Sono 4.923 i positivi al coronavirus rilevati nell'ultima giornata nelle Marche, dove prosegue l'aggiornamento del bollettino della Regione con il nuovo metodo di conteggio in base alle nuove regole che hanno dato il via libera alla diagnostica con il solo test antigenico rapido senza conferma di un tampone molecolare, effettuata anche in farmacie, laboratori, strutture professionali. Il tasso di incidenza sale a 1.459,83 su 100mila abitanti.
Sono 17.126 i tamponi analizzati, 598 i positivi sintomatici e 1.255 in casi in fase di approfondimento epidemiologico secondo l'Osservatorio Epidemiologico Regionale, si sta recuperando il tracciamento, mentre dal punto di vista epidemiologico lo studio sull'andamento dell'incidenza (con la vecchia modalità) evidenzia "una prima flessione dell'incidenza (circa 17% sulla settimana passata), quindi il raggiungimento del plateau epidemico".
Occhi puntati sulla scuola per vedere se nella prossima settimana ci saranno variazioni a livello epidemico: i positivi in setting scolastico/formativo sono 32 nelle ultime 24 ore. I contatti stretti di casi positivi sono 1.642, i contatti domestici 1.355, 19 i contatti in ambiente di vita/socialità.
La provincia con il maggior numero di casi, 1.365, è Ancona, seguita da Pesaro Urbino con 1.192, Macerata con 895, Ascoli Piceno con 759, Fermo con 508, e 204 casi fuori regione. Il virus circola soprattutto nelle fasce d'età 25-44 anni con 1.348 casi e 45-59 con 1.335 . Sono invece complessivamente 1.180 i casi nelle fasce di età da zero a 18 anni: i gruppi più numerosi sono i 14-18 anni con 380 e 6-10 anni con 373.
Nelle ultime 24 ore sono aumentati a 338 i ricoverati per Covid-19 nelle Marche (+10 rispetto a ieri), dei quali 62 in Terapia intensiva (-3 rispetto a ieri) e 276 in Area medica (+13); in particolare i pazienti in Semintensiva sono 65 e quelli in reparti non intensivi 211 mentre 18 persone sono state dimesse nell'ultima giornata.
Dal bollettino dell'Osservatorio epidemiologico regionale risultano sei decessi correlati al Covid: una 51enne di Sassoferrato, una 93enne di Pesaro, una 84enne di Fermo, una 80enne di Falconara Marittima, un 73enne di Offagna e una 47enne di Carassai. Tutte le vittime presentavano patologie pregresse.
Due autovetture si sono scontrate lungo la Strada Provinciale 41, provocando tre feriti di cui uno grave - un uomo di 80 anni - trasportato d'urgenza in codice rosso all'ospedale Torrette di Ancona. L'incidente è avvenuto alle ore 17.30 nel tratto che separa Urbisaglia da Contrada Divina Pastora (Tolentino): per cause in corso di accertamento, i due veicoli che procedevano a opposti sensi di marcia si sarebbero urtati frontalmente in maniera violenta.
Sul posto sono intervenuti a pochi minuti dalla segnalazione i sanitari del 118, che hanno subito provveduto a trasferire in ambulanza l'uomo anziano e le altre due persone coinvolte - marito e moglie che viaggiavano insieme - presso l'ospedale di Macerata. Presenti sul posto anche i Vigili del Fuoco e le forze di Polizia per procedere al sequestro delle due auto ed eseguire gli esami per ricostruire la dinamica del tremendo incidente.
+++ IN AGGIORNAMENTO +++
Altro picco di casi di positività al coronavirus nelle Marche dovuto però anche al nuovo metodo di conteggio dopo il via libera alla diagnostica con il solo test antigenico rapido senza conferma di un tampone molecolare: i contagi registrati in un giorno sono 5.766, con l'incidenza a 1.257,42.
Sono dati in 'assestamento', non completamente indicativi, in quanto comprendono ancora parte dell'arretrato di contagi dei giorni scorsi, da considerare con il nuovo sistema. La Regione Marche sta dunque completando l'aggiornamento del bollettino giornaliero in cui, con le nuove norme in vigore dal 12 gennaio, confluisce ora tutta la diagnostica con tampone molecolare e antigenico anche da farmacie convenzionate, laboratori analisi e strutture e professionisti autorizzati e accreditati, e non solo nel caso di 'contatto di soggetto positivo' come avveniva in precedenza.
In ogni caso, dei 5.766 casi sono 1.720 quelli rilevati in provincia di Ancona, 1.430 in quella di Pesaro Urbino, 920 nel Maceratese, 779 in provincia di Ascoli Piceno, 639 nel Fermano e 278 i contagiati provenienti da fuori regione. Le persone con sintomi sono 624; i casi comprendono 2.002 contatti stretti di postivi, 1.456 contatti domestici, 59 in ambiente di scuola/formazione, 6 in ambito lavorativo, 33 in ambiente di vita/socialità, 1 in setting assistenziale e 2 sanitario; in corso approfondimenti epidemiologici su 1.541 contagi. Sono ben 2.060 i contagi nella fascia 6-10 anni: quasi la metà dei casi complessivi si riscontra tra gli under 18 (2.753 dei 5.766 complessivi).
Il totale dei tamponi esaminati è stato di 25.412 con una percentuale di positività al 25,6%. È la fascia d'età 6-10 anni quella in cui si sono rilevati più casi (2.060), seguita da 25-44 anni (1.149) e 45-59 anni (944). Nelle ultime 24ore sono scesi a 328 i ricoverati per Covid-19 nelle Marche, dei quali 65 in Terapia intensiva (+7 rispetto a ieri) e 263 in Area medica; in particolare i pazienti in Semintensiva sono 65 e quelli in reparti non intensivi 198 mentre 18 persone sono state dimesse nell'ultima giornata.
Dal bollettino dell'Osservatorio epidemiologico regionale risultano tre decessi correlato al Covid: una 93enne di Monte Vidon Corrado, una 74enne di Falconara Marittima e un 66 di San Benedetto del Tronto.
Si svolgerà questo fine settimana, tra sabato 15 e domenica 16 gennaio, lo screening gratuito volontario per gli studenti delle scuole superiori delle Marche. Saranno 15 le postazioni individuate nelle 5 Aree Vaste nelle quali si potrà avere accesso senza prenotazione.
"Un grande sforzo organizzativo di Regione e Asur, impegnate assiduamente con le altre aziende sanitarie a portare avanti la campagna vaccinale, per mettere in campo questa iniziativa volta ad offrire agli studenti uno strumento in più per poter frequentare la scuola in sicurezza" sottolinea l'assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini.
"Una risposta molto incoraggiante quella della fascia 14 – 18 anni, che supera il 90% di somministrazione di prime dosi e oltre l’81% dei casi ha ricevuto anche la seconda dose: lo screening ha comunque l’obiettivo di proseguire l’anno scolastico appena ripartito in sicurezza. Dove possibile il punto screening sarà organizzato in modalità Drive Through" ha aggiunto l'assessore.
Questo il programma:
Area Vasta 1
Sabato 15 gennaio
Pesaro 14.30 - 19.30 in via Lombardia,7
Domenica 16 gennaio
Fano 8 – 13 ex CODMA Via Tommaso Campanella,
Urbino 8 – 13 a Medicina Legale e del Lavoro in via Sasso 70
Area Vasta 2
Domenica 16 gennaio
Ancona 8 -20 Palarossini in via Cameranense
Fabriano 9-14 Protezione Civile di via Fornaci 108
Falconara 14-18 Pinacoteca Francescana in Piazza S.Antonio
Jesi 8.30 – 16.30 Zona Zipa in via Dell’Industria
Osimo 9-15 Pala Baldinelli in via Striscioni 82
Senigallia 8-13 Stadio Bianchelli in via Montenegro 21
Area Vasta 3
Sabato 15 gennaio
Matelica 10 – 12.30 Protezione Civile presso Località Cavalieri
Domenica 16 gennaio
Civitanova Marche 8.30-12.30 Piazzale antistante Covid Hospital in via San Costantino
Macerata/Piediripa 8-14 Via Teresa Noce 22
Area Vasta 4
Domenica 16 gennaio
Fermo 8-14 Fermo Forum in via Giovanni Agnelli
Area Vasta 5
Domenica 16 gennaio
Ascoli Piceno 8-14 Ospedale in via degli Iris
San Benetto del Tronto 8-14 vicino al Palazzetto in Viale dello Sport
E' "pentito" e si è "reso conto dei propri errori" ma sostiene di essere solo "un anello della catena e non certo l'organizzatore". Emanuele Luchetti, 51enne infermiere professionale di Falconara (Ancona) arrestato dalla Squadra Mobile con l'accusa di aver finto di somministrare vaccini all'hub "Paolinelli" di Ancona (ci sono anche filmati di videosorveglianza nei box tra gli elementi di prova; al momento non risultano responsabilità di altri medici o funzionari dell'hub vaccinale) in cambio di somme di denaro che superavano anche i 300 euro ogni 'prestazione'.
Stamattina, in carcere ad Ancona, affiancato dalla propria legale, avvocato Marta Balestra, ha deciso di rispondere alle domande del gip Carlo Masini. Le accuse nei suoi confronti vanno dal peculato alla corruzione fino al falso ideologico; reati continuati e, in alcuni casi, in concorso con quattro persone finite ai domiciliari ritenute intermediari nel giro di vaccini 'bluff' in cambio di soldi, e di altre 45 (i destinatari dei Green pass indebiti) gravate di obbligo di dimora.
Luchetti ha risposto, fa sapere il difensore, per "chiarire la propria posizione nella vicenda"; ha riferito di aver "ceduto alle pressioni ricevute da coloro i quali hanno messo in piedi questo meccanismo, sicuramente spinto da perduranti problemi economici; ma ha anche inteso evidenziare come lui, costretto in custodia cautelare sia invece solo un anello della catena e non certo l'organizzatore".
Nuovo record di vaccini nelle Marche. Mercoledì 12 gennaio sono state somministrate 19.618 dosi: 1.800 le prime, 1.843 le seconde e 15.975 le terze. “Dopo il record di vaccini dell’11 gennaio ne abbiamo raggiunto uno più alto ieri – commenta l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini -. E’ la prova che la via da seguire è sempre la prenotazione nonostante la disponibilità di alcuni open day".
"Ieri sono partiti ben 7 mila sms a tutti quei soggetti col ciclo vaccinale in scadenza, che avevano una prenotazione assegnata per febbraio e marzo - aggiunge l'assessore -. Oggi il lavoro dell’Asur prosegue, così da dare una risposta a tutti i 60 mila marchigiani col green pass in scadenza. A questi ritmi siamo certi di raggiungere a gennaio tutti i 420 mila marchigiani che devono fare la terza dose”.
Delle 19.618 dosi totali, 5.867 sono state somministrate in provincia di Ancona, 3197 nell’ascolano, 2.595 nel fermano, 3.561 nel maceratese e 4.398 in provincia di Pesaro-Urbino. La fascia di età che ha ricevuto più prime dosi è stata ancora quella 0-16, con 708 somministrazioni, seguita dalla fascia 50-59 con 273 (dall’8 gennaio e fino al 15 giugno 2022 è stabilito l’obbligo vaccinale per tutti i cittadini italiani che abbiano compiuto i 50 anni di età, e dal 15 febbraio tutti i lavoratori over 50 del settore pubblico e privato per accedere al luogo di lavoro saranno tenuti ad esibire il super green pass).
Aumentano gli infortuni nelle Marche: nel 2021 sono stati 15.000 e cioè 847 in più rispetto al 2020; i mortali sono 30. Nelle Marche, negli ultimi 10 anni, sono stati denunciati 212mila infortuni sul lavoro di cui 388 mortali. "Una vera e propria strage che va fermata" sottolinea la Cgil (ieri, purtroppo, un altro caso a Porto Recanati).
Dai dati elaborati dalla stessa Cgil Marche, nel periodo gennaio - novembre 2021, emerge l’aumento degli infortuni del 6% . Gli infortuni, in occasione di lavoro, sono aumentati del 3,7%, come quelli in itinere, in aumento del 22,3%. Gli infortuni mortali, sempre nel periodo gennaio-novembre 2021, sono stati 30.
“Il sistema produttivo marchigiano – dichiara Giuseppe Galli, segretario regionale Cgil Marche - impegnato nella ripresa post-covid, nella ricostruzione post-sisma e nell’esecuzione degli appalti finanziati dal P.N.R.R. con crono programmi stabiliti, dovrà misurarsi con un forte intervento istituzionale e datoriale nella formazione dei lavoratori e nella conoscenza dei rischi connessi alle attività produttive. Ma soprattutto il sistema produttivo dovrà confrontarsi con modalità nuove, anche in vista della piena applicazione delle nuove norme in materia di salute e sicurezza sancite dal Decreto 146/2021 convertito dalla legge 215/2021”.
In tal senso, “confidiamo in una proficua collaborazione tra tutti i soggetti istituzionali - aggiunge Galli - che sono chiamati alla vigilanza, alla formazione dei lavoratori e alla piena applicazione delle norme che tutelano i lavoratori, soprattutto per la fase di ripesa che si preannuncia dal 2022”. La Cgil poi chiede alla Regione di “mettere mano alla prevenzione con risorse e organici in numero adeguato per incrementare i controlli nelle aziende e nei cantieri” .
Per quello che riguarda il sindacato, conclude Galli, “il ruolo degli R.L.S (rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza) dovrà essere rilanciato in tutti i luoghi di lavoro. Un forte segnale di cambiamento è necessario sul fronte della precarietà del lavoro che determina la ricattabilità dei lavoratori. In questa direzione si dovrà procedere con confronti veri, con le imprese, sul tema dell’organizzazione del lavoro, precedendo dove è opportuno le necessarie stabilizzazioni ed una nuova e attiva partecipazione dei lavoratori al sistema di prevenzione".
"Dal 10 gennaio, i giovani non possono più partecipare alle attività sportive senza Green pass rafforzato, quindi con la certificazione di vaccino o guarigione da covid. Sono vicina alle società sportive, ai ragazzi e alle famiglie. Condivido le loro preoccupazioni". A scriverlo, in una nota, è l'assessore regionale Giorgia Latini, nel sottolineare come "sono i nostri adolescenti le vittime invisibili di questa pandemia".
"Negare la possibilità di fare sport e attività fisica insieme agli altri ragazzi avrà un impatto drammatico sulla loro crescita. Le restrizioni - aggiunge Latini - hanno avuto conseguenze drammatiche, con tanti giovani chiusi in casa, seduti su un divano o davanti ad uno schermo. Lo sport è un diritto, è salute ed ha un grande valore educativo". A lanciare un grido d'allarme sulle colonne del nostro quotidiano online, nei giorni scorsi, era stata anche l'Academy Civitanovese (leggi qui).
Diminuisce il numero di nuovi contagi nelle Marche, sebbene si resti su cifre molto elevate: rispetto ai 2.393 positivi ieri, nelle ultime 24 ore, sono stati registrati 1.955 casi. Anche la percentuale di positività scende dal 19,1% al 14,6%, così come il tasso di incidenza cumulativa su 100mila abitanti che passa da 890,63 a 813,04.
Corre sempre più delle altre province quella di Ancona che nelle ultime 24 ore conta 797 nuovi positivi al Covid- 19. A seguire le province di Pesaro Urbino con 340 casi, Fermo con 283, Ascoli Piceno con 259 e Macerata con 178. Si aggiungono poi 98 nuovi infetti di fuori regione. Sono 59 i positivi in setting scolastico/formativo, 22 i contatti in ambiente di vita socialità, 412 i casi per i quali sono in corso approfondimenti epidemiologici, per il resto come sempre le maggiori fonti di contagio sono contatti in casa o contatti stretti di casi positivi.
Sono due le fasce di età che da sole rappresentano ben oltre la metà dei nuovi positivi al Covid nelle Marche. Si tratta dei 25-44 anni (con 639 nuovi infetti) e 45-59 (con 504 nuovi positivi): complessivamente contano 1.143 dei 1.955 contagi complessivi di oggi. A seguire c'è la fascia dei giovani 19-24 anni, dove si registrano 195 nuovi casi, seguita da quella 6-10 anni con 103. Complessivamente i giovani da 0-18 anni che hanno contratto il virus oggi sono 331. Il 62% dei positivi risulta vaccinato con 2-3 dosi, il 38% non è vaccinato. Nelle terapie intensive il 27% dei pazienti è vaccinato con 2-3 dosi, il restante 73% non è vaccinato.
In diminuzione di una unità il numero dei ricoveri in Area Medica, dove sono presenti 325 pazienti, 59 dei quali in Terapia Intensiva (+1 rispetto a ieri). Nelle ultime 24 ore sono stati rilevati, purtroppo, anche tre decessi correlati al Covid: un 63enne di Montegranaro, un 71enne di Torre San Patrzio, un 94enne di Fermo.
A bordo del bus senza Super Green Pass: dà in escandescenze e aggredisce gli agenti che gli chiedono il documento. Il Commissariato di Polizia di Jesi ha denunciato un giovane passeggero di un autobus di linea durante i controlli sul possesso del super Green pass, obbligatorio su tutti i mezzi di trasporto pubblici dal 10 gennaio.
Ieri pomeriggio, agli agenti che verificavano il rispetto della norma tra gli occupanti di un autobus di linea Jesi-Ancona, presso la stazione delle corriere a Portavalle, un operaio 23enne di origine nigeriana, prima si è mostrato reticente a mostrare la certificazione, poi ha esibito un foglio di incerta provenienza e senza validità.
Dovendo accelerare le operazioni di verifica in quanto l'autobus aveva necessità di partire, i poliziotti hanno invitato il passeggero a scendere per continuare l'accertamento, ma il giovane non ne ha voluto sapere ed ha iniziato a inveire e a spintonarli, ferendo alla gamba uno degli agenti con lesioni giudicate guaribili in 10 giorni. Il 23enne è stato condotto in Commissariato a Jesi dove è stato accertato che era sprovvisto della certificazione verde e gli è stata contestata la violazione amministrativa che prevede il pagamento di una sanzione da 533 a 1000 euro.
È stato, inoltre, denunciato alla Autorità Giudiziaria per resistenza a pubblico ufficiale. L'esito del processo giudiziario potrebbe risultare pregiudizievole in relazione al permesso di soggiorno, trattandosi di un reato di violenza
Focolai di Coronavirus all’interno delle carceri marchigiane. A lanciare l’allarme è il Garante regionale dei diritti Giancarlo Giulianelli, che parla di una situazione che desta preoccupazione su diversi fronti. "Nell'ambito del nostro consueto monitoraggio abbiamo appreso che durante le ultime settimane si sono sviluppati diversi focolai in alcuni istituti penitenziari. Nonostante l'attivazione di tutti i protocolli previsti, l'aumento generalizzato dei contagi ha purtroppo varcato anche le soglie degli istituti".
Giulianelli richiama l'attenzione sulla necessità di effettuare quanto prima le terze dosi e di prestare attenzione alla situazione sanitaria nel suo complesso, che già da tempo presenta diverse criticità. "Sappiamo che lo sforzo comune messo in campo in tutti i settori per fronteggiare la pandemia è notevole e che le difficoltà sono altrettanto considerevoli. Il nostro auspicio - conclude Giulianelli - è che anche per il mondo carcerario ci sia la dovuta attenzione.
Questo per evitare che i problemi esistenti vadano ad acuirsi e per salvaguardare la salute dei detenuti e di quanti operano quotidianamente negli istituti penitenziari". Il Garante proseguirà l'azione di monitoraggio da remoto, garantendo in questo mondo una presenza costante ed i colloqui richiesti dai detenuti, che non si sono fermati durante il periodo festivo.
"Un uomo al servizio della comunità". Questo il ricordo unanime delle varie forze politiche della Regione Marche per David Sassoli. Il Presidente del Parlamento Europeo è scomparso questa notte alle ore 1.15 presso il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano (PN), dopo una dura lotta nelle ultime settimane contro la polmonite da Legionella che nella giornata di ieri ha portato a complicazioni per il sistema immunitario.
Dopo gli ottimi trascorsi nel giornalismo - tanto per la carta stampata quanto per il servizio radiotelevisivo, Sassoli fa il suo ingresso in politica all'interno del Partito Democratico nel 2009, divenendone il Capogruppo all'Europarlamento. Molto del lavoro svolto ha richiamato l'attenzione dei vari Capi di Stato sulle materie di bilancio, la trasparenza della politica, l'importanza del dialogo con il Medio Oriente e la maggiore apertura nei confronti dei cittadini.
Il 3 luglio 2019 viene eletto Presidente del Parlamento Europeo.
«Una giornata brutta, tristissima - ha commentato l'ex assessore regionale delle Marche, Angelo Sciapichetti (Pd) - Era un amico, un uomo perbene che aveva fatto dell'Europa la sua seconda fede. Eravamo insieme a San Ginesio nel 2017 per affrontare il dramma del terremoto, accompagnati dal compianto sindaco Mario Scagnetti. La sua scomparsa apre una voragine per tutti quanti».
«Una persona semplice, umile e disponibile nonostante il ruolo che ricopriva - ricorda l'ex sindaco di Macerata, Romano Carancini (Pd) - Ci conoscemmo a Fabriano nel 2014 presso la Comunità Papa Giovanni XXIII (per un'iniziativa a favore delle donne vittime di violenza), e nel 2015 mi sostenne direttamente a Macerata per la mia campagna elettorale. Il patrimonio politico che lascia è incalcolabile: ha portato avanti i valori più genuini della Comunità Europea, anche durante il Covid. Inoltre, era un grande amico della Regione Marche, presente sul territorio in più circostanze. Nel 2018, per esempio, venne a Macerata a parlare di Europa e dell'importanza di andare oltre ogni barriera socio-politica; nel 2019, invece, era a Pollenza insieme ad Irene Manzi; a Senigallia sostenne nel 2020 il candidato sindaco Fabrizio Volpini. La reazione affettiva alla sua scomparsa è più che giustificata».
E sui social non sono mancati i post di cordoglio da parte del presidente della Regione, Francesco Acquaroli (FdI) - "Esprimo il mio profondo cordoglio e quello della Comunità Marchigiana per la scomparsa del Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli" - e di altri rappresentanti politici come Mirella Emiliozzi (M5s) - "Un uomo al servizio della comunità che amava profondamente il suo Paese e credeva fortemente nei valori europei. La sua morte è una gran perdita per tutti noi".
Un pezzo per volta prende forma il puzzle messo su dalla Procura di Ancona che ha portato all’individuazione di 50 persone coinvolte nel giro dei Green Pass falsi e dei vaccini bluff nelle Marche. Nell’inchiesta, oltre a quello dell’infermiere anconetano Emanuele Luchetti, compaiono i nomi di un noto avvocato anconetano, un ristoratore di Civitanova e con loro anche il titolare di un’impresa edile e la dipendente di un supermercato. Professioni ed estrazioni culturali differenti ma un intento comune: ingannare la sanità pubblica e far ottenere ai no vax false certificazioni lascia passare in cambio di un pagamento. Per decisione del giudice per le indagini preliminari, Carlo Masini, a finire in carcere è stato l’infermiere 50enne Emanuele Luchetti, già attivo al Centro di salute mentale di Ancona. Una cinquantina le ordinanze di custodia cautelare per accuse a vario titolo per reati di corruzione, falso ideologico e peculato commessi in concorso.
Al momento sono 60 i pazienti che risultano coinvolti nell’inchiesta della procura all’Hub Paolinelli di Ancona, ma gli inquirenti ritengono che le persone coinvolte sarebbero molte di più, con Luchetti arrivato, in un solo giorno, ad attestare anche 18 vaccinazioni in realtà mai eseguite. A muovere l’infermiere solo un aspetto economico: nelle intercettazioni della Procura arrivava a dichiarare che «Tutto si poteva pensare tranne che in un anno compravo casa».
I quattro procacciatori, finiti adesso ai domiciliari, organizzavano il tutto telefonicamente. Tra questi spunta il nome dell’avvocato Gabriele Galeazzi, unico a non aver tratto profitto dalle finte vaccinazioni. Il procacciatore principale sarebbe stato invece Daniele Mecozzi, maceratese e contitolare del ristorante Casablanca di Civitanova Alta, già chiuso nel febbraio 2021 per la violazione delle norme anti Covid.
Con lui, che avrebbe intascato 50 euro per ogni finta certificazione e avrebbe rappresentato un punto di riferimento per tutto il Maceratese, anche l’imprenditore edile di Sappanico Stefano Galli per l’Anconetano. Un altro aggancio per Luchetti sarebbe arrivato dalla 41enne romena Daniela Maria Zeleniuschi, dipendente di un supermercato delle Brecce Bianche.
Indagata anche la dottoressa Liana Spazzafumo, 60enne dirigente regionale in servizio all’Agenzia regionale sanitaria e originaria di San Benedetto del Tronto. A lei vengono contestati i reati di corruzione, falso ideologico e peculato. Nel suo alloggio di Montemarciano, dove a volte alloggiava lo stesso Luchetti, sarebbero stati sequestrati migliaia di euro in contanti.
19 i maceratesi coinvolti nell’inchiesta, questi tutti i nomi: il penalista 47enne del Foro di Macerata, Gian Luigi Boschi; l’imprenditore civitanovese 52enne, Rossano Schiavoni; l’imprenditrice balneare civitanovese 52 enne, Maria Francesca Lattanzi. Con loro anche Mirko Bianchi, dipendente comunale di Civitanova ed ex membro dello staff di Ciarapica insieme al civitanovese Rossano Ciucci e al figlio Vittorio.
Questi i nomi degli altri maceratesi coinvolti fino a questo momento: Luca Marcolini (39 anni), Claudio Schiavoni (30 anni), Luca Pennesi (43 anni), Barbara Barucca (44 anni), Melissa Angeletti (48 anni), Giorgio Ferracuti (45 anni), Eleonora Scoponi (44 anni), Giorgia Lattanzi (30 anni), Jonathan Papapietro (29 anni), Roberto Tordelli (62 anni), Eleonora Tordelli (35 anni), Maria Cristina Cioti (64 anni), Maria Isabella Gentili (46 anni), Massimo Innaimi (28 anni).
I nuovi contagi da Covid nelle Marche, nelle ultime 24 ore, sono 1.745 (a fronte degli 879 di ieri). Il tasso di incidenza cumulativa su 100mila abitanti arriva a 874,65 (da 864,65), con una percentuale di positività che scende dal 20,9% al 12,5% di oggi. Questo quanto emerge dai dati diffusi dall’osservatorio epidemiologico regionale.
Resta sempre Ancona la provincia delle Marche con il maggior numero di nuovi positivi: sono 824 degli oltre 1700 dell'intera regione. A seguire, nell'ordine, le province di Ascoli Piceno con 252, Fermo con 230, Macerata con 186 e Pesaro Urbino con 145 nuovi casi. Sono 108 i nuovi infetti di fuori regione.
Le classi d'età dove è più diffuso il contagio sono 25-44 anni con 584 casi, e 45-59 con 449. Le fasce da zero e 18 anni raccolgono 287 casi, mentre ci sono 199 casi tra i giovani 19-24 anni.
Nell'ultima giornata sono 405 i soggetti con sintomi, per 326 casi sono in corso approfondimenti epidemiologici. I positivi in ambito scolastico/formativo sono diciannove. È in aumento di sei unità il numero dei ricoveri in Area Medica, dove sono presenti 310 pazienti, 57 dei quali in Terapia Intensiva (numero invariato rispetto a ieri).
Nelle ultime 24 ore sono stati rilevati, purtroppo, anche otto decessi correlati al Covid. Tra le vittime un 17enne di Montecassiano. Il giovane soffriva già di una grave patologia e non si era potuto vaccinare, poi si è scoperto che era anche positivo. Trasferito d'urgenza a Torrette, il suo cuore ha smesso di battere ieri sera. A perdere la vita sono stati anche una 84enne di Ancona, un 80enne di Roma, una 73enne di Fano, un 84enne e un 91enne di Pesaro, una 88enne di Fano e una 85enne di Pesaro. Tutte le vittime presentavano patologie pregresse.
Oltre 14 milioni di euro di fondi statali e con destinazione vincolata: è la dotazione complessiva messa in campo dalla regione Marche per il sostegno alle attività produttive e turistiche a seguito dell’emergenza Covid. Si tratta di misure urgenti di indennità a fondo perduto, stanziate dallo Stato, a favore delle piccole e micro imprese di diversi settori colpiti dalla crisi pandemica e che sono state illustrate oggi nella prima conferenza dell’anno dal Presidente Francesco Acquaroli e dagli assessori Mirco Carloni e Guido Castelli. Presente all’incontro con la stampa, l’assessore Stefano Aguzzi.
Le linee di intervento riguardano, in particolare, la ricapitalizzazione delle imprese a cui viene destinata, attraverso Confidi, la somma di 6 milioni di euro; gli aiuti ai settori di intrattenimento e organizzazione di cerimonie (2 milioni e 880 mila euro); il trasporto turistico 592 mila euro; i parchi tematici e divertimento 592 mila euro. Le domande per accedere ai contributi partono dal 17 gennaio prossimo, con termine l’11 febbraio 2022.
Il presidente della Regione, Francesco Acquaroli ha voluto sottolineare il buon lavoro svolto dal vicepresidente Carloni anche in veste di coordinatore delle attività produttive in seno alla Conferenza Stato-Regioni: “Un lavoro che si caratterizza anche per la qualità delle scelte e l’importante sforzo condotto: è la prima volta che si aiutano le imprese nella ricapitalizzazione e questo per ridare loro solidità e capacità competitiva. Ricordiamo tutti che le nostre imprese vengono da crisi ripetute: il sisma, quella degli istituti bancari e quindi la pandemia. Allora va dato uno spazio importante a queste misure che potremmo potenziare anche con la nuova programmazione europea per attuare le linee di indirizzo strategico che ci siamo dati e che verranno presto tradotte in leggi”.
Le diverse misure sono state illustrate dal vicepresidente della Giunta regionale Mirco Carloni: “Abbiamo distribuito 10 milioni di euro di trasferimenti statali vincolati a favore delle categorie produttive che hanno subito non solo un danno vigente, ma che hanno patito le restrizioni imposte dalla gestione dell’emergenza Covid. A queste misure, per circa 4 milioni, abbiamo aggiunto una dotazione di 6 milioni di euro, a disposizione dei Confidi marchigiani, per assegnare un contributo a fondo perduto destinato alla ricapitalizzazione e patrimonializzazione delle imprese, anche quelle cooperative che deliberano un aumento di capitale. Una misura veloce e di semplice erogazione, dedicata al variegato mondo delle piccole e medie imprese che vogliono investire per ripartire, rafforzando la propria attività o migliorando il rating aziendale per accedere a ulteriori finanziamenti bancari”.
“Va sottolineato – ha detto l’assessore al Bilancio, Guido Castelli – che si tratta di risorse la cui destinazione è il frutto di una interlocuzione tra Governo e Regioni per individuare i settori maggiormente fragili. Al sostegno alle attività turistiche – ha poi spiegato – va aggiunto anche quello alle attività connesse agli impianti sciistici per un importo di ulteriori 4 milioni e 475 mila euro. Vale a dire in aiuto a tutte quelle attività che hanno subito perdite a causa del Covid localizzate nelle zone di turismo e sport invernale. Vi è anche uno specifico parametro di valutazione per le aree del cratere sismico”.
Quindi Castelli ha definito l’impianto dei sostegni alla capitalizzazione “decisivo e determinante, strategico in un momento in cui vanno a scadenza le moratorie. Abbiamo cercato di creare un contesto – anche se è solo il primo passo – in cui le aziende si possono rafforzare, un sistema quasi di sorveglianza attiva del debito, da parte della Regione, che deve stare al fianco del nostro patrimonio produttivo fatto di piccole e piccolissime aziende”.
Nonostante il rientro in classe per molti studenti già dal 7 gennaio, continuano a essere diversi i problemi evidenziati nella Regione Marche da presidi e personale scolastico. Abbastanza da spingere i sindacati di categoria a richiedere la convocazione di un tavolo per discutere col direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Ugo Filisetti, della sicurezza fra i banchi. Filisetti per il quale "chiudere le scuole è inutile: stiamo affrontando i problemi".
L’escalation della variante Omicron nel periodo delle festività natalizie - unita alle precarie misure di contenimento finora adottate – ha costretto gli addetti ai lavori a fare i conti con alcune criticità fondamentali, come quella del tracciamento dei contagi. A questo si lega il tema delle assenze da parte dei docenti (molti dei quali in quarantena) e il rischio di tornare in Dad per gli studenti.
Una situazione comune a tutto il territorio regionale, senza eccezioni. A Macerata è stato certificato negli ultimi giorni un tasso di alunni positivi pari al 7%: un dato rilevante, sebbene la percentuale dei professori contagiati risulti meno tangibile, al punto da costringere molte strutture a optare per la didattica a distanza. Fra queste, l’Istituto Agrario Garibaldi, il Liceo Scientifico, l’Istituto Tecnico Commerciale Gentili e il Liceo Classico Linguistico Leopardi.
Nella provincia di Ascoli, invece, i sindaci delle maggiori città hanno ritenuto opportuno procedere di propria sponte con la sospensione momentanea dell’attività didattica in presenza, per scongiurare il rischio di contagi, mentre nel Pesarese il tasso di alunni contagiati ha superato il 10%.
Quali sono, dunque, le regole da osservare per il rientro tra i banchi in sicurezza? Secondo la nota operativa emanata dal Ministero dell’Istruzione il 5 gennaio, ai bambini da 0 a 6 anni basterà un solo caso positivo per decretare la sospensione dell’attività didattica e la quarantena della durata di 10 giorni con test al termine. Per la scuola primaria, invece, la presenza di un solo caso farà scattare il regime di auto sorveglianza (con distanza interpersonale di 2 metri), mentre con almeno due casi si vedrà applicata la Dad per 10 giorni, anche qui test negativo al termine.
Nelle classi medie e superiori, si mantiene la lezione in presenza con un solo caso di positività, previo utilizzo da parte di tutti della mascherina FFP2 e il rispetto della distanza interpersonale di 2 metri. Con almeno due casi, invece, le misure cambiano in base al percorso vaccinale. Chiunque non abbia terminato il primo ciclo, o abbia passato il periodo di scadenza dei 120 dallo stesso o dalla guarigione, passerà in Dad per 10 giorni. A parametri inversi, rimane la lezione in presenza con l’obbligo di indossare le mascherine FFP2 per almeno 10 giorni. In tutti i casi in cui venisse applicato il regime di auto sorveglianza, la nota del ministero prevede tamponi gratuiti, da effettuarsi presso farmacie o strutture convenzionate.
Per docenti e personale Ata, infine, rimane l’obbligo già previsto dal 15 dicembre di sottoporsi obbligatoriamente al vaccino, al quale vanno ad aggiungersi gli ultimi aggiornamenti del decreto legge valido anche per gli over 50. Con disposizioni ai presidi e responsabili delle varie strutture scolastiche di assicurarsi che ciascun professore presenti la dovuta certificazione.
La Polizia di Stato fin dalle prime ore della mattina sta eseguendo in numerose province 50 ordinanze di custodia cautelare per reati connessi all'indebito rilascio del Green pass. I reati contestati dalla procura di Ancona sono quelli di corruzione, falso ideologico e peculato commessi in concorso da altrettanti indagati. Lo si apprende attraverso una nota della Questura del capoluogo dorico.
“È stata applicata la custodia cautelare in carcere nei confronti di un infermiere professionale addetto alle vaccinazioni presso un centro vaccinale di Ancona e la misura degli arresti domiciliari nei confronti di quattro soggetti ritenuti intermediari nei fatti corruttivi e nel rilascio indebito del green pass. Quarantacinque i soggetti destinatari della misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza e dell’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria”.
Secondo quanto emerso, l'infermiere avrebbe agito con la complicità di alcuni soggetti che operavano come intermediari, simulando l'inoculazione della dose, al fine di far loro ottenere il documento di avvenuta vaccinazione. L'attività di indagine è stata costituita da intercettazioni, servizi di osservazione e riprese video effettuate nel centro di vaccinazione dalla Poliza.
Nell'indagine è coinvolto anche un avvocato anconetano che attualmente si trova ai domiciliari. Al legale cinquantatreenne sono state perquisite la casa e lo studio in pieno centro e la sua posizione resta tuttora al vaglio degli inquirenti. Per lui l’accusa sarebbe quella di essere un intermediario della rete dei Green pass illeciti in grado di mettere in contatto i potenziali interessati con la parte per così dire “esecutiva” della filiera. Per una certificazione irregolare si sarebbe arrivati a pagare sino a quattrocento euro.
Un caso di peste suina africana (PSA) in un cinghiale ritrovato nella Regione Piemonte: arriva la conferma del Ministero della Salute, a seguito dell'analisi di una carcassa di un cinghiale trovata ad Ovada, in provincia di Alessandria.
Gli esami sono stati effettuati dall'Istituto Zooprofilattico dell'Umbria e delle Marche, centro di referenza nazionale per le malattie da postivirus. "In questo preciso istante - si legge in una nota condivisa nel gruppo Telegram dei cacciatori marchigiani -, pur non essendo la regione Marche direttamente coinvolta nel caso specifico, siamo in attesa di ricevere le linee guida dalla Presidenza dei Consiglio dei Ministri che sancirà il comportamento specifico da tenere in merito".
"Visto che si tratta di un focolaio rinvenuto nel mondo animale selvatico, è necessario - prosegue la nota - sin da subito prestare il massimo livello di attenzione per tutti i cacciatori ed i fruitori del bosco, campi ed aree boscate in genere, che possano anche solo casualmente entrare in contatto con un cinghiale morto per cause naturali".
"È anche necessario - conclude la nota - evitare il contatto diretto di esseri umani, e dei propri cani, provvedendo a mettere subito al corrente il Centro Recupero Animali Selvatici CRAS che provvederà a coordinarsi con i servizi veterinari di sanità animale Asur competenti per territorio regionale".
Il Direttore di Coldiretti Marche Alberto Frau commenta: “Fino ad ora si è cercato di sorvolare o di fare orecchie da mercante sul numero di cinghiali effettivamente presenti nei territori machigiani, numero almeno venti volte superiore a quanto dichiarato nei vari censimenti, completamente e macroscopicamente sbagliati. Non c'è piu’ tempo, urge un abbattimento straordinario e vigoroso di cinghali coordinato dalla Regione, un abbattimento straordinario e senza precedenti o si rischia grosso”.
Il caso di peste suina può avere conseguenze sul commercio delle carni suine italiane, con la possibilità che i Paesi che non riconoscono il principio di regionalizzazione possano imporre il divieto di importazione di tutti i prodotti suini dell'intero Paese in cui la Psa si è manifestata.
Senza coraggio. Questo è quello che ho pensato del governo appena filtrata la notizia dell’ammenda da 100 euro (una tantum) nei confronti degli over 50 che decideranno di non aderire alla campagna vaccinale a seguito dell’obbligatorietà introdotta da Palazzo Chigi.Un vespaio di polemiche per la scelta di non assumersi delle responsabilità reali nei confronti della propria popolazione. “Una grottesca buffonata”, l’ha definita il virologo marchigiano Roberto Burioni. “Il prezzo delle nostre vite” ha invece commentato Martina Benedetti, infermiera simbolo della lotta al Covid. E con lei migliaia di medici e infermieri ormai stremati da quasi due anni di pandemia.Una voce che ha alimentato parecchi malumori anche nella maggioranza e che, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e l’entrata in vigore del provvedimento stesso, ha subito spinto il governo a una parziale rettifica. Generando, manco a dirlo, ancora più confusione. Tremila euro. Questa la cifra che rischierà di pagare all’Agenzia delle Entrate chi sceglierà di non aderire alla campagna vaccinale.E dell’ammenda da 100 euro tutto cancellato, dunque? Affatto. Arriverà direttamente a casa degli over 50 che non si vaccineranno. A questa si aggiungerà la sospensione dal servizio, senza stipendio, se l’over 50 è anche un lavoratore. L’ammontare della cifra si spingerà fino a una sanzione compresa tra 600 e 1500 euro se l'obbligato al vaccino è colto sul luogo di lavoro senza green pass rafforzato (da vaccinazione o da guarigione). In caso di reiterata violazione la sanzione sarà raddoppiata arrivando a tremila euro. Sono però tante le domande di fondo che è lecito porsi. Sono giuste le multe per i no vax o si tratta di una ammissione di impotenza nel controllo da parte delle istituzioni? Ha senso introdurle adesso che impazza la variante Omicron? E’ corretto introdurle quando il sistema sanitario nazionale sta per saltare per aria e non sono previste chiusure all’orizzonte in nome del “whatever it takes” nei confronti dell’economia? La Sicilia, ad esempio, è una delle regioni che rischiano la zona rossa.
Ha senso multare chi dal governo continua a ricevere solo cattiva informazione, confusione e paura? E ancora. Se davvero il governo vuole introdurre delle multe, ha senso far pagare solo 100 euro a chi, una volta entrato in terapia intensiva, rischia di far spendere allo Stato - e quindi ai contribuenti - fino a 2.800 euro al giorno?
Il clima di improvvisazione generale sembra regnare sovrano a Palazzo Chigi. E con (non) decisioni che, giorno dopo giorno, allontanano sempre di più persone fragili, indecisi e no vax dall’adesione alla campagna vaccinale. Se al posto di Mario Draghi ci fosse stato Giuseppe Conte, l'ex premier, politicamente parlando, sarebbe già saltato per aria. L'eletto non era Neo e Matrix non era tutta un’altra storia…
Sono 2.318 i nuovi positivi al coronavirus rilevati nelle Marche nell'ultima giornata (ieri 1.033 ma con meno tamponi esaminati) e l'incidenza torna a salire a 761,75 (ieri 715,19) su 100mila abitanti. I nuovi casi rappresentano una positività del 17,3% su 13.408 tamponi processati nel percorso diagnostico screening (totale tamponi 17.280, a cui si aggiungono oltre 9.000 test antigenici).
La provincia di Ancona si conferma come la più interessata dal contagio con 913 casi, seguita da Ascoli Piceno con 395, Macerata con 336, Pesaro Urbino con 324, Fermo con 244 e 106 casi fuori regione. Il virus continua a circolare soprattutto nelle fasce di età 25-44 anni (703 casi) e 45-59 (565 casi). Sono 497 i casi nelle fasce di età da zero a 18 anni.
Secondo l'Osservatorio Epidemiologico Regionale, per quello che riguarda l'incidenza, l'andamento del contagio procede "come da previsione, nel range stimato di casi", ma "si nota un aumento dell'incidenza nella classe di età 6-10 anni". Sempre per incidenza "le Marche sono al diciottesimo posto in Italia, al sedicesimo per i ricoveri in area medica e al quarto posto per le terapie intensive, dove si nota "una tendenza ad un leggero plateau. Terapie intensive dove l'83% dei pazienti non è vaccinato, il 17% lo è con 2/3 dosi".
Nell'ultima giornata sono 546 i soggetti con sintomi, per 553 casi sono in corso approfondimenti epidemiologici. E rispuntano dopo la pausa festiva i positivi in setting scolastico/formativo: 16. È in aumento di dodici unità il numero dei ricoveri in Area Medica, dove sono presenti 307 pazienti, 56 dei quali in Terapia Intensiva (+4 rispetto a ieri).
Nelle ultime 24 ore sono stati rilevati, purtroppo, anche otto decessi correlati al Covid: una 67enne di Campofilone, un 94nne di Colli al Metauro, un 90enne di Jesi, una 81enne di Arcevia, un 71enne di San Marcello, un 80enne di San Severino Marche, una 78enne di Rapagnano e un 80enne di Montesanpietrangeli.