Chiede soldi per restituire il cellulare: uomo finisce in manette. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Macerata e della Stazione di Treia hanno arrestato un 43 enne italiano ritenuto responsabile del reato di estorsione. Nella serata del 20 gennaio, una signora di Treia aveva smarrito il proprio telefono cellulare nella frazione di Passo di Treia.
Accortasi dell’ammanco ha tentato di contattare il proprio numero al quale ha risposto un italiano che le ha comunicato di aver rinvenuto il suo telefono e che per rientrarne in possesso avrebbe dovuto consegnargli la somma di 100 euro, altrimenti se ne sarebbe disfatto. La donna ha subito denunciato il fatto ai Carabinieri di Treia, che insieme ai colleghi della Sezione Operativa della Compagnia di Macerata, si sono attivati per bloccare lo sconosciuto durante lo scambio concordato tra quest’ultimo ed il marito della vittima, in contrada Valcerasa di Treia.
Il marito recatasi puntualmente all’incontro, protetto dai militari in abiti civili nascosti nelle immediate vicinanze, ha consegnato la somma di denaro all’illegittimo detentore del proprio telefono che è stato subito bloccato dai Carabinieri appostati. Il 43enne è stato, pertanto, dichiarato in stato di arresto perché ritenuto indiziato per il reato di estorsione. Terminate le attività di rito, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, i militari lo hanno posto agli arresti domiciliari in attesa del Giudizio Direttissimo fissato per la mattinata di oggi.
Cinque persone - marito, moglie e i loro tre figli - sono finite in ospedale ad Ancona, a seguito di una fuga di monossido di carbonio che si è verificata nella tarda serata di ieri nell'appartamento dove risiede la famiglia in via Mercantini a Senigallia. I bambini sono stati trasportati al "Salesi" e la coppia all'ospedale di Torrette, per gli accertamenti e le cure del caso. Le condizioni di tutti non sarebbero gravi. La segnalazione alla centrale operativa dei Vigili del fuoco è arrivata ieri sera verso le 23:15: alcuni membri del nucleo famigliare accusavano giramenti di testa e nausea e per questo chiedevano assistenza.
Una volta sul posto, dai controlli con apparecchiature specifiche è emerso che c'era stata una fuga di monossido di carbonio tale da saturare alcuni ambienti dell'abitazione. Oggi i tecnici si recheranno nell'abitazione per una ulteriore verifica per capire le cause della fuga di monossido che potrebbe essere collegata al caminetto. Tutti i componenti della famiglia intanto sono stati portati in ospedale per accertamenti. In base a fonti mediche le intossicazioni sarebbero di lievi entità.
Doveva essere cannabis 'light' per preparare una grappa con infuso di marijuana, invece il valore del Tetraidrocannabinolo "Thc" era decisamente superiore al massimo consentito dalla legge che regola la coltivazione della filiera agroindustriale della canapa. Trovati dai Carabinieri nel casolare abbandonato con le casse che mandavano musica rap e quasi 2 chili e mezzo di marijuana. I militari ne hanno sequestrata 2,5 kg tra infiorescenze e foglie secche (oltre ad un bilancino elettronico di precisione) in un casa colonica isolata a Cupramontana (Ancona).
I Carabinieri sapevano che il casolare era abbandonato, ma hanno sentito musica rap proveniente dall'edificio e sono andati a controllare: dentro c'erano tre giovani, l'affittuario, un 30enne del posto, ha detto di essere titolare di ditta individuale di tipo agricolo preposta alla coltivazione di farmaceutici e spezie, giustificando così la presenza della Cannabis Sativa Light. Sostanza di cui il 30enne e i suoi amici volevano testare la qualità per realizzare il distillato.
Su disposizione dell'Autorità Giudiziaria la sostanza è stata analizzata presso il laboratorio di Analisi Sostanze Stupefacenti nel Comando Provinciale Carabinieri di Ancona e si è accertato che il valore del Thc era superiore ai limiti di legge. Altri accertamenti sono in corso per verificare la completezza e veridicità delle autorizzazioni in possesso del giovane agricoltore, che è stato denunciato a piede libero per produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti e psicotrope. Le altre due persone sono state segnalate per uso personale
Auto sfonda la recinzione e finisce in una scarpata. L’incidente è avvenuto, intorno alle ore 15.30, a Tolentino in via Colombo. Per cause in corso di accertamento da parte degli agenti della Polizia Locale, un fuoristrada Mitsubishi L200, condotto da L.V. di 53 anni residente a Tolentino, è finito fuori strada all’uscita della curva a destra in via Cristoforo Colombo, abbattendo la recinzione della Poltrona Frau, mentre transitava dalla zona industriale verso il centro città.
L’auto ha proseguito, dopo aver sbandato, finendo nella scarpata sottostante fermando la propria corsa nella zona di carico e scarico della Poltrona Frau, all’interno del piazzale generalmente occupato da tir. Sul fuoristrada anche un’altra donna che viaggiava a fianco della conducente. Fortunatamente non hanno riportato ferite o traumi malgrado l’impatto con la rete. Sul posto oltre alla Polizia Locale i sanitari del 118. L’automezzo è stato rimosso da un carro attrezzi.
Tragedia nel primo pomeriggio oggi a Macerata. Una donna di 70 anni, Marina Orsi, è stata trovata senza vita nella sua abitazione in via Due Fonti. A chiamare i soccorsi sono stati i familiari allarmati poiché non riuscivano a mettersi in contatto con la 70enne.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, Vigili del Fuoco e Carabinieri. Una volta entrati all'interno hanno trovato il corpo della donna nella sala da pranzo, il medico giunto sul posto non ha potuto far altro che constatarne il decesso. I Carabinieri della Compagnia di Macerata si sono occupati degli accertamenti di rito. Sul corpo della 70enne non sono stati trovati segni di violenza, da quanto è emerso la morte della donna è legata a cause naturali.
Il presidente del Consiglio Mario Draghi firmerà oggi il nuovo Dpcm sulle misure anticovid legate al possesso obbligatorio del Green Pass per accedere ai negozi dal 1° febbraio 2022. Oltre ai già annunciati parrucchieri, barbieri e centri estetici - per i quali sarà opportuno almeno il certificato base ottenuto con tampone antigenico o molecolare - è ampia la lista degli esercizi commerciali nei quali sarà obbligatorio esibirlo.
Tra questi i pubblici uffici, i servizi postali, bancari e finanziari, oltre ai tabaccai e le librerie. Già dal 7 gennaio, inoltre, è previsto l'obbligo della certificazione verde di base per accedere ai colloqui presso le carceri. A rimanere esclusi, invece, saranno tutti i negozi di alimentari (al dettaglio e i supermercati), compresi quelli di surgelati, prodotti ittici, bevande e mercati rionali.
Si aggiungono a questa lista farmacie, parafarmacie, negozi di prodotti per la cura del corpo, quelli igienico sanitari, gli ottici, i prodotti per animali, vendita del carburante (per i veicoli, ma anche per il riscaldamento) e le edicole all'aperto.
Dal 1° febbraio 2022 il Green Pass sarà valido per 6 mesi, sia per chi risulterà guarito dal Covid sia per chi si sarà vaccinato: alla scadenza dell'ultima somministrazione, la certificazione verrà automaticamente bloccata.
Perde il controllo dell'auto e si ribalta: una giovane al pronto soccorso. L'incidente si è verificato, intorno alle 19:30, lungo la strada provinciale 127 che conduce alle Terme di Santa Lucia, nel territorio comunale di Tolentino. In base a una prima ricostruzione, la conducente avrebbe perso il controllo dell'automobile che, una volta finita ai lati della carreggiata, si sarebbe poi ribaltata finendo in un campo.
Scattato l'allarme, sono accorsi sul posto i mezzi di soccorso del 118. La giovane alla guida della vettura è stata trasportata all'ospedale di Macerata per accertamenti, ma le sue condizioni non desterebbero particolari preoccupazioni. Sul posto, per i rilievi di rito, i carabinieri di Tolentino. Presenti anche i vigili del fuoco. Nessun altro mezzo è stato coinvolto nel sinistro.
Tragedia in località Lanciano di Castelraimondo, dove questa mattina una donna ha perso la vita dopo essersi gettata da un ponte che si affaccia sul fiume Potenza, poco distante dal Castello di Lanciano. La vittima è L.B., una 69enne di Cerreto d'Esi, ma residente a Matelica.
Una volta scattato l’allarme sono accorsi sul posto i mezzi del 118 e dei Vigili del Fuoco. Da quanto emerge, i soccorsi erano stati già allertati durante le prime ore del mattino dai familiari della vittima, preoccupati che la stessa avesse potuto compiere un gesto estremo. Calandosi nell'alveo del fiume i pompieri hanno recuperato il corpo della donna, finito 400 metri più a valle.
Il medico accorso non ha potuto far altro che constatare l’avvenuto decesso della 69enne, l'acqua era gelida e all'arrivo dei soccorsi per la donna non c'é stato più nulla da fare. Presenti sul luogo del ritrovamento i Carabinieri ai quali spetterà adesso l’esatta ricostruzione della dinamica. In base alle prime informazioni, non sembrano esserci dubbi sulla volontarietà del gesto.
Ha il Green Pass scaduto ma si rifiuta di scendere dal pullman e aggredisce l’autista. Una donna di 53 anni di origine polacca ma residente a Martinsicuro (TE) è stata trasportata in ospedale per un trattamento sanitario obbligatorio richiesto dalle Forze dell’Ordine giunte sul posto. Il fatto di cronaca si è verificato martedì a San Benedetto del Tronto, all’altezza dell’area di servizio Agip lungo la Statale 16. La donna, dopo essere stata a più riprese invitata a scendere dal mezzo, ha costretto l’autista a richiedere l’intervento degli agenti del locale commissariato, che hanno tentato di far calmare la 53enne insieme a una pattuglia della Polizia locale. All’arrivo delle Forze dell’Ordine la donna è però esplosa urlando e sbraitando contro il personale in servizio che l’aveva invitata a scendere dal mezzo dopo il controllo. Una situazione esplosiva a tal punto da richiedere l’intervento di un’ambulanza del 118 per trasportare la passeggera al “Madonna del Soccorso” di San Benedetto per un accertamento sanitario obbligatorio.
Rissa, danneggiamenti e porto abusivo di oggetti atti ad offendere: emessi due avvisi orali e un Daspo urbano per un uomo arrestato il 2 dicembre scorso. Durante la scorsa estate e in particolare nel mese di luglio, i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Tolentino avevano individuato i giovani che, per futili motivi, avevano scatenato una rissa ad Urbisaglia e che, all’arrivo dei militari, si erano dati alla fuga. La successiva ricostruzione aveva consentito di capire che si trattava in particolare di sei ragazzi che, probabilmente per motivi sentimentali, avevano iniziato a litigare, fino a venire alle mani.
Per uno di loro i militari hanno chiesto al Questore di Macerata l’avviso orale, con la finalità di invitare il giovane, residente proprio ad Urbisaglia, a cambiare tenore di vita, per evitare di incappare in misure più gravose. Sono state plurime infatti nel tempo le condotte illecite contestate al ragazzo, segnalato alla Prefettura per uso di sostanze stupefacenti dalla Stazione di Urbisaglia, poi denunciato per detenzione ai fini di spaccio dai carabinieri di Macerata, sanzionato per violazioni della normativa connessa alla diffusione del covid-19 etc. Dall’istruttoria effettuata è scaturita la misura di prevenzione dell’avviso orale, notificata dai carabinieri nel fine settimana.
Ad analoga misura di prevenzione è stato sottoposto un uomo di San Ginesio, sempre per le numerose condotte antigiuridiche rilevate dai Carabinieri nel corso degli anni: dalla guida in stato di ebbrezza ai reati contro la persona anche perpetrati in ambito familiare, rapina, resistenza a pubblico ufficiale, guida in stato di ebbrezza, danneggiamento aggravato, violazione di domicilio.
L’uomo ha dimostrato nel tempo una pericolosità costante, destando, con i propri comportamenti, allarme sociale nella locale popolazione. Da ultimo i carabinieri di San Ginesio, nello scorso mese di novembre lo avevano denunciato perché, per futili motivi, a seguito di un banale alterco tra conducenti di autoveicoli, aveva accostato lungo strada, invitando l’altro automobilista ad accostare a sua volta. A questo punto, sceso dal proprio mezzo, aveva raggiunto l’altra auto, colpendola inaspettatamente con una spranga di ferro al parafango anteriore, per poi allontanarsi e darsi alla fuga. Le successive attività dei Carabinieri avevano consentito in seguito di rintracciare l’autore del gesto e di sequestrare la spranga. L’uomo era stato pertanto denunciato per danneggiamento e porto di strumenti atti ad offendere.
Anche per lui è pertanto stato richiesto l’avviso orale, notificato in data 18 gennaio, misura che, a fronte di nuove condotte antigiuridiche, può comportare la sottoposizione a misure molto più afflittive. Il Questore ha concesso il daspo urbano nei confronti dell’uomo, classe 86, di Caldarola, arrestato dai carabinieri la sera del 1^ dicembre scorso (leggi qui). L’uomo era finito in manette dopo aver creato turbative all’ordine pubblico all’interno di un bar di Tolentino, dove aveva colpito il proprietario e una dipendente per futili motivi. Aveva poi fatto resistenza attiva, lesioni aggravate, rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità personale e oltraggio nei confronti dei carabinieri intervenuti.
In questo caso i carabinieri hanno svolto l’istruttoria che ha portato all’applicazione della misura introdotta nel 2017 per “la prevenzione di disordini negli esercizi pubblici e nei locali di pubblico intrattenimento” con un giudizio prognostico in merito alla pericolosità sociale dimostrata dal soggetto sottoposto. Considerati i precedenti di polizia per reati contro la persona, in materia di stupefacenti e contro il patrimonio, oltre all’allarme sociale causato con la recente condotta, all’uomo è stato pertanto vietato l’accesso al bar e a due ristoranti/pizzerie di Tolentino, oltre che nelle immediate vicinanze degli stessi, per la durata di un anno.
In auto con una Katana denunciato un giovane residente nel Maceratese. I Carabinieri della stazione di Sant’Elpidio a Mare stavano effettuando dei mirati controlli alla circolazione stradale quando hanno intimato l’alt a una piccola utilitaria condotta da un giovane residente nella provincia di Macerata.
Nel corso delle verifiche di rito, il ragazzo esternava un immotivato nervosismo tanto da insospettire i militari che hanno proceduto alla perquisizione sul posto. All’esito dell’operazione hanno rinvenuto, occultata nel bagagliaio della sua auto, una grossa katana (spada giapponese) – con una lama lunga 70 centrimetri, di cui il giovane non sapeva in alcun modo giustificare il porto, perciò è immediatamente posta sotto sequestro.Il ragazzo è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Fermo per il reato di porto di oggetti atti ad offendere.
Un piccolo velivolo da turismo ha avuto un incidente durante la simulazione di un atterraggio d'emergenza in località Colle Onorato, nel territorio comunale di Jesi, forse a causa del fondo fangoso. Illesi i due passeggeri che si trovavano a bordo.
L'elicottero ultraleggero, partito dall'aeroporto di Falconara, dopo il tragitto fino a Jesi, secondo le prime informazioni, avrebbe avuto difficoltà durante la fase di atterraggio, inclinandosi di lato, in un terreno agricolo. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i vigili del fuoco, oltre agli uomini del Commissariato di Polizia di Jesi.
Barista senza green pass e numerose violazioni alla normativa riscontrate: i carabinieri di Caldarola hanno elevato sanzioni e disposto la chiusura per 5 giorni del 'Baretto', in via Nazionale, a Tolentino.
Nel locale sono stati riscontrati inadempimenti come la parziale compilazione del registro dell’igienizzazione periodica obbligatoria (fermo al 31 dicembre), l’assenza del registro della rilevazione della temperatura corporea dei dipendenti e la mancanza delle linee di distanziamento a terra presso il bancone per la mescita delle bevande.
Inoltre, mediante l’applicazione mobile “verifica c-19”, è emerso che la persona presente nell’esercizio e deputata a servire i clienti era presente sul luogo di lavoro priva del green pass. Oltre alla chiusura del locale sono pertanto state applicate sanzioni amministrative per complessivi 700 euro.
Nelle prime ore del mattino è venuto a mancare Giuseppe Straffi, padre di Iginio, fondatore della Rainbow S.p.A. di Loreto e dell'architetto Elisabetta. Giuseppe, per tutti da sempre "Peppino", aveva da poco compiuto 93 anni.
Persona molto conosciuta in città e nell’entroterra maceratese per aver svolto a lungo con profondo senso del dovere e umanità il proprio lavoro di autista di autobus per diverse aziende e in ultimo per il servizio urbano del comune di Macerata.
Era originario di Gualdo di Macerata, cittadina cui è rimasto sempre molto legato e dove si recava abitualmente con sua moglie Marianna per frequentare parenti ed amici, fare acquisti presso i negozi del luogo, anche per supportare l’economia locale duramente provata dopo il terremoto del 2016, nonché per curare un terreno di cui era proprietario in località Santa Maria Maddalena.
In questo bel contesto ambientale sorge una pregevole pieve del XVII secolo, dedicata per l’appunto alla Santa, che viene ricordata il 22 luglio; in tale giorno, per moltissimi anni, Peppino e Marianna con grande generosità, spirito di accoglienza e di condivisione, organizzavano una messa, celebrata quasi sempre dai frati cappuccini della parrocchia del SS. Sacramento di Macerata, cui seguiva un piacevole momento conviviale, durante il quale tutti gli intervenuti mettevano in comune cibi e bevande e trascorrevano la serata estiva tra allegre chiacchierate e giochi dei bambini.
Non è retorica ricordare Peppino Straffi come un uomo veramente buono, gentile, generoso, sempre pronto ad aiutare gli altri, rispettoso di tutti. Lascia la moglie Marianna, i figli Elisabetta ed Iginio, le sorelle Fenizia e Gina, la nuora Joanne, il genero Sergio, le adorate nipoti Sara, Isotta, Isabella e Isadora, i parenti, gli amici e tutte le persone che lo hanno sempre stimato e gli hanno voluto bene. Anche la redazione di Picchio News si stringe attorno al dolore della famiglia Straffi per la perdita subita.
Recanati in lutto per la scomparsa di Roberto Verdenelli. L’uomo, 57 anni, era ricoverato al reparto di Terapia Intensiva dell’ospedale di Civitanova, dove si è spento per complicanze dovute al Covid. Roberto Verdenelli, agente di commercio, era molto conosciuto in città anche per la sua militanza politica nel Movimento 5 Stelle. Si era candidato per le comunali del 2014 a sostegno di Susanna Ortolani, che concorreva per la carica di sindaco, e l’anno dopo aveva partecipato anche alla selezione per la lista delle regionali sempre dell’M5s.
Verdenelli circa tre settimane fa aveva contratto il Covid-19, poi le sue condizioni sono subito peggiorate sino al ricovero al reparto di Terapia Intensiva dell’ospedale civitanovese dove è deceduto. Lascia la compagna Cristina, il padre Vito, la mamma Vera e la sorella Manuela. La camera ardente è stata allestita all’obitorio di Civitanova Marche, dove chi vorrà potrà porgergli l'ultimo saluto.
"La scomparsa prematura di Roberto Verdenelli lascia in tutti noi un senso di profonda tristezza e amarezza”. Così in una nota il Movimento 5 Stelle Marche nell’apprendere della dipartita di Roberto Verdenelli: “Questa notizia ci ha scosso tutti, è stata un fulmine a ciel sereno. Verdenelli era un amico, un collega, un attivista che si è sempre speso con passione nell’impegno politico. Ma era anche una persona molto aperta, di grande compagnia ed estremamente collaborativa."
"Verdenelli amava la vita ed ha partecipato alle attività del Movimento per tanti anni con convinzione e caparbietà non facendo mai mancare quella giusta dose di spensieratezza e di allegria che erano tipiche della sua personalità - si legge ancora nella nota di cordoglio -. Nel periodo della sua candidatura a sostegno di Susanna Ortolani per le comunali di Recanati e della corsa alle regionali hanno messo in luce un uomo fermamente convinto nelle idee e nei valori del Movimento e nella possibilità di cambiare l’Italia. Ci stringiamo in un abbraccio ai suoi familiari, alla compagna Cristina, ai genitori Vera e Vito e alla sorella Manuela esprimendo loro le nostre più sentite condoglianze”.
Cordoglio e dolore a Treia per la morte dell’imprenditore Pietro Pandolfi. L’uomo, 70 anni, malato da tempo, è venuto a mancare nella serata di domenica 16 dicembre. Una vita dedita alla famiglia e al lavoro quella di Pandolfi, spesa tra Pollenza, dove era ubicata la sua azienda, e Passo di Treia, dove abitava ed era conosciuto e apprezzato per la sua attività.
Sul piano lavorativo, infatti, alla fine degli anni Settanta, Pandolfi si specializza nella raccolta e nel recupero di materiali ferrosi e metallici, per poi passare con successo allo stoccaggio e alla commercializzazioni degli stessi prodotti. Un’attività che nel 2011 è proseguita grazie all’ingresso in società dei figli Diego e Massimo, con i quali fonda la Pandolfi Rottami e continua la sua affermazione nel settore. Oltre ai due figli, Pandolfi lascia la moglie Maria, le nuore Rachela e Michela, la nipote Ginevra, la mamma Angela e i fratelli Ennio e Gabriele.
Al dolore dei familiari per la morte di Pietro Pandolfi si sono uniti anche i dirigenti, la squadra e tifosi dell’Aurora Treia con un messaggio di vicinanza diffuso anche sui social: sia Diego che Massimo, i due figli, sono stati per anni punto di riferimento della squadra di calcio biancorossa. La salma rimarrà esposta presso la Casa del Commiato Pelagalli, a Casette Verdini, prima dei funerali che avranno luogo martedì 18 gennaio, alle ore 15, nella chiesa della Natività della Beata Vergine Maria di Passo di Treia e la sepoltura presso il cimitero di Pollenza.
Si taglia ad una mano con un trapano: uomo di 80 anni trasportato d’urgenza all’ospedale di Macerata. L’incidente si è verificato, in mattinata, in località Colbuccaro di Corridonia. In base alla ricostruzione, l’uomo stava svolgendo dei lavoretti in casa con un trapano a colonna. All’improvviso l’arnese gli è sfuggito ferendolo seriamente a una mano.
Immediato l'arrivo sul posto dei mezzi di soccorso del 118. Gli operatori dell'emergenza, prestate le prime cure del caso, hanno in un primo momento allertato l’eliambulanza che però non è riuscita a decollare. L’anziano è stato quindi subito trasportato all’ospedale di Macerata in codice rosso. In base a fonti mediche, a causa della profonde ferite, l'80enne avrebbe riportato la semi amputazione di tre dita di una mano.
Colta in flagrante mentre spaccia cocaina: arrestata un donna di 60 anni. Avevano notato dei movimenti sospetti di acquirenti abituali di cocaina, così i militari del NOR della Compagnia di Tolentino, coadiuvati dai colleghi della Stazione di Caldarola, hanno avviato le indagini con servizi di osservazione, controllo e pedinamento finalizzati a comprendere quale fosse la fonte di approvvigionamento. Le attività investigative hanno condotto in una zona centrale di Macerata, dove effettivamente, nel pomeriggio del 15 gennaio, un uomo è stato notato mentre, con fare nervoso e guardingo, attendeva l’arrivo di qualcuno.
Il pusher in questo caso era davvero un’insospettabile, si trattava infatti di una donna di 60 anni residente a Roma e incensurata. I militari hanno assistito all’incontro e allo scambio con il cliente, una dose da un grammo di cocaina in cambio di 70 euro. A questo punto sono intervenuti fermando entrambi e sottoponendo subito a sequestro la somma appena incassata, oltre alla dose di droga.
Successivamente i carabinieri hanno perquisito l’abitazione in uso alla donna e ubicata vicino al luogo individuato per le cessioni dello stupefacente. Nella camera da letto della signora hanno così trovato un’ulteriore dose di cocaina, sempre del peso di un grammo, già confezionata per lo spaccio, una bustina di marijuana del peso di 1 grammo e mezzo, vario materiale per il confezionamento e per la triturazione dell’erba.
Erano inoltre presenti due bilancini di precisione con evidenti residui di sostanza del tipo cocaina e una borsa contenente denaro contante, in banconote di vario taglio (da 50-20-10 e 5 euro) per un totale di 1175 euro, ritenute provento dell’attività delittuosa. A questo punto la donna è stata tratta in arresto per spaccio di sostanze stupefacenti ed è stata tradotta ai domiciliari in attesa dell’udienza di convalida.L’arresto è stato convalidato nella mattinata odierna e alla donna è stata applicata la misura cautelare dell’obbligo della presentazione alla polizia giudiziaria. L’acquirente sarà invece segnalato come assuntore alla Prefettura di Macerata
Da una settimana dall’inizio dell’inchiesta sui vaccini bluff al Paolinelli (Leggi qui), l’inchiesta si allarga a macchia d’olio. Sono cinquanta misure cautelari eseguite finora, una ventina di persone indagate a piede libero, una raffica di perquisizioni e il sequestro di 18mila euro, come presunto profitto dell’attività corruttiva. Nelle mani degli investigatori della Squadra Mobile sono finiti, oltre che a documenti, intercettazioni, filmati delle spycam installate all’hub, almeno una quarantina di dispositivi elettronici, appartenenti agli indagati, che dovranno essere analizzati. Un quadro probatorio che però potrebbe rappresentare solo la base di un’inchiesta destinata ad allargarsi, dato che ancora si cercano altri eventuali clienti no vax, procacciatori e chi era conoscenza del giro illecito contestato dalla procura.
Il gip Masini, nell’ordinanza di custodia cautelare, indica in Emanuele Luchetti, l’operatore sanitario che si occcupava delle false vaccinazioni, come il fulcro attorno al quale "ruota l’intero sistema illecito volto a garantire l’ottenimento del Green Pass a chi non ne abbia altrimenti diritto e non voglia sottoporsi alla vaccinazione. Emanuele Luchetti è il vaccinatore corrotto che accetta denaro o promessa di denaro per compiere atti contrari ai suoi doveri d’ufficio". Per fare ciò, dice sempre il gip, ha bisogno di intermediari "capaci di diffondere, nei rispettivi ambiti di lavoro e conoscenze, le possibilità offerte, dietro compenso, dal Luchetti", I presunti intermediari si trovano attualmente ai domiciliari.
Finti vaccini, veri approfittatori. Persone disposte sganciare fino a mille euro per poter mettersi in tasca senza fatica il Green pass. Un giro, quello scoperchiato dalla Procura di Ancona, tutt’altro che chiuso. D’altronde le carte dell’inchiesta parlano chiaro. Nelle duecento pagine di ordinanza con cui il pm Ruggero Dicuonzo ha chiesto e ottenuto dal Gip del tribunale di Ancona le cinquanta misure cautelari (45 obblighi di dimora, una custodia in carcere e 4 ai domiciliari), è evidente il coinvolgimento di altre persone che hanno avuto un ruolo più o meno attivo nella vicenda.
Scivola per cento metri sul pendio innevato: muore il 63enne Maurizio Matteucci, ancora un'altra tragedia sui Sibillini. Si sono concluse, intorno alle 20, le operazioni di recupero del corpo di un uomo di 63 anni, residente nell’entroterra fermano, che nel pomeriggio è scivolato lungo il versante est del Monte Amandola, sopra al rifugio Città di Amandola. I tecnici della stazione di Montefortino del Soccorso Alpino e Speleologico sono stati allertati dalla centrale operativa, chiamata da alcune persone presenti nella zona che avevano udito le urla dell’uomo.
Mentre l’elicottero dei Vigili del Fuoco ha tentato un avvicinamento reso impossibile dal sopraggiungere del buio, le squadre di terra si sono prontamente portate sul punto in cui si trovava il malcapitato ma, a causa dei molteplici urti contro rocce e vegetazione e nonostante un primo soccorso ed un successivo trasporto a valle sulla ripida pendenza, il medico del 118 non ha potuto fare altro che constatarne il decesso. Sul posto i carabinieri per i gli accertamenti di rito e per l’esatta ricostruzione di quanto avvenuto.