Vuole farla finita e si getta in mare. Paura questa mattina a Pesaro, dove una donna di 60 anni all’improvviso si è gettata in acque gelide davanti alla Palla di Pomodoro.
Voleva togliersi la vita, ma in quel momento un passante - l’imprenditore Giacomo Tomassi Galanti - si è accorto di quanto stava accadendo e non ha esitato a buttarsi in mare per salvarla.
La donna, una 60enne pesarese, era ormai a largo e rischiava di annegare. Una volta raggiunta, l'uomo l’ha trascinata verso gli scogli dove nel frattempo erano sopraggiunti anche gli operatori sanitari del 118 e i vigili del fuoco. Altri due giovani si sono tuffati in mare a loro volta per raggiungere la donna e Galanti al fine di dar loro manforte.
La 60enne è stata poi affidata alle cure del personale medico del 118, che l’ha trasportata all’ospedale di Pesaro. La donna presentava un principio di ipotermia, la prognosi resta precauzionalmente riservata, ma non si troverebbe in pericolo di vita.
Sport maceratese in lutto. Si è spento, nella clinica di Villalba dove si trovava ricoverato, Giuseppe Illuminati: aveva 85 anni. L’uomo, originario di Corridonia, ha guidato il comitato olimpico locale per quasi un ventennio. A lui si deve, inoltre, l’invenzione delle Olimpiadi maceratesi.
Nel 2021 fu anche insignito dell’onorificenza a Cavaliere della Repubblica e ha lavorato anche come impiegato alla Bnl. "Il cordoglio e l'abbraccio dell'amministrazione comunale e di tutta la città di Corridonia - scrive il sindaco Giuliana Giampaoli - alla famiglia Illuminati per la scomparsa del caro Giuseppe".
"Presidente e delegato del Coni provinciale, si è sempre distinto per la sua grande passione e impegno per lo sport sia a livello agonistico che amatoriale. Ideatore delle Olimpiadi provinciali lo vogliamo ricordare anche per la sua preziosa collaborazione nell'organizzazione della Coppa del Mondo di Paraciclismo del 2019".
Illuminati lascia la moglie Mariuccia, le figlie Alessandra e Barbara con tre nipoti. Il funerale avrà luogo domani, alle ore 15, nella chiesa dei Santi Pietro, Paolo e Donato a Corridonia. Anche la redazione di Picchio News si unisce al cordoglio di familiari e amici.
Altro grave lutto per il mondo del calcio. È morto Gianluca Vialli: a 58 anni l'ex attaccante si è spento a Londra, dopo aver combattuto contro un tumore al pancreas.
La famiglia di Vialli ha confermato la morte dell'ex campione con una nota. "Con incommensurabile tristezza annunciamo la scomparsa di Gianluca Vialli - fanno sapere -. Circondato dalla sua famiglia è spirato la notte scorsa dopo cinque anni di malattia affrontata con coraggio e dignità. Ringraziamo i tanti che l'hanno sostenuto negli anni con il loro affetto. Il suo ricordo e il suo esempio vivranno per sempre nei nostri cuori".
Per il commissario tecnico della Nazionale, Roberto Mancini, è la seconda grave perdita in pochi giorni dopo la scomparsa dell'amico Sinisa Mihajlović. Con Vialli, ai tempi della Sampdoria scudettata, ha formato la celebre coppa dei "gemelli del gol".
Coppia che si è ritrovata nell'Italia campione d'Europa a Euro 2020 e in quel celebre abbraccio tra i due al termine della vittoriosa finale di Wembley contro l'Inghilterra: Mancini da commissario tecnico, Vialli da capo delegazione.
(Credit foto: Facebook Nazionale Italiana di Calcio)
Questa mattina, alle 8:48, monsignor Gervasio Gestori, vescovo emerito di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto, è morto a San Benedetto del Tronto. Aveva 86 anni.
I Vescovi delle Marche, in una nota, esprimono a monsignor Carlo Bresciani, ai familiari e a tutta la diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto, "la vicinanza nella fede e la preghiera di suffragio per la Sua anima, che ora potrà contemplare il suo Signore, in unione con l'amatissima Vergine Maria di cui è stato figlio devoto".
Gestori, nato a Barlassina (Milano), arcidiocesi di Milano, il primo febbraio 193, fu ordinato presbitero il 28 giugno 1959. È stato eletto alla sede vescovile di San Benedetto del Tronto - Ripatransone - Montalto il 21 giugno 1996 e ordinato vescovo il 7 settembre dello stesso anno.
È divenuto emerito il 4 novembre 2013. Cordoglio viene espresso anche dal vescovo di Macerata Nazzareno Marconi, presidente della Cem. Che ricorda uno scritto del 2002 di monsignor Gestori: "Se ripenso alla mia vita, posso umilmente constatare che non ho mai tralasciato di recitare ogni giorno questa preziosa preghiera del Rosario, sentendomi sempre fortemente sostenuto dalla vicinanza della Madre di Gesù in certi momenti difficili o nelle prove del mio cammino".
Spaccio di stupefacenti, estorsione e sequestro di persona. Questi i reati per cui i carabinieri della Compagnia di Senigallia, in collaborazione con i colleghi di Fano, hanno arrestato tre persone su un ordine di carcerazione emesso dal gip del Tribunale di Ancona.
Si tratta di due stranieri e un italiano, domiciliati tra le province di Ancona e Pesaro Urbino, dove sarebbero anche stati commessi i reati tra il 2021 e il 2022. Il Nucleo Operativo e Radiomobile senigalliese ha scoperto un giro di hashish, marijuana e cocaina diffuso tra i due territori, con minacce e pestaggi veri e propri nei confronti di chi non pagava la droga.
Si cominciava con l'applicare tassi di interesse molto alti: i clienti (tutti giovani consumatori della zona) si ritrovavano a dover pagare somme ben più alte di quanto inizialmente avessero consumato. Poi i tre passavano alle minacce di violenze, a volte anche verso alcuni familiari delle vittime, fino poi ai pestaggi veri e propri.
Un giovane si è ribellato e ha denunciato la situazione ai carabinieri. Gli accertamenti, anche grazie a varie testimonianze, hanno fatto emergere il clima di terrore che i tre avevano creato perché nessuno parlasse.
Dalle perquisizioni concomitanti alle misure cautelari sono stati rinvenuti alcuni quantitativi di hashish e cocaina nella disponibilità degli indagati e circa 2.500 euro in contanti. I tre arrestati sono ora nel carcere di Montacuto, a disposizione dell'autorità giudiziaria.
È triste parlare di "primo femminicidio del 2023", ma purtroppo questa è la tragica realtà. La vittima è Giulia Donato, una ragazza di 23 anni, uccisa con un colpo di pistola dal fidanzato Andrea Incorvaia, guardia giurata di 32 anni, che poi ha deciso di farla finita, rivolgendo l’arma di servizio contro sé stesso.
A dare l’allarme sarebbe stata la sorella di Andrea, che, non avendo più sentito la coppia dalla sera prima, il 4 gennaio intorno alle 17:30 avrebbe deciso di andare a verificare di persona se fosse accaduto qualcosa. Quando è arrivata nell’abitazione dove viveva la coppia nessuno le ha aperto.
Si è fatta quindi dare le chiavi da un'amica e ha trovato i due corpi in camera da letto. Gli investigatori della Squadra Mobile e gli agenti del Commissariato di Cornigliano che indagano sull’accaduto, ipotizzano che la giovane sia stata colpita a morte nel sonno.
Al momento non si sa se la tragedia si sia consumata al culmine di un litigio o se l’omicidio/suicidio sia stato premeditato; dalle prime ricostruzioni sembrerebbe che tra i due avvenissero scontri e litigi quasi quotidianamente.
Le amiche di Giulia avrebbero riferito di un rapporto malato, di continui controlli da parte di lui, un uomo eccessivamente possessivo, di una gelosia morbosa, al punto che la ragazza sembra stesse decidendo di porre fine alla storia. Giulia era già stata segnata tragicamente dalla perdita della bambina avuta con un altro compagno nel 202, dopo un mese dal parto.
Mentre la giovane cercava di uscire da quel vuoto così doloroso, certamente con un gran bisogno di amore e di serenità, ha incontrato il suo assassino. Dalle indagini condotte dalla squadra mobile è emerso un elemento ulteriore: Andrea aveva intrapreso un percorso terapeutico per una forma di depressione e sembra assumesse degli psicofarmaci. Era ancora in condizioni ottimali per detenere l’arma d’ordinanza?
Ancora una volta, è tardivo porsi delle domande: la tragedia si è consumata ed ora il dolore terribile è di chi resta, familiari, amici, in queste ore stretti in una morsa di sgomento ed incredulità. Un senso di impotenza pervade, di fronte a questi delitti, che parlano dell’idea di possesso che ancora certi uomini hanno delle donne.
I modelli sociali sono i primi a dover cambiare: se da un lato negli ultimi anni in Italia è aumentata l’attenzione per la violenza sulle donne, dall’altro i modelli che la società ci rimanda parlano di potere sugli altri, prevaricazione, facile successo, denaro a tutti i costi, "frenando" il percorso verso una società più giusta, indispensabile per giungere ad una parità di genere.
Modelli imperanti, rappresentazioni stereotipate di uomini e donne che per primi devono essere scardinati, per poter attuare quella rivoluzione culturale che, di fronte a questi episodi, sembra ancora troppo lontana.
Multa infondata e nessuna possibilità di contestarla: una sentenza del Giudice di Pace di Macerata dà ragione a una cittadina nel ricorso giurisdizionale presentato nei confronti del comune di Macerata. La protagonista della vicenda è Eleonora Pucci, maceratese che lavora nel centro storico del capoluogo e titolare di un abbonamento annuale per il parcheggio coperto che si trova ai giardini Diaz.
"In passato avevo già pagato multe simili elevate a mio carico senza fondamento alcuno, dato che sono titolare di regolare abbonamento, senza soluzione di continuità, dal 2008, ma pagare è più semplice rispetto al far valere i propri diritti" constata con amarezza Eleonora.
Quanto avvenuto lo scorso luglio 2022, però, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Nell'occasione, infatti, sul parabrezza della propria auto aveva trovato l'ennesimo avviso di accertamento, "lasciato senza contestazione alcuna e con un verbalizzante che, guarda il caso, quando vado a confutare la presenza del tesserino acclarante l’abbonamento non è in loco", ci aveva raccontato in un precedente articolo Eleonora (leggi qui), in cui lamentava la mancanza di personale nell’ufficio apposito di Apm e la totale indifferenza alla richiesta di confutazione dei responsabili dell’azienda Pluriservizi.
"Errare è umano, ma perseverare è diabolico - spiega -. Ho instaurato una corrispondenza mail con una non meglio identificata (nel senso che non vi era mai identificato l'autore dei riscontri provenienti da tale amministrazione) Apm Group, nella quale spiegavo pedissequamente i motivi per i quali il modus operandi del cosiddetto 'accertatore' di tale infrazione, violasse ripetutamente i più elementari principi del diritto italiano, quali quelli dell'onere della prova, del contraddittorio, del diritto alla difesa e della presunzione di innocenza".
"Ma controparte riscontrava il mio dialogo in modo autoritativo e non aperto a confronto alcuno - prosegue Eleonora -. Pertanto, mi sono trovata costretta a congedarmi da tale monologo, esortando nuovamente all'autoannullamento d'ufficio, pena il mio agire". Da qui prende avvio il procedimento giudiziario incardinato, per conto della donna, dall'avvocato Francesca Bacci, del Foro di Macerata. Procedimento che è giunto al termine lo scorso 22 dicembre con la sentenza del Giudice di Pace di Macerata.
Sentenza in cui si riconosce il principio dell'onere della prova e si accoglie il ricorso portando all'annullamento del verbale elevato dalla polizia locale di Macerata. Il Comune, pertanto, viene condannato "alla refusione delle spese di lite in favore di parte ricorrente in quanto [...] la ricorrente era al momento titolare di un abbonamento Apm valido come da documento in atti regolarmente esposto sul parabrezza". Un risultato che Eleonora, con recondito desiderio, si augura possa rappresentare "memoria preventiva alla commissione di ulteriori illegittimità".
Arrestati per spaccio due giovani di origine marocchina, di 36 e 31 anni. È l'esito dell'attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti svolta, durante le festività, dai carabinieri della stazione di Fossombrone.
Il trentaseienne dovrà scontare 3 anni e 2 mesi di reclusione, essendo stato sorpreso due anni fa nel centro storico di Fossombrone, con 65 grammi di cocaina. Il trentunenne, invece, dovrà espiare la pena di due anni di reclusione, in quanto condannato per spaccio di cocaina sempre nello stesso comune. I due sono stati accompagnati presso le rispettive abitazioni, dove dovranno scontare la pena in regime di detenzione domiciliare.
Nelle Marche i controlli effettuati dai Nas in strutture per anziani (Rsa, case di riposo, comunità alloggio e case famiglia) tra Natale e Capodanno hanno interessato 27 strutture, in quasi la metà delle quali (13) sono state rilevate inadeguatezze igienico sanitarie e strutturali, per la cui risoluzione sono state informate le competenti autorità sanitarie e amministrative. Elevate sanzioni per 3.000 euro.
Delle 27 strutture controllate dai carabinieri della sanità, 8 sono in provincia di Ancona, 8 in provincia di Macerata, 6 in provincia di Pesaro Urbino, 4 in quella di Fermo, una in quella di Ascoli Piceno.
Betoniera sfonda cancello e recinzione di un'abitazione privata. L'incidente è avvenuto questa mattina nella frazione di Sappanico, ad Ancona. Per cause in fase di accertamento da parte degli agenti della polizia locale, il camion che trasportava cemento, mentre percorreva una strada in salita ha divelto il cancello e parte della recinzione di una casa con la parte posteriore dell’automezzo.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del comando centrale di Ancona che hanno provveduto alla messa in sicurezza della betoniera e dell'area dell'intervento. Fortunatamente, non si registrano persone coinvolte nel sinistro.
Lutto a Cingoli per la scomparsa dell’architetto Giambattista Accrescimbeni. L’uomo è morto ieri nella propria abitazione, all’età di 57 anni, dopo aver lottato a lungo contro una malattia che non gli ha lasciato scampo.
Accrescimbeni era molto conosciuto nella zona per aver svolto a lungo l’attività professionale, a Osimo, fino a quando le condizioni di salute glielo hanno permesso. Lascia le figlie Angelica e Valentina, le sorelle Francesca ed Elisabetta, i numerosi congiunti e parenti. Il funerale sarà celebrato domani alle 14.30, nella chiesa di Sant’Esuperanzio. La salma sarà tumulata presso il cimitero di Cingoli
Scontro fra tre auto: un ferito trasferito d'urgenza all'ospedale regionale di Torrette. È quanto avvenuto nel pomeriggio, intorno alle 16:15, lungo la strada provinciale 571 (detta "Regina"), al chilometro 2+800 nel comune di Potenza Picena. Ancora da ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente, la cui ricostruzione spetta ai carabinieri della locale stazione.
Nello scontro sono rimaste ferite quattro persone: il più grave un uomo di 64 anni, per il quale è stato necessario il trasporto in ambulanza presso il pronto soccorso dell'ospedale di Ancona. L'uomo, dopo essere stato stabilizzato, era stato estratto dall'abitacolo dalla squadra dei vigili del fuoco di Civitanova Marche, intervenuta sul posto con due automezzi.
Le altre tre persone ferite sono state condotte per accertamenti all'ospedale di Civitanova Marche, con codici di media gravità. Il tratto di strada interessato dall'incidente è rimasto chiuso al traffico per il tempo necessario allo svolgimento delle operazioni di soccorso e di messa in sicurezza.
Un latitate 55enne, pluripregiudicato, originario del Nord Italia, è stato rintracciato e arrestato dalla Squadra Mobile di Ancona in Abruzzo, nella provincia di Chieti, dove si stava nascondendo dopo essere rientrato dall'Albania. È stato rinchiuso nel carcere di Lanciano.
Deve scontare una condanna a 6 anni per reati contro la persona risalenti al 2018. Ma il 55enne è già noto alle forze di polizia per avere fatto fatto parte in passato di una holding criminale specializzata in truffe commerciali, falsificazione di atti e riciclaggio. Reati commessi tra il 2013 e il 2016 nei territori di Marche, Abruzzo e altre regioni, in particolare Emilia Romagna e Lombardia.
All'epoca dei fatti il ricercato faceva parte di uno strutturato sodalizio criminale che acquisiva derrate alimentari in maniera fraudolenta per poi riciclarle nella grande distribuzione. A tutti gli indagati è stata già inflitta in primo grado la condanna per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe a danno di aziende sia italiane sia estere operanti nel settore alimentare, di prodotti ittici congelati e dell'informatica.
Le operazioni sono state condotte tramite intercettazioni telefoniche e ambientali, appostamenti e controlli in diverse regioni italiane, coadiuvate da decine di denunce presentate dalle parti lese e da testimonianze che che hanno permesso di effettuare numerosi arresti in flagranza e sequestri.
Lo stesso latitante è stato arrestato in flagranza di reato per il possesso di documenti di identificazioni falsi: oltre al documento di identità italiana, ne aveva altri rilasciati dalle autorità di un diverso Paese comunitario.
Profondo cordoglio a Belforte del Chienti e Caldarola per la prematura scomparsa della 51enne Oriana Del Vecchio. La donna, molto conosciuta nell'entroterra maceratese, si è spenta nella giornata di martedì a causa di una malattia che la affliggeva da tempo e che non le ha lasciato scampo.
Nel 2019 aveva perso il marito, Pietro Meo (ex autista di autobus a Belforte) e da allora aveva cresciuto i suoi tre figli - Michela, Daniele e Leonardo - da sola.
Oltre ai figli, Oriana lascia la madre Pierina e il padre Benito. I funerali avranno luogo domani (giovedì 5 gennaio), alle ore 14:30, nella chiesa di Sant’Eustachio a Belforte del Chienti, muovendo dalla sala del commiato Terracoeli.
Due scosse di terremoto di magnitudo 3.5 e 3.3 sono state registrate al largo delle coste marchigiane del Pesarese nel pomeriggio di oggi: rispettivamente, alle 16:55 e alle 17:01. Prosegue, ma senza creare altri danni o disagi, anche nel 2023 lo sciame sismico iniziato il 9 novembre scorso con epicentro davanti alle coste settentrionali delle Marche con i due episodi più forti (5.5 e 5.2 delle 7.07 e 7.08) che causarono crepe negli immobili e persone sfollate tra le province di Pesaro e Ancona, soprattutto nel capoluogo regionale.
La prima scossa, la più forte, secondo i dati Ingv, è stata rilevata al largo a 9 chilometri di profondità, ma non distintamente avvertita dalla popolazione. Durante lo scorso dicembre erano già state registrate altre scosse superiori alla magnitudo 3.0 nello stesso 'specchio' di mare, tra le quali, la 3.3 alle 8.37 del 19 dicembre, una 3.4 alle 18.35 del 13 dicembre e una 3.0 alle 9.34 del 14 dicembre. Una scossa era stata registrata anche la notte di Capodanno.
(Credit foto: OpenStreetMap)
Incidente mortale nel Montefeltro. Potrebbe essere stato fatale un colpo di sonno a Luca Duranti, 32enne di Piandimeleto (Pesaro Urbino), che ha perso la vita, ieri, schiantandosi ad alta velocità in una galleria di Lunano.
Secondo le prime ricostruzioni la vittima viaggiava su un suv e, intorno alle 14.30, avrebbe attraversato la corsia di marcia finendo contro la rientranza di un'area di emergenza.
Un automobilista sopraggiunto poco dopo l' impatto ha dato l'allarme. Sul posto sono prontamente intervenuti i vigili del fuoco e i soccorritori del 118, ma purtroppo Duranti era già deceduto per le gravi ferite riportate.Il 32enne lascia due bambini piccoli e la compagna.
Trovato morto nel salone di casa dalla moglie. Profondo cordoglio a Casette Verdini, frazione di Pollenza, per l’improvvisa scomparsa del 60enne Germano Giorgetti. Il corpo senza vita dell’uomo è stato rinvenuto nella mattinata di ieri.
Giorgetti, ex arbitro dilettantistico, era molto conosciuto per la sua attività di falegname e montatore di infissi. Nei giorni scorsi aveva riportato una brutta caduta che lo aveva costretto a ricorrere alle cure mediche.
La salma del 60enne è stata trasportata all’obitorio di Macerata, dove con tutta probabilità verrà svolta un’ispezione cadaverica per capire con esattezza le cause della morte.
Iseo. La sera del 31 dicembre, poco prima della mezzanotte, alcuni giovani riuniti nella piazza cittadina dove era stato organizzato il veglione di fine anno, hanno allertato una pattuglia di Carabinieri segnalando l’episodio di violenza a cui stavano assistendo: un uomo di 41 anni stava aggredendo e picchiando la compagna, coetanea, davanti al figlio della coppia di soli 5 anni, che la madre teneva abbracciato a sé.
I carabinieri sono subito intervenuti ed hanno arrestato il 41enne in flagranza di reato. Da quanto emerso la donna era già stata picchiata e maltrattata, così come confermato dai precedenti specifici rilevati a carico del 41enne che si trovava al lago d’Iseo con la famiglia per trascorrere le festività.
Pistoia. Una donna insanguinata, con il volto tumefatto, intorno alle 8 di mattina del 1 gennaio è fuggita dalla propria abitazione per chiedere aiuto in strada. Accorsi alcuni residenti della zona hanno immediatamente allertato i soccorsi e le forze dell’ordine, che, giunte tempestivamente sul posto, hanno trovato la vittima riversa a terra, in pigiama, con numerose escoriazioni, la più preoccupante provocata da un violento pungo inferto al volto. Dalle prime ricostruzioni, secondo quanto riportato dal quotidiano “La Nazione”, è emerso che il compagno della donna l’avrebbe aggredita selvaggiamente, probabilmente al culmine di un litigio.
In entrambi gli episodi i testimoni avrebbero riferito di uno stato di ebrezza alcolica negli aggressori, causato verosimilmente dalle numerose bevute durante i festeggiamenti dell' ultima notte dell'anno: ciò non deve indurre nell’errore di pensare che l’eccesso di alcolici abbia da solo provocato le aggressioni. Che il consumo di alcol aumenti la propensione ad atti di violenza è un fatto accertato: l’alcol agisce nella corteccia perifrontale del cervello, deputata tra le altre cose al controllo degli impulsi, a regolare le emozioni, ed alle capacità decisionali. Proprio per questo, come accertato da numerosi studi italiani ed esteri, l’eccessivo consumo di alcol in adolescenza danneggia gravemente il cervello “promuovendo l'assottigliamento della corteccia prefrontale dato che nei ventenni il cervello è ancora in via di sviluppo”.
Tuttavia sarebbe errato affermare che l’abuso di alcol, da solo ed esso solo conduca alla commissione di crimini violenti del tipo di quelli sopra riportati, se pur certamente è stato un fattore scatenante o facilitatore del reato: non sempre il consumo di alcol porta a violenza e non tutta la violenza è dovuta all'alcol.
Il senso etico delle persone non cambia con le bevute, a dirlo è la scienza. Laddove le ricerche evidenziano che l'alcol è associato alla commissione di diversi reati, occorre precisare che nella maggior parte dei casi non si tratta di crimini commessi da soggetti dall’indole mite e calma che improvvisamente si trasformano dopo aver bevuto, quanto piuttosto di casi in cui esiste una propensione all' aggressività ed alla violenza. A conferma di ciò, secondo le ricostruzioni,le due donne vittime delle aggressioni di Capodanno avevano già subito precedenti violenze dai loro compagni.
Nel Fermano cinque denunce e attivazione del codice rosso, da parte dei carabinieri, per maltrattamenti in famiglia. Due nello stesso comune: un 30enne, già da alcuni mesi, per futili motivi legati alla gelosia, aveva sottoposto la convivente a reiterati comportamenti aggressivi e molesti, sfociati, da ultimo, in un violento litigio.
I carabinieri sono intervenuti per ristabilire la calma e hanno raccolto circostanziate informazioni: la donna ha avuto bisogno di cure mediche ed è stato attivato il "codice rosso"; la stessa ha formalizzato la denuncia e i militari hanno proceduto a segnalare il 30enne per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.
Nello stesso piccolo centro, l'Arma, negli ultimi giorni è intervenuta invece a sostegno di un uomo, di origine straniera, denunciando la convivente di quest'ultimo, anche lei di origine straniera, perché da mesi, per futili motivi sottoponeva l'uomo a comportamenti aggressivi e molesti.
In un altro caso e in un'altra cittadina, i militari hanno segnalato per maltrattamenti in famiglia un uomo che da un anno reiterava aggressioni nei confronti dei propri genitori per farsi dare soldi finalizzati a comprare droga.
Sulla base di un'altra denuncia formalizzata da una donna del luogo, i carabinieri hanno poi denunciato per maltrattamenti in famiglia e porto ingiustificato di armi o strumenti atti ad offendere, un uomo accusato di maltrattare da anni la compagna, fisicamente e psicologicamente per futili motivi riconducibili ad asserita gelosia.
L'uomo l'avrebbe anche minacciata di morte brandendo un coltello a serramanico ma, in quei frangenti, sarebbe stato bloccato e disarmato da alcuni vicini di casa che poi hanno allertato i carabinieri. L'arma è stata sequestrata ed è stato attivato il codice rosso a tutela della vittima. I carabinieri hanno inoltre denunciato un altro uomo che da diversi anni avrebbe molestato la consorte e recentemente l'avrebbe anche aggredita fisicamente.
Cane e gatto sono morti a seguito di un incendio verificatosi all’interno di un appartamento posto al piano terra di una palazzina di due piani, in via Pavarotti, a Loreto. È quanto avvenuto intorno alle 14:30 di oggi. I due animali sono stati rinvenuti dalla squadra dei vigili del fuoco di Osimo intervenuta sul posto con un'autobotte.
Il loro decesso sembrerebbe essere collegato a un'intossicazione dovuta al fumo sprigionatosi dal rogo. I pompieri hanno provveduto alla messa in sicurezza dell'area dell'intervento, dichiarando l'inagibilità della struttura per via degli ingenti danni provocati dall'incendio e provvedendo all'evacuazione delle persone che abitano nell'appartamento.
Illesi i proprietari, che non erano in casa al momento del fatto. Presenti anche i sanitari del 118, i carabinieri della locale stazione e gli agenti della polizia locale. Ancora da ricostruire l'origine delle fiamme.