Un’auto lasciata in conto vendita, una falsa denuncia di smarrimento, una firma contraffatta e un acquirente che non sapeva nulla. È il meccanismo ricostruito dai Carabinieri della Stazione di Cingoli, che al termine di una lunga e minuziosa indagine hanno denunciato tre persone, tutte residenti in provincia di Napoli, ritenute responsabili a vario titolo di reati contro il patrimonio e contro la fede pubblica.
Tutto è partito dalla querela di un 59enne del posto, titolare di una concessionaria. Nel novembre 2025 l’imprenditore aveva affidato in conto vendita una propria vettura a una rivendita di Castel Volturno, nel Casertano, rappresentata legalmente da un commerciante campano di 56 anni, già noto alle forze dell’ordine. Da lì, secondo quanto ricostruito dai militari anche grazie ai riscontri documentali, l’auto sarebbe stata sottratta al legittimo proprietario e piazzata a terzi.
Il primo tassello sarebbe opera di un 23enne disoccupato, anche lui con precedenti, che avrebbe presentato una falsa denuncia di smarrimento dei documenti di circolazione e di proprietà del veicolo, rendendo possibile una nuova immatricolazione. È poi entrata in scena una 33enne, titolare di un’agenzia di pratiche auto che si occupa anche di passaggi di proprietà: la donna avrebbe attestato falsamente l’autenticità della firma del vero proprietario sull’atto di vendita, firma che in realtà sarebbe stata apposta dallo stesso 23enne. A quel punto il commerciante di 56 anni avrebbe perfezionato la cessione a un ignaro acquirente, tenendosi il ricavato.
Al termine degli accertamenti i Carabinieri hanno contestato al 56enne l’appropriazione indebita e la falsità materiale e ideologica in atti pubblici, alla 33enne la falsità ideologica e materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e al 23enne la falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. Le tre persone sono state segnalate all’autorità giudiziaria.

nubi sparse (MC)
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