La Città di San Severino Marche si appresta a celebrare uno dei suoi figli più illustri e tra i massimi esponenti del Gotico Internazionale in Italia. L’Amministrazione comunale ha infatti promosso la costituzione di un Comitato Nazionale per le celebrazioni del VI centenario della morte di Jacopo Salimbeni, la cui attività è stata ufficialmente inserita nella programmazione del Ministero della Cultura.
L'iniziativa ha già ricevuto il parere favorevole per l'approvazione ministeriale ed è attualmente in attesa del decreto formale di istituzione. Il progetto figura nel recente piano di riparto dei fondi destinati ai Comitati Nazionali, a testimonianza dell'alto rilievo scientifico e culturale dell'operazione.
Jacopo Salimbeni, che insieme al fratello Lorenzo ha dato vita a una delle stagioni più straordinarie dell'arte marchigiana tra il XIV e il XV secolo, rappresenta un pilastro dell'identità settempedana. Il sesto centenario della sua morte sarà l’occasione per accendere i riflettori su capolavori assoluti come il ciclo di affreschi dell’Oratorio di San Giovanni Battista a Urbino e le numerose testimonianze conservate a San Severino Marche.
La nascita del Comitato Nazionale permetterà di organizzare un programma di eventi di altissimo profilo, che includerà convegni di studio con i massimi esperti del periodo tardogotico, pubblicazioni scientifiche e cataloghi aggiornati sulle opere dei fratelli Salimbeni, oltre a percorsi espositivi e itinerari turistici che collegheranno San Severino Marche con gli altri centri della regione.
“L’approvazione da parte del Ministero è un risultato straordinario. Celebrare Jacopo Salimbeni significa non solo onorare un genio assoluto dell’arte, ma anche promuovere il nostro patrimonio culturale su scala nazionale e internazionale - sottolinea l’assessore comunale alla Cultura, Vanna Bianconi -. Siamo pronti a lavorare in sinergia con storici dell’arte e istituzioni per rendere questo centenario un evento indimenticabile”.
L'istituzione formale del Comitato consentirà di accedere a specifici finanziamenti ministeriali e di avviare operativamente la macchina organizzativa in vista delle celebrazioni previste per il triennio 2026/2028.
Una risposta concreta per i cittadini che si dedicano al fai-da-te e ai piccoli interventi di manutenzione domestica. A partire da oggi, giovedì 5 febbraio, il Comune di Macerata attiva una nuova modalità di conferimento per i rifiuti inerti presso il Centro di Raccolta di Fontescodella.
Il servizio, frutto di un accordo tra l’Amministrazione comunale e il Cosmari, è rivolto esclusivamente ai privati cittadini che effettuano lavori in proprio, senza l’ausilio di ditte o imprese professionali. Grazie a questa procedura, sarà finalmente possibile smaltire in modo regolare e sicuro piccoli quantitativi di materiali come laterizi, intonaco, mattonelle o vecchi sanitari dismessi.
Per garantire il pieno rispetto delle normative vigenti, il conferimento è stato regolamentato in modo rigoroso. L’accesso al centro per questa tipologia di rifiuti è consentito esclusivamente nella giornata di giovedì, nella fascia oraria compresa tra le ore 8:00 e le 13:00. Una volta giunti sul posto, i cittadini dovranno rivolgersi all'addetto presente che verificherà la regolarità dell'iscrizione alla TARI e la corrispondenza dei materiali rispetto a quanto dichiarato.
L'utente è tenuto a compilare una scheda dedicata per dichiarare la provenienza dei rifiuti e l'assenza di componenti pericolose, come l'amianto. Data la rilevanza legale di tali dichiarazioni, è obbligatorio allegare una copia del documento d’identità. Per quanto riguarda le quantità, il servizio prevede un limite massimo di cinque conferimenti l'anno per ogni nucleo familiare, con un peso che non deve superare i 30 chilogrammi per ogni singolo scarico.
L’attivazione del servizio nasce dalla volontà di andare incontro alle frequenti richieste dei residenti, come sottolineato dall'assessore all'Ambiente Laura Laviano: "Era un servizio che andava assolutamente attivato e che molti cittadini ci chiedevano. Abbiamo quindi concordato con COSMARI queste nuove modalità, per offrire una risposta concreta e regolamentata alle esigenze di chi effettua piccoli lavori in autonomia".
Un riconoscimento che dà lustro non solo alla comunità di Montelupone, ma all’intero territorio maceratese. Le classi V A e V B della Scuola primaria "Madre Teresa di Calcutta" si sono aggiudicate il primo posto regionale della XXIV edizione del concorso nazionale “I giovani ricordano la Shoah”, promosso dal Ministero dell’Istruzione.
La premiazione è avvenuta nella prestigiosa cornice del Consiglio regionale delle Marche, dove gli studenti dell'Istituto comprensivo “G. Leopardi” (di cui fa parte il plesso monteluponese) hanno presentato l’elaborato vincitore: "Migliaia di vite in un unico cuore marchigiano".
Il progetto ha colpito la commissione per la capacità di intrecciare i grandi eventi della Storia europea con le micro-storie locali. In particolare, i ragazzi hanno approfondito la vicenda della famiglia Stortini di Monte San Martino, che durante gli anni bui delle persecuzioni scelse di rischiare la vita per offrire rifugio e protezione ai perseguitati.
Attraverso lo studio di diari e fonti storiche, il percorso didattico ha trasformato la memoria in un esercizio di cittadinanza attiva, puntando l’accento sul contrasto a ogni forma di discriminazione e sul rispetto della dignità umana.
Grande soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Montelupone, Rolando Pecora, che ha lodato l'impegno corale dietro questo successo: "Questo risultato mostra inequivocabilmente la bontà della nostra scuola. È il frutto di un ambiente sociale sano, di insegnanti che vivono il lavoro in modo nobile nonostante gli stipendi tra i più bassi d'Europa, e di una Dirigente scolastica sensibile e capace".
Il primo cittadino ha voluto poi condividere un ricordo personale legato alla sua formazione: "Devo riconoscere che la mia maestra, Gennarina Emiliozzi di Loro Piceno, è stata una delle figure che ha inciso di più nella mia crescita. Sono convinto che anche per questi ragazzi gli anni trascorsi sui banchi saranno un passaggio fondamentale. Bravi tutti: studenti, insegnanti e dirigente".
Il cuore pulsante della costa maceratese si prepara a battere più forte. Sabato 7 febbraio, alle ore 17:00, prenderà ufficialmente il via "Civitanova in Love – La città si innamora", il palinsesto di eventi promosso dall’Assessorato al Turismo per celebrare San Valentino attraverso un format che unisce musica, spettacolo, letteratura e commercio.
L’atmosfera è già visibile lungo Corso Umberto I, dove l’accensione delle luminarie a tema ha segnato l’inizio simbolico di una settimana dedicata alla bellezza e alla condivisione. «Abbiamo voluto illuminare il centro come gesto identitario – dichiara il sindaco Fabrizio Ciarapica – per valorizzare i nostri spazi come luoghi vivi di incontro».
Il primo appuntamento è fissato ai Giardini Sesto Bruscantini sabato pomeriggio. Sotto il titolo di “Selfie d’amore in musica”, il chitarrista Lorenzo Girelli accompagnerà l'intervento del filosofo Paolo Morbidoni, che proporrà una riflessione profonda sul valore delle relazioni. Per l'occasione, è stata allestita un'installazione a forma di cuore, punto iconico per le foto ricordo di cittadini e turisti.
Domenica 8 febbraio, alle 17:30, gli occhi saranno tutti puntati su Palazzo Sforza: la facciata del municipio si trasformerà in una tela digitale grazie a uno spettacolo di videomapping curato da PlayMarche e offerto dall’agenzia Saks.
Per tutta la settimana, fino al 14 febbraio, il commercio cittadino sarà protagonista con le "Vetrine d’Amore", iniziativa curata in sinergia con le associazioni Centriamo e Viviamo Civitanova.
Il culmine delle celebrazioni arriverà proprio nel giorno di San Valentino. Il pomeriggio del 14 febbraio si aprirà ai Giardini Bruscantini con il pianista Sam, per poi spostarsi alle 17:30 nella cornice del Teatro Annibal Caro, a Civitanova Alta. Qui, lo scrittore e influencer Francesco Sole presenterà il suo ultimo romanzo, “I giorni in cui ho imparato ad amare”, in un dialogo tra parole e note ancora una volta affidate a Lorenzo Girelli.
«Civitanova in Love è un progetto che unisce luoghi e linguaggi diversi», sottolinea l’assessore al Turismo Mara Orazi. L'ingresso all'evento conclusivo a teatro è gratuito, ma è vivamente consigliata la prenotazione sulla piattaforma Eventbrite.
È ufficialmente aperto il nuovo bando per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata (ERP). Il Comune di Civitanova Marche ha dato il via alle procedure per l'aggiornamento della graduatoria, offrendo ai cittadini la possibilità di accedere ad abitazioni a canone agevolato. Le domande dovranno essere presentate entro e non oltre le ore 14:00 del 6 aprile 2026, termine ultimo per partecipare a questa tornata di assegnazioni.
Il bando è riservato ai cittadini italiani, dell’Unione Europea o di Paesi terzi con regolare titolo di soggiorno, che abbiano la residenza o svolgano la propria attività lavorativa nel Comune di Civitanova Marche. Tra i requisiti fondamentali figurano la mancata proprietà di alloggi adeguati e il rientro nei limiti di reddito ISEE stabiliti dalla normativa regionale vigente. Per questa annualità, la presentazione delle istanze avverrà esclusivamente in modalità telematica, attraverso una piattaforma online accessibile tramite le credenziali SPID o la Carta d’Identità Elettronica (CIE).
Alla domanda dovrà essere allegata una nutrita serie di documenti necessari alla valutazione della posizione del nucleo familiare. Oltre all'attestazione ISEE e alla relativa dichiarazione DSU, i richiedenti dovranno presentare, dove necessario, eventuali provvedimenti esecutivi di rilascio dell'attuale alloggio come sfratti o ordinanze di sgombero, certificazioni di invalidità o handicap e documentazione fotografica che attesti eventuali condizioni oggettive di alloggio antigienico o inadeguato. La graduatoria finale sarà formulata sulla base di punteggi che tengono conto sia delle condizioni soggettive, come la presenza di minori, anziani o disabili, sia delle criticità abitative attuali dei richiedenti.
Per supportare i cittadini nella compilazione e nella presentazione delle istanze sulla piattaforma telematica, l’amministrazione ha previsto un servizio di assistenza gratuita presso la sede del CAF ACLI di Civitanova Marche, situata in Corso Umberto I, 162/A. Gli uffici sono aperti dal lunedì al sabato la mattina, con aperture pomeridiane nei giorni di martedì, mercoledì e venerdì. Inoltre, per problemi di natura tecnica, è disponibile un numero dedicato attivo dal lunedì al venerdì. Tutte le informazioni dettagliate e il link di accesso al portale sono reperibili sul sito istituzionale del Comune di Civitanova Marche (clicca qui).
Una seduta straordinaria del Consiglio Comunale per decidere sul futuro del fisco locale. È questa la richiesta depositata dai consiglieri Battaglioni e Tartabini (Fratelli d’Italia) insieme al consigliere indipendente Andrea Merli, con l'obiettivo di portare anche a Sarnano le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 in materia di riscossione.
Al centro della proposta c’è l’adesione alla cosiddetta "rottamazione" dei tributi, una misura che permetterebbe ai cittadini di regolarizzare pendenze relative a IMU, TARI e altre entrate comunali beneficiando dello stralcio totale di sanzioni e interessi di mora.
Secondo i tre firmatari, l'operazione rappresenterebbe una "boccata d'ossigeno" necessaria in una fase economica che resta delicata per molte realtà locali. "Si tratta di un atto di equità e buonsenso - spiegano i consiglieri Battaglioni, Tartabini e Merli -. Permettere a famiglie e imprese di chiudere i conti con il fisco senza l'aggravio di sanzioni esponenziali significa sostenere l'economia reale e, al contempo, garantire al Comune entrate certe e immediate".
L"a proposta non viene presentata solo come una misura di sostegno ai contribuenti in difficoltà, ma anche come una manovra di efficientamento della riscossione per l'ente pubblico. L'obiettivo è infatti recuperare il capitale dovuto in tempi rapidi, evitando le lungaggini e le incertezze dei contenziosi legali e dei costi di riscossione coattiva", concludono Battaglioni, Tartabini e Merli.
La parola passa ora alla Presidenza del Consiglio Comunale, che dovrà valutare la richiesta e fissare la data della seduta straordinaria entro i termini previsti dal regolamento. Se l'aula dovesse dare il via libera, verranno definiti i criteri operativi, le scadenze e le modalità pratiche con cui i residenti di Sarnano potranno presentare domanda per accedere ai benefici della definizione agevolata 2026.
Un nuovo tassello si aggiunge al mosaico di rigenerazione urbana e turistica di Pieve Torina. Hanno preso ufficialmente il via i lavori per la realizzazione di un ponte panoramico in località Roti, un’opera pensata per offrire a residenti e visitatori un punto di osservazione privilegiato sulla suggestiva cascata naturale formata dal fiume Chienti.
L'intervento non si limita alla sola struttura di collegamento, ma si inserisce in un più ampio progetto di riqualificazione dell'area. Oltre al ponte ciclo-pedonale, è prevista infatti la creazione di un nuovo parcheggio dedicato, capace di accogliere le auto di escursionisti e cittadini, migliorando così la fruibilità di un habitat già ricchissimo di biodiversità.
"Si tratta di un intervento volto alla valorizzazione del fiume e in particolar modo della cascata naturale che qui si forma", ha dichiarato il sindaco Alessandro Gentilucci. Secondo il primo cittadino, l'opera è parte integrante di una visione di rilancio che mette al centro il patrimonio ambientale: "Il ponte consentirà finalmente di poter osservare da vicino un’altra bellezza del nostro territorio, inserendosi in una strategia che vede nel contatto con la natura il suo punto di forza".
Con l'apertura di questo cantiere, Pieve Torina prosegue nel suo percorso di ricostruzione e rilancio post-sisma, puntando sulla vocazione "green" del comune. L'obiettivo dell'amministrazione è trasformare le risorse naturalistiche in volano economico, migliorando al contempo la qualità della vita di chi abita il borgo. Il nuovo percorso permetterà di inserire la cascata di Roti all'interno dei circuiti escursionistici locali, già molto apprezzati per la bellezza dei paesaggi e la cura dei sentieri.
Si è svolto a Palazzo Sforza l’incontro di presentazione del soprano cinese Wang Ye, in forza al Teatro dell’Opera di Pechino, che interpreterà il ruolo della protagonista Tosca, sabato 7 febbraio al Teatro Rossini di Civitanova Marche, nell’opera lirica di chiusura della rassegna annuale.
Wang Ye, astro nascente del panorama lirico, si esibisce per la prima volta in un’opera fuori dalla Cina, e, a salutare questo evento, c’erano il Sindaco Fabrizio Ciarapica, il sig. Paolo Sabbatini (Ambasciatore per la Comunicazione Culturale Cina-Italia del Centro Mondiale di Sinologia), il signor Sun Guang in rappresentanza della comunità cinese a Civitanova Marche e il Direttore Artistico della Stagione Lirica "Civitanova all’Opera", Alfredo Sorichetti.
«L’opera italiana, patrimonio immateriale dell’UNESCO, rappresenta una eccellenza nel mondo. Potersi esibire in Italia è un punto d’arrivo per ogni cantante lirico, ma significa anche comprendere appieno la cultura musicale italiana, lo stile e i dettagli espressivi» ha sottolineato il maestro Alfredo Sorichetti.
Dello stesso avviso l'Ambasciatore Sabbatini, che ha definito l'occasione un esempio rilevante di diplomazia culturale tra i due Paesi: «Trovo significativo che le autorità municipali siano focalizzati sulla Cina e sull’amicizia che la lega all’Italia».
A chiudere l'incontro sono state le parole del primo cittadino Fabrizio Ciarapica: «Sono molto felice di aver conosciuto Wang Ye, una delle più promettenti voci della Cina, che in questi giorni potrà visitare la nostra città dove è nato Sesto Bruscantini. Siamo arrivati al secondo appuntamento della stagione con la Tosca di Puccini e il suo nuovo allestimento. Un plauso al direttore Sorichetti per questa rassegna che coinvolge l’intero territorio».
Sembrava una comune bicicletta elettrica, ma nascondeva prestazioni da vero e proprio scooter. Una pattuglia della polizia locale di Macerata, durante un ordinario servizio di controllo del territorio, ha intercettato e sequestrato un mezzo a pedalata assistita risultato completamente non a norma rispetto alle direttive del Codice della Strada. L'operazione si è conclusa con sanzioni pesantissime per il conducente, che dovrà pagare multe per un totale di 6.000 euro.
L'attenzione degli agenti è stata attirata dalla velocità insolita del mezzo e, soprattutto, dal fatto che il conducente procedesse senza compiere alcuno sforzo sui pedali. Il sospetto che il veicolo fosse stato alterato ha spinto la pattuglia a procedere con un controllo mirato e successivi accertamenti tecnici approfonditi, svolti in collaborazione con la Motorizzazione Civile di Macerata.
Dalle verifiche è emerso che la funzione walk assist (progettata per aiutare la spinta a mano del mezzo) era stata modificata per permettere alla bici di raggiungere una velocità superiore di circa 20 km/h senza bisogno di pedalare. Inoltre, anche nella modalità a pedalata assistita, il motore non si disattivava al raggiungimento dei 25 km/h previsti dalla legge, continuando a spingere il veicolo ben oltre i limiti consentiti per la categoria.
A causa di queste caratteristiche tecniche, il mezzo è stato ufficialmente riclassificato come ciclomotore. Questa distinzione non è solo formale: per la legge, il veicolo avrebbe dovuto essere munito di targa, assicurazione, certificato di circolazione e il conducente avrebbe dovuto indossare il casco e possedere la relativa patente. La mancanza di questi requisiti ha fatto lievitare le sanzioni amministrative fino alla soglia dei 6.000 euro, con il contestuale sequestro del mezzo ai fini della confisca definitiva.
"Questi controlli non hanno solo una funzione repressiva, ma servono soprattutto a tutelare la sicurezza di tutti gli utenti della strada - ha sottolineato il comandante della polizia locale, Danilo Doria -. Mezzi apparentemente innocui, se modificati o non conformi, possono diventare estremamente pericolosi".
La Regione Marche ha stanziato tre milioni di euro per il completamento delle opere di accessibilità e sicurezza del bacino portuale di Civitanova Marche. Il finanziamento si inserisce nel quadro dell’Accordo di Coesione 2021/2027 e del Fondo di Rotazione, rappresentando una quota di un progetto complessivo che raggiunge la cifra di quasi dieci milioni di euro.
Sull'ufficializzazione del contributo è intervenuto il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Pierpaolo Borroni, che ha così commentato l'operazione: "Si tratta di una tappa fondamentale di un progetto complessivo da quasi 10 milioni di euro, che rappresenta una delle opere più rilevanti per il medio-adriatico e per l'intera costa marchigiana. Un risultato concreto ottenuto grazie alla sinergia tra le politiche di coesione del Governo nazionale - con il cosiddetto "Decreto Sud" - e l'azione amministrativa della Regione Marche guidata dal centrodestra".
Secondo quanto riportato nella nota del consigliere, l'intervento mira a risolvere problematiche strutturali relative all'esposizione dello scalo agli eventi atmosferici. "Attraverso il completamento di questo progetto si centreranno numerosi obiettivi – ha spiegato Borroni –. In primis, la sicurezza con una protezione efficace del bacino portuale dalle mareggiate e dalle condizioni meteo avverse, salvaguardando imbarcazioni, strutture e, soprattutto, vite umane. Un'esigenza storica per una comunità marinara come quella civitanovese".
Oltre al profilo della sicurezza, lo stanziamento è finalizzato a produrre effetti sul tessuto produttivo locale e sulla fruibilità turistica dell'area portuale. Borroni ha infatti precisato che il piano riguarda il "rilancio dell'economia locale perché migliorare la fruibilità del porto significa sostenere la flotta peschereccia – vero pilastro occupazionale – e potenziare il turismo nautico, con ricadute positive su ristorazione, commercio e servizi".
Infine, il consigliere ha inquadrato l'opera all'interno delle strategie europee di sviluppo: "Un porto più sicuro e accessibile è anche un porto più attrattivo per gli investimenti, capace di intercettare le opportunità del Pnrr e delle politiche europee per la blue economy. Ringrazio la Giunta Acquaroli e la filiera di centrodestra con il Governo Meloni per questo ennesimo segno di attenzione nei confronti di Civitanova Marche che si manifesta con la ferma volontà di portare a compimento un'opera attesa da generazioni".
Esplode la bufera sindacale attorno alla gestione del personale sanitario nella provincia di Macerata. Al centro della contesa c’è la decisione dell’AST (Azienda Sanitaria Territoriale) di azzerare circa 100 ore annue di attività lavorativa aggiuntiva prestate dai medici ospedalieri. Un provvedimento che la sigla UGL Salute definisce senza mezzi termini come una "decertazione del lavoro svolto".
Secondo quanto emerso, l'amministrazione avrebbe giustificato il taglio invocando una applicazione delle clausole del contratto di lavoro. Fabio Angeloro, segretario Ugl Salute Macerata, sottolinea con forza: "Parliamo di circa 16 giornate lavorative l’anno che vengono sottratte ai medici, senza alcuna responsabilità da parte loro. È un atto che mortifica l’impegno quotidiano dei professionisti e mina ulteriormente la motivazione di chi, nonostante tutto, continua a garantire servizi essenziali alla cittadinanza".
"Il rispetto del contratto non può essere invocato solo quando conviene all’amministrazione - aggiunge -. I medici stanno tenendo in piedi il sistema ospedaliero grazie al loro senso di responsabilità e alla disponibilità a coprire turni e carenze strutturali. Colpirli in questo modo significa ignorare completamente la realtà in cui operano".
La Ugl Salute chiede all'Ast di Macerata il "ritiro immediato del provvedimento e l’apertura di un confronto sindacale serio e trasparente", finalizzato a individuare soluzioni che tutelino i diritti dei lavoratori e garantiscano la continuità dell’assistenza ai cittadini: "Siamo pronti a mettere in campo tutte le iniziative necessarie - conclude Angeloro - se non arriveranno risposte concrete e tempestive. I medici non possono essere trattati come una variabile di bilancio: meritano rispetto, riconoscimento e condizioni di lavoro adeguate".
Una notte di vera emergenza ha messo in ginocchio Porto Recanati, stretta in una morsa tra la forza dell'Adriatico e l'esondazione del fiume Musone. Quella che era iniziata intorno alle ore 23:00 di ieri come una forte mareggiata localizzata sul litorale nord, si è trasformata in poche ore in un evento critico che ha flagellato tutti i nove chilometri di costa, da Scossicci fino alla zona sud del centro abitato.
L'emergenza è stata innescata da una violenta mareggiata da sud che, pur in assenza di vento o piogge particolari, ha colpito con estrema durezza la costa. La forza delle onde ha impedito al fiume Musone di riversarsi regolarmente in mare; l'effetto "tappo" ha causato l'uscita del corso d'acqua dall'alveo, allagando le aree circostanti e aggravando i danni già causati dalle onde.
Il bilancio dei danni è pesante. Inizialmente l'acqua aveva travolto le barriere di protezione e i sacchi di sabbia dello chalet Acapulco, penetrando all'interno e distruggendo pavimentazioni in legno e marmo, oltre a compromettere il sistema fognario. Con il passare delle ore, la furia del mare non ha risparmiato nessuna struttura: lungo tutto il lungomare si registrano danni a pertinenze, terrazze e vetrate.
La sede stradale è stata invasa da acqua e detriti, rendendo necessaria la chiusura della Strada Provinciale Litoranea. Il blocco della circolazione, inizialmente previsto da via del Sole fino al confine con Numana, è stato mantenuto per permettere la rimozione dei materiali lasciati dal mare e per garantire l'incolumità pubblica in una zona che rappresenta una delle principali criticità regionali per l'erosione costiera.
Sul posto hanno operato incessantemente i vigili del fuoco di Civitanova Marche, i carabinieri e i volontari della Protezione Civile. Il sindaco Andrea Michelini, presente sul luogo dell'emergenza insieme alle autorità, ha disposto l’apertura del Centro Operativo Comunale (COC) per monitorare la situazione in tempo reale.
Un violento impatto ha scosso il silenzio della notte lungo l'autostrada A14, quando mancavano pochi minuti alle due del mattino. Al chilometro 250,5, nel territorio di Potenza Picena, un autocarro munito di autogrù ha urtato un cavalcavia che sovrasta la carreggiata, innescando una carambola che ha visto coinvolti altri due mezzi in transito. L'allarme è scattato precisamente alle ore 01:45, mobilitando immediatamente i soccorsi per quella che è apparsa subito come una situazione di potenziale pericolo per la stabilità delle infrastrutture.
La squadra dei vigili del fuoco di Civitanova Marche è intervenuta prontamente sul luogo del sinistro, concentrando gli sforzi non solo sulla messa in sicurezza dell'area colpita, ma anche su una delicata verifica statica del ponte. Utilizzando un'autoscala, i tecnici hanno ispezionato minuziosamente il punto dell'impatto per escludere cedimenti strutturali che avrebbero potuto mettere a rischio la circolazione stradale. Nel frattempo, il personale sanitario del 118 si è occupato di prestare le prime cure a una persona rimasta ferita nello scontro, a bordo di una delle autovetture, provvedendo al suo trasferimento presso l'ospedale di Civitanova Marche per gli accertamenti necessari.
L'incidente ha richiesto una complessa operazione di coordinamento che ha visto impegnati per ore il personale dell'ANAS, i tecnici della Società Autostrade e le pattuglie della Polizia Stradale, queste ultime impegnate nella gestione della viabilità e nei rilievi per ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto.
Soltanto dopo approfondite verifiche congiunte tra i tecnici dei vigili del fuoco e quelli di Autostrade, l'integrità del cavalcavia è stata ufficialmente confermata. Una volta accertato che non vi fossero pericoli per la pubblica incolumità, il tratto è stato riaperto e il traffico è tornato a scorrere regolarmente.
La sicurezza e la tutela di chi indossa una divisa tornano al centro del dibattito politico. La sezione della Lega di Macerata, insieme ai propri consiglieri comunali, annuncia l’avvio della campagna nazionale "Io sto col poliziotto", un’iniziativa di raccolta firme volta a manifestare solidarietà e vicinanza alle forze dell'ordine in un momento particolarmente delicato per la gestione dell’ordine pubblico.
A motivare la mobilitazione sono i recenti fatti di cronaca nazionale, dai tragici eventi di Milano ai violenti disordini di Torino. Secondo l'avvocato Aldo Alessandrini, segretario della sezione maceratese e capogruppo consiliare, questi episodi confermano "l'estrema complessità e il rischio che gli agenti affrontano quotidianamente". Alessandrini sottolinea come gli operatori di polizia siano spesso chiamati a "prendere decisioni vitali in pochi istanti, operando in contesti di forte aggressività".
La Lega esprime una ferma condanna verso i "processi mediatici" preventivi che, prima ancora dei verdetti della magistratura, finiscono per "delegittimare il ruolo di chi garantisce la sicurezza dei cittadini". Per l'esponente leghista, gli attacchi avvenuti a Torino rappresentano un "segnale d'allarme che impone di ripristinare un principio cardine: l'offesa a un agente deve essere considerata un'offesa allo Stato stesso".
In questo scenario, il partito punta molto sul nuovo pacchetto sicurezza, una riforma fortemente voluta dalla Lega a livello nazionale per rafforzare strumenti e capacità operative delle forze dell'ordine. "L'obiettivo è fornire risposte concrete a reparti che spesso operano con organici ridotti e responsabilità crescenti, garantendo non solo mezzi adeguati ma anche una maggiore protezione giuridica affinché gli agenti non si sentano abbandonati dalle istituzioni", precisa Alessandrini.
La mobilitazione a Macerata si tradurrà in due appuntamenti durante il prossimo fine settimana. Il primo banchetto per la raccolta firme sarà allestito sabato 7 febbraio, dalle ore 16:00 alle ore 20:00, presso la sede della Lega in via Roma 66. L'iniziativa proseguirà poi domenica 8 febbraio, dalle 14:30 alle 20:00, presso la Galleria del Commercio 1.
Il Museo della Scuola Paolo & Ornella Ricca – MUDESC – di Macerata dedica un pomeriggio di approfondimento alle scuole rurali, alla loro organizzazione, ai linguaggi e alle pratiche educative che hanno segnato per decenni la vita scolastica delle campagne. L’iniziativa si terrà mercoledì 12 febbraio, a partire dalle ore 17.00, ed è rivolta a cittadini, insegnanti, studenti e appassionati di storia della scuola.
L’evento si aprirà con l’introduzione di Fabio Targhetta, che inquadrerà il tema delle scuole rurali all’interno della storia dell’istruzione italiana, sottolineandone il ruolo fondamentale nella formazione delle comunità locali e nella trasmissione dei saperi. Seguirà l’intervento della nostra autorevole e gradita ospite Giuseppina Pieragostini, intitolato Lingua, scuola e tradizioni contadine e dedicato al rapporto tra istruzione, parlata locale e cultura contadina, con particolare attenzione al modo in cui la scuola rurale ha contribuito a costruire identità, competenze e memoria collettiva.
Un altro momento importante dell’iniziativa sarà la mostra interattiva I compiti degli scolari nella scuola rurale, a cura di Marta Brunelli, che permetterà ai visitatori di confrontarsi direttamente con quaderni, esercizi e modalità di studio del passato, sperimentando in prima persona la quotidianità degli alunni delle scuole di campagna. A chiudere il pomeriggio, Le merende di una volta, una degustazione a cura di Letizia Carducci, pensata come momento conviviale per rievocare sapori semplici e autentici legati alla vita scolastica rurale, quando la merenda faceva parte integrante della giornata a scuola.
Con questa iniziativa, il MUDESC conferma il proprio impegno nella valorizzazione della storia della scuola italiana, restituendo centralità a un modello educativo – quello delle scuole rurali – che ha avuto un ruolo decisivo nella formazione di intere generazioni.
C’è stato un momento, questa mattina, durante i funerali di Alberto Prenna, scomparso lunedì notte all'età di 85 anni, in cui le parole si sono fermate prima ancora di nascere. Un momento di emozione troppo forte, che ha impedito all’avvocato Giancarlo Giulianelli, tifoso storico e legale della Maceratese, di leggere in chiesa una poesia scritta per il suo grande amico.
Il testo, segnalato alla nostra redazione proprio dall’avv. Giulianelli, è un ritratto intimo e autentico di Alberto Prenna: non solo la leggenda biancorossa, il mitico stopper e allenatore della Rata, ma soprattutto l’uomo, l’amico, “tavolò”, come lo chiamavano i tifosi per quella fisicità granitica e per un carattere tutto d’un pezzo.
Scritta in dialetto, la poesia ripercorre una storia “mai narrata”, che parte dai campetti dietro l’Immacolata, dalla terra imbrecciata dove i ragazzi si fermavano a giocare a pallone, fino alle maglie della Maceratese e alla carriera che sfiorò i massimi palcoscenici del calcio italiano. È un racconto fatto di memoria, ironia, affetto e nostalgia, in cui il calcio diventa pretesto per parlare di legami profondi e di una vita condivisa.
Giulianelli intreccia i ricordi sportivi a quelli personali: le cene, le amicizie, le storie raccontate davanti a una pizza o a un bicchiere di vino, fino a quell’ultimo saluto “dentro sta chiesa e davanti a sto cassò”, dove l’emozione ha avuto la meglio sulla voce.
Di seguito, pubblichiamo integralmente la poesia dedicata ad Alberto Prenna:
Ve vojo raccontà la storia mai narrata de Alberto Prenna, in arte tavolò,mitico stopper e allenatore della Rata, ‘na vita spesa dietro lu pallò.Sta storia nasce per caso, là dietro l'Immacolata,do c'era un campo piccolo, di terra imbrecciatae dove li vardasci se fermava a jocà a pallò.Tra si vardasci ce n’era uno grosso e nerto,tutto d’un pezzo,come fosse appunto un tavolò.
Ce vorse poco che tavolò facesse strada,rivestenne le maglie della Rata.Sfiorò la Serie A, come pure la maglia viola scudettata,che pure se la saria meritata.St’onore spetterà pe verità a n’amico sua,quel Brizzi Pino, che in Paradiso so sicuro gli siederà vicino.Sta storia, per quanto mi riguarda, finisce qua,dentro sta chiesa e davanti a sto cassò.
Ricordi ce n'ho tanti: de Alberto, de Silvana, de Simò,de pizza, de cinghiali, de prosciutto e soprattutto tante, tante storie di pallò,ma quissi adè ricordi mia che conservo con tanta nostalgia.Ognuno ricordi Alberto come meglio crede e come può.Per me resterà sempre Alberto Prenna, un uomo tutto in un pezzo, appunto tavolò.
Si svolgerà sabato 7 febbraio, presso il Cosmopolitan, il VI Congresso di Pneumologia Infettivologica, appuntamento biennale di riferimento per gli specialisti del settore. Responsabili scientifici dell’evento sono i dottori Francesca Marchesani e Ludovico Ercoli.
Il congresso nasce dalla necessità di affrontare le nuove e complesse sfide poste dall’invecchiamento della popolazione, con particolare attenzione al costante aumento dei soggetti ultraottuagenari, sempre più spesso affetti da patologie respiratorie complesse.
«L’importante aumento dell’età media – spiega la dottoressa Francesca Marchesani, direttore dell’U.O.C. di Pneumologia dell’AST di Macerata – ci pone di fronte a problematiche nuove e difficili. In questo incontro focalizzeremo l’attenzione sulle polmoniti da inalazione, infezioni del parenchima polmonare causate dall’ingresso nelle vie aeree inferiori di fluidi gastrici o orofaringei, o di sostanze esogene».
Si tratta di infezioni spesso legate alla compromissione dei meccanismi di difesa delle vie respiratorie, come i riflessi della tosse e la chiusura glottica, o a condizioni di alterazione dello stato di coscienza. «Sono infezioni gravi – sottolinea Marchesani – caratterizzate da una elevata mortalità nei pazienti anziani».
Oltre alle polmoniti da inalazione, il congresso affronterà numerosi altri temi di grande attualità in ambito pneumologico, tra cui la terapia delle patologie broncostruttive e le strategie di profilassi vaccinale, fondamentali per la prevenzione delle infezioni respiratorie nei soggetti fragili.
Il convegno è accreditato Agenas e consentirà ai partecipanti di ottenere crediti formativi, confermandosi come un’importante occasione di aggiornamento scientifico e confronto multidisciplinare.
Il processo di ricostruzione e tutela del patrimonio storico nel Maceratese segna un punto a favore della comunità di Tolentino. La Conferenza Permanente ha, infatti, espresso parere favorevole per l'intervento di riparazione del danno locale presso la chiesa del Sacro Cuore, situata in località Bura. L'edificio, che rappresenta un tassello fondamentale per la memoria collettiva della frazione, si avvia così verso un delicato cantiere di restauro e consolidamento.
La documentazione progettuale restituisce il ritratto di un edificio dalla storia centenaria: la posa della prima pietra risale al primo ottobre del 1895, mentre il completamento dell'opera avvenne nel 1901. La chiesa si presenta con un volume compatto a navata unica, affiancata da una torre campanaria e arricchita da un prezioso apparato decorativo.
All'interno, le pareti e la volta in camorcanna ospitano un complesso ciclo di pitture che spaziano dalle finte architetture alle grottesche, fino ai festoni floreali e agli stemmi simbolici. Di particolare pregio è la lunetta di fondo, dove spicca l'effige di Gesù Cristo Re circondata da una gloria di puttini.
Il progetto di recupero affronta con precisione le ferite strutturali emerse a seguito degli eventi sismici. Le lesioni individuate sulle murature esterne saranno trattate con interventi mirati, graduati in base alla gravità del danno, attraverso l'utilizzo di catenelle di mattoni e la tecnica del "cuci-scuci" per le parti più profonde. Parallelamente, la torre campanaria e gli angoli principali del corpo di fabbrica saranno rinforzati tramite una ristilatura armata dei giunti di malta, garantendo una maggiore solidità all'intera struttura.
Un aspetto centrale del restauro riguarda la gestione delle tensioni interne all'edificio. Le analisi tecniche hanno infatti individuato una criticità significativa nella presenza di elementi lignei di collegamento rigido tra la struttura della volta e le murature. L'osservazione delle lesioni sull'intradosso della volta ha confermato che proprio questi collegamenti rigidi hanno giocato un ruolo determinante nel danneggiamento durante le scosse.
Per questa ragione, il piano dei lavori prevede la rimozione definitiva di tali elementi, che verranno sostituiti da nuovi sistemi di connessione più idonei a garantire la corretta risposta elastica della chiesa, restituendo finalmente alla comunità della Bura il suo luogo di culto in piena sicurezza.
Il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi ha ricevuto in comune alcuni militi dell’Arma dei Carabinieri che recentemente sono intervenuti per inseguire malviventi che avevano tentato di portare a termine dei furti in abitazioni di Tolentino.
Erano presenti il maggiore Giulia Maggi comandante della Compagnia, il luogotenente carica speciale Fabrizio Filippi comandante nucleo comando e il luogotenente Lorenzo Ceglie comandante Aliquota Radiomobile del nucleo operativo di Tolentino.
Il sindaco ha consegnato un attestato di merito al vice brigadiere Matteo Bratti e al carabiniere scelto Tommaso Pellegrino che lo scorso 5 dicembre, nell’ambito di un servizio perlustrativo individuavano un veicolo con a bordo individui che si accingevano a fare furti. Dopo un inseguimento a forte velocità, mettendo a rischio anche la propria incolumità riuscivano a bloccare l’auto dei malviventi, il cui conducente vistosi in trappola decideva di scontrarsi con l’auto di servizio dei Carabinieri. Il coraggioso intervento del vice brigadiere Bratti e del Carabiniere Scelto Pellegrino ha permesso il sequestro dell’automezzo e degli arnesi da scasso, impedendo il ripetersi di reati predatori a danno della cittadinanza tolentinate.
Inoltre il sindaco Sclavi ha consegnato due attestati di merito al vice brigadiere Catalin Grosu e all’appuntato scelto Qualifica Speciale Raffaele Pettinari che nella serata dello scorso 27 dicembre, nel corso di un servizio perlustrativo, hanno individuato un automezzo i cui occupanti avevano appena tentato un furto. I malviventi vistesi scoperti sono fuggiti con la propria autovettura imboccando una strada contromano.
Fortunatamente la prontezza dei due Carabinieri, dopo un inseguimento, ha consentito, mettendo a repentaglio la propria incolumità, di bloccare il veicolo, garantendo la sicurezza agli altri utenti della strada. Il conducente si è scontrato con la macchina di servizio dei Carabinieri che hanno sequestrato arnesi da scasso e l’auto, evitando anche il ripetersi di altri furti.
Il sindaco ha ringraziato, anche a nome dell'amministrazione comunale e di tutti i cittadini, i carabinieri per la loro dedizione e per la loro professionalità: "Siete sempre presenti – ha detto – e garantite alla nostra comunità controlli costanti durante tutto l’arco della giornata e della notte e siete sempre al fianco dei cittadini. Grazie al vostro operato possiamo attuare una positiva azione di prevenzione. Non meno importanti tutte le questioni legate alla sicurezza e al rispetto della legalità che in sinergia con la nostra polizia locale e tutte le altre forze dell'ordine viene garantita a tutti noi".
Sono arrivate le decisioni del Giudice Sportivo in merito alla ventesima giornata del campionato di Eccellenza Marche e non mancano provvedimenti pesanti e qualche nota curiosa.
Come previsto, è stata severa la sanzione nei confronti del capitano del Trodica, Luca Cognigni, espulso nel corso della sfida contro il Tolentino per un grave episodio ai danni del giovane difensore cremisi Fontana. Per l’attaccante è scattata una squalifica di tre giornate, motivata dal referto arbitrale “per aver sferrato un violento pugno al volto di un calciatore avversario”.
Cognigni sarà quindi costretto a saltare appuntamenti di grande rilievo: il big match di domenica contro il K Sport Montecchio Gallo, la trasferta sul campo del Montefano e la gara interna contro il Matelica. Il suo rientro è previsto per la sfida contro il Chiesanuova, in programma il 1° marzo.
(Foto U.S. Tolentino)
Per quanto riguarda gli altri giocatori espulsi nell’ultimo turno di campionato, il Giudice Sportivo ha inflitto due giornate di squalifica all’attaccante dell’Osimana Emanuele Russo, mentre una giornata dovrà essere scontata dall’attaccante della Fermignanese Cordella.
Non mancano infine le sanzioni alle società, con due ammende da 50 euro abbastanza curiose: al K Sport Montecchio Gallo per “docce non adeguate ad un corretto utilizzo” e al Montefano per “mancanza di acqua calda nello spogliatoio (segnalazione A.A.)”.
Decisioni che incidono sul prossimo turno di campionato e che aggiungono ulteriore tensione a una fase della stagione sempre più calda e combattuta.