Si è svolto oggi pomeriggio alle ore 17, presso l’Aula Verde del Polo Pantaleoni, l’incontro-dibattito dedicato al futuro del centro storico di Macerata, promosso dal comitato civico Centro Storico Macerata. Un appuntamento atteso, che ha registrato una folta partecipazione della cittadinanza, con l’aula piena, segno evidente di quanto il tema sia sentito dalla comunità.
Al centro dell’incontro, il rilancio del cuore cittadino, tra criticità e opportunità legate alla vivibilità, agli spazi pubblici, al commercio di prossimità, alla sicurezza e alle prospettive di sviluppo sostenibile. Un confronto aperto che ha visto la presenza di cittadini, professionisti, rappresentanti delle istituzioni e del mondo culturale, con l’obiettivo di costruire una visione condivisa.
"Il centro storico non è solo un luogo fisico, ma l’identità stessa della nostra comunità", avevano sottolineato i promotori alla vigilia, e il dibattito odierno ha confermato questa visione, arricchendola di analisi concrete, proposte e una forte volontà di riportare il centro al centro.
Nicola Perfetti, del comitato civico centro storico Macerata, ha spiegato il senso dell’iniziativa: “È un incontro, un punto che ci eravamo posti come qualificante del nostro operato. Siamo attivi da circa un anno e stiamo svolgendo un’attività di scouting, stiamo cercando di capire quelle che sono le problematiche da residenti per residenti. Il centro storico ci si scorda sempre essere un quartiere. Questo di oggi è un punto della situazione, un punto nave che abbiamo voluto compiere anche con le istituzioni, con assessori ed esponenti della cultura e delle università locali, per fare il punto sullo stato attuale del centro storico, tra residenzialità, prospettive future, commercio e accessibilità, con tutte le problematiche attuali”. Un intervento che richiama ascolto diretto, analisi e una visione condivisa.
A fornire un’analisi approfondita è stato il giornalista Carlo Cambi, che ha portato dati e riflessioni sul contesto socio-economico: "Macerata ha una conformazione di mura che esclude e non include. I residenti sono 2600, con una perdita di 600 negli ultimi anni. È la quarta città in Italia per incremento dell’inflazione e allo stesso tempo ci sono molti pensionati con circa 900 euro. Sono dati che contrastano con l’idea che il commercio vada benissimo. Il profilo demografico del centro storico invecchia, diminuisce e costa sempre di più viverci”. Un quadro segnato da criticità evidenti, numeri e una realtà in progressivo cambiamento.
Entrando nel dettaglio economico, ha aggiunto: "Il valore immobiliare è di 1200 euro a metro quadrato, molto inferiore rispetto a realtà come Civitanova. Le attività economiche sono 3775, ma si sono erose di 150 unità. Il commercio all’ingrosso vale il 22%, ma è in calo. Il 5,8% sono attività di ristorazione e si registra un fenomeno di gentrificazione, con l'espulsione di residenti e attività tradizionali. Dobbiamo riconquistare i luoghi, restituirli ad artigiani e specificità locali, recuperando identità e anima della città". Parole che indicano la necessità di rilancio economico, tutela e valorizzazione del territorio.
Sul ruolo dell’università si è soffermato il rettore John McCourt: "Deve essere una città per giovani e anziani. Dobbiamo migliorare la situazione parcheggi e la coordinazione tra eventi e locali. Il centro non deve essere conservato come un museo, ma deve essere vissuto e pieno di vita. L’università ha investito per rivitalizzarlo, come dimostra anche l’intervento sull’ex Banca d’Italia. Se il centro è il cuore pulsante della città e rallenta, tutta la città ne soffre. Serve investire, insieme, pubblico e privato". Un intervento che evidenzia il ruolo strategico dell’università, gli investimenti e la necessità di una città più dinamica.
Una riflessione culturale è arrivata dal poeta Filippo Davoli: "Il problema di Macerata non è l’accoglienza, ma il trattenere. Il centro storico è un quartiere abitato, ma si è progressivamente spopolato: uffici e negozi hanno chiuso e i residenti hanno iniziato ad andarsene. Bisogna ripopolare il centro, perché se torna la vita tornano anche il commercio e la cultura, che acquista stabilità oltre agli eventi”. Un richiamo alla vita quotidiana, alla comunità e alla necessità di ripopolare il centro.
A chiudere, l’intervento dell’assessore comunale Paolo Renna: "Proseguiamo un lavoro iniziato da tempo. L’ascolto è un dovere per chi amministra ed è anche un piacere. Ora raccogliamo proposte e disagi dei cittadini. Siamo un comune terremotato e le difficoltà vengono anche da lontano, ma Macerata ha tutti i presupposti per rifiorire e ricrescere".
L’incontro ha così rappresentato un primo passo concreto verso un percorso partecipato, in cui istituzioni e cittadini sembrano pronti a collaborare per restituire centralità, rafforzare l’identità e rilanciare la vita del centro storico.
Parrocchia Santa Maria delle Vergini in festa dal 5 al 7 aprile. La comunità dell’Unità Pastorale 3 della Diocesi di Macerata promuove un denso programma di celebrazioni civili e religiosi che avranno il suo culmine, come consuetudine, il martedì di Pasqua, 7 aprile, in occasione della ricorrenza della festività.
Nel 1533, viene commissionato al pittore Lorenzo de Carris un affresco della Madonna delle Grazie e di Misericordia sotto il cui manto sono rappresentati adolescenti di entrambi i sessi; da questa data si incominciò a parlare di miracoli compiuti dalla Madonna e dell’apparizione della Vergine a una fanciulla di macerata, Bernardina di Bonino avvenuta nell’aprile del 1548.
Il programma religioso si aprirà il 4 aprile, alle 21.30, con la veglia pasquale all’interno della tecnostruttura posizionata nel cortile del Santuario. Nel giorno della Santa Pasqua di Resurrezione, 5 aprile, le Messe si svolgeranno alle ore 9, 11 e 18.30; orari mantenuti anche il giorno seguente per il lunedì dell’Angelo. Il 7 aprile, dopo la Messa mattutina delle ore 9, nel pomeriggio la celebrazione eucaristica sarà presieduta alle ore 18 dal vescovo di Macerata Nazzareno Marconi.
A seguire, la processione e, alle 19.15 circa, l’evento “L’Abbraccio. 10 anni senza di te”: iniziativa pensata dai parrocchiani in collaborazione con il parroco don Pietro Micheletti per testimoniare, simbolicamente e non solo, la vicinanza dei della Diocesi e dei fedeli al proprio Santuario chiuso a seguito dei danni riportati durante il terremoto del Centro Italia del 2016.
Molteplici gli appuntamenti previsti anche all’interno del programma civile dei festeggiamenti: la mattina di Pasqua, alle ore 10, sarà inaugurata la mostra "Cucina e cucinà de ‘na orda" (presso i locali parrocchiali); il 6 aprile, alle ore 15, Passeggiata di Pasquetta "Jo ppe le Jeppe" (a seguire, panzanella; ritrovo nel cortile parrocchiale), mentre in serata, alle 21.15, Rassegna di musica polifonica "Di coro in coro" (presso il tendone). Gli eventi del 7 aprile avranno inizio con le attività laboratoriali "I biscotti del coccodrillo", in oratorio dalle 15.30 alle 17.45; in serata, dalle 20.30, invece, polenta per tutti. Dal 5 al 7 aprile, sempre presso i locali parrocchiali, pesca di beneficenza.
La trentasettesima edizione di Musicultura entra nel vivo e regala un'ottava serata di Audizioni Live ricca di emozioni e talento. A trionfare nel cuore del pubblico maceratese è stata Angelica Perri, cantautrice calabrese classe 2001, che si è aggiudicata il Premio del Pubblico Banca Macerata.
L'artista ha conquistato la platea del Teatro Lauro Rossi con i brani “Apparentemente intera”, un inno alla riscoperta della propria forza interiore, e “Licange”, un originale gioco linguistico in dialetto calabrese dal profondo messaggio pacifista. A consegnare il riconoscimento sono stati Alberto Borroni, consigliere di amministrazione di Banca Macerata, e John McCourt, Rettore dell’Università di Macerata, il quale ha sottolineato con emozione come la creatività e la passione di questi giovani artisti rappresentino una luce di speranza e un futuro luminoso per l'intera comunità.
Il legame tra il Festival e l'Ateneo maceratese si conferma più solido che mai. Sono ben 19 gli studenti dell'UniMc impegnati attivamente nelle operazioni delle Audizioni Live, suddivisi tra la Giuria e la redazione di "Sciuscià", il blog ufficiale della rassegna.
Il team dei giurati vede protagonisti Giulia Albertini, Silvia Ardini, Fulvio Borredon, Irene Brandis, Andrea Canullo, Irene Cecchi, Gaia Cerquetella, Eleonora Lai, Silvia Salzano e Francesca Pia Ventura. Parallelamente, il racconto giornalistico è affidato a Alice Cruciani, Rita De Finis, Francesca De Mutiis, Aurora Mancinelli, Emanuele Moscatelli, Paolo Pistocchi, Leonardo Sperandini, Mattia Terenzi e Benedetta Trabucco, che documentano ogni sfumatura di questa maratona musicale.
Oltre alla vincitrice della serata, il palco ha ospitato una varietà di proposte artistiche di altissimo livello. Rossana De Pace, già reduce dai palchi di San Siro e del Maradona in apertura ai Negramaro, ha fuso radici mediterranee e tensioni urbane, mentre il veneziano Alessandro Ragazzo, polistrumentista laureato in chitarra jazz e recentemente ospite a Propaganda Live, ha esplorato ballate malinconiche dalle atmosfere retrò. Spazio anche alle sonorità dark e consapevoli di Versailles (Luca Briscese), volto noto di X Factor, e alla scrittura colta di Cesare Augusto Giorgini, attuale membro della band di Niccolò Fabi, che ha presentato il suo progetto ispirato all'Odissea. Ha chiuso il cerchio il giovanissimo romano scacciapensieri, capace di unire il rigore dell'Opera lirica all'urgenza dell'indie rock per raccontare il caos emotivo della Gen Z.
L'attesa è ora tutta per domani, sabato 21 marzo, quando si celebrerà l'ultima serata delle Audizioni Live presso il Teatro Lauro Rossi. Per chi non potrà essere presente in sala, l'evento sarà garantito da una copertura mediatica capillare con i collegamenti su Rai Tgr Marche, le dirette su èTv Marche e lo streaming sui canali social ufficiali di Musicultura (Facebook e YouTube). Sarà l'ultimo atto di una selezione che ha trasformato Macerata nella capitale della nuova canzone d'autore italiana.
Si sono svolti ieri pomeriggio, presso la sede elettorale della coalizione di centrosinistra a sostegno del candidato sindaco Gianluca Tittarelli, i primi due appuntamenti di "Parliamo di Macerata", il percorso di ascolto e confronto diretto con i cittadini che la coalizione ha scelto come metodo concreto per costruire il programma elettorale. Due i tavoli tematici al lavoro: "Città sicura", dedicato ai temi della salute, della sicurezza e dell'assistenza sociale, e "Città verde", incentrato su ambiente, rifiuti, verde urbano e acqua pubblica.
Un pomeriggio intenso, animato da una partecipazione che ha superato le aspettative, con cittadine e cittadini che hanno portato proposte, suggerimenti e osservazioni frutto di esperienza diretta e conoscenza del territorio.
«Quello che abbiamo vissuto oggi è esattamente ciò in cui crediamo», ha dichiarato Gianluca Tittarelli. «Non slogan, non promesse astratte: ascolto reale, idee concrete, persone che si mettono in gioco per la propria città. Questo è il centrosinistra che vogliamo essere».
Le proposte emerse dai tavoli saranno analizzate e valutate, e le più significative confluiranno direttamente nella stesura definitiva del programma elettorale, arricchendolo con la voce autentica della comunità maceratese.
Il percorso continua. La coalizione invita l'intera cittadinanza a partecipare ai prossimi due appuntamenti di "Parliamo di Macerata": Lunedì 23 marzo, ore 21: "Città in movimento", "Città accogliente". Mercoledì 25 marzo, ore 21: "Città che partecipa", "Città per i giovani". Tutti gli appuntamenti si terranno nella sede elettorale di via Garibaldi, 24, una casa aperta a chi vuole portare il proprio contributo, le proprie idee, la propria visione per Macerata.
"Non promesse lontane dal reale, ma ascolto, partecipazione e coinvolgimento concreto. La vostra voce conta. Vi aspettiamo".
Una mattinata all’insegna della salute e della prevenzione dedicata alle donne che fanno impresa: è l’iniziativa organizzata dalla Cna Macerata, in programma lunedì 23 marzo, dalle ore 9.30 alle 12.30, presso la sede provinciale dell’associazione.
L’incontro è rivolto alle imprenditrici associate e alle donne del Sistema Cna, con l’obiettivo di promuovere una maggiore attenzione al benessere femminile e alla cultura della prevenzione, temi spesso trascurati nella vita frenetica di chi gestisce contemporaneamente azienda, famiglia e impegni quotidiani.
«Come Cna sentiamo la responsabilità di promuovere non solo lo sviluppo delle imprese, ma anche il benessere delle persone che le guidano – spiega la Direttrice Lucia Pistelli –. Le imprenditrici sono al centro di molte responsabilità e proprio per questo è fondamentale sensibilizzare sull’importanza della prevenzione e della cura della propria salute».
Durante la mattinata saranno presenti due specialiste del Gruppo Fisiomed, che affronteranno temi fondamentali come la salute del pavimento pelvico, un aspetto spesso poco conosciuto ma cruciale in tutte le fasi della vita, e la prevenzione oncologica, con focus su autopalpazione e diagnosi precoce. Saranno inoltre illustrate le opportunità per accedere a esami e controlli specifici, pensati per facilitare la partecipazione delle imprenditrici.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Cna Impresa Donna Macerata, guidata dalla Presidente Daniela Zepponi, e il Gruppo Fisiomed, con l’obiettivo di offrire al territorio competenze sanitarie qualificate e supporto concreto alle donne imprenditrici.
«Vogliamo offrire alle donne del nostro Sistema un’occasione concreta per fermarsi, informarsi e prendersi cura di sé – sottolinea Pistelli –. Grazie a questa collaborazione mettiamo a disposizione competenze professionali per promuovere la cultura della prevenzione, uno degli strumenti più importanti per tutelare la qualità della vita».
L’invito a partecipare è rivolto a tutte le imprenditrici e amministratrici delle imprese associate CNA della provincia di Macerata.
I Carabinieri del comando provinciale di Macerata hanno deferito in stato di libertà, nel giro di 24 ore, un cittadino tunisino di 29 anni, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile di ricettazione e furto aggravato.
Il primo intervento è scaturito dall’attività dei militari del Nor – Sezione Radiomobile di Macerata. Durante un controllo nel centro cittadino, l’uomo è stato trovato in possesso di numerosi capi di abbigliamento e calzature, ancora confezionati ed etichettati, per un valore di circa 250 euro. Non essendo in grado di giustificare la provenienza della merce, il giovane è stato denunciato per ricettazione. Il materiale sequestrato è ora sottoposto ad accertamenti per individuare i legittimi proprietari.
Nonostante la denuncia del giorno precedente, il 29enne ha colpito nuovamente a Corridonia. La pronta segnalazione del personale di un noto supermercato ha permesso ai Carabinieri della Stazione di Corridonia di intervenire immediatamente. L’uomo è stato bloccato all’uscita del negozio, subito dopo aver oltrepassato le casse senza pagare, con un borsone contenente prodotti per la cura della persona, biancheria, alimenti e un elettrodomestico, per un valore di 76 euro.
Per questo secondo episodio il giovane è stato nuovamente deferito all’autorità giudiziaria, questa volta per furto aggravato. La refurtiva, interamente recuperata, è stata restituita al responsabile del punto vendita che ha formalizzato la denuncia presso il locale Comando dei Carabinieri.
Un’atmosfera davvero positiva ha fatto da contorno all’incontro che ha formalizzato la prosecuzione della collaborazione tra Fisiomed e Macerata Rugby.Si è tenuto nella principale tra le dieci sedi del Gruppo Medico, ovvero a Sforzacosta. Presenti l’amministratore di Fisiomed, Enrico Falistocco, e i vertici di Macerata Rugby, il presidente Rolando Mozzoni e il direttore sportivo Emanuele Panunti. Per l’occasione hanno gremito la sala conferenze anche una decina di giovani del club, più la referente del progetto Astuta Ability Academy, Gioia De Angelis.
Anche per i prossimi mesi pertanto il Gruppo Medico fungerà da sponsor e medical partner della società che fa divertire i giovani del territorio con la palla ovale e, al contempo, si distingue per la realizzazione di tante iniziative collaterali e sociali.
“Ci fa particolarmente piacere continuare questa collaborazione – ha affermato Enrico Falistocco – perché parliamo di una disciplina che, dal punto di vista umano, trasmette sani principi. Inoltre con voi siamo legati dall’attenzione verso il mondo del sociale, nel vostro caso plaudo al progetto di inserimento di ragazzi autistici. E magari ci accomunerà questo 2026 che per voi significherà i nuovi impianti sportivi a Villa Potenza e per noi di Fisiomed rappresenta il 30° anno di attività. Lo stiamo aprendo con il nuovo logo, un messaggio visivo/grafico che ci proietta in una nuova era e faremo seguire altre iniziative celebrative. Lo sport aiuta a stare in salute e Fisiomed, con i suoi macchinari all’avanguardia, rimarrà sempre al fianco delle società sportive”.
Sia Mozzoni che Panunti hanno elogiato il nuovo logo di Fisiomed. Il presidente ha aggiunto: “Per noi è un grandissimo piacere continuare ad essere affiancati da un partner d’eccellenza come Fisiomed. In questo 2026 celebrate il trentennale e noi il ventennale, lo faremo con il nuovo impianto sportivo che sarà tra i migliori del centro Italia. Vi potremo ospitare le gare nazionali fino all’Under18 maschile e quelle della Nazionale femminile”.
Il ds si è soffermato sulla similare mission tra le due realtà: “Noi diamo la possibilità di giocare a rugby ma ci riteniamo soprattutto una associazione culturale e ricreativa. Come Fisiomed proponiamo formazione e informazione e, con i nuovi impianti, potremmo assolvere a questa funzione in maniera più efficace. In un contesto nazionale che vede numeri in calo nel rugby italiano, noi siamo andati in controtendenza ed abbiamo aumentato gli iscritti”.
Emozionante il congedo, con Tommaso Foresi, uno dei ragazzi autistici della squadra Astuti Macerata Rugby, che ha raccontato la recente esperienza all’Olimpico di Roma, dove il gruppo si è goduto lo storico successo dell’Italia sull’Inghilterra.
Si è svolta nel pomeriggio di mercoledì 19 marzo, presso la sala stampa dello Stadio Helvia Recina “Pino Brizi” la conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico della Maceratese, Maurizio Lauro. Insieme al neo allenatore biancorosso sono intervenuti il presidente Alberto Crocioni e il direttore sportivo Nicolò De Cesare.
Ad aprire l’incontro è stato il presidente Crocioni: «Accogliamo mister Lauro, che avevo già avuto il piacere di conoscere e mi aveva fatto subito avuto una buona impressione. Abbiamo visto in lui l’allenatore giusto per aiutarci a raggiungere la salvezza. Doverosi i ringraziamenti a mister Possanzini e il suo staff per quello che hanno fatto lo scorso anno e per la passione, la conoscenza e la preparazione che hanno messo a disposizione della Maceratese. Il nostro obiettivo è stato sin dall’inizio quello di arrivare alla salvezza e credo fermamente che ci possiamo riuscire. Abbiamo ancora 7 partite e quindi confido nel nuovo allenatore che possa dare alla squadra la forza per raggiungere l’obiettivo».
A seguire le dichiarazioni del direttore sportivo Nicolò De Cesare: «Diamo il benvenuto a mister Lauro. Mi unisco ai ringraziamenti per mister Possanzini e il suo staff. Spesso in questi casi paga sempre l’allenatore, ma è giusto prendersi le proprie responsabilità e condividerle tra tutti. Quello che conta ora però è la Maceratese e il mantenimento della categoria. Nelle 7 partite restanti possiamo salvarci e possiamo anche fare bene. Per farlo ci aggrappiamo a mister Lauro: un allenatore giovane (45 anni) ma allo stesso tempo esperto, per cui nutro grande stima. Ha allenato in piazze importanti e quindi confidiamo nel suo lavoro per concludere la stagione nel migliore dei modi».
Le prime parole in biancorosso di mister Maurizio Lauro: «Ho seguito in queste stagioni la Maceratese e sono rimasto colpito dal grande esodo dello scorso anno al “Del Conero” di Ancona nello spareggio, oltre ad averla seguita dal vivo qualche volta quest’anno. La Maceratese è una squadra che mi è sempre piaciuta perciò appena sono stato contattato ho subito detto sì senza esitazioni. Ho sentito fiducia da parte della società e da parte mia c’era grande voglia di tornare ad allenare».
«Ho trovato tanta disponibilità da parte dei ragazzi e tanta voglia di tirarsi fuori da questa situazione, difficile ma non tragica. Sono qui per la salvezza, non per fare bella figura: è la prima cosa che ho chiesto alla squadra, la più importante per loro, per la società e per la maglia importante che indossano».
La Maceratese scenderà in campo domenica 22 marzo alle ore 14:30 allo stadio “Cino e Lillo Del Duca” per affrontare l’Atletico Ascoli, nella 28ª giornata del girone F di Serie D.
La Camera Penale di Macerata interviene in risposta al documento firmato da 42 docenti dell’Università di Macerata (leggi qui) che contestano il referendum sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. L’associazione forense precisa la propria posizione e chiarisce alcuni punti della riforma.
Secondo la Camera Penale, “Il dissenso è legittimo; meno legittimo è trasformarlo in una rappresentazione deformata della riforma, evocando un inesistente pericolo per la Costituzione e per la democrazia”.
Sostenere che la riforma sia contraria alla Costituzione è, per l’associazione, “inaccettabile”. La Corte costituzionale ha già chiarito che la separazione delle carriere è pienamente praticabile nell’attuale quadro costituzionale. “Si può contestarla sul piano politico o culturale; non la si può spacciare come una deriva eversiva”.
La riforma, spiegano i penalisti, non limita l’indipendenza della magistratura, ma punta a chiarire due funzioni diverse all’interno del processo accusatorio: “Il giudice deve essere terzo; il pubblico ministero è parte processuale. Confondere questi piani significa indebolire, non rafforzare, la credibilità del sistema”.
La Camera Penale contesta anche l’argomento secondo cui la riforma sarebbe inutile: “Il punto non è quanti siano i passaggi tra giudice e PM, ma il modello ordinamentale che si vuole costruire. E se quei passaggi sono marginali, tanto meno si comprende l’allarme sollevato contro la riforma”.
Riguardo alla presunta subordinazione della magistratura alla politica, precisano: “Il testo prevede due distinti Consigli Superiori della Magistratura, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica, con equilibrio tra togati e laici e un’Alta Corte a maggioranza assoluta di togati. Parlare di assoggettamento alla politica significa accreditare uno scenario che il testo non contiene”.
Anche il sorteggio, spiegano, rappresenta una risposta alla crisi del sistema correntizio e non è un’offesa alla democrazia: “Del resto, il ricorso al sorteggio come correttivo non è affatto estraneo neppure al mondo universitario. Non si comprende allora per quale ragione ciò che è stato ritenuto compatibile nell’università debba essere presentato come attentato all’ordine costituzionale”.
Infine, l’associazione respinge l’idea che la separazione delle carriere possa essere introdotta con una legge ordinaria: “Proprio perché si tratta di una scelta di assetto costituzionale, è necessario un intervento sul testo della Costituzione. Dire il contrario significa alterare i termini reali della questione”.
In chiusura, la Camera Penale ribadisce: “Il confronto pubblico richiede rigore, non enfasi apocalittica. Le riforme costituzionali possono essere contrastate; non dovrebbero essere deformate. Sul tema della giustizia, oggi più che mai, serve chiarezza, non allarmismo”.
Una giornata destinata a restare nella storia di Macerata ha segnato oggi un punto di svolta per la viabilità cittadina. Una folla numerosa ha partecipato all’inaugurazione, accorrendo per assistere al taglio del nastro e vivere da vicino un momento molto atteso. Con l’apertura al traffico del nuovo sottopasso di via Roma, va definitivamente in pensione il passaggio a livello al chilometro 30+294 della linea Civitanova-Albacina, ponendo fine a decenni di disagi e code che hanno segnato la vita quotidiana di migliaia di cittadini. L'opera è stata completata dall'azienda Francucci.
Il progetto, realizzato grazie a un investimento complessivo superiore agli 8 milioni di euro, rappresenta il risultato di una complessa sinergia istituzionale che ha coinvolto il Comune, la Provincia, Rete Ferroviaria Italiana, l’Ufficio Speciale Ricostruzione della Regione Marche e ANAS. Il finanziamento principale, pari a 7,5 milioni di euro, è stato garantito dal Piano Nazionale Complementare al PNRR, mentre la restante parte è stata coperta da RFI. Un lavoro complesso, pianificato per ridurre al minimo l’impatto del cantiere, concentrando gran parte delle lavorazioni fuori dal tracciato stradale.
Dal punto di vista tecnico, il sottopasso si presenta come un’infrastruttura moderna e funzionale. Con un’altezza libera di 5 metri consente il passaggio di ogni tipologia di mezzo, inclusi quelli pesanti e di soccorso. La carreggiata, larga complessivamente 12 metri, è organizzata con due corsie da 3,5 metri, affiancate da banchine di sicurezza, mentre particolare attenzione è stata riservata alla mobilità sostenibile con un marciapiede da 1,5 metri e un percorso da 2,5 metri utilizzabile anche come pista ciclabile. Migliorata anche la pendenza longitudinale, resa più dolce per garantire maggiore sicurezza anche in condizioni meteo avverse.
“Oggi non inauguriamo soltanto un’opera pubblica, ma un'opera d'arte che celebra un traguardo atteso e desiderato da tutta la nostra comunità”, ha dichiarato il sindaco Sandro Parcaroli. “Il sottopasso di via Roma è la risposta concreta a anni di attese, disagi e code interminabili”, ha aggiunto, sottolineando come l’opera rappresenti “meno stress e più tempo per le famiglie”. Un risultato che, ha evidenziato, è frutto di un grande lavoro di squadra, ringraziando istituzioni, tecnici e cittadini per la pazienza dimostrata durante i lavori.
Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, che ha definito l’intervento “un’opera strategica attesa da
decenni”, simbolo della capacità del territorio di guardare avanti migliorando sicurezza, mobilità e qualità della vita. Acquaroli ha ribadito l’importanza della collaborazione tra enti, sottolineando l’impegno della Regione nel continuare a investire in infrastrutture moderne ed efficienti.
Sulla stessa linea l’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Marchiori, che ha parlato di “fine di un’attesa lunga cinquant’anni” e di un esempio concreto di buon governo capace di trasformare un progetto in realtà. Un risultato reso possibile dal lavoro dell’ufficio tecnico e delle imprese coinvolte, oltre alla collaborazione dei cittadini interessati dalle opere.
Il commissario straordinario Guido Castelli ha definito l’inaugurazione “un giorno speciale per tutta la comunità maceratese”, sottolineando come l’opera rappresenti anche un segnale di sviluppo e modernizzazione. “La ricostruzione può e deve essere un’occasione per crescere”, ha affermato, evidenziando il valore strategico dell’intervento.
Dal lato ferroviario, l’ingegnere Simone Perticarini ha evidenziato come l’intervento rientri tra le priorità nazionali di RFI per la soppressione dei passaggi a livello più critici. “L’eliminazione del passaggio a livello migliora drasticamente la sicurezza e la regolarità del servizio ferroviario”, ha spiegato, sottolineando l’importanza dell’opera anche per la rete ferroviaria.
La cerimonia si è conclusa con la benedizione del vescovo Nazzareno Marconi, seguita dal taglio del nastro che ha sancito ufficialmente l’apertura dell’infrastruttura. Un momento simbolico, condiviso da tanti cittadini presenti, che ha segnato l’inizio di una nuova fase per la città.
Con l’entrata in funzione del sottopasso, Macerata archivia definitivamente una delle sue criticità storiche. La viabilità torna fluida, le code si riducono e migliora anche l’impatto ambientale, grazie alla diminuzione dei tempi di percorrenza e delle emissioni. Un cambiamento concreto che proietta la città verso un futuro più moderno ed efficiente.
La dea bendata ha fatto tappa a Villa Potenza, portando con sé un regalo da mezzo milione di euro. La notizia, che sta già facendo il giro della frazione, riguarda una vincita straordinaria realizzata presso la Tabaccheria di Monica Principi. Con un biglietto della serie "Il Miliardario", dal costo di soli 5 euro, un fortunato giocatore è riuscito a centrare il premio massimo, portandosi a casa la bellezza di 500.000 euro.
La vincita risale allo scorso 11 marzo, ma i titolari della ricevitoria ne sono venuti a conoscenza soltanto in queste ore, a seguito della comunicazione ufficiale da parte di Brightstar, la società che gestisce i giochi. Un ritardo che non ha smorzato l'entusiasmo della tabaccheria, dove ora è caccia al vincitore o alla vincitrice.
"Siamo felicissimi che una vincita così grande sia passata tra le nostre mani - spiegano dalla Tabaccheria Principi -. Non avevamo mai registrato un premio di questa portata prima d'ora e siamo entusiasti all'idea di aver contribuito a cambiare in meglio la vita di qualcuno".
Identificare il neo-miliardario, tuttavia, non sarà un'impresa facile. L'attività si trova infatti in una posizione di forte passaggio, servendo quotidianamente sia i residenti della zona sia i molti clienti occasionali che transitano lungo la direttrice che collega Macerata alle località limitrofe. "Non abbiamo idea di chi possa essere il vincitore - aggiungono dalla tabaccheria - proprio perché il nostro locale è frequentato da una clientela molto variegata". Mentre nel quartiere è scattato l'immancabile "totovincitore", resta la certezza di un evento record per la ricevitoria di via Borgo Peranzoni.
Un risultato che premia talento, impegno e passione sportiva. Anita Recchi, studentessa della classe 3B della scuola secondaria di primo grado del Convitto Nazionale “Leopardi” di Macerata, ha conquistato la medaglia d’argento nel getto del peso (3 kg), categoria cadette, al XIV Trofeo “Ai Confini delle Marche”.
La competizione, andata in scena domenica 15 marzo al PalaCasali di Ancona, è uno degli appuntamenti più rilevanti dell’atletica giovanile italiana. Organizzata dalla Federazione Italiana di Atletica Leggera (FIDAL), ha visto la partecipazione di rappresentative provenienti da 13 regioni, riunendo alcune delle migliori promesse del panorama nazionale.
Già campionessa regionale con la misura di 11,45 metri, Anita è riuscita a migliorarsi proprio nell’occasione più importante, raggiungendo l’eccellente misura di 11,78 metri. Un lancio che le ha permesso di salire sul secondo gradino del podio, alle spalle dell’atleta dell’Emilia-Romagna e davanti alla rappresentante della Toscana. Un risultato di grande prestigio, ottenuto indossando per la prima volta la maglia della Regione Marche.
Tesserata con l’Avis Macerata, Anita è anche alunna semiconvittrice del Convitto Leopardi, dove si distingue non solo per le qualità sportive ma anche per l’impegno scolastico e la condotta esemplare. Un percorso che dimostra come la pratica sportiva, anche a livelli competitivi, possa andare di pari passo con risultati positivi nello studio.
A congratularsi con lei sono stati il rettore e dirigente scolastico Alessandra Gattari, la docente di Scienze Motorie Paola Caschera, la coordinatrice di classe Maria Chiara Paparelli, insieme alle educatrici, ai docenti e a tutto il personale scolastico. Un riconoscimento condiviso per un traguardo che rappresenta non solo un successo sportivo, ma anche un esempio concreto di crescita, dedizione e spirito di squadra.
Un argento che vale molto più di una medaglia e che lascia intravedere un futuro ricco di possibilità.
Una coincidenza statistica non comune accende i riflettori su Juan Luca Sacchi. L'arbitro della sezione di Macerata dirigerà la sfida tra Roma e Lecce in programma domenica 22 marzo alle ore 18:00 nella cornice dello Stadio Olimpico.
La designazione balza agli onori della cronaca sportiva per un dettaglio curioso: il fischietto marchigiano aveva già diretto la sfida di andata tra le due formazioni lo scorso 6 gennaio al "Via del Mare", in un match terminato 0-2 in favore dei capitolini. Si tratta di un vero e proprio "replay" stagionale a campi invertiti che riporta d’attualità i precedenti della gara d'Epifania proprio alla vigilia del ritorno.
Per l'arbitro maceratese quella di domenica rappresenta la presenza numero 76 in Serie A, nonché la decima direzione in questa stagione 2025/2026. I numeri raccontano di un bilancio in perfetto equilibrio per entrambe le squadre sotto la sua direzione in questo torneo.
Per quanto riguarda il Lecce, Sacchi ha arbitrato la vittoria per 1-0 contro il Pisa a dicembre e la sconfitta nel match d'andata contro i giallorossi. Simmetricamente, per la Roma si registra il successo esterno in Salento e la sconfitta per 1-0 subita sul campo dell'Udinese lo scorso febbraio.
Ad assistere Sacchi nella direzione di gara all'Olimpico ci sarà una squadra di collaboratori collaudata. I guardalinee saranno Giovanni Baccini della sezione di Conegliano e Andrea Zingarelli di Siena, mentre il ruolo di quarto ufficiale sarà ricoperto da Luca Massimi di Termoli. La gestione della tecnologia in sala video sarà affidata al Var Davide Ghersini di Genova, che opererà con il supporto dell'Avar Rosario Abisso della sezione di Palermo.
La giornata di sabato 21 marzo sarà caratterizzata da importanti cambiamenti alla circolazione stradale nel territorio comunale di Macerata, dovuti sia allo svolgimento di una storica competizione ciclistica sia a interventi tecnici necessari nel quartiere di via Urbino. La polizia locale ha emesso due specifiche ordinanze per garantire la sicurezza degli atleti e il corretto svolgimento dei lavori.
Il pomeriggio di sabato vedrà protagonista il grande ciclismo con il "56° Trofeo San Giuseppe", la cui partenza è fissata alle ore 14:00 da piazzale Ciccolini, presso la stazione ferroviaria di Sforzacosta, con arrivo previsto intorno alle 17:30 nei pressi della chiesa parrocchiale della frazione. Per permettere il transito della corsa, l'ordinanza dispone la sospensione temporanea della circolazione stradale lungo l’intero percorso che interesserà borgo Sforzacosta, via Picena, via Liviabella, la SP34 Corridoniana e la SR485 strada Carrareccia nel centro urbano di Piediripa.
Particolare attenzione va prestata ai divieti di sosta con rimozione forzata che saranno in vigore dalle 11:30 alle 18:00. Le zone coinvolte sono piazzale Ciccolini, l’intera via Liviabella e borgo Sforzacosta nel tratto tra via Natali e via Liviabella, oltre a entrambi i lati della SR485 per tutto il tratto del centro abitato di Piediripa. Durante la gara è vietato il transito a qualsiasi veicolo non al seguito della competizione in entrambi i sensi di marcia; i mezzi provenienti dalle strade intersecanti dovranno obbligatoriamente arrestarsi rispettando le segnalazioni del personale di vigilanza, mentre ai pedoni è fatto divieto di attraversare la sede stradale al passaggio dei corridori.
Sempre nella giornata di sabato 21 marzo, ma a partire dalle prime ore del mattino, la viabilità subirà variazioni anche in via Urbino. Il provvedimento è necessario per consentire lo smontaggio in sicurezza di una gru nel tratto di strada sottostante la linea ferroviaria. Dalle ore 8:00 alle 20:00 scatterà il divieto di transito nel tratto prospiciente la ferrovia, fatta eccezione per i mezzi addetti ai lavori.
Per gestire il flusso veicolare, sono previste diverse direzioni obbligatorie. I veicoli provenienti da via Marche, lato viale Don Bosco, avranno l'obbligo di svolta a destra, mentre chi proviene dal lato di via Ancona dovrà svoltare a sinistra, salvo i residenti. Infine, per chi circola in via Urbino con provenienza dalla rotatoria di via Mattei, è istituito l'obbligo di svolta a destra, con l'eccezione concessa ai soli residenti fino al civico 45.
La sala consiliare del Palazzo Comunale di Macerata è tornata a essere il cuore pulsante del merito sportivo cittadino. L’amministrazione comunale ha conferito ufficialmente il Premio Macerata Più, un riconoscimento simbolico ideato per dare risalto agli atleti e alle società del territorio che si sono distinti non solo per i risultati agonistici, ma anche per l'integrità dei valori dimostrati sui campi di gara.
Il sindaco Sandro Parcaroli ha espresso profondo orgoglio per i traguardi raggiunti, definendo gli atleti premiati come un esempio straordinario di determinazione e forza di volontà. Secondo il primo cittadino, dietro ogni medaglia si celano sacrifici quotidiani che rendono questi ragazzi e ragazze un punto di riferimento per l'intera cittadinanza maceratese.
A fargli eco è stato l'assessore allo Sport Riccardo Sacchi, promotore dell'iniziativa, che ha sottolineato come il talento degli sportivi locali sia stato supportato da una visione strategica basata su massicci investimenti nell'impiantistica. Sacchi ha ricordato il percorso che ha portato Macerata a essere eletta "Città Europea dello Sport" nel 2022, ribadendo l'impegno nel riqualificare palestre e campi per offrire strutture all'altezza delle ambizioni dei campioni locali.
L'elenco dei premiati testimonia un'annata sportiva memorabile. Per gli sport acquatici si sono distinti Gaia Acerbotti, bronzo alle Universiadi con il Setterosa, e i numerosi campioni del Centro Nuoto Macerata come Maria Chiara Cera, Angelica Marsuzi Florentino e la squadra campione regionale lifesaving, oltre ai successi di Simone Scarponi, Alessandro Pianesi e il direttore tecnico della nazionale FSSI Mauro Antonini. L'atletica leggera ha visto protagonisti i portacolori dell'Avis Macerata con Ndiaga Dieng, campione mondiale paralimpico, insieme a promesse azzurre come Beatrice Stagnaro e Augusto Cecchetti. Anche la SEF Macerata ha fatto incetta di titoli indoor con veterani dello sport del calibro di Livio Bugiardini, Vincenzo Cappella e Patrizia Nardi.
Il premio ha abbracciato anche le discipline rotellistiche con i giovani talenti della Skyroller Macerata, tra cui Sante Pacioni, Matilde Pieroni e Lorenzo Del Savio, e le arti marziali con il campione italiano di Kung Fu Alessio Lutero e il campione europeo di Kick Boxing Leonardo Rosetti. Non sono mancati i successi nel sociale e nella marcia, con il vice campione europeo di blind tennis Gianluca Marini, il marciatore dell'Aeronautica Michele Antonelli e la campionessa juniores del CUS Elisa Mariani. L'incontro si è concluso con la tradizionale foto di gruppo, un’immagine che suggella il binomio tra il talento degli atleti e una città che corre al loro fianco.
l calendario 2026 di "Presente liberale", il Festival nazionale del libero pensiero promosso dal comune di Macerata in collaborazione con la casa editrice Liberilibri, prosegue con un ospite di primo piano del panorama giornalistico italiano. Dopo gli incontri di febbraio con Cesare Catà e Lorenzo Maggi, il terzo appuntamento della rassegna vedrà protagonista Tommaso Cerno, attuale direttore responsabile de «il Giornale».
L'evento si terrà venerdì 17 aprile alle ore 18:00 presso la cornice del Teatro Lauro Rossi. L'incontro, dal titolo “Il conflitto tra libertà e conformismo. Le ragioni di Giuda”, vedrà Cerno intervistato dal direttore editoriale di Liberilibri, Michele Silenzi. Al centro del dibattito ci sarà l'ultima opera del giornalista, Le ragioni di Giuda. Quando il tradimento ideologico diventa un atto di libertà, un volume che analizza il significato del dissenso e il costo della libertà di pensiero nella società contemporanea.
Tommaso Cerno, già direttore dell’«Espresso» ed ex parlamentare, è considerato una delle voci più riconoscibili e fuori dagli schemi del giornalismo attuale, caratterizzato da una costante riflessione sul rapporto tra individuo e narrazione pubblica.
Sull'importanza dell'ospite e della rassegna è intervenuto l'assessore al Turismo e agli Eventi, Riccardo Sacchi: "Possiamo ormai orgogliosamente definire “Presente liberale” uno dei veri punti di forza della proposta culturale della città. Non si tratta soltanto di una rassegna, ma di uno spazio autentico di confronto, capace di mettere in discussione certezze e luoghi comuni. Ospitare una figura come Tommaso Cerno significa offrire al pubblico la possibilità di ascoltare una voce libera, spesso scomoda, che nel suo percorso ha attraversato mondi diversi senza mai rinunciare a una propria identità critica".
L'obiettivo dichiarato del festival rimane quello di stimolare un dibattito che non sia preconcetto. Secondo Sacchi, il senso profondo dell'iniziativa risiede nel "creare occasioni di dialogo in cui il pensiero non sia mai addomesticato, ma rimanga vivo, plurale e, se necessario, provocatorio".
Riguardo alla tematica specifica dell'incontro, l'assessore ha aggiunto: "Il tema scelto per questo appuntamento è particolarmente attuale: in un tempo in cui il conformismo può assumere forme sottili e pervasive, riflettere sul confine tra tradimento e libertà diventa fondamentale. Macerata vuole essere sempre più un luogo in cui queste riflessioni trovano spazio, coinvolgendo cittadini, studenti e appassionati in un percorso culturale che non si limita all’intrattenimento, ma ambisce a lasciare un segno".
L'appuntamento al Teatro Lauro Rossi sarà a ingresso libero fino a esaurimento posti.
MACERATA – Non solo libri e banchi di scuola, ma un vero e proprio tuffo nelle istituzioni e nella storia del Continente. Gli studenti dell’indirizzo RIM (Relazioni Internazionali per il Marketing) dell’ITE “A. Gentili” di Macerata hanno appena concluso il progetto “Viaggio alla scoperta della cittadinanza europea”, un’esperienza itinerante che quest'anno ha fatto tappa nei Paesi Bassi.
Il percorso, curato dalla professoressa Maria Melfi, ha coinvolto le classi dalla seconda alla quinta G, trasformando il viaggio d'istruzione in una lezione di geopolitica e cittadinanza attiva sul campo.
Il programma è stato intenso e multidisciplinare. Dopo una breve tappa a Colonia, i ragazzi hanno raggiunto Amsterdam, dove la visita alla Casa di Anna Frank ha offerto uno dei momenti più toccanti, spingendo gli studenti a riflettere sui diritti umani e sulla tolleranza. Il lato artistico del viaggio è stato invece affidato al Museo Van Gogh, simbolo della cultura europea.
Il cuore pulsante della didattica si è però spostato a L’Aia, sede del Tribunale Penale Internazionale e del Palazzo della Pace. Qui i futuri periti aziendali hanno potuto osservare da vicino i meccanismi della giustizia sovranazionale e della cooperazione tra Stati, temi centrali nel loro percorso di studi RIM.
L'Europa non è solo politica, ma anche innovazione. Il gruppo ha infatti visitato l’ESA (Agenzia Spaziale Europea), toccando con mano i progetti scientifici che uniscono i Paesi dell’Unione nella sfida verso lo spazio. Un momento fondamentale per ampliare la visione della comunità europea come polo tecnologico e di ricerca mondiale.
«Esperienze come questa sono un tassello fondamentale nella formazione dei nostri studenti», ha dichiarato la Dirigente Scolastica Alessandra Gattari. «Il contatto diretto con le istituzioni permette ai ragazzi di sviluppare una cittadinanza consapevole. È così che la scuola si apre al mondo e forma i cittadini europei del futuro».
Oltre alle competenze tecniche, il viaggio ha rappresentato un'importante occasione di crescita personale, rafforzando il senso di appartenenza a una comunità internazionale e lo spirito di gruppo tra le diverse classi dell'istituto maceratese.
Un derby infinito, durato oltre due ore, che regala alla Banca Macerata Fisiomed molto più di una semplice vittoria. Espugnando il Palas Allende della Essence Hotels Fano per 3-2, i biancoverdi di coach Giannini non solo si aggiudicano il primato regionale nell'undicesima giornata di Serie A2 Credem, ma staccano ufficialmente il pass per la salvezza aritmetica. Un traguardo prestigioso che permette ora di guardare con ambizione alla griglia playoff.
L’avvio è tutto di marca maceratese: un muro granitico e il servizio affilato di Karyagin schiantano Fano nel primo set (17-25). La reazione dei padroni di casa non si fa attendere e il secondo parziale premia l'agonismo dei giovani fanesi guidati da Roberti (25-22).
Il terzo set entra di diritto nella storia della stagione: una maratona di nervi e prodezze balistiche conclusasi con il punteggio di 36-34 in favore di Fano. Nonostante i numerosi set point annullati da un monumentale Zhelev, Macerata deve cedere sotto i colpi di Kapica.
Sotto 2-1 e con il rischio del contraccolpo psicologico, la Fisiomed dimostra invece il carattere della grande squadra. Il quarto set è un monologo biancoverde: Novello trascina i compagni fino al 17-25 che rimanda tutto al quinto atto.
Il tie-break non ha storia. Macerata approccia l'ultimo parziale con ferocia, volando subito sul 2-8 al cambio campo. A chiudere i conti ci pensa un errore di Roberti (8-15), che scatena la festa degli ospiti. Oltre alla prova corale, spiccano i 25 punti di un solidissimo Marco Novello (top scorer) e la prestazione del centrale Davide Diaferia, premiato come MVP del match.
ESSENCE HOTELS FANO – BANCA MACERATA FISIOMED 2-3 (17-25; 25-22; 36-34; 17-25; 8-15)
Fano: Bisotto, Coscione 1, Merlo 5, Roberti 19, Rizzi, Kapica 20, Ricci 9, Tonkonoh 1, Fornal 16, Mengozzi 8, Iannelli (L1). NE: Sorcinelli, Galdenzi, Falcioni (L2). All: Bonitta.
Macerata: Novello 25, Pedron 1, Garello, Fall 9, Diaferia 13, Zhelev 12, Karyagin 22, Talevi, Becchio, Maccarone, Gabbanelli (L1), Dolcini (L2). NE: Fabi, Pesciaioli. All: Giannini, Ass: Leoni
Durata: 26’, 32’, 46’ 25’, 15’, due ore e 24’
Note: Aces: Fano 6, Macerata 9. Errori in battuta: Fano 18, Macerata 14. Muri: Fano 12, Macerata 13. Attacco punto: Fano 44 %, Macerata 46 %. Ricezione positiva: Fano 50 % (28 % perfetta), Macerata 44 % (24 % perfetta)
Photo Credits: Essence Hotels Fano
La sesta serata delle Audizioni Live della XXXVII edizione di Musicultura incorona Mazzoli. Il cantautore di Pesaro (all’anagrafe Pietro Cardoni), bolognese d’adozione, ha convinto la platea del Teatro Lauro Rossi aggiudicandosi il Premio del Pubblico Banca Macerata.
A consegnare il riconoscimento sono stati Edoardo Faletti, responsabile Private dell’istituto bancario, e Giancarlo Giulianelli, Garante dei diritti della Persona della Regione Marche. Proprio Giulianelli ha colto l’occasione per ricordare il progetto "La casa in riva al mare", l’iniziativa di rieducazione musicale realizzata con Musicultura nel carcere di Barcaglione, eccellenza riconosciuta dal Ministero della Giustizia.
Mazzoli ha presentato i brani “Il cielo sopra Milano” e “Perdita di tempo”, pezzi capaci di unire disincanto e tenerezza in una scrittura che segna una maturità artistica ormai compiuta, in attesa del primo disco previsto per maggio. Sul palco è salito anche un altro talento marchigiano, Giando (Giandomenico Pandolfino) di Castelbellino, che con la sua voce graffiante ha portato una ventata di freschezza electro-pop dedicata alla libertà della giovinezza.
Il programma della serata ha offerto una straordinaria varietà di generi. La milanese Samanta Tosi, laureata in canto lirico, ha colpito il pubblico con “Esmeralda”, un manifesto crudo sulla condizione femminile. Da Roma è arrivata l'energia di Vybes, artista già noto al grande pubblico per la partecipazione ad Amici, che ha affrontato con sensibilità temi come la dislessia e l'importanza di chiedere aiuto.
Spazio anche al pop introspettivo della bolognese Maniviola, che ha trattato il delicato tema del femminicidio nel brano “Per amore”, e all'esperienza di MARGH (Margherita Cazzuffi). L'artista padovana, già vincitrice di Castrocaro e collaboratrice di giganti come Vecchioni e la Bertè, ha messo in scena un'esibizione a metà tra teatro e canzone, raccontando la sua rinascita artistica.
Le Audizioni proseguono stasera, mercoledì 18 marzo, con una nuova carrellata di artisti tra cui Anastasia (Ascoli Piceno) e i Maredé (Senigallia). Gli spettacoli restano a ingresso libero fino a sabato 21 marzo.
A pochi giorni dall'appuntamento con le urne del 22 e 23 marzo, il dibattito sulla riforma costituzionale della magistratura si accende nel mondo accademico maceratese. Un gruppo di 42 docenti dell’Università di Macerata, appartenenti a diversi ambiti disciplinari, ha sottoscritto un documento congiunto per invitare la cittadinanza a votare "No". Secondo i firmatari, la revisione di sette articoli della Carta metterebbe a rischio l'autonomia del potere giudiziario e l'equilibrio tra i poteri dello Stato.
Riceviamo e pubblichiamo integralmente l'appello dei professori:
"In vista del voto per il referendum costituzionale del prossimo 22-23 marzo 2026, in quanto docenti dell’Università degli studi di Macerata, riteniamo necessario rivolgere pubblicamente, a tutta la comunità locale, il nostro più vigoroso invito a opporsi all’approvazione definitiva del testo della legge di revisione di ben sette articoli della nostra Costituzione, proposto dal Governo e approvato dalla maggioranza parlamentare senza consentire alcun dibattito in aula. Chiediamo infatti di votare No al referendum costituzionale del 22-23 marzo.
Si tratta di una riforma costituzionale che mira a indebolire l’organo di autogoverno della magistratura ordinaria, il Consiglio superiore della magistratura (CSM), organo di rilievo costituzionale voluto dai Costituenti a tutela dell’indipendenza dei magistrati nei confronti del potere politico. Tale organo, infatti, non solo dalla riforma è suddiviso in due ed è privato della funzione più delicata, la funzione disciplinare, ma è anche modificato nella sua composizione. Mentre è lasciata al caso, tramite sorteggio, l’individuazione dei due terzi dei componenti “togati” (i magistrati), è invece rimessa alla scelta dei politici – tramite elezione da parte del Parlamento in seduta comune – l’individuazione dei professori e avvocati che andranno a comporre la lista all’interno della quale saranno estratti a sorte i componenti “laici”. Lista che potrà essere espressione della volontà della sola maggioranza parlamentare e quindi di governo non essendo prevista alcuna maggioranza qualificata.
L’istituzione innovativa di un secondo Consiglio superiore della magistratura, quello requirente, composto soltanto da pubblici ministeri è, per giunta, destinata a produrre un effetto opposto a quello che si dichiara di voler perseguire: l’aumento del potere di tale categoria di magistrati, piuttosto che il suo contenimento, e la trasformazione del suo “status” (quasi un “superpoliziotto”).
Le progressioni in carriera di questi ultimi potranno essere deliberate, secondo criteri “autonomi”, estranei alla logica della imparzialità, premiando il maggior impiego proprio di quei poteri specifici della categoria, che si risolvono in limitazioni dei diritti di libertà (come il fermo, la custodia cautelare, le perquisizioni, le intercettazioni) e che sono finalizzati a sostenere l’accusa e a ottenere il maggior numero di condanne, in aperto contrasto con il principio del giusto processo, proclamato dall’art. 111 Cost. e volto a garantire i diritti fondamentali dei cittadini.
C’è di più. L’attribuzione della funzione disciplinare a un nuovo organo, appositamente istituito, e cioè l’Alta Corte disciplinare, conferma l’alterazione dell’equilibrio dei rapporti fra magistratura e politica, a favore della politica. Anzitutto, la composizione dell’organo a cui è affidato il delicato compito di accertare e sanzionare le condotte dei magistrati illecite sul piano disciplinare segna un aumento, in proporzione, del numero dei laici a detrimento di quello dei magistrati (l’attuale proporzione, prescritta dalla Costituzione, secondo cui solo un terzo dei componenti è di estrazione politica, laddove i residui due terzi sono eletti fra i magistrati di tutte le categorie, dal primo grado alla Cassazione, è sostituita dalla riforma che prevede che facciano parte dell’Alta Corte nove magistrati – peraltro scelti solo fra quelli della Cassazione – e sei laici).
È inoltre lasciata a una qualsiasi futura maggioranza parlamentare (che approvi una legge ordinaria) sia la determinazione della composizione dei singoli collegi giudicanti (a cui, quindi, potrà essere assegnato un numero di laici superiore a quello dei magistrati), sia la definizione della procedura che questi dovranno seguire per decidere. Si tratta della stessa maggioranza chiamata a individuare gli illeciti disciplinari da sanzionare. Il nuovo giudice disciplinare si presenta, in sostanza, come una “scatola vuota”, che sarà riempita secondo contenuti del tutto lasciati al legislatore ordinario futuro. Ciò che è certo è solo la limitata garanzia prevista per i magistrati sanzionati dal nuovo giudice disciplinare, che potranno proporre appello contro le condanne disciplinari soltanto davanti alla stessa Alta Corte, in evidente spregio del principio di terzietà del giudice della impugnazione.
Questa riforma costituzionale nel suo complesso non è quindi necessaria né idonea a realizzare nessuno degli scopi per cui si dice sia stata adottata.
Non è necessaria a realizzare la “separazione delle carriere” fra giudici e PM Il passaggio dalla carriera requirente a quella giudicante o viceversa, già oggi, ha un ben limitato impatto, dato che è consentito solo una volta nella carriera di un magistrato, nell’arco dei primi 10 anni di servizio, con l'obbligo di cambiare distretto territoriale (nell’anno 2024, per esempio, 24 sono stati i passaggi da giudice a P.M. e 18 quelli in direzione opposta, in totale 42 su circa 9000 magistrati). In ogni caso, per realizzare questo obiettivo, è sufficiente una legge ordinaria, come ha più volte riconosciuto espressamente la Corte costituzionale (sentenze n. 37 del 2000 e n. 58 del 2022).
Non è necessaria né idonea a realizzare il “giusto processo” e i principi che ne garantiscono l’attuazione, fra cui quello della “parità delle parti” Il principio della parità delle parti riguarda il processo e non l’ordinamento giudiziario, così come l’imparzialità e la terzietà del giudice attengono al processo. Per l’imparzialità, come per la parità tra le parti, se esistono situazioni che incidono negativamente sulla garanzia costituzionale non è sull’ordinamento della magistratura che si deve operare ma sul processo, introducendo le incompatibilità o altre ipotesi che giustificano l’astensione e la ricusazione del giudice, con legge o come è avvenuto con le tante pronunce della Corte costituzionale che hanno annullato disposizioni che erano in contrasto con l’art. 111 Cost.
Non è, infine, una riforma della giustizia, dal momento che nessuna delle innovazioni introdotte riguarda l’efficienza e la durata dei processi ed anzi, l’ingente aggravio di spesa che potrà derivare dall’istituzione di due nuovi organi di rilievo costituzionale non potrà che condurre a una corrispondente contrazione delle risorse da destinare alla giustizia nel bilancio dello Stato.
Non è neppure idonea a eliminare le degenerazioni delle “correnti” della magistratura presenti nel CSM tramite il sorteggio “puro”, previsto per i soli membri “togati”. Questa modalità di scelta (“l’uno vale l’altro”, indifferentemente) mentre dequalifica certamente l’istituzione, non si vede come, essendo le correnti presenti nella realtà sociale della magistratura, possa riuscire a eliminarne l’incidenza sull’attività del CSM (ben potendo gli estratti a sorte essere riconducibili alle correnti, anche magari tutti a una sola di esse).
Risulta, pertanto, evidente che la riforma riguarda solo gli organi di governo della magistratura ordinaria e le garanzie che la Costituzione attualmente pone a tutela dell’autonomia e indipendenza della stessa, riducendole. Riduzione che non può non interessare ogni elettrice ed elettore che creda nello stato di diritto, di cui la stessa autonomia e indipendenza della magistratura è una caratteristica essenziale. Se l’autonomia della magistratura viene indebolita, anche i diritti dei cittadini diventano più fragili: dalle cause di lavoro alle decisioni sui diritti civili, serve un giudice indipendente per garantire tutela effettiva.
La preoccupazione che se ne trae in quanto cittadine e cittadini è tanto maggiore, in quanto si consideri il contesto culturale e politico in cui la riforma si innesta, contraddistinto, da un lato, dalla progressiva eliminazione di controlli e limiti all’azione della maggioranza parlamentare e dell’esecutivo, come anche, più in generale, della pubblica amministrazione (come dimostrato, ad esempio, dall’abrogazione dei reati di abuso di ufficio e di traffico di influenze, così come dalla recente riforma della Corte dei conti, che ha ridotto i poteri di controllo contabile sulla spesa pubblica e ha azzerato l’indipendenza interna dei P.M. contabili, assoggettandoli al potere assoluto del Procuratore generale, la cui nomina è sostanzialmente riconducibile alla volontà del Governo).
Dall’altro lato c’è poi la moltiplicazione di misure limitative dei diritti di libertà fondamentali, fondate sulla mera presunzione di pericolosità delle persone, in molti casi sottratte alla stessa valutazione e convalida di un giudice imparziale e terzo (come nel caso delle misure preventive introdotte dal recentissimo decreto sicurezza, quali il fermo preventivo, il daspo urbano, le zone rosse).
In tale contesto si colloca, d’altro canto, anche l’altra riforma costituzionale che – secondo il programma del Governo – seguirà quella della magistratura, una volta che questa dovesse essere approvata con il referendum: quella del premier eletto dal popolo, che accentrerà il potere in una sola persona. È, pertanto, necessario bloccare sin da ora – votando NO al referendum costituzionale del prossimo 22-23 marzo – un percorso che rischia di mettere a repentaglio l’architettura democratica disegnata dalla Costituzione del 1948, fondata sui principi di libertà ed eguaglianza e sui principi dello Stato di diritto, di cui la separazione dei poteri – e quindi l’autonomia della magistratura dal potere politico – costituisce un asse portante proprio nell’ottica dell’eguale tutela dei diritti di tutte e tutti".
I nomi dei 42 docenti firmatari: Luca Lanzalaco, Raffaella Niro, Gianni Di Cosimo, Paola Persano, Luigi Cozzolino, Selena Grimaldi, Andrea Prontera, Luigi Lacché, Enzo Valentini, Gianmarco Mancosu, Angela Cossiri, Roberto Mancini, Carla Danani, Alessia Bertolazzi, Giacomo Gistri, Monica Stronati, Andrea Cegolon, Mariaelena Paniconi, Maria Ciotti, Francesco Bartolini, Ronald Car, Sergio Labate, Silvia Pierosara, Chiara Bergonzini, Silvia Fiaschi, Paolo Ramazzotti, Margherita Scoppola, Mara Cerquetti, Annalisa Cegna, Fabio Clementi, Mariangela Masullo, Irene Zanot, Eleonora Cutrini, Cristiana Lauri, Tatiana Petrovich Njegosh, Lina Caraceni, Ninfa Contigiani, Alberto Zanutto, Maela Carletti, Antongiulio Mancino, Riccardo Rosati, Livia Di Co