Tra Marche e Umbria, identità e legami secolari: due giorni di studi a Camerino
Camerino torna al centro del dibattito storico e culturale con il 61° Convegno del Centro Studi Storici Maceratesi, in programma sabato 7 e domenica 8 novembre all'Auditorium della Musica. Il tema scelto per questa edizione è particolarmente suggestivo: “Non più Umbria, non sempre Marche: l’evanescente confine tra due regioni. Legami religiosi, politici, economici, culturali”.
Un titolo che riprende un'espressione di Ugo Betti e che richiama la particolare identità di un territorio come quello camerte, marchigiano per collocazione geografica, ma profondamente legato all'Umbria per vicende storiche, relazioni culturali e rapporti economici e religiosi.
Il convegno, organizzato dal Centro Studi Storici Maceratesi con il sostegno del Comune di Camerino e in collaborazione con l'Università degli Studi di Camerino, si propone di approfondire da diverse prospettive le relazioni sviluppatesi nel corso dei secoli lungo il crinale appenninico umbro-marchigiano.
L'appuntamento assume un significato particolare anche perché si svolge nell'anno del decimo anniversario del terremoto del 2016. Una scelta che rinnova il legame tra il Centro Studi e Camerino, città che aveva già ospitato due convegni dell'associazione nel 1967 e nel 1982.
L'iniziativa gode inoltre del patrocinio dell'Accademia Fulginia di Foligno e della sezione camerte dell'Archeoclub d'Italia.
Saranno diciotto i relatori che si alterneranno nel corso delle due giornate, affrontando argomenti che spaziano dalla geologia all'archeologia, dalla storia religiosa a quella economica, fino agli approfondimenti artistici e letterari.
Un percorso multidisciplinare che attraverserà le diverse epoche storiche, soffermandosi sulle caratteristiche ambientali dell'Appennino, sulle vicende del territorio camerte e sui rapporti che nel corso dei secoli si sono sviluppati con l'Umbria.
Tra gli interventi è prevista anche una relazione del professor Piero Farabollini dedicata alla storia dei terremoti dell'Appennino centrale, tema particolarmente significativo per una città come Camerino, che ancora oggi porta i segni del sisma del 2016.
I lavori prenderanno il via sabato 7 novembre alle 9.30 con l'introduzione del presidente del Centro Studi Storici Maceratesi, professor Alberto Meriggi, seguita dai saluti delle autorità.
A seguire è prevista la prolusione del professor Pier Luigi Falaschi, figura di riferimento per la cultura e la ricerca storica camerte, con un'attività scientifica che ha superato da tempo i confini regionali.
Per cinquant'anni docente di Storia del Diritto Italiano all'Università di Camerino, Falaschi ha dedicato i suoi studi alla storia dell'Ateneo e alle istituzioni cittadine della città ducale. È stato inoltre socio e dirigente di importanti istituzioni culturali marchigiane, tra cui la Deputazione di Storia patria per le Marche e lo stesso Centro Studi Storici Maceratesi, del quale ha ricoperto anche il ruolo di vicepresidente.
Il convegno si concluderà nella mattinata di domenica 8 novembre. Durante le due giornate la segreteria sarà a disposizione dei partecipanti per nuove adesioni, rinnovi delle iscrizioni e distribuzione dei volumi pubblicati dal Centro Studi.
Un appuntamento che mette al centro la storia e l'identità di un territorio di confine, dove le appartenenze regionali si intrecciano e si arricchiscono reciprocamente, restituendo un quadro complesso delle relazioni tra Marche e Umbria.

poche nuvole (MC)
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