
L’impegno per i giovani e per i bambini si concretizza attraverso numerose azioni. In primis gli educational e i family concert con “Pierino e il lupo”, “Maggiore e minore: ma che modi sono?” e quindi con il Progetto MARCHE.NEXT.SOUND sostenuto e promosso dalla Regione Marche – Assessorato alla Cultura, rivolto alle nuove generazioni sia come esecutori, direttori e solisti, anche con l’avvio di nuove audizioni e concorsi per individuare talenti, sia come fruitori dei concerti.
La stagione è realizzata con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Marche e dei Soci Fondatori: Comuni di Ancona, Jesi, Macerata, Fermo, Fano, Fabriano.
La prima domenica di dicembre, le poetesse Giovanna Cristina Vivinetto e Giulia Martini apriranno il ciclo di incontri con Umberto Piersanti organizzati nell’ambito della Scuola di cultura e scrittura poetica “Sibilla Aleramo”, che quest’anno inizia il sesto anno di attività presso la Biblioteca comunale “Silvio Zavatti” di Civitanova Marche, con il sostegno dell’Assessorato alla crescita culturale del Comune di Civitanova, la collaborazione dell’associazione culturale "SibillA" e Biblioteca comunale "Zavatti".
Il programma delle lezioni, che è stato presentato questa mattina nella sala della Giunta dall’assessore Maika Gabellieri alla presenza dello stesso Piersanti, di Annie Seri e di alcuni allievi, è molto ricco e si estende in sei mesi dal 24 novembre al 3 maggio, con laboratori di scrittura, pubblicazioni agli incontri con critici, editori, filosofi di fama. Undici gli ospiti illustri che arriveranno in città quest’anno: Vivinetto e Martini (1 dicembre), Borio e Corbetta (19 gennaio), De Signoribus e Pigliapoco (16 febbraio), Lagazzi (15 marzo), Rimolo e Fantuzzi (7 aprile), Lenti e Stramucci (3 maggio). Negli anni a Civitanova sono stati ospitati i più grandi autori contemporanei.
“Ringraziamo il professor Umberto Piersanti che in questi anni ha messo a disposizione la sua preziosa esperienza per allargare la conoscenza della poesia, soprattutto quella italiana e contemporanea, poco nota nel nostro Paese, attraverso la pratica diretta dei testi, il dialogo e la frequentazione con poeti e critici – ha detto l’assessore Gabellieri. L’Amministrazione comunale è orgogliosa di poter organizzare e favorire la diffusione della cultura sotto ogni forma con persone di alto spessore come il prof. Piersanti”.
Soddisfazione per l’avvio della sesta edizione è stata espressa dal professor Piersanti, che ha sottolineato la risposta entusiasta in una città come Civitanova e lo dimostra 6 anni di attività, realizzate con il supporto di tutte le Amministrazioni che si sono succedute.
“Insisto molto sul binomio cultura e scrittura - ha spiegato Piersanti – perché per scrivere è necessaria la conoscenza dei testi. Un altro aspetto della nostra Scuola è la valorizzazione di autori e editoria marchigiani, perché in questa terra echeggia la tradizione poetica di Leopardi. La scuola ci ha dato tanta soddisfazione anche perché due dei nostri allievi hanno visto realizzarsi un sogno, che è quello della pubblicazione delle loro opere”.
Le lezioni sono a cadenza settimanale, la domenica pomeriggio alle 17,00, fino a maggio 2019, con ospiti di calibro nazionale una volta al mese.
La scuola è aperta a tutti, conta una media di 40 iscritti, previo versamento di quota di iscrizione.
Info: 3202530653 – lascuoladipoesia@libero.it
La rassegna Vibrazioni Armoniche, curata dall’Associazione Marche Musica e sotto la direzione artistica del pianista Marco Sollini, giunta alla seconda edizione e sostenuta dalla Regione Marche nell’Ambito del progetto “Marche in vita” destinato alla valorizzazione dei luoghi colpiti dal sisma, riapre i battenti con la pianista Eloisa Cascio, ospite al Teatro Apollo di Mogliano.
Un doppio appuntamento quello di domani, venerdì 22 novembre, giorno di Santa Cecilia, protettrice dei musicisti, con un “incontro con l’artista” alle ore 11 e destinato ai giovani delle scuole medie locali per scoprire aspetti inediti della vita di un musicista e delle opere musicali affrontate e poi il concerto vero e proprio la sera alle ore 21.00. Un’occasione per scoprire la bellezza dell’Arte Musicale e del pianoforte in particolare con una giovane pianista che si è già distinta a livello internazionale ed esibita con ensemble cameristici e orchestre di pregio quale Eloisa Cascio, artista campana stravagante e sensibile. Davvero bello e accattivante il programma proposto con i 4 Improvvisi op.90 di Franz Schubert, la Barcarola op.60 di Fryderyk Chopin e la tumultuosa ed impegnativa Sonata n.2 op.36 di Sergej Rachmaninov. Opere profonde e tra le più amate del repertorio pianistico che richiedono una grandissima padronanza stilistica e strumentale.
Il concerto, a ingresso libero, si realizza in collaborazione con il Comune di Mogliano e l’Amat, splendida occasione per riscaldare le anime nelle fredde serate invernali e per lasciare trasportarsi dalla magia della Grande Musica. La rassegna Vibrazioni Armoniche proseguirà poi con un appuntamento al mese negli splendidi Teatri marchigiani toccando Tolentino, Offida, Ascoli Piceno, Corridonia e San Severino Marche. Pregevoli artisti spazieranno in repertori diversificati passando da Bach a Chopin, da Beethoven a Musorgskij ed ancora altri. In cartellone si ascolteranno, dopo la Cascio, i pianisti Marco Sollini, Emilio Aversano, il Duo Pollice, Salvatore Barbatano ed il flautista Stefano Maffizzoni.
Venerdì 29 e sabato 30 novembre, alle 21, Palazzo Buonaccorsi di Macerata sarà palcoscenico d'eccezione per Saverio Marconi che torna in scena con Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano nell'ambito di Patrimonio in scena, un'interessante iniziativa nata dalla collaborazione tra Regione Marche, Consorzio Marche Spettacolo e MAB Marche (coordinamento marchigiano tra Musei, Archivi e Biblioteche), che promuove musei, biblioteche, pinacoteche come palchi naturali in grado di dare emozioni e offrire un'esperienza unica grazie al contatto intimo tra spettatori e attori.
“Una storia scritta oggi e pensando a oggi”. È così che Goffredo Fofi definisce nella sua postfazione (Edizioni E/O) il racconto di Èric Emmanuel Schmitt del 2001, portato sul grande schermo nel 2003 (Premio del Pubblico a Omar Sharif come Miglior Attore alla Mostra del Cinema di Venezia).
Gabriela Eleonori e Saverio Marconi, dopo il grande successo di Variazioni Enigmatiche, tornano a confrontarsi con un testo di Schmitt, e questa volta lo fanno con una narrazione intima, che parla agli spettatori guardandoli negli occhi mentre si compie l’affascinante rito tradizionale del tè turco: un procedimento lento, un sapore antico e familiare, durante il quale si snoda, emozionante, la storia.
Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano è la storia di un’infanzia, “l’infanzia che bisogna lasciare” o quella “da cui bisogna guarire”, di un’emancipazione, del superamento delle difficoltà attraverso un percorso di scoperta, di conoscenza di sé e di culture differenti.
È anche la storia dell’incontro tra un tredicenne ebreo e Monsieur Ibrahim - un vecchio musulmano che viene dal Corno d’Oro, proprietario di una drogheria.
Mondi (o sottomondi) che si incontrano, coabitano, in un invito al rispetto delle identità altrui e alla ricerca delle radici comuni “oltre le barriere delle lingue, delle nascite, delle fedi” [G. Fofi, Postfazione]. Una religione fatta di saggezza, lentezza, amore per il bello e per la vita, tolleranza: i «fiori» del testamento spirituale di Monsieur Ibrahim.
In occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, lunedì 25 novembre, alle ore 21.15 andrà in scena al Teatro Nicola Vaccaj, l’anteprima mondiale dell’opera lirica “Virginia” scritta da Nicola Vaccaj su libretto di Camillo Giuliani.
L’evento è promosso dal Comune di Tolentino, dalla Commissione Consiliare Pari Opportunità, dallo Sportello di ascolto contro la violenza di genere, dall’istituto d’istruzione superiore Filelfo, dalla Eclissi Eventi e da Incontri d’Opera.
I biglietti di ingresso (5 euro) sono in vendita su Vivaticket, nelle biglietterie del circuito Amat e presso il botteghino del Teatro nei giorni di apertura.
Lo spettacolo sarà presentato ufficialmente nel corso di una conferenza stampa che si terrà venerdì 22 novembre.
Virginia è l’ultima opera scritta dal celebre compositore-maestro di canto di Tolentino: Nicola Vaccaj, nel 1845. L’opera di argomento storico fu accolta all’epoca con un successo che l’autore stesso definì… “strepitoso”. Virginia debutta al “Teatro Apollo” di Roma -il teatro sorgeva a ridosso del Tevere all’altezza di Castel Sant’Angelo, oggi non esiste più…fu distrutto nel 1888 e mai più ricostruito. Virginia, che ebbe un’unica ripresa a Pesaro l’anno successivo diretta da Vaccaj in persona , è scomparsa dalle scene per oltre 170 anni, per riapparire oggi 25 Novembre 2019 -in anteprima mondiale - proprio qui nella città natale di Vaccaj e proprio nel teatro a lui dedicato.
La vicenda di Virginia , giunge dal passato , dalla Roma Repubblicana, è la storia vera di un amore violato: l’amore tra il giovane Lucio Icilio, tribuno della plebe nel 449 a.C., ed una giovinetta, Virginia di origine plebea, la cui bellezza aveva destato l’interesse del potente Appio Claudio console e decemviro romano. L’episodio di Virginia, lo rileva lo stesso Tito Livio , ricalca da vicino quello di Lucrezia (la giovane violentata dal figlio del re Tarquinio il Superbo, che in seguito al crimine perse il regno e fu cacciato da Roma). La bellezza della musica di Vaccaj si unisce al tema storico e morale in uno spettacolo di alto contenuto artistico e culturale, che non a caso andrà in scena nella giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne.
La regia dello spettacolo è affidata al musicologo Paolo Santarelli , curatore anche delle narrazioni storico-musicali che introdurranno i vari quadri musicali. Le scenografie sono opera degli allievi scenografi del Liceo artistico “Preziotti –Licini di Fermo che insieme alle danzatrici e figuranti del Liceo Coreutico “Filelfo” di Tolentino arricchiranno lo spettacolo con scene di ballo e parate militari. Nel ruolo della protagonista: il soprano Agnese Gallenzi; Icilio giovane innamorato di Virginia sarà il tenore Tommaso Mangifesta; nel ruolo di Appio Claudio il baritono Davide Bartolucci; Numitoria il soprano Patrizia Perozzi; Virginio il basso Alessandro Battiato e Marco il tenore Massimilano Luciani. Al pianoforte il Maestro Concertatore Davide Martelli. Costumi storici e direzione artistica sono stati curati dall’Associazione “Incontri d’Opera” di Fermo, organizzazione e logistica dall’agenzia “Eclissi Eventi”.
Star del piccolo schermo, nei panni di Ettore Ferri in Centovetrine e tra i personaggi di Un posto al sole, Roberto Alpi vanta anche una lunga carriera teatrale e cinematografica (in moltissime pellicole di Francesco Nuti). Domenica 24 novembre alle ore 18,00 nell’accogliente sala spettacolo del Politeama Tolentino, darà voce a La metamorfosi di Franz Kafka, un’occasione speciale per conoscere un classico indimenticabile. Il pubblico sarà proiettato in una dimensione parallela, surreale, e rivivrà la strana storia di Gregor Samsa che svegliandosi una mattina da sogni agitati, si trovò trasformato, nel suo letto in un enorme insetto immondo. Ad accompagnare il racconto Cinzia Pennesi al pianoforte.
Il racconto La metamorfosi (1912) è probabilmente tra le opere più importanti del XX secolo nonché l’opera più nota di Franz Kafka. Si tratta indubbiamente del racconto che ha dato vita ad una letteratura sconfinata. In quest’opera come in molti altri scritti di Franz Kafka, ricorrono i temi del difficile rapporto tra padre e figlio, la spersonalizzazione del singolo nella società di massa percepita nei primi del Novecento e il tema del “diverso”, che viene spesso emarginato ed escluso. Kafka era convinto che il destino di ogni uomo dipendesse da elementi imprevedibili e ingannevoli, spesso alla base di condizioni grottesche o da incubo, come mostrano i suoi romanzi e i suoi racconti. Molti di questi sono rimasti incompleti, a dimostrazione della difficoltà di Kafka di superare i propri conflitti interiori con la scrittura.
Roberto Alpi è un attore teatrale di grande spessore che ha lavorato soprattutto in produzioni televisive divenendo noto al grande pubblico. Ha partecipato tra l'altro a diverse commedie, soprattutto pirandelliane, ha girato i teatri d’Italia con la commedia Honour, al fianco di Paola Pitagora. Prossimamente sarà nel cast della fiction Rai di successo Il Paradiso delle Signore.
La rassegna Racconti d’Attore è organizzata in collaborazione con Cromia e continua lunedì 2 dicembre con Luca Ward, una delle voci più affascinanti del panorama teatrale e cinematografico italiano.
I biglietti per lo spettacolo sono disponibili al Botteghino del Politeama, aperto tutti i giorni (escluso sabato e domenica) dalle 17,00 alle 20,00 e da tre ore prima di ciascun spettacolo. Biglietti disponibili anche online all’indirizzo http://www.liveticket.it/politeamatolentino. Il costo del biglietto è di 20 euro+ prevendita.
La Madonna Adorante il Bambino con angeli musicanti, capolavoro del pittore rinascimentale marchigiano Vittore Crivelli, da sempre patrimonio della Pinacoteca Comunale di Sarnano, verrà esposta all’interno della mostra intitolata Rinascimento marchigiano. Opere d'arte restaurate dopo il sisma, prima ad Ascoli Piceno, presso il Forte Malatesta, dal 26 ottobre 2019 al 31 gennaio 2020, poi a Roma, presso San Salvatore in Lauro, dove resterà fino al 5 luglio 2020. In cambio, la Pinacoteca di Sarnano ha ricevuto il polittico Madonna con il bambino ed i Santi Michele Arcangelo, Gerolamo, Biagio e Nicola di Bari di Pietro Alamanno, conservato nella Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno.
Domenica 1° dicembre alle ore 10.30 verrà organizzata una presentazione e una visita guidata gratuita per permettere a tutti di godere appieno della nuova opera temporaneamente esposta.
L’operazione rientra nel programma di recupero dei beni culturali mobili delle Marche danneggiati dal sisma del 2016: un progetto promosso e sostenuto finanziariamente da ANCI Marche e Pio Sodalizio dei Piceni, in stretta collaborazione con la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio delle Marche
«Siamo orgogliosi che la nostra amata Madonna del Crivelli venga esposta in mostre tanto prestigiose ed è un onore per noi ospitare il Polittico di Ascoli Piceno» commenta il Sindaco Luca Piergentili «In questo periodo il museo è aperto solo nel weekend, ma durante le festività natalizie, dal 26 dicembre al 6 gennaio, riprenderemo con l’apertura giornaliera per permettere a quante più persone possibile di ammirare le perle che compongono il nostro patrimonio artistico».
La Pinacoteca di Sarnano, riaperta a dicembre scorso, è stata il primo polo museale del cratere a tornare visitabile dopo il sisma del 2016. «Ci siamo impegnati al massimo perché il maggior numero di Opere tornasse in ottimo stato nelle nostre sale e alla fine ci siamo riusciti» continua il Sindaco. «Temporaneamente, il museo ospita anche le opere provenienti dalla Chiesa di Santa Maria di Piazza Alta e ha accolto una splendida tavola di Simone De Magistris prima custodita nella Chiesa di San Cassiano. Grazie all’accordo stretto con l’Associazione Il Circolo di Piazza Alta, siamo riusciti a garantire l’apertura delle Pinacoteca durante tutto l’anno e abbiamo istituito una giornata di ingresso gratuito ogni prima domenica del mese. Dall’inizio dell’anno abbiamo registrato più di mille visitatori, ciò testimonia il desiderio di turisti e locali di poter fruire delle opere d’arte custodite sul territorio».
Il polittico dell’Alamanno prestato alla Pinacoteca di Sarnano proviene dalla chiesa di Santa Maria della Carità di Ascoli Piceno. «Era stato commissionato dalla comunità dei mercanti schiavoni residenti nella città, circostanza che giustifica la presenza di alcuni santi, come Nicola di Bari e Michele Arcangelo, cari alle popolazioni slave» scrive il noto storico dell’arte Stefano Papetti. Per realizzare l’opera Pietro Alamanno prese spunto dal maestro veneziano Carlo Crivelli, che nel 1489, anno di esecuzione del dipinto, aveva già lasciato Ascoli Piceno. Il polittico mostra una tecnica molta sofisticata con motivi in rilievo impressi nello stucco, corde ingessate e guarnizioni rilevate dal fondo grazie all’uso di una pastiglia. La presenza di queste applicazioni, insieme all’uso di colori molto luminosi, creano un sorprendente effetto tridimensionale che, continua Papetti, «conobbe grande fortuna da parte di una committenza desiderosa di rispecchiare il proprio prestigio sociale nelle immagini di devozione offerte alla pietà popolare».
Nuova edizione per Musicultura. Alle linee di partenza gli oltre 760 artisti che hanno risposto al bando iscrivendosi alla XXXI edizione del concorso. Ad annunciarlo è Ezio Nannipieri, nuovo direttore artistico del Festival della canzone popolare e d’autore, dopo la prematura scomparsa di Piero Cesanelli, ideatore e cofondatore di Musicultura:
“Oltre vent’anni vissuti intensamente al fianco di Piero sono stati una palestra professionale e di vita formidabili. In circostanze come questa non conta tanto quel che si dice, ma quel che si fa, con quale apertura di mente e di cuore, con quale coscienza e determinazione si è pronti ad assumersi la responsabilità delle decisioni quando arriva il momento. – ha dichiarato Ezio Nannipieri - Sono pronto a mettermi al timone, Piero purtroppo non è più con noi, ma a bordo la sua presenza benigna è percepibile. Riprendiamo la navigazione di Musicultura cominciando dalla massima attenzione che meritano le oltre millecinquecento canzoni affidate con fiducia al vaglio del nostro concorso”.
Gli artisti iscritti a Musicultura 2020, come da tradizione tutti autori dei brani che interpretano, provengono da ogni angolo del Paese: Lazio, Lombardia e Campania le regioni più rappresentate, seguite da Puglia, Emilia Romagna, Sicilia, Marche, Piemonte, Veneto…
Fra tutte le proposte in gara il 79% sono quelle degli artisti singoli, il 21% quelle delle band; gli uomini sfiorano il 70% del totale dei partecipanti, le donne superano di poco il 30%.
Le oltre 1500 canzoni in gara (ciascun concorrente è chiamato ad inviare due brani del proprio repertorio) saranno ora prese in consegna ed affidate ad una accuratissima fase di ascolto e di selezione per oltre due mesi, al termine della quale gli artisti ritenuti più meritevoli verranno convocati a sostenere delle audizioni rigorosamente live.
A tutti gli esclusi da questa prima selezione sarà garantita una risposta scritta con un’articolata scheda di commento sulle canzoni inviate.
Dopo le Audizioni live, in programma fra febbraio e marzo 2020 al Teatro Lauro Rossi di Macerata, il lungo iter del concorso si snoderà attraverso diverse fasi di selezione che coinvolgeranno, oltre alla stessa Musicultura, il pubblico e il prestigioso Comitato Artistico di Garanzia del Festival, i cui primi firmatari furono nel 1990 Fabrizio De André e il poeta Giorgio Caproni, oggi composto da Francesca Archibugi, Enzo Avitabile, Claudio Baglioni, Brunori Sas, Luca Carboni, Alessandro Carrera, Guido Catalano, Ennio Cavalli, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Gaetano Curreri, Frankie hi-nrg mc, Teresa De Sio, Niccolò Fabi, Giorgia, Alessandro Mannarino, Dacia Maraini, Mariella Nava, Gino Paoli, Andrea Purgatori, Vasco Rossi, Ron, Enrico Ruggeri, Tosca, Paola Turci, Roberto Vecchioni, Sandro Veronesi, Willie Peyote.
Nel frattempo, proprio in questi giorni Musicultura porta avanti con il sostegno del Ministero dei Beni Culturali un progetto europeo, dedicato alla diffusione e alla valorizzazione della canzone e italiana di qualità all’estero. Dopo aver già incontrato pubblico e studenti francesi in un doppio appuntamento all’Università di Tolosa con il cantautore Francesco Sbraccia (fra i vincitori di Musicultura 2019), domani sabato 16 novembre sarà la volta di Barcellona. Nella città catalana, ospite della rassegna “Cose di Amilcare” curata dal Club Tenco, andrà in scena presso la Casa degli Italiani Cantoitaliano un viaggio inedito intorno alla storia della canzone popolare e d’autore, ideato da Musicultura e scandito da parole, aneddoti, spigolature, immagini e note suonate dal vivo, con protagonisti altri due vincitori del concorso: Alessio Arena e Fabrizio Pollio.
Domenica 17 novembre, alle 16:00, verrà presentato al pubblico un volume dedicato alla figura di Padre Vincenzo Zucca. Presso la Sala Convegni comunale di Pollenza i presenti potranno ricordare l’uomo e il religioso che tanto ha segnato il territorio con il suo operato. Il volume, dal titolo "Padre Vincenzo e i suoi fratelli" è stato curato da Padre Armando Pierucci, da Elisabetta Nardi e da Stefano Lucinato. Una collaborazione che è stata necessaria per studiare l’intenso percorso umano e spirituale di Padre Vincenzo sotto vari profili e soprattutto poggiando su tante testimonianze di chi lo ha conosciuto.
Nato ad Arcevia, ma vissuto lungamente a Pollenza presso il convento dei Frati Minori, ha saputo penetrare il tessuto cittadino con umiltà e con la frequentazione assidua dei momenti più rappresentativi della vita di Pollenza, tanto da guadagnarne anni fa la cittadinanza onoraria. La sua parola sapeva essere di conforto, il suo sguardo vivace e veloce è impresso nella memoria di tutti. Maneggiava una grande cultura ma l’ha sempre voluta accompagnare ad opere benefiche e silenziose, nello stile dell’Ordine cui apparteneva. Il rispetto per le Istituzioni, in particolare l’affetto per l’Arma dei Carabinieri, è ancora oggi ricambiato. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale fu impegnato nel salvare tanti giovani dai rastrellamenti nazisti. Si dava ai poveri, ai malati e ai moribondi con la serenità che appartiene solo all’uomo di fede. Padre Vincenzo era un uomo di piccola statura fisica a cui oggi vengono riconosciuti meriti da gigante e questo libro getta la fondamenta per una riscoperta profonda.
Tra i suoi meriti c’è anche quello di aver diffuso la conoscenza e il culto di alcuni Santi e Venerabili marchigiani: Sante Sacconi, la Beata Francesca del Serrone, Padre Damiano Sfascia e San Serafino.
L’evento è patrocinato dal Comune di Pollenza; l’ingresso è libero e gratuito per tutti.
L’Associazione Culturale “San Ginesio” e il Centro di Lettura “Arturo Piatti” di Ripe San Ginesio, in occasione di ”Libriamoci. Giornate di lettura nelle scuole” (11-16 novembre), presentano all’interno della pagina social Centro Lettura Arturo Piatti il testo poetico "Viva la libertà" di Gianni Rodari (in concomitanza poi con l’inizio dei festeggiamenti per la celebrazione dei 100 anni dalla nascita dello scrittore italiano) il cui inizio è il seguente: Viva la primavera/che viaggia liberamente/di frontiera in frontiera/ senza passaporto.
L’evento on line è curato da Alba Piatti, Presidente dell’Associazione Culturale “San Ginesio”, e dagli operatori culturali Rita Bompadre e Matteo Marangoni.
Il Festival dei Popoli, tenutosi a Firenze dal 2 al 9 novembre, ha annunciato al cinema “La Compagnia di Firenze” i titoli vincitori della prestigiosa 60esima edizione. Due le sezioni per i documentari iscritti al concorso, presieduto da Vittorio Iervese e diretto da Alberto Lastrucci: l’internazionale e quella italiana. Sette in totale i lungometraggi che sono stati proiettati in prima mondiale, scelti tra numerosi candidati, rappresentativi della migliore produzione italiana 2019.
A “Vulnerabile Bellezza” del marchigiano Manuele Mandolesi è andato il prestigioso riconoscimento Premio “POPOLI doc – CG Entertainment” del Concorso Italiano, che offre al film italiano vincitore l’opportunità di essere pubblicato in Dvd e Digital Download nella collana “Popoli Doc – La collana del Festival dei Popoli”.
Vulnerabile Bellezza è il racconto di una famiglia di allevatori di Ussita, in provincia di Macerata. Michela, Stefano ed i loro figli Diego ed Emma, superano il trauma del sisma attraverso il forte legame che li tiene uniti e che li fa vivere quasi in simbiosi con la loro terra e i loro animali. È uno sguardo discreto quello che racconta la loro storia. La macchina da presa scompare, lascia lo spettatore da solo “in quel momento e in quel luogo” con i protagonisti, facendolo immergere in panorami mozzafiato. I tempi sono quelli della montagna, dilatati e lontanissimi dalla vita che molti di noi vivono ogni giorno.
Il premio è stato assegnato dalla giuria composta da Clara Visintini, Elisa Baldini e Jacopo Sgroi con la seguente motivazione: “per lo sguardo profondo ma allo stesso tempo delicato e discreto con cui cattura la vita post-terremoto di Michela e Stefano, per aver ritratto in maniera suggestiva la bellezza dei paesaggi marchigiani e avere reso testimonianza dell’Italia migliore, che affronta con determinazione e dignità il difficile momento della ricostruzione”.
“Siamo felici per quello che il Festival rappresenta nel panorama nazionale e internazionale. Siamo felici per i protagonisti Michela Paris e Stefano Riccioni. Siamo felici perché questo premio ci aiuta a mantenere viva l'attenzione su ciò che la gente del territorio continua a dover affrontare ogni giorno a tre anni dal sisma.” Queste le parole di Manuele Mandolesi e di Respiro Produzioni che ha prodotto il film.
Un premio che la produzione vuole condividere con quanti hanno sostenuto il progetto. Le aziende Faber, Acqua Nerea, Electri, XL EXTRALIGHT e le persone che hanno lavorato al film: Ufficio Stampa Barbara Olmai, fotografia Gianluca Gulluni, montaggio Fabio Bianchini, musica originale Alessandro Apolloni, color correction Sebastiano Greco, sound design e mix Michele Boreggi, suono in presa diretta Roberto Coilella. Un gruppo di persone che provengono principalmente dalle regioni del centro Italia, tutte motivate a raccontare la “vulnerabile bellezza” dell’Appennino.
Ritorna, a Civitanova Marche, la stagione teatrale pensata per i più piccoli. Nella programmazione del Comune, accanto alle proposte di teatro e musicali, viene confermata anche quest'anno la tradizionale stagione di spettacoli pensati per i bambini e le loro famiglie “A teatro con mamma e papà”. La rassegna 2019-2020, giunta alla sua ottava edizione, si articola in sei appuntamenti, dal 24 novembre 2019 all'8 marzo 2020, tutti di domenica pomeriggio, al Teatro “Annibal Caro” con inizio alle ore 17,00.
L'iniziativa, promossa dall'Assessorato alla Cultura, da “Teatri di Civitanova” e da “Proscenio Teatro”, per la direzione artistica di Marco Renzi, fa parte di un progetto molto ampio, Tir- Tetri in rete, che coinvolge nove comuni nelle province di Macerata (Civitanova Marche, Monte San Giusto, Treia), Fermo (Fermo, Montegranaro, Montegiorgio, Porto San Giorgio) e Ascoli Piceno (Comunanza, Grottammare), per quello che è il più grande circuito di teatro per l'infanzia e la gioventù nella parte sud della Regione Marche.
“A Teatro Con Mamma E Papà” aprirà domenica 24 novembre con il debutto in prima nazionale della nuova produzione di “Proscenio Teatro Ragazzi”, compagnia organizzatrice del progetto che, con i suoi quarant'anni di attività, è una delle formazioni storiche del teatro ragazzi italiano. Lo spettacolo “Avventure Straordinarie” sarà un grande gioco in cui sarà coinvolto tutto il pubblico presente per un momento di festa e di teatro.
Seguirà domenica 8 dicembre un super classico quale “Hansel E Gretel” presentato da “I Guardiani dell'Oca” di Chieti, altra formazione con un curriculum trentennale, conosciuta per la capacità di mischiare all'arte degli attori quella della manipolazione dei pupazzi. Domenica 19 gennaio sarà la volta di “Florian-Metateatro” di Pescara, centro di produzione teatrale riconosciuto dal MIBACT per l'innovazione e la capacità di ricerca di nuovi linguaggi nella scena, porteranno la loro ultima produzione “Il Principe E La Rondine”, lavoro di grande poesia e suggestione, dove l'arte dell'attore si mescola con il teatro delle ombre e la sand-art, particolare tecnica che, tramite una lavagna luminosa, mostra i disegni che un artista realizza dal vivo con la sabbia. Domenica 2 febbraio sarà la volta del “Teatro Evento” di Modena, anche questa compagnia con mezzo secolo di storia alle spalle, porteranno la loro ultima fatica “La Mela Rossa Di Biancaneve”, divertentissima lettura di una delle favole più amate di sempre, quella di Biancaneve e i sette Nani, realizzata con attori e pupazzi animati. Domenica 16 febbraio sarà ospite la compagnia lombarda “Teatro Telaio” di Brescia con “La Festa Delle Feste”, uno spettacolo lieve e divertente, che parla ai bambini con il linguaggio della favola, dando voce agli animali ed evocando luoghi e tempi lontani, quasi mitici, ma che conservano intatto il loro potere di affascinare e di portarci altrove. La rassegna si fermerà per la pausa del Carnevale e si concluderà domenica 8 marzo con la compagnia “Nata Teatro” di Arezzo e il suo “Il Brutto Anatroccolo”, favola tra le più amate e conosciute di H.C.Andersen che rivivrà in una commistione tra attori, figure ed oggetti animati.
“Questa è una delle rassegne più amate dalle famiglie – ha detto l’assessore alla Cultura Maika Gabellieri – e per essa abbiamo creato lo slogan: “Portate i vostri figli e nipoti a teatro, un giorno vi ringrazieranno”, proprio per rimarcare l'importanza dello spettacolo dal vivo verso i più piccoli, soprattutto oggi, dove la virtualità dilaga nella nostra vita quotidiana, tra televisione, social e telefonini”.
“Presentiamo sei appuntamenti con formazioni di assoluta professionalità e con anni di lavoro in tutti i teatri d'Italia – ha spiegato il direttore artistico Marco Renzi - un certificato di qualità tanto più necessario quando si mettono in campo proposte che riguardano non solo lo spettacolo ma anche la crescita e la formazione dei più giovani”.
Cala il sipario su Infinito Leopardi, il progetto lungo un anno per celebrare i duecento anni dalla stesura della poesia più bella. Concluso il secondo ciclo di mostre a Recanati, ora si guarda ai prossimi appuntamenti culturali in programma. Dal 30 novembre al 15 gennaio a Villa Colloredo Mels la grande rassegna di fotografia contemporanea curata dal critico d’arte “Paesaggio Italiano. L’Infinito tra Incanto e Sfregio”: una selezione aperta a fotografi, professionisti e non, per raccontare il paesaggio del Paese e il rapporto tra natura e uomo.
Un successo, quello della mostra, provato dai numeri. “La fuggevole bellezza. Da Giuseppe De Nittis a Pellizza da Volpedo” a cura di Emanuela Angiuli e “Interminati spazi e sovrumani silenzi. Giovanni Anselmo e Michelangelo Pistoletto” a cura di Marcello Smarrelli, dal 29 di giugno, hanno emozionato 7mila visitatori, mentre la prima tranche che si è conclusa a maggio 2019, con l’esposizione straordinaria del manoscritto de L’Infinito, ne aveva totalizzati 7.100.
Dal giorno della sua inaugurazione a novembre, i visitatori che hanno transitato nel circuito museale (che comprende Villa Colloredo, la Torre del Borgo e il museo Beniamino Gigli) sono stati 20.800. Un’attenzione da parte del pubblico che ha generato dati positivi anche agli altri eventi collaterali organizzati nell’ambito della mostra Infinito Leopardi. In 3mila, da giugno a settembre, hanno partecipato al tour esperienziale “Infinito experience” alla scoperta dei luoghi leopardiani, in particolar modo i giovanissimi sotto i 19 anni. Solo nel periodo di mostra sono 17mila le presenze all’ufficio di informazione turistiche Iat Tipico.tips.
Soddisfazione espressa anche dall’amministrazione comunale della città leopardiana. “È un vero record – ha detto l’assessore a Culture e Turismo Rita Soccio - avere tanti visitatori e appassionati nei nostri musei a riprova di come la cultura sia un traino importante per il turismo e l'economia cittadina. Come Città della Cultura stiamo raccogliendo i frutti di una politica di investimenti volta alla valorizzazione e promozione delle eccellenze recanatesi, che non si ferma con L'Infinito, ma che continuerà nei prossimi mesi con un'attenzione particolare ai nostri personaggi illustri. Ospitare la mostra sul Paesaggio Italiano di Vittorio Sgarbi è un'ulteriore conferma della considerazione che la nostra città si è saputa conquistare a livello nazionale ed essere scelta come sede naturale dell'evento espositivo. Ringrazio per l'ottimo lavoro di curatela e di organizzazione Sistema Museo, che ormai da poco più di 2 anni gestisce con professionalità e passione i nostri Musei Civici”.
Presentato il nuovo cartellone di spettacoli del teatro “Giuseppe Verdi” di Pollenza. Il gioiello architettonico progettato da Ireneo Aleandri ospita ormai da anni una delle stagioni più ricche del territorio, con un’offerta di spettacoli che va dalla prosa classica, alla commedia brillante, dando spazio alle più blasonate compagne nazionali così come a tanti amatori.
S’inizia il 24 novembre con "Stalking fatale" di Mario Paciaroni, un musical pensato per sensibilizzare sulla grave tematica della violenza di genere. Il 30 novembre sarà invece la volta di "Varietà che passione!", uno scoppiettante show proposto dall’AIDO per la rassegna I Donattori.
Si cambia genere il 7 dicembre con "Poesia di Strada", il Concorso internazionale di Poesia curato dall’Associazione Licenze Poetiche che ha scelto il teatro pollentino per la serata conclusiva. Il 14 e il 15 dicembre il musical "Il piccolo poeta" metterà in mostra le doti artistiche dei ragazzi dell’Oratorio “Cardinale Cento”; mente il 19 dicembre si terrà il tradizionale Concerto di Natale del Corpo Bandistico “Giuseppe Verdi”.
La sera di Natale l’appuntamento a teatro è con il concerto di Virginia Gospel Ensamble per il San Severino Blues Festival Winter. L’anno nuovo inizia invece nel segno dell’A.M.A.T. che il 18 gennaio propone a Pollenza "Ho perso il filo ", commedia ideata e interpretata dalla bravissima Angela Finocchiaro. A seguire il 31 gennaio sarà la volta di Cesare Bocci e Daniela Spada impegnati nella toccante storia "Pesce d’Aprile".
Ancora uno spettacolo A.M.A.T. è fissato per il 16 febbraio con l’adattamento dal titolo Donchisciotte interpretato da Alessandro Benvenuti e Stefano Fresi. La chiusura della rassegna A.M.A.T. sarà il 2 marzo con il quartetto di attori composto da Roberto Ciufoli, Benedicta Boccoli, Simone Colombari e Sarah Biacchi, protagonisti delle appassionanti vicende de Il Test.
Un grande classico come Notre Dame de Paris andrà in scena il 20 marzo a cura della Compagnia Desart per la regia di Letizia Scaringella, così come un’opera immortale è "La Tempesta" di William Sheakespeare in calendario per il 4 aprile in una versione firmata da Gabriela Eleonori per la Compagnia della Marca.
Una serata a tema sportivo è quella prevista per il 16 aprile a cura di Federico Buffa, che affascinerà il pubblico con il racconto del Mondiale di calcio 1982, un evento caro a tutti gli italiani di ogni età. A chiudere la Stagione sarà l’8 maggio la Compagnia Gli Smisurati con Fuori Misura 2020, terza edizione della rassegna teatrale Premio Giovanni Soldini.
Per i quattro spettacolo A.M.A.T. viene data la possibilità di abbonarsi ad un prezzo ridotto recandosi al botteghino del teatro nei giorni 7, 14, 15, 19 e 25 dicembre, dalle 17,00 alle 20,00. Una priorità sarà invece riconosciuta agli abbonati delle passate Stagioni che potranno rinnovare il loro carnet nei giorni 15, 24 e 30 Novembre sempre presso il botteghino dalle 17,00 alle 20,00.