Sono in corso gli accertamenti del caso finalizzati alla successiva rimozione dei rifiuti e al ripristino dello stato dei luoghi, ai sensi della vigente normativa in materia”. Il presidente della Provincia Sandro Parcaroli e il vicepresidente Luca Buldorini intervengono dopo la segnalazione arrivata alla polizia provinciale da parte delle guardie venatorie volontarie di Federcaccia Macerata sull’abbandono di alcuni rifiuti, tra cui pneumatici, scarti di lavorazioni edili e due serbatoi di eternit, a Recanati (in località Squartabue) e a Cingoli (Grottaccia). L’amministrazione provinciale, infatti, in questi mesi ha incrementato i controlli.
“Purtroppo l’illecito abbandono dei rifiuti nel territorio provinciale - che interessa in particolar modo le aree rurali - è una pratica ancora posta in essere da chi (persona fisica o impresa), invece di conferire i rifiuti in modo conforme alle leggi, per convenienza preferisce disfarsene in maniera non corretta – spiega il comandante della polizia provinciale, Attilio Sopranzetti-.
“Proprio per questo . spiega - il servizio di polizia provinciale da tempo ha istituito un’apposita unità operativa composta da agenti specializzati con il compito di svolgere la vigilanza e il controllo in materia avvalendosi, come nei casi in questione, anche delle segnalazioni delle guardie volontarie di cui viene coordinata l’attività. La polizia provinciale, inoltre, svolge controlli nelle imprese in ordine al rispetto della disciplina dei rifiuti, degli scarichi idrici e delle emissioni in atmosfera, talvolta anche in collaborazione con l'Arpam”.
“Al momento, infatti, anche a seguito di richiesta da parte del settore gestione del territorio e ambiente della Provincia, sono in corso accertamenti ambientali in alcune imprese del territorio.Nei casi previsti dalla normativa in materia ambientale, il personale di polizia provinciale, oltre a comunicare eventuali reati accertati alla competente Autorità giudiziaria, impartisce delle prescrizioni agli autori delle violazioni, finalizzate all'eliminazione dell’illecito commesso”.
Auto si sfrena e travolge una donna: interviene l’elisoccorso. L’incidente è avvenuto, nella mattinata di oggi, in un'abitazione sita in via Buonaccorsi a Potenza Picena. Una 62enne si trovava all'esterno del garage quando un'auto parcheggiata all'interno della struttura si è sfrenata e l'ha travolta.
I familiari hanno subito soccorso la donna e hanno chiamato il 118. Sul posto i sanitari, prestate le prime cure del caso, hanno subito allertato l'eliambulanza che, una vota atterrata, ha trasferito la donna all’ospedale Torrette di Ancona. La 62enne è rimasta comunque sempre cosciente e non si troverebbe in pericolo di vita.
“Nessun potere, per quanto forte sia, potrà fermare la verità, anche se rimarrà una sola persona a difenderla e a pretenderla”. Con queste parole Pietro Orlandi aveva commentato la decisione della sesta sezione penale della Cassazione che confermava l’archiviazione dell’inchiesta sulla sorella 15enne Emanuela Orlandi, scomparsa il 22 giugno 1983: i giudici dichiararono inammissibile il ricorso presentato dalla famiglia Orlandi contro l’ordinanza con cui il gip di Roma aveva disposto l’archiviazione dell’indagine della Procura.
A distanza di 40 anni in questi giorni il promotore di giustizia vaticano, Alessandro Diddi, e la Gendarmeria hanno deciso di riaprire le indagini, “aprire un fascicolo” sulla vicenda, con il dichiarato intento di scandagliare di nuovo tutti i fascicoli, i documenti, le segnalazioni, le informative, le testimonianze. Sono emersi elementi nuovi nelle investigazioni? O forse il silenzio protratto per 40 anni dal Vaticano si è fatto insostenibile di fronte alla pressione mediatica, soprattutto degli ultimi tempi? "Forse hanno capito che altrimenti noi non ci fermeremo mai nella ricerca della verità" ha commentato Pietro Orlandi, impegnato da sempre nella ricerca della sorella.
La decisione del Vaticano è giunta a distanza di poche settimane dall’iniziativa di alcuni parlamentari che hanno chiesto l’istituzione di una commissione d’inchiesta sui casi Orlandi, Gregori e Cesaroni, ormai chiusi da anni. È giunta immediatamente dopo la morte di Papa Ratzinger avvenuta solo qualche giorno fa, il 31 dicembre 2022; dopo gli attacchi rivolti a Papa Francesco dal segretario di Ratzinger, monsignor Georg Gänswein, ricevuto in udienza privata per un primo chiarimento il 9 gennaio 2023.
È giunta pochi giorni prima dalla pubblicazione del libro di memorie dello stesso segretario di Ratzinger, scritto a quattro mani con il vaticanista Saverio Gaeta e intitolato “Nient’altro che la verità. La mia vita al fianco di Benedetto XVI”, nel quale, tra l’altro, un ampio capitolo è dedicato proprio al mistero di Emanuela; dopo l'onda mediatica del docufilm "Vatican Girl" che ha acceso i riflettori sulla vicenda in tutto il mondo. Dopo la testimonianza del fratello di Emanuela sulla cartellina gialla con su scritto "Rapporto Emanuela Orlandi" che era stata vista negli uffici del Palazzo Apostolico dal cosiddetto "Corvo", (Paolo Gabriele ex maggiordomo del papa Benedetto XV), circostanza smentita da mons. Gänswein, se pur un paio d’anni fa fu proprio lui a dire alla famiglia Orlandi, secondo la testimonianza di Pietro “il fascicolo c’è”. Solo coincidenze?
Pietro Orlandi nel tempo ha sempre dichiarato di avere un’unica certezza, suffragata da elementi d’indagine concreti: “ in Vaticano , e non solo, ci sono persone a conoscenza di quanto accaduto". "Il silenzio li ha resi complici", è lo slogan apposto nella locandina in cui compaiono gli ultimi tre papi che si sono succeduti dalla scomparsa della ragazza fino ad oggi, con la quale Pietro ha indetto un sit-in di protesta che si terrà in Largo Giovanni XXIII il 14 gennaio.
Per Pietro Orlandi, ma anche per tutti quelli che credono nella Verità e nella Giustizia “ è il momento di mettere fine a questa vicenda: per noi, ma anche per loro, per la Chiesa, il Vaticano stesso”.
(Foto Facebook)
Sono giunte a conclusione le indagini, svolte dai carabinieri di Tolentino sotto la direzione della Procura della Repubblica di Macerata, nei confronti di due uomini, uno residente a Urbisaglia e l'altro nel capoluogo di provincia, per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti.
Le attività investigative erano scaturite dall’arresto di uno dei correi, trentaseienne, residente a Urbisaglia, trovato in possesso di circa 250 grammi di hashish, contenuto in 12 involucri di diverso peso, più di 40 grammi di Mdma, in dosi già confezionate, funghi allucinogeni e 8 “pezzi” di oppio del peso di circa 50 grammi.
All’interno di un capanno perquisito all’epoca vi era inoltre una piccola serra per la coltivazione “fai da te”, con sei piante di marijuana già alte più di un metro e bottiglie di fertilizzante.
A seguito dell’arresto - del 26 agosto 2021- i militari dell’Aliquota Operativa avevano chiesto al Pubblico Ministero l’analisi forense del telefono in uso all’arrestato onde poter risalire al canale di approvvigionamento della sostanza. Dai dei contenuti delle conversazioni e dai contatti dell’indagato sono emersi elementi a carico di un maceratese di 35 anni, quale potenziale fornitore del primo.
A seguito di perquisizione delegata dall’Autorità giudiziaria, il trentacinquenne, residente a Macerata era stato effettivamente trovato in possesso di 200 grammi di hashish, idonei a riscontrare l’ipotesi investigativa formulata. L’uomo era stato pertanto arrestato il 25 febbraio 2022 per detenzione ai fini di spaccio.
L’analisi forense del telefono a lui in uso è stata utile ai carabinieri di ulteriori riscontri, consentendo di individuare numerosi contatti con soggetti dediti all’uso di stupefacenti avvenuti soprattutto con le applicazioni social Instagram, whatsapp e messenger.
Un consistente numero di messaggi, dal contenuto più o meno esplicito, afferivano infatti a incontri finalizzati alla cessione o facevano riferimento alla necessità di rientrare di crediti per cessioni già avvenute (un debito è stato saldato, nei confronti di un soggetto residente in Spagna, mediante bonifico bancario utilizzando le generalità della nonna).
Analoghe considerazioni sono emerse in relazione ai contatti del primo spacciatore. In entrambi i telefoni infatti vi era un ripetitivo uso di aggettivi, cifre, quantità, luoghi e orari, idonei a far presumere incontri finalizzati alla consegna di stupefacenti.
L’indagine, condotta con metodi tradizionali (sommarie informazioni testimoniali, riconoscimenti fotografici, accertamenti nel territorio e servizi di osservazione), ha permesso di portare all’attenzione dell’Autorità Giudiziaria un quadro probatorio esaustivo in merito all’attività di spaccio svolta dai due indagati negli ultimi anni, in particolare nel periodo 2019/2022, nei confronti di almeno 15 consumatori (di età compresa tra i 25 e i 55 anni).
Sono giunte quindi a conclusione le indagini preliminari nei confronti dei due, che dovranno rispondere in sede processuale del reato di spaccio. Al maceratese sono contestate numerose cessioni di eroina, cocaina, hashish e marijuana, mentre per l’uomo residente a Urbisaglia sono state ricostruite cessioni di cannabinoidi, ketamina, Mdma, con un giro di affari di migliaia di euro.
Si è spenta oggi, all'età di 97 anni, Anaide Marchetti dopo che le sue condizioni di salute si erano aggravate negli ultimi giorni. Conosciutissima a Macerata, e non solo, nel 1957 aveva aperto e gestito il bar ristorante pasticceria insieme al marito Enrico Pettorossi, per tutti Nino, divenuto Nino Cafè.
Un'attività nata negli anni in cui il capoluogo finiva nel quartiere di San Francesco, e che fungeva da alimentari, tabacchi, norcineria e ristoro. Al lato di questo negozio c'era un locale in cui gli avventori potevano ritrovarsi e consumare vino o mangiare un buon piatto.
Nico Cafè divenne subito un ritrovo e l'esperienza di Enrico, cuoco e imprenditore ineguagliabile unita alla grande bravura ai fornelli di Anaide permise di offrire il primo servizio di "catering" di Macerata, oltre a continuare a offrire ristoro nella locanda.
Un’attività tenuta in vita nonostante le difficoltà, come il crollo della struttura nel 1958 che costrinse la famiglia a ricominciare daccapo andando a riaprire la locanda nella vecchia casa di Enrico Pettorossi, ancora in rovina per il bombardamento del '44, dove aveva perso la moglie ed il figlio minore.
Nel 1970 fu ricostruita la vecchia sede in via Roma, sede attuale, dove fu riaperta la pasticceria, il bar tabacchi e sopra il ristorante, chiamato come veniva da sempre chiamata la vecchia locanda di Anaide ed Enrico, "Lu Spaccittu"
In molti la ricordano come la mirabile cuoca de "lu spaccittu" dove ha continuato a preparare manicaretti per le famiglie maceratesi e non, fino a che la salute glielo ha permesso. Anche la redazione di Picchio News si stringe intorno al dolore di familiari e amici di Anaide.
Si accende il faro della procura Macerata per fare luce sul decesso di Nazzareno Garofolo, 75enne di Morrovalle morto questa mattina all’ospedale di Civitanova Marche. A raccontare la vicenda è l'avvocato Achille Castignani, legale dei familiari di Garofolo i quali chiedono chiarimenti su quanto accaduto.
"L’uomo lo scorso sabato - spiega l'avvocato - era stato vittima di una brutta caduta che gli aveva procurato la frattura del femore. Dopo un giorno passato al pronto soccorso del nosocomio civitanovese, è stato ricoverato nel reparto di Ortopedia dove questa mattina è deceduto".
Nella foto l'avvocato Achille Castignani
Uno dei figli del 75enne ha, quindi, presentato un esposto ai carabinieri di Civitanova per accertare le cause della morte del padre e per "sapere se c'è un nesso di causalità tra la caduta e il sopraggiunto decesso", chiarisce l'avvocato Castignani.
La procura di Macerata, subito informata dei fatti dai carabinieri, ha avviato un fascicolo di indagine. Il magistrato di turno ha disposto il sequestro della cartella clinica del paziente. Probabilmente verrà svolta un'autopsia sul corpo del 75enne. Nazzareno Garofolo lascia la moglie Graziella, i figli Marco e Massimo.
(E.L)
Nella casa in centro il bazar della droga: arrestato dai carabinieri 27enne per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. Nel corso di un servizio mirato, militari in borghese hanno notato movimenti sospetti nei pressi di un'abitazione del centro cittadino di Jesi, quindi è scattato un controllo da parte dell'aliquota Radiomobile.
In casa del sospettato è stato trovato un piccolo bazar di stupefacenti, di 3 diversi tipi - circa 16 gr di cocaina, gr 88 circa di hascisc e circa 37 gr di marjuana - nonché materiale per il confezionamento, un bilancino di precisione, un strumento da punta e circa 320 di euro in contanti, danaro ritenuto provento di spaccio. Sono state rinvenute anche due cartucce da caccia per il quale si procederà e per questo i militari procederanno per detenzione abusiva di armi.
Oggi il Giudice del Tribunale di Ancona ha convalidato l'arresto, disponendo la liberazione del 27enne e, su richiesta dei termini a difesa, l'udienza dibattimentale è stata fissata per marzo 2023.
(Fonte Ansa)
Dramma a Santa Vittoria in Matenano dove il dirigente scolastico Claudio Orazi, residente nel Fermano ma alla guida dell'Istituto comprensivo di Colmurano, è stato trovato morto nel casolare di famiglia. L’uomo, 44 anni, si è tolto la vita.
A fare la tragica scoperta è stato il fratello, che ieri pomeriggio si era recato nella casa di campagna per accudire gli animali e ha trovato il corpo del 44enne ormai privo di vita. Allertati subito i soccorsi, ma il medico del 118 non ha potuto far altro che constatare l’avvenuto decesso dell’uomo.
Sul posto, sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Montegiorgio che hanno accertato la volontarietà del tragico gesto. Al momento non sono stati trovati biglietti per spiegarne i motivi. Il preside era sposato e aveva due figli.
I sindaci di Colmurano, Loro Piceno e Urbisaglia "esprimono le più sincere condoglianze a tutta la famiglia" del dirigente scolastico esprimendo, altresì, "vicinanza nei riguardi di tutti i docenti, collaboratori amministrativi, scolastici e alle famiglie e agli studenti dell'Istituto comprensivo".
Negli ultimi giorni del 2022, la Compagnia dei carabinieri di Tolentino ha impiegato numerose pattuglie nel controllo del territorio con la finalità di contrastare i reati contro il patrimonio e di fare prevenzione sul fronte della circolazione stradale.
La sera del 30 dicembre i militari dell’Aliquota Radiomobile hanno fermato un uomo di 54 anni che si trovava alla guida con sintomatologia riconducibile all'uso di alcool. Nell’occasione si è opposto al controllo mediante etilometro ed è stato pertanto denunciato all'autorità giudiziaria per rifiuto dell’accertamento dello stato di ebbrezza ai sensi dell’articolo 186 comma 7 del codice della strada. Il veicolo è stato quindi sottoposto a sequestro ai fini della confisca.
TOLENTINO - Un cittadino straniero di 28 anni è stato denunciato lo scorso 31 dicembre per omissione di soccorso e fuga in caso di incidente con danni alle persone. Il giovane, il 6 dicembre precedente, in via Pertini a Tolentino, alla guida della propria auto, aveva omesso di dare la precedenza, causando il sinistro con un’altra vettura.
Nell’occasione la conducente aveva riportato lesioni ed era stata portata in pronto soccorso a Macerata, da cui era uscita con 10 giorni di prognosi. L’uomo invece si era dato immediatamente alla fuga omettendo i soccorsi e facendo perdere le proprie tracce.
I successivi accertamenti dei carabinieri, grazie all’ausilio delle immagini della videosorveglianza della vicina area di servizio, oltre che degli impianti di Tolentino e Macerata che consentono la lettura delle targhe in transito, hanno consentito di identificare il responsabile del sinistro, denunciato all'autorità giudiziaria.
La sera di Capodanno, inoltre, la Radiomobile è intervenuta nei pressi del centro commerciale La Rancia, dove un uomo era andato a collidere con la sua auto contro un albero rimanendo illeso. All’uomo è stata contestata la sanzione amministrativa della guida con patente scaduta.
CALDAROLA - Un uomo è stato sanzionato per ubriachezza dai carabinieri di Caldarola. Aveva raggiunto la caserma di Tolentino alle 3 di notte in evidente stato di alterazione psicofisica dovuta all’abuso di alcol per presentare la denuncia di furto della sua auto - avvenuta a suo dire nelle ore precedenti nei pressi di un locale - e il militare di servizio aveva dovuto chiedere l’ausilio della pattuglia impiegata nel controllo del territorio a causa della condizione di grave alterazione dell'uomo.
In realtà i carabinieri sono andati sul posto e hanno trovato il mezzo - regolarmente parcheggiato proprio davanti al locale indicato, dove l’uomo si era intrattenuto nel corso della serata.
Il 3 gennaio, al termine accertamenti, è stato denunciato un ragazzo di 27 anni che, nei giorni precedenti, aveva avuto un incidente a Loro Piceno, con il mezzo che si era ribaltato fuori dalla sede stradale. Gli esami clinici eseguiti successivamente alle cure prestategli in pronto soccorso a Macerata, hanno evidenziato un'assunzione di alcol oltre la soglia penale.
La stazione dei carabinieri di Loro Piceno, infine, la notte di sabato 7 gennaio è intervenuta presso una struttura ricettiva di Sarnano dove un uomo, in evidente stato di ebbrezza, stava infastidendo gli avventori e dando in escandescenza. L’uomo, sanzionato per ubriachezza molesta, è stato affidato al 118 per le cure del caso.
Perde il controllo dell'auto che si ribalta e finisce fuori dalla sede stradale. L'incidente è avvenuto, intorno alle 9, in contrada Campanotico, nel territorio comunale di Sarnano. Per cause in corso di accertamento da parte dei carabinieri della locale stazione, una donna, alla guida della propria auto, ha perso il controllo del veicolo che è poi uscito fuori dalla carreggiata.
Una volta scattato l'allarme sono accorsi sul posto i mezzi di soccorso del 118 e dei vigili del fuoco del distaccamento di Tolentino, che hanno provveduto alla messa in sicurezza dell'area in cui si è verificato il sinistro. La conducente dell'auto è stata affidata alle cure dei sanitari che hanno provveduto a trasferirla, in codice giallo, all'ospedale di Macerata. Nessun altro veicolo è stato coinvolto nell'incidente.
Amara sorpresa per il proprietario di un'automobile in viale Carradori, nel quartiere Santa Croce a Macerata quando, andando a riprendere la vettura parcheggiata, l'ha ritrovata gravemente danneggiata da un veicolo ignoto.
I danni, che hanno interessato tutta la fiancata esposta alla strada compreso lo specchio che è stato divelto, sono subito apparsi di notevole entità ma del veicolo che aveva procurato il danno non vi era nessuna traccia
Guardando meglio il veicolo, l'automobilista ha scorto un bigliettino sul parabrezza. "È stata una felicità inaspettata quando ormai disperavo - le parole del proprietario - è meraviglioso che ancora esistono persone che si preoccupano disinteressatamente del prossimo. È un esempio per tutti. Nel biglietto, infatti, si legge 'ho visto tutto, è stato un bus con targa xxxxx che non si è accorto di niente. può chiamarmi al xxx'".
L'automobilista ha quindi informato le forze dell'ordine dell'accaduto e prontamente una pattuglia della polizia locale si è recata sul posto per accertare l'accaduto e verbalizzare la denuncia. Nel frattempo gli uomini del comandante Doria avevano contattato il testimone e raccolto ogni informazione disponibile anche visionando le telecamere di sicurezza sotto le quali il bus è senza dubbio transitato. Grazie al sistema di videosorveglianza e al lavoro della polizia locale non vi è dubbio che l'ignaro colpevole venga identificato e possa ristorare l'automobilista dei danni causati.
Barca affonda e viene recuperata dai vigili del fuoco. È quanto avvenuto nella serata di lunedì, lungo la Banchina Giovanni Da Chio, nella zona antistante la Mole Vanvitelliana, ad Ancona.
Per recuperare un piccolo natante che stava affondando, dopo aver iniziato ad imbarcare acqua, è intervenuto il nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Ancona che, in collaborazione con il distaccamento portuale e con l’ausilio dell’autogrù proveniente dal comando centrale dorico, ha provveduto a riportare sopra la linea di galleggiamento attraverso l’utilizzo di fasce da contenimento l’imbarcazione.
Successivamente è stata eseguita una pompatura all’interno del natante per togliere l’acqua residua a bordo. Non si segnalano persone coinvolte. Sul posto era presente anche la Capitaneria di Porto. Ancora in corso di accertamento le ragioni dell'inabissamento dell'imbarcazione.
Gomme di auto, bottiglie e materiale plastico, serbatoi in eternit: rifiuti abbandonati nei comuni di Recanati e Cingoli. A scovarli, durante i servizi di vigilanza effettuati su tutto il territorio provinciale, sono state le guardie venatorie volontarie della Federcaccia di Macerata, in collaborazione con la polizia provinciale.
Nel comune di Recanati, in località Squartabue e Bagnola, sono stati rinvenuti materiali in plastica di vario tipo; mentre nel comune di Cingoli, in Località Grottaccia, oltre a gomme d' auto e inerti provenienti da lavorazioni edili, anche due serbatoi in eternit, il tutto abbandonato nelle adiacenze di un fossato con serio pericolo di un inquinamento dell'acqua che scorre al suo interno.
"Subito è stata avvisata la polizia provinciale che svolge un ruolo essenziale per fare in modo che chi di competenza rimuova nel più breve tempo possibile questi rifiuti e per poter risalire a chi compie questi vergognosi ed incivili comportamenti - sottolinea il coordinatore provinciale delle guardie venatorie volontarie Federcaccia Macerata, Nazzareno Galassi -. I servizi di vigilanza continueranno e chi vuole fare eventuali segnalazioni può contattare tutti i giorni il coordinamento provinciale della vigilanza venatoria Federcaccia di Macerata al 339/5981898 e la centrale operativa della Polizia Provinciale al 800/216659".
Un pestaggio in piena regola in strada: vittima un uomo di 38 anni, di nazionalità moldava, trovato in una pozza di sangue. E' successo nella serata di domenica, intorno alle 23, in via Fiorini, ad Ancona.
Sono ancora ignoti i motivi dell'aggressione. L'uomo ha riportato una lesione al volto, dopo essere stato colpito - verosimilmente - da un oggetto contundente. Ha perso una copiosa quantità di sangue. Sul posto, a seguito di una chiamata al numero unico di emergenza 112, si sono precipitati gli agenti della squadra volante e il personale del 118.
I sanitari hanno soccorso l'uomo e ne hanno disposto il trasferimento all'ospedale regionale di Torrette. Il 38enne non ha ancora fornito indicazioni utili a chiarire l'accaduto. In corso gli accertamenti del caso da parte della polizia.
Si è tenuta la consueta conferenza presso la stazione dei Carabinieri di Macerata in cui i rappresentanti della quattro compagnie provinciali, capitanate dal Tenente Colonnello Nicola Candido, hanno ripercorso le attività dell’anno passato: 5993 i delitti verificatisi in tutto il Maceratese con 151 arresti e 2008 denunce per persone in stato di libertà. Gli autori dei due omicidi ai danni di Amri Rached (lo scorso 8 agosto) e di Maria Bianchi (il 27 novembre 2022) sono stati rapidamente individuati e consegnati alla giustizia.
"Tolti i due omicidi a Civitanova di questa estate, non abbiamo riscontrato problematiche particolari - esordisce Candido -. La crescita registrata nel numero dei reati è sicuramente legata alla fine del periodo pandemico e al ritorno ad una piena circolazione di persone". Particolare attenzione è stata posta sull’aumento dei reati contro il patrimonio, aumentanti nel periodo prefestivo di novembre e dicembre e perpetrati da bande criminali provenienti da altre regioni quali Umbria, Lazio e Campania. Un incremento complessivo del 25% per i reati di furto rispetto al 2022, con le rapine che scendono del 26% e le estorsioni dell’8%.
Altro punto è quello della lotta allo spaccio di sostanze stupefacenti, attività che preoccupa le forze dell’ordine in maniera massiva tanto in termini di prevenzione quanto di repressione con 113 kg di sostanze sequestrati nel 2022: "Teniamo sempre alta l’attenzione sul tema – continua il comandante provinciale -, specialmente nei riguardi dei giovani che troppo spesso affidano la loro informazione ai social, ignorando le conseguenze psicofisiche e soprattutto giuridiche dell’uso prolungato di sostanze stupefacenti".
La prevenzione nelle scuole e verso i ragazzi ha interessato anche il tema sempre più attuale della guida in stato di ebrezza, una problematica che nel 2022 ha interessato tutta la provincia maceratese con un incremento del 32% nelle patenti ritirate (dalle 132 del 2021 alle 193 dele 2022): "Un dato costantemente alto e soggetto a una crescita preoccupante - conclude Candido -. Cerchiamo di essere sempre presenti sul territorio, specialmente durante i fine settimana".
La parola è passata poi alla comandante del comando di Tolentino, Giulia Maggi, la quale ha messo in luce il tema della violenza di genere: "Quest’anno è stata finalmente inaugurata la ‘Stanza rosa’ e abbiamo seguito, a livello comunale, 15 casi risolti con varie misure rivelatesi particolarmente efficaci come l’allontanamento dalla casa famigliare e l’apposizione del braccialetto elettronico".
La prevenzione rimane centrale nell’operato delle forze dell’ordine che hanno tenuto incontri, spesso espressamente richiesti dalle scuole o dalle amministrazioni comunali, per informare e sensibilizzare i cittadini con l’intenzione di combattere e sradicare la cultura della violenza. In tutta la provincia sono stati 76 i codici rossi attivati a tutela delle vittime di reati di tale natura.
“Macerata è interessata principalmente dalla grande mole di studenti universitari che abitano la città - sottolinea il maggiore Giorgio Picchiotti del comando dei Carabinieri di Macerata -, con tutte le problematiche che si portano dietro: dalla movida settimanale allo spaccio di sostanze stupefacenti”. È stata infatti incrementata l’attività di controllo e di pattuglia sul territorio per intervenire tempestivamente e contrastare i fenomeni di principale interesse.
"Fortunatamente a Macerata non viviamo fenomeni gravi di malamovida – sottolinea Candido – e la situazione rimane generalmente sempre sotto controllo. Capiamo i disagi che possono provare le persone che abitano in centro ma non possiamo che ritenerci soddisfatti dell’ordine conservato durante i giovedì universitari”.
Il comando di Camerino è principalmente interessato dal più grande cantiere a cielo aperto d’Europa, con ben 269 cantieri da dover edificare nel 2023 entro i confini comunali e 720 milioni di euro dai fondi del Pnrr da dividere fra i 18 comuni.
"Fino ad ora non sono emerse attività di carattere mafioso – chiarisce il Capitano Angelo Faraca – ma resteremo vigili per controllare ogni possibile illecito: un movimento così massiccio di capitali porterà molte aziende da tutta Italia nel nostro territorio e dovremo mantenere alta la guardia per garantire lo svolgimento regolare dei lavori”. Di particolare interesse anche il numero di percettori illeciti del reddito di cittadinanza individuati a Camerino grazie alle dimensioni ridotte del centro cittadino e alla presenza capillare delle forze dell’ordine (45 persone denunciate in tutta la provincia nel 2022 ndr).
"A Civitanova abbiamo riscontrato grossomodo una situazione in linea con il resto della provincia – conclude il comandante Cristian Mucci -, fatta eccezione per l’estate particolarmente dinamica. I collegamenti e la posizione della città attirano molta gente durante i mesi più caldi e lo scorso anno abbiamo attraversato un periodo particolarmente complicato fra aggressioni, risse e i due noti omicidi, che però è stato prontamente gestito anche grazie alla collaborazione dei colleghi della polizia. È inevitabile per una realtà vivace ed effervescente come Civitanova che ci siano dei pericoli con l’aumentare dell’affluenza turistica".
"I gravissimi scontri avvenuti ieri sull’ autostrada A1 confermano che questi criminali travestiti da tifosi rappresentano un rischio grave e concreto per i cittadini e per le forze dell’ordine. I poliziotti che hanno agito ieri con professionalità e sangue freddo, a Badia al Pino, sono stati costretti, infatti, a intervenire nelle corsie autostradali aperte alla circolazione e a fare i conti con persone armate di tutto punto, con bastoni e bombe carta, nonché abbigliate in modo da rendere difficile la loro identificazione".
La dichiarazione giunge dal segretario generale del sindacato di Polizia Coisp, Domenico Pianese, che ha proseguito con la richiesta al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, di "valutare la sospensione delle trasferte fino alla fine del campionato per le tifoserie che si macchiano di episodi di violenza.
E per coloro che saranno identificati quali autori degli scontri di ieri, auspichiamo l’applicazione del Daspo a vita. Di fronte a vicende del genere, infatti, l’unica via da applicare è quella dell’assoluta severità".
Sulla stessa linea il sindacato di Polizia Siulp, con la richiesta al ministro Piantedosi di valutare urgentemente "la reintroduzione di tutti gli strumenti già sperimentati per prevenire queste forme di violenza. A partire dalla tessera del tifoso sino alle partite a porte chiuse per quelle squadre le cui tifoserie si evidenziano per violenza e intolleranza".
Gli scontri in autostrada avvenuti ieri tra gli ultras del Napoli, diretti a Genova per la sfida contro la Sampdoria, ed i tifosi della Roma, in viaggio per Milano per l’incontro a San Siro tra il Milan e i giallorossi, si sono verificati sull’autostrada A1 ed all’interno dell’area di servizio Badia al Pino est, vicino ad Arezzo.
La Digos di Arezzo, insieme a quella di Napoli e di Roma, stanno lavorando incessantemente cercando di fare chiarezza su quella che sembra sia stata una guerriglia organizzata: secondo la ricostruzione delle forze dell’ ordine: “circa 350 tifosi del Napoli diretti a Genova, si sono fermati nell’area di servizio Badia al Pino direzione nord".
Dopo la morte, nel 2014, del tifoso napoletano Ciro Esposito, raggiunto da un colpo di pistola esploso da un tifoso della Roma al termine della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina, si è cercato di tenere le tifoserie a distanza per evitare possibili incidenti: ai romanisti era impedito di andare in trasferta a Napoli, così come ai napoletani di vedere la propria squadra allo stadio Olimpico.
Ieri è stato impossibile evitare l'incontro: sembrerebbe che i romanisti potessero contare su alcuni ultrà in avanscoperta con il compito di informarli sulla presenza dei rivali negli autogrill toscani: avrebbero deciso di fermarsi all’altezza dell’area di sosta proprio per la presenza della tifoseria partenopea. L'autostrada A1 si è trasformata così in un campo di battaglia.
Gli investigatori stanno conducendo le indagini per ricostruire la dinamica, sulla base dell’analisi delle telecamere di sorveglianza dell’autogrill ed anche delle chat e delle comunicazioni telefoniche dalle quali emergerebbe che gli ultras abbiano iniziato a minacciarsi proprio in chat.
Lo scontro sulla carreggiata nord della A, che li ha visti tutti vestiti di nero ed incappucciati, coinvolti nel lancio di sassi, bottiglie, coltelli, bastoni, fumogeni, non sarebbe stato quindi casuale.
A oggi sono oltre 200 i tifosi identificati dalla polizia, tra quelli che per almeno 15 minuti hanno messo a ferro e fuoco la carreggiata della A1 attentando alla sicurezza dei trasporti, oltre che delle forze dell’ordine e dei cittadini.
Il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi è intervenuto sui gravi fatti: “C'è una differenza abissale tra i tifosi che vanno allo stadio, in casa o in trasferta, per cantare, abbracciarsi, gioire o soffrire per la propria squadra e i delinquenti che si scontrano in una stazione di servizio autostradale, creando problemi alle persone perbene. Non c'è cosa peggiore che definire tifosi quest'ultimi, non c'è errore più grande del fare di tutta l'erba un fascio”.
Foto Adnkronos
Sotto l’effetto dell’alcol, danneggia a calci le auto in sosta e distrugge il dehor di un esercizio commerciale. Il fatto è avvenuto nel weekend in via XXV Aprile ad Ancona.
Il soggetto, dopo aver rotto un porta vaso, delle fioriere e le griglie di separazione del gazebo del locale, ha tentato la fuga in direzione della Galleria del Risorgimento.
Gli agenti della polizia intervenuti, però, sono riusciti a bloccarlo nei pressi di piazzale della Libertà per poi accompagnarlo in questura dove è stato denunciato. Visto il forte stato di alterazione in cui versava, l'uomo è stato anche sanzionato per ubriachezza. Successivamente è stato allertato il 118 per il trasporto in ospedale.
I carabinieri del Norm e della Stazione di Fermo hanno identificato e denunciato un 40enne di Giulianova (Teramo) sospettato di essere l'autore di furti commessi nel novembre scorso all'interno delle canoniche della Chiesa di San Giovanni Battista di Grottazzolina e di quella di San Giovanni Bosco di Fermo: erano stati asportati contanti provenienti da offerte dei fedeli per un totale di circa 500 euro.
Partendo da testimonianze e analizzando i sistemi di videosorveglianza nei comuni di Fermo e Grottazzolina, i carabinieri hanno riconosciuto il presunto autore dei colpi scappato a bordo di un'auto intestata alla propria madre.
I militari hanno denunciato l'uomo anche per simulazione di reato: dopo i colpi, per eludere controlli incrociati e responsabilità a suo carico, aveva denunciato il furto dell'auto utilizzata ai carabinieri di Giulianova; dalle indagini è risultato che nell'arco temporale indicato in denuncia il veicolo era in realtà in suo possesso.
(Fonte Ansa)
"Gianluca è stato per me come un figlio, ovviamente senza nulla togliere alla sua mamma che in questo momento tanto sta soffrendo". A dirlo all'Ansa è Marianna Puolo, la madre del commissario tecnico della Nazionale, Roberto Mancini, ricordando Gianluca Vialli, scomparso ieri all'età di 58 anni.
"Tutti sanno del forte legame che ha sempre unito mio figlio a Gianluca, il dolore che abbiamo dentro è immenso e non oso immaginare quello che stanno provando i suoi familiari", aggiunge Marianna.
"Gianluca l'abbiamo seguito assieme a Roberto dai tempi della Sampdoria, l'abbiamo visto praticamente crescere, in questo momento è anche difficile trovare le parole", racconta ancora la mamma di Mancini. "Siamo tutti addolorati, è davvero un momento difficile. Mio figlio in poco tempo ha perso Gianluca, Sinisa (Mihajlovic, ndr) e un caro amico d'infanzia", conclude Marianna.
Ieri, appena appresa la notizia della scomparsa di Vialli, anche Stefania Mancini, la sorella del ct, aveva salutato Gianluca con un post su Facebook: "Addio grande Uomo e Campione ci mancherai".
I carabinieri della Stazione di Monte Urano, insieme ai colleghi della Stazione Carabinieri di Sant'Elpidio a Mare e della Sezione Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Montegiorgio hanno identificato e denunciato per rissa 12 cittadini romeni, tra cui 3 donne, tutti componenti di due nuclei famigliari e alcuni già noti per altri precedenti.
Il gruppo aveva preso parte ad una violenta rissa, anche con l'uso di oggetti contundenti, scatenata da offese personali, la sera della vigilia di Natale, a Torre San Patrizio, nella casa di una delle due famiglie.
Sul luogo erano intervenuti i carabinieri. Durante le indagini è stata scoperta la ragione del litigio, scaturito da una parola di troppo avvertita come offesa da uno dei commensali e, verosimilmente complice l'abuso di alcolici, dalle parole si è passati alle mani. I militari hanno rinvenuto e sequestrato una grande chiave inglese.
Sei dei partecipanti si erano rivolti al pronto soccorso di Fermo: 5 in codice verde e uno in codice giallo. Sono in corso ulteriori accertamenti al fine di considerare la richiesta di emissione di misure di prevenzione personali a carico dei coinvolti.