Soli, senza famiglia, senza casa e disorientati.
Ed ora anche a rischio "deportazione" forzata o indotta.
Questa l’amara vicenda dei 14 anziani rimasti ospiti presso i locali dell’oratorio della Chiesa di don Jacopo presso stazione di Pollenza nel versante del comune di Tolentino.
Dopo il terremoto di ottobre 2016 erano 40 gli anziani terremotati che hanno trovato riparo presso la struttura religiosa. Ora i 14 rimasti hanno ricevuto una sorta di "sfratto" dal comune di Tolentino.
Ieri sera, da quanto raccontano, una persona del Comune si è infatti recata presso l’oratorio per comunicare loro che entro una settimana dovranno trasferirsi presso il villaggio dei containers allestito dall’amministrazione, perdendo altrimenti il diritto di richiedere il contributo per l’autonoma sistemazione o una casetta di legno. Nessuno di loro ha mai fatto domanda per essere trasferito nei containers.
Inoltre domani gli uomini della Protezione Civile, che hanno provveduto finora a cucinare per gli anziani, serviranno loro l’ultimo pasto in quanto si ritiene terminata l’emergenza.
Non si sa poi chi cucinerà per loro.
Si consideri che si tratta di persone non autosufficienti, chi con problemi di deambulazione, chi con disagi dovuti all’incontinenza o addirittura disabilità.
Il signor Mario Eleonori, pensionato ospite della struttura, si è coraggiosamente mosso per far valere i propri diritti. Nessuno ha mai informato questi anziani sulle procedure da seguire per poter rientrare nelle proprie abitazioni, dichiarate inagibili solo per effetto dell’ordinanza del sindaco ma non ancora verificate con scheda Fast o Aedes.
Fatto ancora più grave in quanto alcune, come quelle del signor Mario, potrebbero essere risistemate in poco tempo in quanto caratterizzate da danni lievi.
Nessuno di questi pensionati è stato poi finora messo in condizioni di fare domanda per ottenere il contributo per l’autonoma sistemazione che permetterebbe loro di contribuire alle spese dell’oratorio su riscaldamento, personale per cucinare e per assisterli quotidianamente.
In seguito al rifiuto degli anziani di lasciare l’oratorio, di cui il parroco ha confermato la disponibilità, questa sera tra le 18 e le 19 si terrà presso la struttura un incontro parrebbe addirittura con il Sindaco Pezzanesi per chiarire la situazione.
E lo stesso don Jacopo sembrerebbe aver chiesto al vescovo di poter utilizzare i locali come una sorta di ostello dove gli anziani potranno restare finché vogliono.
Parliamo di persone anche di oltre 90 anni che verranno private di un equilibrio già minato duramente dalla vicenda terremoto e parzialmente costruito in mesi nell’oratorio. Anziani che, oltre ad essere disorientati per essere stati sradicati dalle loro case e dalle piccole abitudini quotidiane per loro di fondamentale importanza, rischiano di perdere le poche certezze cui restano aggrappati.
Trasferire queste persone nei containers vorrebbe dire privarli della loro dignità, in quanto non sarebbero seguiti da nessuno e si troverebbero a condividere i servizi igienici con persone di differenti età e prive dei loro problemi, senza considerare che il trasferimento avverrebbe nel periodo più freddo dell’anno ed in strutture sperimentate per la prima volta.
Su anziani… !?
Entrambi provenienti dall’Istituto Superiore di Polizia di Roma dove sono stati formati, sono stati assegnati alla Questura di Macerata due nuovi funzionari: il Commissario Capo dott. Gabriele Di Giuseppe, 31 anni, originario di Termoli sarà il nuovo Dirigente dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico; il Commissario Capo dott. Lorenzo Sabatucci, 27 anni, originario di Ascoli Piceno sarà il nuovo Dirigente dell’Ufficio Tecnico Logistico Provinciale.
Ai due nuovi funzionari della Questura di Macerata i migliori auguri di buon lavoro dalla redazione di Picchio News.
Altro arresto per droga. Questa volta a finire in manette un marocchino trentenne residente a Montegranaro ma domiciliato a Civitanova.
L’uomo è stato condannato con sentenza definitiva a un anno e dieci mesi di reclusione per spaccio di stupefacenti (fatti accaduti a Bologna) e per resistenza a pubblico ufficiale (fatti accaduti a Macerata), episodi avvenuti fra il 2013 e il 2014.
I carabinieri della Compagnia di Civitanova lo hanno rintracciato e ora si trova in regime di arresti domiciliari.
Truffa informatica a Recanati. A cadere nella trappola un uomo di circa 68 anni.
A settembre del 2016, due hacker, una napoletana di 27 anni e un bengalese di 33, hanno inviato una mail "farlocca" al recanatese e sono riusciti a rubare i dati della sua Poste Pay da cui hanno sottratto circa 950 euro.
Al momento di controllare il saldo, l’uomo si è accorto che mancavano i soldi e ha subito sporto denuncia. Ad indagare i carabinieri della locale Stazione e della compagnia di Civitanova che sono risaliti ai due malviventi, entrambi denunciati a piede libero per frode informatica in concorso.
Due persone sono state denunciate a piede libero per rapina impropria. Si tratta di un 21enne di origini marocchine residente a Sant'Elpidio a Mare e di una 26enne residente a Montegranaro, ritenuti responsabili di un episodio che risale allo scorso 6 gennaio.
Quel giorno, due malviventi rubarono materiale elettronico all'Ecomercatone di Civitanova per un totale di circa 100 euro. Quando si sono avvicinati alle casse, il sistema antitaccheggio ha iniziato a suonare e i due hanno provato la fuga, venendo però inseguiti da un dipendente dell'esercizio commerciale. I malviventi lo hanno spinto a terra, facendolo cadere e riuscendo quindi a scappare.
A seguito dei riscontri avuti grazie alle telecamere di videosorveglianza e alle testimonianze raccolte, i due sono stati identificati come gli autori della rapina impropria dai carabinieri della Compagnia di Civitanova e denunciati a piede libero alla competente autorità giudiziaria.
Nel pomeriggio di ieri, la polizia ha ritrovato a Sforzacosta, in via Natali, ulteriori elementi utili alle indagini relativi alla rapina al distributore del metano in zona Pieve a Macerata messa a segno martedì sera (qui).
Nella zona dove gli agenti avevano rinvenuto l'Audi Q3 utilizzata per la fuga, sono state trovate le pistole e gli indumenti utilizzati dalla banda durante la rapina. Per quanto riguarda le armi, si tratta di pistole giocattolo in tutto e per tutto simili a quelle vere. Sia le armi che gli indumenti sono stati acquisiti dalla polizia scientifica per tutte le analisi del caso.
Oggi, a soli 72 anni, è morto, a causa di una malattia che non gli ha lasciato scampo, Nazzareno Mari, conosciuto per essere stato alla presidenza della Bocciofila Tolentino, arbitro provinciale F.I.B. da diversi anni e persona riservata, taciturna ma molto educata e rispettosa di tutti.
Lascia la moglie Geta, i figli Cornelia, Teo e Nicoletta, la sorella Dina, il fratello Mario.
"Le più sentite condoglianze - scrive su Facebook l'attuale presidente della bocciofila Claudio Pascucci - alla famiglia da parte di tutto il movimento bocciofilo maceratese. I funerali si terranno alle ore 09,30 di sabato 14.1.2017 presso la chiesa "Santa famiglia di Tolentino".
Su disposizione della Procura di Macerata i Vigili del Fuoco di Camerino, con il supporto del Nucleo speleo alpino fluviale, hanno proceduto al prelievo di una parte della cupola della chiesa di Santa Maria in via, crollata a seguito del sisma del 26 ottobre scorso.
Il lavoro, agevolato da un braccio meccanico, ha impegnato i vigili per tutta la mattinata in quanto la chiesa di si trova in piena 'zona rossa', con le strade d'accesso ancora ingombre di macerie. L'atto, da quel che si apprende, non ha comportato iscrizioni nel registro degli indagati e l'inchiesta va avanti contro ignoti. A causa del sisma la cupola era crollata abbattendosi su un'abitazione occupata da alcune studentesse, che si sono salvate perché erano uscite poco prima. La chiesa, già danneggiata dal sisma del 1997, era stata restaurata con i fondi del terremoto. Il prelievo di oggi, di parte del materiale crollato, consentirà di verificare la qualità dei materiali usati, la tecnica edificatoria e quant'altro necessario alle indagini. (ANSA)
Nonostante oggi il termometro abbia registrato temperature notevolmente superiori rispetto a quelle dei giorni scorsi, il freddo patito negli ultimi periodi ha probabilmente debilitato una batteria che magari non era proprio al top dell'efficienza. Fatto sta che un signore è andato a fare la spesa in auto ed è dovuto tornare a casa con mezzi alternativi.E' successo oggi pomeriggio al Cuore Adriatico, dove è dovuto intervenire il carro attrezzi per recuperare un'auto che non voleva saperne di mettersi in moto.Ricordiamo che il freddo intenso, così come il caldo, hanno effetti molto negativi sulle batterie delle auto e visto il periodo che stiamo attraversando, è molto importante controllarne la piena efficenza.
Lara Ricciatti scende nuovamente in campo sull'argomento emergenza sisma. Lo fa con due interpellanze che riportiamo integralmente. Nella prima si chiede risposta al Governo sui tempi e sulle azioni legate alle abitazioni temporanee, destinate a chi a causa del sisma, e alla possibilità di provvedere autonomamente al reperimento ed istallazione di strutture abitative mobili in terreni privati.
Con la seconda interpellanza, invece, si chiedono risposte ai ritardi delle strutture da adibire a stalla.
"I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere – premesso che: a seguito degli ultimi eventi sismici del 26 e del 30 ottobre 2016 è stato emanato il decreto-legge n. 205 del 2016 denominato «Nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni e dei territori interessati dagli eventi sismici del 2016», che prevede, tra le altre prescrizioni, l'acquisizione e la predisposizione di aree da destinare ad insediamenti di container ad uso abitativo, in attesa di fornire alle popolazioni sfollate le più confortevoli strutture abitative di emergenza (cosiddette SAE); le attività di carattere pubblico predisposte hanno, tuttavia, tempi tecnici di attuazione che costringono le popolazioni del terremoto ad una prolungata situazione di disagio, considerato che molti dei cittadini che hanno perso la propria abitazione risiedono attualmente in strutture alberghiere, non di rado lontane anche cento chilometri dal proprio comune di residenza; nelle more di tali interventi di natura pubblica, alcuni comuni delle Marche hanno consentito ai propri cittadini, attraverso delibere comunali, di provvedere autonomamente nel reperire ed istallare strutture abitative mobili in terreni privati, senza rischio alcuno per l'incolumità degli stessi e senza alcun costo a carico dello Stato. In particolare, si tratta di strutture prefabbricate in legno o moduli rimovibili; tali iniziative sono state adottate nei comuni di Tolentino, Pieve Torina, Pioraco e Montecavallo, tutte in provincia di Macerata; in particolare, si cita il caso del comune di Pieve Torina che, con deliberazione del consiglio comunale n. 29 del 26 novembre 2016, ha fissato delle linee di indirizzo per la realizzazione e la localizzazione temporanea di manufatti fissi o mobili in area di proprietà o in uso a qualsiasi titolo, da parte dei cittadini residenti, nell'indisponibilità dell'immobile di proprietà, o in uso, prima del sisma; tali linee guida, contenenti prescrizioni quanto a soggetti legittimati, oneri e spese, requisiti tecnici dei manufatti adibiti ad abitazioni temporanee, prescrizioni esecutive, autorizzazioni e disciplina di rimozione degli stessi, rappresentano una risposta celere e – ad avviso degli interpellanti – doverosa, per consentire alle popolazioni sfollate di avere una abitazione dignitosa in tempi certi e rapidi, nonché di agevolare la ripopolazione delle aree colpite dagli eventi sismici, nel pieno rispetto delle esigenze di sicurezza; con comunicazione del servizio infrastrutture, trasporti ed energia, P.F. urbanistica paesaggio e informazioni territoriali, della giunta regione Marche, a firma del dirigente preposto architetto Achille Bucci, avente ad oggetto «Strutture abitative di emergenza. Normative di riferimento», indirizzata ai presidenti delle province e ai sindaci delle Marche, si richiamavano i sindaci ad «attenersi alla normativa statale in merito alle soluzioni alloggiative per la popolazione e a non adottare provvedimenti in contrasto con le suddette disposizioni di legge»; le province ad esercitare i poteri di vigilanza di cui all'articolo 3 della legge della regione Marche n. 34 del 1992, che consentono anche «la sospensione o demolizione di opere difformi dal piano regolatore generale l'annullamento di concessioni e autorizzazioni comunali, previsti dagli articoli 39 e 40 del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001»; infine, si sottolineava che «l'esecuzione di opere edilizie in assenza del titolo abitativo previsto per legge configura il reato di costruzione abusiva»; tale iniziativa della regione Marche è a giudizio degli interpellanti illogica e lesiva del diritto dei cittadini di provvedere autonomamente ad una abitazione dignitosa, ancorché provvisoria, e delle prerogative dei comuni che legittimamente, ed in ossequio alle proprie attribuzioni e funzioni e nel rispetto del principio di sussidiarietà, che trova supremo riconoscimento nella legge fondamentale, forniscono una risposta di buon senso alle esigenze delle comunità che amministrano; tali iniziative, oltre a non costituire alcun rischio per le popolazioni sfollate in termini di incolumità, non hanno alcun costo ulteriore per lo Stato, dato che le spese per la loro realizzazione sono a carico dei privati (con costi anche sensibilmente inferiori rispetto alle strutture acquistate dallo Stato), così come sono privati i terreni sui quali le strutture in legno o mobili vengono installate; se il Governo, ove ne sussistano i presupposti, anche con iniziativa di competenza del commissario straordinario del Governo per la ricostruzione, non intenda intervenire in relazione ai fatti esposti in premessa, al fine di consentire la legittima iniziativa privata nel provvedere alle proprie esigenze abitative, anche in fase di emergenza; se non intenda, valutata la conformità alla legge delle iniziative intraprese da sindaci e amministrazioni comunali richiamate in premessa, assumere iniziative affinché tali «buone pratiche» siano adottate anche in altri comuni nelle aree del cratere, così come individuate nel cosiddetto decreto terremoto, in modo coordinato ed uniforme".
Di seguito la seconda interpellenza, legata all'emergenza maltempo e al problema di animali al freddo e allevatori che rischiano di perdere gran parte delle loro attività.
"I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere – premesso che: le avverse condizioni meteorologiche che sta o interessando il Centro-Sud Italia, a partire dai primi giorni di gennaio 2017, con temperature rigide al disotto degli 0 gradi centigradi e con consistenti nevicate, sta o causando estremi disagi alle popolazioni che tuttora risiedono nell'area del cratere sismico; a Visso (Macerata) circa venticinque persone, prevalentemente allevatori, non disponendo ancora delle strutture provvisorie previste per il periodo di transizione verso la ricostruzione, si sono attrezzati con delle roulotte adattando le strutture di un impianto sportivo a struttura provvisoria dotata di docce e cucina; i forti disagi causati dalle avverse, quanto prevedibili, condizioni meteorologiche colpiscono in particolare chi, per la necessità di custodire i propri allevamenti, è costretto a restare nelle aree terremotate; la situazione è particola ente grave per decine di piccole e medie aziende agricole, attive nel settore dell'allevamento che, non avendo a disposizione stalle o strutture sostitutive, assistono con preoccupazioni crescenti alla perdita degli armenti; a Pieve Torina, comune della provincia di Macerata, ad esempio, diversi allevatori segnalano la mancata consegna delle strutture sostitutive delle stalle (moduli e tensostrutture), promesse all'indomani degli eventi sismici; in alcuni casi gli allevatori sono stati costretti, per necessità, a far rientrare gli animali nelle stalle non dichiarate agibili, o dichiarate inagibili, scegliendo il male minore dell'accettazione del rischio rispetto alla morte certa per freddo; in altri casi gli allevatori sono stati costretti dalle circostanze a vendere al di sotto del valore di mercato diversi capi, per ovviare al rischio deperimento o per far fronte alle spese; situazioni analoghe sono presenti in diversi comuni delle Marche, prevalentemente nell'area dei Sibillini, come Ussita e Valfornace (già Pievebovigliana), in alcune aree del Lazio, come Amatrice (Rieti) e dell'Abruzzo;se il Governo, anche attraverso il commissario straordinario del Governo per la ricostruzione, non intenda fornire spiegazioni sui preoccupanti ritardi nelle forniture delle strutture da adibire ad uso stalla; se sia in grado di chiarire le tempistiche dell'arrivo delle strutture provvisorie e/o delle azioni di intervento per rendere agibili le stalle danneggiate nelle aree del cratere segnalate in premessa; quali iniziative urgenti intenda adottare al fine di evitare che le avverse condizioni meteorologiche, che si protrarranno prevedibilmente per l'intera stagione invernale, siano ulteriore causa di deperimento di capi di bestiame e di gravi perdite per gli allevatori che, tenacemente e a costo di significativi sacrifici, stanno tentando di mantenere in vita le proprie attività, anche in vista della prossima ricostruzione".
A Matelica i vigili del fuoco dalla Chiesa di San Francesco (XIII Secolo) rimasta lesionata dal sisma, hanno recuperato la Pala del 1512 “Madonna con Bambino in Trono e Santi” e della tela del 1574 “L’ascensione”.
Con esse sono state recuperate anche opere effettuate da altri artisti anonimi risalenti al 1500-1600. Le opere una volta rimosse dalla loro sede sono state trasportate in posto sicuro.
I Carabinieri della stazione di Montefano hanno notificato l'ordinanza di custodia cautelare dell'obbligo di dimora emesso dal G.I.P. del tribunale di Macerata per una rapina al supermercato.
Il 23 settembre dello scorso anno, verso le 12.30, un soggetto ignoto con il volto coperto e armato di pistola fece irruzione nel supermercato Sisa della frazione di Montefiore di Recanati e, dopo aver minacciato con l'arma la cassiera, si impossessò di circa 1500 euro. Subito i militari di Montefano hanno avviato le indagini nonostante scarsi elementi raccolti.
I vari tasselli raccolti sul percorso d'indagine si sono definitivamente incastrati fino ad individuare e identificare il malvivente: Salvatore Ricciardi, 29 anni di origine campane ma residente nella provincia di Ancona. Una vecchia conoscenza delle forze armate per altri reati.
Nel corso delle perquisizioni i militari non hanno rivenuto l'arma ma il foulard utilizzato dal rapinatore per coprirsi il volto. Questa mattina i carabinieri hanno notificato all'uomo l'uomo l'obbligo di dimora per gravi indizi raccolti a suo carico
A Tolentino l’assessore alla sicurezza Giovanni Gabrielli ha lanciato, ieri in tarda serata, un allarme a tutta la cittadinanza.
“Bisogna fare attenzione ad una BMW 320 nera, targata CC017ND che si aggira a Tolentino. L'auto è stata rubata nel pomeriggio nei dintorni di San Ginesio. Poco fa hanno tentato di effettuare un furto in una ditta di Tolentino zona industriale Cristoforo Colombo. Se qualcuno la vede in giro, chiami urgentemente i carabinieri al numero 0733-976500".
L’auto è stata rubata a una donna a Pian di Pieca che ha sporto denuncia ai carabinieri. I ladri, dopo aver preso la macchina hanno cercando di fare un altro furto alla pelletteria Valdichienti di Tolentino, fortunatamente i titolari hanno sorpreso i malviventi che sono scappati. Nella fuga uno dei titolari è riuscito a vedere la targa. Al momento della denuncia i militari hanno subito riconosciuto l'auto rubata.
Si richiede la massima attenzione quindi verso una BMW 320 nera targata CC 017 ND.
Treni in ritardo sulla tratta Fabriano - Civitanova a causa di un incidente anomalo.
Il treno proveniente da San Severino, poco prima di Tolentino, ha investito una famiglia di cinghiali, sembra almeno tre provocando inevitabili rallentamenti. Il treno è rimasto fermo a lungo all'altezza dell'investimento mentre i treni provenienti dal senso opposto hanno dovuto attendere che la vettura ripartisse per proseguire il viaggio portando ai passeggeri un ritardo di circa una ventina di minuti.
Rapina a mano armata ai danni del distributore di metano in zona Pieve a Macerata. Ieri sera, intorno alle 22.30, poco dopo l'orario di chiusura una banda di malviventi ha assaltato pistole alla mano e volto travisato il distributore: in quel momento c'erano due dipendenti che stavano procedendo alla chiusura serale dell'impianto.
I banditi, secondo una sommaria ricostruzione, si sarebbero appostati nella parte posteriore del distributore, attendendo che i due dipendenti restassero da soli prima di entrare in azione. Hanno tagliato le reti di recinzione e, al momento opportuno, hanno metto in atto la rapina. Mentre uno dei due dipendenti si era allontanati verso il cancello di uscita, sono usciti fuori dal buio e hanno puntato una pistola addosso all'altro collega che stava riponendo in macchina una cassettina contenente l'incasso della giornata, circa 5000 euro. Nel frattempo, il dipendente che stava attendendo il collega sul cancello, non vedendo arrivare l'amico, è tornato indietro e anche a lui è toccata la stessa sorte: i banditi gli hanno prima puntato addosso la pistola e poi con il calcio dell'arma lo hanno colpito alla testa, procurandogli un trauma cranico per il quale si è reso necessario il trasporto in ospedale.
Alla fine, i banditi sono scappati a bordo dell'Audi Q3 di uno dei dipendenti. L'auto è stata ritrovata una mezz'ora più tardi dalla polizia a Sforzacosta, intatta ma senza più ovviamente la cassettina con l'incasso all'interno. Ad aspettarli, quasi certamente un complice, lo stesso che li aveva portati fino al distributore, per un colpo che appare pianificato in ogni minimo dettaglio.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della Questura di Macerata che hanno subito dato avvio alle indagini, al momento senza esito. Dalle testimonianze delle vittime della rapina, i malviventi avrebbero avuto un accento locale.
Maxi rinvenimento di droga da parte dei Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Macerata.
Ieri pomeriggio, a Trodica di Morrovalle, nell’ambito delle indagini mirate a contrastare il sempre più diffuso fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, al termine di prolungati servizi di osservazione, i militari del Nucleo Investigativo maceratese, coadiuvati dai Carabinieri della Stazione di Morrovalle, hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro ben dieci panetti di marijuana del peso complessivo di quasi dieci chilogrammi, che erano stati nascosti tra gli arbusti, lungo l’argine del torrente Trodica.
Lo stupefacente è stato sottoposto a sequestro, a disposizione della Procura della Repubblica di Macerata. Sono in corso indagini mirate a risalire all’individuazione dei responsabili.
"Abbiamo dovuto riportare le mucche nella stalla inagibile perché fuori avevano un palmo di ghiaccio sul dorso. Stiamo aspettando una tensostruttura per ricoverare gli animali, ma qui non si fa vedere nessuno". E' esasperata Michela Paris, allevatrice di Ussita, 30 anni, due bambini, che aveva puntato tutto sulla sua azienda agricola, aperta proprio nell'anno appena trascorso, decidendo di proseguire l'attività di famiglia e di restare in un territorio di montagna soggetto allo spopolamento.
"Abbiamo 50 vacche di razza marchigiana, 40 cavalli e un centinaio di pecore sopravvissane. Non possiamo tenere gli animali fuori, perché si gela. Così li abbiamo riportati nella stalla, dove c'è una parete pericolante. Stiamo attenti a non avvicinarci e andiamo avanti così". Dopo le scosse, Michela è 'sfollata' a Porto Recanati: "Da un mese facciamo avanti e indietro per andare a accudire le bestie. Non avevamo nemmeno un camper per noi, ce lo ha prestato un'amica. La situazione è drammatica". (Ansa)
Si è spento oggi, all’età di 94 anni, Reginaldo Di Lupidio, storico dirigente della Civitanovese e figura storica della città.
Conosciuto ai più proprio per il suo grande attaccamento alla squadra rossoblu, era solito raccontare aneddoti sulle vicende della Civitanovese. Reginaldo era il padre di Alfredo Di Lupidio, direttore dell’Azienda Speciale Servizi Cultura Turismo e Spettacolo Teatri di Civitanova.
Reginaldo Di Lupidio, storico dirigente e accompagnatore della Civitanovese degli anni 80/90, sotto le presidenze Traini e Ruggeri. E' stato il periodo d'oro per il calcio cittadino, in cui la squadra ha raggiunto i suoi massimi livelli, scalando le classifiche ed arrivando in serie C1. Erano gli anni dei grandi scontri calcistici con la rivale di sempre, la Maceratese, inserita negli stessi gironi.In quel periodo hanno militato tra le fila dei rossoblù anche Claudio Tridici e Andrea Mercanti, che lo ricordano come una persona capace e competente.In particolare Mercanti, che ha giocato con la squadra cittadina dal 1980 al 1984 ed oggi allenatore del Montelupone in prima categoria, ne traccia un profio umano e professionale di tutto rispetto, ricordando che per la sua esperienza, capacità e passione, è stato un pilastro della società ed era benvoluto da tutti.La sua passione per il calcio era così forte che lo ha portato a collaborare con la Civitanovese, con ruoli marginali, fino ai primi anni 2000, alla soglia degli 80 anni. Il suo era un amore vero, per lo sport in primis ma soprattutto per i colori rossoblù.
Nella foto il ricordo dei 90 anni di Reginaldo, quando la Civitanovese ha voluto donargli una maglia in regalo in occasione del derby con la Samb il 4 marzo del 2012.
Ai familiari le sentite condoglianze della redazione di Picchio News.
Questa notte verso mezzanotte e mezzo, due mezzi hanno preso fuoco, si tratta di una Nissan e di un furgoncino parcheggiati in via Fontanelle, nel quartiere Risorgimento di Civitanova.
Sul luogo per spegnere l’incendio sono arrivati i Vigili del Fuoco che hanno chiesto l’intervento dei carabinieri del comando di Civitanova per vagliare le ipotesi e ricostruire l’accaduto.
Ad ora si pensa che l’incendio sia partito dalla Nissan per poi propagarsi fino al furgone parcheggiato vicino. Non si sa se la scintilla sia stata appiccata da qualcuno o sia stato una questione meccanico- chimica. I militari stanno indagando e stanno cercando di raccogliere le informazioni sia dai proprietari dei mezzi che dai residenti della zona.
La Polizia di Ancona ha concluso una operazione transnazionale, in collaborazione con la Polizia federale tedesca e con il coordinamento della Procura della Repubblica-Direzione Distrettuale Antimafia di Ancona e della Procura della Repubblica di Hof-Baviera, sgominando una associazione per delinquere composta da cittadini pakistani, finalizzata al favoreggiamento della immigrazione clandestina attraverso la cosiddetta "rotta balcanica".
I pakistani arrestati sono due, uno, ritenuto il capo dell'organizzazione, fermato a Macerata, e l'altro in Germania. Altri quattro connazionali sono stati perquisiti e denunciati a piede libero, due in Germania e due a Senigallia.
L'organizzazione avrebbe fatto entrare illegalmente in Italia poco meno di un centinaio di pakistani, che poi hanno chiesto asilo in Germania, in base alla Convenzione di Dublino.
(Ansa)