Al culmine di una lite tra moglie e marito, l'uomo ha accoltellato ad una gamba il figlio maggiorenne che prendeva le difese della madre minacciata dal padre che in quel momento era in stato di ubriachezza. Il fatto è accaduto a San Benedetto del Tronto verso le 18.45 del primo ottobre scorso, ma è stato reso notto oggi dalla Questura di Ascoli Piceno.
La polizia ha arrestato il responsabile del ferimento del figlio che è stato trasferito nel carcere di Marino del Tronto. Gli agenti erano intervenuti nell'abitazione privata ubicata lungo la Statale 16 dove era stata segnalata la presenza di una persona accoltellata.
Il personale delle Volanti del Commissariato di San Benedetto del Tronto, giunto velocemente sul posto, aveva trovato l'accoltellatore seduto sugli scalini dell'ingresso dello stabile con abiti indossati intrisi di sangue; tracce ematiche vi erano anche sul vicino marciapiedi, nell'androne del palazzo e sulle scale.
Dopo una veloce ricostruzione dei fatti, i poliziotti avevano accertato che l'uomo, di origine albanese, non in regola con il permesso di soggiorno, aveva poco prima accoltellato a una gamba il figlio maggiorenne che si era frapposto tra i genitori durante un'accesa lite in famiglia.
All'interno del lavello della cucina, gli agenti avevano recuperato il coltello utilizzato per ferire il figlio, raccogliendo poi le testimonianze degli altri familiari mentre personale della polizia scientifica eseguiva i rilievi. Nel frattempo il figlio ferito, non presente in casa, si era già recato al locale Pronto Soccorso per essere medicato anche per una copiosa perdita di sangue; poi era stato dimesso con una prognosi di 15 giorni. Il padre, sentito dal pubblico ministero di turno, è stato arrestato e trasferito in carcere.
(Fonte Ansa)
Una frode informatica con la quale riuscivano a carpire, con la tecnica dello 'smishing', dati sensibili di conti correnti da cui prelevavano denaro. È quanto scoperto dai carabinieri della sezione Cyber Investigation di Roma che hanno individuato una associazione a delinquere che operava tra le provincie di Fermo, Napoli e Roma.
Arrestata una persona, quattro denunciate a piede libero. In provincia di Fermo e nel comune di Torre Annunziata (Na), i carabinieri del Comando provinciale della Capitale con il supporto di quelli di Napoli e Fermo, hanno dato esecuzione a un provvedimento di applicazione della custodia cautelare in carcere - emesso dal gip di Ancona su richiesta della locale procura della Repubblica - nei confronti di un uomo originario di Torre Annunziata, ma residente nelle Marche, ritenuto il promotore della associazione.
Contestualmente sono state eseguite perquisizioni personali, domiciliari e informatiche nei confronti di quattro persone indiziate di essere appartenenti al sodalizio. Le indagini sono state avviate a seguito della denuncia presentata da un cittadino romano, a cui sarebbero stati asportati circa 27mila euro dal conto corrente.
Le successive indagini, condotte dai carabinieri della Sezione Cyber Investigation del Nucleo Investigativo di Roma e coordinate dalla Procura della Repubblica di Ancona, attraverso sofisticate tecniche di digital forensics, hanno consentito di ricostruire la tecnica criminale utilizzata del sodalizio ed individuarne i componenti.
Il sodalizio operava inviando tramite sms comunicazioni alle loro vittime, spesso scelte in maniera casuale, facendo credere che arrivassero dai rispettivi istituti di credito, e con le quali venivano invitate ad accedere al proprio conto on line ovvero contattandole per telefono fingendosi operatori bancari.
Una volta carpite le credenziali di accesso, veniva prelevato dai conti il denaro riversandolo su conti correnti intestati a persone compiacenti, a cui poi veniva lasciata una percentuale (solitamente circa il 15%) del maltolto, come rimborso per il disturbo. Le indagini hanno consentito di accertare, finora, almeno 19 reati - commessi in tutta Italia - per un totale stimato in almeno 280mila euro.
A seguito dell'avvenuta comunicazione di un caso accertato di Dengue, infezione contratta da un cittadino italiano rientrato nella sua abitazione di via Flaminia da un viaggio in Centro America, ricoverato successivamente nell'Azienda ospedaliera di Torrette, la Azienda Sanitaria Territoriale (Ast) di Ancona Uoc Igiene e Sanità pubblica - sulla base del Piano nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi - ha informato il sindaco e il vice sindaco di Ancona della necessità di effettuare un duplice intervento di disinfestazione adulticida. L'avvio deve avvenire entro 24 ore dalla segnalazione del caso.
L'indicazione è stata data dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Umbria e delle Marche, con la raccomandazione di effettuare l'intervento nella zona di abitazione del paziente entro un raggio di circa 200 metri per due notti consecutive. L'Ast ha precisato che la probabilità che si verifichino casi secondari è considerata bassa.
L'Amministrazione comunale ha emanato una ordinanza con la quale incarica la società Servizi innovativi srl di effettuare oggi e domani sera, a partire dalle ore 24.00 interventi di disinfestazione adulticida nelle aree aperte (strade, cortili, giardini, orti e stabilimenti balneari situate nel raggio di 200 metri. Previsti anche nella giornata del 7 ottobre interventi larvicidi nella porzione di territorio ove siano presenti piccoli ristagni d'acqua.
Nell'area interessata dall'irrorazione (via Flaminia, via Luigi Mercantini, Lungomare Palombina, via Enea Costantini, via Francesco Redi) è opportuno restare a casa durante il periodo di trattamento, con finestre e porte chiuse, in particolare per bambini, donne in stato di gravidanza, anziani, persone con problemi respiratori o allergici ed in generale tutti i soggetti fragili; bisogna trattenere all'interno delle abitazioni gli animali domestici che normalmente vengono lasciati in giardino per un periodo di almeno 8 ore successive al trattamento; non consumare i prodotti dell'orto e delle piante da frutto: rimuovere eventuali indumenti o biancheria esposti all'esterno; coprire adeguatamente i contenitori d'acqua non rimovibili.
Un atto intimidatorio si è consumato a Palazzo delle Marche, sede dei gruppi assembleari del Consiglio regionale. Nelle prime ore di questa mattina, ignoti hanno distrutto la porta dell’ufficio del capogruppo dem, Maurizio Mangialardi, a calci e pugni, senza lasciare alcun messaggio.
“Ho immediatamente denunciato il fatto al direttore generale Antonio Russi e al presidente dell’Assemblea legislativa delle Marche Dino Latini per tutti gli adempimenti del caso, spiega l’ex sindaco di Senigallia. Nelle prossime ore formalizzerò alle autorità preposte la denuncia penale”.
“Si tratta di un episodio davvero inquietante, continua. Non sappiamo ancora se i protagonisti di questo atto vandalico provengano da fuori o siano interni al palazzo. Posso solo dire che non mi sento assolutamente intimidito. Il mio pensiero è andato ai nostri collaboratori che avrebbero potuto subire le ripercussioni di questa cieca violenza, fortunatamente sfogata solo su una porta”.
“In ogni caso, non sono disposto a passarci sopra. Mi aspetto che venga fatta luce sull’accaduto e che tutti i gruppi, così come la struttura dirigenziale, collaborino a questo obiettivo. Credo sia interesse di tutti i consiglieri regionali ricostruire con esattezza i fatti e individuare i responsabili, per non avvelenare ulteriormente il clima politico che si respira in questi giorni a causa di certe manovre trasformiste in consiglio”.
“Abbiamo un servizio di guardia e abbiamo i tornelli sia per il personale che per i visitatori. Non dovrebbe essere difficile ricostruire l’elenco delle persone che al momento del fatto erano presenti nel palazzo. L’importante è che nessuno pensi di far passare tutto in cavalleria, perché oggi è andata in frantumi una porta, ma domani?” - Conclude la nota di Mangialardi - .
Condanna sulla vicenda è stata espressa dai vari gruppi di maggioranza:“Esprimiamo la nostra piena solidarietà al capogruppo del PD Maurizio Mangialardi, fatto oggetto di un atto vandalico nei confronti del suo ufficio nel palazzo del Consiglio regionale, si legge in una nota della Lega. La politica è la più alta forma di dialogo costruttivo volto al bene della comunità e come tale deve essere aliena da qualsiasi forma di violenza. Attendiamo fiduciosi che sia fatta piena luce su questa vicenda”.
Dello stesso tenore anche la nota rilasciata dal gruppo di Forza Italia in Regione: "Quanto accaduto oggi è assolutamente inaccettabile", scrivono. "La porta dell'ufficio di Mangialardi, ospitato oltretutto all'interno di una sede istituzionale (Palazzo delle Marche) è stata sfondata. Nello stigmatizzare il gesto che reputiamo inqualificabile, ci auguriamo che chi di dovere giunga il prima possibile all'identificazione di colui o coloro che hanno compiuto il gravissimo gesto con conseguenti esemplari provvedimenti. Siamo convinti che il danneggiamento non debba essere assolutamente sottovalutato e che debba essere fatta luce quanto prima sull'accaduto".
Abitazione occupata abusivamente a Porto Sant’Elpidio: interviene la polizia per lo sgombero. L’allarme è stato lanciato lo scorso mercoledì, da un residente della zona, il quale ha segnalato che nei pressi di via Umberto I una casa era stata occupata abusivamente. La villa in questione era disabitata e affidata per la vendita ad un’agenzia immobiliare locale che gli agenti non riuscivano a contattare. Impossibile mettersi in contatto anche con il proprietario.
Dopo una perlustrazione esterna dell’abitazione i poliziotti hanno notato che, effettivamente, parte della recinzione metallica che cingeva l’area della villa era stata sollevata in modo da consentire il passaggio di una persona. Per questo hanno deciso di entrare ed effettuare un’accurata ispezione del perimetro scoprendo che la serratura della porta d’ingresso era stata forzata.
I poliziotti sono quindi entrati in casa: al secondo piano, in una delle camere da letto, hanno trovato due persone, un uomo ed una donna, di nazionalità straniera. Gli occupanti abusivi, entrambi privi di documenti, sono due senzatetto.
L’abitazione era stata completamente messa a soqquadro e presentava numerosi danni alle pareti e alle suppellettili; questo faceva presumere che altri, prima dell’uomo e della donna sopresi dagli agenti, avessero bivaccato all’interno dell’edificio.
Nella borsetta della donna è stata rinvenuta una punta metallica di un bisturi della lunghezza di cinque centimetri, che è stata debitamente sequestrata dai poliziotti
I due clochard, inoltre, erano sprovvisti di documenti validi per la loro corretta identificazione, perciò sono stati accompagnati presso gli uffici della Questura per ulteriori accertamenti.
Sono state riscontrate irregolarità con le norme inerenti il soggiorno e per questo motivo l’ufficio immigrazione della questura di Fermo ha notificato loro l’espulsione e il contestuale ordine del questore a lasciare il territorio nazionale. L’appartamento è stato subito messo in sicurezza per essere riconsegnato, appena possibile, al legittimo proprietario.
Il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi ha ricevuto in Comune il brigadiere Alessio Paolini e il carabiniere scelto Loris Margiotta, che nel luglio scorso hanno salvato un uomo sul punto di suicidarsi.
Alla cerimonia erano presenti anche il maggiore Giulia Maggi, comandante della compagnia dei carabinieri di Tolentino, il maresciallo maggiore Lorenzo Ceglie comandante dell'aliquota radiomobile e l’assessore Flavia Giombetti.
Il sindaco si è complimentato personalmente con i due carabinieri che hanno dimostrato tutta la loro preparazione e "sangue freddo" agendo in maniera repentina ed efficace nelle operazioni di salvataggio.
La città di Tolentino e l’amministrazione comunale hanno conferito ai due militari un attestato di merito perché, come scritto nella pergamena: "Nel luglio 2023, hanno dimostrato grande professionalità e capacità umane, salvando una persona che minacciava di suicidarsi. Intervenuti sul luogo hanno agito prontamente e grazie alle loro doti solidali, sono riusciti a rianimare l’uomo".
"Senza indugio hanno sollevato il corpo che sembrava inerte, praticando prontamente e con perizia le manovre di soccorso suggerite telefonicamente dai sanitari del 118 che stavano raggiungendo il luogo dove si trovavano i militari e il soggetto soccorso - si legge ancora nell'attestato -. Grazie alla loro perizia e bravura, l'uomo ha ripreso a respirare e i parametri vitali sono tornati nella norma. Sono un chiaro esempio di elette virtù civiche e non comune senso del dovere. L'operazione ha riscosso il plauso unanime dell'intera popolazione e dell’opinione pubblica, esaltando il prestigio e l'immagine dell'arma dei Carabinieri e il suo radicamento al servizio della comunità tolentinate".
I carabinieri forestali del nucleo "Parco" di Fiastra hanno effettuato un’importante attività di polizia giudiziaria, che ha portato all'individuazione dei responsabili dell’abbandono, nel Parco Nazionale dei "Monti Sibillini", di 40 quintali di rifiuti speciali non pericolosi.
I militari, dopo aver verificato nel comune di Valfornace, in località Isola, la presenza di un grosso cumulo di rifiuti, hanno iniziato una serrata attività investigativa, che ha consentito loro di risalire ai responsabili dell’abbandono.
Un attento e costante monitoraggio della zona unita all'analisi del materiale abbandonato (composto da terre e rocce da scavo frammiste a conglomerato cementizio e a rifiuti edili) hanno indirizzato i carabinieri forestali a svolgere indagini nei confronti di aziende che operano nel settore edile.
Indagini che hanno portato all'identificazione della ditta responsabile dell'illecito smaltimento: sono stati deferiti per abbandono di rifiuti speciali non pericolosi all'autorità giudiziaria il titolare e l'esecutore materiale dell'abbandono. Rischiano l’arresto da tre mesi a un anno o l’ammenda fino a 26mila euro.
Estate nel segno della lotta agli stupefacenti, al caro carburanti, alla contraffazione, all'abusivismo commerciale e ai prodotti non sicuri per la Guardia di Finanza di Macerata. Il comando provinciale, infatti, ha potuto contare sul rinforzo di 4 unità di personale assegnate nell’ambito del piano per il potenziamento dei servizi di vigilanza estiva.
L'attività si è sviluppata su tutto il territorio provinciale, con particolare attenzione riservata alle stazioni ferroviarie, alle fermate dei mezzi di trasporto su gomma, ai luoghi di aggregazione e al tratto costiero, che essendo le zone più movimentate rappresentano quelle più esposte al rischio di criminalità.
Nel complesso, sono stati sequestrati circa 6 chili di sostanze stupefacenti (hashish, marijuana e cocaina) e 15 piante di cannabis, con due persone arrestate, dodici denunciati a piede libero alla competente autorità giudiziaria e 24 assuntori, sorpresi con modica quantità, segnalati alla locale Prefettura.
Notevole è stata anche l'attenzione avuta nel prevenire e reprimere i traffici illeciti in genere, con particolare riguardo al settore dell’abusivismo commerciale, della sicurezza prodotti e del commercio di articoli contraffatti, a tutela dei consumatori.
Il dettaglio di queste attività è stato di 4 interventi in materia di marchi contraffatti, con 269 articoli sequestrati e 4 persone denunciate a piede libero alla competente autorità giudiziaria; di 10 interventi in materia di sicurezza prodotti, con 17.084 articoli sequestrati e 10 persone segnalate alla locale Camera di Commercio; 15 interventi in materia di abusivismo commerciale, con 10.721 articoli sequestrati e 15 persone segnalate alla competente autorità comunale.
Per quanto riguarda le attività svolte in materia di prezzi dei carburanti praticati al consumo, i finanzieri maceratesi hanno effettuato 28 controlli presso distributori stradali, finalizzati alla verifica del rispetto delle previste comunicazioni al portale Osservaprezzi Carburanti, della corrispondenza dei prezzi praticati alla pompa rispetto a quelli riportati sui cartelli esposti e dell’esposizione del prezzo medio regionale, introdotto dal Governo a partire dal primo agosto per contrastare le speculazioni, migliorare la concorrenza e far abbassare i prezzi.
Le irregolarità riscontrate sono state in tutto 22, di cui 13 per l’omessa comunicazione al portale Osservaprezzi Carburanti, 7 per la mancata o incompleta esposizione dei prezzi e 2 per l'irregolare tenuta del registro di carico e scarico dei carburanti.
Due persone tradotte in carcere, una in detenzione domiciliare e una denuncia in stato di libertà: è il risultato dei controlli messi in piedi dai carabinieri della Compagnia di Tolentino in questi primi giorni di ottobre.
LORO PICENO - Lunedì scorso, la pattuglia dei carabinieri di Loro Piceno ha effettuato verifiche presso una struttura dove trovano alloggio anche numerose persone impiegate nella ricostruzione post-sisma. Tra gli ospiti, appena arrivati da fuori regione e in attesa di registrazione, è stato controllato un 65enne residente in Lombardia, che è risultato destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura presso il Tribunale di Como, a seguito di condanna per il reato di furto.
I militari hanno, pertanto, eseguito il provvedimento dell’autorità giudiziaria e tradotto l’uomo al carcere di Fermo, dove dovrà espiare la pena residua di quattro mesi di reclusione.
SAN GINESIO - Analogo provvedimento, il giorno seguente, è stato eseguito dai carabinieri di San Ginesio nei confronti di un cinquantasettenne, condannato per maltrattamenti verso familiari e per tentata estorsione: reati commessi nel 2016. L’uomo espierà la condanna a tre anni di reclusione presso la casa circondariale di Fermo.
A seguito di condanna, sempre il 3 ottobre, i militari ella stazione di San Ginesio hanno eseguito il provvedimento della Procura di Macerata che, sulla base dell'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza, ha stabilito l’applicazione della detenzione domiciliare nei confronti di un quarantottenne, a seguito di condanna per reati contro il patrimonio. L’uomo dovrà scontare la pena residua di quattro mesi.
TOLENTINO - Infine, l’aliquota radiomobile della compagnia di Tolentino ha denunciato un quarantacinquenne di Recanati, trovato nel pomeriggio di ieri in città, nonostante gli fosse stato notificato un divieto di ritorno nel comune. La misura di prevenzione era stata recentemente ottenuta perché, oltre ai numerosi precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, l'uomo era stato denunciato il mese scorso dai carabinieri per aver rubato dalla cassetta delle offerte all’interno della Chiesa di San Nicola.
La città di Macerata in lutto per la scomparsa di Mauro Marzi. L’uomo aveva 65 anni e lottava da un anno contro una grave malattia che non gli ha lasciato scampo. Una grande passione la pallavolo, mantenuta per decenni in vari ruoli, l'impegno in politica e nell'attività sindacale nell'Unimc.
Marzi ha legato parte de la sua vita allo sport collaborando anche con altre importanti società maceratesi come la Cus Macerata, Pallavolo Macerata e la Lube Volley (di cui è stato secondo allenatore in Serie A nelle stagioni 1995/96 e 2000/01).
“Ha sempre vissuto l’impegno nel volley con grande passione, da giocatore prima e poi come allenatore – scrive in post su Facebook la società sportiva Pallavolo Macerata – Ha lasciato un indelebile ricordo, durante gli anni nei quali ha guidato le squadre giovanili e la prima squadra nel ruolo di secondo e primo allenatore”.
A esprimere il cordoglio anche il rettore dell’Università John McCourt che dalla pagina ufficiale scrive: “È con grande tristezza che abbiamo appreso dell’improvvisa e prematura scomparsa del nostro collega. Al figlio e a tutti i suoi cari va l’abbraccio sentito di tutta la Comunità universitaria”. Marzi lascia il figlio Giulio e la moglie Paola.
Nei giorni scorsi una donna ucraina di 43 anni era stata deferita all'Autorità giudiziaria per aver incendiato, martedì scorso, una lettiga all'interno degli ospedali Riuniti di Ancona (leggi qui).
Un atto grave che aveva provocato allarme e timore tra il personale medico e i numerosi pazienti presenti nelle sale d'attesa dell'ospedale, tanto da far evacuare l'area, con chiusura temporanea del presidio medico a causa del pericolo di propagazione delle fiamme e del fumo, che di fatto impedivano lo svolgere delle attività di soccorso.
In relazione a questo fatto, il questore di Ancona Cesare Capocasa ha emesso il provvedimento del Foglio di via obbligatorio nei confronti della donna. La 43enne, con precedenti giudiziari, spiega la questura, "è da ritenersi persona socialmente pericolosa e la vicenda occorsa ha fatto sì che i cittadini ed il personale sanitario ivi presenti avvertissero una sensazione di insicurezza e di sdegno per l'immotivato quanto grave gesto".
Con il provvedimento adottato dal questore la donna ha l'obbligo di presentarsi all'Autorità Locale di Pubblica Sicurezza della località di residenza e inoltre ha il divieto di far ritorno nel territorio del Comune di Ancona per un periodo di 3 anni.
Tolentino in lacrime per la scomparsa di Ritvana Doko. La giovane mamma, di origini albanesi, si è spenta questa mattina, poco prima delle 5, a soli 34 anni. Fatale un terribile male contro il quale stava combattendo da tempo. Ritvana lascia il marito Marion, i due figli Ilenia ed Edoardo, la mamma Bukuroshe, il papà Hajdar, la sorella Eliona e il fratello Fatjon. I funerali avranno luogo sabato 7 ottobre, alle ore 10:30, nella Chiesa dello Spirito Santo, muovendo dalla Casa Funeraria Rossetti in Via La Malfa a Tolentino.
Tolentino in lutto per la scomparsa di Don Vittorio Serafini. Il parroco si è spento all'età di 82 anni, proprio nella giornata in cui si celebra San Francesco, parrocchia della quale è stato sacerdote per molti dei suoi oltre 55 anni di sacerdozio. Don Vittorio lascia il fratello Renato, la cognata Mariella, i nipoti Andrea, Elidia, Gabriele, Antonella, Giuliano, Micaela e Giorgio. I funerali si svolgeranno venerdì 6 ottobre, partendo dalla Casa del Commiato Salvatori, per giungere nella Basilica di San Nicola dove, alle ore 15:00, sarà celebrata la funzione religiosa.
"Per molti anni - sottolinea il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi in una nota di cordoglio - Don Vittorio è stata la guida spirituale della nostra città. Vicario del Vescovo ha retto e animato la Parrocchia di San Francesco divenendo il punto di riferimento di tante famiglie e di tanti giovani. Ha svolto un importante lavoro pastorale anche all'interno del clero cittadino e non solo. Molto rilevante anche la sua attività di insegnante nelle scuole cittadine, dove ha contribuito a formare diverse generazioni di giovani".
"Di lui ci mancheranno la sua straordinaria umanità, la sua propensione nell'aiutare il prossimo e chi era in stato di bisogno o difficoltà e il suo sorriso - ha concluso Sclavi -. È stato un esempio di fede, disponibilità, sempre aperto alla comprensione e al dialogo. Tutta la comunità tolentinate che lui ha tanto amato e sostenuto nel nome del Signore, lo ricorderà con grande affetto e nostalgia, cercando di seguire il suo esempio".
I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Osimo, unitamente ai colleghi della Compagnia di Ancona, hanno tratto in arresto un ventitreenne anconetano, dando esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Ancona, scaturisce dalle indagini concluse dal Nucleo, le cui risultanze sono state condivise dalla Procura della Repubblica. Le indagini hanno consentito di acquisire a carico del giovane, già noto alle forze dell'ordine, forti indizi di colpevolezza per i reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, con sequestri effettuati, dal mese di marzo, per più di 7,5 chili di hashish.
A marzo, a Numana, è stato sequestrato, in un appartamento da lungo tempo disabitato, un borsone contenente 22 panetti di hascisc, per un peso di 2,2 chili. Sempre nel corso delle indagini, a maggio e luglio ad Ancona, il Nucleo Operativo di Osimo e i militari della Compagnia dorica hanno arrestato in flagranza di reato altre due persone, trovate in possesso rispettivamente di quasi 300 grammi di hashish e di più di 5 chili dello stesso stupefacente, ceduto, in entrambe le occasioni, dal giovane anconetano.
L'arrestato, dopo il fotosegnalamento, è stato condotto alla casa circondariale di Ancona. Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari, sottolineano i carabinieri: eventuali responsabilità penali saranno valutate dall'autorità giudiziaria.
Questa mattina, i carabinieri del reparto operativo investigativo del nucleo hanno arrestato una coppia di spacciatori, un 51enne imprenditore edile e la sua compagna 56enne, per spaccio di sostanze stupefacenti in concorso tra loro.
La coppia è stata arrestata su esecuzione di ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere e agli arresti domiciliari, emessa dal G.i.p. del Tribunale di Macerata.
Il provvedimento scaturisce a seguito di una lunga e complessa attività di indagine, condotta dai carabinieri, che ha permesso di ricostruire un'intensa e fiorente attività di spaccio, posta in essere dalla coppia nel periodo compreso tra giugno 2021 e maggio 2023.
I militari hanno documentato nel citato periodo che, in almeno di più di mille occasioni, gli arrestati hanno smerciato, a numerosi assuntori abituali, circa 250 grammi di eroina. Dall'attività di spaccio, la coppia ha tratto un illecito profitto superiore a 25.000 euro.
Dopo l'arresto, l'uomo è stato condotto nella casa circondariale Montacuto di Ancona, mentre la donna è stata sottoposta alla misura degli arresti domiciliari a Macerata.
Intervento della polizia locale e dei vigili del fuoco, questa mattina poco dopo le ore 12,30, nei pressi della frazione di Pitino di San Severino Marche per un incendio che si è sviluppato nel cassone posteriore di un furgone compattatore dei rifiuti del Consmari, un Iveco Daily, impegnato nel normale giro di servizio per la raccolta porta a porta della carta.
Il conducente del mezzo, un settempedano, è riuscito a fermare lo stesso al centro della carreggiata ma in un luogo sicuro lontano dalle abitazioni e da altre situazioni che avrebbero potuto creare ulteriore pericolo.
Sul posto è prontamente intervenuta una pattuglia della polizia locale insieme a una squadra dei Vigili del Fuoco che è riuscita a spegnere le fiamme e ad evitare che le stesse si propagassero alla cabina dell’autocarro. Non risultano feriti.
Giornata di ordinaria follia per una 43enne ubriaca, residente a Bologna, che ieri ad Ancona prima ha molestato i passanti davanti ad un negozio in piazza della Repubblica, davanti al Teatro delle Muse, poi ha litigato con la titolare che ha chiamato la polizia locale.
La donna in stato di ebbrezza, ucraina e residente a Bologna, si è scagliata prima contro gli agenti della polizia locale, poi contro quelli della polizia stradale e infine ha reagito anche all'intervento degli operatori della Croce Gialla. Per portarla via è stato necessario l'arrivo dell'auto medica e di una blanda sedazione.
La stessa, però, non è stata sufficiente a fermarla: una volta trasportata al Pronto Soccorso dell'ospedale di Torrette, ha dato fuoco con un accendino al materasso e al cuscino della lettiga su cui si trovava nell'area di accesso.
Le fiamme sono state subito spente da un infermiere con un estintore. La sala è stata subito evacuata (c'erano una cinquantina di persone) e non si sono registrati né feriti né intossicati.
Prima la fuga di gas e poi la deflagrazione che ha ferito gravemente un uomo di circa 40 anni. Due squadre dei vigili del fuoco di Ascoli Piceno sono intervenute intorno, alle ore 19, nella frazione di Porchia a Montalto delle Marche per un esplosione in un appartamento.
Per cause in corso di accertamento, presumibilmente per una fuga di gas, si è verificato uno scoppio che ha causato danni agli infissi con espulsione degli stessi verso l’esterno ed il ferimento della persona presente all’interno.
Dopo la messa in sicurezza della zona interessata e la verifica dello stato dei fatti nell’immobile, non sono stati accertati danni alla struttura.
Il ferito – un uomo di 40 anni di origini straniere - è stato subito trasportato in eliambulanza all’ospedale regionale di Torrette ad Ancona per le gravi lesioni riportate.
Investe un ciclista e fugge. È caccia al pirata della strada che con la sua auto ha travolto, nella serata di oggi, un uomo di 35 anni in sella alla bici per poi darsi alla fuga.
Il fatto è avvenuto, intorno alle 20, sul ponte che collega Civitanova Marche a Porto Sant'Elpidio.
Lanciato l'allarme sono accorsi sul posto i mezzi di soccorso del 118. I sanitari, dopo le prime cure del caso, hanno trasportato il ferito all'ospedale di Civitanova in codice rosso. Sul caso indaga la polizia stradale intervenuta per i rilievi.
Da chiarire l'esatta dinamica dell'incidente.
(E.L.)
Continuava a spacciare nonostante fosse agli arresti domiciliari. Per questo motivo i carabinieri della stazione di Corinaldo hanno tratto in arresto un 49enne del posto, per il reato previsto dall'art 73 del Testo Unico stupefacenti.
L'uomo, già pregiudicato, era agli arresti in casa: tramite una perquisizione domiciliare, è stato trovato in possesso di 220 grammi circa di sostanza stupefacente, risultata poi essere cocaina che evidentemente avrebbe dovuto rifornire la piazza di spaccio locale.
L'arrestato è stato portato dai militari della Compagnia di Senigallia nella circondariale di Ancona, come disposto dall'autorità giudiziaria, in aggravamento della misura restrittiva già in essere.