Trasferta in salita per la Cucine Lube Civitanova. Lo staff sanitario biancorosso è stato costretto a fermare due atleti che nell’ultimo match erano partiti titolari. La notizia che fino a ieri era solo un'ipotesi, oggi ha preso la consistenza di un boccone amaro da digerire per il gruppo, che si rimboccherà le maniche come sempre nelle difficoltà.
Il centrale Enrico Diamantini e lo schiacciatore Alex Nikolov saranno assenti alla semifinale dei playoff 5° Posto in programma lunedì 22 aprile (ore 20.30), al PalaBancaSport contro la Gas Sales Bluenergy Piacenza. I due giganti cucinieri non sarebbero disponibili nemmeno per l’eventuale finalissima di sabato.
Mariano Avio, responsabile sanitario biancorosso, chiarisce che Enrico Diamantini era già un ‘osservato speciale’ avendo lamentato un risentimento al tendine d’Achille nel corso dell’ultimo turno del girone. Un dolore legato a una problematica pregressa che si è riacutizzata in campo.
Gli approfondimenti hanno imposto al gruppo di lavoro di fermare il giocatore per valutare il piano terapeutico ideale. Avio ha poi spiegato che Alex Nikolov ha evidenziato nelle ultime ore un fastidio importante alla schiena, sollecitato da una discopatia con ernia discale, che ha spinto lo staff a un'opportuna riflessione. Alla vigilia di un match di notevole importanza, il club metterà in primo piano la salute dell’atleta.
(Credit foto: Spalvieri)
Serata di festa e di solidarietà ieri sera (sabato 20 aprile) all’agriturismo Il Colle del Sole dove si è tenuta l’edizione 2024 della Cena di Primavera organizzata dalla Croce Rossa Italiana Comitato di Matelica.
Locale gremito e tante autorità presenti: insieme ai volontari e al personale della sede matelicese della Cri c’erano infatti anche gli assessori regionali Filippo Saltamartini e Chiara Biondi, il consigliere regionale Renzo Marinelli, l’amministrazione comunale di Matelica e diversi sindaci e amministratori dei paesi limitrofi.
Durante la cena è stata estratta anche una lotteria il cui ricavato sarà devoluto per fini sociali.
“Una bellissima serata in cui come amministrazione comunale abbiamo voluto dimostrare massima vicinanza al nostro comitato locale della Croce Rossa – ha spiegato il vicesindaco Denis Cingolani – non possiamo che elogiare e ringraziare tutti coloro che si danno da fare per il bene della comunità, nei giorni di festa, di notte, durante le emergenze. Grazie a nome mio, del Comune di Matelica e di tutta la cittadinanza per il grande lavoro svolto in questi oltre 40 anni di attività nel territorio”.
Quella di sabato 20 aprile è stata una giornata da incorniciare per la sezione di Macerata del Movimento di cooperazione educativa, e per l’intero “Mce” nazionale, perché ad Apiro – uno dei luoghi-simbolo della nascita del movimento in Italia – è stata inaugurata la Scuola Primaria che, costruita dopo il sisma, è stata intitolata a Giuseppe Tamagnini e Giovanna Legatti.
“Abbiamo vissuto un momento davvero emozionante – dice la dirigente dell’Istituto Coldigioco Emanuela Tarascio, responsabile anche dell’Mce provinciale – perché i nostri bambini adesso hanno a disposizione una struttura moderna e funzionale e perché l’Amministrazione comunale, mostrando grande sensibilità, ha scelto di intitolare la scuola a Pino Tamagnini, originario di Apiro - figura che andrebbe meglio conosciuta poiché è stato uno dei padri dell’Mce in Italia - e a Giovanna Legatti, maestra a Coldigioco, dove fu artefice di un’esperienza didattica ancora oggi attualissima”.
Alla cerimonia di inaugurazione, oltre al sindaco Ubaldo Scuppa e alla dirigente Tarascio, è intervenuta anche la segretaria nazionale del Movimento di cooperazione educativa, Donatella Merlo, che per la prima volta ad Apiro ha confessato pubblicamente di essersi “emozionata” nel vedere i luoghi in cui Giovanna Legatti e Giuseppe Tamagnini misero in atto una vera e propria “rivoluzione” nelle loro classi seguendo un “progetto pedagogico e didattico ben preciso”.
“Anche oggi abbiamo bisogno di persone come loro, che siano da stimolo per adeguare la scuola ai tempi in continuo cambiamento, per migliorarla secondo idee di uguaglianza, di democrazia e di pace, mettendo al primo posto il senso del collettivo e il bene di tutti”, ha sottolineato Donatella Merlo, che poi ha aggiunto: “Educare è un atto politico e la direzione da seguire è quella indicata dall’articolo 3 della nostra Costituzione, dove si affermano principi di uguaglianza ed emancipazione: gli stessi che ispirarono la visione di cambiamento di Pino e Giovanna”.
La nuova scuola nasce nell’ambito della ricostruzione post terremoto: il Commissario straordinario Guido Castelli ha inviato un messaggio di saluto, ricordando che “quando si inaugura una scuola è la festa di tutta la comunità”.
Per costruirla sono stati investiti quasi 2 milioni e mezzo di euro. La struttura, che gode di uno splendido panorama verso il monte San Vicino, si sviluppa su una superficie di oltre 1.600 metri quadrati, conta una decina di aule, un’aula magna, una grande palestra; una mensa e una cucina in cui saranno preparati i pasti per tutte le scuole di Apiro. La cucina è stata attrezzata con moderne strumentazioni grazie anche al contributo di 40 mila euro della Camera di commercio nazionale (messi a disposizione del Comune dopo il sisma). La nuova scuola è dotata di pannelli solari e risponde ai più innovativi criteri di efficientamento energetico e modelli antisismici. Attualmente ospita cinque classi di bambini, dalla prima alla quinta, per un totale di circa 90 alunni.
In occasione della Giornata mondiale della terra, lunedì 22 aprile, alle ore 11, il Rotary Club Macerata inaugura il service della piantumazione di piante e arbusti presso l’area di Piediripa denominata “Sgambatoio” a via Metauro e invita la cittadinanza a partecipare.
Questo spazio all’aperto è pensato per gli amici a quattro zampe ed è messo a disposizione dal Comune di Macerata per consentire a cani e padroni di muoversi in piena sicurezza in un recinto dedicato. Questa iniziativa ripete la tradizione del Rotary Club Macerata che ogni anno, in questa data, piantuma luoghi strategici per la comunità locale contribuendo al benessere delle persone e dell’ambiente.
Il Borgo Mogliano Madal di mister Persichini approda in Prima Categoria con due giornate di anticipo dalla fine del campionato.
Vittoria netta e schiacciante della formazione moglianese, che batte 3-0 fuori casa la Palombese. Apre le marcature Appignanesi, poi arriva la doppietta di Romagnoli (classe 2001) che regala la promozione agli ospiti.
Una promozione che arriva a fronte dei 70 punti in classifica, con 9 lunghezze di distacco dalla Belfortese, seconda a quota 61.
Grande festa a Mogliano, con caroselli di auto e fuochi d'artificio. Le felicitazioni del sindaco Cecilia Cesetti nel corso di un rinfresco al bar Lu Vara '. I festeggiamenti continueranno anche nei prossimi giorni.
Gara intensa ed emozionante tra due compagini in corsa per obiettivi contrapposti: il Corridonia per i play off, la Cluentina alla ricerca di una vittoria che significherebbe salvezza diretta.
Prima mezz’ora di equilibrio assoluto con la Cluentina che va vicino al gol grazie ad una conclusione di Mongiello dal limite dell’area respinta da Mazzocca (13’) poi il Corridonia è protagonista di un uno-due pesantissimo: dapprima Galdenzi raccoglie un cross di Ruzzier e infila Rocchi (28’) poi l’autore del gol ricambia il favore e, in una ripartenza, fornisce un assist perfetto per lo stesso Ruzzier che insacca facilmente (31’, con proteste vibranti dei locali per una sospetta posizione di fuorigioco del marcatore). A completare il dramma sportivo biancorosso ci pensa Brandi che, al 40’, commette un ingenuo fallo di reazione su Mariani: rosso diretto e Cluentina in dieci uomini. Partita finita? Tutt’altro perché i ragazzi di Canesin giocano bene anche in inferiorità numerica e al 49’ accorciano le distanze grazie ad un rigore trasformato da Andrea Mancini e concesso per una trattenuta di un difensore su Menghini. Al 57’ Marcantoni non riesce a rinviare un pallone che carambola addosso a Ruzzier il quale lancia ancora volta Galdenzi che, con un fendente da destra a sinistra, supera Rocchi per la terza volta. Canesin tenta la carta della disperazione ed inserisce tutti i suoi attaccanti: la mossa raccoglie i suoi frutti perché, pur rischiando moltissimo, la Cluentina occupa stabilmente la metà campo del Corridonia e, al minuto 84’, guadagna il secondo calcio di rigore della giornata concesso per un fallo di mano di Ruzzier: Mongiello dal dischetto riapre nuovamente la gara. Il finale è un assalto biancorosso alla porta di Mazzocca: al minuto 87’ Menghini pareggia incocciando di testa un cross di Mongiello ma l’arbitro vede un fallo dello stesso difensore e fischia un istante prima che la palla entri in rete; in pieno recupero un calcio di punizione di Andrea Mancini viene respinto dal portiere rossoverde, la palla carambola su Roberto Mancini che calcia a rete ma, nuovamente, Mazzocca respinge; palla sull’accorrente Cappelletti che, sbilanciato, riesce a colpire solo di tacco e spedisce la palla sopra la traversa.
La spuntano dunque gli ospiti ai quali sabato prossimo basterà pareggiare la sfida interna contro il Porto Sant’Elpidio mentre per i padroni di casa è notte fonda, con l’incubo dei playout che si materializza pericolosamente e la necessità di far punti a Treia, in una sfida che si preannuncia dai toni vivacissimi.
“Non esistono sul web ricerche accurate e precise di informazioni sanitarie, per questo torniamo ad affidarci alle figure mediche di prossimità o, perché no, anche alla telemedicina, ma stiamo lontani dal fai da te sui social”. Questo è il messaggio centrale di Andrea Foglia, vicepresidente dell’associazione Red rete educazione digitale, che ha tenuto venerdì pomeriggio, nella sala del Banco Marchigiano, un incontro sull’informazione sanitaria a Civitanova Marche.
Tante le persone presenti alla terza tappa del Villaggio Digitale, festival promosso da Red e Unitre Civitanova, con il sostegno della città di Civitanova Marche, che ha visto ospite anche l’ex rettore dell’Università di Camerino Flavio Corradini, Professore Ordinario di Informatica presso lo stesso Ateneo.
“Molti cittadini mostrano un vero e proprio comportamento patologico dettato dall’ansia per la malattia e da preoccupazione per il proprio stato di salute – ha spiegato Foglia - condizione di paura che induce alla ricerca in rete per una autodiagnosi dei propri sintomi o per una soluzione terapeutica. Poche volte sono procedure appropriate, anzi spesso alimentano le preoccupazioni presenti e ne fanno nascere di nuove. Per questa ragione non affidiamoci alle ricerche online. I professionisti della salute di fiducia, in particolare in presenza, devono ridiventare nuovamente i nostri punti di riferimento”.
Importante è stata la risposta del pubblico, tanti anche i medici intervenuti e operatori del settore.
Durante l’incontro, Foglia ha cercato di evidenziare la difficoltà, o per meglio dire l’impossibilità per l’utente medio della rete di intercettare le informazioni mediche rilevanti da tenere in considerazione, per tutto il “rumore” che c’è nella rete. Negli ultimi anni, internet e i social media hanno radicalmente modificato il modo in cui i cittadini comuni cercano informazioni sulla propria salute e sulla salute dei propri cari. Fino a un paio di decenni fa il proprio medico di fiducia era l’unica fonte di notizie, scelte e indicazioni sulla salute. Oggi i social sono spesso i primi luoghi dove la maggior parte delle persone cerca di orientarsi su diversi problemi sanitari. E questo è un grosso problema. Con il crescere dell’interesse degli utenti, è cresciuta inevitabilmente anche la quantità di contenuti in circolazione. Una vera sovrabbondanza di informazioni, da rendere impossibile una ricerca ben fatta.
E quindi se non è possibile per l’utente medio riuscire ad avere delle risposte “giuste” da Google, dalla rete, peggio ancora dai social, come ci si può informare sulla propria salute? Bisogna tornare ad affidarsi a persone, figure professionali che hanno fatto della ricerca la propria missione, a figure mediche di riferimento e di fiducia. Questo non significa non dover mai chiedere un secondo parere, significa fidarsi di persone esperte, dedicate e competenti. Se proprio si vuole usare la rete allora si devono fare due semplici azioni: selezionare notizie o informazioni ricavate in siti istituzionali o di società scientifiche riconosciute. Oppure, con la massima apertura mentale, patrimonio di pochi, operare falsificando la propria convinzione o tesi.
“Non è bene cercare prove scientifiche, quindi informazioni, che sostengano la mia idea, il mio pensiero, la mia convinzione, ma è più corretto cercare prove che la contraddicano; quindi, che la falsifichino – ha sottolineato Foglia. “Sono convinto della bontà della medicina alternativa? Cercherò di tutto in rete per abbattere, indebolire la mia convinzione. Perché ogni essere umano possiede due grandi fragilità: “l’appartenenza tribale” a qualcosa e “l’assimilazione faziosa” di notizie a conferma della propria giusta, più corretta posizione. Il resto viene fatto dagli algoritmi”.
Soddisfazione per la bella conferenza è stata espressa dal presidente unitre Marisa Castagna: “Siamo ormai travolti dalla tecnologia informatica, dai social, dalle fake news del dottor Google, tutti noi almeno una volta abbiamo usato mezzi informatici per risolvere o saperne di più sulla nostra salute nel più breve tempo possibile. Ringrazio il dottor Andrea Foglia che ha così bene illustrato quanto può essere dannoso al nostro sistema psicologico esporre un problema di salute al nostro Dottor Google. Questo ci fa riflettere come comportarci quando abbiamo un problema, forse tutti noi dobbiamo incominciare a fidarci di più dei professionisti, fidarci di più dei nostri medici, fidarci di più nelle persone che dedicano la loro vita alla ricerca”.
Il ventinovesimo turno del Girone B di Promozione propone l’attesa sfida salvezza tra Palmense e Aurora Treia.
Mister Cardelli si affida al tridente d’attacco composto da Pelliccetti, Biondi e Petrarulo. Dall’altro lato l’Aurora deve fare a meno di Petruzzelli, Armellini, Palazzetti e Filacaro. Mister Moretti è costretto a reinventare il reparto difensivo viste le pesanti assenze dei centrali di ruolo.
Prima del fischio di inizio, le due squadre hanno osservato un minuto di silenzio per onorare la memoria di Mattia Giani, giovane calciatore del Castelfiorentino, prematuramente scomparso lunedì.
Nonostante la pioggia ed il terreno pesante, la Palmense si getta subito in avanti: Biondi sfrutta una indecisione di Acciarresi e mette al centro per Pelliccetti che si fa ribattere la conclusione da Ghannaoui che allontana. Lo stesso Ghannaoui trova spazio per calciare al 6’ ma la conclusione si perde di poco alta sopra la traversa. La sfida sale di intensità e vengono registrati alcuni momenti di tensione tra le squadre a causa del nervosismo. I locali sbloccano il punteggio al 18’: la Palmense batte rapidamente una punizione dalla propria metà campo prendendo di sorpresa gli ospiti. Pelliccetti viene pescato perfettamente al limite dell’area, Fratini interviene irregolarmente sull’avversario ed il direttore di gara estrae il cartellino giallo. Haxhiu calcia perfettamente e centra il bersaglio proprio come un girone fa. L’Aurora reagisce e si fa vedere al 28’ con Ferreyra che impegna Osso in girata e successivamente con Ghannaoui ma la conclusione viene murata. La Palmense può raddoppiare al 43’ ma Fratini salva in scivolata su Petrarulo che stava per colpire a botta sicura. Nei secondi finali del primo tempo, Massini prova il goal in acrobazia dopo una mischia in area ma il pallone si perde alto sopra la traversa.
L’Aurora esce dagli spogliatoi più determinata e prova ad agguantare il pari ad inizio ripresa. Al 47’ Pucci fa partire una rasoiata che sfiora di poco il palo. Due minuti più tardi, Gregonelli crossa perfettamente per Pelliccetti che trova sulla sua strada un ottimo Cartechini. I rivieraschi ritentano al 60’ con Haxhiu che calcia dalla distanza ma il suo tiro viene deviato e termina tra i piedi di Tassi che si divora il goal da due passi. La Palmense raddoppia in contropiede: Nazziconi sfrutta la sua velocità involandosi verso l’area treiese e mette al centro per Ferranti che batte di testa Cartechini tra gli applausi del pubblico. L’Aurora non demorde e continua ad attaccare con i suoi uomini più pericolosi. Al 75’ Ferreyra è protagonista di una bella azione in solitaria. Arrivato sul fondo fa partire un cross diretto a Ghannaoui che però viene raccolto da Andreucci nel tentativo di una rovesciata. Il pallone arriva comunque tra i piedi di Cela che fa partire un tiro debole. Cela ha l’occasione per riaprire la contesa al minuto 82’ ma la palla si stampa sulla traversa. L’Aurora colleziona altre tre occasioni nel finale di partita: al 90’ ci riprova Andreucci con un tiro velenoso che sibila a pochi centimetri dal palo, al 92’ Cervigni tenta la conclusione ma l’estremo difensore locale blocca in due tempi ed al 95’ Massini fa partire una bordata che Osso devia alla sua destra.
Il triplice fischio arriva al termine di sei lunghi minuti di recupero. Successo d’oro per la Palmense che vede più vicina la salvezza diretta. Situazione complicata per l’Aurora che dovrà giocarsi il “tutto per tutto” nella prossima sfida casalinga contro la Cluentina.
La Macagi Cingoli non riesce a sbancare Siracusa e torna in zona play- out. I ragazzi di Palazzi, infatti, hanno perso 31-26 lo scontro diretto della 24^ giornata di Serie A Gold di pallamano, con l’Albatro che ha condotto il match dall’inizio alla fine.
I cingolani, nonostante diversi tentativi di rimonta, non sono riusciti ad avvicinarsi oltre il -3 nella ripresa. Per via della vittoria dell’Eppan a Trieste, inoltre, i marchigiani tornano al decimo posto e al momento giocherebbero il play-out contro la squadra penultima in classifica (attualmente il Secchia Rubiera).
La gara si indirizza già nei primi minuti. I locali, infatti, iniziano il match con un break di 5-1 al 6’, con i colpi di Souto Cueto, Eyebe, Nemeth e Vinci. La Macagi pian piano si riorganizza e torna a -2 sul 6-4, grazie a D’Benedetto e Mangoni, sfruttando la superiorità numerica temporanea. Cingoli resta così aggrappata al parziale fino al 10-8 del 20’. Qui l’Albatro piazza un break di 4-0 firmato Nemeth (2), Vinci e Souto Cueto, per il 14-8 al 25’. Il vantaggio diventerà poi di +7 al 28’15’’ (16-9), poi Shehab e Codina Vivanco chiudono il primo tempo sul 17-11, in risposta alla rete di Nemeth.
Nella ripresa la Teamnetwork controlla agevolmente il punteggio, mentre la Macagi non si avvicina oltre il -3. Siracusa inizia i secondi 30’ portandosi a +8 con due gol di Sciorci, dall’altra parte Cingoli risponde con uno 0-3 firmato Mangoni e doppio Strappini, per il 19-14 al 38’. Ne segue un testa a testa tra le due squadre che arriva fino al 23-17: il rigore sbagliato da Nemeth permette a Strappini e Codina di trovare il -4 sul 23-19. Cantore segna il +5, dall’altra parte Somogyi e Strappini strappano il minimo svantaggio cingolano del secondo tempo sul 24-21.
Crotti e Nemeth riallungano, ancora Somogyi e Codina riaffermano il -3 (26-23) al 54’. Siracusa riconquista il +5 sul 28-23 e perde per 2 minuti Souto Cueto al 55’. La Macagi non ne approfitta e l’inerzia della gara non si schioda dalle cinque reti di margine fino alla fine, nonostante le reti finali di Rossetti.
Cingoli perde 31-26 a Siracusa e torna subito in zona play-out. La squadra di Palazzi paga un primo tempo altalenante: il 5-1 iniziale e il break di 4-0 dal 10-8 al 14-8 pesano come macigni nell’economia del match. La buona volontà della ripresa non è bastata per rimontare l’inerzia della partita. I cingolani si consolano solo con la palma di top scorer di Aaron Codina Vivanco (unico terzino cingolano degno di nota oggi), autore di 10 reti, seguito a 8 da Nemeth, a 5 da Sciorsci e Souto Cueto, a 4 da Cantore, Vinci, Somogyi e Strappini (uno dei migliori tra gli ospiti).
Sono mancati, in particolare, i gol dall’ala: Mangoni e Rossetti ne hanno segnati solo 2 a testa, Ciattaglia e Latini nemmeno uno. Eppan vince a Trieste e si riporta a +1 proprio dalla Macagi Cingoli a due giornate dalla fine della regular season. Se il campionato regolare terminasse oggi, i marchigiani affronterebbero al play- out il Secchia Rubiera, che oggi ha praticamente condannato alla retrocessione diretta il Carpi.
Nel prossimo turno, Strappini e compagni sfidano in casa il Cassano Magnago, nella gara della 25^ giornata di Serie A Gold in programma sabato 27 aprile al PalaQuaresima, eccezionalmente alle ore 19.00.
Le Terme di Aspio si trovano nelle Marche, in provincia di Ancona. Secondo Plinio il Vecchio esse erano utilizzate già nell’antica Roma, ma la tradizione termale non ha avuto continuità fino ai giorni nostri.
Sin da fine Ottocento, l’acqua salsobromoiodica delle sorgive spontanee della zona situata nelle immediate vicinanze del torrente Aspio, era conosciuta e utilizzata per le sue proprietà benefiche. Il 1930, anno di rilascio della Concessione Mineraria, segna la nascita delle Terme dell’Aspio. Da allora, nel tempo, sono diventate punto di riferimento per la popolazione locale, principalmente per le cure idropiniche e, in misura minore, per la balneo fangoterapia. Negli anni, l’attività termale si è sviluppata, ampliando la gamma dei servizi offerti. Oltre alle tradizionali cure che hanno caratterizzato la storia delle Terme dell’Aspio, sono state introdotte nuove tipologie di trattamenti, in particolare, quelli riguardanti l’apparato respiratorio. Le acque di Aspio sono di tipo salso-bromo-iodiche e sgorgano da quattro sorgenti. Vengono utilizzate per la cura di malattie gastroenteriche, delle vie urinarie e delle vie respiratorie.
Lo stabilimento ha subito dalla fine degli anni del secolo scorso varie vicissitudini legate ad infiltrazioni inquinanti le sorgenti acquifere con conseguenti vicende giudiziarie che per un periodo di circa 10 anni hanno causato la chiusura dello stabilimento. Solo nel 2012 è stato fatto un progetto di riapertura aggiungendo strutture per altri servizi come il benessere e la fisioterapia.
Nel frattempo, comunque le Terme hanno perso la convenzione con il servizio Sanitario Nazionale ed il progetto di riapertura ha subìto un ulteriore stop anche per il protrarsi delle vicende giudiziarie predette. È stata comunque sempre conservata dalla proprietà la concessione mineraria. Nel 2017 la società Bellisio di Pergola (PU), già concessionaria di una sorgente di acqua sulfurea, ha stipulato un contratto di affitto dello stabilimento dell’Aspio dove, su autorizzazione del comune di Camerano, sono stati fino ad ora erogati trattamenti termali per l’apparato respiratorio utilizzando l’acqua sulfurea della società Bellisio conservando per la popolazione di Ancona e dintorni l’opportunità di terapia termale.
Marco Patacconi è l’amministratore delegato della società Bellisio Acque Minerali che dal 2017 gestisce la storica sede delle Terme dell’Aspio.
Signor Patacconi perché allora la decisione di gestire la gran parte degli spazi che sono delle Terme dell’Aspio?
“Noi usufruiamo di una concessione mineraria a Pergola, da quella sorgente riceviamo un’ottima acqua sulfurea che viene utilizzata da tante strutture sanitarie, soprattutto per le cure inalatorie ed insufflazioni timpaniche. Le Terme dell’Aspio già dal 2015 avevano cessato ogni attività, c’erano ambienti ed anche attrezzature adibiti alle cure termali ed allora, con l’autorizzazione del Comune di Camerano e contratto di affitto con la proprietà, abbiamo erogato un servizio di cure inalatorie ambulatoriali utilizzando la nostra acqua di Pergola, naturalmente con direzione sanitaria e servizio medico a disposizione.”
Vi siete limitati all’attività ambulatoriale?
“La struttura è abbastanza ampia, abbiamo curato la manutenzione generale degli ambienti, abbiamo incrementato nell’ambulatorio le apparecchiature necessarie. Soprattutto però abbiamo tenuto viva l’aspettativa molto diffusa nel territorio che intanto alle Terme dell’Aspio era possibile avere terapie con acqua minerale e poi che le terme potessero tornare ai vecchi splendori prima delle vicende legate all’inquinamento acquifero, utilizzando proprio quelle acque tanto apprezzate.”
Che avete fatto in questo senso?
“Ci siamo dovuti districare a volte come spettatori a volte interessati direttamente in varie vicende giudiziarie, che però adesso sembrano aver raggiunto una rassicurante chiarezza. Nel frattempo non abbiamo trascurato il bene principale, le acque, cercando di verificare lo stato delle vecchie sorgenti e delle acque minerali stesse con analisi eseguite su nostra indicazione nell’istituto preposto dell’Università di Camerino, risultati molto incoraggianti. Abbiamo poi sollecitato l’ufficio Regione Marche delle concessioni minerarie ad intervenire perché la concessione Terme dell’Aspio, in mano alla proprietà della struttura assolutamente inattiva da tanti anni, fosse concessa a chi ha la volontà e ricerca la possibilità di riattivare la stazione termale. Tutto questo lo abbiamo fatto con confronto continuo e sintonia con l’amministrazione del Comune di Camerano, molto interessata perché un’importante risorsa del suo territorio non rimanga inerte.”
Cosa si aspetta per il futuro?
“Io direi l’immediato futuro. Mi aspetto che il nostro impegno di questi anni abbia uno sbocco positivo. Noi siamo a disposizione per contribuire alla rinascita delle Terme dell’Aspio tanto amate dai cittadini del territorio. Siamo testimoni del grande interesse che ancora teniamo vivo. Questo almeno ci sia riconosciuto e poi siamo aperti a discutere ogni proposta e progetto con la proprietà, con la Regione Marche, il Comune di Camerano, con altri enti o privati cittadini interessati ad eventuali investimenti. Le Terme dell’Aspio possono essere un’offerta sanitaria utile alla cittadinanza e una chicca turistica complementare in un territorio già molto ricco di offerte: Ancona, la riviera del Conero, Loreto ecc…”
Si è tenuta ieri pomeriggio la conferenza stampa di presentazione del candidato sindaco di Appignano Luca Buldorini per le elezioni amministrative del prossimo 8 e 9 giugno.
Dopo un iniziale ritrovo in Piazza Umberto I, cominciatasi ad affollare intorno alle 17, ci si è spostati poi al ristorante “Peperondino” per la conferenza stampa. Quest’ultima ha visto gli interventi di esponenti politici di primo peso, su tutti il presidente della regione Marche Francesco Acquaroli. Presenti anche il suo vice e assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini, gli onorevoli Mirco Carloni e Giorgia Latini, la senatrice Elena Leonardi, i consiglieri regionali Renzo Marinelli, Anna Menghi e Pierpaolo Borroni, il segretario provinciale di Unione di Centro Luca Marconi, il segretario provinciale di Fratelli d’Italia Massimo Belvederesi e il sindaco di Macerata e presidente della provincia Sandro Parcaroli.
“Grazie Luca per averci invitato e averci dato la possibilità di riavvicinarci alla nostra gente, la gente delle nostre comunità e dei nostri territori”. Ha affermato il presidente Acquaroli, che ha voluto poi sottolineare alcune importanti iniziative a favore delle comunità territoriali portate avanti dal suo governo regionale negli ultimi anni, come la legge sui borghi e la legge sul governo del territorio.
“In questi 3 anni e mezzo abbiamo avuto tante occasioni per vederci ma non sufficienti per raccontare ciò che stiamo facendo. Nei primi giorni della nostra legislatura, sommersi da tutte le problematiche relative alla pandemia che era in corso, avevamo approvato la legge sui borghi, una legge fondamentale per il nostro territorio. Non solo una legge ma anche opportunità, perché abbiamo deciso di destinare alla sua realizzazione il 10% della nostra programmazione europea, con una finalità precisa: la rigenerazione sociale, urbana ed economica. Parliamo dunque di 100 milioni di euro che verranno banditi fino al 2027, con la finalità di sostenere la rinascita di questi luoghi. Altra legge sulla quale vorrei soffermarmi è la legge sul governo del territorio. È la legge più importante, insieme a quella sulla sanità, che una giunta regionale possa fare e non veniva aggiornata dal 1990. Nel frattempo, le comunità sono cresciute, sono uscite dai borghi e hanno preso altri spazi. Tutto questo sviluppo non è stato guidato da una visione comune, ma da una visione a macchia di leopardo. Le amministrazioni sceglievano in base a delle logiche localiste, perseguendo una visione di territorio ristretta o addirittura con gli oneri di urbanizzazione. Questa è una visione sbagliata del nostro territorio, che ha un potenziale elevatissimo. Per anni per questo potenziale è stato sottovalutato, per perseguire politiche lontane da quello che noi realmente siamo. Oggi le istituzioni sono al fianco di questi territori, perché crediamo che nella regione che stiamo costruendo ci sia spazio per i giovani, per politiche di crescite e aprire questo territorio al mondo. Sono tutte cose che sono state fatte, nonostante tutte le problematiche dettate dalla pandemia, dalle guerre e dall’inflazione. Ora non dipende solo da noi, ma dipende moltissimo dai cittadini, che devono cogliere la possibilità di sposare un modello di sviluppo economico e sociale consolidato”.
Un modello di sviluppo economico e sociale consolidato che è stato enfatizzato anche negli interventi degli altri esponenti politici, che hanno voluto porre l’accento sulla grande compattezza dell’attuale filiera governativa, nonchè di tutto il centro destra.
L’assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini ha toccato invece un punto estremamente sensibile alla cittadinanza di Appignano, ovvero quello della Riabilitazione dell’Inrca.
“Ci tenevo ad essere qui oggi per un rapporto di affetto e di stima con Luca Buldorini. Ho fatto poi il sindaco per anni nella vicina Cingoli, quindi ci legano tantissimi contenuti valoriali e tanti interessi anche dal punto di vista sociale ed economico. Posso dunque affermare come la tutela della salute sia fondamentale per garantire lo sviluppo di queste realtà territoriali. A tal proposito stiamo facendo riaprire la Riabilitazione dell’Inrca e quindi tra qualche settimana chi ha bisogno di riabilitazione troverà risposte certe qui ad Appignano”.
La conferenza stampa è stata chiusa dall’intervento di Luca Buldorini. Il vicepresidente della provincia di Macerata e segretario provinciale della Lega ha presentato le motivazioni e gli obiettivi che hanno spinto la sua candidatura a sindaco di Appignano.
“La mia candidatura può rappresentare un’opportunità grande per Appignano. Ringrazio i vari esponenti politici per i loro interventi e per aver sottolineato ciò che abbiamo fatto in questi anni per Appignano a livello regionale e provinciale. Lo abbiamo fatto per darle delle occasioni che superano la normale amministrazione di un comune di 4.000 persone. La politica mi dà soddisfazioni e finché continuerà a darmele io garantirò il mio impegno. La mia scelta l’ho fatta quando sono diventato vigile del fuoco giurando di fronte alla Costituzione e al ministro dell’Interno. Ho scelto infatti di mettermi a servizio dei cittadini ed essere dalla parte dello Stato. Oggi ad Appignano abbiamo la fortuna di vivere un benessere che ci è stato lasciato dalle generazioni passate. Dobbiamo essere orgogliosi di tutto ciò, ma allo stesso tempo dobbiamo avere la capacità di riportare al centro queste persone e renderle un buon esempio di società per il futuro delle nostre generazioni”.
Queste considerazioni fatte da Buldorini sono racchiuse nel simbolo della sua lista “Tutti Insieme”, che raffigura appunto la mano di un bambino che afferra quella di un anziano. A tal proposito il vicepresidente della provincia di Macerata ha voluto menzionare l’esempio di un personaggio storico di Appignano come Mario Rimini, scomparso tre anni fa.
“Quando parlo delle generazioni che hanno fatto il bene di Appignano penso a personaggi importanti come Mario Rimini. Nonostante ciò, quando ha avuto bisogno di aiuto dalla sua cittadinanza è stato lasciato morire da solo nella vicina casa di riposo di Montecassiano. Con la mia squadra composta da persone competenti, che hanno la mia stessa sensibilità per i cittadini, voglio dettare le linee politiche per aiutare i cittadini nei momenti di difficoltà. Per questo motivo, dal giorno dopo in cui dovessi diventare sindaco apriremo le porte del comune per ascoltare e accogliere le istanze dei cittadini, analizzarle e mettersi a lavoro per risolverle”.
Il candidato sindaco ha voluto poi ringraziare tutti gli esponenti politici intervenuti nella conferenza stampa per le loro preziose testimonianze e per gli insegnamenti e i valori che sono riusciti a trasmettergli negli anni.
“Oggi per me è stato un piacere portare nella mia Appignano i miei maestri, coloro che hanno saputo trasmettermi la saggezza per fare politica. Loro mi hanno sempre detto prima realizzamo e poi inauguriamo. Questa è la differenza sostanziale fra noi e gli altri. Lo abbiamo visto con il Punto Salute e con la manutenzione stradale. Se cogliamo tutti insieme questa opportunità potremo dare ad Appignano il ruolo centrale che merita”.
Colui che giudica, non si pone in discussione, crede di aver compreso tutto sulla vita, su sé stesso, sugli altri; dall’alto detta sentenze ed è un piccolo re nel suo piccolo mondo. Costui si è costruito una bella fortezza per sentirsi potente e al sicuro, non c’è curiosità di conoscere oltre, perché potrebbe far vacillare il fragile equilibrio su cui si sostiene.
Quando il giudicante giudica ha il suo momento impagabile di adrenalina, sentendosi potente e più forte del povero giudicato. Giudicando, ci permettiamo senza alcun titolo di esprimere un’opinione personale sulla qualità, sul valore o sul merito di una persona o di una cosa.
Diverso è il momento in cui interagiamo con i nostri simili, cercando di uscire dalla nostra personale realtà per comprendere l’altro con empatia, provando ad osservare l’esperienza della persona come essere umano con le sue fragilità.
Quando ciò succede, spesso constatiamo che dietro ad ogni azione si nasconde una ragione molto più complessa di quello che noi vediamo. Se cominciassimo a vedere l’altro sotto questa prospettiva potremmo diventare più umani, spinti dal desiderio di guardare oltre la mera apparenza, per conoscere le tante realtà che ci circondano, celate dietro innumerevoli vite.
Uscire da un giudizio sterile, che non ha nulla di costruttivo, è il primo passo verso l’evoluzione personale.
Se da un lato colui che giudica gode di un’illusoria e fugace sensazione di potere, dall’altra colui che si sente giudicato, si blocca e non riesce a vivere una vita autentica, perché in tutto ciò che fa, insegue il consenso altrui perdendo di vista sé stesso.
Solo la vittima del giudizio dell’altro può porre fine a tale dinamica disfunzionale, accettando queste realtà:
- Non possiamo piacere a tutti ed ognuno è libero di pensare quello che vuole, per cui accettiamo serenamente il pensiero altrui che, di certo, non identifica chi siamo realmente.
- Il giudizio che arriva dall’esterno non ci definisce, solo Io so chi Sono; gli altri ci giudicano in base alla loro scala di valori, il giudizio è lo specchio di chi parla, connota chi lo pronuncia, per cui selezioniamo i contenuti anche in base alla fonte da cui provengono.
- Non chiudiamoci subito e valutiamo se una critica è sterile oppure è un suggerimento che potrebbe rivelarsi utile.
In Conclusione, siamo soltanto noi che decidiamo cosa fare di una critica, tanto più ci sentiamo centrati e consapevoli di chi siamo e del nostro valore, tanto meno tutto ciò che succederà fuori da noi ci potrà condizionare.
Essere in pace con noi stessi è un vero scudo che ci proteggerà sempre da ogni attacco esterno.
Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall'avvocato Oberdan Pantana, "Chiedilo all'avvocato". Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente vicende riferite ai rapporti interpersonali tra i vicini che spesso degenerano con condotte penalmente rilevanti. Ecco la risposta dell'avv. Oberdan Pantana, alla domanda posta da una lettrice di San Severino Marche che chiede: "Chi ostacola l’ingresso del vicino di casa con l’auto può andare incontro a delle responsabilità penali?".
Il caso di specie ci porta ad analizzare una vicenda recentemente risolta in Cassazione che ha visto protagonista un vicino di casa che davanti al passo carrabile altrui aveva parcheggiato la propria auto impedendone così il passaggio. A tal proposito risulta utile ricordare l'articolo 610 del codice penale e precisamente il reato di violenza privata, secondo il quale, "chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare, od omettere qualche cosa è punito con la reclusione fino a quattro anni".
Secondo la dottrina maggioritaria e la giurisprudenza prevalente la violenza non si esaurisce nelle sole condotte consistenti nell'impiego di energia fisica nei confronti di una persona (cosiddetta violenza propria), ma si identifica con qualsiasi mezzo idoneo a privare coattivamente della libertà di determinazione e di azione l'offeso il quale sia pertanto costretto a fare tollerare od omettere qualche cosa contro la propria volontà (cosiddetta violenza impropria) anche per mezzo dell'utilizzo di mezzi particolarmente insidiosi quali la narcosi, l'ipnosi, i lacrimogeni, eccetera che comunque pongono la vittima in uno stato di incapacità di volere ed agire.
Lo stesso consolidato orientamento giurisprudenziale ritiene idonea ad integrare il reato di violenza la condotta di colui che parcheggi la propria autovettura in modo tale da bloccare il passaggio impedendo alla parte lesa di procedere, considerato che ai fini della configurabilità del delitto in questione, il requisito della violenza si identifica in qualsiasi mezzo idoneo a privare coattivamente l'offeso della libertà di determinazione e di azione (Cass. n. 21779/2006; Cass. n. 40983/2005; Cass. n. 8425/2014).
Così come, integra il delitto di violenza privata la condotta di chi alla guida del proprio veicolo, compie deliberatamente manovre tali da interferire significativamente nella guida di altro utente della strada, costringendolo ad una condotta diversa da quella programmata (nella specie, l'imputato, con il proprio veicolo, aveva superato quello della persona offesa, per poi sbarrarle la strada ed impedirle di andare nella direzione desiderata).
Pertanto, in risposta alla nostra lettrice risulta corretto affermare che, "il reato di violenza privata può essere commesso anche con l'auto, quando la stessa viene posta davanti al punto di ingresso e uscita di un edificio, impedendo così il passaggio, tanto più se in presenza di un passo carrabile" (Cass. Pen., sentenza n. 22594/2022). Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
Lungo le sponde del fiume Chienti, si cela una storia di bellezza e, ultimamente, anche di trascuratezza. A Sanrocciano, una zona di Corridonia nota per la sua incantevole natura, per il suo verde rigoglioso dove in primavera è possibile imbattersi in numerose varietà floreali, si cela una realtà ben diversa: una discarica a cielo aperto.
La scoperta è stata fatta da un cittadino locale, che, nella speranza di raccogliere asparagi selvatici, si è imbattuto in un panorama desolante e degradante; improvvisamente tra le erbe alte e i cespugli fioriti, si è imbattuto in un accumulo di rifiuti: water, piastrelle, e vari materiali edili, testimoni di un abbandono irresponsabile.
Questa la sua testimonianza: “Andando ad asparagi lungo il fiume Chienti, proprio in una zona di massima bellezza ambientale denominata San Rocciano, l'altro giorno sono comparsi questi 'strani asparagi' somiglianti a water, piastrelle e materiale edile vario”.
“Possibile- conclude- che la polizia non possa risalire a chi, nella zona, sta eseguendo questi lavori di ristrutturazione e fargli pagare severamente lo scempio che compiono?”.
Dal bel mare al bel monte, consolidata iniziativa del circolo CAEM/Lodovico Scarfiotti vedrà domani la concentrazione degli equipaggi partecipanti presso la nuova sede di Montecassiano (Macerata). Dalle ore 8:30 alle 9:30 si effettueranno le operazioni preliminari, prima della partenza alle ore 10 di questa 27^ edizione che si affida ad un format diverso rispetto alle ultime occasioni.
La carovana di auto d’epoca affronterà prima un percorso turistico particolarmente interessante tra le colline dell’interno maceratese, di circa 50 km, per raggiungere la località meta della giornata, Castelraimondo. Il percorso toccherà Villa Potenza, Appignano, Treia, San Lorenzo di Treia, Cesolo, San Severino Marche per raggiungere il kartodromo “Feggiani” di Castelraimondo.
Qui gli equipaggi saranno chiamati ad affrontare 18 tratti di abilità che decreteranno i vincitori, della classifica Assoluta, della Femminile e della Young. Al termine del consueto impegno con i cronometri si procederà alle ore 12:30 circa all’inaugurazione del monumento in marmo di Carrara dedicato al campione Lodovico Scarfiotti, opera dell’artista Fernando Caciorgna.
Il programma della manifestazione si concluderà con il pranzo, la premiazione delle classifiche della prova di regolarità ed il saluto dello staff organizzatore agli equipaggi intervenuti.
Il 19 aprile si è festeggiato nei licei Classici di tutta Italia la X edizione della Notte nazionale del Liceo Classico: il Classico Leopardi di Macerata, che ha aderito all’iniziativa fin dalla sua prima edizione, ha proposto, dal pomeriggio alla tarda serata, appuntamenti di carattere culturale e momenti di festa.
Quest’anno la figura controversa dell’imperatore Caligola è stata il filo conduttore della giornata: alle 17.30, presso la sede di Corso Cavour, dopo i saluti della Dirigente Scolastica, prof.ssa Angela Fiorillo, la prof.ssa Simona Antolini, docente di Storia Romana del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Macerata, ha tenuto una conferenza dal titolo: “Caligola: la presunta follia e il discredito dell’aristocrazia senatoria”: nell’aula Confucio della sede centrale del Liceo, studenti, docenti e appassionati di storia hanno potuto conoscere le nuove prospettive e interpretazioni della figura dell’imperatore considerato pazzo.
A seguire, si è tenuta la premiazione del booktrailer vincitore del concorso “Un libro/un minuto”, alla sua seconda edizione: con un lavoro su un racconto di Buzzati, sono state decretate vincitrici da una giuria di esperti le alunne Emma Elladi e Giulia Merlini.
La festa è continuata poi alle ore 21.00 al Teatro Lauro Rossi, dove gli alunni del gruppo Tas hanno proposto lo spettacolo De Caligulis, centone in atto unico da Seneca, Camus ed altri autori, con adattamento e regia di Francesco Facciolli. In un teatro gremito fino al loggione, trenta alunni dallo straordinario talento hanno portato sulla scena un dramma intenso e complesso sulla figura del terzo imperatore della dinastia Giulio-Claudia, Caligola, “mostro per aver troppo amato”. Passato alla storia come despota crudele e pazzo, il personaggio incarna le caratteristiche più controverse dell’essere umano in una rappresentazione fuori da ogni luogo e tempo. Nel ragazzo incompreso di Camus, amante dell’arte e del bello, profondamente segnato dalla morte dell’amata sorella, chiunque può ritrovare una parte di sé. E se innesti di autori classici, quali Eutropio, Seneca, Tacito e Svetonio danno voce ai nemici dello storico imperatore, una sceneggiatura assolutamente contemporanea riflette i temi e le complessità del presente. “Il titolo “De Caligulis” - spiega il regista Francesco Facciolli, anima dello spettacolo - si riferisce sia allo sguardo novecentesco di Camus, che cerca di leggere la storia attraverso gli occhi di Caligola, sia alla pluralità dei punti di vista necessari per interpretare il nostro tempo. Il tutto arricchito dall’energia, dall’entusiasmo e dalla curiosità dei ragazzi guidati da un esperto”. Il lavoro del regista Facciolli è stato supportato dal contributo delle professoresse Luisa Gentili, Raffaella Lattanzi ed Ester Nicoletti.
Al termine della pièce, i ringraziamenti e i saluti della Dirigente Scolastica Angela Fiorillo, che ha dato a tutti appuntamento per il prossimo anno: “L’adesione alla Notte Nazionale del Liceo Classico rientra per tradizione consolidata nella progettazione dell’anno scolastico del Liceo Leopardi di Macerata - ha sottolineato la dirigente -. Partecipare all’iniziativa con una rappresentazione allestita nell’ambito del progetto “Teatro a Scuola” persegue una finalità coerente sia con l’evento nazionale sia con le attività laboratoriali del teatro: porre l’enfasi e approfondire lo studio del mondo classico attraverso gli autori che lo hanno vissuto, narrato e descritto per interpretarlo e comprenderlo nel presente”.
Alle iniziative, coordinate con passione e competenza dalla prof.ssa Barbara Menicucci, promosse dal Dipartimento di Latino e Greco del Liceo, patrocinate dall’Università di Macerata e dalla Città di Macerata, realizzate con il contributo dell’Associazione Amici del Classico e della ditta Buffetti di Macerata, hanno partecipato come ogni anno molti alunni, coinvolti nello spettacolo teatrale, nella produzione dei booktrailers e nella comunicazione dell’evento. A tutti loro il ringraziamento per lo straordinario lavoro svolto.
«Uno dei progetti più importanti mai realizzati a Treia e senza aver intaccato le risorse pubbliche comunali. Villa Spada sarà il parco della città e con l’inaugurazione della Casa del custode non solo regaliamo alla città il recupero di un pezzo fondamentale della sua storia, di quella nazionale ed europea, ma gli appartamenti che sono stati ricavati e realizzati saranno messi a disposizione di famiglie che hanno perso la propria abitazione a causa del sisma».
Parole di grande soddisfazione e fierezza quelle del sindaco Franco Capponi, questa mattina, nel corso della cerimonia, vissuta come un giorno di festa, che si è svolta nel complesso monumentale di Villa Spada per l’inaugurazione della riapertura di un angolo di meraviglia e splendore della città. Il progetto del valore di 1 milione e 600 mila euro ha permesso il recupero della Casa del custode e la realizzazione di appartamenti, al suo interno, nei quali sono state mantenute le componenti architettoniche originarie valorizzandone, però, gli spazi.
Rimandate a domani, domenica, 21 aprile, a causa della minaccia della pioggia, le visite guidate e le passeggiate patrimoniali, sono stati in tanti a voler intervenire al taglio del nastro.
Domani a partire dalle ore 10 sarà possibile partecipare a visite guidate e passeggiate sotto la guida d’eccezione dei ragazzi dell’Istituto Paladini di Treia che, in veste di Ciceroni, condurranno alla scoperta del parco di Villa Spada a sua volta oggetto di un importante progetto di recupero finanziato con i fondi del PNRR “Parchi e Giardini storici”, nonché delle fasi di avanzamento del progetto di restauro della Villa (opera del famoso architetto Valadier).
Un ringraziamento particolare è stato rivolto all’architetto Michela Francioni, responsabile dell’Ufficio Ricostruzione del Comune di Treia e all’architetto Alessandro Gigli che ha seguito passo, passo i lavori nonché a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del progetto.
Villa La Quiete, meglio conosciuta come Villa Spada, è un monumento tra i più rilevanti dell’Ottocento italiano ed una delle più belle ville delle Marche.
Sorge su di un’altura poco distante dal centro storico del comune di Treia. Dal loggiato del piano nobile domina la vallata del fiume Potenza, fino a scoprire il mare Adriatico a 30 km di distanza. La splendida villa neoclassica, opera di Giuseppe Valadier, come attestato da un suo schizzo autografo del 1815 per il progetto del prospetto principale, è immersa in un parco di circa 2.9 ettari, completamente cinto da mura e con al suo interno giardini all’italiana, orti, ampie zone boscate e magnifici alberi secolari.
Si è svolto ieri 19 Aprile 2024, in un clima di significativo dialogo politico, l’evento “L'Europa, la strategia europea e le prossime elezioni europee”, organizzato dall’Associazione Cittadini in Cammino presso la sala convegni dell’Hotel Grassetti di Corridonia.
Un contributo territoriale alla discussione nazionale ed internazionale in vista delle prossime elezioni europee. Erano presenti Angelo Sciapichetti (Segretario Provinciale PD), Giorgio Fede (Coordinatore Regionale M5S), Fabiola Caprari (Presidente Regionale IV), Massimiliano Fraticelli (Segretario Provinciale Azione), Sandro Scipioni (Coordinatore Provinciale PSI) e Andrea Maurilli (Alleanza Verdi Sinistra).
La discussione e il dibattito hanno fatto emergere positività e criticità dell’Europa del presente ed elencato proposte, priorità, idee, progetti e strategie per una Europa del futuro sempre più coesa, solidale, forte economicamente ed efficace politicamente nel Mondo. Le reali sfide che l’Europa deve affrontare hanno prevalso sulla contrapposizione ideologica, nella speranza che dalla Provincia di Macerata possa emergere un nuovo approccio politico nell’affrontare argomenti così rilevanti per la vita di ciascuno di noi e dei nostri territori e comunità. Gli interventi dal pubblico, molto numerosi, hanno contribuito a qualificare il dibattito generale. Evento dedicato alla memoria di David Sassoli.
“L’amministrazione comunale chiarisce che il Comune di Montefano ha lavorato con impegno nel ricercare risorse per la città e ha ricevuto importanti finanziamenti pubblici sia dalla Regione Marche che da altri enti”. La sindaca di Montefano, Angela Barbieri, smentisce categoricamente le dichiarazioni rilasciate ieri sera – durante la presentazione della Lista Montefano Domani al Teatro La Rondinella - dal consigliere regionale Pierpaolo Borroni di Fratelli d'Italia.
In conclusione della presentazione, nel portare i saluti del governatore Acquaroli, Borroni ha affermato che “in questo importante momento per la Regione Marche – in cui alla stessa sono stati destinati ingenti finanziamenti del Pnrr per i lavori pubblici – Montefano è assente dallo scacchiere di ricostruzione e cambiamento, dichiarando inoltre che l’attuale amministrazione comunale non avrebbe mai fatto ricorso all’aiuto e sostegno della giunta Acquaroli”.
La sindaca Barbieri chiarisce come il Comune abbia, invece, ricevuto fondi pari a 14.721.237 milioni tra fondi sisma, Pnrr, fondi ministeriali e regionali. La prima cittadina - nel sottolineare che la lista Montefano Progetto in Comune è Lista Civica e non schierata politicamente, tanto che alla sua presentazione lo scorso giovedì 11 aprile non erano presenti esponenti di forze politiche – “ribadisce gli ottimi rapporti che legano Montefano al presidente Francesco Acquaroli e attende la smentita del consigliere Borroni in merito a quanto da lui dichiarato, per la credibilità sua e dell’amministrazione comunale in carica”.
Operazione di controllo all’interno e all’esterno del plesso scolastico "Eustachio Divini" di San Severino Marche. All'ispezione hanno partecipato gli agenti della polizia locale della città settempedana, congiuntamente ai militari della locale stazione dell’Arma dei carabinieri di Tolentino, insieme all’unità cinofila “Billy” della locale tolentinate.
Le forze dell'ordine sono state impegnate nell’ambito del progetto “Scuole sicure” voluto dal ministero dell’Interno e coordinato sul territorio dalla Prefettura di Macerata.
Il controllo ha avuto esito positivo, visto che non sono state trovate sostanze stupefacenti all’esterno e all’interno dell’istituto.