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Serie B Interregionale, la protesta dei club marchigiani: “Gironi senza logica, penalizzati territori e società”

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Il basket marchigiano alza la voce contro la composizione dei gironi della Serie B Interregionale. La decisione del Consiglio Federale della FIP di suddividere le squadre della regione in due gironi distinti e in due diverse Conference ha provocato la reazione di quattro società: Attila Junior Basket Porto Recanati, Pallacanestro Recanati 2001, Vigor Basket Matelica e Virtus Basket Civitanova Marche.

In un comunicato congiunto i club esprimono “sorpresa e profondo sconcerto” per una scelta ritenuta fortemente penalizzante sotto il profilo sportivo, logistico ed economico.

La stagione avrebbe dovuto rappresentare un momento di particolare entusiasmo per il movimento cestistico regionale. Con i ripescaggi di Metauro Basket e Taurus Basket Jesi, infatti, le Marche potranno contare su nove formazioni ai nastri di partenza della Serie B Interregionale, un numero che non si registrava da anni.

Una presenza così ampia aveva alimentato le aspettative di società e tifosi, pronti a vivere un campionato ricco di derby e confronti tra realtà vicine per storia, tradizione e appartenenza territoriale.

La suddivisione stabilita dalla Federazione ha però cambiato lo scenario. Quattro società marchigiane sono state inserite nella Conference Sud, una scelta che i club definiscono difficile da comprendere anche dal punto di vista geografico.

“Le Marche appartengono al Centro Italia – sottolineano le società – e questa collocazione appare priva di una logica territoriale”.

Il problema principale riguarda il girone E, nel quale sono state inserite alcune delle formazioni marchigiane. Secondo quanto evidenziato nel comunicato, il raggruppamento comporterà dieci trasferte con necessità di pernottamento e un chilometraggio complessivo superiore ai 9mila chilometri, con un significativo aumento dei costi organizzativi.

A suscitare perplessità è anche la composizione numerica dei gironi. Il girone E sarà infatti l’unico dell’intero campionato formato da 16 squadre, mentre il girone F della Conference Sud ne comprenderà 14 e gli altri raggruppamenti 15.

Una differenza che, secondo i club, determinerà una disparità di trattamento: le squadre inserite nel girone E dovranno affrontare una trasferta in più e quattro partite aggiuntive rispetto ad altre formazioni.

Le società contestano inoltre il fatto che, dopo la decisione della FIP di riammettere dieci squadre al campionato, gli effetti di tale scelta siano ricaduti proprio sulle realtà marchigiane.

“Parliamo di società che da anni rappresentano esempi di solidità, correttezza gestionale e affidabilità – si legge nella nota – riconosciute e rispettate nel panorama cestistico nazionale”.

Secondo i quattro club, la nuova organizzazione penalizza non solo le singole società, ma l’intero movimento regionale, privando il pubblico di molti derby attesi e aumentando il peso economico della stagione.

Per questo motivo viene chiesto alla Federazione un ripensamento della decisione, nel nome di criteri di equilibrio territoriale, ragionevolezza ed equità competitiva.

In caso contrario, le società annunciano che valuteranno “ogni iniziativa utile a tutelare i propri interessi e quelli dei rispettivi territori, anche nelle sedi competenti”.

 

Una presa di posizione forte che apre dunque un confronto tra il basket marchigiano e la Federazione sulla composizione dei campionati e sulla sostenibilità delle trasferte nella nuova Serie B Interregionale.

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