Dramma nella serata di ieri in una frazione di Sefro, dove un uomo di 46 anni è stato trovato senza vita nella propria abitazione.
L’allarme è scattato nel tardo pomeriggio, quando la compagna ha provato più volte a contattarlo senza ottenere risposta. Preoccupata per il silenzio dell’uomo, la donna ha avvisato il fratello del 46enne, chiedendogli di verificare di persona cosa stesse accadendo.
Il familiare si è quindi recato nell’abitazione e, non riuscendo ad accedere all’interno, ha allertato i soccorsi. Erano circa le 21 quando sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Camerino e i carabinieri della stazione di Pioraco. Una volta aperta la porta, è stata fatta la tragica scoperta: l’uomo si era tolto la vita.
Sul luogo è intervenuto anche il personale del 118, ma per il 46enne non c’era ormai più nulla da fare: i sanitari hanno potuto soltanto constatarne il decesso.
Secondo quanto emerso, all’interno dell’abitazione non sarebbero stati rinvenuti messaggi.
Le forze dell’ordine hanno effettuato gli accertamenti di rito per ricostruire l’accaduto.
Un sabato sera amaro per un residente della frazione di Piediripa. Intorno alle 20:45, una Fiat Panda rossa parcheggiata in via Metauro è stata presa di mira da ignoti vandali che hanno imbrattato il veicolo con della vernice di colore nero.
L’auto si presentava parzialmente coperta da una sostanza liquida colorata. Sul posto - all'allarme lanciato dalla stessa proprietaria - è intervenuta una pattuglia della Polizia per i rilievi del caso e per raccogliere la segnalazione dell’accaduto.
Secondo quanto emerso dai primi controlli, si tratterebbe di vernice diluita, un dettaglio confermato anche da un imbianchino del posto intervenuto in aiuto della proprietaria. Grazie alla tempestività dell'intervento e alla natura della sostanza, è stato possibile ripulire parzialmente i vetri e i fanali del mezzo, mentre il resto della carrozzeria porta ancora i segni dell'atto vandalico.
"Mi ha aiutato un imbianchino a togliere il grosso dai punti critici come vetri e fanali - racconta la donna -, per il resto della vettura la situazione resta da valutare".
Una notizia improvvisa quanto dolorosa ha scosso nella giornata di oggi le comunità di Montefano e Appignano. Si è spento prematuramente all'età di 70 anni Claudio Camellina, figura di spicco del panorama professionale e politico locale. Una scomparsa che ha lasciato nello stupore e nel rammarico quanti avevano avuto modo di conoscere le sue doti umane e la sua competenza.
Camellina era molto noto a Montefano, dove alle ultime elezioni amministrative si era messo a disposizione della comunità guidando come candidato sindaco la lista civica "Montefano Domani". Il gruppo consiliare, appresa la notizia, ha espresso un dolore profondo per la perdita di un uomo che è stato punto di riferimento per rigore morale e passione civile. Nonostante l'impegno politico nel borgo montefanese, Claudio risiedeva con la famiglia ad Appignano, dove era altrettanto stimato.
Oltre all'impegno pubblico, Camellina era un professionista di altissimo profilo nel settore primario. Per decenni ha svolto un'attività di successo nel mondo dell'agricoltura marchigiana, raggiungendo l'apice della carriera come responsabile del Consorzio Agrario di Ancona. Le sue competenze tecniche, unite a una rara onestà intellettuale, lo avevano reso un consulente e un dirigente apprezzato in tutta la regione.
La scomparsa lascia un vuoto incolmabile nella sua famiglia: Claudio Camellina lascia la moglie Nunzia e i tre figli Riccardo, Alessandra e Chiara.
I funerali si terranno domani, lunedì 2 marzo, alle ore 15.00, presso la chiesa parrocchiale Gesù Redentore di Appignano. Sarà l'occasione per le due comunità di stringersi in un abbraccio ai familiari e rendere l'ultimo omaggio a un uomo che ha servito il territorio con dedizione e competenza.
"Ma la Curia dov'è?". È la domanda ricorrente che ha accompagnato le numerose segnalazioni - corredate da foto e video - arrivate, nei giorni scorsi, alla nostra redazione che raccontano una situazione a dir poco preoccupante riguardante l’Abbazia di Rambona, uno dei luoghi simbolo del territorio maceratese.
Situata nelle campagne di Pollenza, l’abbazia rappresenta una delle testimonianze più significative dell’architettura romanica nelle Marche. Fondata in epoca altomedievale, custodisce una preziosa cripta con affreschi e elementi architettonici di grande valore storico e artistico.
Per generazioni è stata non solo un riferimento religioso, ma anche un punto identitario per la comunità locale, legato alla memoria collettiva e alla storia del territorio. Eppure oggi, secondo quanto documentato dalle immagini ricevute, il complesso verserebbe in uno stato di abbandono che lascia interdetti.
Un cittadino, durante una passeggiata lungo il sentiero che dalla fontana del Coppetto conduce all’abbazia, si è trovato di fronte – racconta – a "uno scenario surreale". La vegetazione sarebbe cresciuta a dismisura tutt’intorno alla struttura. Ma l’aspetto più grave riguarderebbe gli accessi: la porticina della cripta risulterebbe manomessa e sfondata, con la concreta possibilità che chiunque possa entrare fin dentro l’area dove si trovano affreschi e oggetti di valore.
Non solo. Anche la porta della canonica sarebbe stata forzata. Una situazione che espone il bene al rischio di ulteriori atti vandalici o furti, come già avvenuto nell'aprile del 2025.
Dall’accesso principale, che invece risulta chiuso, è ancora visibile il cartello con la dicitura: "Lavori di pronto intervento all’Abbazia di Rambona", committente l’amministrazione comunale di Pollenza, con riferimento a un verbale di somma urgenza datato 29 novembre 2016, all’indomani del terremoto. A quasi dieci anni di distanza, però, l’area versa in condizioni di evidente incuria.
Un altro elemento che desta forte preoccupazione riguarda la sicurezza. La recinzione di cantiere sarebbe presente soltanto sul lato dell’accesso stradale, mentre sul retro non vi sarebbe alcuna protezione. Telecamere di sorveglianza, inoltre, non risultano installate.
La struttura, già danneggiata dal sisma del 2016, si presenta in un marcato stato di precarietà, come evidenziato dalle foto e dai video giunti in redazione: murature lesionate, parti esposte e accessi non adeguatamente protetti renderebbero l’area potenzialmente pericolosa anche per chi vi si introduce incautamente.
La situazione, purtroppo, non è nuova. Già ad aprile del 2025 si erano registrati atti vandalici che avevano destato forte allarme. In quell’occasione era stata lanciata una raccolta firme, cartacea e online, per la protezione e la salvaguardia dell’abbazia, con l’obiettivo di accendere una luce su quanto stava accadendo. L’iniziativa aveva raccolto ben 10mila adesioni.
Prima firmataria l’associazione Arte per le Marche, insieme ad altre realtà del territorio come la Pro Rambona – nata nel 1998 per promuovere attività nella frazione pollentina e che continua a prendersi cura dell’area – la Pro Loco Corporazione del Melograno e numerosi cittadini.
La vicenda solleva interrogativi sulla tutela di un bene che appartiene, prima ancora che alla memoria collettiva del territorio, anche ai tre enti proprietari dell’abbazia: la parrocchia Santa Maria Assunta, l’Istituto diocesano per il sostentamento del clero e la stessa diocesi di Macerata.
Di fronte a immagini e testimonianze di questo tipo, diventa inevitabile chiedersi quali siano le responsabilità e quali azioni urgenti si intendano mettere in campo per salvaguardare uno dei gioielli del patrimonio storico-artistico della provincia di Macerata, prima che il degrado diventi irreversibile.
Non si ferma l’attività di monitoraggio dell’Arma dei carabinieri sui cantieri della ricostruzione post-sisma 2016. In un servizio coordinato a largo raggio, i militari della Compagnia di Camerino, insieme ai colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Macerata, hanno passato al setaccio l’area di Ussita, riscontrando numerose irregolarità legate alla sicurezza e alla conformità dei luoghi di lavoro.
L'operazione, che si inserisce in un piano di verifiche provinciale volto a tutelare i lavoratori nei settori a maggior rischio, ha portato alla denuncia di cinque titolari d'azienda. Le ispezioni hanno evidenziato criticità diffuse, che vanno dall'utilizzo di ponteggi non a norma alla gestione carente della viabilità interna ai cantieri, fino alla mancanza di misure idonee per prevenire i pericoli del cosiddetto "lavoro in quota".
Il bilancio dell'attività ispettiva è pesante sia sul fronte penale che su quello amministrativo. Oltre alle cinque persone deferite all'autorità giudiziaria, sono state contestate ammende per un importo complessivo di 48.000 euro.
A queste si aggiungono ulteriori sanzioni per violazioni tecnico-amministrative, con un focus prioritario sul rispetto delle norme antinfortunistiche, elemento considerato fondamentale in questa fase così intensa di lavori per la ricostruzione dell'entroterra maceratese.
Infortunio sul lavoro nella tarda mattinata di oggi all’interno di un’azienda agricola di San Ginesio. Un operaio straniero di 31 anni, residente fuori regione e dipendente di una ditta specializzata in impianti fotovoltaici, è rimasto ferito mentre stava eseguendo alcuni interventi.
Secondo le prime informazioni, l’uomo avrebbe perso il controllo di una smerigliatrice che stava utilizzando durante i lavori, riportando una ferita al collo. Momenti di forte apprensione tra i presenti: una persona che si trovava sul posto ha immediatamente dato l’allarme.
Il giovane è sempre rimasto cosciente. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 che, dopo aver prestato le prime cure, hanno disposto il trasferimento all’ospedale regionale di Torrette per gli accertamenti e le cure del caso. L’elisoccorso non ha potuto alzarsi in volo a causa della nebbia presente nella zona, motivo per cui il trasporto è avvenuto via terra in ambulanza.
Presenti anche i carabinieri delle stazioni di Loro Piceno e San Ginesio. Al lavoro gli ispettori del Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (Spsal), che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire con esattezza la dinamica dell’accaduto e verificare il rispetto delle normative in materia di sicurezza.
Le condizioni dell’operaio sono al momento al vaglio dei sanitari.
(Foto di repertorio)
La Squadra Mobile della Questura di Macerata è intervenuta nei giorni scorsi a seguito della diffusione, su un noto social network, di un video in cui un giovane, riprendendosi all’interno di un’abitazione, mostrava un fucile da caccia e una cartucciera con numerose munizioni, pronunciando frasi dal contenuto minaccioso rivolte ad altre persone.
Il filmato, individuato rapidamente dagli investigatori, ha permesso di identificare il giovane e di verificare la reale disponibilità delle armi mostrate. Dalle prime accertamenti è emerso che il ragazzo conviveva con il padre, titolare di una regolare licenza di porto di fucile per uso caccia.
Considerata la pericolosità del contenuto e la concreta accessibilità delle armi da parte di una persona non autorizzata, la Squadra Mobile ha effettuato un intervento immediato presso l’abitazione. Sono stati ritirati cautelativamente diversi fucili da caccia, un ingente quantitativo di munizioni e il titolo di polizia in materia di armi, in applicazione dell’articolo che regola la sicurezza e la custodia delle armi.
Durante l’attività è emerso che le armi e le munizioni erano custodite in maniera non sicura e facilmente accessibile. Il padre del giovane è stato quindi denunciato all’autorità giudiziaria per il reato di omessa custodia di armi, in base alla normativa che disciplina obblighi di custodia e sicurezza delle armi da fuoco.
Il materiale sequestrato è stato preso in consegna dagli operatori della Polizia, mentre ulteriori accertamenti sono in corso da parte della Divisione di Polizia Amministrativa e di Sicurezza per valutare eventuali provvedimenti di competenza.
I Vigili del Fuoco sono intervenuti ieri sera, intorno alle ore 21:00, in via Pace a Macerata per mettere in sicurezza un solaio all’interno di un’abitazione.
A scopo precauzionale, gli occupanti dello stabile sono stati temporaneamente allontanati. Il Comune di Macerata ha attivato il servizio di pronto intervento sociale per garantire assistenza notturna alle persone coinvolte.
Fortunatamente non si registrano feriti o altre persone coinvolte; i danni riguardano esclusivamente la struttura dell’edificio.
Una tragedia ha scosso la mattinata di Civitanova Marche. Intorno alle 7 di oggi, un uomo di 35 anni ha perso la vita dopo essere precipitato dal terzo piano della sua abitazione in via Sicilia.
A dare l'allarme sono stati i familiari della vittima. Sul posto sono intervenuti immediatamente i sanitari del 118, ma ogni tentativo di rianimazione è risultato vano: il giovane è deceduto sul colpo a causa del violento impatto.
Oltre ai soccorsi, sono giunti in via Sicilia i Carabinieri per effettuare i rilievi di rito e ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto. Sebbene le indagini siano ancora tecnicamente in corso, i primi accertamenti sembrano non lasciare spazio a dubbi: secondo gli inquirenti si tratterebbe di un gesto volontario.
Scontro tra un’auto e una moto nella mattinata di oggi lungo la Strada Provinciale 12, in zona Rotelli, a Macerata.
Per cause in corso di accertamento, i due mezzi si sono scontrati tra loro. Ad avere la peggio è stato il centauro, un 38enne, che è finito a terra dopo l’impatto.
L’uomo è stato soccorso dal personale sanitario e trasportato in codice giallo all’ospedale di Macerata per gli accertamenti e le cure del caso.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco per la messa in sicurezza dei veicoli e dell’area interessata dall’incidente, oltre alla Polizia Stradale che ha effettuato i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dello scontro.
La Compagnia Carabinieri di Macerata ha intensificato i controlli nelle scuole del capoluogo nell’ambito del progetto Scuole Sicure, con un servizio straordinario mirato a garantire maggiore sicurezza agli studenti negli orari di ingresso e uscita.
L’operazione si è svolta nella mattinata di ieri e ha interessato non solo gli istituti scolastici cittadini, ma anche le aree a maggiore afflusso giovanile, come il terminal bus di piazza Pizzarello e la stazione ferroviaria. L’obiettivo è stato quello di prevenire e contrastare fenomeni di illegalità, con particolare attenzione a bullismo e spaccio di sostanze stupefacenti tra studenti.
Il servizio è stato condotto con la massima discrezione e ha visto impegnati i militari della Sezione Radiomobile e delle Stazioni di Macerata, Corridonia e Montecassiano, supportati da personale in borghese e dall’unità cinofila dei Carabinieri di Pesaro con il cane antidroga “One”.
Nel corso delle verifiche all’interno di diversi plessi scolastici, grazie al fiuto del cane “One”, è stato rinvenuto circa un grammo di hashish nella disponibilità di uno studente. La sostanza è stata sequestrata.
Ulteriori modiche quantità di droga sono state individuate e sequestrate anche durante i controlli effettuati al terminal di piazza Pizzarello, sempre con l’ausilio dell’unità cinofila.
A Montecassiano, i Carabinieri hanno inoltre fermato un giovane di 21 anni che, alla vista dei militari, ha mostrato un atteggiamento sospetto. La successiva perquisizione ha permesso di rinvenire una dose di hashish. Il giovane è stato segnalato alla Prefettura come assuntore di sostanze stupefacenti e la droga è stata sequestrata.
Complessivamente sono state impiegate 4 pattuglie per un totale di 10 militari. Nel corso del servizio sono stati controllati 30 veicoli e 72 persone, oltre a diversi obiettivi sensibili e due esercizi pubblici.
I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Civitanova Marche hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di 37 anni, residente nel comune, ritenuto responsabile di maltrattamenti contro familiari o conviventi ed estorsione nei confronti della madre convivente, una donna di 70 anni.
Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Macerata a seguito di una complessa indagine condotta dai Carabinieri, i cui risultati sono stati pienamente condivisi dall’autorità giudiziaria. Le indagini hanno ricostruito un quadro di condotte persecutorie e violente ai danni della donna.
Si segnala che l’arrestato era già stato deferito all’autorità giudiziaria il 20 gennaio scorso, dopo un intervento richiesto dalla madre a seguito di episodi di percosse e richieste estorsive di denaro.
Il 37enne è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Ancona Montacuto, dove rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria mandante.
MACERATA - Improvviso fuori programma nel pomeriggio di oggi in via Roma, nei pressi del passaggio a livello di Collevario. La rottura di una tubatura dell’acquedotto ha provocato un vistoso “effetto geyser”, con un getto d’acqua che si è alzato per circa due metri, attirando l’attenzione di residenti e automobilisti.
L’episodio si è verificato in una zona dove sono in corso interventi sulla sede stradale, che hanno rivoluzionato la viabilità. Per cause ancora in fase di accertamento, la condotta idrica ha ceduto, causando la fuoriuscita violenta dell’acqua e il conseguente allagamento della carreggiata.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Locale e i tecnici del Comune di Macerata, che hanno provveduto a delimitare e mettere in sicurezza l’area, avviando contestualmente le operazioni necessarie al ripristino della condotta idrica.
Una notte di controlli e interventi per i carabinieri della Compagnia di Macerata si è conclusa con il deferimento in stato di libertà di un giovane del luogo. Un 28enne, residente nel capoluogo e già noto alle forze dell'ordine, è stato denunciato all'autorità giudiziaria con le accuse di guida in stato di ebbrezza alcolica e porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere.
Il fatto è avvenuto nella notte tra il 24 e il 25 febbraio lungo viale Leopardi. I militari della sezione radiomobile sono intervenuti per i rilievi di un sinistro stradale che ha visto coinvolta un'unica autovettura: il conducente, il 28enne maceratese, ha perso il controllo del mezzo finendo la sua corsa contro un muro di recinzione.
Al momento dell'arrivo dei carabinieri, il giovane si trovava in compagnia di altre due persone che occupavano l'abitacolo; fortunatamente, nessuno dei presenti ha riportato lesioni a seguito dell'impatto. Tuttavia, il conducente ha manifestato fin da subito i chiari sintomi del consumo di sostanze alcoliche. Sottoposto ad accertamento etilometrico, il ragazzo è risultato positivo con un tasso di 1,95 g/l, valore quasi quattro volte superiore al limite consentito dalla legge, che ha fatto scattare l'immediato ritiro della patente di guida.
Durante le operazioni di rito, l'atteggiamento particolarmente agitato del giovane ha spinto i militari ad approfondire il controllo sul veicolo. La perquisizione dell'auto ha dato esito positivo: all'interno del vano portaoggetti era infatti ben occultato un coltello con una lama di 13 centimetri.
Per il 28enne è scattata dunque la doppia denuncia: alla contestazione per la guida in stato di ebbrezza si è aggiunta quella per il porto abusivo dell'arma bianca, che è stata contestualmente posta sotto sequestro.
(Foto di repertorio)
Tentato furto di rame sventato dai Carabinieri nel cimitero comunale di Morrovalle. I militari della Stazione Carabinieri di Morrovalle hanno deferito in stato di libertà all’autorità giudiziaria un cittadino marocchino di 50 anni, residente nella provincia fermana e già noto alle forze dell’ordine, con l’accusa di tentato furto aggravato.
L’episodio si è verificato in orario serale, durante un servizio di controllo del territorio. Transitanto nei pressi del cimitero comunale, i Carabinieri hanno notato il cancello d’ingresso aperto, circostanza ritenuta anomala considerato l’orario. Insospettiti, hanno deciso di effettuare un controllo approfondito.
Una volta avvicinatisi, i militari hanno riscontrato evidenti segni di effrazione sul cancello. Poco distante hanno inoltre notato un’autovettura in sosta con portiere e bagagliaio aperti. A quel punto sono intervenuti sorprendendo un uomo mentre caricava nel veicolo una lastra di rame, appena smontata dall’interno dell’area cimiteriale.
Il materiale è stato recuperato e posto sotto sequestro. L’uomo è stato accompagnato in caserma per le formalità di rito e successivamente denunciato a piede libero per tentato furto aggravato.
Si fingevano consulenti esperti, capaci di spianare la strada per una vita regolare in Italia, ma dietro le promesse di lavoro e integrazione si celava una vera e propria organizzazione dedita alla truffa e al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. La Polizia di Stato di Macerata, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha concluso un'articolata indagine che ha portato alla denuncia di quattro soggetti: due italiani e due argentini.
L'indagine, condotta dalla Squadra Mobile con il supporto fondamentale dell'Ufficio Immigrazione, ha scoperchiato un sistema che sfruttava le speranze di cittadini stranieri, principalmente di origine peruviana e argentina, pronti a tutto pur di garantire un futuro migliore ai propri figli.
L'inchiesta è partita nel settembre 2024, a seguito della denuncia di una coppia di peruviani - un amministratore e un'odontotecnica - già vittime di estorsione nel loro Paese e giunti in Italia per fuggire dalla criminalità locale. I due erano stati agganciati già alla fine del 2023 tramite una pagina Instagram dedicata, dove un cittadino argentino residente in Italia offriva, dietro compenso, servizi per ottenere il permesso di soggiorno per motivi di lavoro e alloggi pronti all'uso.
Il meccanismo era ben oliato: veniva richiesta una caparra confirmatoria prima ancora dell'arrivo in Italia e, una volta giunte a destinazione, le vittime pagavano il resto della somma pattuita via chat. Per rendere il tutto credibile, gli indagati accompagnavano personalmente i malcapitati presso gli uffici pubblici, approfittando della loro scarsa conoscenza della lingua e delle leggi italiane per far firmare documenti inutili.
Le vittime, entrate in Italia con un semplice visto turistico, ignoravano di non potersi regolarizzare per motivi di lavoro senza un regolare decreto flussi. L'organizzazione sfruttava i 90 giorni di permanenza legale per turismo per preparare il cosiddetto "kit delle Poste": l'invio della domanda illudeva i cittadini stranieri sulla possibilità di ottenere il titolo di soggiorno. Solo al momento del diniego da parte della Questura, i truffati prendevano coscienza della loro irregolarità e del raggiro subito.
Gli investigatori hanno scoperto che il caso della coppia peruviana non era isolato. Molte altre persone sono state colpite dal medesimo metodo, perdendo cospicue somme di denaro mai restituite. Molte vittime, trovandosi irregolari a causa della truffa, hanno scelto di lasciare l'Italia per rientrare nei paesi d'origine.
L'analisi dei conti correnti e delle istanze inoltrate (spesso compilate "dalla stessa mano") ha permesso alla Sezione criminalità straniera di definire i contorni di un volume d'affari di circa 40 mila euro. La Squadra Mobile sospetta che il fenomeno possa essere ancora più diffuso di quanto emerso finora, confidando che altre vittime possano trovare il coraggio di denunciare.
Finisce a reti bianche, ma con tante emozioni, il primo atto della semifinale di Coppa Italia Promozione. Sul prato del "Leonardo Capponi", Aurora Treia e Atletico Azzurra Colli si sono affrontate a viso aperto, confermando perché si stiano contendendo il primato nel girone B di campionato. Uno 0-0 che lascia tutto aperto in vista del ritorno previsto tra due settimane al "Colle Vaccaro".
Mister Ricci lancia dal primo minuto l'inedito tandem d'attacco Seye-Chornopyshchuk, mentre l'Azzurra Colli di Alfonsi opta per una linea verde con molti under. L'avvio è di marca locale: al 7' Chornopyshchuk si libera in area e calcia a botta sicura, ma trova la risposta di Marcucci; sulla ribattuta Seye ci riprova, ma l'estremo difensore ospite è ancora miracoloso. Sugli sviluppi del corner è Guzzini a svettare più in alto di tutti, negandogli la gioia del gol solo un attento Marcucci.
L'Aurora preme e sfiora il vantaggio anche con una pennellata di Mazzoni per Chornopyshchuk, anticipato dall'uscita perfetta del portiere. Nel finale di frazione, però, il Colli si sveglia: Valentini e Spadoni mettono i brividi alla retroguardia treiese, ma un provvidenziale Giachetta blinda lo 0-0 prima dell'intervallo.
Il secondo tempo vede gli ospiti partire con un piglio più aggressivo. Esposito sfiora il palo con un tiro a giro e poco dopo spreca un'ottima sponda di Valentini calciando alto. L'Aurora Treia non resta a guardare e risponde con una coordinazione acrobatica di Seye su corner, che però non inquadra lo specchio.
A metà ripresa i due tecnici decidono di inserire l'artiglieria pesante. Ricci getta nella mischia Borrelli e Palladini, mentre Alfonsi risponde con Pampano. Il neo-entrato Borrelli si rende subito pericoloso, prima pennellando un cross per la testa di Chornopyshchuk (fuori di un soffio) e poi tentando addirittura il "gol olimpico" direttamente dalla bandierina del calcio d'angolo.
L'ultimo quarto d'ora è una girandola di capovolgimenti di fronte. Il Colli preme con Pampano e sciupa una doppia occasione con Angelini e Spadoni, mentre l'Aurora carica a testa bassa fino al triplice fischio. Le difese, però, reggono l'urto, cristallizzando il risultato sullo 0-0.
Un pareggio sostanzialmente giusto per quanto visto in campo, che trasforma la gara di ritorno in una vera e propria finale secca. Per l'Aurora Treia sarà fondamentale mantenere questa intensità per espugnare il campo di Colli del Tronto e strappare il pass per la finalissima.
TABELLINO AURORA TREIA - ATLETICO AZZURRA COLLI
AURORA TREIA: Giachetta, Gabrielli A (45’ Calamita), Dominino, Giuliodori, Ballanti (45’ Orlietti), Tavoni, Mazzoni (60’ Borrelli), Guglielmo (60’ Palladini), Chornopyshchuk, Guzzini, Seye. A disposizione: Testa, Bartolini, Lamri, Melchiorri. Allenatore: Simone Ricci.
A.A.COLLI: Marcucci, Marucci (59’ Contartese), Acciarri, Armata (59’ Gabrielli I), Felicetti (45’ Sabatini), Filipponi, Angelini (87’ Cardinali), Spadoni, Esposito, Valentini, Bocci (59’ Pampano). A disposizione: Sperantini, Candellori, Valeri, Galli. Allenatore: Sante Alfonsi.
MARCATORI: - ARBITRO: Francesco Di Maio – Sezione di S.Benedetto del Tronto. ASSISTENTI: Youssef Diouane – Sezione di Fermo; Pierfrancesco Parisi – Sezione di Macerata.
NOTE: ammoniti Orlietti, Ricci (dalla panchina), Felicetti e Alfonsi (dalla panchina), angoli 5-4, recuperi 0’-3’, presenti circa 150 spettatori al “Leonardo Capponi” di Treia.
La Strada Statale 77 "Val di Chienti" torna al centro del dibattito politico e sociale della provincia. Ad alzare la voce è Andrea Gentili, consigliere provinciale e sindaco di Monte San Giusto, preoccupato per la crescente pericolosità di alcuni svincoli chiave dell'arteria che collega la costa all'entroterra.
A far traboccare il vaso sono stati gli ultimi eventi di cronaca. Negli ultimi sette giorni, infatti, si sono verificati ben due incidenti nello stesso tratto, in direzione monti, nei pressi dell'uscita di Montecosaro. "Episodi che riaccendono l’attenzione su una situazione critica che da tempo viene segnalata e che non può più essere ignorata", commenta duramente Gentili.
Secondo il consigliere, il problema non riguarda solo la segnaletica o il manto stradale, ma un volume di traffico che le attuali infrastrutture non sembrano più in grado di reggere, specialmente negli orari di rientro dei pendolari: "Come già evidenziato in più occasioni in sede istituzionale, il tratto in questione - così come l’uscita di Corridonia/Macerata - presenta quotidianamente gravi criticità. In particolare, nella fascia oraria compresa tra le 18:00 e le 19:00 si registrano code di diversi chilometri, con evidenti ripercussioni sulla sicurezza degli automobilisti e sulla fluidità del traffico".
La SS77 è il cuore pulsante del sistema viario maceratese. Per questo motivo, Gentili ha deciso di passare dalle segnalazioni informali ai fatti istituzionali, portando la questione sui tavoli della Provincia: "Si tratta di un’arteria strategica per il territorio, percorsa ogni giorno da migliaia di cittadini, molti dei quali rientrano dal lavoro. Garantire condizioni di sicurezza adeguate non è più rinviabile. Per questo motivo sarà formalmente richiesto al presidente della Provincia di attivarsi presso Anas affinché vengano programmati e realizzati interventi strutturali urgenti per la messa in sicurezza delle uscite di Montecosaro e Corridonia/Macerata".
L'obiettivo è chiaro: non bastano i "tamponi", servono soluzioni radicali che ripensino la viabilità degli svincoli per eliminare l'effetto imbuto che troppo spesso causa rallentamenti improvvisi e tamponamenti. "Non si tratta di opere marginali, ma di interventi necessari per tutelare la sicurezza e migliorare la qualità della vita di un’intera comunità. La vicenda continuerà ad essere seguita con la massima attenzione, con l’obiettivo di giungere quanto prima a soluzioni concrete", conclude Gentili.
I Carabinieri della Stazione di Macerata hanno denunciato a piede libero una donna ucraina di 27 anni, residente a Romano d’Ezzelino (Vicenza), con l’accusa di frode informatica, al termine di un’attività investigativa avviata dopo la denuncia di una 74enne residente in città.
L’indagine è partita dalla querela presentata lo scorso gennaio da una donna moldava di 74 anni, che aveva raccontato di essere stata vittima di un raggiro online. I militari sono riusciti a ricostruire la dinamica dei fatti e, attraverso accertamenti telematici e bancari, a risalire alla presunta responsabile.
Secondo quanto emerso, il 18 dicembre 2025 la vittima era stata contattata su Telegram da un’utenza telefonica estera. L’interlocutrice, fingendosi una persona estranea, le aveva segnalato un presunto uso indebito del suo profilo WhatsApp da parte di un “amico” e, per scusarsi, le aveva promesso un risarcimento economico.
Con questo pretesto, la truffatrice avrebbe convinto l’anziana a effettuare due versamenti, uno da 1.000 euro e uno da 1.200 euro, su una carta PostePay. Non solo: per ottenere il presunto indennizzo, la vittima era stata anche indotta a cliccare su un link inviato sempre tramite Telegram.
Durante quella procedura, però, la donna si è trovata di fronte a un addebito non autorizzato: dalla PostePay, appena ricaricata con 1.000 euro, è partito un bonifico da 430 euro.
Gli approfondimenti svolti dai Carabinieri, sia sul fronte informatico sia su quello bancario, hanno permesso di identificare la persona che avrebbe materialmente ricevuto il bonifico. La 27enne è stata quindi deferita all’Autorità giudiziaria.
L’episodio conferma ancora una volta quanto siano diffuse e insidiose le truffe online, in particolare quando prendono di mira persone anziane. I Carabinieri raccomandano di diffidare da messaggi o richieste sospette ricevuti tramite app di messaggistica e di verificare sempre ogni situazione rivolgendosi alle forze dell’ordine.
È morta dopo quasi un mese di ricovero Maria Bigonzi, 83 anni,trovata il 26 gennaio scorso a terra nella sua abitazione a Pergola (Pesaro-Urbino) con una grave frattura alla testa.
Sotto la lente degli inquirenti è finita una badante moldava di 64 anni, che conviveva con la vittima e che, dopo il decesso, è ora accusata di omicidio volontario aggravato dal vincolo di coabitazione, nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura di Pesaro.
Le condizioni della donna, dopo un iniziale lieve miglioramento, si sono poi aggravate fino al decesso nei giorni scorsi. La morte sarebbe sopraggiunta a seguito della sospensione della terapia dialitica, in un quadro clinico già compromesso da patologie pregresse.
Secondo quanto emerso dalle indagini, la 64enne aveva riferito agli inquirenti di una caduta accidentale dal letto dell’anziana, ma la versione non ha convinto i carabinieri, che stanno valutando la congruenza tra la dinamica ipotizzata e la gravità delle lesioni riscontrate sulla vittima.
Con il decesso di Maria Bigonzi, l’accusa nei confronti della badante è stata riqualificata in omicidio volontario aggravato dal vincolo di coabitazione. Nei prossimi giorni sarà conferito l’incarico per l’esame autoptico, volto a chiarire le cause esatte della morte e a verificare il nesso tra le ferite riportate il 26 gennaio e il decesso a distanza di quasi un mese.
È previsto inoltre un accertamento tecnico irripetibile presso l’abitazione della vittima, per valutare la compatibilità tra la dinamica della caduta ipotizzata o di un’aggressione e le lesioni riportate dall’anziana.
L’inchiesta prosegue con l’obiettivo di fare piena luce sulla vicenda, al momento ancora avvolta nel mistero e sotto attenta osservazione della Procura di Pesaro.