di Ludovico Corvatta

La Lube torna a vincere: Verona si arrende in quattro set (FOTO)

La Lube torna a vincere: Verona si arrende in quattro set (FOTO)

La Lube Civitanova torna al successo contro la Nbv Verona nell'anticipo della prima giornata di ritorno del campionato di Superlega. La formazione biancorossa si impone in quattro set sugli scaligeri (25-17, 25-12, 19-25, 25-13) e ritrova il primo posto in classifica, in attesa del match di domani che vedrà opposta la Sir Safety Perugia contro Vibo Valentia.  In un Eurosuole Forum sempre rigorosamente senza pubblico, in osservanza del protocollo anti-contagio, la Lube - vogliosa di riscattarsi dopo il passo falso di due settimane fa contro la Tonno Callipo - è apparsa in gran forma, mostrando una delle migliori versioni di sè in stagione.  Il prossimo impegno sarà mercoledì 2 dicembre contro Cisterna, nel recupero del nono turno di campionato (rinviato causa Covid), sempre tra le mura amiche dell'Eurosuole Forum.  LA CRONACA  LE FORMAZIONI - De Giorgi cambia la diagonale impiegando la coppia De Cecco-Hadrava, Juantorena-Leal, Anzani e Simon al centro, Balaso libero. Dall’altra parte della rete Stoytchev propone Kaziyski con Asparuhov schiacciatori, Spirito-Jensen, Aguenier con Caneschi al centro, Donati libero. PRIMO SET - La Lube impiega poco a carburare nel primo set. Gli uomini di coach De Giorgi, con ancora nella mente la sconfitta rimediata nell'ultimo match casalingo contro Vibo Valentia, firmando un break immediato di cinque a zero che la porta avanti di sette (12-5). Leal è incontenibile e mette a segno ben 10 punti con il 100% di perfezione in attacco. I cucinieri sono particolarmente brillanti alla battuta, dove riescono costantemente a mettere sotto pressione la ricezione avversaria e prendere il mano il pallino del gioco. Il parziale non ha storia (25-17).  SECONDO SET - Civitanova non perde il ritmo nemmeno nel secondo set. Un ace arrivato sul servizio flottante di Anzani mette immediatamente in chiaro le cose (3-1), mentre Leal conferma di essere in una di quelle giornate in cui gli riesce tutto. In un lampo arriva già al più cinque (8-3). I ragazzi di De Giorgi danno spettacolo, mostrando un gioco effervescente, e vengono pure aiutati da un pizzico di fortuna quando una difesa alla disperata di Leal rimane in campo e si trasforma in punto diretto.  Verona riesce a malapena a raggiungere quota dieci: si chiude 25-12. La Lube mette a segno ben 4 ace, con quattro giocatori differenti (Juantorena, Leal, Anzani, Simon).  TERZO SET - Dopo essere stati presi a pallonate per tutto il secondo parziale, i ragazzi di Stoytchev hanno un sussulto d'orgoglio, complice anche un momentaneo blackout civitanovese, e si portano sul 4-8. Quando gli ospiti salgono sul 7-14, nel Palas si ascoltano soltanto le continue urla d'incitamento del preparatore atletico degli scaligeri a bordo campo. Incitamenti che sembrano funzionare, sino a quando - a furia di primi tempi e grazie ad un paio di guizzi di un ottimo Hadrava - la Lube ritrova il meno tre (11-14).  Tornata a contatto, Civitanova sembra sul punto di completare la rimonta ma si perde sul più bello, inabissandosi di nuovo a meno sei (12-16). I ragazzi di De Giorgi rompono le righe, mentre per la Nbv fa impressione l'ottimo ingresso in campo di Jaeschke (3 punti). Kaziyski mette a terra il secondo set point veronese e porta il match al quarto parziale (19-25).  QUARTO SET - Sulla scia dell'entusiasmo, la Nbv trova il break anche ad inizio quarto set grazie ad un ace di Spirito (3-5). La replica dei cucinieri, stavolta, è però immediata. Leal restituisce con gli interessi e col servizio vincente si torna sul cinque pari.  Quando Jensen spara a salve in diagonale, Civitanova si issa anche a doppio vantaggio (8-6). De Cecco direziona con insistenza palloni verso il suo opposto: la fiducia è ben ripagata da Hadrava.  Quando Simon si rende autore di una serie monstre al servizio, condita da cinque ace di fila, la partita volge inevitabilmente ai titoli di coda (24-12). A mettere la ciliegina sulla torta ci pensa Anzani in primo tempo.  La Lube sale a 26 punti in classifica e festeggia il ritorno alla vittoria.  TABELLINO LUBE CIVITANOVA - NBV VERONA 3-1 (25-17, 25-12, 19-25, 25-19)  CUCINE LUBE CIVITANOVA: Anzani 12, Juantorena 13, Leal 20, Rychclicki, Simon 17, De Cecco 1, Hadrava 13, Yant 1, Balaso (l). All. De Giorgi  NBV VERONA: Caneschi 5, Spirito 4, Kaziyski 14, Jensen 10, Asparuhov 2, Aguenier 5, Jaeschke 6, Donati (l) All. Stoytchev (FOTO LUCIA MONTECCHIARI)   

28/11/2020
Clamorosa caduta della Lube contro Vibo Valentia: arriva la prima sconfitta in campionato (FOTO)

Clamorosa caduta della Lube contro Vibo Valentia: arriva la prima sconfitta in campionato (FOTO)

La Lube Civitanova cade contro la Tonno Callipo Calabria Vibo Valentia nell'anticipo dell'undicesimo turno del campionato di Superlega. La formazione biancorossa crolla in quattro set (23-25, 25-18, 20-25, 23-25) ma riesce a confermare il primo posto in classifica, sebbene sia in attesa dei due match di recupero della Sir Safety Conad Perugia (di cui uno proprio contro la Lube), posticipati causa Covid-19.  Il virus ha totalmente stravolto il programma di gare del pomeriggio, tanto che quella dell'Eurosuole Forum è stata l'unica partita della domenica.  In un Eurosuole Forum senza pubblico, in osservanza del protocollo anti-contagio, la formazione di coach De Giorgi è apparso poco brillante dal punto di vista fisico e si è dovuta inchinare al cospetto dei due schiacciatori calabresi, apparsi in gran forma: Rossard, mvp del match, firma 19 punti mentre il dirimpettaio Defalco ne mette a segno 17.  LA CRONACA  LE FORMAZIONI - De Giorgi schiera la diagonale De Cecco-Rychlicki, Juantorena-Leal, Anzani e Simon al centro, Balaso libero. Dall’altra parte della rete Baldovin (ex Kioene Padova) propone Rossard con Defalco schiacciatori, Saitta-Aboubacar, Cester con Chinenyeze al centro, Rizzo libero. PRIMO SET - Inizio convinto della Lube, capace di conquistare un break sul pronti-via grazie all'ace del possente centrale cubano Simon. Capitan Juantorena appare ispirato sia negli attacchi in pipe che in quelli in diagonale, firmando tre dei primi sei punti di Civitanova. I cucinieri prendono il largo dopo il secondo ace personale di Simon (10-6), ma trascinati dal francese Rossard (ace + pipe vincente) i calabresi si rifanno sotto sull'undici pari, assorbendo in men che non si dica il passivo. Grazie alle fiondate al servizio dello schiacciatore transalpino, la ricezione dei cucinieri entra in crisi tanto che la formazione ospite si porta sul doppio vantaggio (11-13). La Lube riassapora la parità trascinata nuovamente dalla sua coppia di schiacciatori - Leal e Juantorena - ma Vibo è più viva che mai, come testimonia anche il gran tifo proveniente dalla panchina ospite.   Il finale di set è spettacolare, con grandi colpi sia da una parte che dall'altra. In volata la spunta la Tonno Callipo grazie al solito Rossard, capace di mettere nuovamente in crisi la ricezione dei padroni di casa nonostante il cambio Leal-Kovar, voluto da De Giorgi proprio per limitare i danni in questo senso (23-25).  Grandi numeri anche per lo schiacciatore americano della formazione calabrese, James Torey Defalco: per lui 6 punti con l'86% di perfezione in attacco.  SECONDO SET - È proprio il grande mattatore del primo set, Rossard, a dare il break alla Lube nel secondo parziale con un suo errore. La Lube ne approfitta e va sul +3 grazie ad un bel mani out in contrattacco di Juantorena (7-4). Civitanova entra in temperatura ed anche il regista argentino De Cecco comincia a brillare firmando il primo punto personale e una alzata da applausi in bagher (10-5).  Il massimo vantaggio arriva con un muro a segno di Anzani (14-7), fondamentale poco incisivo nel primo set per i cucinieri. I troppo errori al servizio della Tonno Callipo (5) frustrano qualsivoglia velleità di recupero. Si va sull'uno pari (25-18).   TERZO SET - Vibo Valentina torna a far male al servizio con i suoi schiacciatori: Rossard e Defalco firmano un ace a testa e portano i calabri avanti 4-7. Due punti consecutivi dello stesso Rossard e un contrattacco di Aboubacar dilatano il vantaggio a cinque punti (5-10).  La Lube prova a reagire e con un parziale di 3-0 si riavvicina al meno due (10-12), ma uno straripante Rossard si fa beffe del muro civitanovese (11-14). I cucinieri, però, non si fanno vincere dallo sconforto e lottando palla su palla riescono a riacciuffare il pari (15-15). Il set sembra aver ripreso la piega giusta ma un grande ace del 23enne americano Defalco e un erroraccio di Leal riportano gli ospiti sul più tre (16-19).  Vibo conquista quattro set ball, e al primo chiude i conti (20-25).  QUARTO SET - Nei primo scambi regna l'equilibrio, poi l'allungo è dei padroni che, con Rychclicki , vanno sull'8-6. Il quarto ace nella partita di Rossard fa, però, tornare i fantasmi. La Lube va in completo black-out e permette ad un ottimo Defalco di infierire. I calabresi sono costantemente più reattivi nei contrattacchi e volano sull'11-15.  Rossard è implacabile in pipe e porta la Tonno Callipo a quattro punti dalla vittoria (18-22). A un passo dal baratro, Civitanova prova a tirarsi fuori dalla sabbie mobili con un gran muro di Simon e un attacco vincente di Leal (20-22).  Lo schiacciatore carioca sale in cattedra e con un ace riporta i cucinieri al meno uno (22-23), ma - quando Cester stoppa l'ex compagno di squadra Juantorena con un muro - i calabresi si portano a match point. L'errore al servizio di Simon consegna la vittoria a Vibo Valentia: arriva il primo stop in campionato per la Lube.  (Foto di Lucia Montecchiari)  TABELLINO LUBE CIVITANOVA - TONNO CALLIPO VIBO VALENTIA 1-3 (23-25, 25-18, 20-25, 23-25)  CUCINE LUBE CIVITANOVA: Anzani 10, Kovar, Juantorena 11, Leal 14, Rychclicki 16, Simon 11, De Cecco 2, Hadrava 1, Balaso (l). All. De Giorgi  TONNO CALLIPO VIBO VALENTIA: Cester 10, Rossard 19, Lyneel, Saitta 1, Chinenyeze 13, Aboubacar 11, Defalco 17, Rizzo (l) All. Baldovin

15/11/2020
Covid-19, Saltamartini: "Sperimenteremo l'uso dell'idrossiclorochina e dell'ozono"

Covid-19, Saltamartini: "Sperimenteremo l'uso dell'idrossiclorochina e dell'ozono"

Si è tenuta questa mattina la terza seduta consiliare dell'undicesima legislatura regionale, completamente dedicata alle comunicazioni della Giunta sull’emergenza epidemiologica da Covid-19. Assente il Presidente dell’Assemblea, Dino Latini, i lavori sono presieduti dal Vice Gianluca Pasqui. Ad illustrare la situazione sul territorio e le misure messe in campo per contrastare il diffondersi dell'epidemia, è stato l’assessore regionale alla Sanità, Filippo Saltamartini.  L'elemento principale emerso dalla relazione di Saltamartini è stata la volontà della Giunta di sperimentare l'uso dell'ozono per la purificazione del sangue, di portare a un aumento della banca dati del plasma dei pazienti guariti dalla patologie e di vagliare la possibilità dell'impiego dell'idrossiclorochina per la cura del Covid-19. In quest'ultimo caso si chiederà "all'Aifa una revisione del suo giudizio negativo sull'idrossiclorochina" portando anche l'esempio dell'utilizzo che ne è stato fatto per curare il presidente americano Trump.  FRONTE VACCINI - È stata evidenziata la necessità di reperire 300-400 mila dosi ulteriori di vaccini antinfluenzali, stante la scarsità di quelli prenotati dalla precedente amministrazione regionale, non sufficienti a soddisfare la richiesta dei marchigiani: "Non riusciamo a reperirli sul mercato - ha evidenziato l'assessore -. Contiamo nella solidarietà della altre Regioni che hanno acquistato un numero congruo di vaccini per le loro popolazioni".   FRONTE TAMPONI - "Ad inizio emergenza ne erano stati ordinati 14mila - osserva Saltamartini -,  l'Asur ne ha acquistati altri 12mila ma alla data attuale abbiamo una riserva che ci permetterà di andare avanti soltanto una decina di giorni. Abbiamo, pertanto, sollecitato il commissario Arcuri, il quale, venerdì scorso, ci ha riferito che ne avrebbe trasmessi 17mila alla nostra Regione".  In questo senso Saltamartini aggiunge: "Occorre costituire la Regione Marche come soggetto attuatore dell'emergenza pandemica per andare direttamente sul mercato per acquistare i trattamenti farmaceutici necessari per i tamponi".  Per aumentare gli esecutori dei tamponi, l'assessore vorrebbe estendere la possibilità di effettuazione dei tamponi antigenici rapidi al "maggior numero possibile di medici di famiglia. Attraverso un incontro con le loro rappresentanze, abbiamo anche sondato la possibilità che dentisti e veterinari possano eseguire i tamponi" .  Un incontro è stato fatto anche con i farmacisti che si sono detti disponibili ad eseguire tamponi sierologici ma Saltamartini ha evidenziato come sia "in corso di valutazione la valenza scientifica di questi tamponi in quanto non danno piena contezza della positività di un soggetto".  Riguardo al problema dei posti letto in terapia intensiva (126 totali, la cui metà sono occupati visti i 69 ricoverati), l'assessore sottolinea come la Regione abbia "un gap piuttosto rilevante, che come Giunta stiamo cercando di rimuovere utilizzando il Covid Hospital di Civitanova Marche. Attualmente nel primo modulo di 14 posti è impiegato personale dell'Area Vasta 3: faremo in modo che a questo personale vengano riconosciuti ulteriori emolumenti".   Sulla carenza di personale Saltamartini sottolinea come abbia "esplorato la possibilità di chiedere una deroga per garantire l'assunzione di un numero di dipendenti che garantiscano efficienza nelle strutture ospedaliere. È in corso di ultimazione un concorso per 3mila infermieri della nostra Regione. Abbiamo già dato avviso alle aziende ospedaliere regionali di assumerne il maggior numero possibile attraverso un contratto provvisorio di 3 mesi, in modo da garantire che, a conclusione delle operazioni concorsuali, si possano avere contratti a tempo determinato".  In conclusione del suo discorso Saltamartini ringrazia "gli operatori sanitari che da marzo hanno lavorato rischiando la vita con grande professionalità. Faccio un appello alle organizzazioni sindacali per far sì che si arrivi a un accordo in tempi brevi per far garantire loro i riconoscimenti contrattuali e remunerativi che meritano".       

09/11/2020
Mogliano/Loro Piceno - Casa di riposo, 2 ospiti ricoverati in ospedale: "Servono infermieri, 10 Oss contagiati"

Mogliano/Loro Piceno - Casa di riposo, 2 ospiti ricoverati in ospedale: "Servono infermieri, 10 Oss contagiati"

"L'assessore Saltamartini ci ha assicurato il suo supporto, ma non abbiamo ancora avuto nessun riscontro ufficiale sull'arrivo dei medici militari, speriamo che qualcosa si muova entro questa settimana. Ci mancano anche infermieri". Queste le parole del sindaco moglianese Cecilia Cesetti in merito alla situazione venutasi a creare nelle case di riposo di Loro Piceno e Mogliano, entrambe delocalizzate in località Maestà di Urbisaglia a seguito del sisma del 2016. La struttura, dallo scorso lunedì, è divenuta un focolaio Covid. In totale, al momento, gli anziani positivi nella struttura sono 25, a cui si aggiungono i 20 ospiti già trasferiti nei giorni scorsi presso la rsa (residenza assistenziale sanitaria) di Galantara, nel Pesarese: 7 dalla casa di riposo di Mogliano, 13 dalla casa di riposo di Loro Piceno.  Inoltre, dopo l'ultimo giro di tamponi, è aumentato a 10 il numero degli operatori socio-sanitari positivi e, nelle ultime 24 ore, si è anche reso necessario il ricovero presso l'ospedale di Macerata di due anziani della casa di riposo di Mogliano: "Entrambi accusavano febbre alta - sottolinea il sindaco Cesetti -, oltre che presentare malattie pregresse. Nelle prossime ore i tamponi saranno ripetuti sia agli ospiti che agli operatori sanitari, nella speranza che qualcuno degli asintomatici si sia negativizzato".  "Fortunatamente nella struttura - prosegue - siamo riusciti a dividere i soggetti positivi da quelli negativi, quindi la situazione è gestibile. In questo senso un contributo fondamentale ci è stato offerto dalla dottoressa Giovanna Faccenda, dell'Asur. È grazie a lei se, almeno fino a domani, siamo coperti con i turni notturni".  Proprio le 12 ore del turno di notte sono quelle che hanno una maggiore necessità di rinforzo in termini di personale sanitario. Il Comune di Mogliano ha diramato, anche attraverso i propri canali social, una nota per ricercare "infermieri (anche se in pensione) da assumere temporaneamente alla casa di riposo per far fronte all'emergenza Covid".   Lo stesso appello viene rilanciato anche dal sindaco di Loro Piceno Robertino Paoloni, il quale sottolinea come il problema si ponga proprio per le ore notturne "visto che, durante il giorno, sia la Pars che l'Ircer ci offrono il loro servizio. Naturalmente trattandosi di case di riposo, la struttura sita in località Maestà di Urbisaglia non era pronta per l'emergenza Covid e, dunque, a garantire assistenza sanitaria anche di notte".     

03/11/2020
Corridonia, l'ultimo ballo degli storici esercenti di Colbuccaro: "Ma quali ristori? Vogliamo lavorare"

Corridonia, l'ultimo ballo degli storici esercenti di Colbuccaro: "Ma quali ristori? Vogliamo lavorare"

"Noi non vogliamo i ristori, vogliamo lavorare. Un intero comparto del divertimento è in ginocchio". Questo è quanto ci confidano i titolari della sala da ballo "Ciao Ciao", del pub "Temple" e dalla sala giochi "Royal Slot", a Colbuccaro di Corridonia. Attività che, nel corso di un normale fine-settimana autunnale, avrebbero attirato circa 1700-1800 persone, generando un flusso di clientela che avrebbe favorito anche gli esercizi commerciali limitrofi.  Si sono voluti radunare, proprio davanti alle loro attività, Giancarlo Toni, titolare della sala giochi "Royal Slot" e i fratelli Enrico e Paolo Raffaeli, titolari del celebre dancing "Ciao Ciao" che vanta 36 anni di storia oltre che del pub "Temple" (aperto dal 1998). Insieme hanno dato sfogo al loro malcontento per le misure anti-contagio contenute nel nuovo dpcm firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte.  A parlare per primo è Francesco Toni, che oltre alla sala giochi di Colbuccaro, ha in gestione altre tre sale nella provincia di Macerata: una nel capoluogo (in via Roma), una a Montecassiano e una a Porto Recanati. Toni aveva riaperto le sue attività nel mese di giugno, dopo tre mesi e mezzo di lockdown forzato ed ora è stato costretto di nuovo ad abbassare le saracinesche. "Ho fatto investimenti, formato personale e ora vedo svanire e andare in fumo i sacrifici di una vita" racconta in maniera accorata.  Le sue attività, prima del coronavirus, contavano 14 dipendenti. "Sarò costretto a rinunciare a quattro di loro, vista la riduzione degli orari e l'equivalente aumento di tasse" afferma con rammarico, ammettendo di stare anche pensando alla chiusura definitiva di due delle quattro sale slot che ha in gestione: quella di Macerata e quella di Porto Recanati. A rimanere aperte sarebbero soltanto le sale di Montecassiano e quella che ha alle sue spalle mentre ci confida i suoi patemi, la "Royal Slot" di Colbuccaro. Una scelta sulla quale pesa molto anche "la concorrenza sleale del gioco online".  "Di certo, - prosegue - nelle nostre sale non c'era alcuna problematica legata agli assembramenti. Al massimo, all'interno dei miei esercizi, contemporaneamente potevano trovarsi 20 persone. Non di più. Ho investito molto per le sanificazioni dei locali, per garantire ai miei clienti l'igienizzante e la misurazione della temperatura all'ingresso, per ripensare i miei spazi ottemperando al distanziamento previsto per legge tra una macchina e l'altra, anche rinunciando alla sala biliardo. E ora mi ritrovo con in mano un pugno di mosche".  Una situazione in cui si rispecchiano appieno anche i fratelli Raffaeli, che dal 24 febbraio hanno dovuto chiudere il celebre "Ciao Ciao" e che ora sono stati costretti anche alla serrata del pub "Temple", visto che si tratta di un'attività di ristorazione aperta soltanto la sera.  "Ci devono dire quanti infettati ci sono stati all'interno dei ristoranti - osservano -. Da quando abbiamo riaperto, ovvero dal 28 agosto, abbiamo rispettato in maniera rigida tutte le indicazioni presenti nei dpcm tanto che dai 250 posti originari del nostro ristorante/pizzeria abbiamo effettuato una riduzione sino a 140 tavoli. Sono disposizioni fatte senza un perché da politici che non riescono a capire cosa significhi portare avanti attività di questo tipo".  Nel complesso, i fratelli Raffaeli, hanno 23 dipendenti nella sala da ballo e 10 nel loro pub (8 fissi più due dipendenti a chiamata per i fine settimana). Un numero cospicuo, che - giocoforza - dovrà essere ridotto: "Due nostri lavoratori sono ancora in attesa della cassa integrazione. Non gli è stato dato un euro" confidano amaramente.  La situazione è critica e si è anche dovuto fare i conti con le disdette di numerose prenotazioni: "Il caso più eclatante lo abbiamo avuto lo scorso 8 marzo, festa della Donna. Di 230 donne prenotate, ne sono arrivate soltanto 13. Il dispiacere più grande è dover buttare le nostre dispense di cibo, soltanto in una mattinata abbiamo cestinato 600-700 euro di alimenti".  Per quanto riguarda il 'Ciao Ciao'," la prospettiva più vicina per la riapertura è quella di ottobre/novembre del 2021. "Abbiamo anche pensato di riconsegnare le licenze, dobbiamo ammetterlo, ma per ora resistiamo". E speriamo ancora per molto, aggiungiamo noi. 

28/10/2020
Nuovo Dpcm, Guzzini tuona: "Una presa in giro chiudere alle 18, dal Governo misure senza un perché"

Nuovo Dpcm, Guzzini tuona: "Una presa in giro chiudere alle 18, dal Governo misure senza un perché"

"In un momento di grande difficoltà come quello attuale, c'è bisogno di essere uniti. L'emergenza che stiamo vivendo non è solo sanitaria, ma anche economica. Ho avuto un colloquio con il presidente della Confindustria nazionale Carlo Bonomi, che mi ha confermato come non si riesca ad avere dialogo con i nostri politici". Così il presidente Confindustria Macerata Domenico Guzzini constata con amarezza come le nuove misure restrittive anti Covid contenute nel dpcm firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella notte di sabato, siano state attuate senza un confronto preventivo con il mondo delle associazioni.  "Tutti abbiamo atteso, con un'ansia alimentata dai continui rinvii, l'ennesima conferenza stampa del nostro premier, ormai divenuta un'abitudine nei fine settimana. Tutti siamo oramai assillati dalla paura - dichiara Guzzini -, nessuno di noi sa cosa succederà in futuro e questo modo di fare del presidente del Consiglio non aiuta. Vi do solo un dato. Nella serata di sabato un ristoratore, con il quale ho parlato oggi, aveva prenotati 90 posti nel suo locale, dopo questo continuo tam tam di notizie sul nuovo dpcm, in 60 hanno cancellato la prenotazione. La gente ha paura".  "I gestori dei ristoranti e dei bar hanno investito dei soldi per mettere in sicurezza i loro locali, e ora si trovano a dover fare un passo indietro - aggiunge il presidente di Confindustria Macerata -. Chiudere alle 18:00 è una presa in giro, il grosso degli incassi per i bar avviene durante l'happy hour, mentre per i ristoranti a cena. Così si rischia di mettere in ginocchio la classe media, che sta diventando sempre più povera. La maggior parte dei locali sono a gestione familiare, quindi non si hanno redditi diversi da quelli derivanti dalla propria attività commerciale".  "Quando non c'è lavoro e non si ha una retribuzione, c'è malcontento e si va in piazza. Le cosiddette misure di ristoro vanno prese subito altrimenti le attività, senza incassi, dovranno mandar via i loro dipendenti. Ricordo come 12mila lavoratori debbano ancora ricevere la cassa integrazione da maggio" sottolinea il presidente di Confindustria. "Cosa accadrà a questa povera gente? Si tratta di misure prese senza un perché. È tutta colpa dei ristoranti se ci troviamo a far fronte a una seconda ondata del coronavirus?" si domanda Guzzini, rincarando la dose e ricordando come "quando la situazione era sotto controllo, in estate, si sarebbe dovuto attuare una serie di servizi per mettere in sicurezza il Paese. Non è stato fatto. La responsabilità è della politica, sia a livello nazionale che locale".  Le stime parlano di un calo del 12% del Pil a seguito delle misure contenute nel nuovo dpcm: "L'Italia arretrerà ulteriormente - dice Guzzini -. La perdita sarà di circa un milione di posti di lavoro e di 20 miliardi di euro. I soldi del Mes andrebbero presi quanto prima, visto che sono soldi a tasso zero e che serviranno anche per la nostra sanità. Al Governo dico: prima li prenderete, meglio è per il Paese".  Il timore del presidente di Confindustria Macerata si espande anche allo scenario natalizio: "Chi avrà voglia di prenotare quest'anno? Il comparto turistico è bloccato. Chi acquisterà scarpe e abiti senza cerimonie, congressi ed eventi? C'è troppo terrorismo in tv, su ogni canale si parla sempre del Covid".  Guzzini annuncia come Confindustria creerà una task force per essere vicina ai propri soci, "preoccupati e disorientati": "Garantiremo assistenza per eventuali problemi sanitari - annuncia Guzzini -. Vorremmo test rapidi e vaccini anti-influenzali per i nostri imprenditori e collaboratori, ma ciò non è ancora possibile. Forse lo sarà a fine novembre/inizio dicembre. C'è stato un errore di valutazione del precedente governatore delle Marche nel prenotare, a febbraio scorso, il numero di vaccini anti-influenzali nella nostra regione".  Confindustria Macerata garantirà ai propri soci anche un supporto per quanto riguarda le tematiche della digitalizzazione e dell'internazionalizzazione. Saranno messi a disposizione nuovi strumenti e piattaforme.  "Compriamo Made in Italy, aiutiamoci" è l'appello finale lanciato dal presidente Domenico Guzzini.  "Il problema di fondo - ha chiosato il direttore di Confindustria Macerata Gianni Niccolò - è legato alle prospettive dell'economia a livello generale. Si sta bloccando un sistema che contava su una boccata di ossigeno a fine anno. Il settore della moda è in grande sofferenza. Allestiremo show virtuali per supplire all'assenza di fiere, ma il momento è critico. Bisogna pianificare ora la promozione futura, altrimenti perderemo anche la prossima stagione".   

26/10/2020
La Lube travolge Trento 3-0 nel big match: partita senza storia

La Lube travolge Trento 3-0 nel big match: partita senza storia

La Lube Civitanova schianta l'Itas Trentino nel big match della terza giornata di campionato. La formazione biancorossa si aggiudica la partita in tre set (25-15, 26-24, 25-18) e dimentica il punto perso nello scorso turno di Superlega contro Ravenna. In un Eurosuole Forum senza pubblico, in osservanza del protocollo anti-contagio, la formazione di coach De Giorgi mostra la migliore versione di sé e rilancia le proprie ambizioni in ottica primo posto.  Nel pre-partita c'è anche spazio per la consegna di un premio della Lega Pallavolo a testa per Osmany Juantorena (miglior servizio della scorsa stagione) e per Fefé De Giorgi (miglior allenatore della scorsa stagione).  LA CRONACA  LE FORMAZIONI - De Giorgi schiera la diagonale De Cecco-Rychlicki, Juantorena-Leal, Anzani e Simon al centro, Balaso libero. Dall’altra parte della rete Lorenzetti propone Kooy con Lucarelli schiacciatori, Giannelli-Abdel Aziz, Lisinac con Podrascanin al centro, Rossini libero. PRIMO SET - Break iniziale per la Lube grazie a un attacco in pipe di Leal (4-2). La squadra di Fefé De Giorgi appare in serata più che ispirata, tanto che dopo un muro vincente di Anzani, Lorenzetti è costretto al time-out (8-5) per evitare la fuga immediata di Civitanova. Il tentativo, però, non riesce e ancora Anzani - stavolta con il punto al servizio - ridisegna il massimo vantaggio Lube (12-7).  Tre ace in rapida successione del possente centrale cubano Simon portano i cucinieri a blindare il primo set, chiuso sul 25-15 senza troppi patemi in soli 20 minuti di gioco.  SECONDO SET - Un Leal extra-lusso, dopo lo strepitoso 71% in attacco del primo set, trascina la Lube anche nel parziale successivo giocando con le mani di un poco efficace muro trentino. Al contrario, Anzani dall'altro lato della rete fa la voce grossa nel fondamentale. Civitanova mostra una netta superiorità in fase di contrattacco e fugge di nuovo (11-6).  Sul più bello, però, la Lube spegne la luce e, con un paio di regali, consente il rientro della Itas (11-10). Un bell'ace di Nimir sigla la parità (12-12).  Il brasiliano Lucarelli, con due attacchi vincenti, porta Trento a mettere addirittura la testa avanti (14-15). "Dai raga, punto su punto" incita i suoi capitan Juantorena e la rinnovata voglia di soffrire porta Civitanova a spuntarla ancora dopo un finale tiratissimo. È proprio Osmany con una murata vincente a chiudere i conti (26-24).  TERZO SET - A rompere l'equilibrio è un ace di Anzani con la battuta in salto flot (10-8). Quando anche Rychclicki trova il servizio vincente, il parziale pare mettersi in discesa. Juantorena e Leal martellano con precisione e decisione nel campo avversario, frustrando qualsiasi velleità di rimonta.  Anche due video-check sorridono alla Lube, prima che il sipario cali su una partita parsa per larghi tratti senza storia.  TABELLINO LUBE CIVITANOVA - TRENTO 3-0 (25-15, 26-24. 25-18)  CUCINE LUBE CIVITANOVA: Anzani 8, Kovar, Juantorena 16, Leal 15, Rychclicki 9, Simon 8, De Cecco 0, , Balaso (l). All. De Giorgi ITAS TRENTINO: Abdel-Aziz 16, Lucarelli 6, Giannelli 2, Rossini (l), Podrascanin 8, Kooy 10, Lisinac 1 All. Lorenzetti  (FOTO SPALVIERI) 

07/10/2020
Macerata, Palazzo Buonaccorsi tiene a battesimo la nuova Giunta: Parcaroli presenta la sua squadra (VIDEO e FOTO)

Macerata, Palazzo Buonaccorsi tiene a battesimo la nuova Giunta: Parcaroli presenta la sua squadra (VIDEO e FOTO)

"Dopo aver fatto una campagna elettorale basata sui sogni, oggi possiamo realizzarli". Così il neo sindaco di Macerata Sandro Parcaroli, sull'orlo della commozione, ha presentato la squadra che lo affiancherà in Giunta Comunale per i prossimi cinque anni nella cerimonia tenutasi presso la splendida sala dell'Eneide di palazzo Buonaccorsi. Al suo arrivo, il sindaco - attorniato dagli agenti della Polizia Locale capeggiati dal Comandante Danilo Doria - è stato insignito della fascia tricolore direttamente dalle mani della vice-sindaco Francesca D'Alessandro. Proprio con lei ha scattato le prime foto che incorniciano l'avvio ufficiale della nuova avventura, prima di concedersi alle rituali istantanee assieme all'intero gruppo dei dieci assessori (leggi qui tutti i nomi e le rispettive deleghe).  Nel suo discorso Parcaroli ha rispolverato il claim utilizzato durante tutta la campagna elettorale - rendere Macerata "una città in cui vivere e lavorare" - e dimostrato di guardare già al futuro: "Abbiamo una grande responsabilità e tante cose da fare. Non voglio più sentir dire che Macerata è una città morta, la renderemo l'Atene delle Marche e d'Italia". Inoltre, da buon leader, ha gettato acqua sul fuoco in merito alle presunte polemiche che hanno accompagnato la composizione della Giunta: "Abbiamo formato la squadra in pochissimi incontri" dice.  Dopo il discorso tutti gli assessori e il Sindaco Sandro Parcaroli  hanno firmato ufficialmente l'accettazione dell'incarico, tra flash e sorrisi. A conclusione dell'evento una sorpresa, pensata proprio dal sindaco, che ha omaggiato con la spilletta dello stemma del Comune di Macerata tutti i componenti della Giunta. Durante la consegna, Parcaroli - di mascherina minuto - li ha abbracciati uno ad uno.  Ecco, nel dettaglio, tutti i nomi degli assessori:  Andrea Marchiori (Lega Salvini), 49 anni, avvocato e padre di due figli dal 2015 consigliere di opposizione. Assessore ai Lavori pubblici e si occuperà di  lavori pubblici appunto, viabilità, manutenzione e riqualificazione, infrastrutture, servizi cimiteriali, edilizia scolastica e patrimonio. Marco Caldarelli (Udc), 52 anni, sposato, 4 figli, una laurea in Giurisprudenza di professione avvocato, assessore uscente con delega al Bilancio. Assessore ai Servizi amministrativi si occuperà di servizi demografici e statistici, famiglia, rapporti con il Consiglio comunale, personale, tributi, innovazione e E – government, semplificazione amministrava e politiche giovanili. Katuscia Cassetta (Sandro Parcaroli Sindaco) 48 anni, coniugata, due figli, laureata in Giurisprudenza, è vicepresidente  del Consiglio di amministrazione, responsabile Comunicazione e sviluppo, della “Cooperativa sociale onlus San Giuseppe”. E’ socia fondatrice delle associazioni “La luna a dondolo” e “Amici di Palazzo Buonaccorsi” e dal 2019 anche del Comitato Unicef delegazione di Macerata. Assessore alla Cultura e all’Istruzione si occuperà di  formazione e alta formazione, cultura, beni culturali, scuola d’infanzia, rapporti con l’Università e con l’Accademia di Belle Arti. Francesca D’Alessandro (Fratelli d’Italia), 48 anni, sposata è  madre di tre figli. Ha un laurea in Lettere moderne ed è insegnante di ruolo in Lingua e letteratura italiana, latino, storia e geografia al Liceo classico – linguistico di Macerata. Dal 2010 al 2015 è stata consigliere comunale e capogruppo della lista civica Macerata nel cuore. Vice sindaco e assessore alle Politiche sociali si occuperà di Politiche sociali, integrazione, inclusione, cooperazione sociale e pari opportunità. Silvano Iommi (Sandro Parcaroli Sindaco), 71 anni, sposato con due figli, una laurea in architettura è stato docente di disegno in vari istituti tecnici di Macerata, architetto libero professionista e ha ricoperto la carica di presidente dell’Ordine degli architetti della provincia di Macerata dal 1985 al 1997. Dal 1988 al 1999 è stato assessore all’Urbanistica. Assessore all’Urbanistica si occuperà di pianificazione urbanistica e paesaggio, edilizia privata, Suap e attività privata, valorizzazione del patrimonio, centro storico. Laura Laviano (Lega Salvini), 49 anni, sposata con due figli, è laureata in Medicina veterinaria ed esperta in emergenze non epidemiche e medicina delle catastrofi. Assessore allo Sviluppo economico e all’Ambiente, si occuperà di ambiente, politiche energetiche, sviluppo economico, attività produttive, politiche del lavoro, igiene urbana e mobilità, animali d’affezione. Oriana Maria Piccioni (Lega Salvini), 62 anni, iscritta all'Albo dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Macerata e presso il MEF anche con la qualifica di Revisore Contabile degli Enti Locali, dal 1981 svolge l'attività di commercialista e servizio di libri paga. Assessore al Bilancio e alle partecipate si occuperà di bilancio e società partecipate. Paolo Renna (Fratelli d’Italia), 41 anni, coniugato con due figli, è un dipendente del Cosmari e dal 2015 è consigliere comunale nelle fila di Fratelli d’Italia. Assessore alla Sicurezza e al decoro, si occuperà di Polizia locale, sicurezza e legalità, protezione civile, decoro urbano, parchi pubblici, frazioni e quartieri. Riccardo Sacchi (Forza Italia), 49 anni, celibe, laureato in Giurisprudenza, di professione avvocato è stato consigliere comunale  di opposizione. Assessore al Turismo, Eventi e Sport, si occuperà di turismo, eventi, sport, gemellaggi, comunicazione e marketing.  

07/10/2020
Parcaroli ha scelto la sua squadra: ufficiali i nomi della nuova Giunta che governerà Macerata

Parcaroli ha scelto la sua squadra: ufficiali i nomi della nuova Giunta che governerà Macerata

È il giorno del disvelamento della squadra di assessori che affiancherà il sindaco Sandro Parcaroli nei prossimi cinque anni di mandato. Le riserve sono state definitivamente sciolte nella movimentata serata di ieri, tanto che oggi - alle ore 12:30, presso Palazzo Buonaccorsi - avverrà la cerimonia di presentazione ufficiale.  Come già anticipato nella giornata di ieri (leggi qui), saranno complessivamente dieci le donne e gli uomini che comporranno la nuova Giunta comunale di Macerata: tra loro nessun professionista che arriva dall'esterno, ma soltanto gli appartenenti alle 5 liste della coalizione di centro-destra che hanno appoggiato Parcaroli alle elezioni.  La rappresentanza più folta sarà quella della Lega, che avrà ben quattro rappresentanti: due donne e due uomini. Si tratta di Andrea Marchiori (assessore con delega ai lavori pubblici), Francesco Luciani (presidente del Consiglio Comunale), Maria Oriana Piccioni (assessore con delega al bilancio e partecipate), Laura Laviano (assessore con delega all'ambiente e allo sviluppo economico).  (Nella foto il neo assessore ai servizi amministrativi, Marco Caldarelli) Due a testa saranno i rappresentanti di Fratelli d'Italia e della lista civica Sandro Parcaroli Sindaco: in entrambi i casi si tratta di un uomo e una donna. Per il partito di Giorgia Meloni, ci saranno Francesca D'Alessandro (vicesindaco con delega alla politiche sociali) e Paolo Renna (assessore con delega alla sicurezza e al decoro).  Per la civica del sindaco, invece, entreranno in Giunta Katiuscia Cassetta (assessore con delega alla cultura e all'Istruzione) e Silvano Iommi (assessore con delega all'urbanistica).  Saranno rappresentate anche Forza Italia con Riccardo Sacchi (assessore con delega al turismo agli eventi e allo sport) e l'Udc con Marco Caldarelli (assessore con delega ai servizi amministrativi).  Infine, al sindaco faranno capo le questioni inerenti ai fondi europei e al Centro commerciale naturale.  LEGGI ANCHE: LE FOTO DELLA CERIMONIA DI PRESENTAZIONE DELLA NUOVA GIUNTA   

07/10/2020
Macerata, prende forma la nuova Giunta Comunale: porte chiuse agli esterni, 10 incarichi per 5 liste

Macerata, prende forma la nuova Giunta Comunale: porte chiuse agli esterni, 10 incarichi per 5 liste

Porte chiuse agli assessori esterni. È questo l'orientamento che emerge circa la composizione della nuova Giunta comunale di Macerata, da fonti vicine al sindaco Sandro Parcaroli. Il neo primo cittadino sembra aver sciolto le riserve sulla spartizione delle poltrone e delle cariche all'interno del Consiglio Comunale. A dispetto dei rumors usciti nelle ultime settimane, non si pescherà al di fuori delle logiche partitiche per comporre la squadra di assessori che affiancherà Parcaroli nei prossimi cinque anni di mandato.  Nessun ruolo, dunque, ricopriranno il presidente della Provincia di Macerata Antonio Pettinari e Barbara Minghetti, direttrice artistica del Macerata Opera Festival.  Stando alle indiscrezioni che filtrano dalle stanze dei bottoni del Palazzo Comunale, la torta sarà divisa in 10 fette di cui 4 spetteranno alla Lega, 2 a Fratelli d'Italia, stesso numero per la lista civica Sandro Parcaroli Sindaco, una per l'Udc e una per Forza Italia.  L'annuncio ufficiale dei nomi è previsto tra le giornate di domani e giovedì, quando saranno altresì rese note le deleghe che ricoprirà ciascun assessore oltre all'identità del prossimo Presidente del Consiglio Comunale. Per quest'ultima carica in pole position c'è il leghista Francesco Luciani.  L'investitura avverrà, come da rituale consolidato, all'interno della prima seduta del neo eletto Consiglio Comunale, in programma per lunedì 12 ottobre. 

06/10/2020
"C'è in gioco il futuro, lottiamo fino alla fine": Zingaretti spinge il Pd verso la rimonta da Macerata (FOTO)

"C'è in gioco il futuro, lottiamo fino alla fine": Zingaretti spinge il Pd verso la rimonta da Macerata (FOTO)

"Le Marche si meritavano che chiudessimo qui, per dare il segnale che vogliamo combattere. In democrazia le vittorie non si aspettano, ma si conquistano giorno per giorno. C'è in gioco il futuro di quello che amiamo. Dobbiamo guardare negli occhi le persone: mai più una politica elitaria". È in una piazza Vittorio Veneto piena, a Macerata, che il segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti arringa i suoi in vista del rush finale delle elezioni regionali e comunali del prossimo 20 e 21 settembre. Il leader democratico è giunto direttamente da Roma per dare il suo sostengo a Narciso Ricotta (candidato sindaco del centrosinistra a Macerata) e Maurizio Mangialardi (candidato governatore delle Marche per il centrosinistra).  "Se non ci fosse il Covid vi abbraccerei uno per uno" dice Zingaretti. Tra la folla si scorgono i volti della maggior parte degli aspiranti consiglieri del centrosinistra, sia a livello comunale che regionale. L'intento della serata è chiaro: la sinistra marchigiana vuol mostrarsi unita per riconquistare il proprio elettorato, in molti casi apparso sfiduciato nel recente passato, e conquistare gli indecisi. La scelta di Zingaretti di chiudere proprio a Macerata la sua campagna elettorale lascia trasparire un ottimismo di fondo: il partito crede che qui si possa rimontare, su entrambi i fronti. "Nessuno si fermi, è il tempo di combattere una battaglia politica fino a lunedì alle ore 15:00" avverte.  Rispetto ai leader maximi della destra (Meloni e Salvini), Zingaretti e il Pd scelgono una piazza meno capiente (dove poco prima aveva chiuso la sua campagna elettorale anche Parcaroli), sopratutto per rispettare le norme anti-contagio alle quali il partito si era attenuto fedelmente anche in occasione dell'arrivo di Bonaccini a Civitanova (leggi qui).  Il discorso del segretario del Pd si concentra sui problemi quotidiani connessi al Covid. Si rivolge al commerciante, all'imprenditore, al giovane e dice: "Tutti hanno paura e timore del futuro in questa fase. Noi dobbiamo capire e risolvere queste paure. La destra è forte soltanto perché le sfrutta: non propone mai soluzioni, ma cerca sempre capri espiatori. Noi siamo quelli che dicono no all'odio e sì alla speranza di potercela fare".  Poi arriva l'endorsement a Mangialardi e Ricotta: "Non sono figli della spartizione dei partiti politici di Roma, ma sono stati scelti dai marchigiani e dai maceratesi. Sono uomini liberi, non risponderanno mai a me, ma a voi. Non hanno padrini nè padroni come i candidati del centrodestra".  Quindi un attacco ad Acquaroli, non prima di ricordare le origini marchigiane dei suoi nonni: "Tanti ragazzi hanno dato la vita e sono stati ammazzati dai nazi-fascisti per consegnarci la democrazia. Nessuno ce l'ha regalata. Le Marche non possono essere governate da un candidato che ha partecipato a una cena fascista. Si è superato il limite della decenza e nessuno da Roma ha mai chiesto scusa per questo".  Sul palco, assieme a Zingaretti, ci sono Narciso Ricotta, l'ex deputata Irene Manzi, Maurizio Mangialardi (arrivato in leggero ritardo dopo un incontro tenuto a Muccia) e il segretario Pd di Macerata, Stefano Di Pietro.  "Il mio avversario parla soltanto al singolare e delle sue imprese, io invece parlo del noi, inteso come comunità - ha detto Ricotta -. Il programma elettorale di Parcaroli è stato pensato all'ultimo e si comprende come non sia stato scritto di proprio pugno ma dai suoi 'saggi'. Ha rifiutato sempre il confronto che è un principio base della democrazia perché tutti gli elettori hanno il diritto di sentir parlare tra di loro i sindaci. Nei pochi a cui ha preso parte, ha dimostrato di non conoscere nulla di Macerata". "Il centro-destra negli ultimi 20 anni ha governato una sola volta per 18 mesi, con Anna Menghi. E sappiamo tutti com'è andata a finire: il Comune è stato commissariato e tutta la Giunta si è sgretolata. Ora gli stessi politici protagonisti di quel periodo si ripresentano in appoggio a Parcaroli: dov'è il cambiamento che tanto decantano?" aggiunge.  Sulla stessa lunghezza d'onda di quanto già affermato nell'evento di chiusura della sua campagna elettorale assieme al governatore dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini a Civitanova, Mangialardi si è nuovamente appellato agli indecisi citando il caso Spacca di 5 anni fa: "Non credete ai sondaggi, lui era dato 10 punti avanti rispetto al centrosinistra ed invece non ha nemmeno ottenuto un posto in Consiglio Regionale".  Sono da poco passare le 23:00 quando i leader politici salutano la folla e si concedono ai fotografi per gli ultimi scatti della campagna elettorale. C'è poi spazio per la festa con la musica dei Folkorati, con la speranza del Pd di ripeterla fra 3 giorni.       

18/09/2020
Bonaccini e Mangialardi insieme a Civitanova, appello agli indecisi: "Non regaliamo le Marche ai sovranisti" (FOTO)

Bonaccini e Mangialardi insieme a Civitanova, appello agli indecisi: "Non regaliamo le Marche ai sovranisti" (FOTO)

"Bisogna recuperare chi ci ha abbandonato e chi non ci vota più. La rimonta è possibile, non guardate ai sondaggi, io non avrei dovuto nemmeno correre". Così Stefano Bonaccini si rivolge alle circa 700 persone presenti al Varco sul Mare di Civitanova Marche per l'evento conclusivo della campagna elettorale del candidato governatore del centro-sinistra Maurizio Mangialardi. L'obiettivo è chiaro: cercare di convincere gli indecisi.  "Alle persone dico di pensare alle loro famiglie, al loro lavoro e alle loro imprese. Non è la stessa cosa se a governare saremo noi o saranno gli altri. Bisogna avere il coraggio di andare a parlare anche con gli elettori del Movimento Cinque Stelle e della destra. Ogni voto che recupererete sarà utile a Maurizio" aggiunge il presidente dell'Emilia Romagna.  L'appello ai Cinque Stelle è continuo per tutta la serata: "Non hanno voluto allearsi, in maniera abbastanza incomprensibile dato che governiamo insieme il Paese. Ma li rispettiamo. In Emilia Romagna i loro elettori hanno fatto una scelta ponderata votando chi poteva vincere. A loro, quindi, dico: se avete valori più vicini a quelli come noi, visto che non vincerete mai, prendetevi le vostre responsabilità perché in caso contrario sarete i migliori alleati della destra. Non venite a lamentarvi, perché dovrete vergognarvi".  Inevitabile è anche pensare al difficile momento che stiamo vivendo, per via del coronavirus. Gli ingressi al comizio, infatti, sono contingentati con misurazione della temperatura e mascherina obbligatoria per tutti gli intervenuti. "La pandemia ci ha travolti - dice Bonaccini -, ma il nostro governo l'ha affrontata nel modo migliore: siamo uno dei Paesi più sicuri tra le democrazie occidentali. Perché Meloni e Salvini non parlano più degli amici Trump e Bolsonaro? Nei paesi dove regna il populismo il coronavirus è una tragedia".  Punto forte del discorso del governatore emiliano è l'importanza di mantenere sanità e scuola pubbliche ("Il Mes bisogna portarlo a casa, serve per investire sulla medicina territoriale e per l'assunzione di nuovo personale sanitario" dice).  "Ho voluto la chiusura della mia campagna qui a Civitanova fortemente" esordisce Mangialardi "Sembrava impossibile stare insieme a sinistra, ma ci siamo riusciti. Nella nostra coalizione ci sono anche i 5 Stelle con Maggi. A dimostrare che valgono le marchigiane e i marchigiani, non i giochi di prestigio".  "I sovranisti non possono governare questa Regione - aggiunge in maniera infervorata il candidato governatore -, non pensano all'interesse delle nostre imprese e dei nostri cittadini ma a come picchettare il Governo. A me interessa di ognuno di voi, Salvini e Meloni invece non hanno nulla a che vedere con noi. Lo stesso Salvini oggi era a Jesi, ma per lui era come essere stato a Jesolo. Non c'è alcuna differenza".  Ribadita, come fatto per tutta la sua campagna, anche l'importanza dei 209 miliari arrivati col Recovery Fund: "Una cifra che non ha eguali. Il candidato presidente del centrodestra ha votato per non avere questi soldi. Io, invece, ho chiesto un incontro al ministro dell'Economia Gualtieri già il 23 luglio. Se mi voterete arriveranno 8 miliardi per svoltare, mentre coi sovranisti non si sa. Non conosciamo le loro idee".  Altro tema caldo è la sanità: "Abbiamo gestito l'emergenza Covid come nessun altro in Italia. La destra ci accusa di aver privatizzato, ma qualcuno può dire ai sovranisti che non possono parlare di sanità nelle Marche? Hanno privatizzato ovunque governano. Nelle Marche abbiamo l'8,21% di sanità privata contro il 50% della Lombardia e il 21% del Veneto" .  Mangialardi non dimentica nemmeno le aree interne: "Bisogna portare la fibra e i servizi nei territori martoriati dal terremoto. Territori che altrimenti rischiano di essere cancellati. In 5 anni voglio ricostruire tutte le case dei terremotati e far partire da subiti i cantieri". A scaldare il pubblico prima dell'intervento dei due leader politici ci sono stati lo show comico di Giobbe Covatta e il monologo del giornalista Rai Maurizio Blasi.   Tra il pubblico si vedono il coordinatore della campagna elettorale di Maurizio Mangialardi nonché sindaco di Monte San Giusto Andrea Gentili; il sindaco di Pesaro Matteo Ricci; il segretario regionale del Pd Giovanni Gostoli; il consigliere civitanovese Giulio Silenzi, con smartphone in mano per riprendere integralmente la diretta dell'evento; i candidati consiglieri regionali Flavio Corradini, Loredana Riccio, Francesco Micucci, Roberta Pennacchioni; l'assessore regionale uscente Angelo Sciapichetti; l'onorevole Anna Morani e il consigliere comunale maceratese David Miliozzi.  Il Varco sul Marche sancisce il patto tra Pd emiliano-romagnolo e Pd marchigiano: la corsa verso la "rimonta possibile" di Mangialardi parte da qui.         

15/09/2020
Elly Schlein a Macerata: "Battere le destre si può. Basta con l'odio e l'intolleranza"

Elly Schlein a Macerata: "Battere le destre si può. Basta con l'odio e l'intolleranza"

Elly Schlein protagonista del pomeriggio a Macerata, in piazza Vittorio Veneto. La vicepresidente dell’Emilia Romagna è arrivata nelle Marche per sostenere la lista che si ispira al progetto politico ambientalista e progressista da lei portato avanti nelle elezioni regionali dello scorso gennaio e che, proprio dal suo "Emilia Romagna Coraggiosa", trae spunto anche per il nome: "Marche Coraggiose".  La Schlein salì alla ribalta delle cronache politiche per via di un video in cui poneva - senza ricevere risposta - domande a Matteo Salvini sul motivo per il quale gli esponenti leghisti abbiano saltato le 22 riunioni europee sul negoziato di Dublino (definito dalla Schlein "la più importante riforma per l'Italia sull'immigrazione"). Video che divenne virale.  La tappa di Macerata, che precede quella anconetana in cui parteciperà all'evento organizzato dalle Sardine (leggi qui), è l'occasione per incontrare il candidato sindaco del centro-sinistra Narciso Ricotta.  Ad introdurre l'evento è la vice-sindaca uscente Stefania Monteverde (nonché candidata alle prossime Comunali con la lista "Macerata Bene Comune'), che presenta con queste parole l'ospite del pomeriggio: "Elly è stata eletta con 22mila preferenze, la sua esperienza ci dimostra come le destre non siano imbattibili. Macerata viene da un progetto di 10 anni che ci ha visto lavorare insieme con una visione e una coerenza. Per i prossimi dieci anni puntiamo ad avere una città verde, creativa ed inclusiva. Non sono slogan, ma progetti".  Sul palco ci sono i candidati consiglieri regionali di "Marche Coraggiose" Paola Petrelli e Francesco Bravi: "Fermare la pericolosa avanzata della destra e riavvicinare la politica ai valori dei cittadini si può" dicono all'unisono e ricordano gli altri candidati della circoscrizione di Macerata: Cristiana Cecchetti, Ariana Kosova Hoxha, Massimo Lambiase e Giovanni Chiarella.  Presente anche il consigliere regionale di 'Emilia Romagna Coraggiosa' Igor Taruffi, che affonda: "Non c'è una destra peggiore di quella italiana in tutta Europa".  Taruffi non risparmia nemmeno una frecciata al Pd: "Non è facile da nessuna parte mettersi a discutere col Partito Democratico, ma questo non può essere un alibi per sottrarsi al confronto".  Fiutando i possibili attacchi che sarebbero potuti arrivare di lì a poco nei confronti del suo partito, il candidato sindaco del centro-sinistra, Narciso Ricotta, poco prima aveva giocato d'anticipo parando i colpi nel suo breve intervento: "Abbiamo bisogno di una sinistra che parla di lavoro, di donne e di diritti come quella di Macerata Bene Comune e di Marche Coraggiose. Da una coalizione si può uscire migliori, siamo convinti che serva fare squadra"chiosa.   Poi arriva il momento più atteso dalla piazza, ed Elly Schlein prende la parola. "Siamo di fronte a una sfida epocale -dice -. In Emilia Romagna ci siamo insediati mentre l'epidemia stava scoppiando. Veniamo dal secondo territorio che ha pagato il prezzo più alto per causa del coronavirus in tutta Italia. Ma questo difficile momento ci ha insegnato come correggere la realtà in cui vivevamo prima del Covid-19".  "Ci ha insegnato anzitutto il forte ruolo della sanità pubblica - prosegue la Schlein -, e come occorra investire sui presidi sanitari dei territori e sull'assistenza domiciliare per non lasciare soli i nostri anziani. Ci ha insegnato, inoltre, a fare prevenzione per la cura del nostro territorio. Viviamo in un Paese estremamente fragile, che soffre fortemente il cambiamento climatico in atto. Ci costa molto meno agire in prevenzione, che agire ex post nell'emergenza". "I nostri avversari ci accusano di frequentare temi di nicchia - osserva poi la vicepresidente emiliana -, ma pensiamo soltanto al tema della mobilità dolce, che - laddove si è investito in questo senso come in Trentino Alto-Adige - porta 100 milioni di euro all'anno. È un altro modo di riscoprire i nostri territori e valorizzare le filiere agro-alimentari di eccellenza che vi ruotano attorno".  Transizione ecologia, coesione sociale e trasformazione tecnologica. Questi sono i tre temi cardine messi sul piatto da Elly Schlein per orientare gli investimenti da mettere in atto con i 209 miliardi che arriveranno dal Recovery Fund. "I cinque anni in Europa mi hanno insegnato molto" ricorda la vicepresidente dell'Emilia Romagna, che pone anche l'accento sull'emigrazione cui tanti ragazzi sono costretti per cercare un futuro dignitoso, trasferendosi dall'Italia in "Paesi dove si investe davvero in ricerca". "Facciamo molta attenzione - avverte - perchè secondo i dati Istat, pur in presenza di un blocco dei licenziamenti, in questi mesi si è comunque perso molto lavoro. E chi l'ha perso sono i giovani e le donne, perché solo loro ad avere i contratti più precari".  Proprio sulle donne la Schlein lancia una frecciata a Fratelli d'Italia e a Giorgia Meloni: "Non serve avere una segretaria donna, se il modello di società che portano avanti è quello di relegare le donne a welfare vivente e ricacciarle a fare il lavoro domestico. Così non si aiuta le altre donne e non si difende i loro diritti".  "Se si continua a soffiare sulla tensione sociale, si agisce da persone irresponsabili. A chi giova questo odio, questo rancore, questa intolleranza? La società più sicura è quella più inclusiva, che non lascia nessuno indietro" così conclude la Schlein il suo intervento tra gli applausi dei presenti in piazza Vittorio Veneto, che hanno occupato tutte le seggiole messe a disposizione dagli organizzatori.       

13/09/2020
Anna Ascani tira la volata a Mangialardi: "Stop ai longobardi". Ricotta: "Parcaroli una mia copia" (FOTO)

Anna Ascani tira la volata a Mangialardi: "Stop ai longobardi". Ricotta: "Parcaroli una mia copia" (FOTO)

Parte la volata del Partito Democratico in vista del rush finale delle elezioni. A lanciare l'arrivo del governatore dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini a Civitanova (in programma per lunedì prossimo), è la viceministra dell'Istruzione Anna Ascani, ospite questo pomeriggio nella sede elettorale del candidato sindaco di Macerata Narciso Ricotta, in Corso Cairoli. Tema caldo dell'incontro il rientro a scuola, in programma anch'esso per lunedì prossimo. "Sarà una boccata d'ossigeno - dice Ascani -, nonché un tassello fondamentale per la ripresa dopo il lockdown. Abbiamo appreso molto dalla didattica a distanza, ma la scuola ha bisogno di presenza e di socialità. Insieme alla sanità rappresenta la trave su cui poggia questo Paese". A coordinare la conferenza è Leonardo Virgili, referente di Energia Democratica Marche (la corrente lanciata dalla Ascani). All'incontro sono presenti, oltre al padrone di casa Ricotta, anche il candidato al Consiglio regionale ed attuale sindaco di Macerata, Romano Carancini, e il candidato presidente regionale Maurizio Mangialardi. "La destra considera le Marche soltanto come una terra di conquista - specifica la Ascani, che si scopre anche essere concittadina del vescovo Marconi (entrambi provengono da Città di Castello ndr) -, analogamente a quanto fatto nella mia Umbria dove, dopo la vittoria elettorale, nessuna promessa è stata mantenuta. I marchigiani non meritano tutto questo". MANGIALARDI ALL'ATTACCO - Un concetto ribadito con forza anche da Mangialardi, che parte subito all'attacco dei leader del centro-destra Salvini e Meloni: "Ci dovrebbero chiedere scusa, visto che hanno tifato per non avere i soldi del Recovery Fund. Vengono qui per fare proclami, ma io i longobardi nelle Marche non li voglio. Qui devono venire solo in vacanza e non a prendere in giro la nostra gente. Se vivessimo in un Paese normale, avremmo già vinto". Una parte dei 209 miliardi di fondi europei ottenuti dal governo, promette Mangialardi, arriverà anche nella nostra Regione. "Potremmo risolvere tutte le vertenze aperte grazie alla mia interlocuzione - dice -. Per il Governo non è la stessa cosa parlare con uno come me che conosce come stanno i fatti, o parlare con un incapace come Acquaroli. Lui ha promesso che arriveranno 3,9 miliardi, io dico che ne arriveranno 8 se sarò il nuovo governatore". Il candidato democratico ne ha ancora per il suo sfidante: "Fa parte di Fratelli d'Italia, quindi è inutile che si presenti come un bravo ragazzo: è un sovranista e un populista, punto". I soldi provenienti dall'Europa "certamente verranno investiti nella sanità. Voglio ospedali nuovi, competitivi e pubblici - aggiunge Mangialardi -. In Lombardia la Lega ha fatto un disastro, concedendo il 45% delle strutture sanitarie al privato. Prima critica la nostra gestione e poi, appena andata al governo, porta in Umbria i vertici del nostro management sanitario, i nostri scarti". ". A prendere la parola è, poi, il sindaco Carancini che ricorda quanto di buono fatto in ambito scolastico dalla sua giunta con la riconversione del sistema mense e con la costruzione del Campus scolastico ("la più grande opera compiuta nei territori del cratere del sisma"). Alla Ascani rivolge un invito: "Pensiamo alle scuole che si trovano nell'area montana, che ancor prima del sisma soffriva di spopolamento. I bambini sono pochi e non si trovano in una condizione ideale". La conclusione spetta al padrone di casa, Narciso Ricotta che snocciola alcuni dati sul rientro a scuola del capoluogo: "Siamo già partiti il 30 luglio con gli asili nido. Da lunedì riapriranno le scuole dell'infanzia, le elementari e le medie: siamo pronti. Verranno allestite aule fuori plesso nelle biblioteche e nei musei. Per non interrompere l'attività scolastica 12 sui 17 seggi elettorali totali verranno allestiti fuori dagli istituti". Forte la delusione espressa da Ricotta - con una stilettata - nel "trovarsi di fronte un avversario del centro-destra con assenza di idee". "Mi aspettavo di poter avere un'interlocuzione seria con Parcaroli - ribadisce -, invece si è detto d'accordo con quanto fatto in questi 10 anni dalla nostra Amministrazione. È solo una copia, ma noi preferiamo l'originale".  

11/09/2020
Tolentino, Tamara Tordini in corsa con Forza Italia alle Regionali: "Mi candido per mia figlia Emma"

Tolentino, Tamara Tordini in corsa con Forza Italia alle Regionali: "Mi candido per mia figlia Emma"

"Ho deciso di candidarmi per mia figlia Emma, che ha 9 anni. Affinché possa guardare al futuro con fiducia, farsi una famiglia e trovare un lavoro nella nostra terra". Così Tamara Tordini, agente di commercio nel settore farmaceutico, lancia la sua candidatura con Forza Italia alle prossime elezioni Regionali in programma il 20 e 21 settembre prossimi.  Mamma e tolentinate doc, è alla sua prima avventura nel mondo della politica. "Giro da anni in tutte le Marche per motivi di lavoro - dice - e mi interfaccio quotidianamente con le difficoltà di essere una Partita Iva. La nostra è una regione fortemente impoverita, dopo anni di malgoverno del centro-sinistra".  Il focus sulla sua città, Tolentino, è evidente. Il primo pensiero va, infatti, all'ospedale cittadino ("siamo stati privati di quasi tutti i servizi, mi batterò per far sì che quei pochi rimasti vengano conservati. Noi mamme per far vaccinare i nostri bambini dobbiamo arrivare a Piediripa") e alle difficoltà legate alle ricostruzione post-sisma ("i miei genitori sono ancora sfollati, nulla è stato fatto dopo 4 anni").  Altro tema affrontato è quello della carenza infrastrutturale della regione: "Mi auguro che l'intervalliva Tolentino-San Severino venga completata al più presto".  La presentazione della candidatura di Tamara Tordini è avvenuta proprio a Tolentino, presso il Dabliu Bar, e ha visto la presenza del senatore Francesco Battistoni (coordinatore regionale), del coordinatore provinciale Riccardo Sacchi, del responsabile dell'organizzazione regionale del partito Corrado Perugini e della vice coordinatrice provinciale Alessia Pupo.  A fare gli onori di casa e scandire i tempi dei vari interventi è stata Alessia Pupo, ex assessore comunale a Tolentino: "Siamo la città più grande del cratere - ricorda -. Qualcuno in Regione Marche ha speso male i soldi per il sisma, il cambiamento passa da noi. Vanno convinti gli indecisi e chi non vuole andare a votare". "Anche se i sondaggi sono favorevoli non dobbiamo illuderci, ma lavorare ancora di più - avverte Riccardo Sacchi -. Vi invito a non ascoltare qualche alleato birichino che dice di non votare Forza Italia perché 'prenderà pochi voti'. Anzi, vi dico, nel collegio di Macerata otterremo un ottimo risultato. Abbiamo una lista molto forte". Sicurezza, abbattimento delle tasse e snellimento della burocrazia. Sono queste le priorità elencate dal senatore Battistoni che si allinea alla ventata di ottimismo portata da Sacchi: "Abbiamo l'occasione di prenderci le Marche dopo 27 anni, e cambiare il destino dei nostri figli. Questa regione, assieme alla Toscana, sarà la cartina di tornasole per mandare l'avviso di sfratto al governo Conte. Forza Italia sarà determinante per la vittoria di Acquaroli. Puntiamo ad ottenere una percentuale molto ambiziosa".  Non manca un augurio finale di pronta guarigione al leader Silvio Berlusconi, recentemente risultato positivo al coronavirus. L'applauso degli astanti anticipa un piccolo aperitivo conclusivo.      

03/09/2020

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