La Civitanovese si giocherà tutto negli ultimi novanta minuti. Ma lo farà nelle condizioni peggiori possibili. Lo 0-0 sul campo del Montegranaro (leggi qui) condanna infatti i rossoblù all’ultimo posto solitario in classifica, a -2 dal Fabriano Cerreto, vittorioso contro il Trodica. Una situazione che complica enormemente la corsa salvezza: la squadra guidata da Daniele Marinelli non è più padrona del proprio destino.
Per evitare la retrocessione diretta servirà innanzitutto vincere l’ultima sfida casalinga contro la Fermignanese, ancora in bilico nella zona playout. Ma non basterà: sarà necessario anche un passo falso del Fabriano Cerreto, impegnato sul campo dell’Osimana, ormai senza più obiettivi. Una combinazione di risultati che rende la situazione estremamente complicata e che obbliga la Civitanovese a guardare oltre il proprio campo, conseguenza diretta di un percorso stagionale pieno di inciampi.
Resta aperta l’ipotesi dello spareggio in caso di arrivo a pari punti: uno scenario che permetterebbe ai rossoblù di giocarsi tutto in novanta minuti, con in palio la possibilità di accedere ai playout contro la quintultima (piazza attualmente occupata dal Chiesanuova, a -2 dal Matelica e -3 da Jesina e Fermignanese). Un precedente recente alimenta le speranze: nella stagione 2023/24 Monturano e Azzurra Colli chiusero a pari punti all’ultimo posto e si affrontarono nello spareggio, vinto dai fermani, poi protagonisti di una salvezza insperata completata con il successo nel playout sul campo della Jesina.
Dopo lo 0-0 di Montegranaro, Mister Marinelli, tornato in panchina dopo la sfortunata parentesi di Silva, ha dichiarato riguardo all'ultima giornata di campionato: “Servirà una vittoria e poi guarderemo anche i risultati che arriveranno dagli altri campi e vedremo quello che succede: se ci sarà da spareggiare spareggeremo, se andremo ai playout ce li giocheremo altrimenti accetteremo il verdetto del campo”.
Eppure, anche nella difficoltà, qualche segnale dal campo di Montegranaro si è visto. La squadra ha lottato, ha mostrato spirito e attaccamento, qualità che in altri momenti della stagione sono spesso mancate. Marinelli ha sottolineato proprio questo aspetto: “Ho trovato ragazzi motivati, con voglia e questo si è visto in campo perché hanno fatto una grande partita. Tanti hanno finito anche con i crampi e questo è segnale che hanno dato tutto quello che avevano. Questo è un gruppo buono, peccato le tante vicissitudini di quest’anno che hanno penalizzato oltremodo la classifica, altrimenti staremo a parlare di qualcosa di diverso. Ancora però deve essere detta l’ultima parola”.
Ed è proprio a quell’ultima parola che si aggrappa una Civitanovese chiamata ora a vincere e sperare, dopo aver compromesso quasi tutto lungo un cammino che, fin qui, ha avuto i contorni di un fallimento. In caso di retrocessione, sarebbe la seconda consecutiva dopo quella dalla Serie D dello scorso anno: un epilogo che renderebbe ancora più pesante il bilancio di una stagione già profondamente negativa.
Quest’anno le celebrazioni per la Liberazione dal nazifascismo a Fiastra si fanno in due. L'amministrazione comunale ha, infatti, deciso di raddoppiare l'appuntamento sulle rive del lago con un programma che coprirà sia la giornata canonica del 25 aprile, con l'evento "25! Fiastra Libera Tutti", sia il giorno successivo, domenica 26 aprile, con "26 Special". Una scelta che affonda le radici nella storia di un territorio che ha vissuto in prima persona i rastrellamenti e l'azione delle brigate partigiane.
Per il primo cittadino Giancarlo Ricottini, il 25 aprile resta la ricorrenza istituzionale di massimo rilievo: «Viviamo il momento storico più delicato degli ultimi ottanta anni. La parola Liberazione acquisisce, oggi, un peso più che mai rilevante nel contesto geopolitico globale». Il sindaco sottolinea l'importanza di trasmettere questi valori alle nuove generazioni: «È fondamentale ristrutturare nelle menti umane il valore e il senso delle parole libertà e Liberazione. Questa data deve rimanere impressa nel cuore e nell’anima di tutti noi, nel rispetto dei nostri nonni che hanno pagato anche con la vita la libertà di cui godiamo».
Il cuore dei festeggiamenti sarà il prato di San Lorenzo al Lago. Il 25 aprile, dalle ore 12 fino al tramonto, si alterneranno sul palco numerosi artisti tra cui Zio Pecos, i Brema, Rinomati, Lorenzo G trio, il Clan di Meco’, Paolo Petrini e Spotiband, Mensrea, oltre ai dj set di Dj Maratta e Dj Matteo Cecchi. L’evento, organizzato da Mirco Vesprini e Mauro Rosati (con il supporto di Nicolò Cesaretti e Giacomo Piacentini), è nato nel 2018 per sostenere la comunità colpita dal sisma. Come spiega Vesprini: «È diventata, negli anni, una bellissima giornata piena di vita, sorrisi e abbracci».
La festa proseguirà il giorno seguente con "26 Special", riproponendo la formula vincente di musica dal vivo, dj set, mercatini e truck di street food. L'assessore Caterina Belli ribadisce la volontà della giunta di dare continuità a questa iniziativa: «Abbiamo ereditato la festa "Fiastra Libera Tutti" dalla precedente amministrazione e la riproponiamo convintamente per la sua grande valenza e per il significato profondo della ricorrenza».
La squadra mobile della Questura di Macerata ha messo fine alla libertà di un 53enne italiano, pluripregiudicato residente in provincia, destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Milano. L'uomo è stato rintracciato nel pomeriggio di ieri, 20 aprile, dagli agenti che hanno dato esecuzione al provvedimento giudiziario.
Il 53enne è finito al centro di una complessa inchiesta legata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l'uomo avrebbe avuto un ruolo attivo in un'organizzazione dedita allo spaccio e all'importazione di droga tra l’Italia e la Spagna, con reati commessi in un arco temporale che va dal 2015 al 2022. Le attività illecite non riguardavano solo la rotta internazionale, ma anche la vendita al dettaglio di stupefacenti nelle province di Macerata e Milano.
Oltre ai pesanti precedenti legati alla droga, l’arrestato ha a proprio carico anche diversi reati contro la persona. Dopo il fermo, l'uomo è stato condotto negli uffici della Questura per gli accertamenti fotodattiloscopici di rito. Al termine delle procedure burocratiche, la Polizia ha provveduto al trasferimento presso la casa di reclusione di Fermo, dove il pluripregiudicato dovrà scontare una pena definitiva di 5 anni e mezzo di reclusione.
Prosegue l'attività di controllo del territorio da parte dei carabinieri della Compagnia di Macerata, impegnati in un piano di monitoraggio volto a garantire la sicurezza stradale e a contrastare i fenomeni di illegalità diffusa. Nell'ambito di queste operazioni, i militari hanno intercettato e sanzionato un automobilista nel cuore del capoluogo.
L'episodio è avvenuto nel pomeriggio di ieri, quando gli uomini della sezione radiomobile hanno notato un'autovettura che procedeva con un'andatura sospetta e visibilmente incerta lungo via Bramante. Insospettiti dalle manovre, i carabinieri hanno deciso di fermare il veicolo per un controllo approfondito. Alla guida del mezzo si trovava un cittadino macedone di 73 anni, residente a Macerata.
Una volta sottoposto all'accertamento tramite etilometro, i sospetti dei militari hanno trovato immediata conferma. L'uomo ha infatti fatto registrare un tasso alcolemico pari a 1,00 g/l, valore doppio rispetto al limite massimo consentito di 0,5 g/l.
Per il settantatreenne è scattata immediatamente la denuncia a piede libero all'autorità giudiziaria per guida in stato di ebbrezza. Oltre al deferimento, i carabinieri hanno proceduto al ritiro della patente di guida, mentre il veicolo è stato affidato a una persona idonea per evitare ulteriori rischi alla circolazione.
Pensava di averla fatta franca dopo una fuga fulminea tra le vie del centro, ma il suo volto era stato già immortalato dai sistemi di sicurezza. I carabinieri della stazione locale, al termine di una mirata attività di indagine, hanno denunciato in stato di libertà uno studente di 25 anni, residente nell'Ascolano, ritenuto responsabile del reato di furto aggravato.
L'episodio è avvenuto all'interno di un noto supermercato cittadino. Secondo quanto ricostruito dai militari, il giovane è entrato nel punto vendita come un normale cliente, ma ha iniziato a prelevare dagli scaffali un'ingente quantità di prodotti, per un valore complessivo di quasi 300 euro. Invece di presentarsi alla cassa per il pagamento, il 25enne ha occultato la merce all'interno di uno zaino e, approfittando di un momento di distrazione del personale, è riuscito a dileguarsi rapidamente all'esterno, facendo perdere le proprie tracce nelle vie limitrofe.
A dare il via alle ricerche è stata la denuncia sporta dal direttore dell'esercizio commerciale. L'attività investigativa dell'Arma si è rivelata decisiva: grazie a una meticolosa analisi dei filmati della videosorveglianza interna ed esterna, i carabinieri sono riusciti a ricostruire i movimenti del giovane e a risalire alla sua identità. Per lo studente è scattata la denuncia all'autorità giudiziaria per furto aggravato.
Sulla questione dell’installazione della nuova antenna in zona Castellaro, l'assessore all'urbanistica del comune di Civitanova Marche, Roberta Belletti, interviene con decisione per riportare chiarezza tecnica in un dibattito diventato ormai terreno di scontro politico. L’assessore invita a riportare il confronto «su un piano di serietà e responsabilità, evitando semplificazioni, ma soprattutto polemiche sterili costruite con paraocchi, più orientate alla visibilità personale che al reale interesse della collettività».
Belletti rivendica il lavoro svolto dagli uffici e la correttezza dell'iter seguito, sottolineando come la normativa nazionale e regionale lasci poco spazio di manovra agli enti locali in questo ambito. «Per quanto di mia competenza, ho fatto tutto ciò che era possibile fare. Mi sono attivata per verificare la correttezza degli atti e delle procedure, garantendo la massima disponibilità al confronto».
L'assessore entra poi nel merito tecnico della vicenda: «È importante chiarire che l’intervento ricade in un’area priva di vincoli paesaggistici e ha una valenza di pubblica utilità per cui gode dell'esenzione dal rispetto della disciplina vigente del PPAR (Piano Paesistico Ambientale Regionale)». Di conseguenza, spiega Belletti, «i margini di intervento dell'amministrazione sono oggettivamente limitati: questo è il quadro reale, al di là delle narrazioni semplificate che qualcuno continua ad alimentare».
Un altro punto cruciale riguarda l'efficacia degli strumenti comunali di pianificazione, spesso invocati dai comitati. «Va ribadito con chiarezza che il Piano Antenne ha natura indicativa e non prescrittiva: rappresenta uno strumento di indirizzo, ma non consente di impedire automaticamente l’installazione degli impianti nel rispetto della normativa vigente, per quanto qualcuno voglia far credere il contrario». L'assessore cita come esempio positivo l'antenna prevista a Civitanova Alta, vicino al cimitero, dove il Piano è stato applicato con successo.
Nonostante i paletti normativi, l'amministrazione non chiude la porta al dialogo: è stato infatti già organizzato un incontro tecnico con il Comitato e i tecnici dell'Arpam per approfondire gli aspetti legati alle emissioni e alla tutela ambientale, con l'obiettivo di «valutare ogni possibile azione concreta nell’interesse dei cittadini, non slogan».
In chiusura, l'assessore Belletti non risparmia una stoccata alle opposizioni e ai critici: «Colpisce che su temi complessi si scelga di intervenire con toni allarmistici solo quando conviene, mentre su situazioni analoghe si sia registrato in passato ben altro atteggiamento. La tutela del territorio dovrebbe essere un principio costante, non un argomento da utilizzare a intermittenza». La linea dell'Assessorato resta dunque quella della fermezza istituzionale: «Continueremo a lavorare con serietà, senza inseguire polemiche pretestuose, ma mettendo in campo ogni azione possibile nel rispetto delle regole e a difesa della comunità».
È stato un sogno vissuto da tantissimi bambini: da piccoli, in effetti, con una palla tra i piedi, si correva sognando di sfidare i più importanti e forti campioni presenti sulla scena internazionale e magari di arrivare un giorno a calcare i campi della serie A.
Per tantissimi ragazzi, però, il calcio professionistico è rimasto solamente un bellissimo sogno, dato che sono davvero pochi quelli che sono stati in grado di sfondare. La domanda che, in effetti, in tanti si sono fatti è la seguente: è davvero realistico pensare di poter diventare un calciatore professionista oppure è meglio concentrarsi su altro? E, inoltre, può essere in qualche modo influente la Regione in cui si nasce.
E se fosse possibile calcolare le possibilità di diventare un calciatore? È una domanda a cui BonusFinder Italia ha provato a dare una risposta, come si può evincere da un interessante approfondimento che è stato pubblicato online e che, tramite l’incrocio di un’ampia mole di dati che riguardano oltre 200 calciatori italiani, attualmente impegnati nell’ambito professionistico, e i dati, invece, ripresi dall’ISTAT che si riferiscono alle nascite di maschi per ciascuna regione. A quanto pare, è emersa una vera e propria probabilità, con una suddivisione per regione, di riuscire a calcare i campi più importanti in Italia nel mondo del calcio.
La probabilità più alta di diventare calciatore? È in Friuli!
Effettivamente, nessuno si sarebbe mai aspettato un riscontro del genere, ma va detto che proprio in Friuli-Venezia Giulia c’è una probabilità maggiore pro capite di diventare calciatori professionisti, quasi 4 ogni 100 mila nuovi nati di sesso maschile. Alcuni giocatori famosi che ce l’hanno fatto nel corso della loro carriera a raggiungere i livelli più alti? Basti pensare a Giovanni Di Lorenzo, capitano del Napoli con cui ha vinto lo scudetto lo scorso anno, ma anche Bruan Cristante, perno del centrocampo della Roma e con diverse apparizioni in Nazionale, per non parlare di Guglielmo Vicario, numero uno del Tottenham in Premier League.
Anche la Liguria produce tanti talenti
Subito alle spalle del Friuli-Venezia Giulia troviamo la Liguria, a poca distanza: da queste parti, infatti, c’è una probabilità di diventare calciatori professionisti intorno a 3,2 ogni 100 mila nuovi nati. Alcuni esempi concreti di chi ce l’ha fatta? Basti pensare a Federico Chiesa, figlio d’arte che ha fatto grandissime cose prima con la maglia della Fiorentina e poi della Juventus, salvo poi finire un po’ nel dimenticatoio per colpa di numerosi infortuni, nonostante l’approdo al Liverpool in Premier League. Un altro calciatore dalle origini liguri che sta performando in modo molto convincente è senz’altro Andrea Cambiaso, faro del centrocampo della Juventus di Spalletti, corteggiato ormai da qualche anno da diverse big del calcio internazionale.
Hanno qualcosa in comune queste due regioni? Sì, a quanto pare non è un caso, dal momento che a livello numerico, è chiaro che hanno una popolazione inferiore rispetto a tante altre regioni italiane, ma c’è da rimarcare come possano contare su una tradizione calcistica molto forte e tante squadre che non disdegnano investimenti nei vivai.
E le altre regioni?
Inutile negare come nessun’altra regione sia in grado di eguagliare i numeri prodotti dalla Lombardia. Infatti, sono ben 45 i calciatori professionisti prodotti in assoluto, anche se la probabilità pro capite si riduce notevolmente, visti i dati ISTAT, fino a 1,36 ogni 100 mila nuovi nati. Insomma, se da una parte si ha facile accesso a strutture all’avanguardia, dall’altro il livello di concorrenza è elevatissimo. In Sardegna, invece, c’è una probabilità molto contenuta di diventare calciatore professionista, ma chi riesce nell’intento poi è in grado di raggiungere i massimi livelli. Al Sud Italia, invece, i dati pro capite sono abbastanza deludenti, visto il potenziale presente, che non si è evidentemente ancora espresso del tutto, con una probabilità pro capite pari a 1,08 ogni 100 mila nuovi nati.
Al via un importante intervento di manutenzione stradale nel cuore di Macerata. La polizia locale ha emesso un'ordinanza per disciplinare la circolazione in vista dei lavori di asfaltatura in via Zara, che comporteranno modifiche sostanziali al traffico e alla sosta per circa una settimana. I primi provvedimenti scatteranno alle ore 7:00 di domani, 22 aprile, e resteranno in vigore fino al 28 aprile.
Nella prima fase, il cantiere interesserà il tratto di via Zara compreso tra viale Leopardi e via Don Minzoni, dove sarà istituito il divieto di sosta con rimozione forzata su entrambi i lati. Anche su viale Giacomo Leopardi, in prossimità della fermata degli autobus, verranno temporaneamente soppressi sei posti auto per permettere l'allestimento dell'area lavori. Il cambiamento più impattante avverrà però dalle ore 14:00 del 22 aprile, quando scatterà il divieto di transito assoluto in via Zara, rendendo necessarie diverse deviazioni nel comparto circostante.
Per garantire la mobilità dei residenti e l'accesso alle aree interne, il piano viabilità prevede una serie di inversioni dei sensi di marcia. Tra le principali novità, si segnalano il cambio di direzione in via Ciccarelli e in via Lauro Rossi (nel tratto verso via Santa Maria della Porta). Anche in via Basili e in un tratto di via Santa Maria della Porta la circolazione verrà invertita per permettere il deflusso dei veicoli. In piazza Mazzini, all'ingresso di Porta Mercato, sarà istituito un senso unico alternato a vista, con precedenza per chi esce verso piazza Nazario Sauro e divieto di transito per i mezzi pesanti superiori alle 3,5 tonnellate.
Per agevolare il transito durante l'emergenza cantiere, l'amministrazione ha disposto la sospensione temporanea della Ztl in via Don Minzoni (Varco 1), che rimarrà dunque aperta fino al termine dei lavori. In via Padre Matteo Ricci sarà obbligatorio svoltare a sinistra verso via Santa Maria della Porta, con l'accesso consentito solo a residenti e per le operazioni di carico e scarico. Infine, in via Armaroli, a seconda dell'avanzamento delle asfaltature, potrà essere istituito il senso unico alternato per regolare l'uscita dei mezzi.
Una mattinata di cinema che si trasforma in una lezione di vita. Gli studenti delle classi seconde della secondaria di primo grado del Convitto Nazionale "Giacomo Leopardi" hanno vissuto un’esperienza di profonda consapevolezza grazie alla proiezione del film "Neve", svoltasi presso l’Aula Magna dell'Ite "A. Gentili". L'evento fa parte del progetto d'istituto per la prevenzione e la lotta al bullismo, coordinato dalla referente prof.ssa Carla Baldoni.
L'iniziativa, sostenuta dal Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza delle Marche, l'avv. Giancarlo Giulianelli, ha avuto come ospite d'eccezione il regista e attore Simone Riccioni. La sua presenza ha permesso ai ragazzi di andare oltre la visione della pellicola, instaurando un dialogo diretto e senza filtri sulle ferite che l'esclusione e la violenza possono lasciare.
Il momento più toccante dell'incontro è stata la testimonianza personale del regista. Riccioni ha condiviso con la platea i ricordi della sua infanzia tra Uganda e Macerata, raccontando gli episodi di bullismo subiti al suo rientro in Italia proprio perché percepito come "diverso". Scendendo tra i banchi, ha risposto alle domande degli alunni con ironia ed empatia, sottolineando un concetto fondamentale: «Siamo tutti responsabili non solo per ciò che facciamo, ma anche per ciò che non facciamo».
Il messaggio lasciato ai giovani è stato un invito alla resilienza: non arrendersi mai e comportarsi «come i pesci che, davanti a un ostacolo, saltano». Per la rettrice e dirigente scolastica, Alessandra Gattari, queste testimonianze "autentiche sono essenziali per sviluppare responsabilità e coraggio, integrando la lotta al bullismo nel percorso educativo quotidiano".
L'evento, reso possibile anche grazie alla collaborazione di Anna Laura Pesallaccia (Linfa Crowd) e dei docenti del Convitto, si inserisce in un più ampio programma dedicato alla legalità e alla cittadinanza digitale, fornendo agli studenti strumenti concreti per non restare indifferenti davanti ai soprusi.
Civitanova Marche si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più attesi della stagione primaverile. Da venerdì 24 a domenica 26 aprile, il lungomare sud ospiterà la 16ª edizione di "Mare in Fiore", la mostra-mercato dedicata al florovivaismo, all’artigianato e ai prodotti tipici.
L'evento, patrocinato dal Comune e organizzato da Mylove Eventi, vedrà la partecipazione di oltre 90 espositori provenienti da tutta Italia. L'offerta sarà vastissima: dai fiori recisi alle piante grasse, passando per ulivi centenari, agrumi, ceramiche di Deruta e vasi tunisini.
Per i visitatori sarà disponibile anche un'area food in un contesto vivace e accogliente. Il sindaco Fabrizio Ciarapica ha sottolineato il valore strategico della manifestazione: «Mare in Fiore non è solo una fiera, ma un vero motore turistico che genera un indotto significativo per l’ospitalità e il commercio locale». Sulla stessa scia Carmen Lisa Carella, titolare di Mylove Eventi, che ha ribadito l'impegno nel promuovere il verde come elemento di benessere e connessione con il territorio.
La principale novità logistica riguarda la collocazione degli stand, che quest'anno saranno posizionati lungo la corsia ovest del lungomare Sergio Piermanni (lato opposto al mare). L'assessore al commercio Roberto Pantella ha spiegato che la scelta è frutto di un'attenta analisi tecnica: «L'obiettivo è garantire una mobilità più scorrevole e una migliore accessibilità ai mezzi di soccorso, evitando di congestionare Viale Vittorio Veneto come accaduto in passato».
Tutto pronto per la serata finale del Premio Carlo Gargioni, che si terrà venerdì 8 maggio (inizio 21.15) al teatro Annibal Caro di Civitanova Alta. Il concorso, dedicato al pianista maceratese Carlo Gargioni, raggiunge quest’anno un traguardo importante, la decima edizione, confermandosi una realtà in forte crescita e sempre più punto di riferimento per giovani artisti emergenti.
Come da tradizione, la finale vedrà il confronto tra le quattro categorie in gara: Colonne Sonore, Cantautori, Jazz e Interpreti. Sul palco si esibiranno i finalisti selezionati durante le semifinali, valutati da una giuria di qualità che decreterà un vincitore per ciascuna categoria.
La giuria è composta da nomi di rilievo del panorama musicale: il cantautore Michele Pecora, il musicista e autore Emilio Munda, il batterista Massimo Manzi, il trombonista e direttore d’orchestra Massimo Morganti, la cantante e docente Anna Laura Alvear Valderon e, per la categoria colonne sonore, i compositori Kristian Sensini e Massimo Privitera.
Tra le novità di questa edizione, l’introduzione di una masterclass dedicata a tutti i semifinalisti, un’opportunità formativa pensata per accompagnare concretamente la crescita artistica dei partecipanti, guidata da alcuni dei professionisti coinvolti nel Premio. Ospite d’onore della serata finale sarà il cantautore Tricarico, che si esibirà con alcuni dei suoi brani più conosciuti. Durante la serata si esibirà anche Michele Pecora.
Lo spettacolo sarà arricchito dalla partecipazione della ASD Sport Fire Ginnastica Ritmica di Civitanova, che accompagnerà alcune esibizioni con coreografie originali.
La serata, come sempre, avrà anche uno scopo solidale: sarà infatti a favore dell’AIL - Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma, con un intervento del dottor Riccardo Centurioni. La manifestazione è realizzata in collaborazione con il comune di Civitanova e i Teatri di Civitanova ed inserita nel cartellone di Teatro di Primavera. L'ingresso sarà gratuito.
Un bottino impressionante quello conquistato dai ragazzi del Karate-Kai Civitanova Marche durante la domenica di sport vissuta alla Palestra Coni di Fermo. Gli atleti civitanovesi hanno portato a casa ben 4 ori, 6 argenti e 2 bronzi, confermandosi tra le realtà più competitive del panorama regionale.
L'evento, che ha visto la partecipazione di 400 karateka provenienti da Marche e Umbria, era diviso in due momenti: il Karate Kids Project, dedicato alle classi pre-agonistiche, e la 3ª tappa del Trofeo Marche, gara individuale di kata (forma) e kumite (combattimento) riservata agli agonisti.
Nella categoria Esordienti, prestazione superlativa per Diego Zaniolo, capace di conquistare il primo posto sia nel kumite (-43 kg) che nel kata. Doppietta di medaglie anche per Greta Bonifazi (oro nel kumite -45 kg e argento nel kata) e per Mattia Quaglietti, che ha centrato due argenti (kumite -48 kg e kata). Bronzo nel kata per Edoardo Marziali.
Tra i Cadetti, splende l'argento di Nicolò Virgili (kumite -63 kg), mentre nella categoria Juniores si è distinto Diego Castignani, primo nel kumite (-61 kg) e secondo nel kata. Ottimo argento anche per Alessandro Pompili nel kumite (-68 kg). Per i Seniores, sale sul terzo gradino del podio Alessandro Martini nel kata.
Oltre agli agonisti, grande prova di carattere per i giovanissimi che hanno partecipato al progetto Kids: Alessio Ascenzi, Alice Braconi, Emma Capozucca, Francesco Colò, Giorgia Gianfelici, Mattia Mariucci, Matteo Mataloni, Anastasiia Michuda e Andriy Michuda.
Soddisfazione espressa dagli accompagnatori, il tecnico Massimo Castignani e il Presidente, il Professor Umberto Tocchetto, che hanno guidato la squadra in questa trasferta di successo organizzata dal C.R. Marche Fijlkam in collaborazione con la Yama Bushi Fermo.
Un uomo di 37 anni è rimasto gravemente ferito nel tardo pomeriggio di oggi, a Macerata, dopo essere caduto dal cavalcavia che sovrasta il tunnel ferroviario, nel tratto dove transitano i treni diretti verso Civitanova Marche, nei pressi della stazione. È successo poco prima delle 19:30.
L’allarme è scattato immediatamente, portando sul luogo i sanitari del 118. Data la dinamica dell'incidente e la gravità dei traumi riportati, gli operatori hanno richiesto l’intervento d’urgenza dell’eliambulanza. Il ferito, dopo le prime cure prestate sul posto per stabilizzarlo, è stato caricato a bordo del velivolo e trasportato in codice rosso all'ospedale regionale di Torrette, ad Ancona. Le sue condizioni sono giudicate critiche.
Oltre al personale sanitario, sono intervenuti gli agenti della Polizia per effettuare i rilievi di rito e ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto. L'ipotesi principale vagliata dagli inquirenti è che si sia trattato di un gesto volontario. L'uomo avrebbe posteggiato la propria auto davanti alla chiesa dei Cappuccini per poi gettarsi nel vuoto dal cavalcavia e atterrare sui binari.
Una 22ª edizione da record. La "Stracassero", disputata ieri mattina tra le vie del centro storico di Castelraimondo, ha superato ogni aspettativa registrando il numero straordinario di oltre 700 iscritti. Non solo una gara podistica, ma una vera festa collettiva che ha saputo coniugare sport, cultura e promozione del territorio.
A rendere possibile questo risultato è stata la massiccia partecipazione di società sportive da tutta la regione, con delegazioni particolarmente numerose come il GPI Monti Azzurri, l’ASD Colmurano e il GP Avis Montelupone. Accanto agli atleti professionisti, ha brillato il percorso non competitivo, che ha visto protagonisti tantissimi cittadini, famiglie e bambini delle scuole, confermando l'anima inclusiva della manifestazione.
Per quanto riguarda la cronaca sportiva, il primo assoluto a tagliare il traguardo è stato Giovanni Cacciamani, mentre per la categoria femminile il gradino più alto del podio è andato a Elena Casarotta. Applausi scroscianti per il beniamino di casa Francesco Passarini, che ha ottenuto un'ottima quinta posizione assoluta, risultando il primo tra gli atleti di Castelraimondo.
«Questa edizione da record è il frutto di un lavoro di squadra che parte da lontano - ha dichiarato Fabio Scuriatti, referente del gruppo Avis Podistico -. Vedere oltre 700 iscritti significa aver costruito un momento di condivisione e promozione del territorio». Orgoglio condiviso dal presidente Maurizio Guido, che ha definito la corsa un «punto di riferimento nel panorama marchigiano».
Soddisfazione espressa anche dal sindaco Patrizio Leonelli, che ha sottolineato come l'evento rafforzi il senso di comunità, e dal consigliere regionale Renzo Marinelli, il quale ha lodato la Stracassero come «motore di aggregazione e promozione territoriale».
Vittoria pesante per il Potenza Picena, che si impone 1-0 allo stadio "Martini" di Corridonia sul San Claudio e riconquista la testa della classifica nel Girone C di Prima Categoria. Una gara combattuta, decisa da un episodio e interpretata con grande solidità dai giallorossi, capaci di portare a casa tre punti fondamentali nella corsa al primato. Se sul campo a parlare è stato il risultato, all’indomani della sfida sono però le vicende extra-calcistiche a tenere banco. Il San Claudio Calcio ha, infatti, denunciato presunti episodi di violenza avvenuti al termine della partita, esprimendo una ferma condanna per quanto accaduto.
La società locale ha dichiarato: «Condanniamo fermamente qualsiasi forma di violenza, come quella accaduta ieri 19 aprile dopo la partita contro il Potenza Picena, che ha visto vittima dei ragazzi minorenni, tra cui alcuni tesserati della categoria Allievi. I ragazzi in questione, dopo aver in settimana subito la grave perdita del loro mister (il riferimento è alla tragica scomparsa avvenuta in campo di Giuseppe Canuti, ndr), sono stati attaccati da dei tifosi ospiti».
Nel comunicato si aggiunge: «Il fatto è successo all’altezza della caserma dei carabinieri, con dei ragazzi che si erano fermati per dei problemi ai loro motorini e sono stati appunto aggrediti da alcuni tifosi ospiti. Il rapporto con la società comunque prescinde da ciò che succede al di fuori dal campo, ma condanniamo il comportamento di alcuni dei suoi sostenitori».
Non si è fatta attendere la risposta della SS Potenza Picena 1945, che ha diffuso una nota ufficiale per chiarire la propria posizione: «La società si dissocia con la massima fermezza da qualsiasi forma di violenza, aggressione o comportamento contrario ai principi di correttezza, rispetto e lealtà sportiva».
Il club giallorosso ha inoltre ribadito: «Condanniamo in modo energico ogni atto che vada oltre le nostre norme etiche, i nostri valori e quanto stabilito dal nostro statuto. Ribadiamo la nostra estraneità a qualsiasi presunto episodio di violenza e invitiamo tutti a mantenere toni responsabili, nel rispetto dei fatti e delle persone coinvolte».
Cresce l’attesa per la cerimonia ufficiale del 25 aprile a San Severino Marche, che quest'anno vedrà la straordinaria presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Per garantire il corretto svolgimento dell'evento e la sicurezza di tutti i partecipanti, l'amministrazione comunale e le autorità competenti hanno stabilito precise modalità di accesso e limitazioni alla circolazione.
Per i cittadini e i visitatori che vorranno assistere alla cerimonia, è stato individuato un unico ingresso pedonale autorizzato per Piazza del Popolo: l'accesso sarà possibile esclusivamente da via Giuseppe Garibaldi. Il varco di sicurezza, presidiato dalle forze dell'ordine, sarà posizionato esattamente all'incrocio tra via Collio e via Bigioli. Si ricorda che tutti gli altri vicoli o strade laterali che confluiscono sulla piazza rimarranno chiusi e non sarà consentito il passaggio da nessun altro punto.
La puntualità sarà fondamentale. Ogni accesso alla piazza sarà definitivamente interdetto a partire dalle ore 11:00. Oltre tale orario, per ragioni di sicurezza, non sarà più possibile entrare nell'area della cerimonia. L'invito rivolto alla cittadinanza è di raggiungere il varco d'ingresso con congruo anticipo per agevolare le operazioni di controllo.
Chi non potrà essere presente in piazza potrà seguire l’evento in diretta nazionale sul Tg1, con inizio del collegamento intorno alle ore 11:00. Per consentire la logistica televisiva, i mezzi tecnici della Rai stazioneranno lungo viale Matteotti.
A tal proposito, è stata emessa un’ordinanza di polizia locale che prevede il divieto di sosta con rimozione forzata in viale Matteotti, dal civico 14 all’intersezione con via XX Settembre (su un solo lato della carreggiata). Le limitazioni resteranno attive fino al termine dell'evento, a eccezione dei mezzi autorizzati Rai e delle forze di polizia.
Il dibattito sul futuro della discarica di Fosso Mabiglia a Cingoli entra in una fase cruciale. Il calendario burocratico è ormai definito: il 24 aprile si concluderanno le procedure relative alla Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) e all'Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.), mentre per il 7 maggio è stata fissata la conferenza dei servizi. In questo scenario, il Partito Democratico locale ha espresso una posizione netta, facendo proprie le preoccupazioni sollevate dal Comitato Campagna Pulita e dai residenti della zona.
Il primo punto critico riguarda la conformazione del territorio e i vincoli legali che gravano sull'area destinata ai nuovi volumi: "Le osservazioni sono puntuali e precise, come quella in cui si afferma che una parte consistente dell’ampliamento ricade in zona soggetta a vincolo paesaggistico, così come il torrente Pavanella. Elementi a nostro avviso dirimenti, affinché si possa dire concluso il procedimento", sottolinea Raffaele Consalvi, segretario cittadino del Pd.
"L’elemento centrale resta il nodo politico. Di fronte ad una classe politica - attacca Consalvi - che negli anni non ha avuto il coraggio di scegliere un sito alternativo a Cingoli, anche in presenza di una graduatoria di siti idonei dell’Università di Ancona, il cittadino come fa a fidarsi? Dopo tanti anni di governo non si può continuare a dire che la colpa è sempre di quelli di prima!".
"Con quale credibilità si va ad ampliare una discarica con altri 250.000 metri cubi, quando già ce ne sono stati messi 547.000? E si andrà a spendere per il terzo ampliamento sui dieci milioni di euro! Con quale attendibilità ti presenti di fronte ai cittadini dicendo che bisogna continuare altri quattro anni e mezzo, quando l’attuale discarica doveva essere chiusa cinque anni fa, ma nel frattempo hai già fatto due ampliamenti?", si domanda Consalvi. E prosegue: "Con quale autorevolezza si può convincere, quando si afferma (Regione) che l’obiettivo finale è quello di dire no alle discariche e sì all’inceneritore, omettendo però di dire dove andrà realizzato, che ci vorranno dieci anni e avrà un costo variabile tra i 300/400 milioni di euro?".
"La politica del rinvio ha portato il settore alla paralisi e si sta trasferendo sulle bollette Tari, che aumenteranno anche nei prossimi anni di un 10% l’anno. In questo quadro, sarà importante capire il ruolo dell’Amministrazione Comunale, in quanto il Sindaco in due riunioni pubbliche ha affermato che avrebbe dato un riscontro favorevole all’ampliamento solo quando l’ATA di Macerata avrebbe scelto il sito alternativo del dopo Cingoli", conclude Consalvi.
Un passo decisivo verso il ritorno alla normalità per la comunità di San Ginesio. Sono stati trasferiti all'Ufficio Speciale per la Ricostruzione (USR) delle Marche oltre 3,7 milioni di euro (3.736.922,12 euro per l'esattezza) destinati alla realizzazione del "Lotto B" del nuovo polo scolastico.
L'intervento riguarda la costruzione dell'Istituto professionale per l'industria e l'artigianato "R. Frau" e della relativa palestra annessa. Grazie a questo stanziamento, il finanziamento dell'opera raggiunge l'80% dell'importo complessivo, pari a oltre 8,3 milioni di euro. Il cantiere, avviato nel 2024, sta procedendo speditamente rispettando il cronoprogramma: l'obiettivo è restituire agli studenti una struttura moderna, sicura e all'avanguardia.
Il progetto si distingue per una virtuosa collaborazione che vede protagonista la Andrea Bocelli Foundation al fianco delle istituzioni. "La ricostruzione passa necessariamente dalla scuola - ha sottolineato il commissario straordinario Guido Castelli -. Insieme alla Regione Marche, alla fondazione e al sindaco Ciabocco, stiamo realizzando uno spazio essenziale per la crescita dei giovani, che sono il cuore del rilancio del cratere".
Grande soddisfazione è stata espressa dal sindaco di San Ginesio, Giuliano Ciabocco, che ha annunciato l'imminente conclusione dei lavori. "A settembre i nostri ragazzi potranno finalmente tornare a vivere questa scuola - ha dichiarato il primo cittadino -. Sarà un momento di festa e un'autentica ripartenza per tutta la nostra comunità".
(Foto di repertorio)
Importante passo avanti per la ricostruzione a Pioraco: è stato disposto il trasferimento di 937.100 euro al Comune, pari al 20% dell’importo complessivo, come anticipo per l’avvio della progettazione dell’intervento sul Palazzo Municipale.
L’opera, dal valore totale di 4,68 milioni di euro, prevede la riparazione dei danni con adeguamento sismico della parte dell’edificio che ospita le funzioni strategiche, insieme al miglioramento energetico e alla rifunzionalizzazione del piano terra. L’obiettivo è quello di rilanciare il centro storico, trasformandolo in un motore di rigenerazione urbana.
“Restituire piena funzionalità al Municipio di Pioraco significa restituire un presidio fondamentale per la comunità – ha dichiarato il Commissario alla ricostruzione Guido Castelli –. Non si tratta solo di ricostruire un edificio, ma di rafforzare il cuore istituzionale e sociale del paese. La ricostruzione è anche questo: creare le condizioni per far vivere e crescere i territori”.
Il finanziamento rientra nel Programma straordinario di Rigenerazione Urbana previsto dall’Ordinanza n. 137/2023 e segue il modello di erogazione progressiva delle risorse, che consente di accompagnare passo dopo passo l’avanzamento degli interventi.
Castelli ha inoltre sottolineato la collaborazione istituzionale, ringraziando il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Matteo Cicconi.
Proprio il primo cittadino ha evidenziato l’importanza strategica dell’intervento: “Il recupero del Palazzo municipale rappresenta una priorità non solo per le funzioni amministrative, ma anche per il suo valore storico, culturale e architettonico per l’intera comunità”.
Attualmente il progetto è nella fase di definizione tecnica, con particolare attenzione alla rifunzionalizzazione degli spazi. Una parte significativa del piano terra sarà destinata a servizi socio-sanitari, sempre più essenziali per il territorio, mentre un’altra porzione sarà dedicata ad attività ricettive e culturali, con l’obiettivo di garantire vitalità e sostenibilità.
“Desidero esprimere un sentito ringraziamento al commissario Castelli e alla struttura commissariale per l’efficienza dimostrata e per la costante collaborazione nelle attività legate alla ricostruzione post sisma – ha aggiunto Cicconi –. Un ringraziamento va anche all’ufficio tecnico comunale per il lavoro puntuale e costante. Sebbene l’avvio dei lavori richieda ancora tempo, siamo nel pieno della fase progettuale”.
Gravi carenze igienico-sanitarie e condizioni di degrado hanno portato alla chiusura immediata della cucina dello stabilimento balneare Peté, sul litorale sud di Civitanova Marche. È il risultato dell’ispezione effettuata nella mattinata del 18 aprile scorso dai Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) di Ancona.
Di fronte alle criticità riscontrate, i militari hanno richiesto l’intervento urgente del Dipartimento di Prevenzione dell’Ast di Macerata. Sul posto sono intervenuti medici veterinari e tecnici della prevenzione, che hanno eseguito un sopralluogo confermando una situazione fortemente compromessa sotto il profilo igienico.
Secondo quanto emerso dai controlli, all’interno della cucina è stato rilevato sporco diffuso e reiterato, presente non solo sotto i piani di lavoro e le attrezzature, ma anche lungo le pareti. Ancora più grave la presenza di una infestazione in atto: colonie di formiche sono state individuate sia sul pavimento sia sui piani utilizzati per la preparazione degli alimenti.
La situazione è apparsa ancor più critica per il rinvenimento, all’interno di una trappola, della carcassa di un topo in avanzato stato di decomposizione, elemento che ha confermato il livello di degrado dei locali.
Considerata l’incompatibilità delle condizioni riscontrate con i requisiti minimi di sicurezza alimentare e tutela della salute pubblica, il personale dell’AST ha disposto l’immediata interdizione dell’intero locale cucina. La ditta è stata formalmente diffidata e sanzionata con una multa amministrativa di 1.000 euro. La riapertura sarà possibile dopo aver effettuato la bonifica dei locali e aver ottenuto il via libera dell'Ast a seguito di sopralluogo.
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(Foto di repertorio)