Cade da una scala mentre era al lavoro per riparare una caldaia: incidente fatale per un idraulico di 56 anni, Luciano Berruto. La tragedia si è consumata intorno alle 18 di mercoledì, a Porto Recanati.
L'uomo, titolare di una ditta individuale, era al lavoro in cima ad una scala appoggiata al terrazzo di un appartamento posto al primo piano di una palazzina in via Martin Luther King, nel quartiere Europa.
Per cause da accertare, mentre era intento ad operare su una caldaia, è caduto nel vuoto. Il volo, di almeno tre metri, è risultato fatale: il 56enne ha battuto violentemente la testa contro la scalinata d'ingresso del palazzo. Per lui non c'è stato nulla da fare, vani i tentativi di salvargli la vita da parte degli operatori del 118 intervenuti sul posto.
Presenti anche i carabinieri per i necessari rilievi di rito, la Polizia Locale e gli agenti del Servizio Prevenzione Sicurezza Ambienti di Lavoro dell’Asur. Berruto, originario della Campania ma residente a Recanati, lascia la moglie Maria Rosaria e i figli Simona e Stefano.
Tamponamento in superstrada, un ferito trasportato all'ospedale Torrette di Ancona: nell'incidente coinvolti un camion, un furgone e un'autovettura. È quanto avvenuto poco prima delle 21 di mercoledì lungo la ss77, al chilometro 36.400 in direzione Foligno, all'altezza del territorio comunale di Camerino.
Ancora da accertare l'esatta dinamica di quanto avvenuto la cui ricostruzione spetterà ai carabinieri. Sul posto sono intervenuti anche i sanitari del 118. Uno dei conducenti ha riportato traumi facciali di una gravità tale da richiedere il trasferimento d'urgenza all'ospedale regionale.
Presenti anche i vigili del fuoco della squadra di Camerino e di Tolentino con due autopompe e con l'ausilio dell'autogrù dalla sede centrale di Macerata, per la messa in sicurezza dell'area dell'intervento.
Sulla soglia dei 96 anni (li avrebbe compiuti il 20 febbraio prossimo: era nato in quel giorno del'26 a Morrovalle) se n’è andato 'il Ligabue delle Marche'. Gaetano Chiaramoni, in arte Tobia Cippitello (per assonanza materna), ma pure Neno de Mangiola (per rispetto del grembo paterno) se n'é andato come era sempre vissuto: "Come un ragazzo, non seguendo il mondo". La sua testimonianza spirituale che aveva commosso ed emozionato gli amici andati a trovarlo per festeggiare a maggio del 2016, ex post da vero artista, i suoi 90 anni: Carlo Iacomucci, Nazareno Gaspari, Renato Lapponi e chi scrive.
Ci aveva ricevuti, Tobia, nel suo buen retiro di Montelupone a Borgo Paci, in un vetusto ma suggestivo antico edificio (dalla facciata che il tempo aveva un po' gonfiato), con rigoglioso cortile interno da jungla domestica. Sulla piazza, fianco di palazzo Galantara, la nobile famiglia dei conti enfiteuti di san Firmano, sede di un museo in memoria dell'eroico illustratore Galantara (firma prestigiosa de L'Asino ed autore del primo ritratto dissacratore del Duce che gli era costato due anni di carcere) il Ligabue delle Marche si trovava a meraviglia.
Vi abitava dal '94 quando terminato al Nord il lavoro di mastro carpentiere, era voluto tornare nelle 'sue' Marche a Montelupone all'ombra delle amatissime vestigia materne. Assumendo carattere e ruolo di artista. "Un vero pittore, istintivo eppure dotato di sicura tecnica. Una parte importante delle sue opere lo colloca nella storia dell'Arte contemporanea regionale" dice di lui, il professor Iacomucci, maestro di generazioni di artisti e 'principe' tra gli incisori urbinati.
Piccolo, scattante, premuroso e giovanile anzi tenero come adolescente e con quei baffoni da personaggio milanese drll'800, Gaetano Chiaramoni alias Tobia alias 'Neno de Mangiola' appariva ai visitatori che ammiravano sparsi per le sale del palazzo i suoi 300 quadri, come un magico, accogliente elfo. Pieno di sorprese. Ad effetto. Da capo operaio, ascriveva a se' molti meriti nella Gran Fabrica dello stadio di San Siro, il maggior tempio sportivo dei mondiali di calcio del 90. "Ho lavorato al Terzo Anello e certe soluzioni tecniche al momento, assenti i laureati, le trovavo io. Grazie a pratica ed esperienza. E si andava avanti rapidamente verso il Grande Appuntamento dell'inizio del torneo mondiale".
Sempre pronto ad ogni evenienza, senza farsi trovare impreparato dalle curve improvvise. Aveva imparato la saggezza dell'anziano da giovane, Tobia che per il resto aveva vissuto la propria lunga esistenza 'da ragazzo senza seguire il mondo'. Osservandolo tuttavia attentamente dal margine che si era scelto. Ne sono testimoni i suoi quadri dedicati alla grande cronaca (ll caso Valpreda) e ai progressi della tecnica (cfr il dipinto del treno Italo che appare in movimento dovunque lo si guardi). E c'è da credere, dal suo sorriso, che neppure la Morte l'abbia raggiunto, cogliendolo di sorpresa al lavoro nel palazzo atelier nell'abbraccio caldo dei ricordi. I funerali si svolgeranno i questo pomeriggio nella chiesa di San Francesco a Montelupone.
Lutto a Morrovalle. Si è spento all’età di 70 anni, dopo una malattia, Gianfranco Principi. Ex dirigente della Teuco Guzzini, ora in pensione, Principi era molto conosciuto anche per via del suo impegno nella politica locale che lo aveva portato a ricoprire il ruolo di capogruppo di maggioranza in consiglio comunale dal 2001 al 2011, durante l'amministrazione di Francesco Acquaroli .
Proprio l'ex sindaco di Morrovalle lo ricorda così: “Un personaggio autorevole e dal grande spessore morale – ha affermato Acquaroli –. Per me è stato un appoggio fondamentale durante quegli anni e non mi ha mai fatto mancare il suo prezioso supporto tramite il suo significativo bagaglio di esperienza. La propria credibilità se l’è costruita attraverso la sua intelligenza e una vita spesa tra lavoro e famiglia.
È una persona che ha lasciato un segno indelebile nella nostra comunità, di cui è stato una colonna portante, grazie anche alla sua passione per la cosa pubblica – ha concluso Acquaroli - Oltre alla tristezza, esprimo tutta la mia forte riconoscenza per l’uomo e mando un abbraccio a tutti la famiglia”. Gianfranco Principi lascia la moglie Tiziana, i suoi due figli Barbara ed Emanuele e i nipoti. Il funerale sarà celebrato oggi pomeriggio, alle ore 15.00, presso la chiesa di San Francesco a Morrovalle.
Folle inseguimento, speronamento della vettura della Finanza e infine l’arresto. In manette un uomo di 36 anni con il sequestro di ben 21,5 chili di cocaina. Il fatto è accaduto nei giorni scorsi a Porto Sant’Elpidio. Secondo quanto ricostruito – dalla Guardia di Finanza di Ancona che ha condotto l’operazione - tutto è cominciato con un’auto che viaggiava a forte velocità per le vie del centro alle prime luci dell’alba. Una pattuglia delle Fiamme Gialle ha seguito la vettura e poco dopo l’uomo, fermata l’auto, è sceso per avvicinarsi a un altro veicolo in sosta aprendone il bagagliaio.
Dopo aver preso un involucro, è tornato sulla sua vettura per allontanarsi. Non escludendo un furto in atto, i militari hanno deciso di procedere nel pedinamento e il 36enne, avendo notato la pattuglia, ha accelerato gettando l’involucro dal finestrino. E’ scattato un vero e proprio inseguimento thrilling nel quale il fuggitivo ha speronato l’auto dei finanzieri, ma dopo pochi chilometri la corsa si è interrotta.
Dai controlli è risultato che l’involucro gettato via conteneva due panetti di cocaina purissima. Il grosso però era nella vettura da cui il 36enne lo aveva prelevato poco prima: in quell’auto ferma c’era una valigia, nascosta nel portabagagli, con altri 18 panetti. In totale sono stati sequestrati 21,5 chili di coca, quantitativo trai più rilevanti sequestrati negli ultimi anni nelle Marche. L’uomo dovrà rispondere del reato di traffico di stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale.
A bordo del bus senza Super Green Pass: dà in escandescenze e aggredisce gli agenti che gli chiedono il documento. Il Commissariato di Polizia di Jesi ha denunciato un giovane passeggero di un autobus di linea durante i controlli sul possesso del super Green pass, obbligatorio su tutti i mezzi di trasporto pubblici dal 10 gennaio.
Ieri pomeriggio, agli agenti che verificavano il rispetto della norma tra gli occupanti di un autobus di linea Jesi-Ancona, presso la stazione delle corriere a Portavalle, un operaio 23enne di origine nigeriana, prima si è mostrato reticente a mostrare la certificazione, poi ha esibito un foglio di incerta provenienza e senza validità.
Dovendo accelerare le operazioni di verifica in quanto l'autobus aveva necessità di partire, i poliziotti hanno invitato il passeggero a scendere per continuare l'accertamento, ma il giovane non ne ha voluto sapere ed ha iniziato a inveire e a spintonarli, ferendo alla gamba uno degli agenti con lesioni giudicate guaribili in 10 giorni. Il 23enne è stato condotto in Commissariato a Jesi dove è stato accertato che era sprovvisto della certificazione verde e gli è stata contestata la violazione amministrativa che prevede il pagamento di una sanzione da 533 a 1000 euro.
È stato, inoltre, denunciato alla Autorità Giudiziaria per resistenza a pubblico ufficiale. L'esito del processo giudiziario potrebbe risultare pregiudizievole in relazione al permesso di soggiorno, trattandosi di un reato di violenza
In sella allo scooter senza patente, con revisione scaduta e privo di assicurazione e targa. Un giro in moto che è costato caro a un ventiquattrenne maceratese, di origini peruviane, intercettato dalla Polizia locale di Macerata in viale Leopardi, all’altezza di Rampa Zara.
Gli agenti hanno fermato il giovane perché il ciclomotore sul quale viaggiava era senza targa e dai controlli effettuati hanno accertato che il mezzo non era stato sottoposto alla revisione risultata scaduta nel 2019 e non aveva la necessaria copertura assicurativa.
Inoltre il 24enne non era in possesso della patente di guida necessaria a condurre il ciclomotore e che peraltro non aveva mai conseguito. Le varie sanzioni elevate al giovane ammontano a oltre 8.000 euro a cui si è aggiunto il sequestro del mezzo.
Un pezzo per volta prende forma il puzzle messo su dalla Procura di Ancona che ha portato all’individuazione di 50 persone coinvolte nel giro dei Green Pass falsi e dei vaccini bluff nelle Marche. Nell’inchiesta, oltre a quello dell’infermiere anconetano Emanuele Luchetti, compaiono i nomi di un noto avvocato anconetano, un ristoratore di Civitanova e con loro anche il titolare di un’impresa edile e la dipendente di un supermercato. Professioni ed estrazioni culturali differenti ma un intento comune: ingannare la sanità pubblica e far ottenere ai no vax false certificazioni lascia passare in cambio di un pagamento. Per decisione del giudice per le indagini preliminari, Carlo Masini, a finire in carcere è stato l’infermiere 50enne Emanuele Luchetti, già attivo al Centro di salute mentale di Ancona. Una cinquantina le ordinanze di custodia cautelare per accuse a vario titolo per reati di corruzione, falso ideologico e peculato commessi in concorso.
Al momento sono 60 i pazienti che risultano coinvolti nell’inchiesta della procura all’Hub Paolinelli di Ancona, ma gli inquirenti ritengono che le persone coinvolte sarebbero molte di più, con Luchetti arrivato, in un solo giorno, ad attestare anche 18 vaccinazioni in realtà mai eseguite. A muovere l’infermiere solo un aspetto economico: nelle intercettazioni della Procura arrivava a dichiarare che «Tutto si poteva pensare tranne che in un anno compravo casa».
I quattro procacciatori, finiti adesso ai domiciliari, organizzavano il tutto telefonicamente. Tra questi spunta il nome dell’avvocato Gabriele Galeazzi, unico a non aver tratto profitto dalle finte vaccinazioni. Il procacciatore principale sarebbe stato invece Daniele Mecozzi, maceratese e contitolare del ristorante Casablanca di Civitanova Alta, già chiuso nel febbraio 2021 per la violazione delle norme anti Covid.
Con lui, che avrebbe intascato 50 euro per ogni finta certificazione e avrebbe rappresentato un punto di riferimento per tutto il Maceratese, anche l’imprenditore edile di Sappanico Stefano Galli per l’Anconetano. Un altro aggancio per Luchetti sarebbe arrivato dalla 41enne romena Daniela Maria Zeleniuschi, dipendente di un supermercato delle Brecce Bianche.
Indagata anche la dottoressa Liana Spazzafumo, 60enne dirigente regionale in servizio all’Agenzia regionale sanitaria e originaria di San Benedetto del Tronto. A lei vengono contestati i reati di corruzione, falso ideologico e peculato. Nel suo alloggio di Montemarciano, dove a volte alloggiava lo stesso Luchetti, sarebbero stati sequestrati migliaia di euro in contanti.
19 i maceratesi coinvolti nell’inchiesta, questi tutti i nomi: il penalista 47enne del Foro di Macerata, Gian Luigi Boschi; l’imprenditore civitanovese 52enne, Rossano Schiavoni; l’imprenditrice balneare civitanovese 52 enne, Maria Francesca Lattanzi. Con loro anche Mirko Bianchi, dipendente comunale di Civitanova ed ex membro dello staff di Ciarapica insieme al civitanovese Rossano Ciucci e al figlio Vittorio.
Questi i nomi degli altri maceratesi coinvolti fino a questo momento: Luca Marcolini (39 anni), Claudio Schiavoni (30 anni), Luca Pennesi (43 anni), Barbara Barucca (44 anni), Melissa Angeletti (48 anni), Giorgio Ferracuti (45 anni), Eleonora Scoponi (44 anni), Giorgia Lattanzi (30 anni), Jonathan Papapietro (29 anni), Roberto Tordelli (62 anni), Eleonora Tordelli (35 anni), Maria Cristina Cioti (64 anni), Maria Isabella Gentili (46 anni), Massimo Innaimi (28 anni).
Salvata da una passante mentre si stava gettando nelle acque gelide del mare. È quanto avvenuto poco dopo le 8 di mattina sul lungomare sud di Civitanova Marche. Un'anziana si stava lasciando andare tra le onde, sospinte con forza dal forte vento che sta sferzando la città (per la cui intensità ieri era stata diramata un'allerta meteo della Protezione Civile), quando una donna l'ha notata e ha chiamato subito i soccorsi.
A ripescarla, a qualche metro della riva è stato il personale del 118 e della Croce verde, tempestivamente accorsi, congiuntamente ai vigili del fuoco e alla Capitaneria. L'anziana è stata presa in cura e trasferita presso l'ospedale cittadino: al momento del trasporto verso il nosocomio si trovava in stato di ipotermia.
Muore mentre fa jogging. Il dramma si è consumato pochi minuti dopo le 19 di ieri, sul lungomare nord di Porto Recanati, nei pressi del ristorante Kiro Kiro di Porto Recanati. A perdere la vita l'ingegnere Antonio Rombini, portorecanatese di 74 anni.
L'uomo, da anni residente in Svizzera con la sua famiglia, si trovava in vacanza nella sua casa nel quartiere Castelnuovo. Il malore è giunto in maniera improvvisa mentre stava correndo: Rombini è caduto a terra privo di sensi e si è spento sul colpo. Con ogni probabilità a stroncarlo è stato un infarto. Vani sono stati i tentativi di rianimazione effettuati dai soccorritori della Croce Gialla di Porto Recanati. Sul posto sono arrivate due ambulanze e i carabinieri.
L'ingegnere 74enne lascia la moglie e quattro figli, che si trovavano in Svizzera al momento del malore. La salma è stata composta all'ospedale di Civitanova Marche, non sono ancora stati stabiliti la data e il luogo del funerale.
In fiamme un macchinario del calzaturificio: i dipendenti intervengono con degli estintori. L’allarme è scattato nella mattinata di oggi, intorno alle 11, allo stabilimento Cesare Paciotti, sito in via Cattolica a Civitanova Alta. Il principio d’incendio è scaturito da un macchinario che si trova all'interno dello stabile.
Subito i dipendenti, dopo aver azionato le procedure di sicurezza, hanno domato le fiamme con gli estintori per evitare che si propagassero. Successivamente sono intervenuti i vigili del fuoco, con tre mezzi, per la messa in sicurezza dell’area e dell’edificio. Non si registrano feriti o intossicati.
Serra di Marijuana in casa: arrestato un 59enne di Montecassiano. I carabinieri della sezione Operativa di Macerata, nella mattinata dell'8 gennaio scorso, hanno scoperto una vera e propria attività di coltivazione di piante di marijuana. In alcune stanze site al piano superiore di un fabbricato ricadente nella corte della medesima proprietà, adibito a stalle per animali, sono state rinvenute diverse piante in coltivazione, essiccate ed infiorescenze imbustate, che erano pronte per la vendita.
Le stanze adibite a serra, sottoposte a sequestro dai militari, sono risultate,inoltre, dotate di specifiche lampade per la coltivazione interna e di strumenti idonei a rilevare e gestire la temperatura, l'umidità dell'aria e della luce, al fine di assicurare un ambiente adatto alla crescita delle piante. L'operazione si è conclusa con il sequestro di oltre 100 kg di marijuana, 23 grammi di hashish, una bilancia di precisione, semi per la coltivazione e la somma di 2000 euro.
L'uomo, un commerciante di 59 anni, è stato arrestato e posto ai domiciliari, a disposizione dell'autorità giudiziaria, a cui deve rispondere del reato di coltivazione e detenzione di illecita di sostanze stupefacenti.
La Polizia di Stato fin dalle prime ore della mattina sta eseguendo in numerose province 50 ordinanze di custodia cautelare per reati connessi all'indebito rilascio del Green pass. I reati contestati dalla procura di Ancona sono quelli di corruzione, falso ideologico e peculato commessi in concorso da altrettanti indagati. Lo si apprende attraverso una nota della Questura del capoluogo dorico.
“È stata applicata la custodia cautelare in carcere nei confronti di un infermiere professionale addetto alle vaccinazioni presso un centro vaccinale di Ancona e la misura degli arresti domiciliari nei confronti di quattro soggetti ritenuti intermediari nei fatti corruttivi e nel rilascio indebito del green pass. Quarantacinque i soggetti destinatari della misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza e dell’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria”.
Secondo quanto emerso, l'infermiere avrebbe agito con la complicità di alcuni soggetti che operavano come intermediari, simulando l'inoculazione della dose, al fine di far loro ottenere il documento di avvenuta vaccinazione. L'attività di indagine è stata costituita da intercettazioni, servizi di osservazione e riprese video effettuate nel centro di vaccinazione dalla Poliza.
Nell'indagine è coinvolto anche un avvocato anconetano che attualmente si trova ai domiciliari. Al legale cinquantatreenne sono state perquisite la casa e lo studio in pieno centro e la sua posizione resta tuttora al vaglio degli inquirenti. Per lui l’accusa sarebbe quella di essere un intermediario della rete dei Green pass illeciti in grado di mettere in contatto i potenziali interessati con la parte per così dire “esecutiva” della filiera. Per una certificazione irregolare si sarebbe arrivati a pagare sino a quattrocento euro.
A causa dela neve che ha colpito anche il capoluogo, un albero è caduto sulla sede stradale in via Santa Lucia. Fortunatamente in quel momento non transitavano pedoni e non circolavano automobili, quindi i disagi sono stati limitati. Allertati, i vigili del fuoco sono subito intervenuti per rimuovere l'albero caduto e i vari rami spezzati che avevano invaso una parte della carreggiata.
Schianto lungo la Provinciale: due giovani trasportati in ospedale. L'incidente si è verificato intorno alle 20:40 di questa domenica lungo la Strada Provinciale 25, nel comune di Treia.
Per cause in corso di accertamento, complice l'asfalto reso viscido dalla neve, due auto, condotte da giovani, sono entrate in collisione. Piuttosto violento l'impatto. Lanciato l'allarme, sono accorsi sul posto i mezzi di soccorso del 118 che hanno trasportato i feriti all'ospedale di Macerata.
Era prevista copiosa e alla fine è arrivata. A partire dalle 14.30 la neve è scesa fitta in gran parte della provincia di Macerata, fino a circa duecento metri di altitudine. In montagna invece è iniziato a nevicare poco prima di mezzogiorno. A metà pomeriggio si registrano cumulate di circa 5 cm a trecento metri di altitudine, sui 10 cm intorno ai seicento metri di altezza.
Al momento gran parte della rete stradale provinciale è transitabile, si registrano, però, diverse auto in difficoltà lungo la provinciale 127 che da Tolentino conduce a San Severino e lungo alcune strade che conducono a Camerino. Si tratta di mezzi che devono montare le catene. Per tali ragioni la provinciale 127 è stata chiusa al traffico. La polizia ha emesso, infatti, un blocco all'altezza dello svincolo per località Colotto. Si percorre, invece, regolarmente la Ss77, dove è passato lo spazzaneve. Qualche disagio è stato segnalato, però, tra Serravalle del Chienti e Colfiorito. Stando al bollettino meteo del Centro Multirischi regionale, la perturbazione dovrebbe esaurirsi entro la mattinata di domani 10 gennaio, anche se ad alta quota continuerà a nevicare.
AGGIORNAMENTO DELLE 20
La Provinciale 127 è stata riaperta al traffico in serata. Si sono verificati nel pomeriggio diversi disagi anche a causa di un incidente stradale che ha coinvolto un bus. Si transita solo con pneumatici da neve e si consigliano le catene montate.
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(Sotto le immagini di Macerata coperta dalla coltre bianca)
Ragazza di 26 anni va in overdose: è caccia al pusher. Ieri mattina, intorno alle ore 5, i poliziotti della Volante della Questura di Macerata, unitamente al personale del 118, sono intervenuti in un appartamento del centro storico, sito in via Crescimbeni, in quanto una ragazza di 26 anni era stata colta da malore dopo aver assunto una dose di eroina.
L’allarme è stato dato dal compagno che si trovava in casa con lei in quel momento. Ciò ha permesso di evitare il peggio, in quanto la giovane è stata subito soccorsa dai sanitari e accompagnata in ospedale in ambulanza. Dopo essere stata trattata, è stata dimessa dall’ospedale, con prognosi di un giorno. Le indagini, subito avviate dalla Squadra Mobile di Macerata anche tramite l’escussione di testimoni, mirano a far luce su chi, poco prima, ha ceduto lo stupefacente alla ragazza.
Sospettato di aver compiuto abusi sessuali nei confronti della figlia minorenne: arrestato 44enne. In mattinata, i poliziotti della Squadra Mobile, diretti dal Commissario Capo Matteo Luconi, hanno arrestato, a Macerata, un soggetto di origini guineane (B. M., cl. ’78) in quanto gravemente indiziato di aver compiuto, in tre distinte occasioni, abusi sessuali nei confronti della figlia quattordicenne, sfruttando la sua posizione di autorità paterna rispetto alla vittima.
L’ordinanza, adottata dal GIP presso il Tribunale di Macerata Bonifazzi, applica la custodia cautelare in carcere nei confronti dell’uomo, accogliendo in questo modo l’ipotesi accusatoria formulata dalla Procura della Repubblica di Macerata all’esito dell’attività investigativa.
Questa ha preso avvio lo scorso novembre, quando la minore, in lacrime, ha chiamato il numero unico di emergenza per richiedere aiuto. Le investigazioni, supportate da attività di intercettazione telefonica e ambientale, ormai conclusa, hanno permesso di far luce su una serie di abusi subiti, a partire dalla scorsa estate, dalla ragazzina, la quale ha trovato il coraggio di raccontare agli inquirenti, in sede di audizione protetta, tutti i tre gli episodi di abuso.
Questa mattina, i poliziotti hanno fatto irruzione a casa dell’uomo, a Macerata, per eseguire la misura cautelare. Una volta accompagnato in Questura e foto-segnalato, il soggetto è stato associato in carcere a Bologna. La minore è stata collocata in una comunità protetta.
(Foto di repertorio)
Cacciatore scivola e si spara a un piede: interviene l’eliambulanza. L’incidente è avvenuto nella tarda mattinata odierna a Poggio San Vicino. Secondo una prima ricostruzione l’uomo, durante una battuta di caccia, avrebbe perso l’equilibrio e cadendo avrebbe accidentalmente esploso un colpo di fucile che lo ha colpito ad un piede.
Lanciato l’allarme sono accorsi sul posto i mezzi di soccorso del 118. Gli operatori dell’emergenza, una volta prestate le prime cure del caso, hanno allertato l’eliambulanza che, una volta atterrata nei pressi del luogo dell'incidente, ha trasferito il ferito all’ospedale di Torrette in codice rosso. In base a fonti mediche il cacciatore non si troverebbe comunque in pericolo di vita. Per gli accertamenti di rito sono intervenuti i carabinieri.
Forti disagi e molta disorganizzazione. In occasione dell'Open Day presso il centro vaccinale di Civitanova Marche diverse centinaia le persone che prima delle 7 del mattino presidiavano già i cancelli della struttura nell'attesa di entrare. Intorno alla stessa ora, hanno cominciato a materializzarsi anche i volontari della Protezione Civile, nel tentativo di gestire una situazione che da alcune ore stava iniziando a degenerare.«Abbiamo provato ad allertare anche le forze dell'ordine - ha dichiarato il coordinatore della Protezione Civile, Aurelio Del Medico - ma nessuno si è ancora presentato. Noi da soli non ce la facciamo: stiamo provando a fare rispettare l'ordine, ma serviva maggiore organizzazione per eventi di questo genere».Una situazione più che prevedibile, dunque, soprattutto dopo i fatti di Tolentino di un giorno fa. Anche all'Hub di Civitanova, infatti, le persone hanno cominciato già dalla mezzanotte di sabato a prendere posto fuori i cancelli con le loro auto, a dispetto delle temperature glaciali (2 gradi sotto zero) e nella speranza di usufruire di una delle 500 dosi messe a disposizione dalla Regione.«La responsabilità di situazioni del genere è anche dell'Asur - ha proseguito Del Medico - perché se il sistema delle prenotazioni si è dimostrato insufficiente è ovvio che qualcosa non ha funzionato. Non sappiamo come andrà per i prossimi Open Day: noi come volontari cercheremo di fare il possibile».
Qui il reportage di Picchio News all'esterno dell'Hub di via Gobetti e l'intervista con Aurelio Del Medico: