Dramma della solitudine: un uomo di 70 anni, N.S., è stato trovato morto questa mattina all’interno del proprio furgoncino. Il fatto è accaduto a Porto Recanati in piazzale Europa. Lanciato l’allarme sono accorsi sul posto i mezzi di soccorso del 118, ma il medico non ha potuto far altro che constatare l’avvenuto decesso dell’uomo.
La segnalazione era arrivata da una passante che aveva notato il corpo immobile dell'uomo, avvolto in un plaid, all'interno del suo Fiat Doblò. Da quanto si apprende il 70enne, di origine bosniaca, da qualche tempo aveva deciso di vivere da solo scegliendo come sua dimora il proprio furgoncino e coprendosi di notte con una coperta.
Il freddo pungente di queste notti, associato probabilmente a uno stato di salute precario, ne ha probabilmente causato il decesso. Tuttavia sarà l’autopsia, disposta dalle autorità competenti, a far luce sulle cause della morte che probabilmente risale a ieri sera o alla nottata appena trascorsa. Sul posto i sanitari del 118, la Polizia Locale e i Carabinieri di Porto Recanati.
LEGGI ANCHE: Il cordoglio del sindaco di Porto Recanati: "I servizi sociali erano in contatto con i familiari dell'uomo"
Vaccini buttati: il medico resta in carcere. Il tribunale della Libertà ha respinto la richiesta di scarcerazione del dottor Giuseppe Rossi, il medico ascolano arrestato lo scorso 4 gennaio perché accusato di aver favorito l’ottenimento del green pass a 73 persone senza inoculare loro il vaccino anti Covid. Tra le motivazioni contenute nell’istanza di scarcerazione presentate dagli avvocati del medico, c’era anche quella relativa alle condizioni di salute del medico che non sarebbero comunque compatibili con il regime carcerario. Il Collegio ha concordato con le esigenze cautelari contenute nell’ordinanza del gip di Ascoli Giusti all’esito delle indagini dei carabinieri coordinate dalla procura.
Rossi dovrà restare detenuto nel carcere di Ancona altri venti giorni; l’ordinanza eseguita il 4 gennaio ha infatti validità 40 giorni per esigenze probatorie. Quaranta giorni anche la durata della misura cautelare disposta per Maurizio Strappelli ritenuto il presunto intermediario: è accusato di falso ideologico così come altre 72 persone, i pazienti che hanno ottenuto il green pass senza sottoporsi all'inoculazione del vaccino
Nuovo focolaio Covid nel reparto di Nefrologia dell’ospedale “Generale Provinciale” di Macerata. Sono quattro in totale i pazienti risultati positivi ai tamponi effettuati questo pomeriggio all’interno del nosocomio.
Il focolaio avrebbe avuto inizio nella giornata di sabato, quando un 60enne dializzato, ricoverato nel reparto di Nefrologia e risultato positivo, era stato trasferito al pronto soccorso. Erano subito state avviate tutte le procedure d’urgenza per sterilizzare la camera nella quale era ricoverato l’uomo e mettere in sicurezza pazienti e operatori sanitari che avevano definito l’evento come “prassi quotidiana causata da Omicron”.
A distanza di qualche giorno le positività riscontrate anche per altri quattro pazienti, tutti vaccinati e che non presenterebbero sintomi evidenti. Sono in corso le nuove operazioni di sanificazione del reparto, ma non è escluso che il numero di positivi possa adesso estendersi.Si tratta di un nuovo focolaio dopo quello che, nel mese di novembre, aveva già colpito il reparto di Pneumologia del “Generale Provinciale”: allora i casi Covid registrati furono 8 in tutto.
Due gatti sono stati avvelenati con l’antigelo: a denunciarlo una famiglia residente a Seppio di Pioraco. I due felini sarebbero stati trovati dai proprietari riversi in gravissime condizioni e subito affidati alle cure veterinarie. Per uno dei due, purtroppo, non c’è stato nulla da fare. Il fatto ha allarmato l’intera cittadinanza che, in poco tempo, è stata messa al corrente e invitata a prestare attenzione per chiunque risulti in possesso di uno o più animali domestici. Non è infatti la prima volta che nel Maceratese vengono fatte queste segnalazioni.
«È un gesto assurdo e disumano – commenta l’assessore ai Servizi Sociali, Sanità e Cultura Luisella Tamagnini - perché uccidere dei gatti più o meno per divertimento rimane un’azione da condannare sempre. Stiamo cercando il più possibile di gestire le segnalazioni e informare di volta in volta le forze dell’ordine per stabilire un piano di intervento efficace. Purtroppo fatti del genere sono già successi in passato, in altra forma: ad alcuni gatti randagi per esempio ogni anno viene dato fuoco con la benzina per appiccare incendi nei boschi».
«L’invito ai singoli proprietari e alle colonie feline – ha concluso l’assessore – è di prestare la massima attenzione, perché qualche individuo intollerante purtroppo c’è nella nostra comunità. Oltre alle cure basilari, è opportuno tenere sotto controllo direttamente i propri animali domestici. Noi della giunta ci impegniamo a dialogare con tutti i cittadini e fare fronte comune per trovare il o i responsabili e fare in modo che certe cose non si ripetano più».
Mette a segno tredici furti in poco meno di due mesi, da luglio a settembre 2021: arrestata ladra seriale di 21 anni. È l'esito di un'operazione condotta dai carabinieri di Numana. Il primo colpo risale al 4 luglio 2021, ed è stato commesso a Sirolo. La ragazza, residente nel Riminese, si trova agli arresti domiciliari ed avrebbe agito con la complicità di altre tre donne.
Secondo la ricostruzione fatta dai militari, una di loro distraeva la commessa o la titolare mentre le altre entravano di soppiatto e rubavano prevalentemente il portafogli custodito nei pressi della cassa. Una volta compiuto il furto, il gruppetto di ladre scappava con un'auto noleggiata, una Opel Corsa grigia. Dopo essersi impossessate di bancomat e contanti, abbandonavano portafogli e borse rubate ai bordi delle strade. Con le carte facevano prelievi agli sportelli, anche di diverse centinaia di euro.
A partire dal mese di luglio fino a settembre avrebbero agito per 13 volte con sei prelievi fraudolenti commessi nelle province di Macerata, Forlì-Cesena, Pesaro, Rimini, Grosseto, Viterbo, Genova, Venezia, Ravenna, Padova, Verona e Treviso, per un ammontare complessivo di circa 20 mila euro. Per quanto riguarda il Maceratese, il furto è avvenuto in una profumeria di Porto Recanati, dalla quale è stata asportata una carta di credito sebbene non sia stata prelevata alcuna somma per via della mancata individuazione e digitazione del codice Pin.
Percepiscono 60 mila euro di contributi a fondo perduto e di finanziamenti indebitamente: nei guai quattro imprenditori del Maceratese. L’azione di contrasto all’ingiustificato ottenimento di incentivi nazionali, strettamente correlati all’emergenza epidemiologica, è stata messa in campo dai finanzieri del Gruppo di Macerata, della Compagnia di Civitanova Marche e della Tenenza di Porto Recanati. Le Fiamme Gialle, nei giorni scorsi, hanno approfondito la posizione di un nutrito numero di imprese risultate connotate da specifici indici di anomalie.
In particolare, l’attenzione della Guardia di Finanza si è incentrata sulla verifica dei corretti presupposti per l’ottenimento, da parte delle imprese selezionate, di finanziamenti garantiti dallo Stato e di contributi a fondo perduto erogati dall’Agenzia delle Entrate, destinati a contenere i negativi effetti economici e sociali conseguenti all’emergenza epidemiologica in corso.
Nello specifico, i Finanzieri della Compagnia di Civitanova Marche e della Tenenza di Porto Recanati, avvalendosi, in alcuni casi, anche dei poteri di polizia valutaria e quindi attraverso approfondimenti di natura antiriciclaggio, hanno esaminato sia le movimentazioni bancarie poste in essere da tre società, risultate percettrici di finanziamenti coperti da garanzia pubblica per complessivi 260 mila euro, sia i dati della fatturazione elettronica associata all’attività svolta, constatandone l'utilizzo parziale per fini personali e/o familiari, contrariamente a quanto previsto dalla legge.
Gli amministratori delle aziende controllate sono stati conseguentemente segnalati alla Procura della Repubblica per i reati di malversazione a danno dello Stato e appropriazione indebita aggravata, nonché all’Agenzia delle Entrate per l’applicazione delle relative sanzioni amministrative.
L’attività svolta dal Gruppo di Macerata ha riguardato, invece, un’impresa che aveva percepito un contributo a fondo perduto di oltre 14 mila euro. Attraverso l’esame della documentazione contabile è emerso, in questo caso, che l’imprenditore ha dichiarato un fatturato superiore a quello effettivo, allo scopo di incassare un contributo maggiore di quello spettante. Il responsabile è stato segnalato all’Agenzia delle Entrate per l’applicazione delle relative sanzioni amministrative.
Complessivamente, ammontano a circa 60 mila euro le somme indebitamente percepite, in relazione alle quali, oltre alle conseguenze di natura penale, si rischiano sanzioni amministrative che possono arrivare fino al 200% della somma indebitamente percepita.
E' stato ritrovato intorno a mezzogiorno riverso a terra accanto a una panchina e ormai esanime il corpo di Giampaolo Sereni, 67enne ex operaio della Whirpool. Il ritrovamento è avvenuto in viale Marconi, a Porta Maggiore di Ascoli Piceno.
L'uomo, in pensione da un anno, è stato soccorso immediatamente da alcuni passanti che hanno tentanto di rianimarlo e chiamato i mezzi di soccorso, ma il medico del 118 giunto sul posto ha solo potuto constatarne l'avvenuto decesso. Tra le cause al vaglio si pensa a un malore che sarebbe risultato essere fatale. Ad intervenire anche gli uomini della Polizia di Stato del locale comando.
Autocisterna in fiamme: intervengono i vigili del fuoco. Il fatto è avvenuto questa mattina, intorno alle 10, in via Merloni nel comune di Matelica. In base una ricostruzione fatta dai vigili del fuoco intervenuti sul posto, le fiamme sarebbero divampate a causa dell’eccessivo surriscaldamento dei freni del mezzo.
Il conducente, fortunatamente, è riuscito a scendere in tempo dall’abitacolo e a chiamare i soccorsi. I pompieri, intervenuti sul luogo dell’accaduto, hanno subito domato l’incendio e messo in sicurezza l’area. Non si registrano feriti o intossicati.
Accusa un malore e si accascia a terra. L'episodio è avvenuto in piazza Garibaldi, pieno centro di Mogliano, intorno alle 10:30. L'uomo, un 65enne dipendente del Comune, in base a una prima ricostruzione è stato colto da malore ed è crollato al suolo sotto gli occhi dei passanti, dopo esser sceso da un furgone. Nella caduta il 65enne avrebbe anche battuto la testa.
Lanciato l'allarme, sono accorsi sul posto i mezzi di soccorso del 118. L'uomo è stato subito soccorso dai sanitari che, valutata la situazione, hanno richiesto il supporto logistico dell'eliambulanza. L'elicottero del soccorso, una volta atterrato in un campo alle porte del paese, ha poi trasportato il 65enne all'ospedale Torrette di Ancona in codice rosso.
Si schianta contro il guardrail e l'auto va in fiamme: attimi di paura quelli vissuta questo pomeriggio, alle 16 e 30 circa, a Osimo. L'incidente è avvenuto lungo la strada provinciale 361, all'altezza di un curvone, ma fortunatamente non vi sono state conseguenze per il conducente, che è riuscito ad abbandonare l'abitacolo della vettura in tempo.
Sul posto sono intervenute due squadre dei vigili del fuoco, una da Macerata e una da Osimo, che - con l'ausilio di un'autobotte - hanno spento le fiamme con un estinguente specifico, per poi mettere in sicurezza l’area dell’intervento.
Sul posto presenti anche la Polizia Locale e i carabinieri, per svolgere i rilievi di rito e per la gestione del traffico visto che il tratto interessato dall'incidente è stato chiuso al traffico per circa un'ora. L'auto, alimentata a benzina, è andata completamente distrutta a seguito dell'incendio.
"Cioè, tu manni tu fija a 16 anni co' lockdown, oltretutto che n'abiti manco qua a na festa e poi er giorno dopo te sveji e denunci? Ma che sei n'infame? Cioè così sei popo un vile, un verme, un miserabile". Queste le vergognose, inqualificabili parole finite nelle intercettazioni degli inquirenti, rivolte contro il padre della ragazza stuprata durante una festa in villa a Primavalle a Capodanno 2021, reo di aver accompagnato la figlia a sporgere denuncia.
La vittima è una minorenne, figlia di un diplomatico spagnolo, ospite a Roma di un’amica dei Parioli, che ha denunciato una violenza sessuale di gruppo protrattasi per tre ore. Le indagini si sono protratte per mesi, e le chat e le intercettazioni riportate nelle 73 pagine dell'ordinanza di applicazione di misura cautelare personale fanno rabbrividire: genitori omertosi e talvolta persino compiacenti, (un patrigno chiede “ti sei divertito almeno?”) I ragazzini che minacciano di morte la vittima dopo aver saputo della denuncia "Giuro che… la pio e gli sparo in faccia. La fo’ a pezzi".
Tutto nasce dall’incontro tra ragazzi di Primavalle e dei Parioli accordatisi via social per un festino a base di droghe e alcool; quasi tutti minorenni, assuntori di alcolici cocaina marijuana e Rivotril in grandi quantità. Scrive il Gip: “Non emerge mai, neppure un istante, un segno di pentimento e nemmeno un dubbio sulla liceità delle azioni commesse”.
Nessuno dei presenti quella sera si è mosso in soccorso della ragazzina. Non durante lo stupro, con tanto di maglietta sporca di sangue fatta sventolare come un trofeo; non dopo, quando è emerso che aveva sporto denuncia. Solo tentativi di insabbiare quanto accaduto, alleggerire le posizioni degli amici con le proprie testimonianze, cancellare le chat.
Un gruppo unito, compatto, coeso, ma non a supporto della vittima: schierato piuttosto dalla parte degli aggressori. Un gruppo di giovani che non sembra proprio vivano nella cultura del rispetto ed un gruppo di genitori che non sembra assolutamente abbiano educato i propri figli a ciò.
Sembra piuttosto si debba parlare di “cultura dello stupro” che colpevolizza le vittime di violenza con frasi quali “se l’è andata a cercare” o che le stigmatizza perché non hanno reagito abbastanza; una cultura in cui la violenza sessuale viene normalizzata e giustificata.
Un gruppo di genitori ha ascoltato il racconto di un crimine come se nulla fosse; ne esce l’immagine di “famiglia” in cui il fine educativo è completamente assente. Gli adulti con la loro indifferenza alla gravità dei fatti sono il riflesso di un vuoto educativo che va condannato ad alta voce!
Prosegue l’attività di controllo del comando provinciale Carabinieri di Macerata in materia di rispetto della normativa anti covid. A San Severino Marche c’è stata un’altra chiusura, che questa volta ha riguardato una pizzeria, al cui interno il proprietario e due dipendenti lavoravano senza green pass; anche in questo caso sono state comminate le sanzioni e, come detto, disposta la chiusura per 5 giorni.
I Carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Tolentino hanno inoltre eseguito un ordine di carcerazione della procura di Macerata a carico di un cittadino boliviano che dovrà scontare una condanna a due anni e otto mesi per reati commessi a San Ginesio e Tolentino negli anni 2021-16 per i reati di estorsione, di porto abusivo di armi, di spaccio di sostanze stupefacenti.
I Carabinieri della compagnia di Civitanova Marche e quelli di porto Recanati, nel corso dei controlli, hanno tratto in arresto per evasione un giovane di 24 anni che si era allontanato arbitrariamente dalla propria residenza all’Hotel House, ove era sottoposto al regime degli arresti domiciliari.
Per quanto attiene ai controlli agli esercizi pubblici, svolti con l’ausilio del Nas di Ancona, sono stati sanzionati un pub ed una farmacia di porto Recanati, il primo per inadeguatezze igienico sanitarie, per mancata esposizione della tabella etilometrica e omessa collocazione del misuratore alcolemico, la seconda per mancata esposizione della tabella dei prezzi.
Sempre a Porto Recanati i Carabinieri hanno denunciato un giovane cittadino italiano poiché durante i controlli è stato trovato in possesso di un coltello di genere proibito, sottoposto a sequestro. A Civitanova Marche, inoltre, un giovane è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Macerata per essersi rifiutato, ad un posto di controllo dei militari, di sottoporsi ad accertamento alcolemico.
Complessivamente i militari delle compagnie di Tolentino, Civitanova Marche, Macerata e Camerino, durante il servizio, hanno controllato il green pass a 604 persone, sanzionandone 5; sono stati 87 gli esercizi commerciali controllati, di cui 5 sanzionati.
Esibisce il Green pass di un'altra persona: multa e denuncia per un 23enne. I carabinieri della compagnia di Tolentino hanno controllato un ristorante del posto, dove sono state rilevate varie irregolarità per le quali al titolare è stata elevata una contravvenzione di 400 euro (assenza dell’indicazione del numero massimo di persone ammesse ad accedere nel locale ed assenza del registro clienti).
Nello stesso locale un giovane avventore 23enne, dopo aver provato maldestramente a sottrarsi al controllo dei carabinieri, ha poi tentato di evitare la sanzione esibendo il Green pass di un’altra persona; per il giovane, oltre alle previste sanzioni amministrative pecuniarie, scatterà anche una denuncia per sostituzione di persona.
Accusa un malore mentre celebra la messa. Paura, questa mattina, per il parroco di Pollenza Don Roberto durante la celebrazione delle 9, tenutasi nell'oratorio di via Santo Spirito (causa inagibilità della chiesa). Improvvisamente il religioso si è sentito male e ha interrotto la funzione.
È stato subito soccorso dai fedeli, che hanno dato l’allarme. Sul posto, nel volgere di pochi minuti, sono intervenuti gli operatori dell’emergenza sanitaria del 118. A bordo di un’ambulanza il parroco è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale civile di Macerata. Durante le operazioni di soccorso è rimasto sempre cosciente e questo lascia sperare che non si sia trattato di nulla di grave. Tutta la comunità parrocchiale si è stretta a lui e confida in una pronta guarigione.
Choc nella tarda mattinata a Porto Potenza Picena, dove un uomo di 71 anni è stato trovato morto in casa. Il rinvenimento è avvenuto poco prima delle 13, all'interno di un'abitazione posta al pian terreno, in via Vivaldi. A lanciare l’allarme è stato un passante - conoscente della vittima - che, dall'esterno, attraverso una finestra affacciata sulla pubblica via, aveva notato la presenza del 71enne ancora immerso, però, nel sonno.
Da ieri l'uomo non rispondeva alle chiamate della figlia. Ad entrare per primi nel domicilio sono stati i vigili del fuoco, intervenuti unitamente al personale del 118. Il medico dell’emergenza non ha potuto far altro che constatare l’avvenuto decesso dell'uomo. Presenti anche i carabinieri per i rilievi di rito. La salma è stata riconsegnata ai familiari. Il decesso è avvenuto, con ogni probabilità, per cause naturali durante il sonno.
Inquinamento ambientale del torrente “Fosso della Vena” che scorre nei pressi dell’Hotel House: scatta l’operazione dei Carabinieri Forestali di Recanati. Gli accertamenti sono stati avviati a seguito di diverse segnalazioni di cittadini che nel torrente avevano notato ripetutamente la presenza di acque spesso putride e maleodoranti.
Per risalire all’origine dell'inquinamento, i Carabinieri Forestali si sono avvalsi della collaborazione del Servizio Arpam, Dipartimento Provinciale di Macerata: dopo diversi sopralluoghi, accertamenti tecnici e campionamenti, dalle analisi chimiche è emerso che l’anomalia derivava da acque reflue di natura urbana e/o domestica non adeguatamente trattate, in quanto nelle stesse erano presenti elevati valori di ammoniaca e del batterio Escherichia coli, fino a 2.400 volte oltre il limite tabellare stabilito per legge.
Contestualmente ai prelievi sono state seguite ulteriori verifiche sulla regolarità del sistema di smaltimento delle acque reflue del limitrofo Hotel House, dalle quali si è potuto appurare come le acque reflue domestiche del complesso immobiliare non venissero correttamente convogliate nella linea fognaria delle “acque nere”, bensì andassero direttamente a confluire nella linea fognaria delle acque bianche meteoriche che si immette nel “Fosso della Vena” e di seguito nel “Laghetto Volpini”.
Questa dannosa contaminazione è avvenuta probabilmente a causa di un’errata manutenzione del sistema fognario presente all’interno dell’immobile, che per l’elevato numero di residenti produce un notevole apporto di acque nere. Sulla base di quanto emerso dagli accertamenti condotti, sono state denunciate in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria competente due professioniste che hanno ricoperto l’incarico di amministratore di condominio dell’Hotel House dal 2017 ad oggi.
Sono state contestate le violazioni di legge per inquinamento ambientale e deturpamento di acque pubbliche. Inoltre all’attuale amministratore del complesso edilizio è stata contestata una sanzione amministrativa, il cui importo sarà determinato dall’Autorità Amministrativa competente tra un minimo di 6mila euro ed un massimo di 60mila euro.
Ci sono dei bei gesti che scaldano il cuore e sono un esempio di onestà e senso civico. È questo il caso di L. S., una donna di San Severino Marche, che mentre stava camminando ha rinvenuto un portafogli con mille e cinquecento euro all'interno e non ha esitato un attimo a recarsi dai carabinieri per fare in modo che fosse restituito al proprietario.
IL FATTO - Nella serata di mercoledì, il signor C.G., dopo aver effettuato rifornimento presso un distributore in San Severino Marche, è ripartito alla volta di casa lasciando inavvertitamente il portafoglio sopra il tetto del veicolo. Al suo interno, oltre ai documenti, custodiva il bancomat e la somma - per l'appunto - di 1.500 euro. Percorsi alcuni chilometri, quindi ben lontano dal distributore, il portafoglio è caduto ma l'uomo non se n’è accorto.
Una volta arrivato a casa, però, si è reso conto di non averlo più ed è tornato indietro sperando di averlo lasciato al distributore di benzina. La ricerca, estesa anche su parte del percorso che aveva effettuato, è stata vana, quindi l’uomo è rincasato carico di sconforto e senza più alcuna fiducia di ritrovare l’ingente somma smarrita.
Pochi istanti dopo la signora L. S., che si trovava per caso a transitare a piedi lungo la strada, ha notato il portafogli a terra, lo ha raccolto, e dopo aver visto i soldi e documenti, si è recata immediatamente presso il comando Stazione Carabinieri di San Severino Marche. I militari hanno, quindi, rintracciato C.G. e gli hanno riconsegnato il portafoglio e il suo contenuto. L’uomo ha chiesto il recapito della donna per ringraziarla personalmente.
Un uomo è stato denunciato dai Carabinieri Forestali perché ritenuto essere il responsabile delle 'trappole' che hanno portato alla morte di un lupo nelle campagne di Arcevia. Le indagini erano iniziate lo scorso 14 gennaio con la scoperta lungo la strada provinciale 360 'Arceviese' di un esemplare adulto deceduto non distante dal cimitero cittadino, intrappolato in un laccio formato da una catena e cavo in acciaio.
L'animale, dal nome "Drago", era dotato di un radiocollare per monitorare, a fini scientifici, i suoi spostamenti sul territorio del Monte San Vicino, nel Maceratese, al confine con la provincia dorica. Era già stato catturato con la stessa tecnica ma salvato: dopo le cure e il periodo di riabilitazione era stato rimesso in natura nei luoghi di origine, fino al suo ritrovamento senza vita.
I Carabinieri Forestali di Arcevia hanno individuato nei giorni scorsi, non molto distante dalla precedente, un'altra trappola innescata del tutto identica alla prima. Accertamenti, appostamenti e altri indizi hanno condotto a un uomo, residente nelle vicinanze. Con la perquisizione nell'abitazione e nelle pertinenze sono stati rinvenuti e sequestrati cordini in acciaio, catene e morsetti utilizzati per la realizzazione di altre cinque trappole del tutto identiche a quella che ha ucciso il lupo.
Secondo i militari, il laccio metallico era stato posto in un luogo di abituale passaggio dei cinghiali al fine di catturarne qualche esemplare. Attività illecita sia perché non selettiva potendo, come si è verificato, uccidere altri animali, anche di specie protette; sia perché porta alla morte dell'animale catturato dopo ore di atroci sofferenze e strazianti tentativi di liberarsi dal nodo scorsoio. Trovati e sequestrati anche 3 chili di carne di selvaggina priva di documenti che ne attestassero la provenienza.
Un 21enne è stato fermato ieri sera, intorno alle 19.45, all’interno dell’area di servizio Civitanova Nord dopo che molti automobilisti avevano segnalato la presenza di una persona in monopattino nel tratto tra le uscite di Civitanova zona industriale e Montecosaro. Nelle ore seguenti la pagina Instagram Dubbing Marche ha poi pubblicato un video dell’arrivo del giovane a bordo del mezzo alla stazione di servizio.
Si vede chiaramente il ragazzo, bardato di giaccone lungo e cuffia, entrare all’interno del distributore di carburanti e sfrecciare come nulla fosse. Tuttavia la sua bravata non è durata molto. Il 21enne, di origini bengalesi, è stato raggiunto da una Gazzella dei Carabinieri: per lui è scattata la multa. S.S 77 "della Val di Chienti” non nuova ad episodi simili, visto che nell'ultimo anno ha registrato la pericolosa presenza di auto contromano, uomini a piedi e in bicicletta.
Di seguito il link per vedere il video integrale pubblicato dalla pagina Instagram Dubbing Marche : VIDEO
Dovrà rispondere dei reati di guida in stato di ebbrezza e di guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti, il giovane extracomunitario, denunciato all’autorità giudiziaria dagli agenti del Comando della Polizia Locale del Comune di San Severino Marche, che nelle scorse settimane si era reso responsabile di un incidente stradale che aveva provocato anche dei feriti.
Gli agenti, a seguito degli accertamenti sulla dinamica del sinistro e all’esito degli esami clinici tossicologici, hanno segnalato il giovane alla Procura della Repubblica di Macerata e gli hanno sospeso la patente di guida dopo aver provveduto al sequesto dell’auto coinvolta nel sinistro.