Inchiesta Dda, rientra dalla Cina e viene fermato in aeroporto: Antonio Ezechielli è l'ottavo in carcere
L'inchiesta "Ricostruzione" registra un nuovo arresto: Antonio Ezechielli, 62 anni, maceratese, è stato fermato al suo rientro in Italia dalla Cina ed è l'ottavo destinatario della misura cautelare in carcere nell'indagine della Direzione distrettuale antimafia di Ancona sugli appalti legati alla ricostruzione post-terremoto.
L'imprenditore è atterrato nelle Marche nel pomeriggio di due giorni fa, dove ad attenderlo c'erano i militari della guardia di finanza per dare esecuzione all'ordinanza di custodia cautelare. Dopo aver appreso di essere coinvolto nell'inchiesta, Ezechielli aveva manifestato, tramite il proprio legale, l'avvocato Sergio Del Medico, la volontà di rientrare dall'estero e mettersi a disposizione dell'autorità giudiziaria.
Una volta arrivato a Falconara, è stato accompagnato nel carcere di Montacuto, dove resterà in attesa dell'interrogatorio di garanzia, previsto entro cinque giorni dall'esecuzione della misura. In quella sede potrà rispondere alle contestazioni e fornire la propria versione dei fatti. La difesa potrà inoltre valutare un ricorso al tribunale del Riesame.
Secondo la ricostruzione della Procura, a Ezechielli viene contestato il reato di corruzione. Il suo nome ricorrerebbe 456 volte nell'ordinanza cautelare, nella quale gli investigatori ricostruiscono i rapporti con altri indagati, tra cui Antonio Cervigni, Fabio Pistarelli ed Enrico Crucianelli.
Stando agli elementi raccolti nell'indagine, il maceratese avrebbe avuto un ruolo nella pianificazione e nella gestione di diverse operazioni legate agli appalti pubblici. Tra quelle citate negli atti figurano l'intervento delle Monachette, i lavori relativi a Torrette e all'Azienda sanitaria territoriale di Fermo, oltre alle commesse dell'Università di Camerino.
L'ordinanza evidenzia, inoltre, rapporti di lunga data tra Ezechielli, Cervigni e Pistarelli, ritenuti dagli inquirenti significativi per ricostruire i collegamenti e le dinamiche tra le persone coinvolte nell'inchiesta.
Tra gli elementi più delicati riportati nel provvedimento figura anche la presunta gestione delle comunicazioni e dei materiali dopo l'intervento del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, che aveva contestato a Pistarelli presunte pressioni su dirigenti e funzionari pubblici.
Secondo quanto ricostruito dal giudice Piermartini nell'ordinanza, Pistarelli, Cervigni ed Ezechielli avrebbero concordato una linea comune per affrontare la situazione. Gli atti fanno riferimento alla presunta distruzione di documenti, alla cancellazione di messaggi, alla sostituzione dei telefoni e all'eliminazione di dati archiviati sui computer.
Si tratta di circostanze contestate nell'ambito dell'indagine, che dovranno essere sottoposte alle verifiche nelle successive fasi giudiziarie. La ricostruzione accusatoria dovrà essere confrontata con le eventuali difese degli indagati e con gli elementi che emergeranno nel corso del procedimento.
Con l'arrivo di Ezechielli nel carcere di Montacuto, sale dunque a otto il numero delle persone raggiunte dalla misura cautelare in carcere nell'ambito dell'operazione "Ricostruzione". I prossimi passaggi riguarderanno gli interrogatori di garanzia e le eventuali iniziative difensive, mentre proseguono gli accertamenti sugli appalti pubblici e sui rapporti tra i soggetti coinvolti.

nubi sparse (MC)
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