Un risultato mai in discussione per le ragazze di mister Tedeschi che hanno sbloccato il punteggio nel primo tempo dopo una prima mezz’ora equilibrata. Un successo bissato grazie al poker di Senigagliesi, alla doppietta di Porcarelli e ai sigilli di Bernacchini, Mari e Ceresani.
Tre punti che permettono all’Aurora di chiudere la stagione al settimo posto in classifica a quota 34 punti. Un percorso importante quello intrapreso dalle biancorosse che hanno nettamente migliorato l’andamento rispetto al campionato precedente dimostrando una vistosa crescita sul piano del gioco e caratteriale.
Il Caldarola, alla sua prima partecipazione in Eccellenza femminile, termina la sua corsa al penultimo posto con soli tre punti conquistati in ventisei giornate.
Il tecnico dell’Aurora Treia femminile, Luigi Tedeschi, si è dichiarato entusiasta del risultato ed ha voluto fare anche un piccolo bilancio: “Ad inizio stagione non sapevo cosa mi aspettava perché avevo poca conoscenza del calcio femminile ma ho deciso di mettermi in gioco perché amo le avventure e alla fine ne è uscita una bella storia”.
Tedeschi ha voluto analizzare l’andamento della squadra in tutto l’arco del campionato. “Abbiamo raggiunto il settimo posto in classifica con 34 punti ma se non fosse stato per il ritiro della Giovane Offagna ed una piccola penalizzazione ne avremmo avuti 41. Un risultato sudato e conquistato da un gruppo meraviglioso composto da splendide giocatrici”.
“All’inizio è stata dura ma devo ringraziare due collaboratori fantastici come Alberto Scuffia e Romina Amici che mi hanno aiutato tantissimo”, ha dichiarato Tedeschi. “Ringrazio tutte le ragazze che si sono messe a disposizione dal primo allenamento. Tra mille difficoltà questo gruppo è riuscito a crescere grazie al lavoro, ai sacrifici e all’umiltà. Sono stati questi gli elementi che ci hanno permesso di giocarcela alla pari con le squadre al vertice”.
Non sono mancati i ringraziamenti a tutti coloro che hanno saputo rendere questi mesi speciali: “Un ringraziamento in particolare va al presidente Stefano Cegna per la fiducia riposta in me, a tutta la squadra, alla società, ai tifosi che ci hanno sostenuto ogni domenica, ai nostri favolosi custodi Luciano Chiacchiera, Sandro Giustozzi e Aldo Gentiletti per la pazienza ed il supporto, al nostro addetto stampa Cristiano Lambertucci e a tutti quelli che hanno creduto in noi e nei nostri colori”.
Il tecnico biancorosso ha poi concluso: “Mi auguro che questa esperienza sia servita a gettare le basi affinché il futuro del calcio femminile a Treia sia roseo e carico di soddisfazioni”.
Il terzo appuntamento “tricolore” stagionale su terra, il 32. Rally Adriatico, organizzato da PRS Group, con la collaborazione del Comune di Cingoli, è stato vinto dal vicentino Alberto Battistolli, in coppia con Simone Scattolin, su una Skoda Fabia RS. Gran ritmo e tanto spettacolo, abbracciati da una bellissima giornata di sole deciso, per il giro di boa stagionale del campionato, che dopo le due gare precedenti di Foligno e Val d’Orcia ha proseguito il trend di elevato livello tecnico già palesato, grazie anche alla presenza di alcuni concorrenti stranieri di vertice.
Decretando il terzo vincitore diverso in tre gare, conferma della grande incertezza che sta caratterizzando questo primo scorcio di stagione, la gara che si è svolta nei territori di Cingoli, Gagliole e San Severino Marche (che ha ospitato la partenza), ha dato ragione all’attacco deciso che Battistolli ha operato già dalla seconda prova, passando al comando forza, sfruttando al meglio anche la posizione di partenza scelta grazie all’aver firmato il miglior tempo nella prova di qualifica del sabato.
Da lì in poi, Battistolli ha saputo tenere in mano la classifica con fermezza, riuscendo a piegare i ripetuti attacchi del temibile polacco Miko Marczyk, il terzo classificato nell’europeo 2024, in coppia con Damian Trzonkowski e di certo guardandosi anche dalle concrete incursioni di Tommaso Ciuffi, arrivato sul Balcone delle Marche da leader e tornatone via con sempre in mano la classifica, affiancato da Tommaso Cigni. Il driver fiorentino, con la Skoda Fabia, è passato al secondo posto da metà gara a sua volta riuscendo a contenere l’argento vivo del polacco, che ha visto le strade del Rally Adriatico per la prima volta, di certo interpretandole bene subito, anche lui con una vettura boema.
La quarta posizione finale, di certo rischiata da una doppia foratura a metà gara, è andata al 18enne trevigiano di Montebelluna Giovanni Trentin, in coppia con Alessandro Franco, costantemente nelle posizioni di vertice e confermandosi uomo da alta classifica del campionato e certamente uno dei migliori prodotti della filiera verde dei rallies nazionali nonostante anche lui fosse alla prima volta in questa gara.
Ha completato la top five Simone Tempestini, in coppia con Sergio Itu, Skoda Fabia anche per loro. Arrivati nelle Marche per preparare (come anche Marczyk) l’imminente appuntamento del campionato continentale in Ungheria hanno sfruttato al meglio le “piesse” incontrate anche loro mettendo a dura prova gli avversari di vertice e sesta piazza finale sotto la bandiera a scacchi per il giovanissimo (20 anni) svedese Mille Johansson, in coppia con Gronvall (Skoda). Anche per lui prima volta in questo percorso, lo ha saputo leggere assai bene con una interessante progressione dalla nona posizione iniziale.
Prestazione di spessore anche per Costenaro-Bardini (Skoda), abili da adattarsi ad una sfida rivelatasi estremamente competitiva, chiusa al settimo posto e ottavo ha chiuso il trentino Fabio Farina, in coppia con Raccuia. Il 28enne pilota di Pietramurata ha ben proseguito il suo apprendistato con la Skoda, che con questa occasione ha usato per la quarta volta, stavolta con una certa disinvoltura.
La top ten finale è stata poi completata dal nono posto di Fontana-Arnaboldi e da Tiramani-Grimaldi. I primi due, bravi ad inserirsi nel mezzo della lotta contro vetture più potenti della loro Ford Fiesta Rally3, hanno dato conferma del valore già espresso in varie gare anche all’estero e gli altri, con la Skoda hanno compiuto un notevole passo avanti di esperienza con una vettura di vertice.
Delusi Marchioro-Marchetti, con la Citroen C3 Rally2, vettura con la quale il driver padovano deve completare il feeling, essendo stata questa la sua quarta occasione alla guida e con la quale non è riuscito a entrare nei dieci dell’assoluta (11esimo) e sorriso a metà pure per Angelo “Pucci” Grossi, dodicesimo. In coppia con l’aretino Cardinali, il “figlio d’arte” riminese, dopo l’avvio di alto profilo è incappato in una foratura (nella PS 3) che ne ha interrotto il ritmo, pur potendo correre l’intero arco della gara palesando una notevole crescita di livello.
Fermento pure tra le vetture a due ruote motrici, dove alla fine ha avuto la meglio il trevigiano Mattia Zanin, affiancato da De Guio, costantemente al comando con autorità. Una prestazione limpida, per il duo veneto con la Peugeot 208 Rally4, che è riuscita ad avere la meglio sull’aretino Davide Bartolini, Peugeot 208 anche per lui, assecondato dal sammarinese Selva, con terzo l’altro veneto Nicola Cazzaro (Peugeot), con Nania alle note, dietro di un solo secondo, a descrivere la spettacolare bagarre che ha caratterizzato la sfida delle “tuttoavanti”.
La gara ha detto male al pluridecorato Paolo Andreucci. Mai entrato nel vivo della sfida di vertice a causa di problemi ad un ammortizzatore posteriore e di trazione, il quattro volte vincitore della gara è stato costretto ad alzare bandiera bianca dopo sole tre prove speciali. Incidente, invece, per il finlandese Korhola, arrivato in gara debuttando con la Toyota GR Yaris Rally2, ritirato durante la seconda chrono. Sfortuna anche per la comasca Tamara Molinaro, in coppia con Ciucci, fermata da un’uscita di strada durante la quinta prova.
L’edizione di quest’anno della storica gara marchigiana ha di nuovo evidenziato lo spirito di collaborazione e la visione condivisa dei comuni di Cingoli ma anche di San Severino Marche e di Gagliole, quindi occasione preziosa per valorizzare i territori e le bellezze paesaggistiche di questo ampio scorcio delle Marche. La manifestazione offerto di nuovo un'importante occasione di visibilità per le attività locali, promuovendo un turismo sostenibile e dando risalto a tutto tondo alle eccellenze del territorio.
LA TOP TEN FINALE : 1. BATTISTOLLI-SCATTOLIN (Skoda Fabia Rs) in 46'04.4; 2. CIUFFI-CIGNI (Skoda Fabia Rs Rally 2) a 6.2; 3. MARCZYK-TRZONKOWSKI (Skoda Fabia Rs Rally 2) a 11.2; 4. TRENTIN-FRANCO (Skoda Fabia Rs Rally 2) a 26.2; 5. TEMPESTINI-ITU (Skoda Fabia) a 34.6; 6. JOHANSSON-GRONWALL (Skoda Fabia Rs) a 44.1;
7. COSTENARO-BARDINI (Skoda Fabia Rs Rally 2) a 48.6; 8. FARINA-RACCUIA (Skoda Fabia Evo) a 1'07.2; 9. FONTANA-ARNABOLDI (Ford Fiesta St) a 1'21.4; 10. TIRAMANI-GRIMALDI (Skoda Fabia Evo) a 2'18.1.
La Civitanovese di Luigi Bugiardini archivia la stagione regolare al quart’ultimo posto e sarà costretta a passare dai playout: domenica 11 maggio sfida decisiva a Notaresco per restare in Serie D.
Nel 34° turno di campionato, i rossoblù si impongono sul campo della Sambenedettese al termine di una partita ricca di emozioni e colpi di scena, chiusa con un amaro 1-2 per i rossoblù.
CRONACA - La prima occasione della gara arriva subito al 2’, con Brunet che tenta il diagonale ma manca lo specchio. Lo stesso attaccante si ripropone al 4’ mettendo pressione alla difesa avversaria. La Samb risponde all’11’ con un colpo di testa alto di Zini, prima che Bevilacqua finisca in fuorigioco nell’azione successiva. I ritmi si alzano: al 21’ Buonavoglia calcia alto, poi Bevilacqua conquista un corner al 27’. Al 41’, la Civitanovese sfiora il vantaggio con un imperioso colpo di testa di Diop su calcio d’angolo, uscito di un soffio.
Ma il gol arriva un minuto dopo, al 42’: Zini si inserisce in area e finalizza con precisione, portando in vantaggio la Sambenedettese, scatenando l’entusiasmo dei 10.051 spettatori presenti al Riviera delle Palme.
Nella ripresa è la Civitanovese a partire meglio, conquistando subito un corner e protestando per un presunto tocco di mano in area. Al 4’ Moretti sfiora il raddoppio per i padroni di casa, ma la risposta ospite è immediata: Buonavoglia si vede annullare un’occasione per offside e poco dopo calcia fuori da posizione favorevolissima.
La gara si fa intensa e piena di ribaltamenti: Diop di testa va vicino al pari (15’), e Milani cerca il gol da fuori. Al 29’ Vila ha l’occasione clamorosa per pareggiare: rigore in movimento su errore della difesa, ma spara incredibilmente a lato a porta vuota. Dall’altra parte, Petrucci salva tutto con un grande intervento al 30’.
Ma è nel finale che la Civitanovese cambia volto alla partita. Al 39’ arriva il pareggio con Vila, che si riscatta battendo Semprini da distanza ravvicinata. Due minuti dopo, al 41’, Foglia completa la rimonta con un destro preciso che gela il pubblico di casa. Non basta la reazione della Samb: finisce 1-2 per la Civitanovese, che porta a casa tre punti pesantissimi.
SAMBENEDETTESE - CIVITANOVESE 1-2
SAMBENEDETTESE (4-3-3):Semprini; Zini (1’ st Toure), Zoboletti (24’ st Orlandi), Gennari, Bouah; Tataranni, Lulli (34’ st Fabbrini), Paolini (1’ st Candellori); Kerjota, Moretti (18’ st D’Eramo), Battista.A disposizione: Coccia, Eusepi, Guadalupi, Chiatante.All. Palladini.
CIVITANOVESE (4-4-2):Petrucci; Franco, Diop, Passalacqua (9’ st Padovani), Rossetti; Buonavoglia (9’ st Milani), Domizi (9’ st Capece), Visciano (35’ st D’Innocenzo), Foglia; Bevilacqua (19’ st Vila), Brunet.A disposizione: Raccichini, Cosignani, Macarof, Pompili.All. Bugiardini.
Arbitro: Leonardo Leorsini della sezione di TerniAssistenti: Cristiano Annoni (Como), Guido Junior Cucchiar (La Spezia)
NOTE: spettatori 10.051; ammoniti Foglia e Orlandi; corner 5-7; recupero 1’, 5’.
RETI: 42’ pt Zini (S), 39’ st Vila (C), 41’ st Foglia (C)
Primo ostacolo playoff superato per il Tolentino. La squadra di Passarini si impone nettamente per 4-0 sul campo del Chiesanuova nella semifinale andata in scena allo stadio "Sandro Ultimi". In rete Tortelli nel primo tempo; Capezzani, Stricker e Massini nella ripresa.
È festa per i tifosi cremisi presenti sugli spalti, in numero dimezzato rispetto a quello atteso per via delle disposizioni delle autorità che hanno ridotto a soli 207 tagliandi quelli a disposizione dei supporters ospiti. Decisione criticata dalla società (leggi qui).
Il Chiesanuova, per il secondo anno consecutivo, termina la propria corsa in semifinale playoff. Resta, comunque, l'annata eccezionale per la squadra del presidente Bonvecchi che ha chiuso il campionato di Eccellenza Marche al terzo posto.
Al Tolentino, invece, non resta che attendere una settimana per conoscere il nome della squadra da fronteggiare in finale, che uscirà dallo spareggio promozione, in programma l'11 maggio, allo stadio "Del Conero" di Ancona tra Maceratese e K Sport Montecchio.
LE FORMAZIONI - Mobili ritrova Monaco al centro della difesa dopo diverse settimane di assenza. In avanti Persiani agisce da punta centrale con Russo avanzato sulla linea dei trequartisti con Persiani e Mongiello. Passarini non deroga dal 4-3-1-2 di base con Capezzani a supporto della coppia d'attacco Moscati-Cicconetti. Ad agire da regista è Conti.
LA CRONACA - Al 4' la prima chance, su calcio piazzato, è per il Tolentino. Capezzani piazza velenosamente una punizione a fil di palo, Ajradinoski devia in corner. Passano cinque minuti ed i cremisi passano in vantaggio proprio su azione d'angolo. Tortelli (che qui nella sfida di campionato aveva siglato una tripletta) svetta al centro dell'area e gonfia la rete con un bel colpo di testa sul cross pennellato da Capezzani.
Lo stesso biondo numero dieci subisce un duro contrasto al 18' e viene medicato in campo per un taglio all'altezza dello zigomo. Per diversi minuti il gioco resta fermo. Chance Chiesanuova al 26' con il tentativo al volo di Persiani che termina alto.
Altra interruzione al 28' per soccorrere Ajradinoski, a seguito dell'impatto con Moscati su una sua uscita dai pali. Partita maschia e molto nervosa. Vengono concessi ben 8 minuti di recupero. I toni accesi portano anche all'ammonizione di un membro della panchina per parte prima dell'intervallo.
Al quinto minuto dell'extra-time una punizione di Mongiello dalla trequarti non inquadra lo specchio per questione di centimetri. Poco dopo arriva il duplice fischio.
SECONDO TEMPO - Al rientro dagli spogliatoi subito una chance per gli ospiti: Moscati viene ipnotizzato a tu per tu da Ajradinoski. Al 49' una percussione centrale irresistibile dello stesso Moscati porta al calcio di rigore. L'attaccante del Tolentino viene affossato in maniera evidente prima del tiro dopo aver superato avversari in serie. Dal dischetto Capezzani non sbaglia. È raddoppio.
Replica dei padroni di casa al 55' con Russo che chiama Bucosse alla gran parata su punizione diretta. I ragazzi di Mobili provano ad alzare il baricentro, ma il Tolentino ripiega con ordine. Da segnalare una conclusione velenosa dalla distanza di Mongiello al 65', ma Bucosse abbranca la sfera in due tempi.
Al 72' Moscati si conferma indomabile e scappa via sulla fascia destra, mettendo al centro un pallone che è solo da spingere in rete, ma il neo entrato Peluso scaglia un piattone troppo debole e consente la parata al portiere di casa.
Il tris è solo rimandato. Al 75' un'azione avvolgente dei cremisi porta Stricker a colpire al volo, indisturbato, sullo spigolo destro della porta. Tiro imparabile e 0-3.
La sfida ora è senza storia. Il subentrato Giandomenico va vicino per due volte al poker. Quattro a zero che si concretizza all'89' con Massini che deve solo spingere in porta, di testa, il pallone che mette fine al match dopo una carambola sviluppatasi da calcio di punizione. Il triplice fischio è dolcissimo per la formazione ospite, che prosegue il suo cammino e vola d'imperio in finale playoff.
Tabellino Chiesanuova - Tolentino 0-4
TOLENTINO (4-3-1-2): Bucosse; Stricker, Tomassetti (86' Di Biagio), Strano, Tizi; Conti (62' Badiali), Tortelli, Manna (73' Giandomenico); Capezzani (83' Massini); Moscati, Cicconetti (66' Peluso). All: Passarini
CHIESANUOVA (4-2-3-1): Ajradinoski, Ciottilli (75' Sfasciabasti), Canavessio, Monaco, Tempestilli (66' Perini); Palladini, Tanoni; Russo, Mongiello, Persiani; Pasqui. All: Mobili
Arbitro: Matteo Pigliacampo di Pesaro
Reti: 11' Tortelli (T), 50' Capezzani (T), 75' Stricker (T), 89' Massini (T)
Ammoniti: Tortelli, Tempestilli, Moscati, Tanoni Capezzani Espulsi: nessuno.
Angoli: 2-7. Recupero: 8', 5'
Ares Safety Macerata pareggia il match con Inox Team Saronno (4-3 all’8° inning e 1-2) giocato sul campo di via Cioci per la sesta giornata della Serie A1 di Softball.
Due partite, vinte una per parte, tirate e concluse con il minimo scarto, dove ha regnanto l’equilibrio.
Macerata, che finalmente ha schierato tutto l’organico a disposizione (sempre in attesa della seconda straniera), ha dimostrato il suo vero potenziale di fronte a una big del campionato.
Lo stentato inizio delle prime giornate sembra superato, grazie al grande lavoro dell’head coach Rafael Garcia e del suo staff, cercando di dare coesione e crescita tecnica secondo la sua grande esperienza.
ARES finora ha incontrato le squadre più accreditate e potrà ora puntare a una risalita in classifica con formazioni più alla portata.
Gara 1 della sfida tra tra Ares Safety e Inox Team ha visto protagoniste per gran parte della contesa le due lanciatrici partenti: Luana Luconi per le marchigiane e Clara Toniolo per le ospiti.
Macerata sblocca il risultato al quinto inning quando Giorgia Cacciamani, in base con un singolo interno, segna punto sulla rimbalzante in diamante di Flavia Carletti.
Al cambio campo, Saronno ribalta il risultato, sfruttando la forza del proprio lineup: singolo di Rotondo e doppio in successione di Barbora Saviola e Alexandra Peterson per il 2-1.
Al settimo le ragazze di Antonio Pino Solano segnano il 3-1 con la nuova valida, questa volta doppio, di Alessandra Rotondo. Sembra fatta per la Inox Team ma, nell’ultimo assalto, l’Ares Safety trova il pareggio.
Emma Fagioli guadagna la base per ball e raggiunge la terza sul doppio di Gioia Tittarelli. La valida da 2 RBI di Elizabeth Avery spinge la sfida ai supplementari.
Luana Luconi e la sua difesa evitano segnature e Macerata al cambio campo realizza il punto della vittoria, grazie alla valida walk-off di Gioia Tittarelli. La giocatrice del Macerata colpisce un singolo a destra che spinge a casa Carolina Stellon e fa esplodere di gioia il proprio dugout.
Anche Gara 2 segue lo stesso copione della prima sfida, con le lanciatrici Nicole Caudill ed Elizabeth Avery indiscusse protagoniste della sfida. Le due pitcher realizzano ben 19 strike out complessivi, risultando spesso indigeste agli attacchi avversari.
Saronno parte subito forte, sbloccando il risultato con la valida di Anita Bartoli. Macerata impatta la contesa al terzo inning con il singolo di Gioia Tittarelli.
Il punto decisivo arriva nel corso del quinto attacco della Inox Team. Con un out, Milena Pouye ottiene 4 ball e corre in seconda sulla valida di Alessandra Rotondo.
Sulla battuta in scelta difesa di Barbora Saviola, Milena Pouye è eliminata in terza ma nel corso dell’azione Alessandra Rotondo riesce a siglare il 2-1 sfruttando un errore della difesa avversaria.
Domenica prossima ARES Safety Macerata giocherà sul campo di Itas Mutua Rovigo, per poi ricevere in casa sabato 17 maggio Bertazzoni Collecchio.
Nella sesta giornata della A1 di Softball, oltre al pari tra Macerata e Saronno, sweep per Bollate, Caronno e Castelfranco.
MKF Bollate vince entrambe le gare dell’attesa serie con Italposa Forlì, doppio colpo Thunders Castellana nel derby con Itas Mutua Rovigo e di Rheavendors Caronno con Pubbliservice Old Parma.
Domenica 4 maggio si gioca la serie tra Mia Office Blue Girls Pianoro e Bertazzoni Collecchio.
RISULTATI 6a GIORNATA SERIE A1
Thunders Castellana - Itas Mutua Rovigo 8-1 (al 6° inning) e 6-1
Rheavendors Caronno - Pubbliservice Old Parma 10-9 e 15-0 (al 3° inning)
Ares Safety Macerata - Inox Team Saronno 4-3 (all’8° inning) e 1-2
MKF Bollate - Italposa Forlì 2-0 e 5-0
Mia Office Blue Girls Pianoro - Bertazzoni Collecchio (domenica 4 maggio)
CLASSIFICA
MKF Bollate (12 vittorie - 1 sconfitta) .923, Inox Team Saronno (10-2) .833, Rheavendors Caronno (8-4) .667, Mia Office Blue Girls Pianoro (6-4) .600, Italposa Forlì (7-5) .583, Bertazzoni Collecchio (5-5) .500, Thunders Castellana (4-8) .333, Itas Mutua Rovigo (2-8) .200, Ares Safety Macerata (2-9) .182, Pubbliservice Old Parma (1-11) .083
Il performer maceratese Francesco Properzi sarà tra i protagonisti della sesta edizione di "Italy Bares", il grande evento nazionale che unisce arte, inclusione e sensibilizzazione. Lo spettacolo, dal titolo "Cliché", andrà in scena sabato 17 maggio alle 20:30 e domenica 18 maggio alle 15:30 al Teatro Repower di Assago.
Dopo aver preso parte all’edizione 2023, "Controcorrente", Properzi torna sul palco milanese come uno dei 15 cantanti ufficiali dello show, che coinvolgerà in tutto oltre 150 performer. Italy Bares è un progetto a favore di Anlaids Lombardia ETS, realizzato con la regia di Mauro Simone e la direzione artistica di Giorgio Camandona, in collaborazione con Compagnia della Rancia e con il supporto di Stage Entertainment.
"Cliché" affronterà in chiave brillante e teatrale il tema della diversità, mettendo al centro la necessità di abbattere stereotipi, creare nuovi linguaggi di comunicazione e promuovere l'inclusione. Insieme a lui sul palco ci saranno Katia Follesa, Angelo Pisani e Paolo Camilli.
Francesco Properzi è da oltre dieci anni una figura eclettica e versatile nel mondo del musical italiano. Protagonista per la Compagnia della Marca in titoli come Salvatore Giuliano, Edda Ciano – Tra cuore e cuore, Life is a Musical e Aprite i vostri occhi, che andrà in scena in unica data marchigiana il 10 maggio a Porto San Giorgio.
Passando per L’ultima Strega (con Valeria Monetti e Cristian Ruiz), Ha calcato inoltre il palco con l’eterno e indimenticabile Manuel Frattini in Sindrome da Musical . Negli ultimi anni interpreta il Principe in Cenerentola e Romeo in Federico e Wanda per la Compagnia della Rancia .
“ClichE’ non è solo spettacolo: è un atto di libertà. È salire su quel palco per dire che ogni persona merita di essere vista, ascoltata e rispettata, senza filtri. Portiamo avanti un messaggio che non riguarda solo la prevenzione, ma anche la cultura dell’inclusione, del coraggio, della consapevolezza. Il rispetto parte da lì: dal diritto di essere se stessi, senza dover chiedere il permesso. Il teatro ci dà voce, e noi la usiamo per raccontare la verità", ha dichiarato Properzi.
Momenti di tensione nel tardo pomeriggio di ieri a Tolentino, dove un uomo di circa 30 anni si è arrampicato su una gru in un cantiere edile situato in piazzale Gabrielli, minacciando di lanciarsi nel vuoto. L’intervento tempestivo della polizia locale, coordinata dal comandante Andrea Isidori, ha evitato il peggio.
Erano circa le 17 quando la pattuglia in servizio, allertata dalla locale stazione dei carabinieri, è giunta sul posto. L’agente Altieri si è immediatamente portato al secondo piano dell’edificio in costruzione, riuscendo con grande prontezza e sensibilità a instaurare un dialogo con l’uomo, visibilmente scosso.
Dopo alcuni minuti di colloquio, l’agente è riuscito a far desistere il soggetto dalle sue intenzioni. I due sono poi scesi insieme in sicurezza. L’uomo, di origini nordafricane, è stato affidato alle cure mediche: le sue condizioni fisiche sono risultate buone.
Privo di documenti, è stato successivamente accompagnato presso gli uffici della Compagnia dei carabinieri di Tolentino per l’identificazione. Dall’accertamento è emerso che si trattava di un cittadino egiziano irregolare sul territorio nazionale. È stato quindi deferito all’autorità giudiziaria in base alle normative previste dal Testo Unico sull’Immigrazione.
Ebbene, si sta discutendo animatamente da giorni intorno al caso controverso del blackout totale che si è verificato nei giorni scorsi in Spagna, Portogallo e sud della Francia. Si è trattato di un vero e proprio blackout totale, che ha paralizzato integralmente le regioni interessate per parecchio tempo.
Un fatto inatteso, che ha bloccato la vita di migliaia di persone. E che ha rivelato quanto ormai la nostra vita dipenda totalmente dall'apparato tecnico. A tal punto che sarebbe il momento di estendere la dialettica hegeliana di servitù e signoria al rapporto tra gli umani e la Tecnica: da signori delle macchina stiamo diventando loro servitori, come già hanno sottolineato Heidegger e Severino.
Subito gli strateghi del discorso e i padroni del consenso hanno provato a mobilitare gli argomenti più diversi per dare conto dell'accaduto: si è parlato ad esempio di un possibile attacco hacker e poi anche del cambiamento climatico come immancabile causa dei nostri drammi. Non sappiamo quale sia la vera causa e non intendiamo affatto azzardare ipotesi strampalate, come invece hanno fatto da subito gli autoproclamati professionisti dell'informazione.
Ci interessa, invece, svolgere alcune pacate considerazioni sulla situazione presente e sui suoi possibili risvolti futuri. Intanto, una domanda tutto fuorché oziosa: è davvero un'operazione sensata escludersi dall’apporto energetico russo, come da tempo sta sciaguratamente facendo l'Unione Europea, sempre più simile a un treno in corsa verso l'abisso?
Seconda considerazione che intendiamo sviluppare: l'ordine neoliberale si fonda sull'emergenza perpetua, sulla "permacrisi", come l'hanno puntualmente battezzata gli araldi del discorso a senso unico.
Che sia l'emergenza sanitaria o quella terroristica, l'emergenza ambientale o adesso quella energetica, poco cambia rispetto all'ordine politico instaurato: ordine politico che si basa sull'impiego governamentale dell'emergenza, mutata in precisa ars regendi, in strumento di governo con cui le classi dominanti impongono le loro scelte tutto fuorché neutre, lasciandole ipocritamente passare per decisioni necessariamente imposte dalla situazione emergenziale.
Le masse tecnonarcotizzate e teledipendenti sono terrorizzate dall'emergenza, di volta in volta amplificata dai padroni del consenso, e sono quindi disposte ad accettare l'inaccettabile, a patto che esso venga presentato come volto a gestire l'emergenza e a garantire la sicurezza.
Dunque dobbiamo prepararci a familiarizzare con l'emergenza energetica e con i blackout a intermittenza come nuova possibilità politica neoliberale? È una domanda che riteniamo doverosa e anzi fondamentale, per comprendere pienamente il quadro del nostro tumultuoso e contraddittorio presente.
Tanto più che anche l'Italia ha deciso di discutere a palazzo Chigi in questi giorni dell'emergenza energetica come nuova emergenza del nostro tempo. Dunque, si va verso il tempo della nuova emergenza energetica europea?
Una partita che, sulla carta, non aveva più nulla da dire. Ma che, invece, ha detto tutto. Trodica e Azzurra SBT, con i rispettivi obiettivi già raggiunti – il titolo conquistato dai biancazzurri da quattro giornate e la salvezza assicurata dai sambenedettesi – hanno dato vita a uno spettacolo incredibile, chiuso con un pirotecnico 5-5 e una rimonta da ricordare della squadra di mister Buratti, che difende fino all’ultima giornata l’imbattibilità casalinga.
Il match si apre nel segno del fair play e delle emozioni. L’Azzurra SBT accoglie i campioni del Trodica con il pasillo de honor, omaggiandoli per il trionfo in campionato. I padroni di casa, a loro volta, mostrano con orgoglio la Coppa Italia vinta due settimane fa sotto la curva delle Teste Matte. Prima del fischio d’inizio, anche un momento toccante: la targa consegnata a Marcos Bolzan, capitano ospite che, a 43 anni, saluta il calcio giocato con l’ultima partita della sua carriera.
Poi inizia la giostra del gol. Al minuto 8 è Palladini a portare avanti l’Azzurra, con una conclusione che sorprende la retroguardia di casa. Il Trodica risponde immediatamente: al 14’ è Antolini a deviare in rete un tiro di Giovannini per l’1-1. Ma gli ospiti si rivelano letali in contropiede: De Panicis e ancora Palladini colpiscono, confezionando entrambi una doppietta che manda le squadre al riposo sul clamoroso 4-1.
Nell’intervallo Buratti scuote i suoi, che tornano in campo trasformati. Dopo appena 30 secondi, Antolini accorcia sul 4-2. Passano altri due minuti e l’attaccante realizza la sua personale tripletta, riaccendendo le speranze del Trodica. Ma al 61’ arriva la perla che sembra spegnere ogni entusiasmo: Cameli, servito da uno spettacolare colpo di tacco di Palladini, calcia dal cerchio di centrocampo e firma un gol da cineteca per il 5-3.
I padroni di casa però non ci stanno. Le Teste Matte cantano, la squadra spinge. Al 72’ Bonvin – eroe della finale di Coppa contro il Marina – accorcia sul 5-4. Poi, all’86’, sale in cattedra Roman Chornopyschuck: il bomber trova la zampata vincente per il 5-5, segna il suo diciottesimo gol stagionale e blinda il titolo di capocannoniere del campionato.
Il Trodica chiude così con 69 punti, imbattuto in casa (12 vittorie e 3 pareggi), e con 101 gol realizzati in tutte le competizioni. Una stagione da incorniciare, che potrebbe trasformarsi in leggendaria sabato prossimo, quando si giocherà la finale regionale contro la Jesina: ultimo ostacolo verso uno storico triplete.
(Foto Marcello Valentini)
Non c’è un momento esatto in cui Marta Porrà, cantante civitanovese dalla voce vibrante e dall’anima teatrale, ha deciso che la musica sarebbe stata la sua vita. Ma a pensarci bene, forse è sempre stato scritto. Da bambina sognava di diventare ballerina o cantante famosa, e in fondo quel sogno è rimasto intatto, trasformandosi nel tempo in un progetto concreto, costruito giorno dopo giorno con passione, studio e coraggio. Nella splendida cornice di Otto Seaside a Civitanova, l’abbiamo incontrata per un’intervista che ci ha aperto le porte del suo mondo artistico e interiore.
La sua avventura inizia a otto anni in un coro di voci bianche. È lì che, quasi senza accorgersene, scocca la scintilla. A dodici comincia a studiare canto, ma per lungo tempo la musica resta “solo” un hobby, fino a quando la determinazione prende il sopravvento. “Le difficoltà sono tante – racconta – ma se ci credi davvero, non ti fermi al primo ostacolo”.
Nel suo percorso incontra il maestro Mogol, frequentando a diciott’anni il prestigioso CET. L’esperienza con il celebre paroliere è una tappa fondamentale: Marta è tra le più giovani, ma osserva, ascolta, impara. Fa tesoro delle esperienze degli altri e si lascia ispirare dal clima di confronto che si respira in quella tenuta immersa nel verde, dove autori, interpreti e musicisti condividono sogni e parole.
Oltre alla voce, scopre presto il potere della presenza scenica. Ed è il teatro a completare la sua formazione. All’inizio, la recitazione arriva per caso, quasi per necessità: voleva migliorare nella dizione per affrontare le interviste con meno timidezza. Invece, si apre un mondo. Oggi il teatro è parte integrante della sua identità artistica. “Non potrei farne a meno – spiega – cerco di portarlo in ogni mia esibizione, nei gesti, nell’interpretazione. È qualcosa che mi ha arricchita profondamente”.
Lo stile, per Marta, è un’estensione della sua espressività. L’amore per gli abiti eleganti nasce durante le sfilate di Miss Italia, dove ha cantato in passerella: un contesto che le ha lasciato in eredità una cura estetica che oggi fa parte del suo personaggio.
La sua voce ha attraversato palchi importanti in Italia e nel mondo. Da oltre dieci anni collabora con il Nino Rota Ensemble, grazie al quale si è esibita in luoghi come il Vaticano, il Kazakistan, l’Iraq. Tra tutti, conserva nel cuore un concerto a Biskek, in Kirghizistan: un teatro da 800 posti gremito, un pubblico caloroso che cantava con lei. “Sono rimasta colpita da questo calore ricevuto dal pubblico, che per me è il regalo più grande che la musica ti può dare".
Eclettica per natura, Marta non ama definirsi con un solo genere. Il suo percorso musicale è influenzato da voci e stili diversi: Elisa, Dolores O’Riordan dei Cranberries, i Nirvana, i Queen, Tracy Chapman. “Ho sempre ascoltato di tutto – spiega – ed è quello che consiglio anche ai miei allievi. Solo attraverso un ascolto ampio puoi costruire una personalità autentica”.
La sua versatilità è stata un’arma vincente nel tempo, anche se talvolta si è scontrata con le logiche più rigide del mondo discografico. “Quando mi chiedevano che genere canto, andavo in crisi. Ma non mi sono mai voluta limitare. Oggi ho tante formazioni diverse e canto stili differenti. Forse perseguendo la carriera discografica avrei avuto successo comunque, questo rimane un mistero. Però la mia versatilità mi ha sicuramente aiutato tanto”.
Tra i momenti più emozionanti della sua carriera, ricorda il duetto con Francesco Zampaglione dei Tiromancino, sulle note de L’odore del mare al teatro di Senigallia. E se dovesse scegliere un artista con cui condividere il palco, sogna Marco Mengoni. “Lo ammiro tantissimo, ha una voce incredibile e una grande umiltà". E poi c’è Broadway, il sogno che custodisce da tempo, spinto dalla sua passione per i musical. "Sicuramente il mio palco dei sogni.”
Attualmente è impegnata in un progetto intimo e originale: “Canzoni al telefono”, in cui dedica brani alle persone attarverso la cornetta. Un modo per regalare emozione in modo diretto, senza filtri. “Non esiste una sola canzone che mi rappresenta – conclude – dipende dal contesto, dalla persona, dal momento. L’emozione non ha un titolo fisso.”
Per l’estate, tanti gli impegni all’orizzonte: dalle sfilate ai matrimoni, passando per un evento speciale a Scicli, in Sicilia. Marta è tutto questo, e molto di più. Una voce che si muove libera tra i generi e le emozioni. Alla domanda “Quale versione di Marta preferisci?”, risponde senza esitazione: "Non ho una versione preferita. Mi piace cambiare, sperimentare, sorprendermi. Nella musica come nella vita, non mi lascio incasellare. Ogni giorno è una nota diversa, e io la canto come viene".
La reumatologia è una delle specialità più complesse della scienza medica, tante sono le patologie riconducibili in più comparti fisiologici del nostro corpo. Alcune patologie sono alquanto frequenti, qualcuna rara, parecchie hanno un percorso già molto definito e sicuro di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, altre ancora oggetto di una profonda ricerca per raggiungerlo.
Ne parliamo con il Prof. Walter Grassi, già direttore della Clinica Reumatologica dell’Università Politecnica delle Marche con sede nell’Ospedale “Carlo Urbani” di Jesi.
Il Prof. Grassi clinico, ricercatore, docente universitario rispettato ed autorevole nella comunità scientifica nazionale ed internazionale ha messo a disposizione la sua cultura e la sua esperienza del centro medico “Associati Fisiomed” nella nuova sede del gruppo a Sforzacosta di Macerata.
Con a disposizione la migliore tecnologia diagnostica e gli ambulatori riabilitativi di ultimo aggiornamento il Prof. Grassi effettua il suo lavoro di consulto ambulatoriale, ma non solo, è anche consulente per le strategie organizzative, referente per l’aggiornamento degli operatori sanitari interni e del territorio, infine partecipa alla comunicazione medico-scientifica sicura ed autorevole per i cittadini che vogliono approfittare dei nuovi progetti di "Associati Fisiomed" che non sono solo attenti alla diagnosi e cura ma anche alla prevenzione.
La sanità privata del futuro che ambisce e lavora per un ruolo attivo di valenza sociale nella protezione della salute della comunità.
Prof. Grassi cosa sono esattamente le malattie reumatiche?
"La definizione non è facile in quanto con il termine 'reumatico' si definisce in modo molto generico una moltitudine di patologie molto diverse per sintomatologia e gravità. Formicolii, tumefazione dolorosa di un tendine o di una articolazione, cefalea, lesioni cutanee, stanchezza estrema, difficoltà respiratorie, problemi intestinali, occhio secco, dolore lombare, problemi cardiaci, perdita della vista, gravi problemi renali sono solo alcune delle manifestazioni che possono caratterizzare le diverse malattie reumatiche. Anche decorso e gravità sono molto variabili. Si va da condizioni di dolore meccanico intermittente a malattie croniche progressive che causano danni irreversibili non solo a livello muscolo-scheletrico ma anche cardiovascolare, renale e polmonare, con drammatica compromissione non solo della qualità ma anche della aspettativa di vita".
Perché non dovremmo sottovalutare le malattie reumatiche?
"Le malattie reumatiche non dovrebbero essere sottovalutate perché possono determinare una progressiva e irreversibile compromissione della integrità anatomica dei tessuti colpiti dai processi infiammatori o degenerativi, che sono alla base di queste malattie. Purtroppo nella cultura popolare l’aggettivo “reumatico” non suscita una reazione spontanea di ansia/allarme comparabile con quella di termini quali “oncologico”, “neurologico” o “cardiovascolare”. Il dolore “reumatico” viene considerato erroneamente come una sorta di inevitabile processo legato alla senescenza. Purtroppo questa comune tendenza a considerare le malattie reumatiche come i “dolori della nonna” è alla base di pericolosi ritardi diagnostici, con potenziali gravissime ripercussioni sullo stato di salute. Uno strano mal di schiena, manifestazione di esordio della spondilite anchilosante, può essere banalizzato per molti anni fino a quando ci si accorge che la malattia ha bloccato irreversibilmente i movimenti di flessione e estensione della colonna vertebrale, determinando così uno stato di grave invalidità, che avrebbe potuto essere efficacemente prevenuto se il sintomo iniziale non fosse stato sottovalutato".
Quali sono le sfide più difficili nella diagnosi delle malattie reumatiche?
"La sfida principale per ogni medico per il reumatologo in particolare, è quella della diagnosi precoce. 'Nell’Arte della Guerra', celeberrima opera di Sun Tzu (VI-V secolo a.C.) viene sottolineato che 'La rapidità è l’essenza della guerra'. Questo antico motto riportato nel più antico testo esistente di arte militare ha un valore fondamentale in Medicina. Il modo più efficace per combattere un nemico è individuarlo precocemente e conoscerne la pericolosità e le intenzioni.
Si tratta di una sfida non facile, dal momento che le manifestazioni iniziali delle malattie reumatiche più gravi possono essere alquanto insidiose e possono sfuggire all’attenzione, specie in presenza di una concomitante polipatologia, di un panorama di sintomi molto variegato o in soggetti che assumono farmaci capaci di interferire con le manifestazioni cliniche della malattia reumatica dominante. Il laboratorio e la diagnostica per immagini sono un più che valido aiuto nello sciogliere le riserve di ordine diagnostico-differenziale, anche se paradossalmente, in uno scenario di diagnostica ipertecnologica, viene sempre più valorizzato il ruolo della cosiddetta 'Medicina Narrativa' che non è altro che il risultato del dialogo medico-paziente volto a definire le caratteristiche dei sintomi in termini di intensità e decorso.
Si può guarire da una malattia reumatica?
"Come in guerra o nello sport, a volte si vince, a volte si perde e spesso si pareggia. Fra le malattie reumatiche nelle quali possiamo aspirare a una piena vittoria figurano la gotta e la polimialgia reumatica. Si tratta di malattie caratterizzate da una devastante intensità di sofferenza. Il dolore di un attacco acuto di gotta è tra i più intensi che un essere umano possa sopportare, mentre una polimialgia reumatica in fase di conclamata espressività clinica porta chi ne è colpito a una condizione di devastante disperazione, con impossibilità a muoversi e a compiere le normali attività della vita quotidiana.
Se prontamente riconosciute e adeguatamente trattate queste due malattie guariscono rapidamente e completamente! Grazie ai progressi della terapia farmacologica anche le temute artriti croniche (artrite reumatoide, artrite psoriasica, spondilite anchilosante) possono essere efficacemente contrastate e bloccate, rallentando o evitando le gravi deformità articolari che si manifestavano inesorabilmente nel recente passato. Fra le condizioni più difficili da trattare figurano alcune malattie autoimmuni come la sclerosi sistemica, le vasculiti e il lupus eritematoso sistemico e, non ultima, la fibromialgia, che determina una drammatica compromissione della qualità della vita e nei confronti della quale non disponiamo ancora di un trattamento sistematicamente efficace".
Quali sono i suoi obiettivi per l’immediato futuro?
"Partecipare con sempre maggiore impegno ad una buona divulgazione medico-scientifica per la prevenzione, un servizio ad Associati Fisiomed molto ben organizzato con supporto anche ad iniziative di comunicazione di alto livello. La fibromialgia, patologia sempre più frequente alla mia attenzione, merita un particolare impegno ed uno stimolo per studi sempre più efficaci con ricerca di soluzioni che possano essere utili per riconquistare una buona qualità della vita".
Come l’onda del mare si infrange potente sulla riva, per poi ritrarsi, nutrirsi e ritentare più forte di prima l’ennesimo incontro con la terra, così l’uomo segue un impulso primordiale ad andare oltre ogni limite conosciuto, in un movimento costante verso l’ignoto.
L’oltre rappresenta la tensione verso tutto ciò che non è finito, il desiderio di conoscere al di là di ogni limite spaziale temporale o ideale. È la risposta al mistero che ci svela la magia dietro la realtà.
Siamo l'insieme di istanti di vita più o meno intensi, aspiranti all’infinito. Per poter andare oltre, accogliamo il nostro essere incompiuti e lo trasformiamo in una spinta creativa verso terre sconosciute e meno sicure.
Ulisse è l’eroe che meglio incarna la brama di sapere ed il coraggio di sfidare i suoi limiti fisici morali e psicologici. Egli rappresenta la forza di volontà nel non cedere di fronte alle difficoltà, trasformandole in risorse.
In lui il bisogno di conoscere Oltre ciò che è noto supera i momenti di fragilità che lo richiamano a casa. Nel suo viaggio egli sfida la precarietà dell’esistenza e fiducioso in una forza più grande a cui affidarsi, non smette di tendere verso l'inesplorato
Come il nostro eroe anche noi nella quotidianità siamo chiamati costantemente ad andare oltre:
Oltre le nostre paure.
Oltre i pensieri ed i preconcetti che limitano l’azione.
Oltre il nostro cuore quando teme l’amore.
Oltre nell’osare a vivere diversamente, accettando il cambiamento.
Oltre nel far sentire la nostra voce, senza preoccuparci del giudizio.
Oltre ogni certezza del conosciuto per scegliere il nuovo che arriva.
Oltre la propria terra.
Oltre la vecchia versione di noi stessi che non riusciamo a lasciare andare.
All’uomo è stato concesso dagli Dei uno strumento potente che gli consente di volare oltre i confini della logica per accedere ad intuizioni e visioni dell’assoluto.
Questo ponte verso l’immensità è l’Arte in tutte le sue espressioni. La musica, la poesia, la pittura, il teatro sono forme divine che trascendono la realtà e la illuminano per farci perdere nel mistero dell’eternità. Esse ci guidano verso mondi già presenti in noi che attendevano di essere riconosciuti e svelati.
La Macagi Cingoli chiude la stagione 2024-2025 in Serie A Gold con una sconfitta indolore, piazzandosi al nono posto. La squadra di Palazzi, infatti, ha perso 35-25 contro i campioni d’Italia uscenti della Junior Fasano nella 26^ e ultima giornata prima della post-season. Dopo un primo tempo equilibrato, chiuso sul 19-15, ha deciso il match il break di 9-3 dei fasanesi a inizio ripresa, che ha indirizzato di fatto il match.
PRIMO TEMPO - I locali indirizzano la partita dalla propria parte già dai primi minuti e di fatto i cingolani non sono mai stati avanti nel parziale. La squadra di casa inizia rifilando un 3-1, ma la Macagi riesce a pareggiare i conti sul 4-4 del 7’.
Fasano riesce a conquistare un vantaggio di 3 reti con Cantore, Pugliese e Rivan Rodriguez sull’8-5. Sul 10-7, però, Cingoli torna a -1 con D’Benedetto e Mangoni per il 10-9. La Junior ristabilisce nuovamente il +3 con Da Cunha e Notarangelo per il 16-13 al 27’, poi i colpi di Pugliese sul finale permettono ai biancoazzurri di chiudere il primo tempo sul 19-15.
SECONDO TEMPO - Nella ripresa i pugliesi chiudono i giochi definitivamente, conquistando definitivamente l’ottavo posto in classifica. Mizzoni e Cantore fanno 21-15, Mangoni accorcia ma un 3-0 firmato Mizzoni, Capello Cardoso e Da Cunha vale il +7 sul 23-16. Il numero 10 cingolano riporta la Macagi sul -5 del 23-18, ma altre tre reti locali con Mizzoni e Pugliese portano Fasano sul 26-18 al 46’. In 16 minuti la Junior rifila il parziale di 9-3 che sarà fatale agli ospiti.
Che comunque provano a riportarsi a -6 con D’Benedetto e Renaud-David sul 26-22. Tuttavia è un foco di paglia, perché sul 29-23 un altro 3-0 locale porta Fasano sul 32-23. Il definitivo +10 arriva con i due gol finali di Rivan Rodriguez e Da Cunha.
Tabellino
Junior Fasano 35-25 Macagi Cingoli (19-15)
Junior Fasano: Leban, Sibilio, Vinci, Guarini, Corcione, Rivan Rodriguez 2, Pugliese 8, Notarangelo 1, Cantore 2, Da Cunha 12, Capello Cardoso 3, Neglia, Mizzoni 6, Boerlegui 1. All. Iaia
Macagi Cingoli: Albanesi, Coppola, Jaziri, D’Agostino, D’Benedetto 4, Ciattaglia, Naghavialhosseini 3, Mangoni 6, Somma 1, Latini 1, Strappini 3, Renaud-David 3, Compagnucci, Gigli 1, Makhlouf 3. All. Palazzi
Arbitri: Rinaldi – Tempone
(Credit foto: Riccardo Dibiase)
Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall'avv. Oberdan Pantana, "Chiedilo all'avvocato". In questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato tematiche riferibili alle varie condotte truffaldine e nello specifico la "truffa dello specchietto" oggi molto utilizzata.
Di seguito la risposta dell’avvocato Oberdan Pantana alla domanda posta da una lettrice di Monte San Giusto che chiede: "A quali responsabilità va incontro chi attua la 'truffa dello specchietto' dell’auto?".
La nota "truffa dello specchietto rotto" è un reato che viene messo in atto fingendo che lo specchietto della propria auto sia stato danneggiato da un'auto in marcia, al fine di farsi dare nell'immediatezza dei fatti del denaro per ripararlo senza coinvolgere l'assicurazione o le forze dell'ordine.
Alcuni truffatori poi si spingono oltre, addebitando al malcapitato automobilista anche la responsabilità di piccole ammaccature della carrozzeria, presenti sullo stesso lato dell'automobile in cui si trova lo specchietto. In genere per far credere alla vittima predestinata che la sua auto ha colpito lo specchietto dell'auto del truffatore, i truffatori lanciano sassi o piccoli oggetti vicino per simulare un rumore simile a quello dell'urto tra due auto.
In seguito l'autore del reato, a bordo della sua auto, si affianca all'auto della potenziale vittima, facendole credere che è stato proprio lui/lei il responsabile del danno arrecato al suo specchietto. Una volta che il truffatore è riuscito a convincere la vittima di avergli provocato un danno, gli fa credere di voler risolvere bonariamente la questione, chiedendo per la riparazione dello specchietto somme in genere modeste, che si aggirano attorno ai 100/300 euro.
In genere chi mette in atto questa truffa è piuttosto abile e convincente, soprattutto se la vittima predestinata è un giovane neo patentato o una persona anziana. E' necessario però mantenere la calma e non mostrare insicurezza o paura, perché è proprio questo l'obiettivo che vuole ottenere il truffatore.
La prima cosa da fare quindi è non ammettere subito la propria responsabilità o fare le proprie scuse per il danno, ma chiedere l'intervento dei vigili o di un parente e che venga compilato il Cid, visto che il veicolo è assicurato. In genere questa richiesta è sufficiente a far desistere il truffatore dai propri propositi e a farlo ritirare di buon ordine, tenuto conto comunque che lo stesso andrebbe denunciato.
Ora però analizzando dal punto di vista giuridico tale condotta penalmente rilevante, la stessa è punita ai sensi dell'art. 640 del codice penale quale reato di "truffa" che viene commesso da "chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno".
Dalla lettera della norma si evince che la truffa consiste in una simulazione o dissimulazione finalizzata a indurre in errore la vittima, al fine di provocare un danno alla persona offesa con conseguente vantaggio del responsabile o di un terzo, vantaggio o profitto che nel caso della truffa dello specchietto si identifica con una somma di denaro.
Inoltre, ai truffatori dello specchietto può essere anche contestata l’aggravante della minorata difesa, o per la particolare vulnerabilità del soggetto passivo dalla quale l'agente trae consapevolmente vantaggi, o, come chiarito dalla Cassazione n. 40268/2017, che ha ritenuto legittima la contestazione dell’aggravante della minorata difesa, in quanto "le truffe dello specchietto risultavano consumate in strade strette e densamente trafficate, il che rendeva maggiorente credibile il tamponamento abbattendo, per la verosimiglianza dell'evento correlata all'ambiente, le capacità critiche e reattive delle vittime.
Alla luce di tali considerazioni, ed in risposta alla nostra lettrice, risulta corretto affermare che, "commette il reato di truffa aggravata dalla minorata difesa colui che simula la rottura del proprio specchietto per percepire una somma di denaro dalla persona raggirata notandone la debole personalità e la sua manipolabilità" (Cass. Pen., Sez. II, sentenza n. 12801/21).
Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
La Recanatese femminile ha ottenuto la promozione in Serie C dopo aver superato di misura la CF Maceratese nella sfida decisiva giocata allo Stadio "Nicola Tubaldi".
Le leopardiane sono arrivate all'ultima giornata del Campionato di Eccellenza femminile a meno uno dalla vetta occupata dalle biancorosse che hanno sprecato il primo "match point" la scorsa settimana.
Per le giallorosse è un epilogo che testimonia la continua crescita del gruppo e la solidità del progetto sostenuto con convinzione dalla società. Le due formazioni hanno dato vita ad un match intenso, vivace e giocato a viso aperto.
LA CRONACA - Nel primo tempo parte meglio la Recanatese che trova subito il vantaggio con Elia, le padrone di casa si vedono anche annullare la rete del raddoppio. La Maceratese rialza la testa e trova il pari con la perfetta esecuzione di Salvucci da calcio di punizione.
Le biancorosse tentano il sorpasso ma la traversa nega a Salvucci la doppietta personale. Ne approfitta la squadra locale che si riporta avanti grazie al secondo sigillo di giornata di Elia.
Nella seconda frazione di gara la Recanatese colleziona diverse chance per chiudere definitivamente l'incontro mentre le ospiti sfiorano due volte la rete del 2-2 con Stollavagli.
Al triplice fischio esplode la festa delle ragazze guidate dai mister Luca Turtu e Alessandro Leita che si impongono nel Campionato di Eccellenza femminile per il secondo anno consecutivo. Una stagione entusiasmante chiusa con uno score di 61 punti conquistati, 126 goal fatti, 20 subiti e 20 vittorie su 24 partite.
Esce comunque tra gli applausi la CF Maceratese che vede sfumare all'ultima giornata la possibilità di ottenere la promozione in C. Un campionato ai vertici per un gruppo squadra che ha dimostrato di avere una identità ben definitiva, una buona coesione e soprattutto basi solide per ripartire in vista delle future sfide.
Al termine dell'incontro, il tecnico della Recanatese Alessandro Leita, ha voluto commentare così la vittoria: "È stato molto emozionante giocare contro una squadra che ci è stata sempre avanti battendoci all'andata. Dopo la sconfitta in casa dell'Ancona le ragazze si sono rimesse subito al lavoro ed hanno saputo sfruttare alla grande una seconda opportunità data dal calcio. Chi è venuto allo Stadio ha potuto assistere ad una partita degna di questo nome. La Maceratese ha fatto un grande campionato e merita tutti i nostri complimenti."
Leita ha voluto anche sottolineare il grande apporto dato dalla società: "Recanati è partita 9 anni fa con una Under 12 ed oggi dispone di una Under 15 Nazionale, Under 17 e una Prima Squadra giovanissima che ha vinto per due anni di fila l'Eccellenza. Ringrazio la Recanatese che ha creduto fortemente in questo progetto accompagnandoci passo dopo passo".
Il tecnico ha poi concluso con delle considerazioni sul campionato: "È stato un bel campionato, combattuto e livellato dove tutte le compagini hanno saputo lottare per ottenere risultati. Se si continuerà a lavorare mettendo il bene e la crescita delle ragazze al primo posto si potranno raggiungere traguardi molto importanti".
Una carovana in rosa nel cuore del 'cratere' sismico per dire ad 800 milioni di teleutenti (ha specificato numericamente Maurizio Socci ieri sera benissimo conducendo al Lanciano Forum) che 'la partita non e' finita'. Che la pur lenta ricostruzione iniziata nell'estate di 9 anni fa, prima o poi verrà portata a termine, seppure gli esiti dei controlli da parte dei carabinieri all'interno dei cantieri non inducano ad eccessivi ottimismi: 9 ditte sospese e pesanti sanzioni comminate.
Tuttavia la festa di Castelraimondo che il 17 prossimo sarà il traguardo dell'ottava tappa del Giro d'Italia di ciclismo ha avuto il merito di fugare le ombre ed illuminare un territorio che percosso crudelmente due volte dal terremoto nel 2016 e poi nel gennaio dell'anno successivo chiede attenzione ed aiuto.
Lo ha promesso il Commissario alla Ricostruzione sen. Guido Castelli, un ottimo passato da ciclista ("il mio girovita attesta purtroppo questo...trascorso") ma che parteciperà ad un percorso amatoriale collaterale alla tappa. Cui invece darà forfait il presidente della Provincia e sindaco di Macerata, il castelraimondese Sandro Parcaroli.
Il quale dal palco - dominato dalla presenza del super testimonial Vincenzo Nibali, l'ultimo grande campione italiano - ha chiarito come purtroppo "gli acciacchi il sellino". Tuttavia l'Ente da lui presieduto - ha tenuto a dire Parcaroli - non è mancato come tante ditte del territorio (sugli scudi, con Eredi Rossi e Borgo Lanciano, quelle edili) all'autorevole appello di Renzo Marinelli.
L'ex sindaco di Castelraimondo, protagonista di due ricostruzioni post sisma ('97 e 2016) ora consigliere regionale e presidente di Commissione permanente, e' infatti il 'dominus' di questa operazione di enorme impatto mediatico. Che porterà nel mondo ed in particolare ai concittadini emigrati, il nome di Castelraimondo, ha dichiarato l'attuale sindaco Patrizio Leonelli consegnando a Nibali il 'Cassero' simbolo cittadino.
Tantissimi in posa con il vincitore di Giro e Tour a ricordare i proficui allenamenti con il fratello su e giù per il variegato ed amato territorio marchigiano. Praticamente tutto lo smisurato parterre del Lanciano Forum ha voluto una foto accanto allo Squalo del Golfo.
Che in particolare ha tenuto allo 'scatto' che lo ritrae con il 'sindaco del terremoto' (Venanzo Ronchetti, Serravalle di Chienti: '97) e con gli altri primi cittadini marchigiani che unici hanno guidato la ripresa delle proprie comunità in due ricostruzioni consecutive.
Con Renzo Marinelli, dunque Mario Baroni (Muccia) e Massimo Citracca (Fiordimonte, ora Valfornace dopo l'unione con Pievebovigliana). Da citare per la storia, Pietro Cecoli (Montecavallo) ieri sera assente al Lanciano Forum.
Con loro un ciclista d'eccezione, citato coram populo da Marinelli: Sebastiano Gubinelli, presidente onorario dell'associazione ciclistica di Matelica. Sebastiano, già ipendente Eni, 'ultimo testimone del caso Mattei' ha 89 anni ed ogni giorno o quasi si fa in bicicletta 100 km o poco meno!
Tragedia all’alba nelle campagne di Tolentino, dove un grave incidente stradale ha provocato la morte di un uomo di 91 anni, il tolentinate Leonello Vitali. L’impatto si è verificato intorno alle 5:30 del mattino in località Divina Pastora, nei pressi dell’incrocio con la strada provinciale 125. Coinvolte due autovetture: una Fiat Panda e una Bmw.
Secondo una prima ricostruzione le due autovetture provenivano dal senso opposto di marcia e l'impatto è stato latero-frontale. A seguito dello scontro avvenuto in prossimità di una curva, la Bmw è uscita di strada terminando la sua corsa in un campo adiacente, dopo aver percorso alcuni metri fuori dalla carreggiata.
Le cause dell’incidente non sono ancora state chiarite e sono attualmente oggetto di indagine da parte dei carabinieri della Compagnia di Tolentino, intervenuti sul posto per i rilievi.
Sul luogo dell’accaduto sono giunti anche i sanitari del 118, che purtroppo non hanno potuto far nulla per salvare l'anziano conducente della Panda. La persona al volante della Bmw, invece, dopo l'impatto sarebbe uscita dall'abitacolo e si sarebbe data alla fuga a piedi. Non è stata trovata sul luogo del sinistro. Le forze dell'ordine sono al lavoro per rintracciarla.
Presenti anche i vigili del fuoco, impegnati nel recupero dei mezzi incidentati e nella messa in sicurezza dell’area. Le operazioni di soccorso e rimozione dei veicoli sono proseguite in mattinata, mentre resta ancora da chiarire la dinamica esatta dell’accaduto. Sul corpo del 91enne non sarà disposta l'autopsia. I funerali della vittima, Leonello Vitali, sono stati fissati per martedì 6 maggio, alle ore 9:30, presso la chiesa di San Catervo.
In occasione del ponte del 1° maggio, i carabinieri del Comando provinciale di Macerata hanno intensificato i servizi di prevenzione e controllo del territorio, presidiando le principali arterie stradali, comprese le vie secondarie, e garantendo la presenza anche nelle aree costiere e montane particolarmente frequentate da turisti e gitanti.
Nel corso delle attività, i militari della Sezione Radiomobile della Compagnia di Macerata hanno segnalato alla Prefettura due cittadini stranieri, un 35enne di origine afgana e un 25enne tunisino, entrambi residenti nel capoluogo, trovati in possesso di circa 3 grammi complessivi di hashish per uso personale non terapeutico. La sostanza è stata sequestrata in via amministrativa e posta a disposizione dell’autorità competente.
Analogamente, i carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Tolentino hanno segnalato alla Prefettura un 35enne di San Severino Marche, controllato alla guida della propria vettura nel centro cittadino. L’uomo è stato trovato in possesso di circa 1,5 grammi di hashish. Anche in questo caso la sostanza è stata sequestrata, e al conducente è stata ritirata la patente.
Un violento scontro frontale tra un’auto e uno scooter si è verificato nel tardo pomeriggio di oggi, intorno alle 17:30, lungo la strada provinciale 361, nei pressi di Santa Maria in Selva di Treia, poco dopo la frazione di Villa Potenza di Macerata.
Nell’impatto sono rimaste ferite tre persone: una coppia, lui 41 anni e lei 40, che viaggiava a bordo dello scooter, e un uomo di 71 anni, conducente dell’auto, una Volkswagen T-Roc. I due scooteristi sono stati trasportati in gravi condizioni all’ospedale regionale di Torrette di Ancona grazie all’intervento di due eliambulanze. Il 71enne, invece, è stato condotto all’ospedale di Macerata con un’ambulanza del 118.
La violenza dell’impatto ha fatto uscire entrambi i veicoli di strada: lo scooter, completamente distrutto, si è fermato nel giardino sottostante una casa adiacente alla carreggiata, mentre l’auto ha sfondato una siepe prima di arrestarsi a pochi metri da una pianta nel medesimo giardino.
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i sanitari del 118, i vigili del fuoco e gli agenti della polizia stradale, che stanno eseguendo gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica del sinistro. Le cause del violento frontale sono ancora in fase di accertamento.
La circolazione lungo la provinciale ha subito rallentamenti per consentire le operazioni di soccorso e messa in sicurezza dell’area.
Sale l’attesa per la sfida playoff tra F.C. Chiesanuova e U.S. Tolentino, in programma domani (domenica) alle 16.30 allo stadio “Sandro Ultimi”. In vista dell’evento, che promette emozioni forti e spalti gremiti, il Comune di Treia ha predisposto una serie di misure per garantire l’ordine e la sicurezza.
L’accesso alle aree di parcheggio sarà riservato esclusivamente ai possessori del biglietto. Ogni tifoseria avrà spazi dedicati: i sostenitori locali potranno parcheggiare in via Don Luigi Sturzo (tra il civico 6 e il plesso scolastico) e nell’area “ex campo fiere” di via della Libertà, mentre per i tifosi del Tolentino l’area individuata è in via dei Caduti. L’ingresso allo stadio per i supporters di casa sarà quello situato dietro la tribuna locali. A gestire varchi e flussi ci penseranno Polizia Locale, Protezione Civile e agenti della Questura di Macerata, in un’azione coordinata che punta a garantire tranquillità a tutti i presenti. Per chi non potrà essere sugli spalti, l’alternativa è comoda e gratuita: la partita sarà trasmessa in diretta su emittente locale e in streaming sul canale YouTube ufficiale dell’U.S. Tolentino.
Come da regolamento, non sarà possibile accedere all’impianto con bottiglie o bicchieri di vetro, né con lattine. Inoltre, tra le 14 e le 20, sarà vietata la vendita per asporto di bevande con una gradazione alcolica superiore al 21%.
Il sindaco di Treia, Franco Capponi, ha voluto rivolgere un messaggio alle squadre e alle tifoserie: «Che sia una grande giornata di sport, vissuta con passione, correttezza e rispetto reciproco. Valori che entrambe le tifoserie hanno sempre dimostrato di saper onorare».