Sono disponibili i contributi per coprire i costi relativi agli interventi finalizzati all’autonomia e alla comunicazione personale degli alunni con disabilità sensoriali per l’anno scolastico 2024/2025 per la promozione della comunicazione, la socializzazione, l’inserimento e l’integrazione scolastica.
Ne dà notizia l’Ambito territoriale sociale 14 precisando che il sostegno riguarda il rimborso delle spese effettivamente sostenute dalla famiglia per i seguenti interventi: assistenza all’autonomia e alla comunicazione in ambito domiciliare; sussidi; supporti all’autonomia; adattamento testi scolastici (a.s. 2025/2026) e frequenza di scuole o corsi presso istituti specializzati.
Le informazioni possono essere reperite presso il Punto Unico di Accesso (PUA) dell’ATS 14 – Comune di Civitanova Marche 3° Piano tel. 0733/822600 – 624 – 278 email: pua.ambito14@comune.civitanova.mc.it e nelle sedi delle associazioni di tutela e rappresentanza delle persone con disabilità sensoriale, oltre che al sito web dove è consultabile l’Avviso pubblico e la modulistica necessaria per far domanda al seguente link: https://www.ambitosociale14.it/bando/avviso-pubblico-per-la-concessione-di-contributi-per-interventi-socio-assistenziali-a-favore-degli-alunni-con-disabilita-sensoriale-anno-scolastico-2024-2025-ai-sensi-della-dgr-marche-n-1397-2024/
Si possono inoltrare le domande a partire dal 15 marzo 2025 senza termine di scadenza. Le richieste di contributo e i relativi allegati completi di tutta la documentazione prevista per lo specifico intervento, devono pervenire all’ATS 14 nelle seguenti modalità: consegna a mano Ufficio Protocollo del Comune di Civitanova Marche, ente capofila ATS 14; a mezzo posta raccomandata o a mezzo Pec comune.civitanovamarche@pec.it
L’Ambito Territoriale Sociale 14 per i 9 comuni facenti parte dell’Ats (Civitanova Marche, Montecosaro, Montefano, Montelupone, Morrovalle, Monte San Giusto, Potenza Picena, Porto Recanati e Recanati). Tutti gli avvisi sono consultabili sul sito web: www.ambitosociale14.it
Tre infortunati (e mezzo)? No problem. La Halley Matelica è più forte di un’infermeria decisamente affollata (out i lungodegenti Mazzotti e Mentonelli e Dieng con una caviglia malconcia, Eliantonio recuperato in extremis ma al rientro dopo quasi un mese e tenuto a minutaggio ridotto) e conquista una preziosa vittoria contro la WeCom Ortoetruria Viterbo. Un successo che però è stato meno netto di quanto non dica il risultato finale, perché gli ospiti hanno dato filo da torcere eccome per almeno tre quarti.
Coach Fanciullo prova a sorprendere la Vigor schierandosi a zona sin dalla palla a due, ma la Halley non si scompone. Si viaggia su percentuali altissime nel primo quarto, con Begic a spingere i gialloblu (10 punti nel solo primo quarto) e i biancorossi che muovono bene la palla e trovano tanti seconde occasioni con i rimbalzi d’attacco. La Halley fa le prove di fuga a metà primo quarto (20-14 al 6’ con la tripla di Panzini), ma scappa per davvero in apertura di secondo, quando i matelicesi approfittano di un blackout viterbese per salire fino al +13 (36-23 al 13’ firmato Arnaldo in contropiede). La Vigor però frena di colpo e col rientro in campo di Caridà la WeCom Ortoetruria inizia la rimonta: è proprio una tripla della guardia vista anche a Porto Sant’Elpidio che Viterbo fissa il punteggio di metà partita su un 44-42 che lascia più di un rimpianto alla truppa di coach Trullo.
Al rientro dagli spogliatoi la Halley prova a sgasare di nuovo e lo fa sulle ali di un Riccio scatenato: la guardia biancorossa infila 14 dei suoi 25 punti nel terzo quarto e fa riprendere il volo ai suoi, che tornano al +13 (68-55 al 28’ con la firma dell’altro grande protagonista della serata, Musci). Viterbo si aggrappa a Begic e riporta nuovamente lo svantaggio sotto la doppia cifra (70-61 alla penultima sirena), ma negli ultimi 10’ la Halley preme sull’acceleratore e il colpo da ko, tanto per cambiare, lo assesta Riccio con la tripla che, a 4’ dalla sirena, scaraventa i laziali a -20 (87-67).
Un successo d’oro in un fine settimana in cui tutte le più immediate inseguitrici biancorosse sono andate al tappeto: ora la Halley comanda la classifica a +2 (e con la differenza canestro nello scontro diretto a favore) sulla Italservice Pesaro e a +4 sulla Carver Roma: un tesoretto da non dissipare, pensando ai recuperi a pieno regime di Dieng ed Eliantonio e alla doppia trasferta in arrivo sui campi di Amatori Pescara e Carver Roma.
Così coach Trullo a fine partita: «Avevamo rotazioni cortissime oggi, ho dovuto spremere in particolare 5-6 giocatori e usare tanto i quintetti con quattro piccoli. Tra l’altro all’inizio loro sono partiti con quattro piccoli mentre noi eravamo con due lunghi e ci hanno messo in difficoltà nel trovare fluidità. Pian piano abbiamo preso un po’ di inerzia e tra fine terzo e quarto periodo abbiamo allungato. Con l’innesto di Caridà ora Viterbo ha un trio di esterni con grande capacità nel tiro da fuori, eravamo un po’ in difficoltà su di loro, avremmo dovuto fare un lavoro migliore in difesa. In questa fase stiamo giocando meglio fuori casa, a Viterbo avevamo sicuramente giocato una partita migliore, ma oggi non era facile per noi adeguarci a loro. Siamo primi in classifica con 2 punti di vantaggio e scontro diretto a favore, mancano cinque partite, vediamo come si mette. Sembrava che le squadre del nostro girone stessero prendendo nettamente il sopravvento ad un certo punto, ma gli ultimi risultati hanno un po’ riequilibrato le cose, o meglio: credo che le squadre del nostro girone abbiano qualcosa in più, ma i valori non sono così distanti. Ora ci aspettano due trasferte, la prima domenica prossima a Pescara contro una squadra che cerca di agganciare uno degli ultimi treni per i playoff. Cercheremo in primis di recuperare energie, poi di avere qualcosa in più da Eliantonio, che oggi è stato stoico ad andare in campo nonostante il dolore e a darci quei 7-8 minuti di qualità che gli avevo chiesto, e magari di riavere Dieng, che per noi è molto importante».
HALLEY MATELICA-WECOM ORTOETRURIA VITERBO 98-82
MATELICA: Arnaldo 4, Rolli, Panzini 13, Pali, Dieng ne, Morgillo 16, Zanzottera 18, Riccio 25, Gaeta, Musci 18, Eliantonio 4. All.: Trullo.
VITERBO: Caridà 19, Moretti 12, Bertini 7, Meroi, Visentin 6, Taurchini 3, Albenzi 4, Casanova 8, Begic 23, Fokou. All.: Fanciullo.
ARBITRI: Uncini, Martini.
PARZIALI: 29-23, 15-19, 26-19, 28-21.
Il diciottesimo successo casalingo su diciannove incontri disputati all’Eurosuole Forum in tutte le competizioni stagionali vale il 2-1 per la Cucine Lube Civitanova nella serie dei Quarti di finale Play Off contro l’Allianz Milano. Nel terzo round il collettivo di Giampaolo Medei centra il sorpasso battendo per 3-1 (25-23, 25-22, 21-25, 25-19) i meneghini di Roberto Piazza davanti al pubblico amico. Lo fa sprigionando un grande agonismo e ricorrendo a innesti in corsa come Dirlic e Gargiulo, in fasi delicate del match. L’appuntamento con Gara 4, che può garantire l’accesso alle Semifinali, è per mercoledì 26 marzo (ore 20.30) all’Allianz Cloud di Milano.
A fare la differenza, in un match molto tirato, sono la cattiveria biancorossa e la lucidità nel punto a punto degli uomini di Medei. Nikolov chiude da MVP con 22 sigilli (1 ace e 4 muri), in doppia cifra anche Bottolo (16), ma anche gli 8 punti di Dirlic di subentrato valgono tanto. Top scorer del match l’opposto rivale Reggers (25 punti), in doppia cifra come Yacine (14).
Lube schierata come in Gara 2. Allianz in campo con Otsuka dall’inizio al posto di Kaziyski. Il primo set è combattuto: il saldo servizio-ricezione premia il team di casa (3 ace a 0 e una buona tenuta), mentre il muro (4 a 2 i vincenti) e la precisione in attacco tengono a galla i meneghini, che cedono nel finale (25-23). Nel secondo set sono i marchigiani a incidere a muro (6-4) e in attacco con Nikolov autore di 9 punti come Reggers, gli ospiti servono e ricevono bene, ma nel finale Civitanova accelera (25-22). Nel terzo set Civitanova accusa una flessione, riesce a rientrare recuperando 4 dei 5 punti di svantaggio, senza però trovare l’aggancio. Concreta al servizio e in attacco con gli 8 punti di Reggers, Milano allunga nel finale (21-25). Nel quarto set, dopo il rosso a Louati (9-7), la Lube ingrana la marcia (15-10) e resiste al tentativo di rimonta milanese (18-17) per poi chiudere 25-19 con i 7 punti di Dirlic (78%).
LE AZIONI
Gioco fluido per la Lube, che varia in attacco (9-5), ma gli ospiti annullano il divario con una buona guardia a muro e sfruttando gli errori biancorossi (10-10). Protagonista di un buon pressing a rete, la formazione di Piazza trova il doppio vantaggio con un block in (12-14). La Lube gira di nuovo l’inerzia con il servizio di Boninfante (16-15). Si lotta punto a punto fino all’errore al servizio di Milano e al break targato Nikolov (24-22). Il bulgaro chiude i conti (25-23).
Nel secondo set, sul 3-3, Louati esce per Kaziyski. Serve un grande Nikolov a muro e in attacco per lo strappo della Lube (13-9). Il servizio di Reggers, il muro ambrosiano e la forza di Kaziyski aiutano Milano a risalire (15-15). Il set procede come il precedente, con le due squadre protagoniste di una battaglia sportiva su ogni pallone. Sul 21-21 in campo Orduna e Dirlic. Potke in attacco e Bottolo a muro allungano (24-22), Nikolov chiude il set (25-22).
Flessione della Lube in avvio di terzo set. Medei butta nella mischia Dirlic dopo pochi scambi, ma Milano, al via con Louati, spinge subito (7-12). I biancorossi rosicchiano punti con Nikolov al servizio (10-12) e con Bottolo in attacco (12-13). Sul più bella la Lube pecca in lucidità e l’Allianz trova un altro strappo (12-15). Civitanova reagisce e manca più volte il pallone dell’aggancio consentendo agli ospiti di riallungare (19-23). Alla seconda palla set Milano riapre la gara, complice il servizio a rete dei padroni di casa (21-25)
Nel quarto set la Lube comincia con Dirlic e Gargiulo. In campo c’è equilibrio, ma l’Allianz si fa male da sola con il rosso sventolato a un nervoso Louati, seguito dall’ace di Bottolo (10-7). Il collettivo lombardo perde lucidità, mentre Nikolov e Dirlic confezionano un’azione spettacolare (15-10). Con il passare degli scambi Porro e compagni riaprono il parziale grazie a Reggers, autore dell’ace del -1 (18-17). La Lube replica con due punti di fila, chiusi da Nikolov (20-17). Il bulgaro allunga con un ace (23-19). Milano non trova il campo (24-19) e i padroni di casa chiudono la gara con l’ex Allianz Dirlic (25-19).
TABELLONE
Cucine Lube Civitanova - Allianz Milano 3-1 (25-23, 25-22, 21-25, 25-19)
Cucine Lube Civitanova: Chinenyeze 7, Lagumdzija 2, Nikolov 22, Podrascanin 4, Boninfante 3, Bottolo 16, Bisotto (L), Gargiulo 2, Orduna 0, Balaso (L), Hossein Khanzadeh 0, Dirlic 8. N.E. Loeppky, Tenorio. All. Medei.
Allianz Milano: Otsuka 8, Schnitzer 7, Reggers 25, Louati 14, Caneschi 9, Porro 1, Staforini (L), Kaziyski 1, Larizza 0, Catania (L), Barotto 0, Gardini 0. N.E. Zonta, Piano. All. Piazza.
ARBITRI: Cerra (BO) e Lot (TV).
NOTE: durata: 34’, 32’, 33’, 29’. Totale: 2h 08’. Civitanova: battute sbagliate 14, ace 6, muri 9, attacco 47%, ricezione 48% (17% perfette). Milano: battute sbagliate 21, ace 6, muri 9, attacco 45%, ricezione 50% (21% perfette). Spettatori: 2.888. MVP: Nikolov.
Le dichiarazioni
GIAMPAOLO MEDEI (allenatore): “Quella di oggi è stata una partita tirata, proprio come me l’aspettavo, molto tosta dal punto di vista agonistico e noi siamo riusciti a prevalere proprio sotto quell’aspetto. La squadra oggi si è fatta trovare pronta, ha affrontato il match con l’atteggiamento giusto, riuscendo a reagire nel migliore dei modi quando era necessario. Bravi i miei ragazzi, del resto sono consapevole di avere a disposizione una rosa di 14 giocatori tutti molto validi. Abbiamo centrato una bella vittoria, ma ora azzeriamo la testa e concentriamoci su Gara 4, che sarà certamente una partita differente, con dei connotati tecnico-tattici diversi”.
ALEX NIKOLOV: “Oggi la squadra è riuscita a fare delle cose veramente strepitose in attacco e in battuta, e questa è stata sicuramente la chiave della partita, anche perché con questi fondamentali siamo riusciti a sopperire alle difficoltà che soprattutto io ho accusato in ricezione. Questa è la prima volta che mi trovo in vantaggio in una serie Play Off da quando sono alla Lube, mercoledì a Milano dovremo comunque scendere in campo come se fossimo 0-0 nel computo dei match. Sarà sicuramente una sfida tosta”.
PETAR DIRLIC: “Penso che i cambi abbiano fornito un contributo determinante per dare una svolta alla partita, spezzando gli equilibri con un pizzico di brillantezza in più in attacco. I dettagli hanno fatto la differenza, nei Play Off nessuna squadra è propensa a mollare, lo si è visto pure oggi”.
La Civitanovese si arrende al Teramo nella ventottesima giornata di Serie D: al Polisportivo finisce 0-1, con la rete decisiva di Chiarella al 7’ del primo tempo. Una gara spigolosa, caratterizzata da poche emozioni e tanto agonismo, che ha visto gli ospiti capitalizzare al massimo il vantaggio iniziale.
Il match si sblocca subito: al 7’ un filtrante dalla destra pesca Chiarella, che si infila tra le maglie della difesa rossoblù e trafigge Petrucci. La reazione dei padroni di casa stenta ad arrivare, con il Teramo che mantiene il controllo e sfiora il raddoppio al 12’ con Pietrantonio, il cui tiro dall’area si spegne alto. Al 18’ Leoncini di testa sfiora il palo, mentre la prima occasione per la Civitanovese arriva al 25’ con una combinazione in area tra Buonavoglia, Brunet e Bevilacqua, che non trova la conclusione vincente.
Nella ripresa la squadra di Senigagliesi prova a riversarsi in avanti, ma è ancora il Teramo a rendersi pericoloso: al 19’ Pavone impegna Petrucci con un diagonale velenoso, mentre al 22’ D'Egidio si vede negare il gol da un altro intervento del portiere rossoblù. Al 24’ la Civitanovese trova la via della rete sugli sviluppi di un calcio di punizione, ma l’esultanza viene strozzata in gola dal fischio dell’arbitro che annulla per offside. L’ultimo brivido arriva al 46’ con un colpo di testa di Rasic, vanificato da un fallo in attacco.
Con questa sconfitta si interrompe la striscia positiva di cinque risultati utili consecutivi per i rossoblù, che non sono riusciti a impensierire il portiere avversario Di Giorgio, mentre Petrucci ha tenuto a galla i suoi con interventi decisivi. Il Teramo porta a casa tre punti preziosi, dimostrando maggiore compattezza e cinismo. Civitanovese ora al sedicesimo posto in classifica con 29 punti, a +4 sulla retrocessione diretta.
Credit Photo: Città di Teramo 1913
Il big match della quart'ultima di Eccellenza tra il Chiesanuova terzo e il K-Sport co-capolista, va in archivio con il risultato di 0-0.
Un verdetto giusto, perché sul sintetico del “Sandro Ultimi” le squadre si sono equivalse, confermando la loro ottima organizzazione tattica che non a caso fa sì che il gruppo di Magi sia quello con la miglior difesa e i padroni di casa il secondo. Gara senza reti e un pochino bloccata, con rimpianti reciproci.
Specie per il Chiesanuova che ha riscattato come prestazione il ko di Monte Urano ma al 45' ha sprecato un calcio di rigore, mentre il K-Sport ha avuto due nitide palle-gol, entrambe sventate da ottime risposte del baby Ajradinoski. Dunque resta tutto invariato in alto, K-Sport (imbattuto dall’8 dicembre) e Maceratese a braccetto con 53 punti, Chiesanuova 47. Però con un turno in meno, facciamo due perchè l'ultima giornata riposerà, il Chiesanuova probabilmente dice addio ai sogni di primato. I biancorossi, oggi di nero, saranno arbitri della volata per la serie D perché domenica andranno a Macerata.
Cronaca
Mobili ritrova Mongiello dopo la squalifica, non ce la fa Persiani, squadra con il 4-2-3-1 e il 2007 Perini dietro Sbarbati. Gli ospiti sono schierati da Magi con il 4-3-3, Carta davanti la difesa. Per 20' i team si studiano, prevale l’attenzione tattica, poi verso la metà della frazione cresce il K-Sport, pericoloso al 22' con Micchi che si accentra e dal vertice dell'area impegna Ajradinoski sul primo palo. Più nitida l'occasione al 26' costruita da Fiorani e finalizzata da Gurini, una sorta di rigore in movimento, super Ajradinoski. Nel finale ecco i padroni di casa. Al 39' Mongiello per Sbarbati che conclude debolmente, poi al 44' su spiovente l'arbitro rileva un tocco di mano di Carta e concede il rigore. Mongiello spara alto e grazia i pesaresi.
Ripresa. Ci si aspetta un Chiesanuova abbacchiato, invece al 49' sponda di Sbarbati per il baby Perini e tiro provvidenzialmente deviato in corner. A proposito di angoli, più tardi il K-Sport ne batte ben 4 di fila e al 66', sull'ultimo, Ajradinoski è di nuovo reattivissimo sullo shoot ravvicinato in mischia. Da lì in poi poco altro. Le squadre restano sempre ben disposte, il Chiesanuova (fino all'85' senza cambi) spinge di più sugli esterni ma non trova conclusioni. Giusto al 91' per la prima volta gli ospiti sono scoperti, Pasqui s'invola ma non vede Mongiello tutto libero, l'occasione sfuma.
Chiesanuova: Ajradinoski, Tempestilli, Carnevali, Russo, Canavessio, Tacconi, Pasqui, Tanoni, Sbarbati (40'st Vitucci), Mongiello, Perini (45'st Ciottilli). All.Mobili
K-Sport Montecchio: Cerretani, Calombo, Notariale, Dominici, Nobili, Carta, Sakaj (38'st Magnanelli), Torelli, Fiorani (32'st Peroni), Micchi (38'st Camarà), Gurini (25'st Di Pollina). All. Magi
Arbitro: Fermo di Torre Annunziata
Note: spettatori 350 circa; allontanato il team manager del Chiesanuova Bruni; ammoniti Mongiello, Tempestilli, Nobili, Carta, Torelli; corner 2-9; recupero 1' e 3'
“Quel Ragazzo del Novecento”: a Matelica, nella frazione di Braccano, oggi,domenica 23 marzo, si è tenuta la decima commemorazione della morte di don Franco Paglioni.
Alle 9.30 è stata visitata la sua tomba sulla quale sono stati deposti dei fiori. In seguito è stata celebrata una santa messa officiata dal vescovo mons. Francesco Massara, poi aperitivo nel salone parrocchiale offerto da Amici di don Franco APS.
Nel pomeriggio, alle 16, è stato inaugurato il murales in sua memoria a Braccano, realizzato dall'artista Massimo Melchiorri. In seguito è stata offerta una merenda da parte di Amici di don Franco APS, in collaborazione con il comitato di quartiere di Braccano. Presente l'amministrazione comunale guidata dal sindaco della Città di Matelica Denis Cingolani che si è congratulato con l'artista, con l'associazione amici di don Franco e con il comitato di quartiere per la splendida iniziativa in memoria di una figura indimenticabile per Matelica.
La Maceratese sfiora l'impresa allo stadio Diana, ma viene raggiunta nel finale: il 27esimo turno di Eccellenza regala emozioni fino all'ultimo respiro, con i biancorossi che vedono sfumare la vittoria al 94', dopo una gara intensa e combattuta contro l'Osimana. La splendida punizione di Vrioni al novantesimo aveva illuso i tifosi della Rata, ma Alessandroni ha spento l'entusiasmo biancorosso in pieno recupero.
La Maceratese si presenta con Mastrippolito e Grillo a guidare la difesa e Bongelli che torna dal primo minuto. Fin dai primi istanti, i biancorossi cercano di imporre il proprio gioco con il solito palleggio e costruzione dal basso, anche se la prima grande occasione è dell'Osimana con Alessandroni che spreca a tu per tu con Gagliardini. La Maceratese risponde con Ruani, che dagli sviluppi di calio piazzato si torva a calciare a botta sicura da pochi passi, ma sbatte addosso a Santarelli. Al 36’ momento chaive del match: la Maceratese sbaglia in uscita e Gomez concede calcio di rigore. Gagliardini ancora protagonista nel neutralizzare il penalty calciato da Alessandroni, tenendo a galla la squadra. La Maceratese risponde con Marras, che al 46’ impegna Santarelli. Si chiude sullo 0-0 il primo tempo.
La Maceratese rientra in campo senza l'eroe del primo tempo Gagliardini, sostituito per infortunio da Marchegiani. Possanzini prova a dare una scossa con un triplo cambio al 12', inserendo Vrioni, Monteiro e Albanesi. La Rata sfiora il vantaggio al 25' con Marras che colpisce un clamoroso palo con un sinistro da fuori area. Al 45', quando la partita sembra destinata allo 0-0, Vrioni si inventa una punizione magistrale dai 25 metri che fulmina Santarelli e fa esplodere la gioia biancorossa. La festa però dura poco: al 49', Alessandroni raccoglie in posizione dubbia e regala il pari ai padroni di casa.
La squadra di Possanzini resta comunque in vetta con il K-Sport Montecchio a quota 53 punti, con lo scontro diretto del 6 aprile che si preannuncia decisivo. L'Osimana di mister Labriola sale invece a 36 punti.
Forbes incorona Tenuta di Tavignano di Cingoli tra le 100 Iconic Wineries. il riconoscimento alle cantine che definiscono il futuro del vino. A ritirare il premio la produttrice Ondine de La Feld, durante la cerimonia glamour che si è svolta a Milano all’Hotel Principe di Savoia. Forbes 100 Iconic Wineries in collaborazione con Mercuri Wine Club è l’evento che celebra le più iconiche cantine ed aziende vitivinicole italiane, un progetto annunciato all’edizione 2024 del Vinitaly a Verona e coordinato da Cristina Mercuri, Wine educator e candidata Master of Wine, massimo riconoscimento enoico.
«Cito le parole del direttore di Forbes Italia Alessandro Mauro Rossi ha usato durante l’evento di premiazione “Chi beve vino non muore mai, vino è vita”. Ed è così, non poteva usare parole migliori riferendosi al vino. Ed io, amo produrre vino per continuare ogni anno a dare vita, il compito più bello del produttore e dell’umanità. Proprio sull’umanità mi preme sottolineare un aspetto da non sottovalutare, il prendersi realmente cura di ogni persona che lavora nella filiera del vino è sempre più un’urgenza, dall’agente a chi si occupa della vendemmia. Siamo in un periodo in cui la sostenibilità umana assume un valore fondamentale, ed è il tassello che va aggiunto laddove manca – afferma Ondine de La Feld, ceo di Tenuta di Tavignano - Grande onore per me, in questa occasione, di avere la presentazione di Cristina Mercuri, che è stata la bussola di questa ricerca di Forbes curando la scelta delle cantine iconiche».
Tenuta di Tavignano è impegnata, come cantina, nella valorizzazione del Verdicchio come vitigno autoctono italiano e dei Castelli di Jesi come Terroir e territorio.
Forbes 100 Iconic Wineries è il riconoscimento alle cantine che definiscono il futuro del vino. È l’evento, ideato da Michele Belinghieri, che celebra le cantine e le aziende vinicole italiane più iconiche, premiando il loro impegno in sostenibilità ambientale, sociale e brand reputation. Annunciato al Vinitaly 2024 e curato da Cristina Mercuri, Wine Educator e candidata Master of Wine, il progetto ha riconosciuto 100 realtà d’eccellenza del panorama enologico italiano. L’evento di premiazione è stato presentato dalla giornalista di Forbes Giulia Piscina e da Cristina Mercuri.
A dare il via alle premiazioni è stato Alessandro Mauro Rossi, direttore di Forbes Italia, che ha ribadito il sostegno della testata al settore vitivinicolo come simbolo del Made in Italy, sottolineando che «Le recenti tensioni internazionali non possono e non devono impattare sul vostro lavoro. Forbes Italia continuerà a supportare le aziende italiane che portano la nostra tradizione nel mondo».
Il Tolentino pareggia in rimonta per 1-1 con il Montegranaro, nella sfida valevole come ventisettesima giornata del campionato di Eccellenza Marche. Un punto che consente ai cremisi di restare al quarto posto in classifica, valido per l'accesso ai playoff. A segno Tonuzi nel primo tempo e Tortelli nella ripresa.
Il pre-partita è stato segnato dal ricordo del tifoso tolentinate Roberto Bordolini, scomparso in settimana a soli 58 anni e i cui funerali sono stati celebrati proprio allo stadio della Vittoria.
LE FORMAZIONI - Mister Passarini deve rinunciare allo squalificato Lovotti, al suo posto torna dal primo minuto Peluso a far coppia in attacco con Moscati. Per il resto l'undici ricalca quello schierato una settimana fa contro l'Atletico Mariner. Per il Montegranaro scelte forti con Perpepaj e Sindic che partono dalla panchina, Mengo preferisce lanciare dal 1' Proesman e Tonuzi.
LA CRONACA - Il Montegranaro si porta in vantaggio al primo vero affondo del match. Al 4' un pallone perso da Peluso innesca Jallow che serve con tempi perfetti Tonuzi. L'attaccante veregrense, dall'altezza del dischetto, fredda Bucosse con una bordata che si infila sotto il montante.
La partita è sin da subito molto nervosa con contatti duri che accendono gli animi. La reazione del Tolentino arriva al 12' con il tiro a giro di Peluso bloccato a terra da Taborda. Un minuto più tardi è Salvucci a provarci, senza fortuna.
Gli ospiti scelgono di aggredire alti in avvio, complicando l'uscita palla cremisi dalla linea difensiva. Al 16' Tolentino vicino al pari: break di Moscati che trova Capezzani nel cuore dell'area, ma il fantasista allarga troppo la conclusione.
Ancora Peluso impegna Taborda al 18', il portiere devia in corner. Al 33' Mengo è costretto a un cambio obbligato: fuori l'autore del gol Tonuzi per un problema alla spalla, dentro Perpepaj. Il Tolentino ha il predominio del possesso palla, mentre il Montegranaro sceglie di affidarsi al contropiede approfittando degli spazi concessi da un avversario che si riversa in avanti alla ricerca dell'1-1.
Molte, forse troppe, le interruzioni nel primo tempo. L'arbitro concede 3 minuti di recupero. L'unica chance dell'extra-time ce l'ha Peluso, ma il suo tiro finisce fuori dalla specchio dopo una deviazione.
SECONDO TEMPO - Jallow si mette in proprio partendo dalla sinistra per poi concludere in maniera sporca sul fondo (47'). Veregrensi più reattivi al rientro dagli spogliatoi. Passarini per creare un diversivo dirotta Tomassetti nell'originario ruolo di terzino, facendo entrare in campo Di Biagio al posto di uno spento Salvucci.
Il Tolentino non riesce a trovare sbocchi nella sua manovra, mentre il Montegranaro mette in atto una diligente fase difensiva. Sino al 75' i cremisi non riescono a rendersi pericolosi. Serve un episodio. E l'episodio arriva all'82'.
Tortelli svetta indisturbato sul corner calciato da Cicconetti e insacca l'uno a uno. Un minuto più tardi, sempre da azione d'angolo, Strano sfiora il gol della rimonta ma, stavolta, il colpo di testa termina a lato di un soffio.
All'88' la replica ospite. Bella azione personale di Perpepaj, Bucosse si esalta con una parata che toglie la sfera dall'incrocio. Sono 6 i minuti di recupero concessi. Al 94' Peluso si vede deviare a fil di palo il tentativo volante. È l'ultima emozione della partita: Montegranaro e Tolentino si dividono la posta in palio.
Tabellino Tolentino-Montegranaro 1-1
TOLENTINO (4-3-1-2): Bucosse; Tizi (80' Mariani), Tomassetti, Strano, R.Salvucci (52' Di Biagio); Tortelli, Stricker, Manna; Capezzani (66' Cicconetti); Peluso, Moscati. All: Passarini
MONTEGRANARO (4-3-1-2): Taborda; Chimezie, Stortini, Urbinati, Capodaglio; Iuvalè (88' Malavolta), Capponi (80' Gonzales), Mancini (75' Sindic); Proesman (52' Di Matteo); Tonuzi (33' Perpepaj), Jallow. All. Mengo
Arbitro: Cacchiarelli di San Benedetto del Tronto
Reti: Tonuzi 4' (M), 82' Tortelli (T)
Ammoniti: Moscati, Tizi, Capponi, Di Matteo, Stortini, Capezzani, Sindic, Bucosse, Jallow Espulsi: nessuno.
Angoli: 7-4. Recupero: 3', 6'
Il fine settimana dedicato agli atleti con disabilità intellettivo relazionali ha chiuso il doppio appuntamento dei Campionati Italiani Paralimpici di Atletica Leggera Indoor sotto l’egida della Fispes e della Fisdir, svoltisi al PalaCasali e al Campo Italico Conti di Ancona.
Ancora una volta impeccabile l’organizzazione dell’Anthropos Civitanova guidata dal presidente Nelio Piermattei, con il patrocinio della Regione Marche e del Comune di Ancona.
Dopo i 38 nuovi primati italiani fatti registrare lo scorso weekend dagli atleti Fispes (tra cui quelli delle medaglie d’oro alle paralimpiadi di Parigi, Assunta Legnante e Rigivan Ganeshamoorthy), questo fine settimana non è mancata la pioggia di record dei quasi 160 partecipanti alla kermesse tricolore targata Fisdir.
Questi gli atleti che hanno fatto segnare dieci nuovi primati italiani: nei 60 metri categoria I3 donne, Agnese Spotorno (Cambiaso Risso For Special Genova) con 8 sec. e 85 centesimi; nei 400 metri I2 uomini, Tiziano Capitani (ACLI Terzo Millennio Roma) con 1 minuto 13 secondi e 67 centesimi; nei 400 metri I3 uomini, Andrea Mattone (Anthropos Civitanova) con 54 secondi e 43 centesimi; nei 1500 metri I2 uomini, Giuseppe Di Marzo (Telimar Tempo Libero Mare) con 6 minuti, 39 secondi e 46 centesimi. Triplete per il fuoriclasse Salvatore Bianca (Anthropos Civitanova) nei 60 metri ostacoli con 9 secondi e 24 centesimi, nel Pentathlon totalizzando ben 2638 punti e nel salto triplo con la misura di 10 metri e 66 centimetri. Record italiano anche nella Staffetta 4×400 metri I2 uomini per la società sportiva Aspea Padova con Michele Zugno, Alessandro Masiero, Roberto Casarin e Giovanni Zaramella, segnando un tempo di 6 min 11 sec e 41 cent. Hanno chiuso il palmares i due primati italiani di Alice Sorato (Sorriso Riviera Onlus) nei 1500 metri marcia I2 donne con il tempo di 11 min 57 sec e 97 cent, e di Luca Venturelli nei 3000 metri cat. I3 con 8 min, 50 sec e 68 cent.
Un bilancio complessivo di assoluto rispetto e in crescita rispetto alle edizioni precedenti. Sono stati, infatti, oltre 420 gli atleti complessivi impegnati nei due campionati italiani, Fispes e Fisdir, in rappresentanza di 52 associazioni sportive provenienti da tutta la penisola. In termini agonistici i record italiani fatti registrare nelle competizioni anconetane del 14 e 15 marzo e del 21 e 22 marzo, sono stati ben 48: 38 nei campionati Fispes e 10 in quelli Fisdir.
Grande successo per gli appassionati di scacchi della città di Recanati: le squadre femminili e maschili della Secondaria I grado San Vito del Badaloni, sono arrivate entrambe terze alle fasi provinciali del Trofeo Scacchi Scuola 2024-2025, dimostrando talento, strategia e grande spirito di squadra.
L'evento, che ha visto la partecipazione di numerose scuole della provincia, ha regalato sfide emozionanti, culminate nel doppio trionfo dei nostri ragazzi e ragazze. Con mosse precise e strategie ben studiate, i giovani alunni, che si allenano ogni settimana dall’inizio dell’anno scolastico sotto la guida dei maestri del Circolo degli Scacchi di Recanati, hanno saputo imporsi sugli avversari, dimostrando che il gioco degli scacchi è molto più di un semplice passatempo: è un'arte che sviluppa concentrazione, logica e capacità di problem-solving.
Gli scacchi, infatti, non solo affinano la mente, ma insegnano anche disciplina, pazienza, gestione dello stress e far play: competenze fondamentali nella vita di tutti i giorni.
Grazie all'impegno dei giocatori e al supporto dei loro insegnanti, che li hanno affiancati come capitani, le squadre hanno raggiunto un ottimo risultato, che ora le proietta verso la fase regionale con grande determinazione, ma soprattutto voglia di divertirsi.
Celebrato a Tolentino l'81° anniversario dell’Eccidio di Montalto con una serie di manifestazioni promosse dal Comune e dalla locale sezione dell'Anpi. La città di Tolentino è insignita della Medaglia d’Argento sia al valor civile che al valor militare per i fatti di Montalto e per l’apporto dato durante la Resistenza.
L’Eccidio di Montalto, è avvenuto il 22 marzo 1944 sulle montagne tra Caldarola e Cessapalombo, dove furono trucidati ventisette giovani tolentinati, e non solo, che donarono la propria vita per la libertà, la democrazia e la pace.
Come tutti gli anni, nei giorni antecedenti l’evento, i rappresentanti dell’Anpi e dell’Amministrazione comunale hanno incontrato gli studenti di tutte le scuole cittadine. Domenica 23 marzo, come vuole la tradizione, le celebrazioni ufficiali che hanno richiamato autorità civili e militari e rappresentanze d’arma e combattentistiche. Diverse le delegazioni Anpi presenti all’evento.
In mattinata in Piazza della Libertà è stato formato il Corteo che ha raggiunto il Cimitero comunale, dove al Famedio dei Caduti, Don Ariel Veloz, dopo l’alzabandiera e la deposizione della corona di alloro, ha celebrato la Santa Messa.
La manifestazione è poi proseguita in Piazza della Libertà con la deposizione della Corona di alloro sulla lapide dedicata al sacrificio dei Martiri di Montalto, l'esecuzione dell’Inno nazionale e il Silenzio d’Ordinanza per rendere omaggio, oltre ai Martiri di Montalto, ai Caduti di tutte le guerre.
Sono intervenuti: Mauro Sclavi (sindaco di Tolentino), Alessandro Massi Gentiloni Silverj (presidente del Consiglio Comunale di Tolentino), Lanfranco Minnozzi (Presidente ANPI, sezione di Tolentino), Giulia Semmoloni (sindaco del Consiglio dei Ragazzi) e i Rappresentanti dei Comitati degli studenti degli Istituti superiori, per il “Frau” ha parlato Valentino Francisco e per il “Filelfo” Deida Ago.
Prima dell’intervento dell’oratore ufficiale della manifestazione Renzo Savini del Comitato nazionale Anpi ha portato il proprio saluto l'onorevole Irene Manzi. Al termine della cerimonia autorità e cittadini hanno raggiunto in bus il luogo dell’eccidio a Montalto con sosta a Caldarola per le onoranze al Cippo della Medaglia d’Argento Aldo Buscalferri e ai Martiri di Montalto.
"Oggi – è stato sottolineato - i ragazzi di Montalto devono essere ancora considerati Martiri e ci devono ispirare per suscitare, specie nelle giovani generazioni, sentimenti che hanno il solo obiettivo di sconfiggere ogni guerra, affinchè il ricordo di coloro che diedero, con abnegazione e coraggio, la loro vita per il bene della Patria, possa infonderci un rinnovato impegno per la piena realizzazione degli ideali che li ispiravano. La memoria incancellabile del loro sacrificio è la fonte del nostro impegno per la costruzione di una Comunità che vuole un mondo di pace, libertà, democrazia e di rinnovata speranza".
La città di Tolentino ha accolto l'Arcivescovo Maurizio Bravi, recentemente nominato da Papa Francesco nunzio apostolico in Papua Nuova Guinea e nelle Isole Salomone. L'incontro ufficiale tra il sindaco Mauro Sclavi e il nuovo titolare della sede arcivescovile di Tolentino si è svolto nella suggestiva cornice della Basilica di San Nicola.
Dopo la celebrazione della Santa Messa, l'Arcivescovo Bravi si è intrattenuto con le autorità cittadine, tra cui il presidente del Consiglio comunale Massi, per conoscere la storia e le tradizioni di Tolentino. Accompagnato dal Priore della Comunità Agostiniana, Padre Massimo Giustozzo, ha visitato il centro storico della città, soffermandosi tra i cantieri della ricostruzione e ammirando edifici simbolo come il Teatro Vaccaj.
Durante l'incontro, il Sindaco Sclavi ha omaggiato l'arcivescovo con un volume dedicato all’arte e alla storia della città, sottolineando l’importanza di questo momento per la comunità tolentinate. Bravi, visibilmente colpito dall’accoglienza ricevuta, ha espresso il suo apprezzamento per la vivacità culturale e il forte senso di appartenenza dei cittadini alla loro storia.
Monsignor Maurizio Bravi, nato nel 1962 a Capriate (Bergamo), è stato ordinato sacerdote nel 1986. Ha ricoperto numerosi incarichi diplomatici per la Santa Sede, servendo in Repubblica Dominicana, Argentina, Francia e Canada, oltre a lavorare presso la Segreteria di Stato in Vaticano. Dal 2016 ha svolto il ruolo di Osservatore Permanente della Santa Sede presso l’Organizzazione Mondiale del Turismo.
A breve, l’Arcivescovo Bravi partirà per il continente oceanico, portando con sé un messaggio di fratellanza e speranza nella sua nuova missione diplomatica. "La comunità di Tolentino, con orgoglio e affetto, gli augura un cammino ricco di successi nel servizio alla Chiesa e ai popoli che andrà a rappresentare", ha dichiarato il sindaco Sclavi.
Sul palco della demenziale e surreale Piazza dell'Europa, in cui si cantava "Bella Ciao" invocando orwellianamente il riarmo dell'Europa, vi era anche il cantautore Roberto Vecchioni. Quest'ultimo ha tenuto un discorso da fare accapponare la pelle, pronunziando parole di una gravità inaudita, che ci inducono a pensare che forse sarebbe davvero meglio se Vecchioni si limitasse a cantare: tanto sono belle indubbiamente le sue canzoni, quanto sono orrende le parole pronunciate sul palco della demenziale piazza per l'Europa, la piazza più demenziale dell'intera storia umana.
"Non si può accettare qualsiasi pace", ha asserito il cantautore meneghino. In buona sostanza, secondo Vecchioni, sbagliano quelli che vogliono la pace in maniera incondizionata, poiché la vera pace nel contesto è quella di chi vuole armarsi: non occorre aver conseguito un dottorato in logica a Oxford per capire che il sofisma utilizzato da Vecchioni e dalla nutrita banda degli euroinomani belligeranti è quello secondo cui la vera pace coincide con la guerra, laddove chi respinge la guerra non è un sostenitore della pace ma un pericolo per l'Unione Europea, tempio vuoto che santifica il turbocapitalismo finanziario e il nulla della cancel culture.
Del resto, non deve sfuggire a nessuno: dicono di voler difendere la pace, tra bandieroni arcobaleno all'insegna del nulla, e intanto propiziano il riarmo dell'Europa, secondo il folle piano della vestale del neoliberismo europeo, la signora Ursula von der Leyen; folle piano che, oltretutto, si realizzerà probabilmente attingendo a piene mani dalle tasche dei contribuenti europei, secondo quello che già è in discussione a Bruxelles. Come se non bastasse, Roberto Vecchioni ha anche avuto il coraggio di pronunziare queste parole davvero incredibili: «adesso chiudete gli occhi e pensate ai nomi che vi dico: Socrate, Cartesio, Hegel e Marx; vi dico Shakespeare, Pirandello e Leopardi. Ma gli altri le hanno queste cose?».
Si tratta di parole fumettistiche e caricaturali, per non dire platealmente senza senso: è bensì vero che la nostra civiltà ha avuto questi spiriti magni, di cui non possiamo che essere fieri; ma è una mossa davvero indecorosa mobilitare i nomi di questi eroi del pensiero e della nostra civiltà per giustificare politiche infami di riarmo che nulla hanno a che vedere con la loro grandezza.
Proprio perché abbiamo avuto tali spiriti magni dovremmo avere la dignità di respingere la guerra e di difendere le ragioni della pace e del dialogo. Per non parlare poi del fatto che suona palesemente ridicolo lo schema di pensiero per cui si citano eroi della nostra civiltà per sminuire quelle altrui, come ha fatto senza perifrasi Roberto Vecchioni. Il quale forse ignora che se in Europa abbiamo avuto Dante e Cartesio, in Russia hanno avuto Dostoevskij e Puškin. Ancora, forse Vecchioni ignora che la Russia non è un altro mondo rispetto all'Europa, ma è parte integrante della nostra cultura.
Roberto Vecchioni farebbe bene a menzionare Cartesio e Shakespeare per prendere coscienza di come l'Unione Europea li abbia traditi e non ne sia affatto erede in alcun modo. È davvero un peccato che Vecchioni abbia smesso di essere anzitutto un cantautore di successo per vestire i panni del predicatore politico allineato all'ordine dominante, spingendosi addirittura, come ha fatto dal palco della piazza per l'Europa, a celebrare il riarmo europeo voluto dagli euroinomani di Bruxelles e dai banchieri apolidi che comandano attualmente il vecchio continente.
Per parte nostra, con spirito di carità, continueremo a ricordare con ammirazione il Vecchioni cantante, stendendo un velo pietoso sulle sue recenti orazioni politiche omologate all'ordine discorsivo egemonico di una Unione Europea sempre più simile a un treno in corsa verso l'abisso. Dovrebbe essere, almeno in teoria, un punto fermo quello per cui la guerra ha i suoi costi. E, come sempre, a sostenerli sono coloro i quali appartengono al popolo degli abissi, gli stessi che peraltro vengono mandati al fronte a morire pur non volendo la guerra. Anche il nostro presente, naturalmente, non fa eccezione.
E adesso che si parla a tambur battente di riarmo dell'Europa e di investimenti per 800 miliardi di euro per le armi, sorge ovviamente il problema di dove prenderli. Non è difficile, in effetti, capire donde li prenderanno. La signora Ursula von der Leyen, vestale del neoliberismo cosmopolita e sacerdotessa dei mercati finanziari speculativi, lo ha già lasciato intravedere nitidamente: bisognerà trasformare i risparmi privati in investimenti necessari, ha detto senza perifrasi edulcoranti.
E adesso le fa eco anche l'euroinomane di Bruxelles, l'unto dai mercati, l'austerico delle brume europee, Mario Draghi: il quale dichiara che, per il folle programma del Rearm Europe, forse 800 miliardi non bastano ed è opportuno - sono parole sue - "coinvolgere i privati". Una formula decisamente perifrastica, per non dire orwelliana: una formula mediante la quale l'euroinomane di Bruxelles lascia intendere che, presto o tardi, gli araldi dell'ordine disordinato del capitalismo finanziario no border potranno mettere mano ai nostri conti.
Magari dapprima lo faranno mediante la via della persuasione, provando a convincere anzitutto i militanti o, meglio, i militonti delle varie piazze per l'Europa circa la necessità di investire i propri denari a beneficio di un progetto volto a difendere i sacri valori dell'Europa odierna, vale a dire finanza e fiscal compact, transizione verde e cancel culture.
In seconda battuta, però, non ci sorprenderemmo se i pretoriani dell'ordine liberal-progressista dovessero arrivare alla extrema ratio di un prelievo forzoso, magari simile a quello compiuto nel 1992 dal governo Amato: prelievo in grazia del quale, con il favore delle tenebre, prelevarono il 6 per mille dai conti di tutti gli italiani. Insomma, possiamo dire davvero che la situazione è tutto fuorché tranquilla, anche per quel che riguarda le nostre vite e i risparmi accumulati con fatica per i figli e per i nipoti.
L'accumulazione capitalistica per spossamento, come l'ha definita David Harvey, si basa d'altro canto esattamente su questo principio: prelevare la ricchezza dal lavoro per portarla ai piani alti delle classi dominanti transnazionali. Il teorema, tanto caro agli aedi dell'ordine liberista, secondo cui l'arricchimento dei ceti dominanti genera lo sgocciolamento a beneficio del basso deve essere capovolto: l'arricchimento dei piani alti si basa proprio sullo sgocciolamento al rovescio, tale per cui le ricchezze della plutocrazia neoliberale vengono accumulate estraendo danari dalle classi che vivono del proprio lavoro. Si chiama lotta di classe dall'alto.
Il Teatro Velluti di Corridonia ha ospitato una serata di grande prestigio, accogliendo il tre volte premio Oscar Dante Ferretti. "Maestria da Oscar" ha offerto al pubblico un viaggio emozionante attraverso la carriera di uno dei più grandi scenografi del cinema mondiale, capace di dare forma alle visioni di registi del calibro di Pier Paolo Pasolini, Marco Bellocchio, Federico Fellini, Martin Scorsese, Ettore Scola, Dino Risi, Brian De Palma, Tim Burton e Franco Zeffirelli.
Il Maestro Ferretti ha incantato la platea con aneddoti e racconti del suo straordinario percorso, dalle botteghe artigiane alle luci di Hollywood. A dialogare con lui, lo scrittore David Miliozzi, che ha saputo guidare il pubblico tra le tappe di una carriera unica, segnata da dedizione e talento.
«Sono nato a Macerata – ha raccontato Dante Ferretti – e ho deciso di fare lo scenografo sin da piccolo, quando rubavo i soldi a mio padre per andare al cinema. Poi, quando scoprii che la scena della corsa delle quadrighe di "Ben Hur" fu realizzata a Cinecittà, decisi che la scenografia sarebbe stata la mia vita.»
Parole che hanno emozionato e ispirato, sottolineando il legame profondo tra Ferretti e le sue radici. «Ho imparato molto dalla bottega artigiana di mio padre e ogni volta che ho pensato o disegnato delle scene sapevo come realizzarle e come gestire lo spazio. E questo per merito suo.»
La serata ha rappresentato un omaggio non solo al cinema, ma anche alla maestria artigiana e al saper fare che caratterizzano il territorio. Un sentito ringraziamento è stato rivolto dal sindaco di Corridonia Giuliana Giampaoli a Dante Ferretti per aver condiviso la sua arte e la sua storia, e a David Miliozzi per aver sapientemente accompagnato il pubblico in questo straordinario viaggio.
L'evento è stato reso possibile grazie al sostegno dell'Amministrazione Comunale di Corridonia e alla collaborazione di Regione Marche, Provincia di Macerata, Università degli Studi di Macerata e di tutti i partner che condividono il progetto "Maestria".
Quella andata in scena sabato pomeriggio al ‘Vincenzo Pericoli’ di Belforte fra i padroni di casa della Belfortese e il Potenza Picena si candida di diritto a un posto fra le partite dell’anno del calcio dilettantistico marchigiano. Dopo un primo tempo bloccato, conclusosi sullo 0-0, nella ripresa si sono susseguiti ben 7 gol, con la formazione potentina che in maniera rocambolesca è riuscita a imporsi col risultato di 4-3.
Come detto, fra uno sbadiglio e l’altro, il primo tempo si è concluso a reti bianche. Nel secondo tempo si accende la giostra. Al 19' Morbidelli rompe l'equilibrio portando in vantaggio il Potenza Picena. La Belfortese non ci sta e al 22' Fiecconi sigla il pareggio, ma la gioia dura poco: due minuti dopo Vecchione riporta avanti i giallorossi. La squadra di casa reagisce immediatamente e al 28' Alex Di Francesco firma il nuovo pareggio. In 6 minuti si contano ben 4 reti. La Belfortese trova addirittura il vantaggio al 36', quando Castellano, entrato da poco, si inventa una spettacolare rovesciata che lascia tutti a bocca aperta. Il colpo di classe sembra poter decidere la gara.
La partita si fa incandescente e la squadra di Monteneri rimane anche in 10 per l’espulsione di Mosca, che finisce anzitempo sotto la doccia dopo un colpo proibito all’avversario. Con il Potenza Picena in inferiorità numerica, il match sembra viaggiare inesorabilmente verso il successo della Belfortese. Ma arriva un altro colpo di scena: gli ospiti conquistano una punizione dal limite in pieno recupero. Garbuglia calcia e fa 3-3. Mister Monteneri entra in campo per far finire la partita ma l’arbitro dice che si deve giocare ancora. Nell’ultimo giro di lancette il Potenza Picena trova addirittura il gol del 4-3, con un colpo di tacco di Salvati. Esplode la parte giallorossa del pubblico, per un successo tanto rocambolesco quanto prezioso, perchè permette ai potentini di vincere uno scontro diretto e consolidare la zona playoff.
La Macagi Cingoli si regala una serata da sogno davanti al proprio pubblico, battendo 29-28 l’ex capolista Conversano. Ieri, sabato 22 marzo, i ragazzi di Palazzi, infatti, hanno ottenuto la terza vittoria consecutiva in Serie A Gold, portandosi ora a un solo punto dalla zona salvezza diretta.
I cingolani, sotto di 6 reti a 11 minuti dalla fine, hanno rimontato il parziale con un parziale monstre di 7-0, sfruttando anche l’espulsione di Pablo Marrochi, gestendo poi il +1 nei minuti finali. Mai Cingoli aveva battuto Conversano nelle 9 gare precedenti in massima serie.
CRONACA - Nei primi 30 minuti di gioco la partita è equilibrata, con capovolgimenti di fronte continui, con gli ospiti che non sono andati oltre il +3 di vantaggio. Dopo la traversa di Naghavialhosseini, Radovcic apre le marcature, Albanesi si supera su Bulzamini e la Macagi trova il 2-1 con Mangoni e Renaud-David.
Due gol consecutivi di Marrochi valgono il 2-3, ma dall’altra parte ancora Renaud-David e Ciattaglia riportano i locali in vantaggio sul 4-3. Di Giandomenico è provvidenziale su Ciattaglia, permettendo a Goux e Bulzamini di conquistare il nuovo +1 ospite sul 4-5, con in mezzo la traversa di Strappini.
Cingoli torna in vantaggio al 14’, con la coppia Renaud David-Mangoni a trovare il 7-6. Qui, tuttavia, Conversano trova un break di 0-4 firmato Marrochi, Scaramelli, Possamai e Radovicic, portandosi sul 7-10 al 20’. In questi frangenti Di Giandomenico dice di no a Nagahavialhosseini, mentre Coppola evita un passivo peggiore alla sua squadra, neturalizzando i tentativi di Radovicic sul 7-7 e di Scaramelli sul 7-8.
Cingoli, comunque, non lascia scappare gli avversari e, sul 10-13, mette in fila due reti con Maklouf e D’Agostino, portandosi sul 12-13 al 27’ grazie anche a un duplice intervento di Coppola su Possamai e Marrochi. Segue una fase confusa del match: Bulzamini colpisce un palo, Goux segna il 12-14; Di Giandomenico miracoleggia su Ciattaglia, Marrochi colpisce una traversa e Scaramelli fallisce il rigore del nuovo +3. Naghavialhosseini e Renaud-David segnano i gol che permettono ai locali di chiudere i primi 30’ in svantaggio di un solo gol (14-15).
SECONDO TEMPO - Nella ripresa, proprio quando Conversano sembra essere scappata definitivamente, arriva la reazione incredibile della Macagi Cingoli che vale i due punti. All’inizio del parziale Di Giandomenico sembra in stato di grazia, neutralizzando i tentativi di Makhlouf: Bulzamini e Possamai ringraziano, portando i biancoverdi di nuovo a +3 sul 14-17.
Mangoni, Strappini e Renaud-David provano a mantenere aperto il punteggio, ma sul 17-19 un break ospite di 0-4 con tre reti di Bulzamini e una di Saitta portano a +6 i pugliesi sul 17-23 al 42°. Di Giandomenico, in questa fase, intercetta i tentativi di Strappini, Makhlouf e Mangoni, mentre ci sono delle perplessità per alcune non decisioni arbitrali discutibili a svantaggio della Macagi.
Conversano sembra essere in pieno controllo del match, tanto che al 49° il parziale è di 20-26. Qui, però, Cingoli comincia a crederci: rosicchia due reti con Renaud-David e Strappini e si riporta a -4 sul 22-26 al 50’. Qualche istante dopo gli arbitri decidono di espellere Marrochi per un fallo su Naghavialhosseini sulla linea dei 7 metri: gli ospiti perdono sicurezze e la Macagi mette in fila altre 5 reti con Somma, Mangoni, Renaud-David, Mangoni e Naghavialhosseini, per l’incredibile 27-26 al 56’, chiudendo un break monstre di 7-0.
Con un PalaQuaresima diventato una bolgia per trascinare la squadra verso la storia. Radovicic dai 7 metri e Bulzamini pareggiano due volte, con un super Coppola a dire di no ai Saitta. Ci pensa Somma a segnare il gol del decisivo 29-28, dopo un altro grande intervento del portiere siciliano di casa su Iachemet che fa esplodere la festa dei cingolani per un successo storico.
Tabellino Macagi Cingoli 29-28 Conversano (14-15)
Macagi Cingoli: Albanesi, Coppola, Jaziri, D’Agostino 1, D’Benedetto, Ciattaglia 2, Naghavialhosseini 3, Mangoni 7, Somma 3, Bordoni, Latini, Strappini 4, Renaud-David 7, Compangucci, Gigli, Makhlouf 2. All. Palazzi
Conversano: Di Giandomenico, Di Caro, Scaramelli 1, Bulzamini 7, Goux 2, Gligic, Midtun 3, Degiorgio, Radovcic 4, Scarcelli, Possamai 5, Marrochi 4, Iachemet, Saitta 2. All. Tarafino
Arbitri: Rhim-Plotegher
(Credit foto: Doriano Picirchiani)
Per Platone l’amore è "Pazzia Divina", un dono degli Dei, una forza travolgente che spinge l’anima verso una conoscenza spirituale più elevata. Quando ci innamoriamo veniamo pervasi da una magia che ci fa sentire invincibili, eterni, apparendo spesso come dei folli agli occhi di coloro che in quel momento non stanno vivendo la stessa esperienza.
Così ci avventuriamo con fiducia in questo viaggio; ci fidanziamo e sposiamo l’aspettativa di una vita comune delineata da tappe ben precise: un lavoro sicuro, una casa, i figli…A volte viviamo come se l’energia trainante iniziale potesse bastare ad alimentare anni di vita insieme, in una sorta di staticità emotiva.
Diamo per assunto ciò che c’è, senza sentire il bisogno di fermarci per capire dove siamo, dove vogliamo andare e comprendere se qualcosa stia cambiando dentro e fuori di noi. Per poi riconnetterci alla nuova realtà.
La vita è cambiamento, è fluire ed evolvere, noi non potremmo mai essere le stesse persone del passato. Accettare ciò con consapevolezza significa avere la possibilità di ritrovarci nella coppia con una nuova versione di noi stessi.
A volte l’inizio di una crisi comincia con le seguenti parole: "Sei cambiato, non sei più quello di prima…". Una frase che potrebbe nascondere un grande fraintendimento se non la cogliamo nella sua accezione positiva.
Nell’interpretazione negativa cogliamo un significato implicito di recriminazione, una sorta di colpa dell’altro per non essere rimasto come era nella fase iniziale dell’innamoramento. Lo rimproveriamo di non essere più quella persona su cui avevamo posto tutte le nostre aspettative.
L’amore, invece, ha bisogno di evolvere e cambiare, per poi potersi incontrare di nuovo nella nostra versione più evoluta. Aspiriamo a ciò quando ci sentiamo liberi di esprimerci, di fiorire con le nostre peculiarità senza temere di non poter più piacere all'altro.
Questo cammino implica una consapevolezza del singolo, delle proprie fragilità e punti di forza, un percorso della persona che non teme di mettersi in gioco o in discussione con le proprie dinamiche di comportamento.
Significa approcciare la vita di coppia con fiducia, parlare con la verità del cuore senza timore del giudizio, sentirsi di poter entrare in contatto con i propri bisogni e desideri, senza il peso di ciò che è giusto o sbagliato.
Credo che l'Universo nella sua perfezione lavori affinché anime predestinate si presentino all’appuntamento per compiere insieme un percorso più o meno lungo, grazie al quale poter crescere. Ogni incontro vissuto autenticamente e con coraggio è una grande possibilità per la nostra evoluzione spirituale.
Si è conclusa con entusiasmo e grande partecipazione l’edizione 2025 di Cortinametraggio, il festival di riferimento per il cortometraggio italiano, ideato e presieduto da Maddalena Mayneri, organizzato in collaborazione con Giusi Gallotto di Nuove Reti e con la direzione artistica di Niccolò Gentili.
Il premio per la miglior regia è stato assegnato alla potentina Giulia Grandinetti per il suo cortometraggio "Majonezë", in concorso anche ai David di Donatello (leggi qui).
La regista è stata premiata "per aver dato vita a un mondo in cui spazio e tempo si espandono e si contraggono, le emozioni si trasformano in paesaggi dove il colore emerge sul bianco e nero elevando la narrazione. Per aver raccontato una storia che avanza in un tempo dispari, vibrante, ribelle, proprio come la sua protagonista. Per il coraggio di una visione che non teme di sperimentare, per la coerenza stilistica che permea ogni scelta linguistica e per la capacità di trasformare la narrazione in un’esperienza sensoriale e profonda".
Con questa prestigiosa vittoria, Giulia Grandinetti si conferma come una delle voci più innovative del panorama cinematografico italiano, portando avanti un linguaggio audace e originale.
(Credit foto: Anna D'Agostino)
Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, "Chiedilo all'Avvocato". In questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica assai attuale relativa alla parità di genere e nello specifico in politica.
Di seguito la risposta dell’avv. Oberdan Pantana alla domanda posta da una nostra lettrice di Pieve Torina, che chiede: "Deve essere garantita la presenza femminile anche nella giunta di un piccolo comune?".
Il caso di specie ci offre la possibilità di far chiarezza su una tematica estremamente attuale, risolta recentemente dal Tar della Campania in merito ad un decreto di un primo cittadino di un piccolo comune campano che provvedeva la nomina della giunta comunale indicando solamente uomini, con la giustificazione del primo cittadino che «è stata riscontrata un’effettiva, oggettiva ed appurata impossibilità di assicurare, nella composizione della giunta comunale, la presenza dei due generi compatibilmente con la natura fiduciaria della carica di assessore», anche alla luce della «necessità di evitare la paralisi dell’azione amministrativa ed il pregiudizio per la realizzazione dell’interesse pubblico».
Tale dichiarazione non è bastata ad una donna del posto, tra l’altro non eletta, la quale ha portato la questione dinanzi ai giudici del TAR Campania, lamentando «l’illegittimità del decreto di nomina della giunta, di composizione esclusivamente maschile, stante il mancato espletamento di un’accurata e comprovata istruttoria da svolgersi mediante avviso pubblico, volto ad acquisire formalmente la disponibilità a ricoprire l’incarico da parte delle concittadine, dovendo comunque escludersi che la natura fiduciaria dell’incarico sia di per sé idonea a limitare un eventuale interpello alle sole persone appartenenti alla stessa parte politica che ha espresso il sindaco».
E poi «le giustificazioni addotte dall’amministrazione comunale sono meramente formali ed elusive delle norme a presidio della parità di genere, non essendo sufficiente la menzione di quattro atti di indisponibilità ad assumere l’incarico, per di più nemmeno protocollati con data antecedente il decreto di nomina né allegati ad esso», aggiunge la donna.
Prima di esaminare la questione, i magistrati amministrativi hanno fissato un punto fondamentale: «sia la nomina che la revoca di un assessore comunale sono atti amministrativi, non rientrando nel novero dei cosiddetti atti politici. Né il contenuto altamente discrezionale dell’atto di nomina di un assessore comunale – in ragione della natura fiduciaria e dettata da ragioni prevalentemente politiche del rapporto che s’instaura con il sindaco che lo sceglie – è in grado di sottrarlo al sindacato del giudice amministrativo».
Valutabili, quindi, le obiezioni sollevate dalla donna e tese a denunciare l’illegittima compressione del diritto, garantito dalla Costituzione, alla rappresentanza di genere femminile nella compagine di governo locale e, pertanto, alla verifica di legittimità della composizione della giunta con riferimento al principio della parità di genere.
Ciò alla luce del suo status di cittadina residente nel Comune, con annessa titolarità del correlativo diritto all’elettorato attivo, oltre della sua appartenenza al genere femminile sottorappresentato e dell’essere potenziale destinataria della nomina ad assessore comunale. Detto ciò, però, «la natura fiduciaria della carica assessorile non può giustificare la limitazione di un eventuale interpello alle sole persone appartenenti alla stessa lista o alla stessa coalizione di quella che ha espresso il sindaco. Ciò è tanto più vero in realtà locali non particolarmente estese», come quella del piccolo comune di una provincia campana, «nelle quali sia il limitato numero di soggetti in astratto idonei sia la natura delle relazioni interpersonali rendono non eccentrica una simile soluzione», osservano i magistrati.
Di conseguenza, è legittima la contestazione mossa dalla donna al decreto di nomina della giunta adottato dal sindaco del piccolo comune. I principi costituzionali di eguaglianza formale e sostanziale e del libero accesso in condizioni di eguaglianza agli uffici pubblici ed alle cariche elettive trovano attuazione, in materia di composizione delle giunte degli enti locali, nelle disposizioni del "Testo unico degli enti locali".
In particolare, «gli statuti comunali e provinciali stabiliscono norme per assicurare condizioni di pari opportunità tra uomo e donna e per garantire la presenza di entrambi i sessi nelle giunte. Il sindaco e il presidente della Provincia nominano, nel rispetto del principio di pari opportunità tra donne e uomini, garantendo la presenza di entrambi i sessi, i componenti della giunta».
Per i giudici non ci sono dubbi: «la ratio sottostante le disposizioni legislative e statutarie è di garantire l’effettiva pari e reciproca opportunità, evitando che l’esercizio delle funzioni politico-amministrative sia precluso ad uno dei due generi, ed in questo modo assicurando anche il principio di uguaglianza predicato dalla Costituzione, con riferimento all’accesso alle cariche elettive. Peraltro, «la natura fiduciaria della carica assessorile non giustifica di per sé limitazioni soggettive di un eventuale interpello alle sole persone appartenenti alla stessa lista o coalizione di quella che ha sostenuto il sindaco», e ciò ancora di più «in realtà locali piccole».
Pertanto, in risposta alla domanda posta dalla nostra lettrice, risulta corretto affermare che, "E’ illegittimo il decreto del sindaco riferito alla nomina di una giunta tutta al maschile per la violazione del principio di uguaglianza costituzionale anche in riferimento all’accesso alle cariche elettive elemento prioritario per garantire la pari opportunità tra donna e uomo anche nell’esercizio delle funzioni politico-amministrative” (Tar Campania, Sez. I, sentenza del 10.02.2025, n. 1087).
Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.