Un malore improvviso all'ufficio postale di Corso Persiani, a Recanati, è costato la vita al settantenne Mario Bartolini. L'uomo si è accasciato a terra attorno alle ore 14:30 del pomeriggio odierno, mentre si trovava in attesa del proprio turno. I clienti presenti e il personale, allarmati, hanno immediatamente richiesto l'intervento dei sanitari del 118 e dei carabinieri della locale stazione. I soccorritori non hanno potuto far altro che constatarne il decesso, dovuto con molta probabilità ad un arresto cardio-circolatorio.
L'ufficio postale è rimasto chiuso per circa un'ora per permettere di eseguire gli accertamenti di legge ed evitare che altri clienti entrassero. Al termine dei rilievi, la salma è stata trasportata all’obitorio dell’ospedale di Recanati.
(Foto di repertorio)
Atti vandalici compiuti da ignoti nell’area della Protezione Civile sita nel quartiere di Vallicelle di Camerino.
La zona è quella dove verrà realizzata la nuova sede comunale provvisoria e che in passato ha ospitato i container dove hanno alloggiato molti sfollati a causa del sisma.
Sono stati oggetto di atti vandalici i bagni pubblici e i container non ancora smantellati. Addirittura vi è stato un tentativo di incendio. L’episodio risalirebbe a qualche giorno fa e l’amministrazione comunale camerte se n’è presa carica segnalando il fatto increscioso ai carabinieri e alla Polizia Comunale.
(Foto di Cristina Petrelli dalla pagina facebook "Mondo Camerte")
Alle 14.15, presso il maneggio Cavalli delle Fonti.di Civitanova Alta, una ragazza è stata disarcionata da cavallo. Sul posto, una volta scattato l'allarme, sono immediatamente accorsi i sanitari del 118 che, valutati i traumi riportati dalla giovane a seguito della caduta, hanno richiesto l'intervento dell'elisoccorso. È stato previsto il trasporto tramite Icaro all'ospedale di Torrette, ad Ancona.
La ragazza, Rebecca Villotti, è figlia del titolare del maneggio Cavalli delle fonti, Romeo Villotti, ed è la responsabile dei corsi di equitazione di base e delle attività ludiche nel maneggio.
A poche ore di distanza sono state ricevute nei primi giorni di quest’anno due distinte querele per atti persecutori, presentate da donne che per molti mesi sono state poste in perdurante e grave stato di ansia o di paura, tale da ingenerare fondato timore per la propria incolumità.
Le donne, residenti nella provincia maceratese, hanno posto fine al loro calvario denunciando i fatti ai Carabinieri, sono quindi definitivamente emerse due storie diverse tra loro, una legata ad una relazione ormai finita, l’altra addirittura mai cominciata, almeno per lei.
Sono state attivate immediatamente le procedure di tutela previste ed informata l’Autorità Giudiziaria, secondo le disposizioni di specifico protocollo diramato nell’ambito della tutela delle vittime dei reati di genere dal Procuratore della Repubblica di Macerata, dott. Giovanni Giorgio.
A fattor comune, entrambe assimilate dai caratteri generali del particolare tipo di reato che individua negli atti persecutori, comunemente definito stalking, un insieme di comportamenti ripetuti ed intrusivi di sorveglianza e controllo, di ricerca di contatto e comunicazione nei confronti della vittima che risulta infastidita e preoccupata per tali attenzioni ed atteggiamenti non graditi.
Nel campionario comportamentale, come nei casi di specie, rientrano così telefonate, lettere e biglietti anonimi, messaggi (sms, mms, e-mail, whatshapp, facebook), invio di doni, pedinamenti, appostamenti e inseguimenti, intrusioni continue nella vita privata e lavorativa, fino ai casi più gravi in cui si registrano anche minacce ed aggressioni, violazioni del domicilio, danneggiamento della proprietà.
Il codice penale è stato interessato da recenti novità legislative in materia di tutela delle donne, specie per quanto attiene all’inasprimento del trattamento sanzionatorio e della riscrittura dell’aggravante in caso di relazione affettiva tra vittima e reo, a prescindere dalla convivenza o dal vincolo matrimoniale, oltre alla introduzione della irrevocabilità della querela per i casi di reato aggravato, con limitazione dell’effetto estintivo del reato alla sola remissione processuale compiuta di fronte all’autorità giudiziaria.
Inoltre, esiste l’obbligo di informativa e di messa in contatto della vittima con strutture di accoglienza ad opera delle forze dell’ordine, presidi sanitari e istituzioni pubbliche, infine il divieto assoluto di detenere armi per gli indagati.
Trovati in possesso di droga e attrezzi atti ad offendere: denunciati due giovani a Macerata.
Nella tarda mattinata di ieri gli Agenti dell' Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, diretto dal Vice Questore Aggiunto Lorenzo Commodo, hanno effettuato controlli ad ampio raggio sia in ambito cittadino sia in casolari ubicati nelle campagne della periferia, spesso rifugio di clandestini e senza tetto. Durante un controllo ad un edificio abbandonato sito in zona Pace dove da alcune settimane erano stato rilevato un movimento sospetto di persone specie in orario notturno, gli agenti, dopo aver fatto irruzione, hanno sorpreso all'interno due individui che dormivano.
I due venivano identificati per un 20enne di origini gambiane, già noto alle Forze di Polizia per i suoi precedenti penali specie per reati connessi allo spaccio di sostanze stupefacenti, e un ventiduenne italiano.
A seguito della perquisizione operata nei loro confronti, gli agenti hanno rinvenuto sulla persona del gambiano alcune dosi di hashish mentre l'altro veniva trovato in possesso di un manganello telescopico in acciaio e una pistola scacciacani priva di tappo rosso, quindi perfettamente somigliante ad una vera arma.
I due giovani sono stati successivamente accompagnati in Questura e denunciati alle competenti Autorità.
Il gambiano alla locale Prefettura per il possesso della sostanza stupefacente e l'italiano alla Procura della Repubblica per il porto ingiustificato di strumenti atti ad offendere.
A fuoco la canna fumaria del ristorante Hops! di Civitanova: gravemente danneggiata la cucina.
L'episodio è accaduto nella notte appena trascorsa, intorno alle 2. Ad essere avvolta dalle fiamme, per cause da accertare, la canna fumaria, sita nella cucina del noto ristorante civitanovese che si trova in Viale Vittorio Veneto.
Ad accorgersi del rogo, il titolare mentre stava svolgendo un giro perlustrativo prima della chiusura. L'uomo ha subito avvertito i Vigili del Fuoco. I pompieri, giunti sul posto, hanno prontamente spento le fiamme e messo in sicurezza il locale. Ingenti però i danni riportati alla cucina che hanno reso inagibile la struttura. Di conseguenza il ristorante rimarrà chiuso. Fortunatamente non si sono registrati feriti o intossicati.
Tragedia all’uscita della discoteca, perdono la vita due donne di 43 e 34 anni, travolte e uccise da un’autovettura.
Il fatto è accaduto a Senigallia, intorno alle 4 di questa mattina, lungo la provinciale Arceviese 360, nel tratto compreso tra la discoteca Megà e la cantina Mezzanotte. Le due donne camminavano sul ciglio della strada, quando, per cause in corso di accertamento, sono state travolte e uccise da un'auto (una Fiat Grande Punto). Il conducente si è poi fermato per chiamare i soccorsi. Sul posto sono accorsi 118 e Vigili del Fuoco di Senigallia. Ma per le due donne ormai non c’era nulla da fare, nell’impatto sono state sbalzate su un campo adiacente alla strada e sono morte sul colpo. I rilievi sono spettati alla Polizia Stradale di Ancona.
Le due vittime sono: Elisa Rondina, insegnante 43enne, e Sonia Farris, parrucchiera 34enne entrambe residenti a Colli al Metauro nel fanese.
L'uomo alla guida della Punto che le ha travolte, Massimo Renelli 47enne di Senigallia, è risultato positivo all'alcol test ed è stato arrestato con l'accusa di duplice omicidio stradale. Il tasso alcolemico era superiore a 1,5 g/l, limite previsto per la misura restrittiva.
Due persone sono state aggredite in strada a Macerata, nei pressi del Terminal bus.
Dall'aggressione è nata una rissa e gli aggressori hanno tirato fuori dei coltelli.
Due persone sono dovute ricorrere alle cure dei sanitari che ne hanno disposto l'immediato trasferimento all'ospedale di Macerata
Sul posto la Polizia Locale, il 118 e gli uomini della Polizia di Stato
L'interesse della Polizia è ora rivolto ad acquisire le immagini delle telecamere di videosorveglianza locali sia nel terminal bus che nei parchi e nelle aree circostanti.
Sono in corso le indagini per chiarire l'accaduto e identificare i responsabili ed ancora in fase di ricostruzione l'esatta dinamica su cui vige il massimo riserbo
AGGIORNAMENTO
Gli uomini della Polizia di Stato hanno trattenuto e stanno ascoltando le dichiarazioni di un magrebino nei locali del bar della Stazione Bus.
Inizio d'anno da dimenticare nella provincia di Macerata. Nella settimana che ha segnato ufficialmente l'ingresso nel nuovo decennio si sono segnalati diversi episodi di violenza (10 in 7 giorni dal 26 dicembre al 3 gennaio, ndr) nel nostro territorio, con folli aggressioni avvenute anche nei confronti delle forze dell'ordine e dei sanitari del 118. Un'escalation che contribuisce ad acuire la sensazione di insicurezza avvertita dalla cittadinanza in una provincia storicamente non abituata a una tale sequela di episodi criminali.
Ciò che sta avvenendo nella provincia di Macerata è in sintonia con un'emergenza che si registra a livello nazionale, dove forze dell'ordine, vigili del fuoco e sanitari del 118 si trovano sempre più spesso a doversi difendere dall'ingiustificata ondata di violenza che colpisce gli operatori del pubblico servizio.
Nel capoluogo, la sera del 27 dicembre, una ragazza è stata vittima di una tentata violenza sessuale ad opera di un 33enne marocchino da poco uscito dal carcere, mentre rientrava in casa. Due giorni dopo, Daniela Zucconi, 64enne tabaccaia maceratese, è stata malmenata in circostanze analoghe - al rientro in casa dopo una giornata di lavoro - da due uomini con il volto travisato (leggi qui).
Tre gli episodi gravi avvenuti a Civitanova Marche tra la fine dell'anno e l'inizio del 2020. Il 28 dicembre un ventenne romeno è fuggito all'alt della Polizia e dopo un inseguimento thrilling si è schiantato contro un'auto della polizia per poi darsi alla fuga. È stato individuato e arrestato pochi giorni più tardi (leggi qui). La notte di Capodanno due uomini di origine magrebina, in evidente stato di alterazione da abuso di sostanze alcoliche, hanno dapprima aggredito per futili motivi un gruppo di quattro ragazzi, per poi scagliarsi contro i poliziotti intervenuti sul posto. L'ultimo episodio risale ad appena un giorno fa, con l'aggressione violenta - con rapina annessa - ad un macchinista nella sala d'attesa della stazione ferroviaria ad opera di quattro uomini, presumibilmente di origini magrebine (leggi qui).
Rimanendo sulla costa, nella notte di Capodanno, a Porto Potenza Picena un operatore del 118 è stato aggredito con dei pugni da un uomo di 39 anni per non averlo fatto salire in ambulanza assieme alla fidanzata, che durante i festeggiamenti per il nuovo anno aveva accusato un malore dovuto ad una reazione allergica.
Due sono i casi di uomini ubriachi, che nel loro delirio alcolico, hanno dapprima molestato i clienti dei bar nei quali si trovavano, per poi rivolgere minacce e insulti agli agenti della volante di Polizia intervenuti per bloccarli. È quanto avvenuto a Passo San Ginesio la notte di Capodanno (leggi qui), e a Macerata un giorno prima (leggi qui).
A ciò si aggiungano i numerosi furti avvenuti negli esercizi commerciali di Porto Recanati, l'ultimo dei quali verificatosi nella notte di Natale ai danni del negozio AW Lab. A completare il quadro la rapina choc con bottino di oltre 30mila euro avvenuta a Pieve Torina nella mattinata del 3 gennaio.
Rapina choc quella di ieri all’Ubi Banca di Pieve Torina con risvolti su cui stanno indagando i carabinieri.
Dopo esser stato dimesso dall’ospedale il cassiere ha ricostruito quanto accaduto ai militari dell'arma.
Secondo il racconto fatto dal dipendente della filiale, Francesco Dell’Erba, tutto ha avuto inizio la mattina alle 8:45 quando l'uomo è uscito di casa per recarsi al lavoro. Fuori dalla sua abitazione, a Serrapetrona dove vive, si è trovato davanti due individui che sotto minaccia lo hanno costretto a salire sulla sua auto una Mini Cooper. Da lì i malviventi si sono fatti portare alla banca dove lavora, a Pieve Torina. Una volta fatto sedere, lo avrebbero minacciato con quello che poi risulterà un finto esplosivo, in realtà un manufatto di tipo Das, con vari fili attaccati.
Prima di ciò, il dipendente è stato costretto dai rapinatori ad attaccare fuori dalla porta un cartello per evitare che entrassero clienti. L’unica persona che ha avuto accesso alla filiale è stato il vigilante di una ditta privata che portava una valigetta contenente 30mila euro. L’uomo non si è accorto della presenza dei malviventi. Stando sempre al racconto del cassiere, a quel punto i rapinatori si sono fatti consegnare i soldi contenuti nella valigetta portata dal vigilante per poi dirigersi al piano di sotto e svuotare le cassette di sicurezza presenti nel caveau. Un colpo durato ore. A quel punto dopo aver immobilizzato il cassiere legandolo, si sono dati alla fuga.
Il dipendente dell’Ubi ha incominciato quindi a urlare aiuto. Le urla di Dell’Erba sono state udite da un uomo che passava ed ha dato l’allarme. Sul posto sono giunti i carabinieri della Compagnia di Camerino e di diverse stazioni della zona, i vigili del fuoco e l’ambulanza del 118. Gli operatori dell’emergenza sanitaria hanno condotto Dell’Erba all’ospedale di Camerino, dopo che l’uomo ha avuto un malore. Una volta dimesso Dell’Erba ha riferito quanto accaduto ai Militari dell’Arma di Camerino che indagano sul caso. È caccia ai due malviventi.
Rapina all'Ubi banca di Pieve Torina, questa mattina intorno alle 11:40. Ad essere stata assaltata dai malviventi, la filiale che si trova in via Roma.
Sul posto sono accorsi i carabinieri per ricostruire quanto accaduto. Dalle prime informazioni, ad agire sono stati due uomini. Un cassiere dell'istituto di credito si è sentito male, probabilmente a causa di un malore, ed è stato soccorso dal personale del 118, che ne ha disposto il trasferimento in ospedale per accertamenti.
Dalla ricostruzione fatta dai carabinieri della Compagnia di Camerino, due uomini, con il volto parzialmente coperto da una sciarpa, sono entrati nella filiale nel momento in cui era presente solo un dipendente, e lo hanno minacciato (senza mostrare armi) di consegnare loro il denaro presente nelle casse (20mila euro il bottino). Dopo di che, si sono diretti nel caveau e hanno aperto le cassette di sicurezza. Una volta terminata l'operazione, hanno legato il cassiere per poi darsi alla fuga a bordo di un'auto. Il dipendente della banca, a quel punto, ha iniziato a urlare aiuto ed è stato sentito da un passante che ha chiamato subito i soccorsi.
Il dipendente è stato poi curato dai sanitari del 118, giunti sul posto. I carabinieri stanno indagando sull'accaduto per risalire ai colpevoli. Ancora da quantificare esattamente il bottino. Ritrovata a Serrapetrona infine l'auto utilizzata dai malviventi, una Mini Cooper.
Civitanova Marche - Fugge all'alt della Polizia e dopo un inseguimento thrilling si schianta contro l'auto della polizia per poi darsi alla fuga. Arrestato nella giornata di ieri un 20enne romeno.
Il protagonista dell'episodio, che aveva creato scompiglio per le vie di Civitanova nella notte del 28 dicembre scorso, era stato poi identificato il giorno successivo dagli agenti guidati dal commissario capo Lorenzo Sabatucci, grazie all'ausilio delle immagini di videosorveglianza. Si trattava di un 20enne originario della Romania, F.A., già noto alle Forze dell’Ordine in quanto gravato da precedenti per ricettazione, lesioni personali e resistenza al Pubblico Ufficiale. Il giovane risultava, inoltre, già sottoposto un provvedimento restrittivo che lo obbligava a permanere in casa nelle ore notturne. In ragione dei fatti era scattata la denuncia per resistenza a pubblico ufficiale, inosservanza del provvedimento del giudice e lesioni.
A seguito di ciò l’Autorità giudiziaria ha emesso, nella giornata di ieri, un provvedimento di arresto a carico del soggetto che è stato immediatamente eseguito, perciò il 20enne è stato condotto presso il Carcere di Fermo.
L’intervento, pressoché immediato della Polizia di Stato, è stato garantito dal dispositivo di sicurezza predisposto dal Questore Pignataro in occasione delle festività natalizie con il rafforzamento dei servizi di prevenzione al fine di assicurare alla cittadinanza la massima sicurezza durante le festività.
Proseguono i controlli di monitoraggio del territorio da parte della Guardia di Finanza, finalizzati al contrasto allo spaccio di stupefacenti: arrestato un 30enne civitanovese che nascondeva in due abitazioni un cospicuo quantitativo di droghe e denaro provento dell'attività di spaccio.
A seguito di un controllo, un 30enne che viaggiava in sella ad una bicicletta nel centro cittadino, appariva piuttosto agitato alla vista dei finanzieri.
Le immediate attività investigative poste in essere hanno permesso di accertare che, presso il domicilio del civitanovese dell'uomo, erano occultate sostanze stupefacenti.
Le conseguenti perquisizioni, locali e personali, eseguite con l’ausilio dell’unità cinofila antidroga della Compagnia di Civitanova Marche in due immobili ubicati nel Comune rivierasco, nella disponibilità del trentenne (di cui un casolare in aperta campagna) hanno permesso di rinvenire e sottoporre a sequestro da parte dei finanzieri: 91 grammi di marijuana, 43 grammi di hashish, 17 grammi di anfetamina suddivisa in 16 dosi, 251 semi di canapa indiana, 4 flaconi di fertilizzanti e stimolatori vegetali, un bilancino di precisione ed un coltellino. Sequestrati, inoltre, 540 euro in contanti rinvenuti nel portafoglio del civitanovese ritenuti provento dell’attività di spaccio.
Il soggetto è stato arrestato e su disposizione del magistrato di turno, condotto agli arresti domiciliari.
L’operazione di servizio si inserisce nel più ampio dispositivo di contrasto al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, costante impegno della Guardia di Finanza.
Questa notte alle 4:30 all'interno della sala d'attesa della stazione ferroviaria di Civitanova Marche, un uomo di origine magrebina stava fumando nonostante il divieto (visibilmente in stato di ebbrezza).
Dopo essere stato ripreso da un dipendente della FS che lo ha invitato a rispettare le norme della struttura, ha aggredito violentemente il macchinista, 45enne e originario di San Severino Marche, picchiandolo. Il ferroviere, che stava per ripartire per andare ad Ancona al lavoro, in pochissimo tempo si è trovato circondato da altri 3 connazionali dell'aggressore palesemente ubriachi che lo hanno continuato a malmenare, l'uomo ha cercato di difendersi ma invano, dopo la fuga degli altri uomini è stato portato al Pronto Soccorso. Sul posto è intervenuta la Polizia del Commissariato di Civitanova.
Il macchinista è stato anche rapinato del proprio borsello, contenente il portamonete con i documenti ed alcune centinaia di euro e di un altro zaino in cui era custodito un tablet utilizzato per lavoro. A seguito dell'aggressione subita ha riportato lesioni giudicate guaribili in sette giorni dai sanitari del pronto soccorso dove è stato trasportato per le cure del caso.
Grazie alle telecamere di sicurezza è stato possibile rintracciare uno dei quattro aggressori, il quale è stato individuato e risiede in un comune del fermano: si tratta di un marocchino di 42 anni pluri-pregiudicato per furto, rapina, resistenza al pubblico ufficiale, detenzione ai fini di spaccio do sostanze stupefanti, minacce e lesioni. È stato tratto in arresto e ristretto presso il carcere di Fermo a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.
Sono ancora in corso indagini finalizzate ad individuare gli altri tre responsabili dei fatti.
L'organizzazione sindacale Fast-Comsal aveva già denunciato lo scorso 29 novembre 2019, con una lettera inviata agli organi competenti del Gruppo Ferrovie dello Stato, le scarse condizioni di sicurezza in cui verte la sala d'attesa della stazione di Civitanova (leggi qui).
Auto in fiamme nella notte a Treia nel Vicolo del Seminario.
Erano circa le 3:45, quando, per cause in fase di accertamento, un'autovettura posteggiata nel parcheggio pubblico a ridosso delle mura cittadine ha preso fuoco. Le fiamme si sono subito propagate ad altre tre automobili parcheggiate vicino. In tutto quattro le vetture coinvolte.
Lanciato l'allarme, sono accorsi sul posto i Vigili del Fuoco che hanno prontamente spento l'incendio e messo in sicurezza l'area. Non si registrano feriti o intossicati.
Incidente a Tolentino, intorno alle 15, in via delle Terme di Santa Lucia.
Per cause in corso di accertamento, un 80enne, alla guida di un furgoncino, ha perso il controllo del mezzo che dopo esser finito fuori strada, si è schiantato contro una pianta. L'uomo alla guida, a seguito dell'urto, è quindi rimasto intrappolato dentro l'abitacolo.
Sul posto è accorso immediatamente il personale del 118 che, valutata la situazione, ha subito allertato l'eliambulanza. Sono quindi arrivati sul luogo dell'incidente anche i Vigili del Fuoco, i quali hanno liberato l'uomo dalle lamiere e affidato alle cure dei sanitari.
Atterrato in un campo adiacente al luogo del sinistro, l'elivelivolo del soccorso ha trasportato il conducente del furgone in codice rosso all'ospedale dorico di Torrette. L'ottantenne non è comunque in pericolo di vita. Sul posto, per i rilievi di rito, anche i carabinieri della Compagnia di Tolentino, i quali hanno sequestrato il veicolo sul quale viaggiava l'ottantenne per ulteriori accertamenti.
Poco prima sempre a Tolentino si era verificato un altro incidente, questa volta in zona San Giuseppe.
Un uomo di 59 anni settempedano, nell'affrontare l'incrocio verso San Severino, non ha dato la precedenza ad un veicolo guidato da un cittadino di Pollenza, di 66 anni, che nel frattempo sopraggiungeva. L'impatto non ha causato gravi danni ai mezzi, ma il 66enne è stato trasportato all'ospedale di San Severino per accertamenti.
Un uomo si è tolto la vita a Civitanova Marche, impiccandosi sull'androne delle scale di casa, intorno alle 12:30 della mattinata odierna. A trovare il corpo dell'uomo, un 53enne, è stato il padre che abitava con lui in via Civitanova, una volta fatto rientro in casa. Il genitore ha immediatamente allertato i soccorsi. Gli operatori del 118 si sono precipitati sul posto con un'ambulanza della Croce Verde e un'auto medica, ma non hanno potuto far altro che constatare il decesso dell'uomo.
L'incidente è avvenuto intorno alle ore 12:30 a Civitanova Marche, di fronte al negozio "Acqua e Sapone" che si trova in via Cristoforo Colombo lungo la statale 16. Per cause in corso di accertamento, una Fiat 600 vecchio modello si è schiantata contro un palo, abbattendolo. Sul posto sono immediatamente intervenuti i sanitari della Croce Verde di Civitanova Marche con due ambulanze. Presenti per i rilievi del caso anche gli agenti della Polizia Locale e i vigili del fuoco. A bordo del mezzo moglie e marito, che saranno trasportati in pronto soccorso: le loro condizioni non destano particolari preoccupazioni.
Danni rilevanti, invece, si registrano all'autoveicolo.
Aggredisce un soccorritore del 118 nella notte di Capodanno perché gli impediscono di salire in ambulanza assieme alla fidanzata, che aveva accusato un malore dovuto a una crisi allergica. È avvenuto a Potenza Picena, a cavallo dell'ultima notte dell'anno, intorno alle ore 2:00. A sentirsi male è stata una ragazza di 33 anni che stava festeggiando assieme al compagno, di 39 anni. Per stabilizzarla sono intervenuti i sanitari della Croce Azzurra di Porto Recanati e l'automedica da Civitanova Marche.
Dopo le prime cure, avvenute in loco, la donna è stata trasportata al pronto soccorso di Civitanova Marche. Al che il suo fidanzato ha cominciato a chiedere con insistenza ai soccorritori di poter anch'egli salire sul mezzo ma il permesso gli è stato negato, in quanto da regolamento del 118 non si possono caricare in ambulanza persone diverse da quelle che vengono soccorse. Per tutta risposta l'uomo ha insultato in maniera animata gli operatori, tanto che si è reso necessario l'intervento di una pattuglia dei carabinieri per placarlo.
Una volta arrivato in ospedale per verificare le condizioni della fidanzata, il 33enne è stato preso da un ulteriore attacco d'ira e si è scagliato contro un operatore di 52 anni della Croce Azzurra di Porto Recanati, reo di non avergli accordato il permesso poco prima, colpendolo al viso con dei pugni. Il 52enne è stato poi medicato e sono stati previsti sette giorni di prognosi a causa delle botte ricevute. Nei confronti del 39enne partirà una denuncia per intralcio di un servizio di pubblica necessità.
Un tornio meccanico gli cade sulle gambe mentre lavora nel garage di casa. È quanto avvenuto nella frazione di Grottaccia, in via Rio a Cingoli, nella mattinata odierna. Gli arti inferiori dell'uomo, un sessantenne, sono rimasti schiacciati dal tornio. Sul posto sono immediatamente intervenuti i sanitari del 118 che, constatate le sue condizioni, hanno richiesto l'arrivo dell'eliambulanza. L'uomo è stato trasportato in codice rosso all'ospedale di Torrette, ad Ancona. Presenti anche i vigili del fuoco, che hanno estratto il sessantenne per consegnarlo al personale sanitario.