In merito alle notizie diffuse nei giorni scorsi sulla situazione della strada statale 78 in località Callarella, sollevate dal consigliere Andrea Merli, il Comune di Sarnano interviene per chiarire la propria posizione.
Secondo quanto comunicato dall’Ufficio Stampa del Comune,"l’amministrazione si è attivata tempestivamente già dall’estate scorsa, richiedendo formalmente l’intervento dell’Anas a seguito della caduta di massi sulla carreggiata". "Le sollecitazioni sono state ribadite più volte attraverso colloqui istituzionali e comunicazioni ufficiali, l’ultima delle quali inviata solo pochi giorni fa".
Attualmente, i lavori sulla statale risultano fermi da mesi, con conseguente regolamentazione della viabilità tramite impianto semaforico e senso unico alternato. Una situazione che continua a generare disagi per automobilisti e residenti.
“Al di là delle sterili polemiche, vogliamo sottolineare che l’ufficio tecnico comunale mantiene un costante dialogo con i responsabili dell’Anas per concordare e sollecitare l’avvio degli interventi nel più breve tempo possibile”, si legge nella nota del Comune.
Il Comune evidenzia inoltre come la riapertura recente della strada provinciale 120, avvenuta a inizio dicembre con il congiungimento delle gallerie verso Sassotetto, abbia richiesto ulteriori coordinamenti istituzionali, "dimostrando l’impegno dell’amministrazione nel garantire la sicurezza e la viabilità sul territorio".
Non tanto il risultato, quanto alcune parole pronunciate a margine della gara hanno acceso il post-partita al Comunale di Fiuminata. L’Esanatoglia ha infatti diffuso un comunicato ufficiale dopo l’incontro di Seconda Categoria girone F contro la Mancini Ruggero Pioraco, puntando l’attenzione soprattutto sulle dichiarazioni attribuite al direttore di gara.
Secondo quanto riportato dalla società, l’arbitro designato, il signor Animento della sezione di Macerata, avrebbe dichiarato di essere sceso in campo “per fare un favore”, aggiungendo che in Seconda Categoria “si gioca per divertimento”. Un’affermazione che ha spinto il club a prendere posizione, ritenendola poco rispettosa nei confronti delle società dilettantistiche.
Nel comunicato l’Esanatoglia riferisce anche che l’arbitro avrebbe ammesso di non dirigere partite ufficiali da circa due anni e contesta la gestione complessiva dell’incontro, parlando di un arbitraggio con diversi errori a proprio sfavore e di un direttore di gara che "ha camminato a centrocampo per tutta la partita". Vengono citati e riportati i filmati di alcuni episodi di gioco ritenuti determinanti, pur precisando che la protesta non nasce esclusivamente dal lato sportivo. Il club sottolinea come, negli anni, abbia sempre accettato il verdetto del campo senza ricorrere a prese di posizione ufficiali. Proprio per questo, la nota diffusa dopo la gara di Fiuminata assume un significato più ampio, legato al principio di rispetto reciproco tra arbitri e società.
È vero che in Seconda Categoria si gioca prevalentemente per passione e spirito dilettantistico, ma le società ricordano come dietro ogni partita ci siano sacrifici economici e organizzativi, sostenuti stagione dopo stagione. Un impegno che, secondo l’Esanatoglia, merita attenzione e considerazione, indipendentemente dal livello del campionato.
La società ha infine annunciato l’intenzione di segnalare l’accaduto nelle sedi opportune, ribadendo la richiesta di rispetto per il lavoro svolto dai club dilettantistici e per il ruolo che ogni soggetto coinvolto è chiamato a ricoprire all’interno del sistema calcistico.
Dopo 10 lunghi anni dal terribile sisma del 2016, l’Officina Meccanica F.lli Ruffini torna a casa. Le serrande della sede storica di Colmurano si sono rialzate sabato 17 gennaio, segnando la fine di un esilio forzato, un ritorno atteso da 10 anni.
C’è però un velo di commozione che avvolge questa festa. Il motore di questa rinascita è stato per anni Italo Ruffini, purtroppo venuto a mancare l’anno scorso, il fondatore, l'uomo che con le mani sporche di grasso e il sorriso di chi ama il proprio mestiere aveva costruito non solo un’attività, ma un punto di riferimento per l’intera comunità.
La nuova sede non è solo una ricostruzione, ma un’evoluzione. Aldo e Massimo hanno voluto una struttura all'avanguardia, capace di unire l'esperienza artigianale tramandata dal padre alle più moderne tecnologie meccaniche. Un'officina "rinnovata e sempre più funzionale", pronta a servire i clienti storici e le nuove generazioni con la qualità di sempre.
“Vedere così tante persone alla riapertura ci riempie il cuore. Abbiamo lavorato duramente per tornare in questa sede che per noi significa famiglia. Il nostro grazie più grande va ai nostri clienti e agli amici: la loro fiducia è stata il motore che ci ha spinto a non mollare mai, anche nei momenti più bui. Siamo tornati operativi, pronti a fare quello che babbo ci ha insegnato con tanta passione: prenderci cura delle vostre auto”. Questo il commento dei fratelli.
La giornata di sabato è stata un momento di festa per tutta la comunità. Vedere l'Officina Ruffini tornare operativa al 100% nella sua sede originaria è il simbolo di una Colmurano che non si arrende e che sa onorare i propri maestri artigiani.
Urbisaglia piange Cristina Compagnucci, scomparsa a soli 43 anni dopo una lunga e coraggiosa battaglia contro la malattia. Infermiera, istruttrice di Nordic Walking e figura molto conosciuta in paese, Cristina ha trasformato il dolore personale in un percorso di impegno, testimonianza e sostegno agli altri, lasciando un segno profondo nella comunità.
La sua scomparsa ha suscitato un’ondata di commozione, testimoniata anche dal messaggio del sindaco Riccardo Natalini, che ha espresso il cordoglio dell’intera comune: «Ci sono momenti in cui le parole sembrano troppo piccole per contenere il dolore di una comunità intera. Cristina ha saputo trasformare la propria fragilità in una lezione di luce e di rara potenza».
Cristina aveva scelto di affrontare anche pubblicamente la lotta contro il tumore al seno, condividendo la sua esperienza con dignità, forza e determinazione. Un percorso che è diventato per molte donne un esempio di resilienza e speranza, capace di andare oltre la malattia per farsi messaggio di vita.
Come istruttrice di Nordic Walking, aveva dedicato gran parte delle sue energie al progetto di riabilitazione oncologica “Spassi di Salute”, accompagnando pazienti in cura in un cammino di recupero fisico e psicologico. Attraverso il movimento, lo sport e la condivisione, riusciva a infondere coraggio e fiducia, anche nei momenti più difficili.
Nel suo ricordo, il sindaco Natalini ha voluto condividere anche un momento personale: «Un incontro inaspettato al centro Covid, durante una vaccinazione, che mi ha restituito il valore dei legami autentici. E poi la sua testimonianza a teatro lo scorso anno, un racconto fatto di dignità, tenacia e speranza che non ha mai ceduto alla rassegnazione. Cristina ci ha mostrato cosa significhi vivere una vita piena, non misurata in anni, ma in intensità e amore».
Il primo cittadino ha inoltre ricordato come proprio grazie a Cristina abbia scoperto il Nordic Walking e conosciuto il gruppo “Le OrchiDee” di Macerata, una realtà di donne unite dalla forza del cammino condiviso. «Cristina ci lascia un’eredità che va oltre il ricordo – ha aggiunto – ci affida il compito di non restare fermi e di guardare al futuro con il suo stesso coraggio».
Nel suo messaggio conclusivo, il sindaco ha rivolto un pensiero alla famiglia, a nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera cittadinanza, salutando Cristina con le parole che lei stessa amava ripetere: «Mille passi cominciano sempre da uno».
In occasione delle celebrazioni di San Sebastiano Martire, patrono della Polizia Locale, il Comando di Civitanova Marche ha presentato il consuntivo annuale delle attività svolte nel 2025, tracciando il bilancio di un anno intenso, complesso e segnato da profonde trasformazioni operative.
La ricorrenza, tradizionalmente momento di riflessione per le donne e gli uomini in uniforme al servizio della città, quest’anno assume un valore ancora più significativo. I dati restituiscono l’immagine di un Corpo che, pur a fronte della riduzione dell’organico dovuta ad alcuni pensionamenti e del dolore per la scomparsa della sovrintendente Barbara Storani, figura ancora fortemente presente nella memoria dei colleghi, ha saputo rafforzare la propria azione a tutela della comunità, in attesa del reintegro del personale nei prossimi mesi.
Il 2025 ha segnato una svolta operativa basata su prossimità e fermezza. I mezzi del Nucleo Pronto Intervento hanno percorso complessivamente 82.997 chilometri, con un incremento significativo per il veicolo dedicato all’infortunistica. Parallelamente è aumentata la presenza appiedata degli agenti nelle vie cittadine, favorendo un contatto diretto e costante con i cittadini.
Intensa l’attività della Sala Operativa, che ha gestito 2.962 segnalazioni e coordinato 2.816 interventi sul territorio. Sul fronte amministrativo sono state evase 2.393 richieste di informazioni anagrafiche e curate 151 notifiche di atti.
Sul piano della sicurezza stradale, la linea adottata è stata quella della tolleranza zero verso i comportamenti più pericolosi. Gli incidenti rilevati sono passati dai 251 del 2024 ai 328 del 2025 (+30,7%), un aumento legato anche alla riorganizzazione del servizio che oggi garantisce, negli orari di copertura, una pattuglia dedicata all’infortunistica, attiva anche nei giorni festivi e nelle fasce serali e notturne.
I numeri delle violazioni raccontano l’efficacia di questa scelta: le sanzioni per l’uso del cellulare alla guida sono salite da 9 a 75 (+733%), quelle per il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza da 55 a 248 (+351%). Forte incremento anche per le irregolarità amministrative: le sanzioni per omessa revisione sono passate da 172 a 390 (+127%), mentre quelle per mancanza di assicurazione da 68 a 161 (+137%).
In crescita anche l’attività extra Codice della Strada, aumentata del 68%, con 287 accertamenti contro i 171 dell’anno precedente. Tra questi figurano 35 verbali per la sosta irregolare di camper e un’attività che ha portato all’identificazione e all’allontanamento, con foglio di via obbligatorio, di un soggetto ritenuto pericoloso.
Guardando al confronto con il 2023, l’evoluzione del Corpo appare ancora più evidente: le sanzioni per l’uso del cellulare sono aumentate del 2.400%, quelle per il mancato uso delle cinture del 1.800%, mentre il contrasto ai veicoli non assicurati ha registrato un incremento del 1.138%. Anche le sanzioni per omessa revisione sono cresciute del 584%, così come quelle per la sosta pericolosa, aumentate del 26%.
Rilevante anche l’attività di polizia giudiziaria, che ha conosciuto un salto di qualità e di complessità: i protocolli sono passati da 33 nel 2024 a oltre 100 nel 2025. Le indagini hanno riguardato reati di varia natura, dai documenti falsi alle truffe, dai furti aggravati alle occupazioni abusive, fino a illeciti ambientali ed edilizi. Nel corso delle operazioni sono stati effettuati sequestri di oggetti atti ad offendere e, nel mese di agosto, è stato eseguito un arresto per resistenza a pubblico ufficiale in pieno centro cittadino.
Fondamentale il lavoro dei nuclei specializzati. Il nucleo ambiente, paesaggio e benessere animale ha svolto 264 verifiche ispettive, con 103 verbali, concentrandosi sul contrasto all’abbandono dei rifiuti, sul controllo delle aree incolte e sulla corretta gestione degli animali da affezione. Il nucleo tutela del consumatore ha invece effettuato 97 ispezioni, accertando 130 violazioni legate a occupazioni abusive di suolo pubblico, pubblicità irregolare e strumenti di misura non revisionati, oltre a individuare tre casi di esercizio abusivo della professione di tassista.
Il Comando ha inoltre investito in modo significativo nel potenziamento delle dotazioni, introducendo dispositivi di sicurezza e tecnologie avanzate come giubbotti balistici e antitaglio, body cam, spray antiaggressione, un secondo etilometro e il sistema Targa System 5.0.
A tracciare il senso di questo percorso è stato il comandante Cristian Lupidi, che ha sottolineato come i numeri rappresentino l’anima del Corpo: «In questi giorni dedicati a San Sebastiano, i dati raccontano una missione di prossimità che non si ferma davanti alle difficoltà. Siamo stati meno sui veicoli e più tra la gente, rafforzando il controllo delle condotte pericolose e l’attività di polizia giudiziaria. La sicurezza urbana è la nostra priorità. Ringrazio ogni operatore per la dedizione dimostrata: la vera sfida è rendere la nostra uniforme un punto di riferimento non solo di rigore, ma anche di vicinanza e sicurezza, onorando la memoria di chi ha servito questo territorio con amore».
Nel pomeriggio di domenica i Vigili del fuoco sono intervenuti in località Catafolle, nel comune di Cingoli, a seguito di una fuga di gas da un bombolone di GPL interrato. L’allarme ha richiesto l’immediato intervento delle squadre dei Vigili del fuoco di Macerata e Apiro, giunte sul posto per avviare le prime operazioni di messa in sicurezza.
Considerata la natura dell’emergenza, è stato attivato anche il Nucleo GPL Light dei Vigili del fuoco di Ancona e Macerata, specializzato nella gestione di questo tipo di situazioni. I tecnici hanno proceduto alla combustione controllata del GPL residuo mediante l’utilizzo di una torcia, al fine di eliminare ogni rischio per la popolazione e l’ambiente circostante.
Le operazioni di messa in sicurezza risultano tuttora in corso e l’area resta sotto costante monitoraggio da parte dei Vigili del fuoco, fino al completo ripristino delle condizioni di sicurezza.
Monologo squillante della Banca Macerata Fisiomed che conquista la seconda vittoria in trasferta del suo campionato in un campo molto difficile come quello della Consar Ravenna. La seconda giornata di ritorno della A2 Credem Banca finisce 0-3 (20-25, 26-28, 17-25) a seguito di una partita giocata dai biancoverdi in modo impeccabile dal primo all’ultimo punto.
Prestazione maiuscola dei ragazzi di Coach Giannini che impongono da subito il loro livello di gioco al Pala De Andrè, annebbiando le certezze dei padroni di casa. Macerata fa meglio al servizio e a muro, legittimando una vittoria molto importante e che dà continuità alla classifica. Partita vera nei primi due set, col secondo in grado di mostrare tutto il carattere maceratese che permette alla squadra di rimontare un cospicuo vantaggio romagnolo. Il terzo parziale, invece, è un dominio ospite: la serie al servizio di Novello spacca set e partita. È lui il top scorer e MVP del match, 16 punti.
Sestetti annunciati alla vigilia con i padroni di casa della Consar Ravenna che scendono in campo con Russo-Dimitrov, Valchinov-Zlatanov, Canella-Bartolucci e Goi libero.
Risponde la Banca Macerata Fisiomed in tenuta biancoverde con il suo 6+2 base. Pedron in regia opposto a Novello, Zhelev-Karyagin in banda, Fall-Diaferia al centro, staffetta Gabbanelli-Dolcini in seconda linea.
Abbondantissimi applausi per lo scambio del 5-5 che vede capitan Fall chiudere a muro uno scambio infinito. Macerata prova a portarsi avanti con gli aces di Novello e Karyagin (10-12), ma la Consar rimane vicina anche grazie a qualche imprecisione biancoverde. Ravenna regala, ringraziano gli ospiti che si portano a +5 con la spallata di Novello in diagonale (12-17). Tanti punti per Macerata dal muro, è ancora Fall a intuire le intenzioni di Dimitrov (16-20). Ai biancoverdi basta amministrare, 0-1 con l’errore di Zlatanov (20-25).
Parte meglio Ravenna col maniout di Dimitrov che porta il parziale sul +3 (7-4 e 8-5). Funziona la fase muro difesa maceratese che obbliga i romagnoli a rischiare in attacco ben più del previsto: sbaglia Bartolucci, 11-9. Novello fallisce il colpo del -2 (17-13) in un tratto di pallavolo eccessivamente fallosa con Ravenna che mantiene comunque il suo vantaggio. Dal -5, Macerata rientra sempre grazie al muro del suo capitano (19-18) e supera con il colpo dal 4 di Karyagin (20-21). Doppio cambio maceratese (Becchio e Maccarone) per provare a vincerla con Fall e compagni aiutati anche da un video check millimetrico. Al quarto vantaggio, esultano i biancoverdi sempre con l’errore di Zlatanov (26-28).
Buon piglio degli ospiti anche in apertura del parziale, capaci di sfruttare al meglio ogni imprecisione dei padroni di casa: il muro di Zhelev vale il 4-6. Perde il ritmo in attacco la Consar con coach Valentini che ruota i suoi effettivi: Novello non sembra impensierito e mura Valchinov per un importante 5–11. La gestione sicura del vantaggio non è un marchio di fabbrica biancoverde: Ravenna prova a rientrare con Zlatanov, ma prima Fall e poi Novello rimettono a posto le cose (9-16). Show dell’opposto al servizio con la Consar che aspetta solo il fischio finale: Zhelev chiude la partita con una diagonale corta magistrale (17-25).
Il tabellino.
CONSAR RAVENNA – BANCA MACERATA FISIOMED 0-3 (20-25, 26-28, 17-25)
Ravenna: Dimitrov 13, Gottardo 1, Ciccolella, Canella 2, Bartolucci 6, Russo 2, Zlatanov 12, Bertoncello 1, Valchinov 6, Goi (L1), Asoli (L2). NE: Iurlaro, Gabellini. All: Valentini, Ass: Di Lascio.
Macerata: Novello 16, Pedron, Garello, Fall 11, Diaferia 2, Zhelev 12, Karyagin 12, Becchio, Maccarone, Gabbanelli (L1), Dolcini (L2). NE: Pesciaioli, Talevi. All: Giannini, Ass: Leoni.
Durata set: 26’, 39’, 24’ per un’ora e 29 minuti.
Note: Battute punto: Ravenna 4 con 11 errori, Macerata 7 con 12 errori. Muri punto: Ravenna 4, Macerata 9. Attacco punto: Ravenna 37%, Macerata 43%. Ricezione positiva: Ravenna 42% (18% perfetta), Macerata 37% (17% perfetta).
MVP: NovelloPhoto credits: Consar Ravenna
Il Perugia si riprende la vetta della classifica e infligge alla Lube Civitanova una sconfitta pesante, che interrompe l’imbattibilità casalinga dei biancorossi in regular season, durata dalla stagione 2024-25. Per un campionato e mezzo l’Eurosuole Forum era stato un fortino inespugnabile, ma questa volta la superiorità della Sir Susa Vim Perugia è apparsa chiara e senza appello.
Solo nel terzo set i cucinieri riescono a mettere sotto pressione gli umbri, che per il resto della gara costruiscono il successo soprattutto con servizio e attacco. Civitanova può recriminare per i primi due parziali, giocati al di sotto delle aspettative in uno scontro diretto importante anche in ottica classifica e corsa ai primi quattro posti. Contro una Perugia così solida e compatta, però, per la squadra di Medei c’è poco spazio: a tenere testa agli avversari è soprattutto un Nikolov indomito, mentre dall’altra parte brillano uno Semeniuk straordinario, eletto MVP, un Solè dominante a muro e un Plotnytskyi devastante al servizio.
Il successo consente alla squadra di Lorenzetti di operare il controsorpasso su Verona e tornare in testa alla Superlega. La cornice è quella di un Eurosuole Forum tutto esaurito, colorato dal rosso dei Predators, pronti a spingere la Lube. Prima del fischio d’inizio viene premiato Eric Loeppky come MVP del mese di dicembre. Civitanova si affida alla diagonale Nikolov-Boninfante, con D’herr e Gargiulo al centro, Bottolo e Loeppky in banda e Balaso libero. Perugia risponde con il sestetto tipo: Giannelli-Ben Tara, Solè e Loser centrali, Semeniuk e Plotnytskyi schiacciatori, Colaci libero.
La gara entra subito nel vivo con Ben Tara e Semeniuk a spingere l’attacco umbro, mentre la Lube replica con Bottolo e Loeppky. L’ace di Plotnytskyi e l’attacco di Loser scavano il primo solco, con Civitanova che fatica sia al servizio che in attacco. Perugia allunga e prende il controllo del set, trascinata anche dai colpi di Ben Tara e dalla serie al servizio di Giannelli, chiudendo il primo parziale con autorità.
Il secondo set si apre in salita per i marchigiani, che scivolano subito sotto 3-7 costringendo Medei al primo correttivo, con Tenorio al posto di D’herr. Gargiulo e Bottolo provano a rianimare la Lube, ma i muri in serie di Ben Tara respingono ogni tentativo di rimonta. Medei cambia anche la diagonale inserendo Orduna e Koukartsev, ma la Sir Susa Vim continua a dominare, forte anche di un muro efficace. Il parziale si chiude agevolmente per Perugia, con una Lube troppo fallosa.
Nel terzo set Civitanova è obbligata a reagire per restare in partita. L’ace di Nikolov porta avanti i biancorossi, ma Perugia risponde con Semeniuk e il set resta a lungo in equilibrio. Tra sorpassi e controsorpassi si arriva sul 19-19, poi l’ace di Loeppky e un errore di Semeniuk regalano il break decisivo alla Lube, che chiude con un altro ace di Nikolov, accorciando le distanze.
Nel quarto parziale Civitanova continua a spingere al servizio, ma Perugia trova nell’attacco la chiave per scappare via. Sul turno in battuta di Giannelli, con Plotnytskyi e Loser protagonisti, arriva il break che porta gli umbri sul 7-14, un margine che rende proibitiva la rimonta. La Sir Susa Vim gestisce senza affanni il vantaggio e chiude la gara, andando poi a festeggiare sotto il settore dei propri tifosi.
Per la Lube Civitanova ora lo sguardo si sposta sull’impegno di Champions League, con il terzo turno infrasettimanale e la trasferta in Polonia del 21 gennaio contro il Varsavia.
CIVITANOVA – PERUGIA 1-3 (17-25, 19-25, 25-22, 14-25)
CUCINE LUBE CIVITANOVA : Boninfante 1, Bottolo 8, Gargiulo 7, Loeppky 9, Nikolov 19, D’herr1; Balaso (L), Orduna, Duflos Rossi, Tenorio 3, Koukartsev 1, Bisotto (L). NE.: Podrascanin. All. Medei.
SIR SUSA SCAI PERUGIA: Solè 8, Giannelli 7, Plotnytskyi 11, Loser 8, Ben Tara 15, Semeniuk 16;Colaci (L), Argilagos, Dzavoronok, Russo, Crosato. NE.: Cvanciger, Ishikawa, Gaggini (L), Crosato. All.Lorenzetti.
ARBITRI: Lot e Verrascina.
La Recanatese espugna il Gino Cannarsa di Termoli grazie a una rete arrivata all’ultimo respiro di Cocino, aggancia la formazione molisana in classifica e si porta a un solo punto dalla zona salvezza. Il gol decisivo arriva al 95’, quando ormai lo 0-0 sembrava scritto: Ciccanti crossa dalla destra, la palla si stampa sul palo e il numero 33 giallorosso è il più rapido ad avventarsi sul pallone e a depositarlo in rete. Lo 0-1 finale riporta serenità in casa leopardiana dopo una serie negativa fatta di tre sconfitte e un pareggio nelle precedenti quattro gare.
In Molise mister Giovanni Pagliari deve fare i conti con diverse assenze importanti, mancando all’appello Chiarella, Capanni, Mordini e Zagaglia, oltre ai lungodegenti. Con il gruppo si allena al Tubaldi anche il terzino destro Alessandro Eleuteri di San Benedetto del Tronto, mentre dal mercato non arrivano ancora novità, nonostante la necessità di rinforzi. Il sogno resta Alessandro Sbaffo, il “Re Leone”, che dopo la rescissione con la Sambenedettese è tornato libero.
Il primo tempo scorre via senza grandi emozioni. La prima occasione degna di nota arriva al quarto d’ora con Giusti, il cui cross viene deviato in corner da Avolio. Il Termoli prova a farsi vedere al 33’ con Tracchia, mentre al 36’ Marsico non riesce a sfruttare una buona opportunità.
La ripresa è decisamente più vivace. I padroni di casa partono con maggiore intraprendenza rendendosi pericolosi con Mercuri, Ceesay e Mangani. L’episodio chiave arriva al 65’, quando il Termoli resta in dieci uomini per l’espulsione di Colarelli, punito per fallo da ultimo uomo su D’Angelo. La Recanatese tenta subito di approfittare della superiorità numerica e al 70’ va a un passo dal vantaggio: D’Angelo serve Pesaresi, che in scivolata colpisce la traversa.
Nel finale le occasioni si moltiplicano da entrambe le parti, con Mercuri vicino al gol per i molisani e Nanapere per i giallorossi. Quando il pareggio sembra ormai inevitabile e il pubblico attende solo il triplice fischio, la Recanatese colpisce: il cross di Ciccanti dalla destra finisce sul palo e Cocino è il più lesto a ribadire in rete, gelando il “Cannarsa” e regalando tre punti fondamentali nella corsa salvezza.
TERMOLI-RECANATESE 0-1
TERMOLI: Troselj; Biguzzi, Magnani, Avolio (28’ st Thiane); Tracchia, Colarelli, Mercuri (34’ st Maggioli), Staffa (1’ st Ceesay), Hysaj(17’ st Antonacci); Marsico (19’ st Cancello), Romano. A disp.: Iannaccone, Galdo, De Risio, Toffolo. All.: D’Adderio.
RECANATESE: Fioravanti; Giusti (35’ st Ciccanti), Carano (15’ st Paoltroni), Nanapere, D’Angelo, Ferro, Fiumanò, Pierfederici (33’ stDi Francesco), Vecchio, Cocino, Pesaresi (46’ st Morichetta). A disp.: Mezzelani, Mehmedi, Gori. All.: Pagliari.
ARBITRO: Tommaso Cifra di Latina (Scellato di Prato e Particelli di Carrara).
RETE: st. 50’ Cocino (R).
NOTE: espulso al 65’ Colarelli per fallo da ultimo uomo. Ammoniti Marsico, Mercuri, Pierfederici, Cocino. Recupero: 6’ (1+5).
Il big match valevole per la diciottesima giornata del Girone B di Promozione vede affrontarsi Aurora Treia e Settempeda.
I cucinieri cercano i tre punti per rispondere alla diretta inseguitrice Atletico Azzurra Colli. Mister Ricci schiera il neo acquisto Palladini dal primo minuto e si affida al tridente offensivo composto da Borrelli, Mazzoni e Chornopyshchuk.
La Settempeda parte subito con tre under dall’inizio presentando una formazione molto equilibrata.
La prima frazione di gara si apre con un buon ritmo tenuto da entrambe le compagini.
La Settempeda prova a fare la partita impegnando Testa con un tiro preciso dopo pochi secondi.
I padroni di casa passano in vantaggio al primo vero affondo: al 20’, Guzzini dà inizio al contropiede, serve Chornopyshchuk piazzato sulla destra che si accentra e calcia.
Il tiro-cross insidioso sbatte sul viso di Guzzini che trova la deviazione valevole per l’1-0.
I settempedani non si scompongono e ricominciano a giocare alla ricerca del pari. Poco dopo aver superato la mezz’ora, Tulli viene lanciato a rete ma non riesce a concretizzare.
Il raddoppio si concretizza al 35’: Mazzoni indossa ancora la veste dell’uomo assist mettendo un cross basso al centro dell’area ospite per Borrelli che imbuca dopo essersi inserito alla perfezione.
Gli ospiti reagiscono nuovamente ed accorciano le distanze poco dopo. Al 39’, la Settempeda imbastisce un’ottima azione con Brandi che pesca Russo, bravissimo a finalizzare un cross telecomandato.
Le due squadre vanno al riposo con il risultato in bilico.
La ripresa si apre con la Settempeda decisa a venire in avanti alla ricerca del pari. Russo impegna subito Testa con una conclusione centrale.
La compagine ospite prova a prendere le redini del gioco ma l’Aurora tira fuori la grinta e si riporta due lunghezze avanti.
Al 55’, Borrelli serve Cirrottola che sforna l’assist per Chornopyshchuk alla sua prima segnatura in campionato. Ovazione per l’idolo locale che aveva già trovato la via del goal in Coppa Italia.
Poco dopo Chornopyshchuk si ripete sull’assist di Borrelli ma questa volta l’esultanza viene interrotta dalla segnalazione dell’arbitro che annulla per fuorigioco.
La Settempeda prova a rimettere la partita in carreggiata con due battute su punizione di Russo che però non trovano fortuna. I treiesi sfiorano il poker nel finale con il subentrato Guglielmo ma la palla termina fuori.
L’Arbitro dichiara la fine delle ostilità al termine di quattro minuti di recupero.
Vittoria preziosa per l’Aurora Treia che vince la prima casalinga del 2026 e si riporta in vetta solitaria al Girone. Tre punti ottenuti grazie ad una prestazione autorevole di tutto il collettivo.
Esce a testa alta la Settempeda che resta ancorata a quota 29 punti al quinto posto in classifica.
AURORA TREIA: Testa, Gabrielli, Calamita, Alla, Orlietti, Bartolini, Palladini, Guzzini (54’ Cirrottola), Chornopyshchuk (75’ Ballanti), Borrelli (80’ Melchiorri), Mazzoni (80’ Guglielmo).
A disposizione: Giachetta, Dominino, Tavoni, Giuliodori, Seye. Allenatore: Simone Ricci.
SETTEMPEDA: Marchegiani, Brandi, Zappasodi, Eugeni (56’ Compagnucci), Perez (30’ Russo), Pagliari, Guermandi, Quadrini, Dolciotti (67’ Romoli), Borgiani (67’ Ammora), Tulli (78’ Monachesi).
A disposizione: Giulietti, Sfrappini, Meschini, Paciaroni. Allenatore: Gregory Pierantoni.
MARCATORI: Guzzini 21’, Borrelli 35’, Russo 39’, Chornopyshchuk 55’.
ARBITRO: Sergio Storoni – Sezione di Ascoli Piceno.
ASSISTENTI: Giacomo Caporaletti – Sezione di Macerata; Fabio Federici – Sezione di Macerata.
NOTE: ammoniti Palladini, Zappasodi, Quadrini e Compagnucci; angoli 3-2, recuperi 1’-4’, presenti circa 400 spettatori al “Leonardo Capponi” di Treia.
La Civitanovese espugna il Giovanni Paolo II di Matelica e torna a casa con tre punti pesantissimi nella corsa salvezza. Finisce 2-1 per i rossoblù grazie alle reti di Romero e De Arriba, mentre ai padroni di casa non basta il gol dell’ex Tittarelli, protagonista anche dell’episodio più discusso del match con una seconda rete annullata che ha scatenato vibranti proteste. Un successo che permette alla squadra di Daniele Marinelli di accorciare il distacco dalla zona salvezza.
In una serata caratterizzata da temperature rigide e da un vento leggero che rende ancora più difficile il gioco, la Civitanovese si presenta con alcune novità nell’undici iniziale, dove trovano spazio Nacciarriti, D’Ancora e De Arriba, quest’ultimo confermato dopo la gara con la Fermana. In difesa Martiarena fa coppia con Romero, mentre resta fuori dai convocati Cahais. A centrocampo è arrivato in settimana il transfer dall’Argentina per il giovane Franco Barone, mentre si attendono novità per Felipe Gorla. Marinelli deve rinunciare a Calvet, rientra Pompili e saluta definitivamente il gruppo Handzic. Il Matelica, invece, può schierare una formazione quasi tipo dopo settimane di emergenza.
Il fischio d’inizio arriva con qualche minuto di ritardo per un problema alla rete della porta difesa da Ginestra. La posta in palio è altissima e l’avvio è prudente. La prima vera occasione arriva al quarto d’ora con De Arriba, che controlla bene in area ma conclude di poco a lato. Poco dopo Pedrini reclama un rigore, mentre sul fronte opposto Franco calcia fuori dal limite. Nel finale di primo tempo la gara si accende: al 39’ una palla persa da Nacciarriti mette in apprensione la retroguardia rossoblù, ma il colpo di testa di Tittarelli non trova lo specchio. Un minuto dopo Franco sfiora la traversa, quindi è il Matelica a ripartire con D’Errico, il cui tiro termina fuori di poco.
Il momento decisivo arriva al 43’: calcio d’angolo di Visciano, Ginestra compie un miracolo sul tocco ravvicinato di D’Ancora, ma sulla ribattuta Romero è il più rapido di tutti e deposita in rete lo 0-1 che manda la Civitanovese avanti all’intervallo.
Il Matelica prova a cambiare passo nella ripresa e spinge alla ricerca del pari. Al 60’ D’Errico sfiora l’1-1 con una bella iniziativa sulla sinistra. Pochi minuti dopo arriva l’occasione che potrebbe riaprire il match: Nicola Mengani trova il pallone sul secondo palo ma da due passi manca incredibilmente lo specchio a porta sguarnita. Sul ribaltamento di fronte la Civitanovese colpisce ancora: Franco serve De Arriba sulla destra, l’attaccante supera Ginestra con un rasoterra preciso che si infila nell’angolino lontano per lo 0-2.
I rossoblù arretrano il baricentro e al 74’ subiscono il ritorno dei padroni di casa. Tittarelli anticipa tutti sul primo palo e di testa batte Servalli, riaprendo la gara sull’1-2. Il Matelica ci crede e all’83’ l’ex attaccante cingolano segna ancora di testa, ma l’arbitro annulla su segnalazione dell’assistente per un fallo in attacco, tra le proteste furibonde del pubblico di casa. Nel finale i biancorossi si riversano in avanti, con Ginestra che sale fino in area avversaria, mentre la Civitanovese spreca in contropiede prima con Lorenzoni e poi con Piccinin, fermato da un intervento in corner su pallonetto a porta vuota.
Al triplice fischio è boccata d’ossigeno per la Civitanovese, che rilancia le proprie ambizioni salvezza, mentre il Matelica mastica amaro e resta invischiato in piena zona playout.
Tabellino
RETE – 43’ Romero (C), 65’ De Arriba Galdo (C), 74’ Tittarelli (M)
MATELICA – Ginestra, Montella (86’ Pecci), Bucari, Lapi (80’ Carsetti), Marino, Mengani N., Mengani E. (54’ Antonioni), Tomas Caleir, Tittarelli, D’Errico (71’ Bonvin), Pedrini. All. Scandurra – A disp. Falzetti, Pazzelli, Uncini, Sfasciabasti, Merli.
CIVITANOVESE - Servalli, Lorenzoni, Baiocco (87’ Marietti), Visciano, Martiarena, Romero, Nacciarriti (54’ Candia), D’Ancora, De Arriba (84’ De Oliveira), Franco (71’ Piccinin), Malaccari (62’ Pompili Pagliari). All. Marinelli D. – A disp. Massenz, Bartolocci, Barone, Cancellieri.
ARBITRO - Ballarò di Pesaro (assistenti: Persichini di Macerata, Buttafuoco di San Benedetto del Tronto)
NOTE – recupero: 1’ + 5’; ammoniti: Nacciarriti (C), Franco (C), Pompili Pagliari (C)
Il Montefano conquista tre punti pesanti superando per 2-0 il Chiesanuova al termine di una gara intensa, condizionata fin dai primi minuti dall’episodio che ha indirizzato il match. Dopo una lunga fase di equilibrio e diverse occasioni da entrambe le parti, i viola trovano il successo nel finale grazie alle reti di Ferretti e Bonacci.
La partita si mette subito in salita per il Chiesanuova: al 2’ Monaco viene espulso per fallo da ultimo uomo su Stampella lanciato a rete, lasciando i biancorossi in dieci uomini per quasi tutta la gara. Sulla punizione conseguente Ferretti cerca subito il colpo a girare sopra la barriera, ma Fatone è attento e devia in angolo. Il Montefano prova a sfruttare la superiorità numerica con un buon giro palla e al 13’ va vicino al vantaggio con Bernardi, che raccoglie un cross arretrato dalla sinistra ma calcia alto in corsa. Al 17’ è Straccio a rendersi pericoloso di testa sul secondo palo, con la difesa ospite che salva davanti al portiere.
Nonostante l’uomo in meno, il Chiesanuova non rinuncia a giocare e costruisce le sue occasioni. Al 28’ Mongiello calcia al volo su punizione dalle retrovie, sfiorando la traversa. Due minuti dopo Papa trova spazio per un diagonale potente sul primo palo, ma Talozzi risponde con un grande intervento in angolo. Al 34’ è ancora il portiere viola protagonista, deviando in corner una punizione laterale insidiosa di Di Matteo. Nel finale di primo tempo il Montefano torna a farsi vedere con Rosolani che scarica per Bernardi, il cui tiro con il piede debole termina alto da buona posizione. Si va al riposo sullo 0-0.
Nella ripresa il Montefano aumenta la pressione, mentre il Chiesanuova si compatta e prova a ripartire. La svolta arriva al 79’: cross dalla sinistra di Castignani, sponda aerea di Bonacci e sul secondo palo Ferretti si fa trovare pronto, insaccando di testa l’1-0. Cinque minuti più tardi i padroni di casa chiudono i conti: lancio in area per Bonacci che taglia in diagonale e con un destro raffinato scavalca Fatone, firmando il definitivo 2-0.
Il Montefano porta a casa una vittoria meritata, costruita con pazienza e concretezza soprattutto nella parte finale della gara, mentre il Chiesanuova, pur penalizzato dall’espulsione lampo, esce dal campo dopo aver lottato con ordine e carattere.
MONTEFANO: Talozzi, Martedì, Bernardi, Straccio, Rosolani, Galeotti (46’ Castigani), Ferretti, Bambozzi, Stampella (80’ Fossi), Palmucci (57’ Strupsceki), Nardacchione (46’ Cornero, 66’ Bonacci).
A disp: Strappini, Angelucci, Camilloni, D’Angelo, Bonacci.
All: Lorenzo Bilò
CHIESANUOVA: Fatone, Parioli, Sopranzetti, Monaco, Hernandez, Busato (91’ D’Alesio), Borgia (51’ Lucarini), Tanoni, Papa (70’ Pasqui), Mongiello, Di Matteo (86’ Mosquera).
A disp: Zanotti, Ciottilli, Bambozzi, Capone, Negro.
All: Gastone Mariotti
Arbitro: Uncini di Jesi (Beldomenico e Skura di Jesi).
Reti: 79’ Ferretti, 84’ Bonacci
Ammoniti: Palmucci
Espulsi: Monaco
Angoli: 11 - 3
Recupero: 2’ + 5’
La Maceratese esce dal Bonci con un buon punto, al termine di una partita combattuta e sporca, giocata su un terreno pesante che ha permesso poco fraseggio lasciando spazio ai duelli. Un’occasionissima per parte: quella di Casolla nel Fossombrone salvata da Morganti sulla linea e quella di Gagliardi lanciato solo a rete che però non è riuscito a scavalcare Bianchini con lo scavetto. Ne esce fuori un pareggio a reti bianche che permette ad entrambe le squadre di muovere la classifica.
La Maceratese a caccia di punti nel nuovo anno fa visita al Fossombrone per la 20ª giornata del girone F di Serie D. Metaurensi sulle ali dell’entusiasmo, reduci da tre successi consecutivi e a quota 29 punti in classifica. Biancorossi a quota 23, che devono invece riscattare i due ko contro Vigor Senigallia e Ostiamare con cui si è aperto il 2026.
Ciattaglia e Arbusti non al meglio per problemi muscolari si accomodano inizialmente in panchina, così come Lucero, alle prese con l’influenza nelle ultime ore. Sul fronte under Possanzini sceglie Perini e Marchegiani in difesa e riconferma Papa in avanti. In porta c’è Gagliardini, con Morganti e Siniega centrali. Giuliodori si affida invece alla coppia d’attacco Casella-Torri.
Campo pesante sul quale è difficile giocare la palla. Pronti via e la Maceratese va subito a scaldare i guanti di Bianchini con un mancino da fuori di Perini. I padroni di casa rispondono con un cross pericoloso dalla destra sul quale non arrivano né Torri né Casolla. Quest’ultimo al quarto d’ora si costruisce un’occasione ma da posizione defilata calcia alto sopra la traversa. Si lotta in mezzo al campo, con molti contrasti duri e un gioco molto spezzettato, con la squadra di Giuliodori che rimedia ben tre ammonizioni (Di Paoli, Conti e Imbriola). La Rata torna a farsi vedere in avanti al 27’ con un bello spunto di Papa sulla destra: il giovane esterno lascia sul posto un avversario e va al cross basso in area sul quale però non arriva Osorio a chiudere sul secondo palo. Al 32’ altra buona occasione per la Maceratese, con Sabattini che però non riesce a concludere dal limite dell’area. Le squadre vanno a riposo sullo 0-0.
Nella ripresa subito una buona occasione per Osorio, che servito in area calcia addosso a un avversario da buona posizione. Nonostante lo spavento il Fossombrone si ricompone e costruisce tre buone palle gol. Conti, servito bene a rimorchio da un compagno, calcia alto. Al 14’ Casolla impatta di testa in tuffo dagli sviluppi di calcio piazzato ma Gagliardini blocca a terra con sicurezza. Al 23’ Mancini da corner di testa non riesce a schiacciare. Nel mezzo Maceratese pericolosa ancora una volta con un’iniziativa personale di Osorio.
Al 26’ l’occasione più ghiotta per il Fossombrone: Casolla scatta sul filo del fuorigioco, salta l’uscita di Gagliardini e calcia a botta sicura ma trova il salvataggio miracoloso di Morganti sulla linea di porta. Nella Maceratese dentro anche Marras, che al 43’ ci prova da calcio di punizione ma trova la pronta risposta di Bianchini in tuffo. Le squadre si allungano e nel recupero la Maceratese ha il matchpoint, con Gagliardi lanciato a campo aperto che arriva davanti a Bianchini: l’ex Ascoli tenta lo scavetto ma il portiere avversario non si fa superare e salva. Finisce 0-0.
A Fossombrone la Maceratese trova un buon punto, il primo del suo 2026, conquistato su un campo difficile contro una squadra rocciosa e organizzata. Biancorossi che salgono a quota 24 in classifica, portandosi a +5 sulla zona playout, visto il blitz della Recanatese sul campo del Termoli.
TABELLINO
Fossombrone-Maceratese
Fossombrone (4-3-1-2): Bianchini; Mancini, Kljaic, Imbriola, Fabbri (dal 34’ st Valmori); Bucchi, Conti (Dal 43’ st Masawoud), Ghinelli; Di Paoli (Arcangeli 23’ st); Casolla (dal 28’ st Kyeremateng), Torri (dal 34’ Sane). A disposizione: Ubertini, Dolce, Arcangeli, Valmori, Masawoud, Isidori, Sanè, Kyeremateng. Allenatore: Marco Giuliodori
Maceratese (4-3-3): Gagliardini; Perini, Morganti (Dal 40’ Mastrippolito), Siniega, Marchegiani; Sabattini, De Angelis, Ruani (dal 33. st Marras); Papa, Cirulli (dal 16’ st Gagliardi), Osorio. A disposizione: Cusin, Lucero, Vallorani, Nasic, Sciarra, Arbusti, Lorenzi, Ambrogi, Mastrippolito, Marras, Gagliardi. Allenatore: Matteo Possanzini
Arbitro: Giuseppe Merlino di Pontedera
note: Espulso nel finale Imbriola per doppia ammonizione nel Fossombrone
Il Tolentino conferma l'allergia alle squadre della provincia di Pesaro. L'Urbino fa festa al "Della Vittoria" e costringe i cremisi alla terza sconfitta in altrettante partite disputate nel 2026 contro formazioni del Montefeltro. I gialloblù battono per 1-0 i ragazzi di Passarini nella cruciale sfida valevole per la terza giornata di ritorno del serrato campionato di Eccellenza 2025/2026. Ad andare a segno è stato Pedinelli al 4' di gioco. Con questi tre punti gli ospiti scavalcano il Tolentino in classifica e lo fanno sprofondare alle soglie della zona play-out.
LE FORMAZIONI - Passarini fa debuttare tra i pali il classe 2003 Roberto, che prenderà il posto sino a fine stagione di Marricchi, le cui incertezze hanno inciso notevolmente nel bottino di punti accumulato in classifica. In difesa conferma per l'under Fontana (classe '09), mentre in avanti torna dal primo minuto la coppia gol Moscati-Lovotti, alle cui spalle si posiziona Garcia e non Capezzani. Ospiti in assetto tipo con la coppia Fiorani-Altobello a fare da spauracchio, in quanto tra le più prolifiche dell'intera categoria.
LA CRONACA - I primi minuti di gioco si vivono in un clima surreale, con la contestazione della gradinata Pallorito, che entra allo stadio soltanto al 15'. Nel frattempo il risultato, però, è già cambiato.
Al 4' l'Urbino passa in vantaggio. Dormita colossale della difesa di Passarini sul primo corner del match: Pedinelli colpisce indisturbato di testa a due passi da Roberto (incerto nell'uscita) su sponda di Fiorani, anch'esso libero da marcature.
La retroguardia di Passarini appare ancora traumatizzata dai quattro gol subito sette giorni fa. Al 15' un altro svarione apre la via dell'area di rigore a Palazzi, ma il suo cross non trova deviazioni vincenti. La partita è tutt'altro che spettacolare, si gioca a ritmi assai bassi.
Al 21' Giandomenico si fa scippare da Tamagnini, che allarga per Palazzi. Il numero 10 urbinate è bravo a pescare Fiorani a tu per tu con Roberto, ma l'attaccante cicca in malo modo il tiro favorendo la parata del portiere locale. Primo squillo cremisi al 29' con Garcia, bravo a liberarsi per il tiro dal limite, ma impreciso nella conclusione.
Al 35' la stilettata di Alberione non inquadra lo specchio. Gli animi si accendono con il passare dei minuti con il direttore di gara che appare in difficoltà nel gestire il nervosismo dei 22 in campo. Tantissimi i momenti morti della partita, con gli ospiti che approfittano di ogni fallo per guadagnare tempo, visto il vantaggio acquisito. All'intervallo l'Urbino è avanti 0-1.
SECONDO TEMPO - Al rientro dagli spogliatoi il Tolentino appare sempre troppo remissivo. Morelli al 52' impegna Roberto, bravo a bloccare la sfera in presa. Passarini, quindi, attinge dalla panchina: al 55' entrano Capezzani e Diouane.
Una sterzata, seppur flebile, si nota. Al 57', sullo scarico sporco di Moscati, Garcia tenta il diagonale, ben deviato in angolo da Bagli. Due minuti più tardi ancora Tolentino in attacco, ma Tortelli spreca da ottima posizione calciando altissimo.
L'Urbino è di nuovo pericoloso da corner al 61, ma Fiorani non riesce a ribadire a rete dopo un'uscita sballata di Roberto. I padroni di casa non sanno reagire e, per oltre venti minuti, non costruiscono azioni da gol.
L'unica guizzo arriva all'86' con il colpo di testa senza pretese di Nunes De Melo. Sempre di testa ci prova Strano all'87', ma il tentativo è troppo centrale. Null'altro accade nei cinque minuti di recupero. La squadra cremisi offre la peggior versione di sé e, al triplice fischio, si espone alla dura contestazione della Pallorito.
Tabellino Tolentino -Urbino 0-1
TOLENTINO: Roberto, Tizi (87' Rotondo), Strano, Fontana, Alberione (55' Diouane), Rozzi (55' Capezzani), Giandomenico, Tortelli, Garcia (75' Nunes De Melo), Lovotti, Moscati. All. Passarini
URBINO: Bagli, Pedinelli, Bellucci, De Sanctis (70' Fraternali), Riggioni, Tamagnini (87' Nisi), Cusimano, Morelli, Fiorani (75' Eco), Palazzi (64' Natale), Altobello. All. Mariani
Arbitro: Nicola Denti di Pesaro Assistenti: Simone Tidei di Fermo ed Eriseld Nazeraj di Fermo
Reti: 4' Pedinelli (U) ammoniti: Tortelli, Rozzi, Fiorani, Alberione, Palazzi, Bagli, Strano, Morelli, Capezzani; espulsi: nessuno; corner 4-3; recupero: 3' e 5'.
Non è stata indolore la sconfitta interna (1-3) subìta dall’Audax Settempedana per mano dell’Eroica Santangelo. La dirigenza granata, infatti, ha deciso il cambio in panca «per imprimere la classica sterzata ad una stagione che stava cominciando a divenire anonima, mentre il nostro obiettivo deve comunque prevedere il tentativo di raggiungere la zona play-off».
Nel ringraziare mister Fabio Quagliuzzi «per l’impegno e l’abnegazione dimostrati in ogni occasione, augurando al tecnico settempedano il meglio per i suoi futuri impegni professionali, diamo il benvenuto a Michele Palazzi». Nome di spessore per la sua lunga militanza come talentuoso centrocampista in blasonate società del territorio, in primis SS Maceratese e US Tolentino, e già tecnico del Serralta in 3^ Categoria, «ci auguriamo che Palazzi possa infondere nei ragazzi la dovuta spinta per mettere nel mirino le prime piazze del girone E di 3^ Categoria».
Il coordinamento di centrosinistra interviene duramente nel dibattito politico di Civitanova Marche, prendendo posizione sulla possibile ricandidatura di Troiani alla Presidenza del Consiglio comunale dopo la sfiducia.
“L’ipotesi surreale e sfrontata della eventuale ricandidatura di Troiani alla Presidenza del Consiglio comunale di Civitanova, dopo che il Consiglio stesso lo ha sfiduciato esprimendo il sentimento e la volontà di gran parte della cittadinanza, è la prova che la politica delle poltrone e del mantenimento del potere a tutti i costi si sta aggravando nell’ambito del centro-destra. Già il sindaco Ciarapica, confermando di non avere né la saggezza del buon amministratore né il senso del limite, aveva provato in una intervista a insistere su questa strada. Ma ora preoccupa che a ventilare questo sfregio alla volontà di Civitanova sia il Presidente del Consiglio Regionale, Gianluca Pasqui (Forza Italia), mostrando così di intendere il ruolo del governo nelle istituzioni non come servizio, ma come predominio senza riguardo per i cittadini, per l’autonomia dei Consigli Comunali e per i livelli minimi dell’etica pubblica”.
Il coordinamento del centrosinistra mette l’accento sui temi centrali della vicenda politica di Civitanova Marche, dalla sfiducia a Troiani alla crisi del centro-destra, fino al ruolo delle istituzioni e al rispetto della volontà dei cittadini, richiamando la necessità di una Presidenza del Consiglio comunale credibile e imparziale.
“Pasqui si illude di risolvere tutto con una nuova votazione, con un centro-destra radicalmente diviso che per magia dovrebbe ricompattarsi. In tal modo, tra l’altro, si metterebbe in una luce ancora peggiore lo stesso Troiani, che dopo lo smacco subìto, dovrebbe ricomparire come se nulla fosse, dimostrando un attaccamento senza ritegno alla poltrona.Si conferma così che in questa parte dello schieramento politico prevale quella logica di potere che diventa prepotenza e che ha brillato soprattutto per il favore all'investimento selvaggio nell'urbanistica, senza nessun tipo di pianificazione. Il tutto a discapito della città e della maggioranza dei cittadini di ogni estrazione politica. Invece - e Pasqui se ne faccia una ragione - a Civitanova si è affermata la volontà trasversale agli schieramenti politici di avere finalmente una Presidenza del Consiglio comunale credibile, imparziale e adeguata a garantire democraticamente i lavori del Consiglio stesso”.
La stagione dell'automobilismo d'epoca nelle Marche si è aperta sotto il segno del fascino e della sfida tecnica con la diciannovesima edizione della "240 minuti sotto le stelle". L’evento, organizzato dal Caem/Lodovico Scarfiotti, ha assunto un valore speciale quest'anno poiché inaugura ufficialmente i festeggiamenti per il cinquantenario dalla fondazione del club.
Nonostante una nebbia fitta che ha avvolto i tratti collinari del percorso, rendendo estremamente complesso il lavoro dei cronometristi, cinquanta auto d'epoca hanno sfilato lungo i cento chilometri del tracciato, confermando la validità della manifestazione per il campionato nazionale Formula Crono Asi.
La competizione ha attirato specialisti da tutto il centro Italia e persino dal Lussemburgo, rappresentato da David Degering su una splendida Alfa Romeo Gt 1300 Junior del 1971.
Piazza della Libertà a Macerata è stata il fulcro della manifestazione, ospitando sia la partenza che l’arrivo dei partecipanti. Prima del via, i piloti e i navigatori hanno avuto l’occasione di visitare la Torre Civica e il suo orologio astronomico, un gioiello recentemente restaurato che ha aggiunto un tocco di cultura alla sfida sportiva.
Il percorso si è snodato attraverso sessanta prove di abilità suddivise in otto sezioni. Se a Fontescodella, al Villino di Treia e a Pollenza la visibilità è stata clemente, sono state le zone di San Lorenzo di Treia e Cingoli a mettere a dura prova i riflessi degli equipaggi, immersi in una coltre nebbiosa che ha reso epico l’impegno notturno.
Al briefing pre-gara sono intervenuti il consigliere del club Andrea Carnevali e il commissario delegato Asi Aldo Agata, mentre l'assessore allo sport e turismo Riccardo Sacchi ha sottolineato come questa formula di turismo lento sia vincente per valorizzare l'ospitalità e le tipicità del territorio maceratese.
La classifica assoluta ha visto primeggiare il settempedano Paolo Pieroni, che a bordo della sua A112 del 1978 ha scalato il gradino più alto del podio precedendo il molisano Daniele Corona su Lancia Fulvia Montecarlo e il livornese Roberto Ricci, anch'egli su A112.
Ottimi piazzamenti anche per il marchigiano Carlo Francesco Chiarolla di Muccia, giunto quarto, e per il perugino Nicola Alessandrelli, quinto su Fiat 1100-103. Nelle categorie speciali, Daniele Corona ha bissato il successo dello scorso anno nella classifica Young, così come ha fatto Loredana Bonfigli di Servigliano, che si è confermata regina della classifica femminile alla guida di un’Alfa Romeo Alfetta Gt.
La serata si è conclusa con una suggestiva cerimonia di premiazione presso il Teatro della Società Filarmonico-Drammatica, suggellando un inizio d'anno memorabile per lo storico club maceratese.
La nebbia, le nuvole e il clima rigido non hanno fermato una tradizione che si rinnova da oltre mezzo secolo. Come ogni anno, nella domenica successiva al 17 gennaio, piazza della Libertà è tornata a essere il cuore pulsante della celebrazione dedicata a Sant’Antonio Abate, protettore degli animali. Un appuntamento imperdibile per la comunità tolentinate e per tantissimi appassionati giunti da ogni parte delle Marche e persino dalla Toscana, che hanno portato nel centro storico una varietà incredibile di razze, colori e storie.
Ad aprire il corteo, conferendo un tono di particolare solennità all'evento, è stata la pattuglia a cavallo della Polizia di Stato proveniente da Firenze, giunta in città grazie alla sinergia con la Questura di Macerata. Alla manifestazione ha preso parte anche il Commissario Capo Emanuele Ciccarelli, dirigente dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura maceratese.
Accanto alle divise, hanno sfilato i cavalieri e le amazzoni dell’associazione "I Cavalleggeri" di Tolentino, storici organizzatori della kermesse, insieme a numerosi gruppi ippici tra cui "Passione Equestre", che ha esibito una pariglia di cavalli bianchi ungheresi reduci dai mondiali di attacchi, e il gruppo "ND Dressage" di Sant’Elpidio a Mare.
Tra i protagonisti a quattro zampe hanno rubato l'occhio esemplari di rara bellezza come Baxter, il campione assoluto degli stalloni murgesi proveniente dall'allevamento "Colle dei Lauri" di San Severino Marche, oltre a cavalli di razza spagnola, maremmana, frisona e del Catria. Ma la vera mascotte dell'edizione 2026 è stata ancora una volta il piccolo pony falabella "Jack Sparrow", caratteristico per i suoi occhi di diverso colore, montato dal giovanissimo Enea Mari.
Non solo cavalli: la piazza si è riempita di cani, gatti, criceti, pappagalli, tartarughe e persino pesci rossi, molti dei quali adornati con fiocchi rossi e cappottini per l'occasione. A impartire la benedizione a questa variegata moltitudine è stato Don Oscar Mwansa, mentre il sindaco Mauro Sclavi ha portato il saluto dell'amministrazione comunale, che ha sostenuto l'iniziativa insieme alla Pro Loco TCT e al fondamentale supporto logistico della Protezione Civile e della polizia locale.
L'evento ha visto anche la partecipazione del Gruppo storico "2° Cavalleggeri – Tolentino 815", che ha anticipato la propria presenza al prossimo carnevale napoleonico di Frosinone. Dietro il successo della giornata c'è il lavoro costante dell’Associazione Ippica Dilettantistica "I Cavalleggeri", presieduta da Giammario Paparoni.
Una realtà nata a cavallo tra gli anni novanta e il duemila che, oltre a promuovere l'equitazione e il trekking, porta in giro per l'Italia spettacoli di teatro equestre di grande impatto emozionale, mantenendo viva a Tolentino una delle ricorrenze più care alla memoria popolare.
La cronaca dell’ultimo periodo ci consegnano tragedie come quella di Crans Montana in Svizzera dove tanti giovani sono morti e tanti lottano con le loro ferite per un evidente sfruttamento della loro vitalità e voglia di vivere. In due scuole ieri ed oggi ragazzi sono stati accoltellati da coetanei ed uno è morto. Sono episodi che inducono a riproporre nostre analisi già evidenziate in questa rubrica (repetita iuvant…).
L’argomento è serio, serissimo. Le cronache giornaliere ci consegnano episodi di estrema gravità che riguardano i comportamenti dei giovani ed anche giovanissimi. Ci siamo occupati nelle pagine precedenti della popolazione anziana e del suo incremento con i conseguenti problemi di organizzazione sociale e tutela della salute.
La popolazione giovane merita altrettanta attenzione, i giovani sono la parte più viva della società, sono il futuro, sono la parte più bella, dovrebbero essere la parte più sana.
Nelle nazioni occidentali ed in particolare in Italia il numero dei giovani in percentuale sta decrescendo in conseguenza del calo della natalità che ha colpito le società più industrializzate risentendo di una crisi soprattutto di organizzazione sociale ed economica prima strisciante e poi divenuta, in certi ambiti, dirompente.
Possiamo considerare come gioventù quel periodo che va dall’adolescenza fino alla prima maturità, dai 13 ai 30 anni circa. Le generazioni che intercorrono tra questi due limiti di tempo sono incappate forse nel periodo peggiore dal dopoguerra.
Il modello di sviluppo economico si è basato sul consumismo e nel secolo scorso ha contribuito alla crescita di società evolute rapidamente in tutti i loro aspetti. La tecnologia ha fatto passi rapidi e da gigante invadendo la vita di ognuno di noi, dalla comunicazione all’educazione, dall’alimentazione alla gestione del tempo libero, fino alla tutela della salute.
Un fenomeno gigantesco che ha contribuito a dare opportunità di visibilità e parola a tutti, ha creato un’inedita ed evoluta società moderna. Anche nel periodo migliore, almeno in Italia, quando la tecnologia non era così invasiva, qualche punto nero nello splendore di un benessere generale in espansione però si intravedeva, ma era inghiottito dall’ebbrezza e dall’eccitazione per la possibilità di avere sempre di più.
Il culto quasi smisurato del denaro era evidente che stava fiaccando il valore della cultura, della morale, della tutela dell’ambiente, dei valori legati ad una società arcaica e spesso contadina che aveva sempre tutelato la famiglia e l’educazione dei più giovani.
Le speculazioni edilizie con immane deturpamento ambientale, le speculazioni finanziarie con la concentrazione di grandi ricchezze nelle mani di pochi a scapito dei tanti che la ricchezza l’avevano prodotta, i mercati del vizio, per esempio droga e prostituzione, sembravano tutti mali minori, quasi fisiologici, uno scotto da pagare per l’acquisizione del benessere generalizzato.
Le droghe meritano un momento di riflessione perché per i giovani hanno rappresentato e rappresentano ancora un pericolo enorme. Per una parte rilevante di loro la droga ha deteriorato la vita, spesso l’ha distrutta economicamente, intellettualmente e fisicamente e non solo la loro, ma anche quella delle persone più vicine.
Se si parla di salute la tossicodipendenza ha determinato e determina gravi conseguenze neurologiche e psichiatriche, il deperimento fisico, la difficoltà di studiare o lavorare, poi la possibilità di contrarre infezioni come epatiti, AIDS, un calvario senza fine che ha annientato, e continua a farlo, milioni di giovani, peggio di una guerra.
Tutto questo è potuto succedere grazie all’avidità smisurata di organizzazioni criminali che hanno iniettato nella società un “virus” devastante proprio per colpire e sfruttare i giovani.
Un altro buco nero tollerato è stata la deliberata distruzione dell’ambiente con un’immane opera di cementificazione ed inquinamento che ha letteralmente stravolto l’equilibrio tra gli elementi e le forze della natura. Di questo scempio ogni giorno ne vediamo le conseguenze.
Per restare ai punti neri che poi sono diventati delle vere e proprie macchie, un altro problema della nostra società opulenta è quello dell’alimentazione scorretta ed eccessiva.
La fame atavica dei nostri nonni e dei nostri padri ha generato per reazione, assumendo come forma di riscatto sociale, il consumo di un’enorme quantità di alimenti non necessari ed il conseguente rischio rappresentato soprattutto per i giovani dall’obesità.
L’obesità giovanile, se non si corre presto ai ripari, mina la salute per tutta la vita. È anche evidente che il modello economico e politico basato sull’espansione dei consumi doveva prima o poi entrare in crisi.
Quando si ha a disposizione tutto quello che viene proposto, il meccanismo del ricambio dei beni acquisiti è più lento di quello che propone la novità e vengono a cadere una dopo l’altra le certezze, in più con il peso e il pericolo delle contraddizioni del sistema; il lavoro innanzi tutto, ma anche la scuola, la tutela della salute, il concetto di famiglia, la ricerca di una prospettiva di futuro hanno subito e stanno ancora subendo un appannamento rovinoso.
Il disorientamento anche dei migliori è palpabile e drammatico, figurarsi quello di coloro che restano più indietro. La tendenza è quella di rinchiudersi in una solitudine che illude di frequentare tutto il mondo attraverso lo schermo di uno smartphone e le innumerevoli proposte di ogni tipo e valore che in esso appaiono.
Le famiglie cercano in qualche modo di arginare i danni, di difendere i loro giovani, ma fino a quando e in che modo lo possono fare? Oltretutto in periodi come questo i mercati del crimine e del vizio che propongono soluzioni compensative al disagio non arretrano, anzi si espandono ed offrono prodotti sempre nuovi ed appetibili.
Le droghe, l’alcool, gli “sballi” vari penetrano sempre più in una popolazione giovanile che comincia ad evidenziare le caratteristiche di uno stato di deriva.
Tutto questo è un aspetto importante della salute con il rischio, speriamo solo teorico, che il grande aumento di aspettativa di vita rilevato nelle generazioni che erano giovani durante la guerra arretri ed evidenzi problematiche di salute nuove, frequenti e gravi.
È della cronaca attuale la morte di tanti giovanissimi in un luogo di divertimento per il Capodanno a Crans-Montana in Svizzera. Proprio ieri ed oggi notizie di cronaca di ragazzi che si accoltellano a scuola, a La Spezia l’epilogo è stato tragico con la morte di un diciottenne.
Ne parliamo con la Dottoressa Maria Stella Andreozzi, psicologa clinica che si occupa tutti i giorni di questi problemi con gli studi e confrontandosi con esempi reali. Cosa dire?
Dott.ssa Andreozzi quali sono le cause dell'evidente disagio giovanile attuale?
"In un mondo in continua e veloce trasformazione ai giovani di oggi è richiesto un costante e faticoso adattamento. Per spiegare questo disagio non si può non parlare dell’utilizzo che i giovani fanno dei social: una vera e propria sostituzione del mondo reale con quello virtuale, sottovalutandone le implicazioni. I giovani sembrano molto suscettibili all’illusione della facilità del successo e alla demonizzazione del fallimento.
Forte è la paura di non essere all’altezza delle aspettative sociali e di non riuscire a reggere questo peso. Se da una parte ciò può degenerare in una corsa alla perfezione per non sentirsi inadeguati, dall’altra può determinare una ridotta esposizione personale a situazioni o contesti che possano generare emozioni spiacevoli e frustrazione. In entrambe le situazioni i giovani si sottraggono alla possibilità di far ‘'palestra di emozioni che possono essere vissute negativamente, ma che sono estremamente utili nel nostro vivere quotidiano, come la vergogna e la paura'".
Quali sono le problematiche più frequenti che lei rileva nei giovani?
"Tra le difficoltà più frequenti troviamo appunto l’utilizzo inappropriato delle nuove tecnologie, disturbi d’ansia e depressivi, dipendenze da sostanze psicoattive, problematiche alimentari e ritiro sociale. Si configurano come vere e proprie strategie per far fronte al disagio emozionale che i giovani vivono.
Ci sono rimedi che lei potrebbe suggerire?
"La presa di consapevolezza di un disagio è il primo passo. Qualora si senta il bisogno di aiuto più strutturato, è fondamentale rivolgersi a professionisti della salute mentale. Ricordiamo che l’educazione parte da piccoli, a casa, e l’azione preventiva ha un grande valore protettivo".
Può un mondo iperconnesso dare il giusto valore alla dimensione della solitudine, spesso invasa dal caos digitale? L’essere umano, per sua natura, è portato a colmare il silenzio con parole, social o messaggi. Ci si illude che una connessione continua possa placare la sensazione di vuoto che la solitudine può causare, quando in realtà non fa altro che amplificare il disagio.
Capita, poi, che nel corso della vita, si presenti quel frangente, per cui si senta il bisogno di spegnere tutto per scegliere un ritiro volontario. Si esce dal rumore, alla ricerca di un silenzio fertile che ci possa svelare la nostra voce interiore, non influenzata o soffocata da interferenze esterne. Si apre, così, uno spazio dove ascoltare bisogni, paure, desideri e dove far germogliare la creatività.
E’ il momento dell’incontro con noi stessi: con le nostre fragilità, ma anche con risorse inaspettate. Conoscere le proprie ombre genera una nuova consapevolezza, fa emergere forze nascoste, ignorate nel frastuono quotidiano. Nasce un’ esigenza di pulizia: si desidera eliminare abitudini, legami e ruoli che non ci appartengono più, per abbracciare una versionerinnovata di noi stessi ed una vita più allineata con i nostri valori.
Nel silenzio comprendiamo le dinamiche tossiche che ci logorano, impariamo a recidere rapporti non più sani e a coltivare relazioni con persone più affini a noi, basate sul rispetto. Dal dialogo con se stessi nasce quella coscienza che aiuta a riconoscere anime affini che risuonano in armonia con noi.
Regalarsi del tempo, significa liberarsi dal bisogno di conferme esterne e acquisire quella lucidità per selezionare quei vincoli che ci donano leggerezza ed evoluzione. Il vero incontro con gli altri non nasce dal rumore delle piazze ma inizia dalla nostra capacità di vivere appieno la solitudine.
Non barattiamo più il nostro tempo con conversazioni superficiali, tollerate con chiunque pur di non stare soli. Tanto più ti senti centrato nella tua essenza, tanto meno accogli persone con cui devi continuamente chiarirti, difenderti o adattarti. Preferisci, invece, ritirarti e libero dal rumore esterno, attrai incontri autentici.
C’è presenza pura senza controllo, né maschere. Bastare a se stessi significa non dipendere dagli altri per mantenere il proprio equilibrio interiore o il benessere quotidiano. Non cerchi conferme esterne per sentirti completo. Quest’autonomia ti svincola da ogni dinamica di bisogno.
Scegli le persone con cui condividere il tuo tempo, spinto da desiderio e non più da una necessità per riempire un vuoto emotivo. All’inizio i silenzi possono apparire difficili, ostacoli insormontabili, ma poi, col tempo, diventeranno la forza su cui si reggerà una personalità calma e radicata.