Castelsantangelo sul Nera

Oltre 15 scosse in poche ore. L'ultima alle 23,20.

Oltre 15 scosse in poche ore. L'ultima alle 23,20.

Oltre quindici scosse di magnitudo superiore a 2 in pochissime ore. L'ultima alle 23,20, con epicentro a Pieve Torina, ed una magnitudo di 3,1. La più forte di giornata, invece, alle 21,21, che ha toccato i 3,2 gradi, mentre la prima la notte scorsa, alle 2,46 (2,9 ml). Tutte con epicentro tra Pieve Torina e Muccia. È il bilancio di una giornata in cui il terremoto non ha offerto tregua a una popolazione ormai allo stremo delle forze, alle prese con un nuovo sciame sismico cominciato il 10 aprile scorso. Gli esperti rassicurano che si tratta di aftershock, ma la paura torna a farsi sentire. Anche perchè diversi edifici, giá compromessi dopo le scosse dell'ottobre del 2016, hanno fatto assistere a significativi peggioramenti del livello di danno.

03/05/2018 00:05
Non si dica più che il terremoto non ha fatto vittime: il cordoglio  e l'indignazione per la morte di Massimo

Non si dica più che il terremoto non ha fatto vittime: il cordoglio e l'indignazione per la morte di Massimo

L'ultimo saluto a Massimo Dell'Orso, morto ieri ad Alba Adriatica a seguito di un gesto estremo e disperato (qui il nostro articolo) si celebrerà domani, 3 maggio, alle ore 15, al cimitero di Castelsantangelo sul Nera. Ne ha datto notizia la moglie, attraverso un post pubblicato sulla sua bacheca Facebook. Parole intrise di dolore per una perdita inaspettata quanto feroce, una perdita dovuta allo sconforto che il sisma ha portato con sé. Un terremoto che dopo due anni, a differenza di quello che viene detto, continua a fare vittime. Massimo Dell'Orso, sfollato, stava cercando di delocalizzare la propria attività, gestita a Castelsantangelo insieme alla moglie. Attivo fin da subito dopo il sisma, Massimo aveva anche scritto un libro isnieme a Maria Cristina Garofalo per raccontare il sisma. "La notte della polvere", questo il titolo, è un originale racconto sul terremoto tra natura, storia e leggenda dei Monti Sibillini che narra il passato e il presente del nostro territorio e la tenacia e resistenza dei suoi abitanti per continuare a viverci. E proprio la co-autrice del libro ricorda Massimo con un post che racconta il dolore per la perdita. "Troppo il dolore che il tuo grande cuore doveva sopportare - scrive - Non siamo riusciti a lenirtelo, l'affetto dei tuoi amici e l'amore della tua famiglia, non ce l'hanno fatta da soli contro il mare di ingiustizie che hai dovuto fronteggiare. La tua generosità e il tuo candore sono stati schiacciati dall'incuria e dall'abbandono di chi avrebbe potuto e non fatto, da chi ha solo promesso e non mantenuto, barricato dietro montagne di burocrazia e passerelle politiche. Grazie per tutto ciò che ci hai insegnato, continueremo a seguire le tue orme insieme a quelle di Lupo Merlino. Anche lui, oggi, è molto solo". Ingiustizie che hanno avuto il sapore di vere e proprie angherie per Massimo e la sua famiglia: sfollati, senza più fonti di reddito e alle prese con una burocrazia che uccide più di quanto non abbia fatto il terremoto. E si susseguono i tanti messaggi di chi ha conosciuto Massimo e di chi lo ha visto darsi da fare e preoccuparsi per la sua terra devastata."La scomparsa di Massimo Dell'Orso ha lasciato sconvolti tutti noi - Così scrive l'azienda agricola "La sopravissana dei sibillini"  - Il terremoto del 26 e del 30 ottobre 2016 non aveva causato nessuna vittima per crolli. Da quei maledetti giorni ad oggi, però, sono 9 le persone che di fronte all impossibilità di tornare nei loro paesi, di far ripartire le loro attività produttive, si sono tolte la vita. Omicidi veri e propri. Omicidi dichiarati suicidi. Perché la parola forse stona meno. Non stride. Per anni avevamo osservato e letto i lavori di Massimo, per anni avevamo avuto modo di 'seguire da lontano' ciò che faceva e l'amore che metteva nelle sue ricerche. Oggi Massimo non c è più. Ha deciso di lanciarsi da quel maledetto balcone di Hotel dove viveva da sfollato da un anno e mezzo. Non gli è stato possibile riprendere a vivere, da persona normale e non come ospite. Ospite perché la sua casa, il suo lavoro non c'era più. Vogliamo ricordare Massimo con le parole di ammirazione che ci aveva rivolto, quando lo abbiamo conosciuto perché commensali allo stesso tavolo, proprio a Castelsantangelo sul Nera, nell' unico punto ristoro rimasto agibile dopo il sisma, in una calda sera d'estate. Ci chiese: 'avete danni da lupo sul gregge?'. No, gli abbiamo risposto, al lupo pensano i cani. E noi si dorme. Ammirato e soddisfatto, ci promise di venirci a trovare. Non ha avuto il tempo. Riposa Massimo, riposa in pace tra i giusti. E che qualcuno, più di qualcuno, rifletta su questa perdita". Una perdita ancor più dolorosa forse perché avvenuta lontano da quelle montagne che Massimo tanto amava, come ricordano in un altro post le Brigate di Solidarietà Attiva - Terremoto Centro Italia"Ciao Massimo - si legge - oggi per chi di noi ti aveva conosciuto è stata una giornata molto triste. Massimo Dell'Orso, 56 anni, si è tolto la vita gettandosi dall'abitazione sulla costa nella quale viveva da sfollato, lontano dalle sue montagne e dal Parco che tanto amava. Quanto abbia inciso il dramma del terremoto e l'assenza di prospettive, non sta a noi dirlo. Certo è che il tempo dilatato che ti logora, il muro di gomma di una burocrazia impassibile, l'inettitudine della gestione post sisma sono una coltre che pesa nell'animo di ogni terremotato. Noi vogliamo ricordarti così, insieme a noi mentre ancora ridi. Insieme a noi rimarrai". Anche il senatore (Fi) Andrea Cangini si esprime sulla morte di Massimo Dell'Orso: "Massimo Dell'Orso, 56 anni, si è buttato dalla finestra del residence di Alba Adriatica dove viveva da sfollato. Il terremoto che ha spezzato le Marche gli ha distrutto casa e attività economiche, lentezze e burocrazia hanno fatto il resto. Attendeva il via libera alla delocalizzazione delle proprie attività, un'attesa ingiustificata e insostenibile. Invece di perseguitare con l'accusa di abusivismo chi ha dovuto sopperire alla lentenza pubblica, Governo e Regione Marche mettano mano alle regole, si sveglino dal torpore e affrontino con decisione l'emergenza di migliaia di famiglie senza casa, di centinaia di piccoli Comuni a rischio spopolamento e della conseguente desertificazione economica del cuore un tempo florido d'Italia". Anche i parlamentari del Movimento 5 Stelle sono intervenuti sulla vicenda. "La tragedia di Alba Adriatica - il commento in una nota congiunta dei deputati e dei senatori marchigiani del M5S - ci ha lasciati profondamente scossi lasciandoci grande sgomento e sconforto. Questa è una sconfitta per tutti che deve farci riflettere: tutti ne portiamo il peso. Di fronte al gesto estremo compiuto dal signor Massimo possiamo solo rivolgere le nostre sentite condoglianze alla moglie, ai suoi cari e alla comunità di Castelsantangelo sul Nera”.     

02/05/2018 10:13
Sfollato da quasi due anni, si toglie la vita gettandosi dalla finestra

Sfollato da quasi due anni, si toglie la vita gettandosi dalla finestra

Si lancia dal terzo piano nel cuore della notte. È quanto è successo ad Alba Adriatica dove un 56enne di Castelsantangelo sul Nera è morto questa notte. L'uomo, sfollato a causa del terremoto, si trovava in un appartamento di Alba Adriatica insieme alla moglie. Nella notte si è alzato, è andato in bagno e si è gettato nel vuoto. Inutili i soccorsi del 118. "È l'ennesimo dramma nel dramma - dice Mauro Falcucci, sindaco di Castalsantangelo - e questo fatto che non era minimamente nell'aria ci lascia tutti sconvolti. Il terremoto sta creando danni su danni non solo a livello materiale ma anche nella psiche della gente. La vittima gestiva un’attivita insieme alla moglie a Castelsantangelo ed era in attesa della delocalizzazione ma i tempi si stavano allungando". "Profondo cordoglio da parte dell'amministrazione comunale - continua il primo cittadino - nessuno di noi si aspettava una notizia di questo tipo anche perché questa persona si stava dando molto da fare per poter delocalizzare la sua attività. Il vero problema è che il sisma ha lacerato l'emotività delle persone e più tempo continuano a far passare e più la situazione diventa difficile per tutti noi".

01/05/2018 11:10
Sisma, De Micheli: "La ricostruzione non parte per tre motivi"

Sisma, De Micheli: "La ricostruzione non parte per tre motivi"

L'incarico a Commissario Straordinario per la Ricostruzione è, dopo la maternità, l'esperienza più forte della mia vita. Lo ha dichiarato l'onorevole Paola De Micheli, in una intervista a IoDonna del Corriere della Sera. Tanti gli spunti offerti alla penna del giornalista Fabrizio Roncone, con la commissaria che individua tre motivi principali per giustificare una ricostruzione che non é partita o che, comunque, stenta a procedere a ritmi accettabili. "Primo, i terremotati non conoscono ancora bene i loro diritti. Molti non hanno capito che lo Stato è pronto a coprire tutte le spese e certo non aiuta tanta burocrazia, legnosa e ottusa. Secondo, la terra, purtroppo, continua a tremare. E questo scatena in tanti un tragico quesito: ha senso restare e ricostruire una casa e una vita qui? Il terzo motivo sono gli abusi edilizi persistenti, per i quali ho pronta una sanatoria 'chirurgica' che dovrebbe aiutarci a superare certi piccoli abusi e sbloccare la cosiddetta ricostruzione leggera". (Qui l'intervista integrale)

29/04/2018 19:32
Venti "falsi residenti" denunciati a Pieve Torina: percepiti oltre 100mila Euro di CAS

Venti "falsi residenti" denunciati a Pieve Torina: percepiti oltre 100mila Euro di CAS

Venti persone sono state denunciate dai Carabinieri della Compagnia di Camerino per falso ideologico e indebita percezione di erogazioni statali. Tutti avevano dichiarato, producento documentazioni false, di essere stabilmente domiciliati a Pieve Torina, percependo così il contributo di autonoma sistemazione (CAS) a seguito del sisma dell'ottobre 2016. Stando ai risultati dell'indagine, i venti denunciati (tra cui uno straniero) hanno sottratto complessivamente alle case dello Stato una somma di poco superiore ai 100mila Euro.  L'intera inchiesta é partita nei mesi scorsi, anche a seguito di alcune segnalazioni, e le 20 denunce emesse, stando a quanto é dato sapere, potrebbero essere solo le prime di una lunga serie, visto che l'intero lavoro di indagine non riguarderebbe il solo comune di Pieve Torina. 

24/04/2018 12:55
I piccoli comuni e Overtime Festival insieme per Castelsantangelo sul Nera

I piccoli comuni e Overtime Festival insieme per Castelsantangelo sul Nera

I piccoli comuni italiani insieme. Per non tremare di fronte alla paura del terremoto. Per fare un gesto concreto per aiutare chi è in difficoltà. Per testimoniare che, proprio  insieme, ricostruire è possibile. E’ questo il senso dell’iniziativa che unirà Macerata, Castelsantangelo sul Nera, Romentino (Novara) e Rivarolo Mantovano (Mantova) “E vissero… sconfitti e vincenti”, ecco il titolo di un libro fatto di storie, aneddoti, racconti e fantasie che unisce tutte queste realtà d’Italia. Un libro che ha coinvolto tante penne e voci del giornalismo sportivo italiano. Per la prima volta insieme. Tutti in nome della solidarietà e dell’etica sportiva.  Un libro i cui proventi sono destinati alla ricostruzione della comunità di Castelsantangelo sul Nera, piccolo centro del Maceratese tra i più colpiti dallo sciame sismico che dal 2016 fino ad ancor oggi  sta martoriando il Centro Italia. Grazie alla collaborazione tra le diverse amministrazioni comunali e la Pindaro eventi, il volume vedrà nei prossimi giorni una doppia presentazione: Giovedi 19 aprile alle ore 21 presso il Centro Culturale Pio Rocchetta – via Donati 26 a Romentino  Venerdi 20 aprile alle 21 presso la biblioteca Sanguanini di Rivarolo Mantovano Ventidue gli autori e i giornalisti di fama nazionale che hanno aderito al progetto. Diciannove invece i racconti, di cui molti inediti. Il terreno fertile su cui è nato il libro è un’idea che arriva da «Overtime Festival» (il festival di letteratura e sport che si tiene ogni anno a Macerata, organizzato proprio da Pindaro Eventi), e ha visto coinvolti oltre venti giornalisti. Tutti uniti, nel segno della solidarietà e dell’etica sportiva. La prefazione è di Bebe Vio. Ed è una rivelazione. Scrive Bebe: «Non è stato un oro, ma per me ha un valore maggiore: il bronzo che ho vinto con le mie compagne di Nazionale, Loredana Trigilia e Andrea Mogos. Perché quello lo abbiamo raggiunto insieme». E’ in quest’ultima parola - «insieme» - che va cercato il senso di «E vissero…sconfitti e vincenti». E anche contenti. Per aver fatto qualcosa di utile.    

18/04/2018 17:49
Terremotati di Serie A e Serie B, tutti contro Pezzanesi

Terremotati di Serie A e Serie B, tutti contro Pezzanesi

I sindaci di Camerino, Castelsantangelo sul Nera, Bolognola, Valfornace, Monte Cavallo, Pieve Torina, Serravalle di Chienti, Fiastra, Muccia e il commissario prefettizio di Ussita "contro" il collega di Tolentino.  "Nessuno ha mai parlato di Serie A, Serie B o Serie C. Da oggi, però, possiamo parlare di “inqualificabile”. Perché inqualificabile è quanto afferma il sindaco di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi, quando - forse “infantilmente risentito” per non aver preso parte a un paio di riunioni – sostiene che l’intento di quei sindaci che chiedono una suddivisione del cratere in base agli effettivi livelli di danno sia creare “terremotati di Serie A” e “terremotati di Serie B”. Il sindaco di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi, dovrebbe fare un giro a Bolognola, Castelsantangelo sul Nera (colpito già il 24/08/2016 e epicentro della devastante scossa di magnitudo 6.5), Fiastra, Monte Cavallo, Muccia,  Pieve Torina, Serravalle, Ussita, Valfornace,  Visso o a Camerino prima di lasciarsi andare a dichiarazioni o a commenti che dimostrano una totale e colpevole distanza dalla consapevolezza di quanto accaduto. Prima di fare certe affermazioni inqualificabili  e irriguardose, venga a fare un viaggio nella “vera” montagna colpita. Nessuno ha mai detto che Tolentino debba essere escluso da nulla, e nessuno ha mai parlato di esclusioni. Quella che da mesi portiamo avanti è, invece, una sacrosanta battaglia affinché si prenda atto che equiparare la situazione di 138 comuni con danni diversi, problematiche diverse e contingenze diverse, è pura cecità politica".  "In Serie B - proseguono - il collega Pezzanesi ci si mette da solo quando fa certe affermazioni. Abbiamo chiesto, e continueremo a farlo con ogni mezzo e in ogni dove, che si riconoscano i livelli oggettivi di danno e le necessità delle comunità. Se Tolentino rientrerà o meno in una ipotetica “prima fascia” non lo stabiliremo certo noi. Infine, sia chiaro che la riunione a cui Pezzanesi dice di non essere stato invitato non ha seguito i canoni istituzionali. Quel giorno, alle 5,10 del mattino, c’è stata una scossa di magnitudo 4,6 con epicentro a Muccia. Molti sindaci, che quella scossa l’hanno sentita e che da quella scossa sono stati tirati giù dal letto, hanno raggiunto Pieve Torina dove, nel frattempo, stavano arrivando i vertici regionali e della Protezione Civile, oltre alla commissaria De Micheli. Inviti formali non ne sono stati fatti. Gli inviti, quella mattina, li ha fatti il terremoto….chi l’ha sentito…c’era!".  

17/04/2018 18:15
Pezzanesi: "Inaccettabile che si divida il cratere. Tolentino non é terremotata di serie b"

Pezzanesi: "Inaccettabile che si divida il cratere. Tolentino non é terremotata di serie b"

"E' vergognoso che ci siano sindaci, soprattutto dell'entroterra, che continuano a chiedere che ci sia una suddivisione tra terremotati di Serie A e terremotati di Serie B" - Lo ha dichiarato in una recente intervista a Canale14 (qui il video integrale) il sindaco di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi. Dichiarazioni, le sue, destinate a far discutere, soprattutto tra quei colleghi sindaci che con le scosse ci fanno i conti tutti i giorni e che con le conseguenze delle scosse ci si devono confrontare ormai da quasi due anni. "Abbiamo centinaia di sfollati anche noi e non va bene che per il solo fatto di non avere edifici rasi al suolo si pensi che possiamo aspettare o che altri debbano avere la precedenza": questa l'estrema sintesi dell'intervista a Pezzanesi, che sembra un chiaro attacco a quei sindaci, Pasqui e Falcucci in primis, che ormai da tempo chiedono la suddivisione del cratere in base agli effettivi livelli di danno riportati nei vari comuni. Il primo cittadino di Tolentino fa poi riferimento alla riunione che si é tenuta poche ore dopo la scossa dello scorso 10 aprile, a cui hanno partecipato i vertici della Regione Marche, la commissaria Paola De Micheli e il capo della Protezione Civile Nazionale, Angelo Borrelli: "Nessuno ci ha invitati. Non é tollerabile che si facciano riunioni in cui non siamo invitati".

17/04/2018 12:20
Sisma, i mutui e le "scuse" delle banche: c'è chi con le rate sospese si è trovato segnalato in Centrale Rischi

Sisma, i mutui e le "scuse" delle banche: c'è chi con le rate sospese si è trovato segnalato in Centrale Rischi

Il sisma ha distrutto vite, case, luoghi di lavoro. E per molti, tutto quello che resta del “prima”, purtroppo, è il mutuo. Si può sospendere, non si può sospendere, conviene o meno sospenderlo, ci sono o non ci sono le condizioni per sospenderlo? Insomma: la fumosità, in una logica tutta italiana, la fa da padrona. E per tanti, troppi, l’ipoteca su un cumulo di macerie pesa come una spada di Damocle nel futuro di chi si trova, già di suo, costretto a riscrivere la sua vita. E, come spesso accade, gli istituti di credito si trovano nella posizione privilegiata di distinguere cliente da cliente, interpretando secondo convenienza, anche a seconda degli istituti di riferimento, una norma che sembra scritta in funzione di tutti, tranne che dei terremotati. E così, molti clienti, si sono trovati a fare i conti con le situazioni più assurde. Di seguito, si riportano alcune delle più eclatanti “interpretazioni” di Istituti Bancari del Territorio. - Sospensione concessa solo se il proprietario di “Prima Casa” è anche il mutuatario; quindi, chi non rientra in questa “condizione” continua a pagare il mutuo pur avendo l’abitazione inagibile e in zona rossa; - diversi titolari di mutui sono stati segnalati al CRIF come cattivi pagatori a causa della tardiva regolamentazione della sospensione da parte delle Banche; - alcune Banche hanno intimorito i propri clienti comunicandogli che – se avessero sospeso il mutuo – molto difficilmente avrebbero potuto richiedere altri finanziamenti / mutui in futuro; - per i mutui sospesi delle attività produttive, la Banca già ha comunicato che dal 2019 il mutuo riprenderà con il pagamento di una doppia rata mensile; - una Banca di Amatrice - ad ogni sospensione - ha fatto firmare un nuovo piano di ammortamento calcolando, nello stesso, gli interessi per il periodo di sospensione. A raccogliere le testimonianze di quei clienti che si trovano a fare i conti con queste situazioni è stato il Comitato Mutui Sulle Macerie, nato proprio per fare fronte comune e combattere la “disinformazione”. “La Legge che prevede la Sospensione dei mutui sino al 31 Dicembre 2020 – scrivono in una nota diffusa nei giorni scorsi - sembra essere stata oggetto delle più ‘attente’ e ‘singolari’ interpretazioni da parte degli Istituti Bancari.  Premesso che, all’Art. 21 dell’allegato alla Legge n. 172/2017 così si legge: ‘[…] Con riguardo alle attività economiche nonché per i soggetti privati per i mutui relativi alla prima casa di abitazione, inagibile o distrutta, localizzate in una 'zona rossa' [...] il termine di sospensione dei pagamenti […] è fissato al 31 dicembre 2020’. Pertanto, la Legge sembrerebbe prevedere la sospensione fino al 2020 delle rate dei mutui qualora ci siano i seguenti requisiti: immobili “prima casa” e attività produttive, inagibili o distrutte, inserite nelle zone rosse dei Comuni del Centro Italia colpiti dal terremoto del 2016. Ne consegue che, nulla da interpretare per le Banche, anzi, i mutuatari non dovevano far altro che presentare l’attestazione che l’immobile era sito in Zona Rossa.  Nel caso di specie, molte persone, invece, si sono trovate a iniziare una vera e propria battaglia (persa) contro le Banche, pur avendo tutti i requisiti per rientrare nella sospensione delle rate dei mutui”. Quanto alle “interpretazioni” degli Istituti di credito, il Comitato Mutui Sulle Macerie aggiunge: “I casi riportati sono tutti stati vissuti e raccontati da persone che non hanno alcun motivo di inventarsi ‘storie’, anzi, purtroppo, non hanno alcuna voce in capitolo. Ti trovi una ‘Banca’ che vuole toglierti anche quello che non hai più! E noi abbiamo diritto ad una soluzione, una possibilità per andare avanti, per continuare a lavorare… non per le Banche ma per la nostra vita! Una vita che ha il consenso di essere ‘devastata’ dalla Natura, ma non da uomini a cui non interessa cercare una soluzione per chi ha perso tutto. SE LA CARA IPOTECA ORA È UN CUMULO DI MACERIE ALLE BANCHE, ALLO STATO, NON INTERESSA”.

16/04/2018 18:43
Aftershock o nuovo terremoto? Ce ne saranno altri? Amato prova a fare chiarezza

Aftershock o nuovo terremoto? Ce ne saranno altri? Amato prova a fare chiarezza

“In genere i discriminanti sono la distanza spazio-temporale da un evento precedente (in genere più forte) o più spesso da un raggruppamento di eventi (una sequenza in corso) – a parlare è Alessandro Amato, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - Non ci sono regole fisse e valide sempre sulla distanza in tempo e in chilometri per decidere se un determinato evento è o non è un aftershock di un altro. È chiaro che se siamo nel pieno di una sequenza e avviene un terremoto all’interno del volume già attivo, si tratterà indubbiamente di un aftershock. Se, al contrario, siamo a qualche decina o centinaia di chilometri lontani dalla zona attiva, molto probabilmente i due eventi non saranno collegati; più aumenta la distanza dalla zona attiva e più diventa difficile trovare un collegamento tra i due. Se per di più l’evento avviene a distanza di anni da un altro, le probabilità di un legame tra i due sono ancora più scarse. Secondo numerosi studi effettuati a partire dagli anni ’90 del Novecento, un forte terremoto altera le condizioni di stress di alcune delle faglie intorno, anche a notevole distanza (decine di chilometri) dal volume attivato, allargando così la regione in cui le probabilità di avere dei terremoti aumentano (in altre zone le probabilità invece diminuiscono). Anche in questi casi ì si parla di ‘aftershocks’, ma la materia è dibattuta”. Nel caso di Muccia, dunque, non sembrano esserci dubbi e a giudicare dalle parole di Amato si rientra perfettamente nella casistica degli aftershock. Ma la domanda, dettata più dalla paura che da basi scientifiche, a questo punto, è se un aftershock potrà mai avere una magnitudo superiore a quella dell’evento principale, con Amato che spiega che ciò può avvenire solo in casi molto rari. “A quel punto l’evento X diventerà il main shock (l’evento principale) della sequenza, ma resterà pur sempre un aftershock di qualche evento precedente. E’ importante, inoltre, conoscere la distribuzione della sismicità e le sue eventuali ‘migrazioni’ nel tempo e nello spazio. Questo ci permette di fare ipotesi in caso si assista a un’attivazione di una ‘nuova’ faglia (cosa che al momento non si sta verificando per il settore a nord di Muccia). Al tempo stesso, però, questo purtroppo non ci permette di escludere che un’altra faglia si attivi comunque, vuoi perché si sarebbe mossa comunque, o perché riceve una ‘spinta’ da una vicina. Ricordiamo che prima del 24 agosto non c’era stato alcun aumento di sismicità (anche di bassa magnitudo) nella zona della faglia di Amatrice.  Il fatto che una faglia si sia attivata con uno o più forti terremoti non significa che abbia ‘scaricato’ tutto il suo potenziale; perciò se anche l’aftershock in questione avvenisse su una faglia che ha avuto eventi forti in un recente passato, non si può escludere che la stessa faglia possa averne altri, anche forti. Pensiamo ad esempio al terremoto del 30 ottobre 2016, avvenuto nell’area dove già c’erano stati eventi importanti a sud (il 24/8) e a nord (il 26/10). Poi, l’aftershock potrebbe essere localizzato sì all’estremità di una faglia già attiva, ma accanto a questa ci potrebbero essere altre faglie in grado di attivarsi, quindi si potrebbe assistere a una sorta di ‘migrazione’ dell’attività da una faglia a una adiacente, proprio per il processo di trasferimento di stress, o per una migrazione di fluidi da una faglia all’altra, o altro. Per di più, secondo alcuni modelli statistici, ogni terremoto aumenta le probabilità di averne altri nei paraggi; la maggior parte di questi sarà di magnitudo minore del precedente, ma anche la probabilità di eventi più forti aumenterà. Sempre secondo questi modelli, che riescono a spiegare abbastanza bene l’andamento statistico degli aftershock di minore magnitudo dopo un forte terremoto, le probabilità di avere un evento forte (per es. M>5.5) dopo un terremoto di magnitudo 4 o 4.5 aumentano ma rimangono comunque molto basse, tipicamente dell’ordine dell’1% in una settimana”.

12/04/2018 18:30
Sisma: la Lega all'attacco

Sisma: la Lega all'attacco

Sono evidenti gli errori e i ritardi nella gestione dell’emergenza, nella programmazione e nella ricostruzione, da parte della Giunta regionale, a fronte di un terremoto che ha colpito le Marche ormai quasi due anni or sono. Questo il contenuto della denuncia formulata dal consigliere regionale della Lega nord, Sandro Zaffiri, all’indomani della nuova ondata sismica. “A due anni dagli eventi sismici che hanno colpito il centro Italia e le Marche, solo un numero irrisorio di interventi è stato attuato – afferma Zaffiri – mentre decine di migliaia di edifici restano ancora inagibili o gravemente danneggiati”. “Nonostante tale evidenza – continua l’esponente leghista – la Giunta regionale che gestisce la ricostruzione continua imperterrita nella propria miope, inefficiente e incondivisa opera”. “Purtroppo si tratta di un’opera irresponsabile, perché caratterizzata dalla continua creazione di paletti di ordine burocratico, non destinata a risolvere i veri problemi”. Secondo Zaffiri, quello della Giunta è un atteggiamento “diabolico”, perché si colloca sullo stesso binario della gestione del terremoto del 1997, quando al Governo della Regione vi erano gli stessi partiti del centrosinistra.  Il consigliere leghista invita la Giunta regionale a fare ammissione di colpa, prendendo atto della miriade di errori e sottovalutazioni commesse finora, affinché si possa presto e finalmente imboccare la strada di una vera ricostruzione.  

12/04/2018 17:37
Gli ingegneri delle Marche: "Si combattono fantasmi, ma urge concretezza"

Gli ingegneri delle Marche: "Si combattono fantasmi, ma urge concretezza"

Gli ingegneri marchigiani replicano seccamente alle dichiarazioni del commissario alla ricostruzione, Paola De Micheli. Di seguito la nota diffusa da Feding Marche. “In una recente intervista, l’Onorevole Paola De Micheli, commissario straordinario alla ricostruzione, ha sostenuto che lo Stato pagherà tutte le spese affrontate dai cittadini per la ricostruzione, ma che non sanerà gli abusi e che non ci saranno condoni. Come è stato a più riprese denunciato dai tecnici marchigiani, uno dei principali problemi che ostacola la presentazione dei progetti agli U.S.R. è che su moltissimi fabbricati si riscontrano difformità edilizie e strutturali, che per essere regolarizzate necessitano di procedimenti lunghi ed incerti. Questo è un nodo delicato su cui la Federazione Ordini Ingegneri delle Marche intende fare definitivamente chiarezza a scanso di pretestuosi equivoci. La posizione della Federazione, di concerto con i presidenti degli ordini provinciali della nostra regione, è netta e non lascia spazio a fraintendimenti. La realtà è che non si tratta di abusi, e che nessuno di noi ha mai pensato di richiedere sanatorie o colpi di spugna. Nelle Marche non ci troviamo di fronte a una situazione di illegalità diffusa e i presunti abusi, come  l’Onorevole li ha definiti nell’intervista, sono in moltissimi casi lievi difformità, verosimilmente originate in assoluta buona fede. È infatti frequente che alcune modifiche dimensionali, se di questo si tratta, siano del tutto involontarie e legate anche agli strumenti di misurazione meno evoluti e ai sistemi costruttivi usati nel passato. È forse possibile parlare di “abuso” se una parete nella realtà è più lunga di qualche centimetro (ma in molti casi anche più corta), di quanto risulta da un disegno ingiallito, o se una finestra o una porta sono spostate di una spanna su un prospetto d’epoca disegnato a mano? Il sospetto è che sia la parola stessa a evocare fantasmi ideologici che impediscono valutazioni realistiche, assoggettando un territorio intero a un’ansia di legalità che nessuno di fatto ha mai inteso violare. Prova ne è che dagli ingegneri marchigiani non sono mai venute richieste di condoni, ma solo istanze per l’introduzione di procedure amministrative snelle che si concludano in tempi certi e che permettano di individuare i reali abusi, evitando deleterie e fuorvianti generalizzazioni. Anche per quanto attiene al pagamento delle spese, la realtà sembra andare ancora una volta in una direzione opposta a quanto affermato dal Commissario. Dopo il sisma del 2016 si sono susseguite ben 52 Ordinanze che hanno reso e rendono estremamente complesso elaborare un progetto anche solo per la riparazione dei danni lievi. Basti pensare che servono mediamente circa 40 elaborati tecnico amministrativi, e che molto spesso gli U.S.R. richiedono chiarimenti ed integrazioni, con tutto ciò che questo comporta in termini di dispendio di energie, tempo e denaro nella presentazione delle pratiche. Per di più, i costi che i tecnici devono anticipare per le prove tecnologiche sui terreni e sulle murature per poter predisporre i progetti, a fronte del pagamento dei compensi a distanza di uno o più anni, stanno mettendo in crisi il sistema con il rischio concreto di far chiudere molti studi professionali. Tra l’altro la normativa attuale prevede “contributi alla ricostruzione”, il che non equivale a copertura totale dei costi, che risultano spesso insufficienti. Tra le popolazioni colpite si è addirittura diffusa l’ipotesi, essendo difficile arrendersi all’idea di una burocrazia miope e fine a se stessa, che il “mostro” che è stato messo in piedi serva solo a dilazionare l’onere economico della ricostruzione. Quasi due anni di interlocuzioni a vari livelli istituzionali, di documenti e di proposte da parte degli ordini professionali, hanno avuto una modesta incidenza in qualche raro comma delle solite 52 ordinanze. Con l’unico risultato di disperdere il patrimonio di esperienza e di professionalità di chi opera sul proprio territorio, conoscendone a fondo le esigenze peculiari e le criticità. Infine, mentre si continua a discutere di dettagli senza affrontare con adeguata solerzia e incisività le scelte importanti, si fissano scadenze quantomeno improbabili e si erogano i contributi per l’autonoma sistemazione”.

09/04/2018 14:30
Tondi: "Stessa sequenza, ma per stare tranquilli occorre abitare e frequentare edifici non vulnerabili"

Tondi: "Stessa sequenza, ma per stare tranquilli occorre abitare e frequentare edifici non vulnerabili"

La violenta scossa di questa notte ha fatto ripiombare il territorio nel panico. E le reazioni sono state le più disparate, dalla legittima paura alla rabbia, passando, inevitabilmente, anche per le solite teorie sulla "presunta magnitudo aggiustata". A mettere in ordine i tasselli ci ha pensato, ancora una volta, il geologo di Unicam, Emanuele Tondi, ormai vero e proprio punto di riferimento per il territorio e non solo quando si parla di terremoto. Da un lato, infatti, Tondi ha le competenze scientifiche per spiegare quanto sta accadendo e, dall'altro, ha la sensibilità di chi é anche sindaco e conosce, quindi, le preoccupazioni e le emozioni dei semplici cittadini. "La magnitudo - spiega quindi Emanuele Tondi - viene calcolata da INGV subito dopo l’evento in maniera automatica e poi rielaborata più volte. Questo è il motivo della variazione del dato, il più preciso è sempre l’ultimo valore comunicato.Come si può vedere dalla mappa allegata (foto), l’evento si colloca all'estremità nord della sequenza sismica del 2016-2017 (Terremoto di Amatrice-Visso-Norcia in legenda). Data la sua localizzazione, può essere considerato un aftershock relativo ai forti terremoti di fine Ottobre 2016. La sequenza sismica nel suo complesso è in diminuzione anche se per brevi periodi (di alcuni giorni) può riprendere attività sia in termini di frequenza che di intensità, in particolare alle sue terminazioni settentrionali (Muccia, Pievetorina, Monte Cavallo) e meridionali (Campotosto, Montereale, Capitignano)". Magnitudo spiegata, quindi,e nessuna nuova faglia, come qualcuno ha voluto intendere nelle ultime ore. Solo un accentuarsi della frequenza di quelli che possono essere considerate scosse di assestamento, con Tondi che aggiunge: "La sequenza sismica potrà dirsi terminata quando la sismicità dell’area tornerà ai livelli precedenti del 24 Agosto 2016. Sequenze associate a terremoti simili hanno avuto una durata anche di 2-3 anni. Nell'ambito delle sequenze sismiche, gli aftershocks più forti possono arrivare fino ad una magnitudo di un grado minore dell’evento principale. Eventualità sempre più improbabile (ma non impossibile) con il passare del tempo". La scossa delle 4,19 di questa notte, il cui epicentro é stato localizzato in territorio di Muccia ad una profondità di 9 km, è stato seguito fino ad ora da cinque repliche di magnitudo compresa tra 2.0 e 2.5 e diverse di magnitudo inferiore a 2. "Più volte - prosegue il geologo e sindaco di Camporotondo, ripercorrendo la storia dei terremoti sul nostro territorio - è stata paragonata l’attuale sequenza sismica a quella che si verificò tra Gennaio e Febbraio del 1703 tra Norcia e L’Aquila. Negli anni e decenni successivi, forti terremoti interessarono le zone immediatamente a nord e sud. A nord ricordiamo il terremoto del 1741 a Fabriano, del 1751 a Gualdo Tadino e del 1799 a Camerino. Terremoti di magnitudo stimata tra 5.5 e 6.0, generati da faglie più piccole e profonde rispetto a quella del Monte Vettore-Monte Bove e non visibili in superficie. A sud ricordiamo il terremoto del 1706 della Maiella e del 1805 del Molise, terremoti di magnitudo stimata tra 6.5 e 7.0. In queste zone sono presenti faglie simili a quella del Monte Vettore-Monte Bove, sia per dimensione che espressione superficiale. Per ulteriori informazioni sulla sismicità storica è possibile consultare il catalogo parametrico dei terremoti italiani https://emidius.mi.ingv.it/CPTI15-DBMI15/". "Non sappiamo quando - conclude Tondi, con una frase che ha il sapore dell'appello verso chi dovrà stabilire regole e metodi per la ricostruzione - ma i terremoti avvengono sempre nelle stesse zone e con caratteristiche simili. Quindi, per stare sicuri e tranquilli occorre abitare o frequentare edifici non vulnerabili rispetto alla sismicità dell’area in cui si trovano".

04/04/2018 17:00
Mutui su strutture inagibili: rate sospese fino al 2019

Mutui su strutture inagibili: rate sospese fino al 2019

Il Commissario per la ricostruzione Paola De Micheli e il direttore generale dell'Abi Giovanni Sabatini hanno firmato il protocollo sulla sospensione delle rate di rimborso dei mutui sugli edifici inagibili nell'area del cratere del terremoto che ha colpito nel 2016 in centro Italia. Il Collegato Fiscale alla Legge di Stabilità 2017 ha prorogato fino al 31 dicembre 2018 la sospensione del pagamento delle rate di ammortamento dei mutui sia per i proprietari di prime case distrutte dagli eventi sismici, sia per gli edifici inagibili destinati ad attività produttiva. Inoltre, per gli immobili all'interno delle zone rosse, il termine è posticipato al 31 dicembre 2020. L'accordo definisce dunque i piani di ammortamento dei finanziamenti a rimborso delle rate sospese."La legge - sottolinea De Micheli - prevedeva la sottoscrizione di questo accordo entro il 30 giugno 2018 ma abbiamo ritenuto di accelerare i tempi per dare maggiori certezze ai cittadini. (Fonte Ansa)

28/03/2018 08:46
Castelsantangelo sul Nera, sei persone coinvolte in un incidente durante un'escursione

Castelsantangelo sul Nera, sei persone coinvolte in un incidente durante un'escursione

Incidente per sei persone della provincia di Perugia quello accaduto nel pomeriggio odierno in località Fonte San Lorenzo di Castelsantangelo sul Nera. Durante l'escursione in montagna una delle sei persone si è fratturata una gamba: la dinamica di come sia avvenuto è ancora in fase di accertamento. L'uomo è stato trasportato con l'eliambulanza all'ospedale di Macerata. Gli altri cinque invece sono stati riaccompagnati alle proprie auto perchè potessero far ritorno a casa. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco di Visso e di Norcia e il Soccorso alpino di Perugia.

25/03/2018 18:17
Castelsantangelo sul Nera, in arrivo altre 40 Sae

Castelsantangelo sul Nera, in arrivo altre 40 Sae

Le ultime "casette" di Castelsantangelo sul Nera stanno per essere consegnate. Sabato 24, alle12:30, le ultime 40 Sae presso l'Area Sae Capoluogo saranno date agli assegnatari. Sono 23 le Sae assegnate finora, 11 nella frazione di Gualdo e 12 frazione di Nocria. Parteciperanno alla cerimonia il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, il commissario straordinario Paola De Micheli oltre al prefetto di Macerata, Roberta Preziotti, il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, l'assessore Angelo Sciapichetti, e le autorità politiche e religiose.

19/03/2018 21:11
Terremoto, Nori come portavoce dei terremotati: "La magistratura frena la ricostruzione"

Terremoto, Nori come portavoce dei terremotati: "La magistratura frena la ricostruzione"

''Credo che la magistratura ce la stia mettendo tutta per frenare la ricostruzione del centro Italia colpito dal terremoto dell'agosto e dell'ottobre 2016. Mettere i sigilli ad una struttura smontabile, tra l'altro una piccola perla di architettura, e iscrivere nel registro degli indagati il sindaco e l'architetto Boeri significa pura miopia con evidenti cavilli giuridici senza senso''. Lo ha detto la portavoce dei terremotati di Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera, Maria Teresa Nori che esprime solidarietà al sindaco e ai cittadini di Norcia. ''Da questi presupposti - ha evidenziato la Nori - nasce il germoglio della paura da parte degli amministratori locali che per fare un'opera, per ripristinare un territorio, per dare vita alla comunità dovranno stare sul filo del rasoio per fare il loro dovere nei riguardi della cittadinanza. E' una assurdità tutta italiana. I nostri territori con questi presupposti - conclude - rinasceranno tra 30 anni ma sarà troppo tardi perché ci sarà uno spopolamento epocale''. 

14/03/2018 10:20
Elezioni, buona affluenza al voto anche nei Comuni terremotati

Elezioni, buona affluenza al voto anche nei Comuni terremotati

Buona affluenza alle urne nei paesi colpiti dal terremoto nelle Marche. In molti Comuni gli abitanti che sono ancora sfollati sono arrivati o con i bus navetta messi a disposizione dalla Regione Marche o con mezzi propri per votare. Come a Castelsantangelo sul Nera dove Marco Alfani e il nipote, unici ad abitare ancora in frazione Vallinfante in roulotte, si sono presentati di buon'ora al seggio: un modulo abitativo. A Muccia il tricolore, la bandiera azzurra della Ue e quella della Regione Marche hanno trasformato un centro di aggregazione in seggio elettorale. Nei paesi più grandi si sono registrate, soprattutto prima dell'ora di pranzo, lunghe file e attese, come a Camerino dove il seggio si è concentrato in zona Le Conce nella sede dell'Ipsia 'Ercoli'. A Montecavallo si è votato in una struttura prefabbricata che verrà poi adibita a chiesa. Ad Acquasanta Terme, alcuni abitanti che risiedono nella vallata sono tornati per votare: tre i seggi allestiti.

04/03/2018 18:14
La preoccupazione dei terremotati per l'arrivo del Burian: "Regione e Comuni si attivino per fronteggiare questa emergenza"

La preoccupazione dei terremotati per l'arrivo del Burian: "Regione e Comuni si attivino per fronteggiare questa emergenza"

'Se come sembra nei prossimi giorni arriverà il vento gelido dalla Siberia, chiamato Burian, ci sarà un calo di temperatura che non si registra dal 2010, secondo quanto affermano i meteorologi. Preoccupa dunque la situazione nelle zone terremotate per quelle persone ancora senza l'assegnazione delle Sae, le casette provvisorie''. E' l'allarme lanciato dalla portavoce dei terremotati di Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera Maria Teresa Nori. ''Auspico - ha detto ancora Nori -  che la regione Marche e i Comuni si attivino subito per porre rimedio in quanto questa emergenza metterà a dura prova i cittadini e gli animali degli allevamenti delle zone terremotate delle Marche. Si prevedono temperature diurne di alcuni gradi sottozero, minime notturne anche a -10 gradi'', ha concluso Maria Teresa Nori. 

21/02/2018 13:57
Anas, due nuovi bandi di gara d’appalto per l’affidamento di lavori di ripristino da 4,8milioni

Anas, due nuovi bandi di gara d’appalto per l’affidamento di lavori di ripristino da 4,8milioni

Anas ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di oggi altri due bandi di gara d’appalto per l’affidamento di lavori di ripristino sulla strada provinciale 136 “di Pian Perduto”, tra Castelsantangelo sul Nera e Castelluccio di Norcia, del valore di 4,8 milioni di euro che si aggiungono ad altri affidamenti già in corso per la stessa arteria, lungo la quale sono previsti lavori di ripristino per un investimento complessivo oltre 16 milioni di euro. Gli interventi rientrano nel “Programma di ripristino delle strade colpite dal sisma”, nell’ambito del quale sono complessivamente in corso lavori per oltre 125 milioni di euro e sono in fase di aggiudicazione appalti per ulteriori 170 milioni di euro, mentre proseguono le attività di progettazione ed approvazione dei restanti interventi. Nel dettaglio, il primo dei due bandi pubblicati oggi riguarda interventi di sistemazione del versante e ripristino dei muri per un valore di 1,55 milioni di euro, mentre il secondo appalto riguarda lavori di ripristino del corpo stradale per un valore di 3,25 milioni di euro. Entrambi gli appalti saranno aggiudicati con procedura aperta accelerata.                     Le imprese interessate devono consegnare la domanda di partecipazione nei tempi e modi indicati nei rispettivi bandi, tramite il portale acquistia Anas entro le 12 di martedì 6 marzo.  

20/02/2018 18:00
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