Venerdì scorso le classi 3D, 5D e 3M indirizzo SIA dell’ITE “Gentili” hanno partecipato a una stimolante mattinata prima presso l’Università di Camerino, con visita al Dipartimento di Informatica e un approfondimento sulla tecnologia della blockchain, per poi proseguire l’uscita presso l’azienda Poltrona Frau di Tolentino. L’iniziativa, organizzata grazie ai referenti Andrea Morichetta per UNICAM ed Eleonora Vissani per Poltrona Frau, ha permesso agli studenti di coniugare concetti accademici e realtà aziendali concrete.
La mattinata si è aperta con l’accoglienza presso il Dipartimento di Informatica dell’Università di Camerino, dove le studentesse e gli studenti hanno potuto scoprire da vicino strutture, laboratori e il percorso formativo del corso di laurea in Informatica e tecnologie digitali. È stata una preziosa occasione per comprendere meglio come si forma un professionista dell’informatica e quali prospettive offre il mondo accademico.
Successivamente, le classi hanno partecipato a una lezione esperienziale sul tema “Blockchain: dai primi Bitcoin alla fiducia digitale”. In questo intervento, è stata ripercorsa la storia di Bitcoin e delle criptovalute, per poi esplorare il concetto di tecnologia blockchain come registro digitale distribuito e immutabile, potenzialmente applicabile non solo alla finanza ma anche alla tracciabilità, allasicurezza dei dati e alla fiducia digitale nelle interazioni tra soggetti diversi.
Il gruppo ha poi raggiunto Tolentino per visitare l’azienda Poltrona Frau, eccellenza italiana nel settore dell’arredamento di alta gamma. Fondata nel 1912 a Torino da Renzo Frau e trasferitasi a Tolentino nei primi anni ’60, l’azienda si è affermata nel mondo per la qualità dei suoi prodotti, l’artigianalità e l’attenzione al design Made in Italy.
Durante il percorso guidato da Eleonora Vissani, le studentesse e gli studenti hanno conosciuto le tappe fondamentali della storia di Poltrona Frau, dai primi modelli prodotti ai riconoscimenti internazionali ottenuti come simbolo di eccellenza produttiva italiana. La visita ha toccato anche il Poltrona Frau Museum, spazio espositivo e di cultura d’impresa che racconta oltre un secolo di storia, design e artigianalità attraverso i materiali, le tecniche di lavorazione e i prodotti iconici.
Uno dei focus dell’incontro è stato il modo in cui un marchio storico come Poltrona Frau comunica i suoi valori: attraverso storytelling, qualità artigianale, presenza internazionale e coerenza tra tradizione e innovazione.
Le alunne e gli alunni hanno, inoltre, potuto osservare come la qualità delle materie prime, particolarmente la pelle e i materiali utilizzati nei prodotti, venga monitorata con rigore e attenzione, e come i processi produttivi impieghino tecnologie informatiche e sistemi di controllo avanzati per garantire standard elevati di prodotto.
Un altro tema rilevante affrontato è stato quello della sostenibilità e della riduzione degli scarti: l’azienda implementa progetti di raccolta differenziata e “Zero Waste” per ottimizzare la gestione dei materiali di scarto e promuovere un uso più responsabile delle risorse.
Questa uscita didattica ha offerto alle ragazze e ai ragazzi dell’ITE non soltanto una visione più concreta di quanto si studia in classe, ma anche la possibilità di collegare conoscenze tecnologiche e informatiche a contesti reali di produzione e impresa. Tra blockchain, design e strategie aziendali, tutti gli alunni hanno potuto sperimentare in prima persona come innovazione, qualità e sostenibilità si intrecciano nel mondo del lavoro.
L’evento, orchestrato dal Maestro Fabrizio Tarulli (Direttore Tecnico del Dojo Kyu Shin Karate) in sinergia con il Comitato Csen Marche e Macerata, ha registrato numeri imponenti: ben 24 società provenienti non solo dalle Marche, ma anche da Umbria, Abruzzo, Emilia Romagna e dalla Repubblica di San Marino.
Davanti a un pubblico gremito, circa 450 atleti si sono misurati in oltre 650 prove nelle diverse specialità, garantendo uno spettacolo tecnico di alto livello supportato da una squadra di 34 ufficiali di gara provenienti da tutto il Centro Italia.
A dominare la classifica generale per società è stata proprio la scuola di casa, il Dojo Kyu Shin Karate-Tarulli. La società, che opera a Tolentino, Porto Recanati e Ripe San Ginesio, ha schierato una "corazzata" di 62 atleti capaci di fare man bassa di medaglie. Il bottino finale parla di 86 podi complessivi (36 ori, 17 argenti e 33 bronzi), che hanno proiettato il club al 1° posto assoluto.
A seguire sul podio delle società:
Dojo Kyu Shin Karate-Tarulli (Macerata)
ASD Dynamic Sporting Club (Montecassiano - M° Roberto Carota)
ASD La Palestra Karate Morelli (Pedaso - M° Giuseppe Morelli)
ASD Wado Ryu Karate-Do (Ancona)
"Siamo estremamente soddisfatti per la perfetta riuscita dell’evento e per la disponibilità dell’Amministrazione Comunale," ha dichiarato il Maestro Fabrizio Tarulli. Al plauso si è unito il Presidente del Comitato Csen Macerata, Giuseppe Lambertucci, sottolineando come l’alto livello della partecipazione e i risultati ottenuti siano il frutto di un lungo e intenso lavoro tecnico.
Per gli atleti del Dojo Kyu Shin Karate non c'è tempo di riposare sugli allori. Il successo di Tolentino funge da trampolino di lancio per l'appuntamento più atteso della stagione: la Coppa Nazionale di Karate Csen, in programma il 25 e 26 aprile a Pescara, dove i karateka maceratesi cercheranno di confermarsi ai vertici italiani.
Tolentino si prepara a celebrare la Festa della Donna 2026 con un programma ricco e articolato, pensato per andare oltre l’8 marzo e raccontare la complessità dell’esperienza femminile attraverso arte, teatro e iniziative sociali. Il cartellone è stato presentato nel corso di una conferenza stampa dal Vicesindaco Alessia Pupo, dall’Assessore alle Politiche Sociali Benedetta Lancioni, da Alba Mosca, Presidente della Commissione consiliare Pari Opportunità, e da Solidea Vitali, Presidente della Consulta delle Donne, insieme ai rappresentanti delle associazioni che collaborano alla realizzazione degli eventi.
Il titolo scelto per la rassegna, “Non solo l’8 marzo”, sottolinea la volontà di creare un percorso continuativo di riflessione e sensibilizzazione sul ruolo delle donne e sulla prevenzione della violenza di genere, grazie a un lavoro di squadra che coinvolge istituzioni e associazioni locali.
Teatro
Domenica 8 marzo, alle ore 21 al Politeama Franco Moschini, va in scena lo spettacolo “Amara” di Leonardo Accattoli, interpretato da Rebecca Liberati e Lucia Vichi, un’opera intensa che racconta la forza e la resilienza delle donne. Lo spettacolo affronta il tema della violenza di genere attraverso la storia di Mara, giovane donna vittima di un episodio traumatico online, che ha costruito una vita immaginaria per difendersi dal dolore, trasformandosi in diva da palcoscenico. L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti; prenotazioni telefoniche consigliate.
Mostre d’arte e fotografia
Dal 7 al 15 marzo, le Gallerie di Palazzo Sangallo ospiteranno la mostra d’arte contemporanea “Basta Modestia”, promossa dall’associazione Art&Territory, con opere di artisti locali come Maristella Angeli, Beate Bennewitz, Monica Conforti e altri. Sabato 14 marzo, alle 15.30, è previsto un incontro sull’autodifesa personale con Lorenzo Migliorelli.
Dal 6 al 22 marzo sarà visitabile anche la mostra fotografica “Il Benessere della Donna”, a cura dell’associazione Cittadini dal Mondo, che presenta il racconto visivo delle esperienze femminili attraverso le opere di Marta Giovannini, Cristina Cecmac, Liliana Lay e Hanna Hatalskaya.
Festa e condivisione
Domenica 8 marzo, dalle ore 16.00, all’ASP Civica Assistenza, l’associazione Auser Tolentino organizza un pomeriggio di festa e condivisione per le ospiti, con omaggi floreali e animazione musicale a cura del gruppo La Campagnola.
L’iniziativa si conferma un momento di riflessione, educazione e prevenzione, promuovendo valori universali attraverso linguaggi artistici e culturali che coinvolgono tutta la comunità tolentinate.
Dopo aver attraversato il costume e la regia, La città sul palcoscenico sposta ora lo sguardo su ciò che rende possibile ogni racconto teatrale: lo spazio.Giovedì 5 marzo alle ore 18, nella Gran Sala Cesanelli dello Sferisterio, sarà ospite della rassegna la scenografa Laura Perini, protagonista di un incontro dedicato alla scenografia come architettura visiva e drammaturgica dello spettacolo.
Se il costume costruisce l’identità dei personaggi e la regia traccia il pensiero dell’azione, è la scenografia a dare forma al mondo in cui tutto accade. Disegni, proporzioni, materiali e luce diventano strumenti attraverso cui un’idea prende corpo, trasformandosi in ambiente narrativo ed esperienza percettiva per lo spettatore.Il percorso professionale di Laura Perini affonda le radici proprio allo Sferisterio. Nata a Jesi e formatasi a Macerata — prima all’Istituto d’Arte e poi all’Accademia di Belle Arti, dove si specializza in scenografia — consolida negli anni la propria esperienza tra teatro, opera lirica e cinema. Ha collaborato a produzioni del Macerata Opera Festival, a partire dal 2013 con Sogno di una notte di mezza estate, contribuendo alla realizzazione del grande bosco scenico che trasformò il palcoscenico in un paesaggio incantato, fino al ritorno nel 2024 con Turandot, firmata per regia e scene da Paco Azorín.
Parallelamente sviluppa un significativo percorso in ambito cinematografico, firmando la scenografia di cortometraggi e film prodotti da realtà nazionali, fino alla partecipazione nel 2022 al film Dante del maestro Pupi Avati, coprodotto da Rai Cinema: un’esperienza che ha ulteriormente ampliato la sua ricerca visiva e la sensibilità nella costruzione dell’immagine.L’incontro offrirà al pubblico l’occasione di entrare nel processo creativo che precede la scena: dalla ricerca iconografica alla progettazione, dalla scelta dei materiali alla realizzazione, fino alla definizione di uno spazio capace di dialogare con interpreti, musica e luce.
Inserita nel programma del decennale dell’Associazione Amici dello Sferisterio, la rassegna continua così il proprio viaggio dietro le quinte dello spettacolo dal vivo, mettendo in relazione artisti, istituzioni e pubblico attorno ai linguaggi della creazione scenica.Per gli studenti UNIMC la partecipazione all’incontro consente il riconoscimento di CFU, secondo le modalità indicate dall’Università.Ingresso libero fino a esaurimento posti.
La corsa al Palazzo Comunale di Macerata entra nel vivo e il quadro politico maceratese appare ormai definito. Tutti i principali schieramenti hanno ufficializzato i propri candidati e la campagna elettorale è ufficialmente partita, con poli distinti pronti a contendersi la guida della città.
Nel centrodestra maceratese è arrivata la conferma della ricandidatura di Sandro Parcaroli, che dopo settimane di riflessione e confronti a Roma con Matteo Salvini e con il presidente della Regione Francesco Acquaroli ha sciolto le riserve annunciando la volontà di correre per un secondo mandato da sindaco. Parcaroli rivendica il lavoro svolto dall’amministrazione comunale in cinque anni e mezzo, sottolineando le difficoltà affrontate, i progetti riavviati e le opere portate avanti. Parla di una scelta “d’amore” verso Macerata e della necessità di garantire continuità ai cantieri aperti e alle visioni avviate. A sostenerlo con forza è la Lega, che rivendica risultati su conti pubblici, sicurezza, decoro urbano e capacità di intercettare risorse grazie al rapporto con Regione Marche e Governo nazionale. Il centrodestra riparte dunque dal sindaco uscente con l’obiettivo dichiarato di proseguire nel segno del cosiddetto buon governo.
Sul fronte del centrosinistra la coalizione si è compattata attorno al nome di Gianluca Tittarelli, scelto al termine di un percorso che ha portato a un’alleanza ampia composta da dieci liste. Tittarelli, dirigente sportivo e direttore del centro commerciale Valdichienti, si presenta come candidato civico sostenuto dai partiti progressisti, mettendo al centro partecipazione, ascolto e rilancio della città. Ha annunciato che, in caso di elezione, lascerà i propri incarichi professionali per dedicarsi completamente all’amministrazione comunale. Nel suo intervento ha parlato di una città da “ridare dignità” e di un progetto fondato su associazionismo, sport, giovani e coinvolgimento diretto dei cittadini. Dal Partito Democratico arrivano critiche dure all’operato dell’amministrazione uscente su ospedale, opere pubbliche e gestione dei fondi Pnrr, con l’obiettivo dichiarato di riportare il centrosinistra al governo cittadino.
Accanto ai due schieramenti principali si colloca il Terzo Polo, che candida Mattia Orioli a sindaco, sostenuto da una coalizione che comprende Azione, Base Popolare, Partito Liberaldemocratico, Movimento dei Repubblicani Europei, Radicali Italiani, ORA! e Movimento Socialista Liberale. Orioli propone un’alternativa liberale e pragmatica al bipolarismo, puntando su sviluppo economico, innovazione, partecipazione civica e rafforzamento del rapporto con Università di Macerata e Accademia di Belle Arti. Tra le proposte figurano il rilancio delle assemblee cittadine consultive, il ritorno dei consigli di quartiere eletti direttamente, interventi sulla viabilità e una pianificazione culturale più coordinata, con l’idea di una gestione unitaria di musei, teatri e Sferisterio. La coalizione si presenta come forza riformista e moderata, orientata a risultati concreti e sostenibilità.
In ambito civico si inserisce la candidatura di Giordano Ripa, consigliere comunale e medico in pensione, che guida il progetto “Futuro per Macerata”. Uscito dalla maggioranza durante il mandato Parcaroli, Ripa si propone come alternativa civica radicata nel territorio e punta su ascolto diretto, trasparenza amministrativa e maggiore attenzione alle frazioni cittadine. Critica la gestione delle opere pubbliche e dei servizi, chiede monitoraggi online dei lavori e rilancia su sicurezza, prevenzione nelle scuole e sostegno alle associazioni locali. Tra i temi centrali anche il rapporto con l’università, la sanità e la valorizzazione degli eventi culturali come il Macerata Opera Festival e Musicultura. Il suo progetto si fonda su innovazione, partecipazione e networking, con una lista che punta a coinvolgere volti nuovi e indipendenti.
Infine, l’area civica di Officina delle Idee sostiene la candidatura del dermatologo Marco Sigona, che ha scelto di correre fuori dalla coalizione di centrosinistra dopo un percorso interno non condiviso fino in fondo. Sigona, già protagonista dell’esperienza di Macerata Rinnova nel 2020, propone un metodo basato sull’ascolto e sulla costruzione partecipata del programma elettorale. Parla di una città da rigenerare e rilanciare, non di una realtà in declino, e punta su una governance più coordinata, inclusiva e trasparente. L’obiettivo è intercettare anche quell’elettorato moderato e riformista che non si riconosce pienamente nei tradizionali schieramenti politici.
Il quadro elettorale maceratese si presenta dunque articolato, con un centrodestra che punta sulla continuità amministrativa, un centrosinistra unito che promette discontinuità e rilancio, e tre proposte civiche che cercano spazio tra moderazione, partecipazione e radicamento territoriale.
La partita è aperta e saranno i prossimi mesi di campagna elettorale a Macerata a delineare equilibri e possibili scenari per il futuro della città, con la presentazione dei programmi nelle prossime settimane.
Un inizio anno con il botto per la Skyroller Macerata che conquista un oro e un argento ai campionati italiani indoorcon l’atleta Sante Pacioni.
Si è appena concluso a Pescara il Campionato Italiano Indoor, che dà il via ad una stagione agonistica ricca di appuntamenti nazionali ed internazionali, e la squadra biancorossa non poteva che augurarsi di meglio con la partecipazione dei due atleti più grandi Anna Vaccina e Sante Pacioni.
L’atleta Sante Pacioni conquista una medaglia d’oro nel giro crono contrapposto e un argento nella 1000 mt, con tanta soddisfazione dopo un lungo periodo di preparazione invernale, facendo salire a quota tredici titoli italiani nella sua giovane carriera sportiva.
Nei mesi scorsi l’atleta è stato convocato ad allenamenti collegiali del centro di alta formazione federale “Skate Italia”, diretto dal commissario tecnico della nazionale e dal suo staff, tramite una classifica ranking data dai buoni piazzamenti della scorsa stagione. Grazie a questa opportunità ha potuto confrontarsi ed allenarsi con i migliori atleti d’Italia, registrando un’importante crescita sportiva.
Sono stati giorni intensi e ricchi di emozioni nel Pattinodromo coperto di Pescara, rinnovato con il nuovo manto che permette agli atleti di avere più aderenza al suolo e raggiungere velocità più elevate, un vero e proprio sogno di tutti i pattinatori, anche non agonistici.
Dopo quattro anni la Skyroller conta la partecipazione di tantissime famiglie che fanno parte di tanti progetti di promozione sociale e inclusione: baby roller e scuola pattinaggio, avviamento ed agonismo alle discipline Corsa e Freestyle, roller therapy inclusione a rotelle, corso per adulti amatori, rotelle di classe per la scuola infanzia e primaria, scuola attiva junior per le scuole medie, settimane culturali per ragazzi delle superiori e animazione sportiva in collaborazione con più centri estivi della città. Un’attività molto intensa che si è creata giorno dopo giorno sulla base delle richieste dei cittadini maceratesi, riqualificando con il sostegno dell’amministrazione comunale la pista di pattinaggio di Collevario che non veniva più utilizzata per pattinare.
Ad oggi la Skyroller, che rappresenta cento famiglie, si sente di ringraziare tutti coloro che sostengono tale attività e che contribuiscono a regalare un momento di svago e di gioia condiviso dalla passione per le rotelle e dallo sport a Macerata.
Una giornata storica per la frazione di Cesolo e per l’intera comunità di San Severino Marche: dopo quasi dieci anni di attesa a seguito delle scosse del 2016, e ancor prima del sisma del 1997, la Chiesa di Santa Maria Assunta ha riaperto le sue porte ai fedeli, segnando un traguardo atteso con emozione da generazioni di cittadini. La cerimonia solenne ha restituito alla frazione più popolosa del territorio settempedano un luogo di culto e di aggregazione sociale fondamentale.
Il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha sottolineato l’emozione legata a questo momento: “Restituiamo a Cesolo il luogo di fede in cui generazioni di settempedani hanno celebrato i momenti più importanti della propria vita. Vedere questa chiesa di nuovo agibile e splendente è il segno tangibile che la ricostruzione, seppur complessa, procede e vince le sue sfide”. Piermattei ha ricordato con sollievo la firma della revoca dell’Ordinanza di inagibilità, evidenziando come il ritorno della chiesa rappresenti anche il recupero di un centro di vita comunitaria.
La cerimonia è stata presieduta dall’arcivescovo di Camerino - San Severino Marche, monsignor Francesco Massara, che ha invitato la comunità a guardare avanti con speranza: “Sentiamo nel cuore che è bello essere qui. La riapertura è il senso della speranza e della certezza che si può rinascere e ricostruire, non solo strutturalmente. Entrando in questa chiesa possiamo portare le nostre gioie e le nostre difficoltà davanti a questo altare”. Presente anche il Commissario straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016, senatore Guido Castelli, che ha lodato lo sforzo congiunto per il recupero del tempio, sottolineando la portata radicale del sisma che aveva tolto riferimenti fondamentali come la casa e la chiesa.
Sabrina Piantoni, presidente dell’associazione Pro Cesolo, ha evidenziato la forza della comunità: “Siamo una grande comunità piena di umiltà e grandi lavoratori”. Alla cerimonia hanno partecipato numerose autorità, tra cui il Gonfalone della Città, il funzionario della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio Rosella Bellesi, il consigliere regionale Luca Marconi, il presidente del Consiglio comunale Sandro Granata, l’assessore alla Cultura Vanna Bianconi, i consiglieri comunali Tarcisio Antognozzi, Gabriele Pacini, Tiziana Gazzellini, quest’ultima anche in veste di consigliere provinciale, oltre al comandante della stazione dei Carabinieri luogotenente Massimiliano Lucarelli, il comandante della Polizia Locale vice commissario Adriano Bizzarri, la dirigente scolastica Catia Scattolini, e la presidente della Pro Loco Paola Miliani.
Accanto all’arcivescovo erano presenti il parroco don Noè Benitez, il vicario foraneo don Donato De Blasi, i parroci e sacerdoti della Vicaria, le consorelle della Confraternita della Madonna Addolorata, la Confraternita di San Rocco e la Confraternita del Corpus Domini. Un ringraziamento speciale è stato rivolto alla ditta Cifolelli Edilizia per il risanamento delle strutture, all’architetto Giampiero Calcaterra per il coordinamento dei lavori e alla restauratrice Federica Buccolini per aver ridato bellezza alle opere d’arte. Il sindaco Piermattei ha concluso: “Che le campane di Santa Maria Assunta tornino a suonare per annunciare che Cesolo è viva e guarda al futuro con fiducia”.
La chiesa di Santa Maria Assunta custodisce una storia millenaria che affonda le radici nel Medioevo marchigiano. Le prime testimonianze documentali risalgono al XIII secolo, con un atto notarile del 1422 che conferma l’importanza della parrocchia nel XV secolo. Nel 1756, su impulso del vescovo Giuseppe Vignoli, la chiesa fu ricostruita da Pietro Loni di Como, consacrata il 15 maggio 1757. La struttura ha subito i danni di terremoti nel 1799, 1951 e nel 1960, con la perdita della tela originale dell’altare maggiore, sostituita da un Cristo Crocifisso proveniente dalla chiesa di Colmone. Dopo chiusure temporanee nel 2009 e nel 2014, le scosse del 2016 imposero un nuovo stop fino ai restauri recenti. La chiesa custodisce opere preziose come la pala dell’altare di Santa Margherita di Biagio Puccini, l’urna lignea della santa del 1687, il tabernacolo ligneo di Renato Pizzi e reperti pittorici restaurati nella volta dell’abside.
La riapertura ha riportato al centro dell’attenzione anche la figura di Santa Margherita “la Scalza”, nata a Cesolo intorno al 1325 e morta il 5 agosto 1395. Nota per camminare sempre scalza, Margherita si dedicò alla carità e all’educazione religiosa della figlia dopo la vedovanza, seguendo i precetti del padre domenicano Benedetto Landi. La santa compì miracoli, tra cui quello del pane moltiplicato, e praticò austerità severa, dormendo su giacigli di sarmenti e nutrendosi di pane e acqua. Originariamente sepolta a Santa Maria del Mercato a San Severino, le sue spoglie furono traslate nel 1920 a Cesolo, dove ancora oggi sono venerate, con festa solenne celebrata l’ultima domenica di agosto. La chiesa conserva anche una preziosa reliquia, una tibia donata dai frati domenicani nel 1760.
La riapertura della Chiesa di Santa Maria Assunta segna il ritorno a casa di una comunità che ha saputo ricostruire il proprio luogo dell’anima per dieci volte tra Medioevo e contemporaneità, celebrando la fede, la storia e la memoria di Santa Margherita, simbolo di umiltà, devozione e solidarietà per le famiglie di Cesolo.
Prosegue l’attività dell’Arma dei Carabinieri per garantire la tranquillità dei cittadini e la sicurezza sulle strade. Nelle ultime ore, i militari della Compagnia di Civitanova Marche, con il supporto delle Stazioni locali, hanno effettuato un servizio di controllo coordinato del territorio che ha interessato i comuni di Civitanova e Potenza Picena.
L’operazione rientra in un più ampio piano di prevenzione dei reati contro il patrimonio e di contrasto allo spaccio di stupefacenti. Il dispositivo, composto da 3 pattuglie e 6 militari, ha operato con dinamismo nei punti nevralgici delle due cittadine, incrementando la percezione di sicurezza dei residenti e scoraggiando condotte illecite.
Durante il servizio, i Carabinieri hanno identificato 65 persone, di cui 18 di nazionalità straniera, e ispezionato 29 veicoli durante posti di blocco stradali. Sono stati inoltre controllati 4 soggetti sottoposti a detenzione domiciliare per verificare il rispetto delle prescrizioni.
Particolare attenzione è stata riservata alla sicurezza stradale. In questo contesto, i Carabinieri della Stazione di Porto Potenza Picena hanno denunciato a piede libero un automobilista ai sensi dell’art. 186 del Codice della Strada. L’uomo è stato sorpreso alla guida con un tasso alcolemico superiore ai limiti consentiti; per lui è scattato l’immediato ritiro della patente e il sequestro amministrativo del veicolo.
"Nel percorso di definizione dell’alleanza di centrosinistra, che ci ha portato anche alla stesura della bozza di programma della coalizione, Officina delle Idee è stata una componente importante". Così Gianluca Tittarelli, candidato sindaco del centrosinistra a Macerata, che torna sull'uscita del gruppo guidato da Falvio Corradini e Marco Sigona dalla coalizione.
"Negli ultimi giorni abbiamo assistito alla decisione di alcuni rappresentanti del movimento di uscire dal campo del centrosinistra. Voglio sottolineare che da parte mia c’è sempre stato un atteggiamento volto all’unità più che alla divisione. Chiunque condivida i valori del centrosinistra e, soprattutto, l’obiettivo di dare alla città un’amministrazione più vicina ai cittadini, sarà sempre il benvenuto", aggiunge Tittarelli.
Il candidato sindaco sottolinea l’importanza di un approccio inclusivo: «L’inclusività rispetto a movimenti e persone è attiva, purché basata sui nostri principi politici e sulle idee della coalizione».
Prosegue il percorso di ascolto e confronto con le diverse realtà della città, con l’obiettivo di raccogliere proposte e suggerimenti utili alla definizione del documento programmatico: «Torniamo a occuparci della nostra città, la casa dei maceratesi, con l’impegno di costruire un progetto condiviso e partecipato».
Gli incentivi per le assunzioni cambiano volto ma restano centrali anche per il tessuto economico marchigiano. Con la conversione in legge del decreto Milleproroghe (Dl 200/2025), il Governo ha prorogato diverse misure a sostegno dell’occupazione, riducendo però in parte l’intensità degli sgravi contributivi previsti in precedenza dal Dl Coesione. Una novità rilevante per il territorio riguarda l’estensione della Zona economica speciale (Zes unica), che ora include anche le Marche, ampliando così le opportunità per le imprese locali.
Per quanto riguarda i giovani under 35, il bonus per le assunzioni a tempo indeterminato sarà disponibile fino al 30 aprile 2026. Tuttavia, per i nuovi contratti stipulati tra gennaio e aprile 2026, lo sgravio scenderà dal 100% al 70% dei contributi a carico del datore di lavoro per due anni. L’esonero tornerà al 100% solo in caso di incremento occupazionale netto, cioè se l’azienda aumenterà il numero complessivo dei dipendenti rispetto alla media dei dodici mesi precedenti. Il tetto massimo dell’agevolazione resta fissato a 500 euro mensili, che salgono a 650 euro per le imprese situate nella Zes unica, quindi anche nelle Marche.
Stesso meccanismo per le assunzioni di disoccupati over 35 nella Zes. Le aziende con meno di dieci dipendenti potranno beneficiare fino ad aprile di uno sgravio del 70%, che potrà arrivare al 100% solo in presenza di nuova occupazione aggiuntiva. Se la misura non sarà ulteriormente prorogata, dal mese di maggio resterà in vigore la nuova decontribuzione Sud, che nel 2026 prevede una riduzione del 20% dei contributi, fino a un massimo di 125 euro al mese.
Diversa invece la situazione per il bonus donne svantaggiate, che viene prorogato per tutto il 2026 senza riduzioni. Lo sgravio resta pari al 100% dei contributi fino a 24 mesi per le assunzioni a tempo indeterminato di donne senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, oppure da almeno sei mesi se residenti nella Zes unica, o impiegate in settori caratterizzati da forte disparità di genere. Anche in questo caso è necessario che l’assunzione produca un incremento occupazionale netto.
Le risorse per finanziare le misure arriveranno in parte dai fondi europei e statali del Programma nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027 e in parte dagli stanziamenti previsti dalla Legge di Bilancio 2026. Per le imprese maceratesi si apre dunque una finestra di opportunità importante, soprattutto per chi intende investire su nuove assunzioni stabili e rafforzare l’organico nei prossimi mesi, sfruttando un quadro di incentivi che, pur ridimensionato, resta significativo.
Dramma nella serata di ieri in una frazione di Sefro, dove un uomo di 46 anni è stato trovato senza vita nella propria abitazione.
L’allarme è scattato nel tardo pomeriggio, quando la compagna ha provato più volte a contattarlo senza ottenere risposta. Preoccupata per il silenzio dell’uomo, la donna ha avvisato il fratello del 46enne, chiedendogli di verificare di persona cosa stesse accadendo.
Il familiare si è quindi recato nell’abitazione e, non riuscendo ad accedere all’interno, ha allertato i soccorsi. Erano circa le 21 quando sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Camerino e i carabinieri della stazione di Pioraco. Una volta aperta la porta, è stata fatta la tragica scoperta: l’uomo si era tolto la vita.
Sul luogo è intervenuto anche il personale del 118, ma per il 46enne non c’era ormai più nulla da fare: i sanitari hanno potuto soltanto constatarne il decesso.
Secondo quanto emerso, all’interno dell’abitazione non sarebbero stati rinvenuti messaggi.
Le forze dell’ordine hanno effettuato gli accertamenti di rito per ricostruire l’accaduto.
Ripartono i corsi di ginnastica con l’utilizzazione delle tecniche della tradizione cinese rivolti in maniera gratuita a persone che abbiano superato i 55 anni. Da oggi ci si può iscrivere fino ad esaurimento dei posti e saranno accolte secondo l’ordine di arrivo.
L’iniziativa dell’Assessorato al Welfare e Politiche sociali, si avvale della consulenza del dottor Lucio Sotte, stimato specialista in Medicina tradizionale cinese, che da oltre 25 anni collabora con il Comune di Civitanova Marche per questo progetto dedicato alla salute.
Dal 10 marzo al 29 maggio, saranno due gli incontri settimanali di gruppo, entrambi la mattina, presso la palestra Risorgimento e nel centro civico “Gruppo sportivo Fontespina 2000” di via Saragat, 33.
"I corsi di ginnastica cinese vantano una lunghissima tradizione nella nostra città e la continuità nel riproporli rappresenta una importante opportunità per i partecipanti, sia di prevenzione che di aggregazione sociale. I corsi diventano infatti momento per prendersi cura di se stessi e instaurare relazioni di amicizia, tanto più importanti nell'età anziana. Ringraziamo il dottor Sotte per la sua professionalità e supervisione, e il suo staff per il servizio che da anni portano nella nostra comunità" - ha dichiarato l’assessore ai Servizi sociali Barbara Capponi.
Si può presentare domanda per il corso presso la Palestra Risorgimento o presso il Centro Civico Fontespina (in alternativa l'uno all'altro) al terzo piano della sede Comunale di piazza XX Settembre, 93 per compilare la domanda, tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 11,00 e martedì e giovedì anche il pomeriggio dalle ore 15,30 alle ore 17,00.
Si è svolto domenica 1° marzo il secondo congresso dell’associazione politico-culturale Civico22, a tre anni dal primo appuntamento congressuale. Un passaggio che il gruppo ha definito «fondamentale» per fare il punto sul lavoro svolto e per tracciare la rotta in vista delle elezioni amministrative di Tolentino del 2027.
Ad aprire i lavori è stata Catia Fianchini, componente del direttivo, che ha portato il saluto dell’associazione e ringraziato le rappresentanze delle altre forze politiche presenti. «La partecipazione al congresso è un segnale di rispetto istituzionale e di attenzione verso un percorso democratico che riguarda l’intera città – ha sottolineato –. Il confronto, quando è serio e costruttivo, è sempre un valore».
Nel suo intervento introduttivo Fianchini ha chiarito come il congresso non rappresenti soltanto un momento formale di rinnovo delle cariche, ma soprattutto un’occasione di riflessione politica e di definizione della linea programmatica. L’obiettivo dichiarato è contribuire alla costruzione di un nuovo progetto di centrosinistra capace di proporre un’alternativa «credibile e concreta» all’attuale amministrazione guidata dal sindaco Mauro Sclavi e alle destre cittadine. «Vogliamo farlo con spirito unitario e senso di responsabilità, mettendo al centro i bisogni reali dei cittadini».
Numerosi gli interventi delle forze politiche invitate. Narciso Ricotta del Partito Democratico ha parlato di collaborazione proficua e valori condivisi nel centrosinistra, indicando la necessità di un’analisi critica dell’attuale gestione amministrativa. Tra i temi evidenziati: il calo demografico, la gestione post-sisma, la sicurezza – da affrontare con prevenzione e non solo repressione – il ruolo del polo scolastico, le criticità finanziarie del Cosmari, la situazione della municipalizzata e il futuro del servizio idrico.
Fulvio Riccio ha definito Civico22 una realtà progressista capace di produrre contenuti e iniziative negli ultimi anni, sottolineando la necessità di invertire quella che ha definito una fase di immobilismo amministrativo, lavorando fin da ora a un programma serio e all’individuazione di un candidato sindaco «forte e autorevole».
Sandro Ruggeri del Partito Comunista Italiano ha richiamato la crisi di militanza che attraversa la sinistra, manifestando disponibilità a collaborare per una coalizione in vista del 2027. Dennis Pioli, per ORA, ha posto l’accento sulla centralità del programma, apprezzando gli incontri tematici promossi dall’associazione e dichiarando apertura a un progetto alternativo strutturato.
Stefano Servili, per Tolentino Visione Futura, ha presentato l’attività dell’associazione e confermato la disponibilità a contribuire alla costruzione di un percorso condiviso per il bene della città.
Nel corso dei lavori è stato approvato il bilancio, illustrato da Nicola Serrani. A seguire la relazione del coordinatore Paolo Dignani, che ha ripercorso gli incontri avviati negli ultimi mesi con le forze politiche del territorio, parlando di un progetto già in cammino e caratterizzato da un perimetro ampio e inclusivo. Tra le priorità indicate: sanità, scuola e rilancio complessivo della città con una visione di lungo periodo. Dignani ha inoltre sottolineato la necessità di individuare figure di alto profilo per il ruolo di candidato sindaco e per la futura squadra amministrativa.
Prima del dibattito interno, ricco di interventi e spunti programmatici, Nicola Serrani ha espresso a nome del gruppo un ringraziamento a Massimo D’Este per il lavoro svolto come consigliere comunale nella coalizione di centrosinistra, ricordandone l’impegno, lo stile istituzionale e il ruolo di riferimento per l’associazione.
Al termine dei lavori si è proceduto alle votazioni: Paolo Dignani è stato confermato coordinatore fino al 2029 con un consenso plebiscitario. Eletto anche il nuovo direttivo, composto da Paolo Dignani, Ilaria Cardarelli e Alessandro Luciani.
Il congresso si è chiuso con l’impegno a proseguire il percorso di costruzione di un centrosinistra rinnovato e competitivo per Tolentino. Civico22 ha inoltre annunciato l’apertura del tesseramento per il 2026, ribadendo la volontà di restare in ascolto della città e di costruire un progetto partecipato per il futuro della comunità.
Una Halley Matelica ritrovata si impone d’autorità contro la Svethia Recanati, che si scioglie alla prima spallata dei biancorossi: il match prende una direzione precisa nel secondo quarto e non ci sono più rischi fino alla sirena. Positivissimo anche l’esordio di Davico, che dopo qualche minuto di rodaggio prende fiducia e chiude con 16 punti e tante giocate preziose al servizio della squadra.
L’inizio è decisamente contratto da ambo le parti. Recanati si aggrappa a uno scatenato Semprini (12 punti nei primi 11’) per scattare sul 5-10, ma la Vigor, grazie soprattutto ai tanti rimbalzi offensivi, resta in linea di galleggiamento senza soffrire più di tanto la zona 3-2 di coach Schiavi.
L’equilibrio regge fino a metà secondo quarto, quando la Halley cambia marcia: l’energia di Mazzotti e Marrucci è contagiosa, i primi guizzi di Davico fanno il resto e, quando la guardia toscana scippa Gurini a metà campo per involarsi a schiacciare a due mani, la Halley ha già confezionato un parziale di 15-0 che vale il +12 (34-22 al 18’).
Ci si aspetta la reazione recanatese nella ripresa, ma è invece la Vigor ad accelerare ancora, salendo a +17 (50-33) alla fine del terzo periodo con una tripla di Davico e un Mozzi imprendibile per i lunghi leopardiani. La Svethia è spuntata sugli esterni e perde presto Pozzetti per 5 falli, riuscendo al massimo a riaffacciarsi sul -10.
Ma i biancorossi, stavolta, non hanno giri a vuoto: ricacciano indietro gli ospiti fino al -18 (62-44 al 35’, dalla lunetta con Mozzi) e impediscono anche solo di pensare di ribaltare la differenza canestri dello scontro diretto, che all’andata fu vinto dalla Svethia in casa per sole 5 lunghezze.
Splende il sereno in casa Vigor dopo un periodo complicato tra infortuni e sconfitte: una vittoria che tiene i matelicesi in scia alle big in vista del match della prossima settimana sul campo dell’Italiangas Termoli.
Così coach Trullo a fine partita:«Siamo tornati a giocare una partita sui livelli del girone di andata, dopo un periodo di calo che ci può stare nell’arco di una stagione. È chiaro che l’infortunio di Mariani, uno degli stranieri più forti dell’intera B Interregionale, non ci abbia aiutato. Abbiamo dovuto ammortizzare e metabolizzare la sua assenza, ma la squadra mi è piaciuta soprattutto in difesa: abbiamo concesso poco, sulla scorta del quarto quarto contro Jesi. Siamo sulla strada giusta, anche se continuo a credere che ci siano squadre più forti di noi. Ora che siamo tornati a giocare con questo spirito proveremo a fare del nostro meglio.
L’esordio di Davico? Sicuramente è più playmaker di Mariani e con lui possiamo far rifiatare di più Panzini. È un po’ indietro di condizione, ha saltato un paio di mesi per una distorsione alla caviglia: ha bisogno di ritrovare la forma fisica tra allenamenti e partite, ma già oggi ci ha dato una grande mano. In generale, a parte 2-3 partite, stiamo facendo un buon campionato. Tutte hanno avuto i loro cali: sarebbe bello giocare sempre ad altissimo livello. L’importante è avere questo spirito, divertirsi in campo. Non ci obbliga nessuno a vincere il campionato, ma vogliamo cercare di vincere il più possibile e giocarcela fino in fondo».
HALLEY MATELICA – SVETHIA RECANATI 71-55MATELICA: Marrucci 7, Panzini 3, Mentonelli, Fea, Ferretti, Davico 16, Dell’Anna, Eliantonio ne, Mazzotti 17, Mattarelli 4, Mozzi 24. All. Trullo.RECANATI: Buzzone, Marcone ne, Gurini 4, Andreani 8, Semprini 14, Bonora ne, Zomero 11, Sabbatini 6, Pozzetti 6, Ndzie ne, Magrini 6. All. Schiavi.ARBITRI: Bonfigli, Galieri.PARZIALI: 17-16, 19-8, 14-13, 21-18
In un turno contraddistinto da molte vittorie delle squadre che hanno giocato in casa, non riesce a far valere il fattore campo la Banca Macerata Fisiomed che si arrende per 0-3 (20-25; 21-25; 28-30) a una più cinica Gruppo Sferc Consoli Brescia, nella gara valida per la settima giornata del campionato maschile di Serie A2 Credem Banca.
È una Macerata davvero lontana dai giorni migliori, troppo fallosa, fragile e mancante di continuità nei momenti che contano. Quarta sconfitta consecutiva per i biancorossi che si fanno preferire a muro, ma subiscono in ricezione e nelle percentuali in attacco: qualche rimpianto per il terzo set viste le occasioni di fine parziale non sfruttate. Situazione di classifica allarmante per la banda di coach Giannini, ora fuori dalla zona playoff e sempre molto vicina a quella retrocessione. I due schiacciatori Cavuto e Karyagin sono i migliori realizzatori dell’incontro, 15 punti per loro.
La partita. I biancorossi tornano a calcare il parquet di casa e lo fanno con la solita formazione delle ultime uscite. Pedron in palleggio con Novello come opposto, Zhelev-Karyagin confermatissimi in posto 4, Fall e Diaferia centrali. Gabbanelli e Dolcini come liberi.
Risponde la Gruppo Sferc Consoli Brescia con la temibile diagonale principale Mancini-Lucconi, Cavuto-Cominetti come laterali, Berger-Tondo al centro, l’esperienza di Rossini in seconda linea.
Primo set. L’inizio di primo parziale è equilibrato, ma è la parallela out di Zhelev dal 2 a consegnare il primo triplo vantaggio agli ospiti (5-8). Lucconi allarga la forbice dai nove metri, ma Karyagin prova a dare la scossa ai suoi (7-12). La situazione in casa Macerata si fa preoccupante: gli ospiti sono molto attivi in difesa e capitalizzano un +7 che indirizza il primo set e obbliga coach Giannini al suo secondo timeout (8-15). Si provano le carte Becchio e Garello per la battuta, ma il vento ormai soffia tutto dal lato lombardo: Macerata si arrende 20-25 dopo un comunque buon finale di set.
Secondo set. Uno Zhelev a volte troppo falloso fa perdere alcune occasioni ai suoi, che comunque conducono in avvio (7-5). Tondo non trova il campo e porta Macerata sul +4 con i biancorossi che cercano di limitare i loro errori rispetto al set precedente (9). Pedron spreca un’occasione golosa per i suoi e il set è subito riaperto: 12-11 e timeout Giannini. L’inerzia sembra ribaltata, gli ospiti crescono in battuta e sfruttano ogni imprecisione dei padroni di casa: serve continuità, ci prova Novello (16-16). Brescia impatta per prima la quota venti con Cavuto che decide il set dalla battuta: altro 21-25.
Terzo set. Rimane in campo Garello da titolare per Zhelev, ma non cambia la musica. È un errore dalla seconda linea dei tucani a mantenere i biancorossi ancora in vita: dal potenziale -5, infatti, si arriva alla quasi parità in un batter d’occhio con l’ace di Karyagin (6-7). Capitan Fall piazza il colpo del 12-12. Entra anche Fabi a dar manforte, le due squadre provano a vincere il parziale anche con molte armi dalla panchina: Macerata ancora avanti, 18-16. Karyagin mantiene ancora le squadre sul +2 (22-20). La battuta di Cominetti del 25 pari è irriverente, ma vale il primo match ball per gli ospiti: annulla Novello. Chiudono poco dopo i biancoblù allo stesso modo dell’incontro dell’anno precedente: Cavuto dai nove metri sigla il 28-30.
Il tabellino.
BANCA MACERATA FISIOMED - GRUPPO CONSOLI SFERC BRESCIA 0-3 (20-25, 21-25, 28-30)
Macerata: Fabi 1, Novello 12, Pedron 2, Garello 5, Fall 6, Diaferia 3, Zhelev 4, Karyagin 15, Becchio, Maccarone, Gabbanelli (L1), Dolcini (L2). NE: Pesciaoli, Talevi. All: Giannini, Ass: Leoni.
Brescia: Cech, Cavuto 15, Solazzi, Tondo 9, Cominetti 8, Mancini 2, Berger 5, Lucconi 13, Rossini (L1). NE: Cargioli, Zambonardi, Bettinzoli, Ghirardi, Franzoni (L2). All: Zambonardi, Ass. Tiberti.
Durata set: 26’, 27’, 34’ per un’ora e 27 minuti.
Note: Battute punto Macerata 4 con 20 errori, Brescia 8 con 16 errori. Muri punto Macerata 7, Brescia 3, Attacco punto Macerata 48%, Brescia 56%, Ricezione positiva Macerata 48% (19% perfetta), Brescia 51% (27% perfetta).
Photo credits: Mauro Pianesi
La prima stagione da avversari in Eccellenza tra Chiesanuova e Trodica finisce senza vinti né vincitori. Come all’andata, le squadre chiudono il match in parità, stavolta con gol: un 1-1 giusto che lascia un po’ di amaro in bocca al Trodica, non solo per essere passato in vantaggio subito dopo 8 minuti, ma anche per aver fallito un rigore. Il trodicense doc Fatone ha infatti neutralizzato il secondo penalty in due domeniche.
Nella ripresa arriva il pari di Papa, alla prima rete stagionale, che ristabilisce l’equilibrio e dà al Chiesanuova la possibilità di fare la partita, mettendo in apprensione gli ospiti. Il gruppo di mister Mariotti ottiene così il 4° risultato utile (terzo pareggio) e, pur restando terz’ultimo con 26 punti, si avvicina alla zona salvezza ora distante solo una lunghezza. Diventano invece 5 le gare senza vittoria per l’ambizioso Trodica, scivolato al quarto posto e raggiunto a quota 36 punti dal Tolentino.
La cronaca vede Mariotti schierare un prudente 5-3-1-1, mentre Buratti opta per la difesa a tre e fa esordire Veneroso dopo quattro mesi di squalifica. Curiosità: Spagna gioca centravanti con il 2 sulla maglia. Pronti-via e sugli sviluppi di una mischia, palla a Veneroso che, con il mancino, piazza il pallone all’angolino: debutto e gol immediato.
Il Chiesanuova rischia subito: al 4’ Fatone sventa un rigore calciato male da Vanzan, mentre gli ospiti palleggiano senza trovare la porta. Nel finale del primo tempo cresce il Chiesanuova, con Di Matteo fermato da Baldi e Sopranzetti che trova ancora il portiere avversario.
Nella ripresa, al 3’, Vanzan conclude alto per il Trodica. Mariotti inserisce forze fresche e rafforza l’attacco. Al 28’ arriva la zampata di Papa che pareggia e accende un finale spettacolare: al 46’ errore di Passalacqua, Papa calcia alto, e un minuto dopo Mongiello sfiora il gol con un destro a giro respinto da Baldi. L’ultimo brivido è di Emiliozzi, che colpisce male da buona posizione.
Un derby avvincente, con emozioni fino all’ultimo minuto, che conferma il buon momento del Chiesanuova e le difficoltà del Trodica nel concretizzare le occasioni create.
Chiesanuova: Fatone, Lucarini, Busato (20’st Bambozzi), Monaco, Hernandez, Di Matteo, Negro (41’st D’Alesio), Borgia (22’st Mongiello), Lezcano (35’st Pasqui), Tanoni, Sopranzetti (8’st Papa). All. Mariotti
Trodica: Baldi, Spagna (15’st Salvemini), Ciaramitaro, Cantarini, Passalacqua, Emiliozzi, Panichelli, Gobbi (30’st Romero), Gigli (26’st Cosignani), Veneroso (35’st Pitronaci), Vanzan (15’st Marcaccio). All. Buratti
Arbitro: Crincoli di Ascoli Piceno
Reti: 8’ Veneroso, 28’st Papa
Note: spettatori 300 circa; ammoniti Negro, Tanoni, Ciaramitaro; corner 9-2; recupero 1’ e 4’
La Recanatese non riesce a invertire la rotta e allo stadio Nicola Tubaldi cade 0-2 contro l’Unipomezia, vedendo allontanarsi ulteriormente la zona salvezza, ora distante nove punti. A otto giornate dalla fine della stagione regolare, per la squadra guidata da Giovanni Pagliari la permanenza in Serie D passa inevitabilmente dalla strada dei playout.
La formazione laziale mette subito in chiaro le proprie intenzioni e colpisce dopo appena tre minuti: sugli sviluppi di un calcio d’angolo è Amadio a trovare il guizzo vincente per lo 0-1. L’Unipomezia continua a spingere e sfiora il raddoppio prima con Pettorossi e poi ancora con Amadio sulla ribattuta, mentre la Recanatese fatica a costruire occasioni realmente pericolose.
I padroni di casa provano a reagire, ma senza impensierire seriamente Gariti. Dall’altra parte è Morelli a creare qualche apprensione su calcio di punizione, mettendo alla prova Zagaglia. Il momento decisivo arriva al 33’: su calcio d’angolo, De Santis supera un avversario con un tunnel e scarica in rete il pallone dello 0-2, un colpo che indirizza definitivamente la partita. L’Unipomezia resta padrona del campo, con Pettorossi imprendibile sulla fascia e D’Alessandris che colpisce anche una traversa dopo un’azione ben costruita.
Nella ripresa il copione non cambia. D’Alessandris serve Persichini, ma Zagaglia si oppone con una grande parata. Sul fronte opposto, D’Angelo prova la conclusione al volo su traversone di Giusti, trovando però la risposta attenta di Gariti. La Recanatese non riesce a riaprire il match e i numeri del girone di ritorno diventano sempre più pesanti: una sola vittoria, cinque sconfitte e tre pareggi.
Il campionato osserverà ora un turno di riposo domenica prossima; alla ripresa, il 15 marzo, per la Recanatese è in programma il derby di Castelfidardo, un appuntamento che assume già il valore di uno snodo decisivo nella corsa verso i playout.
RECANATESE: Zagaglia, Giusti, Scorza, D’Angelo, Ciccanti (17′ st Di Francesco), Ferro (1′ st Carano), Pierfederici, Vecchio (1′ stFiumanò), Cocino, Pesaresi (17′ st Eleuteri), Chiarella (30′ st Nanapere). A disp.: Mezzelani, Paoltroni, Morichetta, Gori. All. Pagliari.
UNIPOMEZIA: Gariti, Buchel, D’Alessandris (23′ st Valle), Gemini (20′ st Manu), Pettorossi (19′ st Tondi), Amadio (36′ st Marianelli),Morelli, De Santis, Bordi, Cantisani, Persichini (30′ st Della Pietra). A disp.: Tonelli, Grassetti, Binaco, Okojie. All. Casciotti.
Arbitro: Dell’Oro di Sondrio (Caravella di Perugia e Marotta di Orvieto).
Reti: pt. 3’ Amadio (U), 33’ De Santis (U).
Ammoniti: Marianelli, De Santis, Morelli, Gemini, Vecchio, D’Angelo.
Calci d’angolo 8 a 4. Recupero: 6’ (1+5).
Finisce in parità il derby tra Civitanovese e Osimana, 1-1 al Polisportivo tra le due squadre che, dopo ventiquattro giornate, hanno collezionato il maggior numero di pareggi in campionato. Un risultato che fotografa il momento di entrambe: i rossoblù rimandano ancora la prima vittoria casalinga del 2026, mentre l’Osimana resta senza successi nel girone di ritorno.
La gara si accende nel finale di primo tempo dopo una fase iniziale di studio. L’Osimana parte meglio ma senza impensierire seriamente il giovane Massenz, all’esordio tra i pali per la Civitanovese, classe 2006. Il primo squillo è di Buonaventura al 12’, con una conclusione deviata in angolo. I “senza testa” tengono il pallino del gioco ma non sfondano, e al 40’ un colpo di testa di Martiarena su corner di Franco colpisce la parte alta della rete, dando solo l’illusione del gol.
Al 42’ arriva invece il vantaggio dei padroni di casa: Malaccari, dopo uno scambio con Mendes sulla sinistra, entra in area e con un destro rasoterra sul palo lontano firma l’1-0. Per il classe 2007 è la prima rete stagionale. Prima dell’intervallo Russo prova a sorprendere Massenz dalla distanza, il pallone rimbalza davanti al portiere che si salva in angolo con qualche apprensione.
La ripresa si apre con il pareggio immediato dell’Osimana. Su un cross dalla trequarti destra di Patrizi, Massenz sbaglia l’uscita e Buonaventura, di testa, fa 1-1 senza esultare per rispetto verso i suoi ex tifosi. La squadra di mister Labriola, priva dello squalificato Pagliarini e dell’infortunato Alessandroni, continua a fare la partita e al 53’ Russo spreca una buona occasione in contropiede calciando a lato.
La Civitanovese, alla prima panchina con Massimo Silva, prova a reagire. Al 60’ Mendes lascia partire un tiro deviato che si impenna e viene tolto dall’incrocio da Verdini con un colpo di reni decisivo. Nel finale l’occasione più clamorosa capita al 90’: De Oliveira anticipa l’avversario su cross di Lorenzoni dalla destra, ma il pallone sfiora il palo e si spegne sul fondo.
Il quinto risultato utile consecutivo per la Civitanovese, quattro pareggi e una vittoria, non basta però a lasciare la penultima posizione, con la squadra ancora a tre punti dalla zona salvezza a sei giornate dal termine. L’Osimana, che nel girone d’andata aveva accarezzato il sogno play off, sembra invece non avere particolari problemi nel mantenere la categoria. Nel prossimo turno i rossoblù saranno impegnati a Urbino, mentre l’Osimana ospiterà il Chiesanuova allo stadio Diana.
CIVITANOVESE (3-4-3): Massenz; Martiarena, Romero, Sanchez; Lorenzoni, Marietti (39’ st Calvet), Visciano, Malaccari; Mendes (25’st De Arriba), Ardemagni (25’ st De Oliveira), Franco (13’ st Nacciarriti). A disp.: Servalli, Bartolacci, Sciarra, Pompili. All. Silva.
OSIMANA (4-3-3): Verdini; Falcioni, Patrizi, Pigini, Caruso; Manini, Ercoli, Domizi; Persiani (25’ st Severini), Buonaventura (20’ st Mafei), Russo (17’ st Mancini). A disp.: Forconesi, Cantarini, Balì,Modesti, Taborro. All. Labriola.
Arbitro: Mirko Ciccioli di Fermo (assistenti Principi di Ancona e Cantarini di Macerata).
Reti: pt. 42’ Malaccari (C); st. 2’ Buonaventura (O).
Ammoniti Visciano, Patrizi, Calvet. Recupero: 6’ (1+5).
La concretezza dell’Ancona contro l’evanescenza di una Maceratese che nel derby raddoppia la brutta figura dell’andata. Se all’Helvia Recina era stata una serata amara, stavolta è andata persino peggio: la Rata crolla già nel primo tempo, quando in appena diciotto minuti incassa tre reti che chiudono di fatto la partita. Una vera lezione di calcio di mister Maurizi a Possanzini su come si interpreta la Serie D, dove prima di tutto conta non subire gol – e i dorici vantano la miglior difesa – e poi colpire con lucidità. Il bel gioco, se non accompagnato da determinazione, cattiveria e concretezza sotto porta, non basta.
La Maceratese ne è l’esempio più evidente: 14 sconfitte in 26 partite, un dato che pesa come un macigno. Evidentemente la sconfitta dell’andata non ha insegnato nulla, soprattutto nell’idea di affrontare a viso aperto una squadra superiore come l’Ancona, che punisce ogni minima incertezza. I due confronti diretti parlano chiaro: 9 gol subiti e uno solo realizzato. Per la torcida biancorossa, tornata a seguire la squadra in trasferta dopo oltre due mesi di divieto, un pomeriggio amarissimo.
Eppure l’avvio aveva raccontato altro. Nei primi venti minuti la squadra di Possanzini tiene il campo con un buon palleggio, pur sterile. Papa spreca da buona posizione calciando in curva, Osorio colpisce di testa ma centralmente, Lucero sfiora il palo su punizione di De Angelis. Occasioni che non cambiano il destino della gara. Al 24’ arriva il vantaggio dorico: conclusione da fuori di Gerbaudo, respinta difettosa e Zini, il più lesto di tutti, insacca. La Maceratese accusa il colpo e al 33’ è ancora Zini ad approfittare di un errore in uscita, presentandosi solo davanti a Gagliardini e firmando la doppietta.
Il raddoppio spegne le certezze ospiti e accende l’Ancona, che domina. Al 42’ il tracollo è totale: altra palla persa in disimpegno, Cericola si invola indisturbato e con una conclusione potente e precisa realizza il terzo gol. La contestazione dei tifosi biancorossi accompagna la squadra negli spogliatoi.
Nella ripresa Possanzini prova a cambiare volto inserendo Ambrogi e Ciabuschi, ma l’inerzia resta tutta dorica. Markic sfiora il quarto gol, Gagliardini evita il peggio su Bonaccorsi e Gerbaudo, mentre la Maceratese pensa soprattutto a limitare i danni. Non basta, perché nel finale Teraschi firma il poker che rende il passivo ancora più pesante e consegna alla storia una delle pagine più nere del derby.
L’Ancona conferma numeri da corazzata: undici risultati utili consecutivi, imbattuta nel girone di ritorno, nove vittorie interne a fronte di un solo pareggio e due delle tre sconfitte stagionali maturate proprio in casa. Tutto questo nonostante le assenze di lungo corso di Battista, Rovinelli e Proromo, oltre a quella di Pecci, con il rientro dell’ex Kouko, capocannoniere con 10 reti. Dall’altra parte, la Maceratese deve fare a meno di Ruani e del secondo portiere Cusin, resta a +3 sulla zona playout e si lecca le ferite dopo un derby che ha certificato, ancora una volta, la distanza tra ambizioni e realtà.
ANCONA – MACERATESE 4-0
ANCONA (4-2-3-1) Salvati; Ceccarelli (dal 36’ s.t. de Luca), Bonaccorsi (dal 38’ s.t. Petito), Markic, Calisto; Gelonese, Gerbaudo (dal 47’s.t. Miola); Zini (dal 36’ s.t. Teraschi), Attasi (dal 28’ s.t. D’Incoronato), Cericola; Kouko. (Mengucci, Sparandeo, Babbi, Maspero). All.Maurizi.
MACERATESE (4-2-3-1): Gagliardini; Perini, Siniega, Lucero, Ciattaglia; Sabattini (dal 1’ s.t. Ciabuschi), De Angelis; Papa (dal 1’ s.t.Ambrogi), Marras, Gagliardi; Osorio (dal 32’ s.t. Cirulli). (Prugni, Mastrippolito, Marchegiani, Morganti, Nasic, Gironella). All. Possanzini.
TERNA ARBITRALE: Collier di Gallarate (assistenti Fantaccione di Cinisello Balsamo e Cammarota di Nola).
RETI: Zini al 24’ e 33’, Cericola al 42’ p.t; Teraschi al 40’ s.t.
Ammoniti: Papa, Osorio, Ambrogi. Angoli: 8-4. Recupero: 2’ p.t.; 4’ s.t.
Il Tolentino raccoglie la seconda vittoria consecutiva in campionato. Contro il Montegranaro, tra le mura amiche, è tutto facile per la squadra di Passarini che si impone per 2-0 nella sfida valevole come nona giornata di ritorno di Eccellenza Marche. A segno vanno Tizi e Strano, entrambi di testa, nel primo tempo.
Tre punti che continuano a proiettare i cremisi nelle zone alte di classifica. I veregrensi, invece, restano inghiottiti in piena zona play-out. La loro prestazione è stata remissiva, un atteggiamento che preoccupa in vista del finale stagione dove dovranno lottare per la salvezza .
LE FORMAZIONI - Nei locali torna titolare l'under Fontana, che ha saltato la trasferta di Fabriano per squalifica. Si rivede dal primo minuto anche Tomassetti, vero e proprio totem difensivo della formazione di Passarini. Rozzi, dopo l'ottima prova di una settimana fa, viene alzato sulla linea mediana. Il Montegranaro si presenta in attacco con due uomini di notevole spessore tecnico come Albanesi (ex Maceratese) e Tonuzi. A completare il tridente offensivo è il centravanti Cani.
LA CRONACA - Tolentino pericoloso al 6'. Moscati protegge alla grande il pallone sull'attacco di Alidori e allarga sulla sinistra per Tortelli: il suo cross trova l'inserimento di Diouane, il colpo di testa termina fuori.
Passano quattro minuti e ci prova Rozzi, bravo a raccogliere la sfera vagante sulla trequarti e concludere di prima intenzione: Taborda blocca in presa. Il vantaggio dei padroni di casa arriva al 15'. L'azione è da raccontare.
Lovotti aggancia con stile un rinvio lungo di Roberto e serve Rozzi che, a sua volta, allarga con tempi perfetti per Diouane. Il terzino destro mette in mezzo un cioccolatino che Tizi scarta con una precisa inzuccata.
Dominio cremisi pressoché totale. Al 21' Diouane fa di nuovo venire il mal di testa a Stortini, che lo stende con un fallo. Sulla punizione susseguente Giandomenico azzecca una traiettoria deliziosa, ma Taborda alza la sfera in angolo.
Dal corner che ne scaturisce calciato dallo stesso Giandomenico, arriva il raddoppio. Strano è ottimo nel movimento e nella spizzata all'altezza del primo palo, Taborda stavolta nulla può (22'). Tolentino vicino anche al tris con Lovotti un giro di lancette più tardi, ma il 'puntero' argentino spara fuori da ottima posizione.
La reazione del Montegranaro è tutta nella conclusione senza pretese di Tonuzi al 29'. Al 36' Taborda viene nuovamente chiamato all'opera da un rasoterra velenoso di Tortelli e se la cava in due tempi. All'intervallo si va con i locali avanti 2-0.
SECONDO TEMPO - Al rientro dagli spogliatoi Urbinati opta per una doppia sostituzione immediata. Fanno l'ingresso in campo Perri e Iuvale' per Vessella e Cani. Una mossa per tentare di dare una scossa al Montegranaro.
Gli effetti, però, non si vedono. Al 55' dentro anche Mangiacapre per Evangelisti che torna, furibondo, in panchina. Il secondo tempo appare avaro di emozioni. Gli ospiti mostrano, perlomeno, un atteggiamento maggiormente volitivo ma il loro calcio resta ruminato.
Al 64' Lovotti libera, con un colpo di suola geniale, Rozzi per il tiro: altissimo. Segnali dal Montegranaro al 66', colpo di testa debole di Perri su assist di Tonuzi. Nessun problema per Roberto.
Al 71' Giandomenico tenta la stecca su punizione, ma il tiro esce troppo centrale per impensierire Taborda. Partita che offre davvero pochi spunti di rilievo, il pressing del Montegranaro è sterile.
All'80' Moscati si accende con una progressione straripante delle sue e pesca Rozzi libero in area di rigore: bella la stilettata e pure la parata di Taborda in due tempi. Nel finale di gara non c'è null'altro da segnalare. Il Tolentino conquista tre punti che gli consentono di superare la Sangiustese in classifica e agguantare la zona play-off.
Tabellino Tolentino - Montegranaro 2-0
TOLENTINO: Roberto, Diouane (74' Matteo Salvucci), Strano, Fontana, Tomassetti, Giandomenico (84' Nunes), Tizi (81' Romitelli), Tortelli, Rozzi, Lovotti (87' Papini), Moscati. All. Passarini
MONTEGRANARO: Taborda, Chimezie (81' Santoro), Stortini, Gomis (70' Chrisantus), Capodaglio, Alidori, Evangelisti (55' Mangiacapre), Vessella (45' Iuvale'), Cani (45' Perri), Tonuzi, Albanesi. All. Urbinati
Arbitro: Enrico Pappalardo di Crema Assistenti: Matteo Malatesta di Ancona e Fabio Federici di Ascoli Piceno
Reti: 15' Tizi (T), 22' Strano (T); ammoniti: Gomis, Tomassetti; espulsi: nessuno; corner 4-3; recupero: 2' (1°T) e 3' (2°T).