Ancora un investimento sulle strisce pedonali in viale Indipendenza, a Macerata, all’altezza del civico 69. Un uomo di 76 anni è stato travolto nel tardo pomeriggio di oggi - intorno alle 19:30 - mentre attraversava nel punto esatto dove, solo pochi giorni fa, era rimasta ferita una donna in circostanze simili.
Le condizioni dell’anziano, per fortuna, non sarebbero gravi. I sanitari del 118 lo hanno trasportato all’ospedale di Macerata in codice giallo traumatico. Sul posto, per i rilievi e la gestione del traffico, sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato.
L’incidente ha riacceso la preoccupazione di residenti e commercianti della zona, ormai esasperati.
"Siamo allo stremo". È questo il grido d’allarme lanciato da Unarma (Associazione Sindacale Carabinieri), con una nota congiunta della segreteria regionale Marche e della segreteria provinciale di Macerata, che denunciano pubblicamente una situazione ormai insostenibile nei Comandi dell’Arma della provincia.
Il problema principale è rappresentato dalle gravi carenze di personale, una criticità più volte segnalata nel tempo ma mai risolta. "Oggi - si legge nel comunicato - l’organico è talmente ridotto da non permettere nemmeno la copertura dei servizi minimi essenziali, garantiti unicamente grazie al sacrificio dei carabinieri, costretti a turni massacranti".
Le difficoltà non risparmiano nessuna zona: dalla costa, dove la movida estiva sfocia sempre più spesso in episodi di violenza, all’entroterra colpito dal sisma, dove molte caserme sono ancora ospitate in moduli abitativi provvisori a quasi un decennio dal terremoto.
"Ogni giorno - denuncia il segretario generale regionale Giuseppe Palermo - subiamo aggressioni e contiamo feriti in servizio, come accade a tutte le helping professions. Ma non possiamo accettare che questa condizione venga ormai considerata normale. Ci rivolgeremo al Prefetto di Macerata e a tutte le istituzioni, nazionali e regionali, affinché venga tutelato non solo il cittadino, ma anche il benessere degli operatori della sicurezza".
Una richiesta accorata che si fa ancora più diretta nelle parole di Antonio Voto, segretario generale provinciale: "Attendiamo risposte concrete, non servono più parole ma fatti. È necessario garantire condizioni di lavoro dignitose ai carabinieri se vogliamo che possano continuare a svolgere il loro compito al servizio della collettività".
Paura ma, fortunatamente, nessuna conseguenza per due escursionisti che nel pomeriggio di oggi si sono trovati in difficoltà in una zona impervia nei pressi della Grotta del Frate, nel territorio comunale di Fiastra.
L’allarme è scattato poco dopo le 16:15, quando è stata segnalata la presenza di due persone in una zona isolata e difficilmente accessibile. Sul posto è intervenuta tempestivamente una squadra dei vigili del fuoco del Comando di Macerata, specializzata in operazioni in ambiente montano e impervio.
Dopo aver raggiunto i due escursionisti, i soccorritori hanno verificato che non presentavano condizioni mediche critiche o traumi. Una volta rassicurati, i due sono stati accompagnati in sicurezza al proprio veicolo, evitando così il peggioramento della situazione.
In un primo momento, per precauzione, era stato allertato anche l’elicottero del Reparto Volo dei Vigili del Fuoco di Pescara, pronto a intervenire in caso di necessità. Il velivolo è stato successivamente fatto rientrare, non essendo più richiesto il suo impiego.
Un vasto incendio ha colpito il territorio del comune di Magliano di Tenna, in provincia di Fermo, causando forte apprensione tra i residenti della zona. Le fiamme, divampate poco dopo mezzogiorno in una scarpata incolta, si sono rapidamente propagate a un terreno alberato, coinvolgendo anche un vigneto e il campo agricolo adiacente, fino ad arrivare a ridosso di alcune abitazioni.
Vista l'entità del rogo e la vicinanza alle case, le autorità hanno disposto l'evacuazione precauzionale di alcune famiglie, mentre sul posto si è attivato un imponente dispiegamento di soccorsi. Al lavoro sette squadre dei vigili del fuoco, giunte da due province: Fermo (comando provinciale e distaccamento di Amandola) e Macerata (comando provinciale e distaccamento di Civitanova Marche), con l'ausilio di autobotti e mezzi 4x4.
Determinante anche il contributo aereo: è intervenuto l’elicottero AIB regionale (Anti Incendio Boschivo), coordinato dal DOS VVF (Direttore delle Operazioni di Spegnimento), che ha effettuato ben 37 lanci d’acqua per contrastare le fiamme dall’alto.
Dopo alcune ore di lavoro intenso, i vigili del fuoco sono riusciti a circostruire e domare le fiamme, riportando la situazione sotto controllo. Sono ora in corso le operazioni di bonifica e sorveglianza dell’area, affidate alle squadre della Protezione civile regionale per evitare che il rogo possa riattivarsi.
Sul posto, oltre alle squadre operative, erano presenti anche le autorità e i carabinieri, a cui spetta ora il compito di ricostruire le cause dell'incendio, ancora in fase di accertamento.
Proseguono i controlli preventivi sul territorio da parte dei militari della Compagnia dei Carabinieri di Camerino, che nelle ultime ore hanno portato a un arresto e a una denuncia in due distinti interventi a Matelica ed Esanatoglia.
A Matelica, i Carabinieri della locale Stazione hanno dato esecuzione a un ordine di carcerazione nei confronti di un cittadino albanese di 58 anni, residente in città. L’uomo è stato rintracciato e arrestato in seguito a un provvedimento emesso dall’autorità giudiziaria, dovendo scontare una pena residua di due anni di reclusione per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti, come stabilito da sentenza definitiva. Dopo le consuete formalità in caserma, il 58enne è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Fermo, dove resterà a disposizione dell’Autorità competente.
Sempre nell’ambito delle attività di prevenzione e controllo, a Esanatoglia i militari dell’Aliquota Radiomobile di Camerino hanno denunciato un cittadino georgiano di 37 anni, senza fissa dimora, per il reato di ricettazione.
Durante un servizio di pattugliamento, i Carabinieri hanno fermato un’autovettura con a bordo l’uomo, il quale ha mostrato da subito un comportamento agitato e sospetto. L’ispezione del mezzo ha permesso di rinvenire numerosi prodotti per la cura della persona – del valore commerciale complessivo di oltre 600 euro – per i quali il soggetto non ha saputo fornire alcuna giustificazione sulla provenienza.
I beni sono stati sequestrati e messi a disposizione della magistratura, mentre proseguono gli accertamenti per verificarne l’origine.
Un tragico incidente stradale si è verificato nella prima mattinata di oggi, mercoledì 23 luglio, lungo la strada provinciale Mezzina, nel territorio comunale di Montegranaro. Un motociclista di circa 35 anni, Giacomo Diomedi, residente a Bivio Cascinare e volontario della Croce Verde di Civitanova , ha perso la vita in seguito a una violenta collisione con un'autovettura.
L’impatto è avvenuto intorno alle ore 8. Secondo una prima ricostruzione, la moto condotta dalla vittima e un’auto guidata da una donna si sono scontrate per cause ancora in corso di accertamento. L’urto è stato particolarmente violento e le condizioni del centauro sono apparse da subito estremamente gravi ai sanitari del 118, giunti tempestivamente sul posto.
Nonostante i prolungati tentativi di rianimazione, l’uomo è andato in arresto cardiaco e non ha più ripreso conoscenza. Contestualmente era stato allertato anche l’elisoccorso, atterrato poco dopo nella zona, ma purtroppo il decesso è sopraggiunto prima che potesse essere disposto il trasferimento in ospedale.
Sul luogo del sinistro sono intervenuti anche i vigili del fuoco e i carabinieri della Compagnia competente, ai quali è affidato il compito di ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto. La strada provinciale è stata temporaneamente chiusa al traffico per consentire i rilievi e la messa in sicurezza dell’area.
È ancora avvolta da dubbi e interrogativi la tragedia avvenuta nel pomeriggio del 17 luglio scorso a Porto Sant’Elpidio, dove un uomo di 56 anni, cittadino austriaco, ha perso la vita dopo essere precipitato con un parapendio a motore nell’area di una struttura ricettiva, nei pressi di una piscina frequentata da turisti.
L’autopsia, eseguita ieri mattina sul corpo dell’uomo, ha escluso la presenza di lesioni cardiache riconducibili a un arresto cardiaco, ma non può escludere con certezza un malore improvviso. Un’ipotesi che resta plausibile, soprattutto considerando che durante la caduta il 56enne non avrebbe effettuato alcuna manovra evasiva né avrebbe tentato di allertare le persone presenti nella zona dell’impatto. Il parapendio è rimasto con il motore accseso e l'acceleratore al minimo fino al momento della caduta, segnali che farebbero pensare a un mancato intervento cosciente da parte del pilota.
L’assenza di qualsiasi tentativo di controllo del mezzo — come l’uso delle corde direzionali del paracadute — rafforza l’ipotesi che l’uomo possa aver perso conoscenza in volo. L’impatto è stato fatale: il 56enne ha riportato gravi lesioni alla colonna vertebrale, con conseguente rottura del midollo osseo.
Nei prossimi giorni, un tecnico incaricato eseguirà una perizia tecnica sul parapendio e sul sistema di paracadute, per accertare eventuali malfunzionamenti e chiarire ulteriormente la dinamica dell’incidente.
Potenza Picena - I Carabinieri della Stazione locale hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un uomo di 36 anni, residente nello stesso comune, accusato di reiterati episodi di atti persecutori.
L’indagine, condotta dai militari sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata, ha preso avvio dopo numerose segnalazioni da parte delle vittime, tra cui anche vicini di casa, che hanno denunciato comportamenti minacciosi e persecutori. In alcuni casi, l’uomo avrebbe aggravato le sue condotte facendo uso di oggetti atti ad offendere, generando un clima di paura e tensione nel contesto condominiale e di quartiere.
Gli elementi raccolti nel corso dell’attività investigativa hanno permesso agli inquirenti di delineare un quadro accusatorio coerente e circostanziato, che ha portato il G.I.P. del Tribunale di Macerata a emettere la misura cautelare.
Il 36enne è stato quindi accompagnato in una struttura sanitaria del territorio, dove resterà agli arresti domiciliari sotto sorveglianza elettronica mediante braccialetto.
Le indagini proseguono per approfondire eventuali ulteriori responsabilità e garantire la piena tutela delle persone coinvolte.
Fine settimana di controlli intensificati per la sezione Polizia Stradale di Macerata, che ha svolto un’operazione straordinaria lungo le principali arterie provinciali, con particolare attenzione alla zona costiera e alla "movida" di Civitanova Marche.
Gli agenti hanno operato con il supporto di un laboratorio mobile della Forensic Lab Service, che ha consentito di effettuare analisi di secondo livello della saliva direttamente su strada, grazie alla presenza di personale sanitario specializzato.
Tra i 34 conducenti controllati – tra cui professionisti del trasporto pubblico come tassisti, autisti di autobus e NCC – è emerso un caso particolarmente grave. Un tassista 50enne, proveniente dalla provincia di Ancona e diretto a Civitanova Marche, è risultato positivo sia alla cocaina che all’alcol. Il veicolo è stato immediatamente sequestrato ai fini della confisca e la patente ritirata, con contestuale segnalazione all’Autorità Giudiziaria.
Dai 30 screening preliminari eseguiti, quattro conducenti sono risultati positivi all’assunzione di cocaina e cannabis. Nel corso dell’intero weekend, sono stati controllati 100 veicoli e sono state ritirate 10 patenti di guida: 7 per guida in stato di ebbrezza, 3 per guida sotto effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope. Altre 2 patenti sono state ritirate per gravi violazioni al Codice della Strada. Nel complesso, sono stati decurtati 217 punti dalle patenti dei trasgressori ed elevate 54 sanzioni amministrative.
Si è spento all’età di 97 anni monsignor Giuseppe Tozzi, figura storica della diocesi di Camerino-San Severino Marche, che ha dedicato 72 anni al sacerdozio e al servizio della Chiesa locale.
A darne l’annuncio è stato l’Arcivescovo Francesco Massara, insieme al Presbiterio e ai familiari, che hanno voluto ricordare con gratitudine il lungo e instancabile ministero sacerdotale di Mons. Tozzi, svolto quasi interamente all’interno della diocesi.
Mons. Tozzi ha ricoperto nel corso della sua vita numerosi incarichi di rilievo: assistente spirituale della F.U.C.I. maschile e della G.I.A.C., professore al seminario, insegnante di religione alle Scuole Superiori, segretario dell’Arcivescovo D’Avack, confessore straordinario delle Sorelle Povere di Santa Chiara e cappellano dell’Istituto Teresiano.
È stato inoltre vicario generale della Diocesi dagli anni Sessanta al 1990, segnando profondamente la vita pastorale e amministrativa dell’intera comunità diocesana.
Numerose anche le parrocchie servite da Mons. Tozzi in qualità di parroco o collaboratore: San Venanzio, la Cattedrale di Camerino, Santa Maria in Via, Sant’Antonio di Visso, Rocca d’Ajello e Letegge, realtà in cui ha svolto il suo ministero fino a oltre i 90 anni.
Oltre al servizio pastorale, ha dato impulso a iniziative di grande rilievo come la Fondazione ORAC e ha diretto a lungo la Fondazione MA.SO.GI.BA, segno del suo impegno anche sul piano sociale e culturale.
L’ultimo saluto a Mons. Tozzi sarà dato martedì 22 luglio, con la messa esequiale presieduta dall’Arcivescovo alle ore 15:30 nella chiesa di Sant’Anatolia, detta "della Pieve", a Esanatoglia. La camera ardente è allestita presso la Basilica di San Venanzio.
La diocesi intera si stringe in preghiera nel ricordo di un sacerdote che ha saputo unire rigore, fede e dedizione al servizio di Dio e della comunità. Il suo esempio resta un punto di riferimento per intere generazioni di fedeli, religiosi e laici.
Ha pagato 500 euro credendo di assicurare il proprio veicolo, ma dietro la schermata di un sito apparentemente affidabile si nascondeva una truffa ben congegnata. Vittima del raggiro un operaio di 62 anni, residente a Recanati, che si è rivolto ai Carabinieri dopo aver scoperto che la polizza assicurativa stipulata online era in realtà inesistente.
A seguito della querela, i militari della Stazione di Recanati hanno avviato un’indagine di natura bancaria e tecnica, riuscendo in breve tempo a risalire all’intestataria del conto su cui era stato effettuato il bonifico: si tratta di una giovane donna di 19 anni, residente a Portici, in provincia di Napoli, ora denunciata all’autorità giudiziaria per truffa aggravata.
La truffa è avvenuta tramite una falsa piattaforma assicurativa online. L’uomo, convinto della regolarità dell’offerta, ha effettuato un versamento da 500 euro su un conto corrente indicato dai presunti assicuratori. Soltanto nei giorni successivi, non ricevendo alcun documento ufficiale, ha capito di essere stato ingannato.
L’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito ai cittadini a prestare la massima attenzione nelle transazioni online, soprattutto quando si tratta di contratti o offerte a prezzi particolarmente vantaggiosi. In caso di dubbi, è fondamentale contattare preventivamente le forze dell’ordine o rivolgersi ai canali ufficiali delle compagnie assicurative.
Controlli serrati dei carabinieri del Comando provinciale di Macerata nel fine settimana appena trascorso, con particolare attenzione alla circolazione stradale nelle ore notturne. Le pattuglie delle sezioni radiomobili di Macerata e Civitanova Marche hanno intensificato le verifiche per contrastare la guida sotto l’effetto dell’alcol, portando alla denuncia di tre automobilisti per guida in stato di ebbrezza.
A Macerata, due episodi distinti hanno visto protagonisti due residenti della città. Il primo caso si è verificato intorno alle ore 4:00, quando un 46enne è stato fermato per un controllo. Il test alcolemico ha evidenziato un tasso di 1,36 g/l, quasi tre volte superiore al limite consentito. L’uomo è stato denunciato e, poiché ha esibito la patente in formato elettronico, non è stato possibile procedere al ritiro immediato. Il veicolo è stato affidato a una persona idonea.
Sempre nel capoluogo, alle 1:30, i militari sono intervenuti in seguito a un sinistro stradale con feriti. Alla guida, un 36enne anch’egli residente a Macerata, risultato positivo all’alcol test con un valore di 1,31 g/l. In questo caso è scattato il ritiro della patente, mentre l’auto è stata consegnata a terzi.
Il terzo intervento è avvenuto a Civitanova Marche: alle 5:00 del mattino, i carabinieri dell'aliquota radiomobile hanno fermato un 41enne di Corridonia a bordo della sua auto. Anche per lui, il test ha rilevato un tasso alcolemico di 1,50 g/l (triplo rispetto al limite consentito). L’uomo è stato denunciato, la patente ritirata e il veicolo affidato a persona idonea.
Momenti di tensione nella serata di ieri al porto turistico di Ancona, dove un uomo in evidente stato di alterazione alcolica ha creato disordini, aggredendo verbalmente e fisicamente gli agenti intervenuti.
Il fatto è accaduto in via Mattei: il protagonista è un cittadino ucraino di 50 anni, sbarcato ubriaco da uno yacht ormeggiato nell’area portuale. Dopo aver infastidito il personale della sicurezza presente in zona, è tornato a bordo dell’imbarcazione. L’episodio ha reso necessario l’intervento della Polizia, che ha raggiunto il porto per verificare la situazione.
Gli agenti, una volta a bordo, hanno chiesto al comandante dello yacht i documenti di tutti i passeggeri. Il 50enne, nel frattempo, ha continuato a minimizzare quanto accaduto, ma il suo comportamento è peggiorato: ha iniziato a inveire contro i poliziotti, rifiutando di fornire le proprie generalità. Durante il tentativo di accompagnarlo in Questura, ha opposto resistenza attiva cercando anche di mordere gli agenti.
L’uomo è stato infine bloccato e condotto in Questura, dove è stato denunciato per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, oltre che per rifiuto di fornire le proprie generalità.
La Guardia di Finanza ha eseguito un maxi sequestro di prevenzione antimafia per un valore complessivo di circa 3,3 milioni di euro nei confronti di un imprenditore della provincia di Macerata, ufficialmente nullatenente. Secondo gli inquirenti, i beni sarebbero stati accumulati nell’arco di vent’anni attraverso una lunga serie di reati tributari e societari.
Il provvedimento è stato disposto dall’Ufficio Misure di Prevenzione del Tribunale di Ancona ed eseguito dai Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ancona, con indagini coordinate dalla Procura di Macerata.
Nel dettaglio, i riscontri economico-patrimoniali condotti dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Ancona hanno portato alla luce una significativa sproporzione tra i redditi dichiarati e i capitali impiegati per l’acquisto di numerosi beni. Le indagini hanno permesso di accertare che l’imprenditore, sebbene formalmente privo di redditi, disponeva in realtà di un ingente patrimonio.
I beni sequestrati comprendono 34 unità immobiliari nella provincia di Macerata – tra appartamenti, magazzini e relative pertinenze – due auto di lusso Porsche, diverse disponibilità finanziarie, nonché quote di tre società: un’agenzia immobiliare, un’agenzia viaggi e un ristorante.
È stato inoltre disposto un sequestro per equivalente su due ulteriori appartamenti, ceduti in passato a soggetti terzi ritenuti in buona fede.
L’imprenditore è sospettato di aver accumulato il proprio patrimonio attraverso una lunga serie di attività illecite, tra cui frodi carosello nel commercio di autoveicoli e bancarotte fraudolente nel settore.
Non è certo passata inosservata, sabato pomeriggio, la presenza di Luca Traini in un campo di calcetto a Macerata, dove ha disputato una partitella insieme ad alcuni amici. L’uomo, tornato di recente in libertà vigilata dopo aver scontato parte della condanna per la sparatoria del 2018 – quando armato di pistola sparò per le vie della città ferendo sei persone di origine africana – sta seguendo un percorso di reinserimento sociale, che comprende anche attività ricreative e progetti lavorativi.
Particolarmente rilevante è stata la presenza, nello stesso impianto sportivo, di Alessandra Verni, madre di Pamela Mastropietro, la giovane brutalmente uccisa a Macerata nel gennaio del 2018, pochi giorni prima del gesto criminale di Traini. I due si sono salutati, senza particolari interazioni, ma la loro vicinanza – anche solo fisica – in un luogo pubblico ha inevitabilmente suscitato forte attenzione.
Terminata la partitella, Traini si è fermato per una pizzata in compagnia, sempre sotto l’occhio attento di chi monitora il suo percorso di reinserimento. L’uomo, oggi residente a Tolentino, è impegnato in attività supervisionate che dovrebbero accompagnarlo verso un graduale rientro nella società, come previsto dalle normative in tema di giustizia riparativa e misure alternative alla detenzione.
L’episodio riporta sotto i riflettori due nomi che, per ragioni tragiche e profondamente diverse, hanno segnato la storia recente della città di Macerata.
Apprensione questa mattina sul Monte Sibilla, dove un’escursionista si è infortunata durante una camminata a quota elevata, in un punto impervio del percorso situato a circa due ore di marcia dal rifugio. L’allarme è scattato intorno alle 10:00 alla Sala operativa del Comando dei vigili del fuoco di Ascoli Piceno, che ha immediatamente attivato i soccorsi.
Una squadra da terra è stata inviata verso il punto segnalato, ma vista la complessità dell’intervento e la distanza dal rifugio, si è reso necessario anche il supporto aereo. È quindi intervenuto l’elicottero Drago del Reparto volo dei Vigili del Fuoco di Pescara, specializzato in operazioni di recupero in alta quota.
L’escursionista, una volta individuata, è stata issata a bordo con il verricello dal personale del Drago e trasportata in volo fino alla piazzola di atterraggio della caserma di via del Commercio ad Ascoli, dove ad attenderla c’erano i sanitari del 118 con un’ambulanza pronta al trasferimento in ospedale.
I carabinieri della stazione di Cingoli hanno eseguito un ordine di carcerazione nei confronti di un 51enne residente in città, condannato in via definitiva per il reato di bancarotta fraudolenta in concorso.
L’uomo è stato raggiunto nei giorni scorsi da un provvedimento emesso dall'autorità giudiziaria, che ha disposto la carcerazione per l’espiazione della pena residua di 3 anni di reclusione, relativa a fatti già accertati in sede processuale.
Dopo le formalità di rito svolte presso la caserma dei Carabinieri di Cingoli, l’arrestato è stato accompagnato presso la Casa Circondariale di Fermo, dove rimarrà a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Scene di caos hanno sconquassato un tranquillo pomeriggio a Recanati. Un uomo di 49 anni, in evidente stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di sostanze stupefacenti, ha dato in escandescenze in casa dopo un acceso diverbio con la madre.
L’allarme è scattato nel pomeriggio di sabato, quando al numero unico di emergenza (112) è giunta una richiesta d’intervento. Sul posto sono arrivati i carabinieri della stazione di Montelupone, in supporto al personale del 118.
Secondo quanto ricostruito, l’uomo, visibilmente agitato, ha iniziato a lanciare oggetti di ogni tipo, devastando completamente il garage di casa e generando una situazione di grave pericolo sia per sé che per le altre persone presenti.
All’arrivo dei militari, l’uomo ha inizialmente mostrato un comportamento collaborativo. Tuttavia, poco dopo ha rifiutato le cure mediche e ha reagito con forza sia nei confronti degli operatori sanitari che dei carabinieri.
Durante le concitate fasi dell’intervento, uno dei militari è stato colpito al volto, riportando lievi lesioni personali. Con non poche difficoltà, l’uomo è stato infine trasportato all'ospedale di Civitanova Marche per ricevere le cure necessarie. Al termine dell’intervento, è stato denunciato per i reati di lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale.
Tolentino è stata teatro di un’intensa attività di controllo del territorio, disposta nel pomeriggio di ieri dal questore di Macerata, Luigi Mangino, e coordinata in sede di comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto. L’operazione, finalizzata al contrasto della criminalità diffusa e al presidio delle aree maggiormente esposte a fenomeni di degrado urbano, ha visto il coinvolgimento di diversi reparti: Polizia di Stato, Squadra Mobile, Arma dei Carabinieri, Reparto Prevenzione Crimine della Polizia di Stato di Perugia e Polizia Locale di Tolentino.
Durante i controlli, sono state identificate circa 60 persone e verificati oltre 30 veicoli. In un caso, un giovane alla guida di uno scooter ha ignorato l’alt imposto dagli agenti e si è dato alla fuga, abbandonando il mezzo poco dopo per rifugiarsi all’interno di un edificio inagibile, danneggiato dal sisma e abbandonato. La fuga, tuttavia, è durata poco: il ragazzo, un ventenne italiano di origine straniera residente a Tolentino, è stato prontamente rintracciato dagli agenti.
All’interno del portaoggetti dello scooter sono stati rinvenuti un martello, una modica quantità di hashish e uno smartphone risultato smarrito da un altro giovane e di cui il fuggitivo si era indebitamente appropriato. Il giovane è stato quindi segnalato alla Prefettura di Macerata per uso personale di sostanze stupefacenti, mentre lo scooter è stato sottoposto a fermo amministrativo. Contestualmente, è scattata anche la denuncia a piede libero per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. Il martello è stato sequestrato e il telefono cellulare restituito al legittimo proprietario.
Durante il servizio, è stata inoltre ispezionata un’abitazione inagibile, sospettata di essere utilizzata come rifugio di fortuna. Il proprietario è stato contattato per provvedere alla messa in sicurezza dell’area.
Blitz dei Carabinieri in una struttura ricettiva del comune di Sarnano, al centro di un controllo congiunto condotto dai militari della Stazione locale, del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Macerata e del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) di Ancona.
Durante l’intervento, i Carabinieri hanno identificato 35 persone alloggiate nella struttura, tutte impiegate a vario titolo nel settore della ricostruzione post-sisma del 2016. I controlli hanno fatto emergere numerose irregolarità sia di tipo lavorativo che sanitario.
Sul fronte delle violazioni in ambito lavorativo, il Nucleo Ispettorato del Lavoro ha contestato tre infrazioni all’amministratore unico della struttura. Due di queste sono penali, per mancata informazione sui rischi connessi alle mansioni svolte e per l’omessa predisposizione di misure di soccorso, con un’ammenda complessiva di 13.500 euro. La terza, di tipo amministrativo, riguarda la presenza di un lavoratore in nero, con una sanzione di 12.500 euro e la conseguente sospensione dell’attività imprenditoriale.
A queste si aggiungono le gravi mancanze riscontrate dai Carabinieri del Nas: carenze igienico-sanitarie e l’assenza delle procedure di conservazione Haccp, fondamentali per la sicurezza alimentare. Per queste violazioni sono state elevate ulteriori sanzioni per 3.000 euro e la struttura è stata segnalata all’Azienda Sanitaria Territoriale di Macerata per i provvedimenti prescrittivi del caso.
Il comando provinciale dei Carabinieri di Macerata ha annunciato che, per garantire la sicurezza dei lavoratori e tutelare gli utenti delle strutture ricettive del territorio, saranno intensificati i controlli con il supporto delle unità specialistiche dell’Arma.