Contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti: serrati controlli dei carabinieri della Compagnia di Civitanova Marche, coadiuvati dal nucleo cinofili di Pesaro con l’impiego del cane Kevin. Sono state ispezionate complessivamente 74 persone e 23 veicoli.
Nel corso del servizio, coordinato di controllo del territorio, i militari hanno tratto in arresto un cittadino italiano, 56enne, residente a Civitanova Marche, trovato in possesso a seguito di perquisizione domiciliare di un ingente quantitativo di hashish, di cui una parte già suddivisa in dosi per lo spaccio. Inoltre, nell'appartamento, sono stati rinvenuti numerosi bilancini di precisione e vario materiale necessario per il confezionamento della droga.
Posta sotto sequestro dai militari, anche una ingente somma di denaro pari ad euro 13,000 in banconote di vario taglio, verosimile provento dell’attività di spaccio, che l’uomo aveva provveduto a occultare in varie zone della casa. L’arrestato, su disposizione dell’autorità giudiziaria, è stato sottoposto ad arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida.
Tratto in arresto, sempre nel comune rivierasco, un cittadino di origini tunisine, irregolare sul territorio italiano, destinatario di un ordine di esecuzione, emesso dal Tribunale di Macerata, per reati in materia di stupefacenti e resosi irreperibile dallo scorso mese di maggio. L’uomo, che dovrà scontare una pena di anni 4 e mesi 7 di reclusione, è stato tradotto nella casa circondariale di Fermo e posto a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Nel comune di Morrovalle, inoltre, a seguito di un controllo effettuato dai militari presso un bar nel centro del paese, è stato sottoposto a perquisizione personale un giovane, già noto alle forze dell’ordine, il quale, è stato trovato in possesso di un coltello da cucina di grandi dimensioni, di cui non ha giustificato il porto all’esterno della propria abitazione. Il ragazzo è stato denunciato dai carabinieri.
Nel corso dei serrati controlli alla circolazione stradale, sono stati segnalati alla prefettura due giovani trovati in possesso di hashish e cocaina, detenute per uso personale, e ritirate due patenti di guida ad automobilisti risultati positivi all’alcol test.
Lavoro nero: i carabinieri della stazione di Fiuminata sequestrano un cantiere edile. L'operazione, condotta unitamente ai militari del nucleo ispettorato del lavoro, ha comportato la denuncia alla Procura della Repubblica di Macerata di tre persone. Sequestrati anche i mezzi (un camion e un bobcat) presenti nell'intera area.
Gli accertamenti dei militari hanno portato, infatti, alla scoperta di un lavoratore senza alcun tipo di formazione e contratto, non in regola neppure con il permesso di soggiorno. L'ispezione si è conclusa con l’apposzione dei sigilli e la denuncia del titolare della ditta committente, del responsabile unico della ditta che aveva in appalto l'opera e anche del coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione.
Questa mattina, una squadra del distaccamento dei vigili del fuoco di San Benedetto del Tronto è intervenuta in contrada Sant’Egidio, a Monsampolo, per un cane precipitato in un dirupo durante una battuta di caccia.
Una volta individuato, un operatore dei pompieri si è calato con tecniche SAF (speleo-alpino-fluviale) riportando successivamente l’animale in superficie e riconsegnandolo al proprietario.
Cade dalla finestra della propria abitazione facendo un volo di circa nove metri: uomo di 86 anni trasferito a Torrette in eliambulanza. L'incidente è avvenuto nella mattinata di oggi, intorno alle 11:30, in via Gasparrini a Potenza Picena.
Ancora da ricostruire l'esatta dinamica di quanto avvenuto. Dalle prime informazioni sembrerebbe che l'uomo stesse svolgendo dei lavoretti nei pressi della finestra, quando ha perso l'equilibrio ed è caduto rovinosamente al suolo, tra la sua abitazione e una cisterna.
Lanciato l'allarme, sono accorsi sul posto i mezzi di soccorso del 118. Una volta prestate le prime cure del caso, l'86enne è stato trasferito all'ospedale dorico di Torrette in elicottero. Sul luogo dell'incidente sono intervenuti anche i vigili del fuoco e i carabinieri della Campagnia di Civitanova.
Ulteriori sbarchi di migranti a Lampedusa in questi giorni, tra egiziani, siriani e sudanesi migranti salpati da Zawia in Libia, che si vanno ad aggiungere a una situazione già critica di circa 4.000 persone stipate nelle strutture ricettive in condizioni disumane. Nonostante alcuni di essi siano stati trasferiti in altre regioni italiane o in altri paesi europei, le operazioni rimangono lente e complicate.
Ad aggravare la tensione tra i residenti dell’isola, l’iniziale ipotesi di un insediamento della cosiddetta “tendopoli” nei pressi dell’ex base Loran, una cittadella ancora oggi interamente circondata da un muro invalicabile di filo spinato e, in questo caso, potenziale “luogo di detenzione” a tempo indeterminato per chi approda.
La premier Giorgia Meloni ha fatto visita, insieme alla presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen e alla commissaria europea per gli Affari interni Ylva Johansson, all’hotspot di Lampedusa per incontrare i migranti e portare la questione sul tavolo europeo. «L’Italia può contare sull’Unione europea» ha dichiarato, nella conferenza stampa a Lampedusa, Von der Leyen, ribadendo che la gestione dell’immigrazione «è una sfida continentale che richiede una risposta comunitaria».
Partendo da questo fatto di cronaca nazionale ed europea abbiamo indagato come questo fenomeno globale si rifletta e prenda forma nelle piccole realtà della provincia maceratese; abbiamo, quindi, raccolto delle testimonianze e opinioni di rappresentanti della comunità civile e delle istituzioni.
Partendo proprio da quest’ultima categoria una voce ci giunge dal sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica (Forza Italia) che ha posto l’accento sulle problematiche di un territorio in cui manca un’organizzazione degli spazi d’accoglienza, ribadendo come l’Europa debba investire nei paesi di partenza:
“È una situazione complicata, molto critica. In quanto sindaco, recentemente sono stato chiamato dalla Prefettura per rispondere a una richiesta di ospitalità di migranti; relativamente ci era stato chiesto un interessamento per accogliere i minori. Come comune abbiamo molte difficoltà perché non abbiamo strutture adeguate per l’accoglienza: le stesse strutture educative che si occupano della tutela dei minori purtroppo hanno pochissimi spazi oltre al fatto che costituiscono un costo importante per la comunità. Oggi occorre uno sforzo corale da parte dell’Europa sia per accogliere queste persone ma anche per intervenire nei paesi d’origine, per fermare questa situazione altrimenti l’Italia non riesce a gestire un problema di tale portata. Lo sforzo più grosso è quello di andare ad agire investendo nei paesi di partenza, creare là delle condizioni di vita dove si possa vivere, mangiare e ricevere un’istruzione, altrimenti il problema non si risolverà mai”.
Sempre sul solco della politica, c'é stata rilasciata una testimonianza del segretario provinciale del PD Angelo Sciapichetti, il quale, fin dall’inizio, ha messo in luce come questa situazione migratoria faccia parte della più ampia storia della società umana e come sia l’inevitabile risposta a secoli di sfruttamento colonialista da parte dell’Occidente:
“Il flusso migratorio di un continente come quello africano, sfruttato nei secoli- e tuttora- dai paesi occidentali, ha provocato un esodo biblico rispetto al quale noi siamo completamente impreparati e non c’è modo di arginarlo se non organizzando un’accoglienza a livello europeo perché l’Italia da sola non è in grado. Occorre una strategia di accordi con l’Europa, non un continuo mettere in piedi conflitti, altrimenti il problema non si risolverà mai perché le migrazioni ci sono da sempre, ci sono oggi e ci saranno domani. Anche il Memorandum UE – Tunisia è un accordo che non serve a nulla. La forza, l’impeto e il numero di questa povera gente che scappa dalla fame, dalla miseria, dalla guerra è enorme, non è contenibile. Non risolviamo il problema andando da Orban”.
Inoltre, per restituire un’idea di ciò che la popolazione percepisce, teme, spera di fronte a queste notizie drammatiche degli sbarchi, abbiamo intervistato i cittadini nelle piazze, nei caffè; tra questi, in particolare, chi di storia ne ha vissuta molta: Maria Pia, 87 anni. Secondo lei è insopportabile dover assistere alla morte di queste persone, che vanno salvate a tutti i costi. Ha aggiunto:
“L’ Italia ha una posizione geografica per cui tutti sbarcano sulle coste della Sicilia, ma non può ospitarli tutti, deve esserci necessariamente una ridistribuzione in ogni stato dell’Europa. All’origine occorre evitare che ci sia una migrazione di massa e agire sui territori di partenza ma non con le navi militari perché riecheggiano un senso di guerra. Come si impiegano tutte queste persone che non hanno una qualifica, un mestiere tra le mani e arrivano allo sbaraglio? Allora a questo punto l’agire sul luogo di origine significherebbe aprire delle scuole, delle strutture in cui si insegnano la lingua e i mestieri di manovalanza specializzata così da essere già inquadrati prima ancora di arrivare”.
Poi riportiamo il parere di un giovane imprenditore agricolo del maceratese che ha messo in evidenza l’ottica di vedere opportunità nei problemi:
“Alla luce dei numeri credo sia mistificatorio parlare di invasione, per quanto la tematica immigrazione resti importante per i rischi e le opportunità che la accompagnano. Ad esempio, nelle campagne, una cattiva gestione della accoglienza e dell’integrazione faciliterebbe fenomeni quali il caporalato; questo, a drammi umani accompagna una ingiusta concorrenza di chi sfrutta lavoro a basso costo. Una soluzione sarebbe formare i giovani immigrati per accoglierli nel tessuto produttivo: devono essere consapevoli della lingua, degli usi, dei costumi e anche dei loro diritti e doveri. Tornando alla agricoltura, una successiva formazione specializzata potrebbe essere una grande opportunità per le nostre campagne spopolate. Sarebbe bello coinvolgere queste persone in cerca di un futuro migliore nella riqualificazione dei luoghi e dei terreni dove la meccanicizzazione ha interrotto il ricambio generazionale”.
Infine, siamo passati a intervistare un imprenditore in pensione che ha lavorato per molti anni nel settore industriale di Civitanova:
“Innanzitutto occorre considerare che una partenza non organizzata, così all’arrembaggio, senza una specializzazione dei mestieri, va ad alimentare una situazione già di per sé molto complessa. In secondo luogo a carico di chi andrebbe la formazione, del datore di lavoro? Quello della grande azienda è in grado di fornirla, il piccolo imprenditore o l’artigiano no, non ha sufficienti mezzi economici. Quindi la scuola in questo caso dovrebbe sopperire, anzi intervenire immediatamente; il primo fattore a dover entrare in campo è la lingua e un’idea di predisposizione al lavoro, di mansione, di che cosa uno è interessato a fare. L’unica strada di integrazione per un migrante economico deve partire a monte, dai paesi di origine, investendo là. In questo modo non dovremmo più assistere all’ ormai nota e drammatica parabola dei “barconi” che affondano in mare”.
Dunque, c’è una convergenza di visioni riguardo al dovere morale, alla necessità umana di salvare i migranti alla deriva, di non lasciarli al destino inesorabile della morte in mare. Allo stesso tempo, tutti fanno appello all’insufficienza, vera o presunta, delle strutture italiane nel gestire da sole un fenomeno migratorio che richiederebbe un intervento europeo.
Diversamente, il discrimine delle opinioni affiora in una dialettica che potremmo sintetizzare in due direzioni polarizzate: da una parte c’è chi parla di “investimento” nei luoghi di origine, dall’altra di “integrazione” a livello di territorio nazionale ed europeo.
Il primo caso, quello di una sovvenzione europea ai territori africani, aprirebbe un interrogativo derivante dalla natura governativa degli stati destinatari. Ad esempio, degli stanziamenti alla Libia o alla Tunisia, con la loro situazione politica ed economica estremamente fragile e controversa, rischierebbero di alimentare la corruzione e l’intercettazione da parte della criminalità.
Il secondo, quello dell’ “integrazione”, chiamerebbe in gioco un interrogativo sul modus operandi dell’Unione Europea che guarda più a misure finanziarie e securitarie piuttosto che demografiche e migratorie. In particolare, alcune politiche europee nei confronti dell’Africa sono attraversate da contraddizioni che gettano un velo d’ombra su fondanti principi di “solidarietà” e “uguaglianza”.
A titolo di esempio può essere citato il Memorandum Ue-Tunisia tramite il quale si finanzia un governo nordafricano che rintraccia i migranti subshariani e li deporta abbandonandoli nel deserto, dove perdono la vita. Ancora,la politica energetica dell’Ue sui biocarburanti di origine vegetale che ha generato il cosiddetto fenomeno del Land grabbing, ossia l’“accaparramento di terre”. Questa misura ha legittimato le multinazionali europee ad acquistare, con la complicità dei governi locali, massicce porzioni di terre nel continente africano, causando vere e proprie migrazioni di famiglie cacciate o reimpiegate come braccianti sfruttati. Non ultimo è da considerare l’abbattimento della biodiversità.
Dunque quando oggi si invoca l ‘«Europa», il grande sogno di rinascita e unità dopo anni di devastazioni e morte, rimane aperto un interrogativo: che cos’è oggi, qual è il suo ruolo?
La porta da calcetto si stacca e cade addosso a un ragazzino di 11 anni: interviene l’eliambulanza. Paura nel tardo pomeriggio di ieri a Porto Sant’Elpidio, zona Corva. In un campetto fuori uso per un cantiere in corso alcuni ragazzini, nonostante il divieto, sono riusciti ad introdursi nel perimetro per giocare a pallone. A un certo punto un 11enne si è appeso alla traversa della porta da calcetto e questa gli si è rovesciata addosso. Il ragazzino ha sbattuto la testa violentemente ferendosi.
Lanciato, l’allarme, sono accorsi tempestivamente sul posto i sanitari del 118, i quali hanno disposto il trasferimento del ferito in eliambulanza al Salesi di Ancona. L'11enne ha riportato un trauma cranico ed è rimasto cosciente durante le operazioni di soccorso.
Violento scontro tra due auto nella notte in superstrada. È quanto verificatosi poco prima delle tre, all'altezza dello svincolo di Pollenza della SS77 della Val di Chienti, in direzione mare. A seguito dell'impatto una delle due vetture ha terminato la propria corsa contro il guardrail: ancora da ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente.
Sul posto sono immediatamente intervenuti i sanitari del 118, che hanno disposto il trasferimento in ospedale dei conducenti dei mezzi. Per consentire il completamento delle operazioni di soccorso il tratto è stato momentaneamente chiuso al traffico. Ad effettuare i rilievi del caso e veicolare la circolazione sono stati i carabinieri della locale stazione. Alla messa in sicurezza dei veicoli hanno, invece, provveduto i vigili del fuoco.
(Foto di repertorio)
Erano da poco passate le 15 quando un automobilista, nell'affrontare una salita in zona Avenale di Cingoli, si è accorto del fumo che fuoriusciva dal cofano. Non appena ha arrestato l'auto sono divampate le fiamme.
Il conducente ha abbandonato l'auto divenuta ormai una palla di fuoco ferma sulla strada. Poco dopo però i freni dell'auto si sono sganciati e l'auto ha iniziato a scivolare lungo la discesa. Fortunatamente il veicolo ha improvvisamente sterzato andando a finire fra gli alberi fuori dalla sede stradale.
Illeso il conducente.
Sul posto i vigili del fuoco di Apiro
Il questore di Ancona, Casare Capocasa, ha firmato oggi il suo primo provvedimento di Avviso orale nei confronti di un minore, già segnalato per fatti specifici che mettono in pericolo la sicurezza pubblica in base al 'Decreto Caivano'.
Dall'istruttoria effettuata dall'Ufficio Misure di Prevenzione della polizia Anticrimine è emerso che l'adolescente risulta avere già precedenti di polizia per violazioni delle norme sugli stupefacenti, ma anche "per delitti contro la personalità dello Stato e la fede pubblica" fa sapere la Questura, con una "tendenza crescente di comportamenti antigiuridici".
Considerando verosimile che il giovane tragga sostentamento, anche in parte, da attività criminali collegate agli stupefacenti, la personalità del ragazzo e le sue condotte, il questore Capocasa lo ha ritenuto che fosse necessario sollecitarlo con Avviso orale a tenere una condotta di vita rispettosa della legge.
La misura disposta dal questore, notificata da personale della polizia di Stato, alla presenza di almeno un genitore o altra persona esercente la responsabilità genitoriale, spiega la Questura di Ancona,"ha la finalità specifica di ingiungere all'adolescente di cessare la commissione di condotte delinquenziali, con una finalità preventiva e di recupero, coinvolgendo gli adulti che sono tenuti al controllo ed all'educazione del medesimo".
Secondo Capocasa, "i minori sono i cittadini di domani. “ È nostro precipuo compito e dovere attuare tutte le misure opportune per garantirne lo sviluppo più corretto ed eventualmente il recupero. In uno sforzo comune per contrastare il disagio giovanile ed eliminare quelle sacche di criminalità che attentano alla sicurezza pubblica".
Non ce l’ha fatta Raul Pianaroli, il 75enne osimano rimasto coinvolto in un incidente stradale mentre si trovava in sella alla sua bici lungo la statale 16, nel territorio di Porto Recanati lo scorso 13 agosto (leggi qui). L’uomo si è spento, a poco più di un mese di distanza dal fatto, all’ospedale di Torrette di Ancona dove era stato ricoverato in seguito ai gravi traumi riportati.
Il 75enne viaggiava con la sua bicicletta nei pressi della statale 16, già nel territorio di Porto Recanati, quando è avvenuto lo scontro con una moto. La dinamica del sinistro è tuttora da chiarire da parte degli agenti della polizia locale portorecanatese intervenuti sul posto insieme ai soccorritori del 118.
Pare che sia la bici che la motocicletta procedessero verso sud quando è avvenuta la collisione. Entrambi i conducenti sarebbero poi rovinati a terra. Immediato il trasporto all’ospedale per tutti e due. Il personale medico ha ritenuto opportuno il trasferimento immediato al nosocomio regionale di Torrette in eliambulanza per Pianaroli. Il centauro, invece, è stato portato all’ospedale di Osimo. I familiari ora vogliono sapere davvero cos’è successo quel giorno e, attraverso un appello social, chiedono a chi ha assistito all'incidente di farsi avanti. Le indagini sono tuttora in corso. La data dei funerali dell'uomo non è ancora stata fissata.
Un intervento dei vigili del fuoco si è reso necessario nella mattinata di oggi in contrada San Claudio, nel comune di Macerata, dove alcuni rami di quercia minacciavano di cadere sulla pubblica strada. La squadra di Macerata, con l’ausilio dell’autoscala, ha provveduto a rimuovere il pericolo e a mettere in sicurezza l’area dell’intervento.
La strada interessata è rimasta chiusa per i tempi necessari alla rimozione dei rami pericolanti. Sul posto anche la polizia locale e l’agronomo del comune per valutare la stabilità della pianta. Fortunatamente non si segnalano persone coinvolte nell’incidente.
Si tratta dell’ennesimo episodio di rami pericolanti che si verifica nel territorio maceratese, dove la presenza di alberi secolari o di lunga vita richiede una costante manutenzione e un'attenta vigilanza. Fondamentali le segnalazioni dei cittadini.
A partire dal prossimo 19 settembre le bancarelle del mercato settimanale del martedì saranno nuovamente trasferite lungo viale Giovanni XXIII, via Ramundo e il parcheggio adiacente al campo da basket, nella zona est a città. Lo ha reso noto l’amministrazione comunale di Tolentino, attraverso una conferenza stampa alla quale hanno preso parte l’assessore alla Ricostruzione e Sisma Flavia Giombetti e l’assessore al Commercio e Attività Produttive, Fabiano Gobbi, l’assessore alle Politiche sociali Elena Lucaroni e il presidente del Comitato di Quartiere Repubblica Mauro Gesuelli.
“L’apertura di importanti cantieri in diverse vie e piazze del centro storico – hanno spiegato gli assessori Giombetti e Gobbi – non consentono più l’allestimento del mercato settimanale del martedì”. “Infatti il montaggio delle gru e l’occupazione di porzioni di suolo pubblico necessarie per effettuare i lavori di ricostruzione, vanno ad eliminare gli spazi necessari per le bancarelle e i furgoni dei commercianti”.
“Inoltre con il mercato vengono meno anche le vie di fuga necessarie in caso di stato di pericolo e soprattutto non ci sono più gli spazi per il passaggio dei mezzi di soccorso”. “I cantieri saranno aperti in via Massi, in via Ozeri, in via Martiri di Montalto e a Palazzo Europa. Basti solo dire che attualmente in centro storico sono aperti 87 cantieri e che 28 sono in attesa delle varie autorizzazioni e 22 in attesa di decreto”.
“Purtroppo – hanno proseguito gli assessori - siamo stati obbligati a fare di ‘necessità virtù’, ma la ricostruzione e i tanti interventi di restauro e ricostruzione ci hanno permesso di avere case più sicure e una città più bella. Ovviamente quando possibile il mercato verrà riportato nella sua sede storica”.
“Per venire incontro alle esigenze dei cittadini più anziani o senza auto – ha anticipato l’assessore Lucaroni – nell’ottica di collaborazione tra Assessorati, si sta predisponendo un apposito servizio navetta con i mezzi a disposizione dell’Ufficio Servizi sociali per accompagnare le persone che vorranno nella zona dove è allestito il mercato settimanale che poi saranno riaccompagnate a casa. Nei prossimi giorni verranno rese note le modalità di questo particolare servizio che vuole essere di ausilio a chi si trova in difficoltà e vuole comunque frequentare il mercato”.
“Si ricorda ai residenti di viale Giovanni XXIII, via Ramundo di non parcheggiare le auto nelle zone abitualmente utilizzate per l’allestimento del mercato settimanale del martedì, compreso il parcheggio adiacente al campo da basket”.
Provvidenziali si sono rivelati i riflessi di un macchinista questa mattina per evitare che una ragazza che si era stesa sui binari fosse colpita dal passaggio di un treno regionale, a Macerata. Il fatto è avvenuto intorno alle 8:30.
Si è trattata di una questione di attimi: fortunatamente il conducente è riuscito ad arrestare la corsa del convoglio - diretto a Civitanova Marche - in tempo, chiamando subito i soccorsi. La giovane, una quindicenne, è stata presa in cura dai sanitari del 118 che l'hanno trasferita al pronto soccorso dell'ospedale di Macerata per accertamenti. Sul posto è intervenuta anche la polizia.
Il nucleo carabinieri ispettorato del Lavoro di Macerata e la polizia di Stato della Questura di Macerata nella giornata di giovedì hanno dato esecuzione ad una misura cautelare in carcere nei confronti di un cittadino italiano di origini pakistane nell’ambito di un’articolata attività d’indagine sul caporalato e lo sfruttamento del lavoro nel settore dell’agricoltura.
Le indagini sono state avviate nel mese di maggio 2022 a seguito di alcune segnalazioni giunte ad entrambi i reparti. La sinergica e meticolosa attività di indagine svolta nei confronti del soggetto indicato come sfruttatore, e l’attento ascolto dei lavoratori, hanno fatto emergere il ruolo di “deus ex machina” dell’indagato il quale, ben inserito nella comunità pakistana, ha reclutato, anche presso i centri di accoglienza, operai extracomunitari per utilizzarli nelle campagne della provincia di Macerata e provincie limitrofe.
In base a quanto emerso, tali lavoratori venivano quindi impiegati presso terzi anche senza contratti di lavoro ottenendo retribuzioni ben al di sotto degli standard previsti dai contratti collettivi di lavoro, nazionale e provinciale, in violazione delle norme in materia di sicurezza, senza alcun dispositivo di protezione individuale, operando anche in condizioni meteorologiche avverse e senza alcuna sorveglianza sanitaria.
I lavoratori svolgevano turni massacranti, che si protraevano dalle prime luci dell’alba fino al tardo pomeriggio, in violazione alla legge e senza alcuna maggiorazione per il lavoro straordinario e festivo, in condizioni di salute precarie e disagiate.
Gli stessi venivano sottoposti a forme di sorveglianza e condizioni di lavoro degradanti in quanto veniva controllata costantemente anche la quantità di prodotti agricoli raccolti dalle singole squadre. Il caporale addirittura tratteneva delle somme dalla retribuzione di loro spettanza corrispondenti alle spese per il vitto e alloggio.
I carabinieri del NIL e il personale della Squadra Mobile, coordinati dalla Procura di Macerata, hanno riscontrato che, quotidianamente, l’indagato reclutava decine di operai e li conduceva nelle campagne.
L’attività illecita era organizzata nei minimi dettagli, infatti il caporale potendo contare su una continua e sistematica richiesta di manodopera da parte di alcune aziende committenti fidelizzate, reclutava in prestabiliti punti di raccolta, situati nel Maceratese, decine di stranieri, per lo più di nazionalità pakistana, ma anche di nazionalità nigeriana indiana e bangladese, in un numero mediamente mai inferiore ai trenta e con picchi fino a 60 lavoratori al giorno, i quali venivano trasportati sui luoghi di lavoro stipati in furgoni.
L’attività di indagine ha quindi permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dello sfruttatore il quale, esercitando un potere intimidatorio e di ricatto.disponeva quotidianamente di un rilevante numero di stranieri impiegati in maniera irregolare presso le aziende agricole del territorio.
L’indagato, nel tempo, si è riappropriato delle somme corrisposte alle vittime, a titolo di retribuzione, anche mediante minacce di morte o atti di violenza. Tali gravi indizi di colpevolezza hanno determinato l’autorità giudiziaria a emettere, nel marzo 2023, la misura interdittiva a svolgere attività imprenditoriale.
A seguito delle risultanze investigative è stato disposto anche il sequestro dell’azienda con la quale l’indagato operava, i conti correnti e i 6 mezzi utilizzati dallo stesso per il trasporto dei lavoratori. Sequestro del valore di 40.000 euro circa.
All’alba di giovedì, i carabinieri del Nil e il personale della Squadra Mobile, hanno raggiunto il caporale per l’esecuzione dell’ordinanza della custodia cautelare in carcere e lo hanno condotto nella casa circondariale di Ancona-Montacuto.
Scontro frontale tra due auto: il traffico va in tilt. È quanto avvenuto intorno alle 15 del pomeriggio, all'altezza della rampa di accesso/uscita della superstrada, allo svincolo di Corridonia. Sul posto sono immediatamente intervenuti i sanitari del 118 e i vigili del fuoco.
Secondo una prima ricostruzione, una delle due auto (un suv Volvo) avrebbe invaso la corsia opposta al proprio senso di marcia e urtato frontalmente un'Audi A1 bianca. Ai rilievi, per ricostruire con esattezza la dinamica di quanto avvenuto, procede la polizia stradale di Camerino. Fortunatamente non si sono registrati feriti.
Per consentire le operazioni di soccorso e messa in sicurezza del tratto interessato dal sinistro, è stata momentaneamente chiusa la carreggiata in direzione monti della Ss 77 della Val di Chienti. Presenti anche gli agenti della polizia locale di Corridonia.
La comunità di Treia piange la scomparsa della centenaria Ida Meriggi. La donna è venuta a mancare all'affetto dei suoi cari nella giornata di ieri, dopo aver festeggiato lo scorso 27 gennaio, insieme ai familiari e al sindaco Franco Capponi (che la omaggiò di una pergamena) il secolo di vita. La funzione religiosa verrà celebrata quest'oggi, alle ore 16:00, presso la chiesa parrocchiale San Vito e Patrizio. La donna lascia tre figli (Eraldo, Giuliano e Sergio) e nove nipoti.
Il giorno dopo il nubifragio, che si è abbattuto nell’entroterra maceratese dal tardo pomeriggio e fino alla serata di ieri, si contano i danni e si continuano a pianificare gli interventi.
Sono state ore di super lavoro per i tecnici e gli operai dell’ufficio Manutenzioni del Comune di San Severino Marche che hanno dovuto rispondere a diverse chiamate.
I disagi maggiori si sono registrati in viale Varsavia, alla prima periferia della città, dove il sistema fognario messo sotto pressione dalla tanta pioggia caduta in pochissimi minuti non ha retto provocando un allagamento della sede stradale. Tra la stessa via Varsavia e via Crivelli diversi garage nei piani seminterrati sono finiti in parte sommersi. Anche questa mattina Comune e Assem hanno effettuato un sopralluogo congiunto e nei prossimi giorni è stata programmata una verifica di tutta la rete.semi
Garage allagati anche in un condominio di via Orazio Marziario, nella frazione di Taccoli. Strade sott’acqua in un tratto di viale Europa e in via San Michele, di fronte al villaggio terremotati “Campagnano”, dove non si sono comunque registrati particolari disagi per gli abitanti delle Sae. Infine si segnalano alberi caduti sulla strada comunale dei Granali e in località Caruccio.
Auto si schianta contro il guardrail e finisce nella scarpata: feriti al pronto soccorso. I vigili del fuoco sono intervenuti nella notte lungo la SS.3 in località Villa Furlo, nel comune di Fermignano, per un incidente stradale.
Per cause in fase di accertamento, il conducente di un’autovettura ha perso il controllo del mezzo che, dopo aver divelto il guardrail, è precipitato nella scarpata sottostante.
La squadra dei pompieri Cagli ha collaborato con i sanitari del 118 per il trasporto dei feriti fino all’ambulanza, i quali successivamente sono stati portati al Pronto Soccorso di Urbino per accertamenti. I vigili del fuoco poi alla messa in sicurezza dell’area dell’intervento. Sul posto anche i carabinieri di zona
“Durante l'allenamento di scherma del giovedì la pioggia ha scardinato la porta di accesso alla palestra di via Natali ed ha allagato i locali trascinando quanto era presente sul terreno”. Lo rende noto la società Macerata Scherma.
“Probabilmente a causa dell'ostruzione della griglia stradale di raccolta l'acqua si è accumulata lungo il corridoio di accesso e, una volta raggiunta l'altezza di un metro, ha scardinato la porta entrando con violenza nella palestra” – fa sapere la società.
Subito gli istruttori e i maestri della Macerata Scherma si sono adoperati per portare i bambini sulle panche e sulle parti sopraelevate, tranquillizzandoli, al tempo stesso per la paura generata dal boato e dal "fiume" che irrompeva nella ambiente.
“I bambini - prosegue la nota - hanno abbracciato i loro maestri piangendo, i più piccoli per lo spavento, i più grandi dicendo ‘e ora come faremo ad allenarci’ ".
Subito il presidente dell'associazione ha avvisato i vigili del fuoco . Nella serata gli assessori Renna e Marchiori, accompagnati dal dirigente dell'ufficio tecnico Luchetti, si sono prontamente recati nella palestra per constatare la situazione avviare gli interventi necessari. “Se la paura è stata notevole, altrettanto notevole è stata la tempestività di tutti nell'evitare conseguenze più gravi: istruttori, assessori comunali, vigili del fuoco”, spiega la società .
“Molti i messaggi dei genitori ai dirigenti della Macerata Scherma per complimentarsi sulla capacità di gestire una situazione difficile e totalmente imprevista”.
Gravissimo infortunio sul lavoro in un cantiere edile a Monte Urano: mentre stava lavorando con un'impastatrice di massetto autolivellante, installata su un camion, il braccio destro di un operaio è finito nel macchinario con conseguente amputazione parziale fino quasi al gomito.
L'incidente è avvenuto in tarda mattinata nei pressi del cantiere nei pressi di un'abitazione privata dove si stavano realizzando opera edili. L'infortunato, sui 50 anni, è il figlio del proprietario di una ditta edile del Fermano che gestisce il cantiere.
In base a una ricostruzione, era accanto a un camion sul quale è posizionata un'impastatrice di malta e altro materiale e che poi lo pompa compattato dove deve essere realizzato il massetto, quando il braccio vi è finito dentro in circostanze ancora in fase di accertamento. La prima a soccorrere il ferito è stata la proprietaria dell'appartamento dove insiste il cantiere, che ha cercato in qualche modo di arginare la gravissima ferita al braccio, fino all'arrivo dei sanitari che poi hanno trasportato l'operaio, in gravi condizioni, ad Ancona con l'eliambulanza Icaro.
Sul posto, oltre ai sanitari del 118 e la Croce Azzurra, sono intervenuti i carabinieri e funzionari del servizio ispettorato del lavoro ma anche i vigili del fuoco di Fermo per dare supporto alle varie operazioni anche di messa in sicurezza.