È stato il vicepremier Matteo Salvini a dare il buongiorno a Macerata in questa domenica mattina. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti è arrivato di buon’ora nel cantiere del nuovo ponte di Piediripa, accolto dal presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, dal presidente della Provincia Alessandro Gentilucci e dal sindaco uscente Sandro Parcaroli, con il quale Salvini ha ribadito la volontà di proseguire un percorso di collaborazione anche alla luce delle imminenti elezioni amministrative del 24 e 25 maggio.
Il segretario della Lega è arrivato intorno alle 8:15. Indossati caschetto e pettorina catarifrangente, si è diretto subito verso il ponte sul Chienti per una visita tecnica al cantiere. Ad accompagnarlo, oltre al direttivo della Cagnini Costruzioni (la ditta che sta seguendo i lavori) con Fabio Cagnini e l’ingegner Francesca Gubbiotti, anche i rappresentanti regionali e provinciali del Carroccio: dalla segretaria regionale onorevole Giorgia Latini al consigliere regionale Renzo Marinelli, fino al segretario provinciale Mauro Lucentini. Presente anche la senatrice FdI Elena Leonardi.
Durante il sopralluogo, Salvini ha ricevuto aggiornamenti sulle caratteristiche dell’opera: dalle dimensioni del ponte alle metodologie costruttive, passando per la manodopera impiegata – circa 30 operai al giorno – fino ai tempi di consegna, previsti per la metà dell’estate.
Un’infrastruttura strategica da oltre 9 milioni di euro, pensata per alleggerire il traffico in entrata e in uscita dalla città. Il nuovo ponte, lungo 98 metri, consentirà infatti il passaggio da due a quattro corsie, con l’obiettivo di rendere più fluida la viabilità in una delle aree più trafficate del territorio (sul ponte transitano più di 20.000 veicoli al giorno).
Parlando delle numerose opere in corso nel Maceratese, per un investimento complessivo vicino al mezzo miliardo di euro, Salvini ha sottolineato: «Mezzo miliardo ben speso, perché devo dire che l’amministrazione comunale e tanti sindaci del territorio stanno spendendo bene e in fretta queste risorse. Sottopassi, eliminazione di passaggi a livello, nuovi ponti, viadotti, parcheggi sotterranei: sono contento. Nelle Marche abbiamo più di 5 miliardi di euro di cantieri aperti. Stiamo dando lavoro a tante imprese e tanti operai e soprattutto stiamo facendo perdere meno tempo alla gente in coda. È un periodo positivo e conto che continui la collaborazione proficua con il Comune di Macerata e con la Regione Marche».
E parlando di ponti, inevitabile il passaggio sul progetto più discusso e atteso d’Italia: quello sullo Stretto di Messina. Salvini ha fatto il punto sull’iter dell’opera: «Abbiamo approvato un decreto che raccoglie tutte le indicazioni della Corte dei Conti. L’interlocuzione con l’Europa è costante, stanno lavorando tecnici, ingegneri ed esperti. Entro un mese arriverà il parere del Consiglio Superiore dei lavori pubblici e conto che entro l’estate la Corte dei Conti abbia tutti i documenti necessari per esprimersi». Il ministro ha poi evidenziato l’interesse attorno all’opera: «Le imprese sono pronte. Quando Webuild ha aperto le candidature per la manodopera sono arrivate 45mila richieste di lavoro. È un’opera attesa, necessaria, studiata, progettata e interamente finanziata. Se arriverà il via libera definitivo saremo pronti a partire».
Infine, spazio anche alla cronaca nazionale con un commento sui fatti di Modena, dove un’auto lanciata ad alta velocità in centro città ha provocato sette feriti, alcuni dei quali gravi. L’aggressore è un 31enne di origine marocchina. Salvini ha rilanciato la proposta del permesso di soggiorno “a punti”, commentando così la vicenda: «Intanto c’è da ringraziare i cittadini che sono intervenuti senza voltarsi dall’altra parte evitando ulteriori spargimenti di sangue. Non vorrei che qualcuno iniziasse a giustificare quanto accaduto. Qui si tratta di una strage. Il permesso di soggiorno deve funzionare come una patente a punti: è un atto di fiducia nei confronti di chi arriva in Italia per costruirsi un futuro. Ma se sbagli e commetti reati, quella fiducia deve venir meno e devi poter tornare a casa».
Una giornata di alto profilo scientifico, professionale e umano per accendere i riflettori su un aspetto cruciale, ma spesso poco conosciuto, della sanità contemporanea: l’assistenza infermieristica fuori dalle corsie d’ospedale.
Ha registrato uno straordinario successo di pubblico il convegno “Le realtà assistenziali non ospedaliere”, organizzato nei giorni scorsi dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Macerata presso l’Auditorium Unimc “Ex Banca Marche”, con il patrocinio dell'Università di Macerata e dell'Ast.
L'evento, accreditato Ecm e aperto a tutte le professioni sanitarie, ha visto una massiccia partecipazione di camici bianchi, confermando l'interesse strategico per la medicina del territorio e di prossimità.
Sotto la direzione scientifica della dottoressa Lucia Giuliani, i lavori si sono aperti con i saluti del dottor Pinciaroli (Fnomceo) e del dottor Roberto Scendoni (Unimc), che hanno lodato l'alto livello multidisciplinare dell'iniziativa.
Il presidente dell’OPI Macerata, Sandro Di Tuccio, ha inaugurato le relazioni affrontando il tema dell’infermieristica nelle forze armate, portando la propria esperienza decennale in Marina Militare per spiegare la capacità di autonomia clinica e gestione dello stress richiesta a bordo di una nave o in scenari critici internazionali.
Subito dopo, i dottori Luigi Sammarco e Walter Piviero hanno illustrato il delicato equilibrio tra assistenza sanitaria e sicurezza pubblica nel Servizio Sanitario della Polizia di Stato, mentre la dottoressa Marta Pappacena ha delineato il ruolo, dinamico e ad alta responsabilità, dei professionisti inseriti nel corpo della Guardia di Finanza.
Il focus si è poi spostato sulle grandi crisi. Il dottor Marco Troiani ha catturato l'attenzione della platea parlando di medicina delle catastrofi e della complessa gestione del triage e delle risorse durante le maxi-emergenze e le calamità naturali. Una testimonianza toccante è arrivata dalla dottoressa Maria Grazia Ombrosi sull’assistenza nelle organizzazioni umanitarie, un intervento che ha rimarcato il valore etico della professione capace di superare ogni confine per difendere la dignità umana in contesti di estrema povertà sanitaria.
Di forte impatto anche la relazione della dottoressa Consuelo Quaglia sull’infermieristica penitenziaria, un ambiente ad altissima complessità dove l’operatore si confronta quotidianamente con fragilità psicologiche, dipendenze, patologie croniche e con il dovere di garantire il diritto alla salute come strumento di umanizzazione e inclusione dietro le sbarre.
A chiudere la sessione scientifica è stata la dottoressa Giulia Moriconi, che ha acceso i riflettori sulla figura dell’infermiere scolastico e del convitto. Si tratta di un ruolo ancora poco diffuso in Italia ma fondamentale nella sanità del futuro, finalizzato alla promozione della salute in età evolutiva, al supporto degli studenti minori con fragilità e alla creazione di reti solide tra le famiglie, le scuole e i servizi territoriali.
Il convegno ha dimostrato la straordinaria versatilità di una professione in continua evoluzione. Con questa giornata, l'OPI di Macerata ha ribadito il proprio impegno nel promuovere la crescita culturale del territorio e nel valorizzare competenze specialistiche che si rivelano ormai pilastri insostituibili per l'intero sistema sociosanitario moderno.
Una straordinaria ondata di colori, musica e partecipazione ha attraversato ieri, sabato 16 maggio, le vie del centro. Civitanova Marche ha ospitato con grande successo la 43ª tappa del Giro d’Italia per la Pace, un evento fortemente voluto e coordinato dal Comune insieme al Comitato “Civitanova per la Pace”, capace di unire generazioni, associazioni e realtà diverse del territorio nel segno del dialogo e della solidarietà.
La manifestazione ha preso il via da piazza XX Settembre con la partenza del colorato Corteo della Pace. Ad aprire la sfilata è stata la suggestiva Lampada di San Francesco, che il giorno precedente era stata accolta dagli alunni della scuola Ungaretti nella cornice del teatro Annibal Caro. Subito dietro, accompagnata dalle note della banda cittadina, ha sfilato la lunghissima Bandiera della Pace di Senigallia, eccezionalmente prestata per l'occasione e sorretta con entusiasmo dai ragazzi e dalle ragazze degli scout civitanovesi.
Al corteo si sono unite centinaia di persone e un foltissimo cartello di associazioni locali, tra cui Donne di Mondo, Emergency, Amnesty International, Sted, Carta Canta, ANPI, SPI-CGIL, GAS Gaia, AttivaMente, Mondo Solidale e Saturday for Palestine, a testimonianza di un forte sentimento collettivo contro ogni forma di guerra.
Il fiume pacifico ha poi raggiunto il Teatro Cecchetti, che si è rivelato persino troppo piccolo per contenere la folla: moltissimi cittadini hanno infatti dovuto seguire l'evento dall'esterno. Sul palco si è vissuto un susseguirsi di momenti intensi grazie ai contributi degli studenti del Liceo “Leonardo da Vinci”, dell’associazione “Il Palco”, del Circolo Interculturale Italo-Peruviano e della fraternità dei Frati Minori. Attraverso balli, canti, poesie e riflessioni profonde, ognuno ha offerto i propri "doni di pace".
Nel frattempo, all'esterno della struttura, i vari presidi associativi hanno promosso petizioni, raccolte firme e proposte di legge di iniziativa popolare per tradurre l'ideale della nonviolenza in azioni concrete. Tra i momenti più significativi del pomeriggio, la consegna da parte della Cgil di un quadro dell'artista Gianni Mercuri destinato al Liceo "Da Vinci", lo scambio di magliette a tema da parte degli scout e il regalo delle proprie poesie da parte di una studentessa del liceo.
L'iniziativa ha vissuto anche un importante risvolto istituzionale. Dal palco del Cecchetti, i rappresentanti del Comitato “Civitanova per la Pace” si sono rivolti direttamente ai consiglieri comunali presenti - Murri, Micucci e Giorgini - lanciando una proposta ufficiale da portare all'attenzione dell'assise cittadina: dedicare una via, una piazza o lo stesso storico varco sul mare alla Pace. «Ogni città ne ha una, è arrivato il momento che anche Civitanova l’abbia», hanno sottolineato gli attivisti tra gli applausi scroscianti del pubblico.
La giornata si è chiusa con il forte appello lanciato dai promotori nazionali del Giro, che traccia la rotta per il futuro: «La pace non è solo un ideale da invocare, ma un impegno quotidiano da costruire insieme: ciascuno di noi è chiamato a diventare “Artigiano di pace” e ogni scuola, una Scuola di Pace».
Una giornata intensa, capace di fondere festa, memoria e un profondo senso di comunità. Nel pomeriggio di ieri, sabato 16 maggio, la frazione di Passo di Treia ha ufficialmente riaperto il suo storico campo da calcetto parrocchiale, completamente rinnovato grazie al rifacimento del manto in erba sintetica.
L’inaugurazione è coincisa con i tradizionali festeggiamenti per il patrono Sant’Ubaldo, richiamando una straordinaria partecipazione di cittadini, autorità civili, militari e religiose.
La struttura, nata originariamente in terra battuta nel 2001 e trasformata in sintetico nel 2004 grazie al direttivo dell'epoca, rappresenta da sempre il cuore pulsante dell'aggregazione giovanile locale. Il giorno dell’Epifania del 2005 il rettangolo verde venne dedicato alla memoria di Leonardo Capponi, giovane sportivo treiese scomparso prematuramente nell’estate del 2004. Ieri, a distanza di anni, familiari e amici si sono stretti attorno a quel campo che continua a custodire il ricordo di tante giornate vissute insieme.
Particolarmente toccante è stato l'intervento di Francesco Francucci, presidente dell’oratorio passotreiese, che ha ricordato i suoi predecessori Marco Balestra e Sauro Cellocco, dedicando un pensiero commosso alla storica maestra Giuliana Tortolini. «Per me Leonardo non è solo un nome scritto all’ingresso, ma un compagno di classe, di squadra e un amico. Inaugurare nuovamente questo spazio dedicato a lui è qualcosa che mi emoziona nel profondo», ha dichiarato Francucci, ricordando come i campetti degli oratori siano i luoghi in cui nascono le vere amicizie e si impara il rispetto.
Ad aprire l'evento è stato il parroco Don Francisco, che ha evidenziato la necessità di ricostruire i rapporti umani dopo le ferite del sisma e della pandemia, ringraziando i numerosi benefattori che hanno permesso la sistemazione del campo.
Sul valore sociale dello sport è intervenuto anche il vescovo della diocesi di Macerata, Monsignor Nazzareno Marconi, che ha lodato l'impegno congiunto di parrocchia e amministrazione: «Condivido la volontà di ricostituire questo spazio, necessario per aiutare le persone a sentirsi comunità pur provenendo da storie diverse». Il Vescovo ha poi scherzato sulla multiculturalità della diocesi, che conta sacerdoti da ventisette nazioni: «In molti mi considerano il vescovo dell’Onu, ma questo dimostra che quando ci sono valori forti è possibile costruire insieme».
Anche il sindaco di Treia, Franco Capponi, ha preso parte alla cerimonia, definendo il nuovo sintetico come un tassello fondamentale che si inserisce nel piano di crescita della frazione, già al centro dei lavori per il nuovo polo scolastico e la palestra. «Questo è uno spazio dove i ragazzi possono socializzare liberamente», ha sottolineato il primo cittadino. «È un’inaugurazione importante come amministratore ma anche come familiare di Leonardo. Mi auguro che questo luogo metta insieme tanti giovani indipendentemente dalla loro provenienza».
Dopo il fatidico taglio del nastro, il nuovo terreno di gioco è stato ufficialmente "battezzato" con una sfida inaugurale che ha visto confrontarsi la squadra dei seminaristi maceratesi e una rappresentativa di calciatori passotreiesi, con la vittoria finale dei futuri sacerdoti al termine di un match combattuto. La festa è poi proseguita fino a sera tra la musica del coro parrocchiale, i riti religiosi per il patrono e i ben seicento panini preparati dai volontari, restituendo a Passo di Treia un presidio insostituibile di condivisione e aggregazione.
"Riteniamo profondamente inopportuna la nota diffusa dal presidente provinciale di Fratelli d’Italia Massimo Belvederesi sulla vicenda delle Terme di Sarnano, non solo nel merito, ma anche nei tempi. A pochi giorni da un appuntamento elettorale importantissimo come quello di Macerata, nel quale il centrodestra dovrebbe presentarsi compatto, serio e concentrato sugli obiettivi comuni, leggere attacchi pubblici rivolti a un sindaco sostenuto dalla coalizione appare francamente incomprensibile".
Così Federico Marconi, commissario comunale di Forza Italia Sarnano, interviene dopo la presa di posizione di Fratelli d’Italia sulla gestione della società termale da parte dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Fabio Fantegrossi.
"I panni sporchi, quando ci sono, si lavano all’interno della coalizione e non si mettono in piazza a mezzo stampa - prosegue Marconi -. Se davvero l’obiettivo è trovare una soluzione ai problemi, ci si siede intorno a un tavolo, si discute, ci si confronta, anche duramente se necessario, ma con spirito costruttivo. Sparare sulla stampa, invece, serve solo ad alimentare tensioni, creare confusione e offrire una pessima immagine del nostro paese".
Forza Italia respinge anche l’accusa secondo cui Fratelli d’Italia sarebbe stata “tagliata fuori” dalle scelte dell’amministrazione. "La verità è che Fratelli d’Italia si è progressivamente autoesclusa dal percorso amministrativo. Il consigliere Battaglioni ha rimesso le deleghe sulle Terme già nel gennaio del 2025 e, successivamente, la costituzione di un gruppo consiliare autonomo ha di fatto collocato quella componente in una posizione diversa rispetto alla maggioranza. Parlare oggi di esclusione subita significa raccontare solo una parte della storia, e nemmeno quella più corretta".
Per Marconi, il punto centrale resta la situazione concreta della società che gestisce le Terme: "Questa amministrazione ha ereditato una società agonizzante. Il sindaco, una volta insediato, si è trovato davanti a una serie di situazioni e di sorprese tutt’altro che positive, che lo hanno inevitabilmente costretto a rivedere rotta, ma perseguendo la strategia iniziale del programma elettorale condiviso: tentare il risanamento della società ma soprattutto provare ad attuare la privatizzazione". "Governare significa anche questo - puntualizza Marconi -: fare i conti con la realtà, non con gli slogan della campagna elettorale. Quando emergono elementi nuovi, un amministratore serio ha il dovere di cambiare impostazione se ritiene che ciò sia necessario per tutelare l’interesse pubblico".
Il commissario comunale di Forza Italia invita poi a distinguere tra le Terme come patrimonio del territorio e la società che le gestisce: "La bufera riguarda la società di gestione, non le Terme di Sarnano in sé. Le qualità delle nostre acque, della struttura e del potenziale termale sono conosciute da tutti. Continuare a parlare male delle Terme e, di riflesso, di Sarnano, non è certo una bella vetrina per il paese. Chi ha davvero a cuore Sarnano dovrebbe misurare le parole, perché ogni dichiarazione pubblica contribuisce a costruire o a danneggiare l’immagine della nostra comunità".
Marconi contesta infine il riferimento a un presunto accordo con la minoranza: "Parlare di inciucio o di accordo con la minoranza serve solo a spostare l’attenzione dal problema vero. Peraltro, se come viene sostenuto dallo stesso Belvederesi i consiglieri di minoranza non hanno seguito il sindaco nemmeno sul tentativo di azione di responsabilità nei confronti degli amministratori della Stm richiesto dall’attuale Amministratore della società, di quale accordo stiamo parlando? È FDI che in realtà ha tradito il programma elettorale: va ricordato infatti che nel recente Consiglio comunale proprio incentrato nel procedere alla privatizzazione, nonostante in precedenza vi fosse un’intesa su tale questione, il gruppo consiliare Fratelli d’Italia ha lasciato l’assise e non sostenuto la linea. È una contraddizione evidente. Si lancia un’accusa pesante, ma poi sono gli stessi fatti richiamati da Fratelli d’Italia a smentirla".
La conclusione è un appello alla responsabilità: "I sarnanesi sono stanchi di questo continuo clima di sospetto, di accuse e di veleno riversato sul paese. Sarnano ha bisogno di soluzioni, non di polemiche. Ha bisogno di chi lavora per difendere le Terme, non di chi usa le Terme per regolare conti politici. Se Fratelli d’Italia, attraverso il suo presidente provinciale, vuole davvero contribuire a risolvere questa vicenda, si sieda a un tavolo e porti proposte concrete. Diversamente, il rischio è quello di parlare di cose che non si conoscono fino in fondo o che vengono raccontate in maniera parziale e distorta".
"Forza Italia Sarnano - chiude Marconi - con lealtà, senso di responsabilità e nel pieno rispetto del mandato elettorale ricevuto dai cittadini, sostiene con forza il sindaco Fabio Fantegrossi e continuerà ad appoggiare ogni percorso utile a tutelare le Terme, l’interesse pubblico e l’immagine del nostro territorio. Lo faremo senza alimentare inutili guerre interne, che non servono né al centrodestra né, soprattutto, a Sarnano".
Una telefonata da un finto operatore finanziario, seguita da quella di un falso poliziotto per aumentare la pressione psicologica e spingere la vittima a sborsare una cifra importante. È il sofisticato stratagemma della truffa del "falso funzionario" sventato a Potenza Picena grazie alla prontezza di un commerciante locale e alle indagini dei Carabinieri della locale Stazione, che hanno portato al deferimento all’autorità giudiziaria di due uomini residenti in Campania.
Nei guai sono finiti un napoletano di 56 anni, già noto alle forze di polizia, e un giovane di 22 anni residente a Casalnuovo di Napoli, incensurato, ritenuti responsabili di tentata truffa in concorso.
L'attività investigativa ha preso il via dalla denuncia presentata dal commerciante potentino. I militari dell'Arma sono riusciti a ricostruire minuziosamente il modus operandi dei due indagati, i quali avevano pianificato una complessa manovra fraudolenta per via telefonica.
In un primo momento, i malviventi si sono presentati come incaricati della società finanziaria "Nexi", contattando la vittima per contestarle un presunto pagamento sospetto del valore di ben 12.500 euro. Poco dopo, per rendere la messinscena ancora più credibile e intimidatoria, uno dei truffatori ha richiamato spacciandosi per un agente della Polizia di Stato della Questura di Macerata.
Con questo doppio ruolo, i malviventi hanno intimato al commerciante di eseguire con urgenza il versamento della somma su un altro conto corrente da loro indicato e definito "sicuro". In realtà, come accertato successivamente dai carabinieri, quel conto era intestato a uno degli autori del raggiro.
Fortunatamente il piano non è andato a buon fine. Il commerciante, insospettito dalle anomalie della procedura e dall'insistenza del doppio contatto telefonico, ha avuto un tempestivo ravvedimento e ha interrotto l'operazione prima di effettuare il bonifico. Subito dopo si è recato alla stazione dei carabinieri per denunciare l'accaduto, permettendo ai militari di far scattare gli accertamenti e identificare i due campani.
Il futuro del nostro territorio è nelle mani degli studenti del Liceo "G. Leopardi"di Recanati, sempre più scuola di riferimento per una didattica laboratoriale d'eccellenza.
Il 28 maggio, presso l’Acquario Romano, un team rappresentativo delle classi 4R, 3M e 3L dell’indirizzo Scienze Applicate sfiderà le proposte di altri sette istituti provenienti da tutta Italia nella finale nazionale di "Mad for Science", il prestigioso concorso promosso dalla Fondazione Diasorin.
Oltre che una competizione, il concorso rappresenta un’esperienza didattica coinvolgente e un’occasione per potenziare con attrezzature all’avanguardia i laboratori scientifici già in dotazione alla scuola, dentro i quali, da anni, i docenti dell’indirizzo di Scienze Applicate lavorano per proiettare i ragazzi nel cuore della ricerca attiva.
In queste settimane, sotto la guida della professoressa di Scienze Naturali Lucia Galassi, mente e cuore dell'iniziativa, e del professore di Informatica Michele Brizi, gli studenti si stanno preparando ad affrontare una sfida multidisciplinare: dalla biotecnologia pura allo sviluppo di piattaforme digitali per condividere conoscenza.
Al centro di tutto c'è RootNet: un progetto nato per proteggere la biodiversità del suolo locale. Dopo una prima fase di sperimentazione condotta tra i laboratori scolastici e una serra domotica, le colline di Recanati, patrimonio di bellezza e cultura, diventeranno a loro volta un laboratorio a cielo aperto dove il team ha l’obiettivo di studiare le micorrize autoctone. Questi funghi simbionti, alleati naturali delle radici, verranno fatti proliferare attraverso l'uso di scarti agricoli locali (economia circolare) per rendere le piante più resilienti ai cambiamenti climatici, riducendo drasticamente la dipendenza da prodotti chimici industriali.
Il risultato è un modello di “cittadinanza scientifica attiva” dove la scuola non solo insegna, ma produce conoscenza utile al territorio.
A Roma,dunque, i ragazzi del nostro Liceo porteranno un manifesto che racconta come la scienza possa preservare concretamente la bellezza e la salute dei nostri luoghi.
Si è disputata ieri sera, venerdì 15 maggio, alla Palestra Mancinelli la gara tra il Matelica Volley e Volley Torresi valevole per la promozione in prima divisione. A trionfare è stata la squadra nostrana, che il prossimo anno disputerà quindi il campionato di prima divisione, salendo così di categoria e portando la città di Matelica un gradino più in alto.
Ha espresso grande soddisfazione per la vittoria a nome di tutta l'amministrazione comunale l'assessore allo Sport Filippo Maria Conti: "La vittoria del Matelica Volley è un grande esempio per i giovani e non solo: portare avanti uno sport dà sempre grandi risultati, sul campo e fuori. Non solo per mantenersi in forma e divertirsi, ma anche per ottenere grandi risultati come quello di ieri sera che rendono orgogliosa l'intera comunità. Mi congratulo con tutta la squadra e la dirigenza del Matelica Volley per il brillante risultato: questa promozione non rappresenta soltanto una vittoria sportiva, ma il premio per tutte le sere passate in palestra, per ogni incoraggiamento reciproco e per la voglia di non smettere mai".
Si sono conclusi i lavori del nuovo campo da rugby di Villa Potenza, un’opera da oltre 2 milioni di euro che rappresenta un passaggio importante per lo sport maceratese e per la riqualificazione dell’area vicina a Helvia Recina. Il nuovo impianto, realizzato nella zona adiacente al centro fiere, consentirà infatti di trasferire l’attività rugbistica in una struttura moderna e attrezzata, lasciando spazio alla valorizzazione culturale, archeologica e turistica del vecchio campo.
Alla presentazione ufficiale erano presenti il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli, l’assessore allo sport Riccardo Sacchi, il presidente della Macerata Rugby Rolando Mozzoni, il dirigente dei servizi tecnici Tristano Luchetti, il coordinatore dei comitati regionali Guido Feletti e il presidente del comitato regionale Vittorio Petretti.
L’intervento, realizzato dalla Crocioni Costruzioni, è stato finanziato attraverso fondi PNRR e rigenerazione urbana. Come spiegato da Tristano Luchetti, il progetto permetterà di spostare definitivamente il rugby cittadino in una struttura “con dimensioni e qualità totalmente differenti”, mentre il vecchio campo sarà riconvertito a fini archeologici e turistici.
Durante i lavori sono state effettuate anche ricerche archeologiche, considerate fondamentali vista la vicinanza con l’area di Helvia Recina. Il nuovo centro sportivo comprende due campi, uno ufficiale completamente in erba e uno dedicato agli allenamenti, oltre a quattro spogliatoi, una palestra interna e una Club House con sala riunioni, cucina e servizi dedicati al tradizionale “terzo tempo”. Sulle strutture è stato inoltre installato un impianto fotovoltaico da 50 kilowatt.
Il nuovo impianto manterrà la storica intitolazione a Elia Longarini, come annunciato dal presidente Rolando Mozzoni. “Per noi oggi è davvero un sogno. Aspettavamo questo impianto da molto tempo e finalmente possiamo metterci piede. Questo ci permetterà di fare un salto di qualità sia a livello tecnico sia strutturale”.
Mozzoni ha sottolineato anche la volontà di rendere il centro uno spazio aperto alla città e alle associazioni del territorio. “Vorremmo che questo diventasse un centro aperto a tutti, non solo ai rugbisti. Abbiamo progetti sociali molto importanti, come il rugby integrato con i ragazzi che noi chiamiamo gli Astuti, una squadra composta da ragazzi autistici”.
Il nuovo impianto entrerà in funzione dalla prossima stagione sportiva, a partire da agosto, dopo il completamento delle procedure comunali per l’assegnazione.
Per la società biancorossa si tratta di un passaggio storico, come confermato anche da Guido Feletti: “Ci siamo conosciuti con Rolando quasi dieci anni fa. Sono contento che oggi la Rugby Macerata sia cresciuta fino a meritarsi uno spazio così importante. Questo impianto può essere un motore valido per fare crescere il rugby in città”.
Sulla stessa linea anche Vittorio Petretti, presidente del comitato regionale: “È bello vedere un’opera pubblica completata. Ora tocca a Macerata, alla federazione e alla regione riportare qui gli eventi che questo nuovo impianto merita. Macerata è uno dei centri regionali più attivi sul rugby integrato”.
Si è svolta presso la Sala Polifunzionale “Cesare Lami” la presentazione ufficiale della lista civica “Muccia Rinasce”, guidata da Giulia Menciotti, 36 anni, avvocato, giovane madre, originaria di Terni e residente a Muccia da circa dieci anni.
All’incontro ha preso parte un folto gruppo di cittadini. Presente anche il consigliere regionale Pierpaolo Borroni, che ha espresso il proprio sostegno alla lista.
La candidatura di Menciotti ruota attorno a un messaggio centrale: trasformare la “volontà di restare” in un vero e proprio “diritto di restare”. Un tema che richiama da vicino le difficoltà vissute dalle comunità dell’entroterra, in particolare dopo il terremoto, e la necessità di garantire condizioni concrete per continuare a vivere nei territori più fragili.
La lista si presenta con una composizione eterogenea, che unisce esperienze amministrative, professionali, associative e rappresentanze della comunità locale. Ne fanno parte figure legate al volontariato, giovani lavoratori, imprenditori, professionisti e cittadini di origine straniera residenti nel territorio.
Tra i candidati figurano Sergio Bentivoglio, ex consigliere comunale e da anni impegnato nel volontariato; Barbara Carnevali, imprenditrice e già consigliera di minoranza per due mandati; Giovanni Casoni, già sindaco di Fiordimonte con una lunga esperienza politica e amministrativa; Lorenzo Ceccarelli, esperto di turismo e management alberghiero; Carlo Francesco Chiarolla, avvocato e specialista in normative europee; Adina Dikedzic, giovane madre di origini bosniache, indicata come voce delle famiglie e dei lavoratori stranieri; Alessandro Micucci, impiegato Enel e rappresentante delle nuove generazioni; Francesco Nebbia, presidente dell’associazione “Massa nel Cuore” e promotore della Sagra del Tartufo di Massaprofoglio; Massimo Zerani, conoscitore del territorio e del settore venatorio; e Laura Bizzarri, dottoressa in Giurisprudenza e funzionaria al Comune di Ancona.
Nel corso della presentazione, Menciotti ha spiegato le ragioni della propria candidatura, legandole alla vita quotidiana della comunità e al tema dei servizi essenziali: "Chi ha scelto di restare a Muccia dopo il terremoto lo ha fatto con il cuore. Il nostro compito è fare in modo che quella scelta non diventi un sacrificio. È una comunità con radici profonde, con persone straordinarie e con un potenziale inespresso che aspetta solo di essere liberato. Noi siamo qui per questo. Costruire una Muccia che non si spopola, dove restare non sia una scelta obbligata ma un diritto sostenuto da lavoro, servizi, ambiente curato e comunità viva".
La devozione, il folklore e il senso di appartenenza tornano protagonisti domenica 17 maggio con la suggestiva cerimonia dell’Offerta dei ceri e accensione del grande falò, uno degli appuntamenti più sentiti e simbolici della Corsa alla Spada e Palio. Un momento carico di storia e partecipazione popolare che si svolge nella basilica di San Venanzio martire, luogo che custodisce le spoglie del santo patrono della città di Camerino.
La cerimonia in chiesa è preceduta dalla pesatura dei ceri, ospitata quest’anno all’interno del cortile del Palazzo Arcivescovile, luogo messo a disposizione dall’arcivescovo mons. Francesco Massara che ha accolto nei propri rinnovati spazi del Palazzo e del Museo Diocesano tante iniziative della rievocazione storica.
Al corteo dei nobili e delle autorità cittadine, delle arti, dei comuni, degli arcieri e degli ospiti (Palio San Floriano di Jesi e Tamburini del Serafino di Sarnano) si aggiungeranno man mano i figuranti dei tre terzieri e tanti popolani e così il corteo completo arriverà in basilica.
Dopo l’Offerta dei ceri è il momento della lettura in piazza del bando della Corsa alla Spada 2026 e dell’accensione del focaraccio, il grande falò che simboleggia la veglia in attesa della festa del Santo ed esorcizza la stagione fredda, richiamando un rito di benvenuto alla bella stagione.
Diretta TV dell'evento del 17 maggio sull’emittente Studio 7 TV HD Canale 78 del Digitale Terrestre e in streaming su www.studio7tv.it
Sempre il 17 maggio è in programma l’Open Day di danza rinascimentale con Bruna Gondoni (ore 10:00 Quartiere delle Associazioni) e alle ore 17:00, sempre nel Quartiere delle Associazioni, Presentazione degli atleti e delle atlete della 45° edizione con la consegna della spada donata in questa edizione dal Bar Diana e forgiata dal fabbro Stefano Bellesi.
E’ stato rinviato il Palio di Sant’Ansovino degli Arcieri De Varano in programma nel pomeriggio di oggi, mentre il mercatino e i laboratori della Compagnia commerciale medievale si svolge regolarmente dalle 16:30 in poi, ma viene spostato nella Geostruttura presso l’area Area Taverne in via Madonna delle Carceri.
Il programma proseguirà lunedì 18 maggio con la festa di San Venanzio, particolarmente ricca di iniziative perché celebrata nell’anno triennale dedicato al Santo patrono di Camerino e dell’Arcidiocesi, che si conclude con il Concerto per il Santo Patrono della Banda Orchestra Città di Camerino alle ore 21:30 in basilica. Il pomeriggio è dedicato al tema: Vestirsi a Camerino nel '400: un intreccio di arte moda e storia con alle 16.00 una visita guidata al Museo Diocesano Giacomo Boccanera e a seguire l’incontro con Federico Marangoni, Reenactment Advisor.
“La rievocazione storica piano piano si riappropria della sua città - dichiara la presidente Donatella Pazzelli -superando anche le innumerevoli e sempre maggiori difficoltà legate ai tanti cantieri aperti per ricostruire Camerino. Visite guidate a tema e spettacoli saranno ospitati negli spazi del Palazzo Arcivescovile, luogo simbolo di storia e arte magnificamente restaurato, e in altri luoghi suggestivi per offrire a tutti la possibilità di godere della parte della città recuperata”.
Le iniziative proseguono anche martedì 19 maggio con un ricco calendario di appuntamenti: la Fiera di San Venanzio organizzata dal Comune di Camerino (intera giornata), la visita guidata delle ore 15:30 “San Venanzio nelle collezioni del Museo Diocesano” a cura di Barbara Mastrocola, direttrice musei e responsabile beni mobili dell’Arcidiocesi, lo spettacolo delle ore 18.30 nella basilica di San Venanzio, “… a rimirar le stelle” Terra - Pietra - Infinito. Le voci raccontano, con il Coro Monti Azzurri, la voce recitante di Sabrina Conocchioli e la direzione di Maurizio Maffezzoli e alle 19.45 nella Taverna di Muralto l’ultimo dei tre appuntamenti di Reccontata a veja la storia secondo Quinto de Martella. Alle 22:00 in Piazza Cavour ci sarà La Battaglia delle Due Corti, suggestiva partita a scacchi vivente curata dalla Proloco Camerino.
Continua il percorso di costruzione del nuovo roster della CBF Balducci HR per il prossimo campionato di Serie A1 con un altro prezioso innesto: il Club maceratese ha raggiunto l’accordo per la stagione 2026/27 con la centrale Chiara Landucci, classe 2002 per 185 centimetri di altezza. L’arrivo nelle Marche della giocatrice emiliana, nell’ultima stagione protagonista in Serie A2 con la maglia di Messina, completa così il reparto al centro a disposizione di coach Valerio Lionetti.
Per Chiara Landucci, costantemente in campo nel campionato di A2 dal 2021 in poi, è arrivato così il momento del grande salto in Serie A1 con la divisa arancionera, grazie anche a concretezza, qualità e affidabilità dimostrate nelle stagioni vissute nel campionato cadetto, in cui ha spesso incrociato da avversaria proprio la CBF Balducci HR.
La crescita pallavolistica di Chiara Landucci prende forma alla Anderlini Modena, dove rimane per tre stagioni tra settore giovanile e Serie B2. Il valore dimostrato nel panorama dei vivai italiani le permette di effettuare subito il salto in Serie A2 nel 2021/22, quando approda alla Futura Giovani Busto Arsizio. Nell’annata successiva si trasferisce all’Esperia Cremona, dove resta per due stagioni consecutive, consolidando il suo ruolo nel secondo campionato italiano, poi nel 2024 il ritorno alla Futura, il Club che l’aveva chiamata all’esordio in Serie A. Infine, la stagione appena conclusa con la maglia di Messina, vissuta costantemente in campo con la formazione siciliana.
"Ho scelto la CBF Balducci HR Macerata perché penso sia la realtà giusta per potermi sviluppare e mettermi alla prova in un contesto competitivo come la Serie A1 - dice Chiara Landucci dopo la firma dell'accordo che la lega al Club maceratese per la prossima stagione - È sicuramente entusiasmante far parte di questo progetto e di una società seria che negli ultimi anni si è contraddistinta per i propri risultati".
"Sono sicura che con il gruppo creeremo la giusta amalgama per raggiungere gli obiettivi prefissati e per toglierci qualche soddisfazione - prosegue la centrale emiliana che esordirà in A1 in arancionero nel 2026/27 - Dalla prossima stagione mi aspetto di apprendere il più possibile dallo staff e dalle compagne. Cercherò di portare il mio contributo quotidiano nel lavoro in palestra e di creare un gruppo unito e pronto per le sfide del campionato. Sono certa inoltre che anche il pubblico farà la differenza, quindi non vedo l’ora di conoscervi tutti al palazzetto".
CIVITANOVA MARCHE – È Claudio Labriola il nuovo allenatore della Civitanovese Calcio. La presentazione ufficiale si è svolta nella mattinata di oggi presso la sede societaria all’interno del Polisportivo Comunale, alla presenza della dirigenza rossoblù e degli organi di stampa.
Ad aprire la conferenza è stato il presidente Francesco Borrelli, che ha sottolineato la soddisfazione della società per l’arrivo del nuovo tecnico.
«Abbiamo fortemente voluto Claudio Labriola – ha dichiarato – perché riteniamo che possa portarci a compimento del percorso e degli obiettivi che ci siamo prefissati. Il suo arrivo definisce la nuova visione tecnica del club. È un allenatore empatico, capace di motivare il gruppo e valorizzare al massimo i giocatori».
Parole di stima anche da parte del direttore sportivo Mauro Chiodini, che ha ribadito come Labriola fosse la prima scelta della società.
«Lo conosco bene e ho avuto modo di lavorarci a stretto contatto – ha spiegato il ds –. Oltre ai risultati ottenuti, ciò che mi ha sempre colpito è il rapporto umano creato con i giocatori. È un professionista serio, appassionato e con grande voglia di crescere. Ha ricevuto altre offerte importanti ma ha scelto Civitanova e questo ci rende orgogliosi».
Visibilmente emozionato il nuovo tecnico rossoblù, che ha parlato della sua nuova esperienza definendola “un grande onore”.
«Civitanova è una piazza prestigiosa e affamata di calcio, una realtà che vive questo sport con passione autentica – ha affermato Labriola –. Qui si va oltre la categoria. Chi farà parte di questo progetto dovrà dare tutto sé stesso ogni giorno».
L’allenatore ha quindi tracciato le linee guida del proprio calcio, annunciando una squadra aggressiva e propositiva.
«Mi piace una squadra capace di recuperare subito il pallone, dominare la partita e imporre il proprio gioco. Preferisco sistemi con quattro difensori e tre centrocampisti, ma sono aperto a diverse soluzioni in base alle caratteristiche dei giocatori. Voglio una squadra intensa, organizzata e con identità».
Labriola ha inoltre rivolto un pensiero alla tifoseria rossoblù.
«So che dovrò conquistare questa piazza con il lavoro e i risultati. Oggi non servono proclami ma fatti. Posso garantire massimo impegno per riportare orgoglio e identità alla Civitanovese».
Nel finale il nuovo mister ha ringraziato l’Osimana, società nella quale ha vissuto le sue ultime stagioni da calciatore e le prime da allenatore.
«Resterò sempre grato all’Osimana, ai tifosi e ai giocatori con cui ho condiviso un percorso importante della mia vita sportiva».
TOLENTINO – Nuove modifiche temporanee alla viabilità a Tolentino per consentire l’esecuzione di lavori pubblici, interventi infrastrutturali e operazioni di cantiere in diverse zone della città.
L’amministrazione comunale ha emanato una serie di ordinanze che interesseranno varie strade cittadine nei prossimi giorni, con divieti di transito, restringimenti di carreggiata e limitazioni temporanee alla circolazione.
Tra gli interventi principali, dal 18 al 21 maggio 2026 in via Arsiero, nei pressi del passaggio a livello ferroviario, sarà istituito il restringimento della carreggiata per consentire lavori a cura di Ferrovie dello Stato.
Sempre dal 18 maggio e fino al 4 agosto 2026, in via Arnaldo Lucentini, nel tratto compreso tra via Nazionale e via Don Giovanni Minzoni, scatterà il divieto di transito veicolare, con esclusione dei mezzi d’opera, per permettere le operazioni di carico e scarico dei materiali legati alle lavorazioni previste.
Ulteriori modifiche interesseranno la zona di San Catervo: il 18 maggio, dalle 8:30 alle 20, sarà vietato il transito nel tratto compreso tra Traversa San Catervo e via Valporro, fatta eccezione per i mezzi di cantiere.
Il giorno successivo, 19 maggio, sempre dalle 8:30 alle 20, il divieto di transito sarà esteso a via Valporro, tra piazza San Vincenzo Maria Strambi e via San Catervo, per consentire operazioni di scavo.
Nei giorni 19 e 20 maggio, dalle 8:30 alle 19, sarà inoltre chiusa al traffico via Brenta per permettere lo smontaggio di una gru.
Infine, per consentire il carico e scarico di materiali destinati alla ristrutturazione del Palazzo comunale, in via Ozeri, nel tratto compreso tra piazza della Libertà e via San Salvatore, sarà istituito il divieto di transito nei giorni 18, 22, 25 e 29 maggio, dalle 8:30 alle 14:30, sempre con esclusione dei mezzi d’opera.
Il Comune invita cittadini e automobilisti a prestare attenzione alla segnaletica temporanea predisposta nelle aree interessate dai lavori.
Futuro Nazionale annuncia l’apertura del nuovo comitato territoriale nella città di San Severino Marche, con l’obiettivo di rafforzare la presenza del movimento sul territorio e creare uno spazio dedicato alla partecipazione politica e al confronto con i cittadini.
Contestualmente alla nascita del comitato è stato nominato nuovo portavoce cittadino Fabio Verbenesi, che avrà il compito di coordinare le attività locali e favorire il dialogo con la comunità.
L’iniziativa, spiegano i promotori, "punta a costruire un punto di riferimento aperto e dinamico, rivolto in particolare ai giovani, alle famiglie, alle imprese locali e a tutti coloro che intendono contribuire attivamente alla crescita del territorio attraverso idee, progetti e partecipazione".
«L’apertura del comitato di San Severino Marche rappresenta un passo importante per rafforzare la presenza di Futuro Nazionale nelle Marche e costruire un rapporto diretto con i cittadini, valorizzando le energie e le competenze locali», dichiarano i promotori del progetto.
Nella nota viene inoltre rivolto un ringraziamento a Marco Alfei, referente del Comune di Macerata, per la collaborazione fornita nella fase iniziale di organizzazione.
Il primo appuntamento pubblico del nuovo comitato è in programma per domani, 17 maggio, in Piazza del Popolo a San Severino Marche, dove sarà allestito un gazebo informativo dedicato alla presentazione del movimento e al tesseramento dei nuovi aderenti.
MACERATA – Si accende il confronto politico all’interno dell’ATA 3 di Macerata dopo l’assemblea che ha approvato due decisioni destinate a far discutere: la modifica della graduatoria dei siti idonei alla nuova discarica provinciale e il riconoscimento di un ecoindennizzo al Comune di Cingoli pari a 18,33 euro a tonnellata.
A intervenire è Alleanza Verdi e Sinistra, che attraverso il co-portavoce provinciale Sandro Bisonni definisce le scelte adottate “gravi”, contestando in particolare l’introduzione di nuovi criteri nella selezione dei siti.
Secondo Avs, la graduatoria originaria elaborata dall’Università Politecnica delle Marche, su incarico dell’ATA, era “il risultato di un lavoro tecnico serio, basato su criteri oggettivi e verificabili”. La successiva modifica sarebbe invece avvenuta attraverso l’inserimento di parametri “di natura squisitamente politica”, giudicati tali da alterare l’impianto tecnico del lavoro precedente.
“La politica, quella peggiore, ha preso il posto della scienza”, afferma Bisonni, sottolineando come la nuova impostazione potrebbe essere oggetto di ricorso al TAR. Secondo l’esponente di Avs, infatti, una procedura basata su criteri introdotti in un secondo momento rischierebbe di essere annullata in sede amministrativa, con conseguente allungamento dei tempi decisionali sul sistema provinciale dei rifiuti.
Nel documento politico viene inoltre evidenziato come, in caso di ritorno alla graduatoria iniziale, alcuni territori oggi esclusi potrebbero trovarsi coinvolti nelle future scelte impiantistiche, con ulteriori ritardi e costi per la gestione dei rifiuti.
Secondo punto contestato riguarda l’ecoindennizzo riconosciuto al Comune di Cingoli, fissato a 18,33 euro per tonnellata di rifiuti conferiti. Un importo che, secondo Avs, risulterebbe significativamente superiore rispetto allo standard ordinario derivante dalla quota prevista del tributo speciale.
“Ci mancherebbe – osserva Bisonni – Cingoli ha diritto a compensazioni adeguate per i disagi, ma questa cifra è il risultato di anni di inerzia e mancata programmazione”.
Nel comunicato si sottolinea inoltre come i costi complessivi del sistema di gestione dei rifiuti, compresi i conferimenti fuori provincia, si riflettano sulle tariffe TARI a carico dei cittadini, con un aumento stimato del 9,2% nell’ultimo anno.
Avs chiede infine “il ritorno a una procedura trasparente, basata esclusivamente su criteri tecnici verificabili e indipendenti da logiche territoriali o politiche”, e l’apertura di un confronto complessivo sul sistema integrato provinciale dei rifiuti, ritenuto ormai non più rinviabile.
PIEVE TORINA – Importante scoperta archeologica durante i lavori per la realizzazione del nuovo municipio di Pieve Torina, dove sono emerse le tracce di un’antica dimora romana.
I ritrovamenti, avvenuti nel corso delle attività di cantiere, testimoniano la presenza di un insediamento risalente a oltre duemila anni fa, confermando il ruolo strategico dell’area come crocevia già in epoca romana.
«I rinvenimenti romani – ha dichiarato il sindaco Alessandro Gentilucci – testimoniano come queste terre fossero un crocevia essenziale per gli uomini e le donne di allora e risultassero abitate più di duemila anni fa, come dimostrano anche altri ritrovamenti archeologici umbri, piceni e protostorici».
Il primo cittadino ha sottolineato come la scoperta rappresenti un elemento di orgoglio per la comunità locale: «Questa scoperta riempie di orgoglio i pievetorinesi e ribadisce il grande valore di queste terre, per chi è rimasto custode di un passato ma con lo sguardo rivolto al futuro».
Alla luce del rinvenimento, il progetto del nuovo municipio è stato rivisto per integrare e valorizzare i resti archeologici. «Con senso di rispetto per la memoria dei nostri antenati – ha aggiunto Gentilucci – abbiamo deciso di valorizzare ciò che la ricostruzione ha reso possibile. Il progetto è stato modificato e lascerà a vista le mura dell’edificio romano».
All’interno della nuova struttura, proprio all’ingresso, sarà inoltre allestito uno spazio espositivo dedicato ai reperti rinvenuti, tra cui vasellame e monete.
«Una ricchezza culturale e storica – ha concluso il sindaco – che metteremo a disposizione dei cittadini e dei turisti che già apprezzano Pieve Torina per la natura e il benessere».
SAN SEVERINO - Innovazione tecnologica, design avanzato e identità nazionale si incontrano nella nuova installazione realizzata davanti all’ingresso dell’Aula Magna dell’Istituto Tecnico Tecnologico Statale “Eustachio Divini”, in viale Mazzini.
L’opera nasce dalla collaborazione tra Fonsi Costruzioni Srl, specializzata in strutture in cemento armato e muratura, e MateriaNova Srl, realtà di Montecosaro attiva nel settore della stampa 3D applicata all’edilizia.
Si tratta di tre maxi sedute, vere e proprie chaise longue urbane, realizzate con tecnologia di stampa 3D cementizia e disposte nei colori della bandiera italiana: verde, bianco e rosso. Le forme sinuose e continue generano un effetto visivo e tattile di forte impatto, trasformando l’area in uno spazio contemporaneo e riconoscibile.
L’installazione è stata collocata in un contesto di particolare rilievo istituzionale, in occasione delle celebrazioni del 25 Aprile che hanno visto anche la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a San Severino Marche.
La realizzazione è il risultato della sinergia tra le due aziende marchigiane, con MateriaNova impegnata nello sviluppo di soluzioni innovative per l’architettura e l’edilizia digitale. L’azienda opera attraverso processi di deposizione strato su strato a partire da modelli CAD, riducendo tempi di lavorazione e impatto ambientale, con l’obiettivo di coniugare efficienza, sostenibilità e qualità materica.
Le sedute installate all’Istituto “Divini” non rappresentano solo un elemento di arredo urbano, ma anche un esempio concreto delle potenzialità dell’architettura sostenibile e delle nuove tecnologie applicate all’edilizia, con un forte valore educativo per gli studenti che si formano nelle discipline tecniche.
In occasione dell’installazione, il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha voluto esprimere il proprio apprezzamento, complimentandosi personalmente con i rappresentanti delle aziende coinvolte per il progetto realizzato.
USSITA – Il consigliere comunale del Comune di Ussita, Guido Rossi, ha comunicato di aver trasmesso nella giornata odierna un esposto formale al Ministero dell’Interno, alla Prefettura di Macerata, alla Procura della Repubblica di Macerata e alla Procura Generale della Corte dei Conti.
Nel documento vengono segnalate “una serie di criticità riguardanti il funzionamento dell’attività amministrativa e consiliare del Comune di Ussita”.
Al centro della segnalazione vi sarebbe la mancata iscrizione all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale, convocato per il 19 maggio 2026, delle interrogazioni consiliari presentate dallo stesso consigliere in data 18 e 20 aprile 2026. Il tutto, secondo quanto riportato, sarebbe avvenuto “senza alcuna comunicazione preventiva, motivazione o giustificazione procedurale”.
Rossi sottolinea come la vicenda, a suo avviso, comporti una compressione del ruolo dei consiglieri: “Si tratta di un fatto che, oltre a comprimere il diritto-dovere di controllo politico-amministrativo attribuito ai Consiglieri comunali dal Testo Unico degli Enti Locali, dallo Statuto e dal Regolamento del Consiglio comunale, si inserisce in un quadro più ampio di persistenti difficoltà nell’esercizio delle prerogative istituzionali”.
Secondo quanto riportato nell’esposto, tali difficoltà sarebbero presenti “fin dall’inizio dell’amministrazione Bernardini, nel settembre 2020”.
Nel documento vengono inoltre segnalate ulteriori criticità, tra cui interrogazioni consiliari a risposta scritta “prive di riscontro”, richieste di documentazione amministrativa “in alcuni casi evase solo dopo l’intervento del difensore civico/garante regionale oppure ancora senza risposta”, oltre a “ritardi e ostacoli nell’accesso agli atti necessari all’esercizio del mandato consiliare”.
Rossi evidenzia anche problematiche legate ai documenti contabili: “criticità inerenti l’approvazione dei bilanci e la mancata trasmissione della documentazione richiesta a supporto degli atti”.
Nel suo esposto, il consigliere afferma che tali circostanze, considerate nel loro insieme, “appaiono lesive dei principi di trasparenza, correttezza istituzionale e democraticità dell’azione amministrativa”.
Infine, Rossi chiarisce la natura dell’iniziativa: “L’esposto non ha finalità polemiche o personali, ma mira esclusivamente a tutelare il corretto funzionamento delle istituzioni comunali e il diritto dei cittadini a un’amministrazione trasparente e rispettosa delle regole”.
Il consigliere si dice ora fiducioso che le autorità competenti possano procedere alle verifiche del caso e adottare eventuali iniziative ritenute opportune.
MONTEFANO – Tensione istituzionale sulla questione discarica, dopo la protesta andata in scena ieri sera che ha visto il duro intervento del vicesindaco di Montefano, Mirco Monina, intervenuto contro le modalità con cui sarebbe stata ridefinita la graduatoria tecnica del progetto.
Nel suo intervento, Monina ha denunciato quella che definisce una modifica sostanziale dei criteri di valutazione precedentemente condivisi.
«Una maggioranza di amministratori – ha dichiarato – ha fatto squadra, sovvertendo una graduatoria stilata con metodi scientifici in precedenza concordati tra tutti. Sono stati inseriti criteri politici del tutto opinabili, studiati per avvantaggiare comuni “amici” risultati primi nella graduatoria della Politecnica delle Marche».
Secondo il vicesindaco, la nuova impostazione avrebbe alterato l’equilibrio originario del procedimento: “Non è decisionismo, ma la sostituzione dei criteri scientifici con valutazioni politiche arbitrarie”, ha aggiunto.
Monina ha poi puntato il dito contro le conseguenze della decisione: “Vengono penalizzate le comunità più piccole, con meno strumenti per difendersi e incidere sui processi decisionali”.
Nel suo intervento non è mancata una critica più ampia al quadro istituzionale provinciale, con riferimento al ruolo del capoluogo: “Si sta smarrendo il senso di comunità provinciale, sostituito da logiche di appartenenza e convenienza politica”.
Il vicesindaco ha quindi parlato di una scelta che, a suo giudizio, comprometterebbe il valore stesso del metodo tecnico utilizzato in precedenza: “Quando criteri scientifici pesano meno di criteri politici già bocciati, si perde credibilità e trasparenza”.
Infine, Monina ha ribadito la posizione del Comune di Montefano e la volontà di opposizione condivisa con altri territori: “Non accetteremo queste logiche. Continueremo a batterci insieme alle comunità di Filottrano e Osimo per difendere ciò che riteniamo un principio di giustizia amministrativa”.
La vicenda si inserisce in un contesto di forte confronto politico tra enti locali, con posizioni sempre più distanti sul metodo di valutazione e sulle scelte relative alla gestione dell’impiantistica dei rifiuti.