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Economia Macerata

Inchiesta sulla ricostruzione, Cna Macerata: "Tutelare le imprese oneste, i cantieri regolari non si fermino"

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Le notizie emerse dall’inchiesta sulla ricostruzione post sisma hanno colpito duramente il mondo produttivo maceratese. A commentarle è Simone Giglietti, presidente di Cna Macerata, che parla di un quadro «inquietante» e di un colpo pesante per il territorio, per le famiglie e per l’economia locale.

L’attenzione dell’associazione, che rappresenta le piccole e medie imprese della provincia, si concentra soprattutto sulle aziende corrette, che rischiano di pagare le conseguenze di condotte altrui. Si tratta di imprese che potrebbero aver già perso occasioni di lavoro a causa di una concorrenza falsata da pratiche illecite e che ora rischiano un’ulteriore penalizzazione per le ricadute dell’indagine.

La preoccupazione, spiega Giglietti, non riguarda solo le imprese edili ma l’intera filiera della ricostruzione: elettricisti, impiantisti, termoidraulici, fornitori e le molte attività artigiane presenti nei cantieri, con i loro dipendenti e le rispettive famiglie. Eventuali sospensioni dei lavori, ritardi nei pagamenti e difficoltà operative potrebbero innescare un effetto a catena sull’intera economia locale, già alle prese con una fase complessa.

Da Cna arriva comunque un messaggio di rassicurazione per chi ha lavorato nel rispetto delle norme: la ricostruzione deve andare avanti e c’è fiducia che i cantieri estranei all’inchiesta possano proseguire regolarmente. Per quelli coinvolti nelle indagini, l’auspicio è che si trovino rapidamente soluzioni che garantiscano la continuità degli interventi, nel rispetto della legalità e nell’interesse delle famiglie e delle comunità colpite dal sisma.

Giglietti, che è anche costruttore, solleva poi un interrogativo: le irregolarità contestate riguardano solo gli aspetti economici e amministrativi o hanno toccato anche l’esecuzione dei lavori? Il presidente pensa, ad esempio, all’eventuale impiego di materiali di qualità inferiore a quella prevista o in quantità non conformi al progetto, oppure a errori di lavorazione e posa da parte di manodopera non adeguatamente formata. Circostanze che, se verificate, potrebbero compromettere la sicurezza e la stabilità di edifici e opere.

«Per quanto ci risulta non ci sono elementi per affermare che sia accaduto», precisa, ma in un territorio ad alto rischio sismico è fondamentale fugare ogni dubbio. Su questo fronte le imprese del territorio si dicono pronte a mettere a disposizione competenze e professionalità, nelle forme opportune, per collaborare con istituzioni e organismi competenti.

«Dobbiamo impegnarci tutti affinché questa vicenda non provochi una nuova paralisi della ricostruzione», conclude Giglietti, «penalizzando ancora una volta proprio chi è stato vittima del terremoto».

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