E' stato firmato martedì, nella sala consiliare dell'Unione Montana dei Monti Azzurri a San Ginesio, un protocollo d'intesa per contrastare le povertà.
Si tratta di un tavolo di ambito permanente “Povertà e disagio adulto” volto all’attuazione di una presa in carico integrata tra pubblico e privato sociale per l’inclusione socio-lavorativa delle persone svantaggiate dei 14 Comuni dell’Unione Montana dei Monti Azzurri ente capofila dell’Ambito Territoriale Sociale XVI.
Gli obiettivi sono stati illustrati dal presidente dell'Unione Montana, Giampiero Feliciotti; dal coordinatore dell'Ambito Territoriale Sociale XVI Valerio Valeriani e dalla dottoressa Lucia Della Ceca.
L’Ambito Territoriale Sociale XVI e i 14 Comuni che ne fanno parte, gli Enti del Terzo Settore e gli Enti Ecclesiali firmatari del Protocollo d’Intesa hanno condiviso la necessità di: istituire ed avviare formalmente il “Tavolo povertà” dove concertare obiettivi, progettualità, linee guida, metodologie, verifiche e monitoraggio a contrasto delle situazioni di disagio socio-economico lavorativo; definire il percorso, le modalità e le prassi operative, i ruoli, i vincoli e gli impegni reciproci dei vari attori partecipanti e firmatari del presente protocollo d’intesa; avviare il processo di messa in rete degli attuali interventi di contrasto alla povertà verso un’azione più sinergica ed incisiva del Sistema integrato degli interventi e servizi sociali dell'Ambito territoriale sociale (ATS) 16 e più in generale con i servizi pubblici territoriali del Lavoro, Formazione e Enti del Terzo settore; avviare percorsi operativi orientati al graduale passaggio da azioni di semplice assistenza e/o beneficenza verso la “presa in carico integrata” di soggetti in situazione di povertà estrema ed esclusione sociale; elaborare un progetto individualizzato e di accompagnamento per possibili inserimenti lavorativi a favore di persone in situazione di povertà o esclusione sociale coinvolgendo anche le istituzioni competenti ed i vari servizi sperimentati nell’ultima progettazione sociale quali il “Tutoraggio dell’inclusione lavorativa”; Unione Montana dei Monti Azzurri di San Ginesio ente capofila Ambito Territoriale Sociale 16 4 - in prospettiva futura realizzare un "punto unico di accesso" volto ad attivare nuove modalità operative di presa in carico integrate con utilizzo di strumenti anche informatici (esempio un software specifico che verrà scelto dai componenti del tavolo, ecc. …) e schede/documenti comuni condivisi tra servizi pubblici e privato sociale; - realizzare una commissione composta da un componente dell’Ambito territoriale sociale 16, dall’Assistente sociale di ogni Comune, dai referenti delle associazioni/attori del tavolo povertà per una valutazione e “presa in carico integrata”; elaborare e realizzare un percorso formativo per tutti i volontari e gli operatori dipendenti delle associazioni aderenti e firmatarie del presente protocollo d’intesa, che saranno coinvolti nel presente progetto, in modo da permettere loro una scelta responsabile del settore/servizio in cui intendono prestare la loro opera, ma anche per tutti i referenti professionali degli Enti Pubblici interessati (ATS 16).
Il sindaco di Gagliole Mauro Riccioni torna a raccontare quella che è la situazione del suo Paese dopo il terremoto che l'ha messo in ginocchio. Questa volta lo fa affidandosi a dei versi che, partendo da Facebook, vorrebbero raccontare la situazione della sua gente, di chi da mesi è senza casa e può solo sperare in un futuro migliore.
"Ho semplicemente voluto raccontare - dice Riccioni - quella che è la situazione di tante persone, la mia in primis, che dallo scorso autunno sono senza casa, dei sentimenti di ira misti a stanchezza che nei mesi si sono sedimentati dentro di noi, delle lacrime che ultimamente sono più frequenti dei sorrisi".
"Questo non significa però - continua il sindaco - che la speranza sia persa. La zona rossa è stata riaperta un mese e mezzo fa e la situazione di inagibilità è stata ridotta dal 48 al 35%. Inoltre sono partiti due o tre cantieri per la ricostruzione leggera e altri quattro partiranno il prossimo mese. Mi auguro, entro Natale, di ridurre la situazione ancora del 10%".
Per quanto riguarda la possibilità di portare Marylin Manson a suonare in questa terra devastata dal sisma, il sindaco Riccioni spiega quali sono le problematiche.
"Io ho preso alcuni contatti - spiega - ma i problemi sono due. Il primo legato alle tempistiche perché il cantante ha già chiuso la programmazione estiva e invernale per questo anno e quindi la prima data possibile sarebbe da trovare nei mesi estivi del 2018, il secondo riguarda il fatto che il mio mandato finirà a maggio dell'anno prossimo. Dobbiamo capire se è possibile coinvolgere il cantante senza anticipare somme di denaro dato che lo scopo è la solidarietà. Di certo la mia non è una sfida con nessuno, sto cercando solo di dare un contributo concreto alla mia gente e alla mia terra".
Questa la poesia scritta da Mauro Riccioni.
"IL TERREMOTATO A te pellegrino che vieni dalle nostre parti, racconto brevemente come è cambiata la nostra vita. Se vedi un uomo solo , che vaga con lo sguardo assente, perso nel vuoto , abbi rispetto per lui, perchè ha perso la gioia di vivere. . Se vedi una donna piangente , senza motivo, che volta lo sguardo mentre cerchi di scrutarla , sappi che lei pensa al futuro incerto dei propri figli . Se vedi un lavoratore stanco, con gli occhi cerchiati, sudato più del dovuto per il lavoro che sta compiendo, sappi che quell'uomo la notte non si assopisce per i tanti pensieri che gli affollano la mente. Se vedi una persona distratta ai tuoi racconti , sappi che lui vorrebbe con te interloquire , ma il suo pensiero è preso da problemi ben più gravi che tu non puoi neanche immaginare. Se vedi un craterato guardare una casa per ore e ore , senza parlare con nessuno, sappi che lui sta pensando all'amore vissuto tra quelle quattro mura con la propria donna ed alle prime pagelline del figlio, ai sorrisi dei propri figli, quando fra mille difficoltà riusciva a dare un dono per i loro compleanni. Se vedi un nostro paesano irato, prendersela col mondo intero, perdonalo. Lui ha perso ogni riferimento e certezza nella vita, ma il suo cuore è rimasto puro, genuino e vero come lo era un tempo. Se vedi un uomo delle nostre terre che declina un invito a cena , sappi che non desinerà con te, non perchè non abbia il piacere di trascorrere un'ora serena ascoltandoti, ma perchè non ha ancora ottenuto l'aiuto mensile dello Stato ed ha le tasche vuote. Se vedi un uomo commuoversi per un nonnulla, sappi che non è un istintivo o un passionale che non riesce a frenare i propri istinti bambineschi , ma perchè un piccolo gesto positivo lo attacca alla vita. Se vedi le nostre genti , invecchiate in pochi mesi, stanche , sole, sgraziate , abbi pietà di loro tutti insieme ed abbi pietà per ogni uomo ed ogni donna che vedi sul tuo cammino nei nostri luoghi da te battuti , perchè quello è un terremotato".
I Vigili del fuoco di Macerata aderiranno allo sciopero del 15 giugno e alla manifestazione a Roma del 30 giugno.
Dietro ad ogni sciopero e manifestazione c’è sempre un lungo cammino di lotta, la ricerca dei diritti dei Vigili del fuoco quali un contratto nazionale di lavoro scaduto dal 2009, riconoscimento della categoria altamente usurante, copertura INAIL, uno stipendio degno della nostra categoria e un parco mezzi adeguato con più personale e meno precari.
Attualmente al Comando dei VVF di Macerata abbiamo un parco mezzi con una media di età intorno ai 20 anni, che dopo l’intenso utilizzo di questi mesi post sisma è praticamente da gettare.
Nonostante questo ci si appresta ad affrontare la stagione estiva con ancora altro lavoro straordinario per l’antincendio boschivo da sommare al sisma, oltretutto quest’anno le cose sono anche cambiate vista la chiusura del Corpo Forestale, quindi aumento di competenze e più lavoro senza avere più mezzi e uomini e tantomeno riconoscimenti qualificativi.
Ancora non basta, in attesa della riapertura del distaccamento permanente di Visso stiamo ancora aspettando nuovi mezzi e uomini, che se entro luglio non arriveranno probabilmente si rischierà di portare al collasso l’organizzazione del soccorso nella provincia di Macerata, il che dà molto a pensare visto che parliamo di zona cratere sisma, a questo poi aggiungiamo che dal 12 di Giugno parecchi uomini sono già rientrati alle loro sedi di appartenenza, lasciando la provincia ancora molto più bisognosa di aiuto post sisma.
USB VVF MACERATA lotterà nelle piazze di Roma per il CNVVF e per avere uomini e mezzi in questa provincia martoria nelle viscere. Invitiamo tutti i cittadini della provincia ad unirsi a noi il 30 Giugno a Roma, "UNITI SIAMO IMBATTIBILI" .
È iniziato da alcune settimane il recupero del cortile di Palazzo Venieri, prima fase di un intervento complessivo sullo storico immobile sede del Liceo Classico "Giacomo Leopardi" già oggetto di un puntuale intervento nel 2010 da parte dell'amministrazione comunale. Gli operai del Comune hanno restaurato il vecchio pozzo e tinteggiato il cortile mentre la ditta specializzata "Duca" ha sistemato il selciato. Contestualmente si è provveduto ad un intervento specifico per allontanare i piccioni in modo particolare dalla facciata che da su Via Battisti.
Tra pochi giorni l'approvazione della parte più consistente del progetto finanziato con gli spazi concessi dal Mef per edilizia scolastica. Il recupero del cortile è stato portato avanti in economia grazie agli operai del Comune Sandro Natalini, Fabio Silvestri e Albino Baldoni. Palazzo Venieri era stato già al centro di un corposo intervento iniziato nel 2010 per la messa in sicurezza del quarto piano e del sottotetto dopo il sisma, la ristrutturazione della palestra che era rimasta chiusa per oltre 10 anni e i lavori nei locali che ospitano la segreteria per un costo complessivo di 1,3 milioni di euro.
Castelluccio di Norcia torna a popolarsi otto mesi dopo la grande scossa di terremoto che ha distrutto la quasi totalità delle sue abitazioni.
Dalle prime ore di stamani sono saliti al borgo che sovrasta la piana decine di persone per partecipare alla festa del 5/o Reggimento Alpini della Brigata Julia, che dall'ottobre scorso è impegnato nell'operazione 'Strade sicure' nell'ambito della 'Task force sicurezza 2' costituta per le aree colpite dal sisma di Umbria e Marche.
Una task force che ha impiegato circa 300 militari, chiamati a portare aiuti nella prima fase dell'emergenza, per poi dedicarsi ai primi lavori di ricostruzione e sorveglianza del territorio, tra cui Castelluccio, dove gli alpini hanno stanziato giorno e notte a protezione del centro abitato distrutto.
(Foto e fonte: ANSA)
È uscito in libreria "Episodi fugaci di caos innocente" primo libro di Matteo Iannelli.
Matteo, classe '83, aka Matteo Ianna, maceratese emigrato a Bangkok qualche anno fa si occupa di digital marketing ed è coinvolto in diversi progetti di musica e scrittura, tra cui il suo blog www.matteoianna.com dove scrive delle sue esperienze lavorative e personali in Thailandia
La raccolta di racconti è un concentrato di emozioni forti e di tutti quei pensieri che si fanno quando non si è esattamente coscienti. Nessun insegnamento, nessuna morale ma un racconto che colpisce come solo un pugno allo stomaco sa fare.
Il libro, edito dalla casa editrice independente Nulladie, custodisce una serie di racconti caratterizzati da uno stile graffiante e ritmato che ricordano il carattere di autori come Louis-Ferdinand Céline, Henry Miller o un iniziale Palahniuk, e che mischiano scrittura creativa a crudezza provinciale creando un ensemble molto particolare e incalzante. All’interno del libro troverete: percorsi di sperimentazione, critiche alla società odierna, lieti fine di rivalsa sociale, intervalli poetici con retrogusto elegiaco, riletture esistenzialiste di deliri alcolici, storie d’amore, le avventure di un microfono, abbondanti momenti onirici di streghe erboriste e mostri nietzschiani e molto altro.
"Episodi fugaci di caos innocente" è disponibile presso la Bottega del Libro a Macerata o online a un prezzo di copertina di 12 euro.
Il quartiere Pace di Macerata si organizza e dove non arriva l’Amministrazione Comunale, qualche residente si ingegna per il bene comune di tutti.
Qualche mese fa i cittadini hanno protestato per lo stato di incuria in cui versava il parco giochi del quartiere e lo sgambatoio adiacente. Un’area cronologicamente nuova ma all’apparenza abbandonata con l’erba alta. Grazie anche alla denuncia fatta tramite Picchio News (leggi qui) nei giorni successivi l’erba è stata tagliata, ma allo sgambatoio per cani non è mai stato messo il cancello.
Purtroppo, uno sgambatoio senza cancello non può essere totalmente utilizzato dai padroni dei cani, in quanto gli amici a quattro zampe non possono essere lasciati liberi. Nonostante le sollecitazioni, il cancello non è mai stato messo, fino a qualche giorno fa, quando un residente volenteroso ne ha costruito uno da sé: artigianale, semplice, ma funzionale. Un esempio di come l’ingegno di ciascuno può essere un buon mezzo per valorizzare il bene comune.
È un segnale di speranza quello che arriva da Ussita. Un piccolo passo che può aprire la strada alla ricostruzione del paese martoriato dal sisma di ottobre. Oggi pomeriggio, è stata restituita una delle roulotte private poste all'interno del camping “Il Quercione” che si estende per circa 5.000 mq dopo il sisma del 26 ottobre scorso.
Il caso del camping risale a esattamente un mese fa (leggi qui): il 12 maggio il sindaco di Ussita Marco Rinaldi si dimise dopo che il Gip di Macerata firmò un decreto esecutivo di sequestro de “Il Quercione”, dove da anni sono posizionate 5 mobil house e un prefabbricato in legno, in quanto realizzati nell'area protetta del Parco dei Sibillini, inedificabile e in zona R4. Il gesto del primo cittadino era di protesta rispetto al provvedimento giudiziario in quanto, come spiegò all’Ansa, “Tutta Ussita è in area protetta, questo vuol dire che la ricostruzione non si farà mai”.
Oggi, di fronte a un agente della forestale e alla proprietaria del camping (originaria di Visso ma che dopo il terremoto risiede a Rimini), la mobil house verrà consegnata al suo proprietario. La speranza per tutti i cittadini sfollati in giro per il territorio è quella che dopo questo dissequestro si proceda a togliere i sigilli da tutto il camping, dando la possibilità di tonare nel proprio paese e di poter ricostruire il loro futuro.
Il dipartimento Dipendenze patologiche dell'Area Vasta 3 ha elaborato i dati relativi al gioco d'azzardo sul territorio della provincia di Macerata. Tali dati riguardano la diffusione degli esercizi e degli importi e sintetizzano quanto riportato nella pubblicazione annuale dell'Agenzia dei Monopoli di Stato e nei documenti recentemente messi a disposizione dall'Osservatorio Nazionale sul Gioco d'Azzardo Patologico (in particolare questi ultimi contengono dati dettagliati a livello provinciale, che in precedenza non erano mai stati resi pubblici).
Per quanto riguarda il maceratese, il numero di concessioni può essere solo stimato attorno alle 1.400 unità, per un totale di circa 800 esercizi presso cui giocare. Si tratta di numeri parziali (i dati sulle concessioni per i “Gratta & Vinci” non sono disponibili, ma sono stati stimati intorno alle 400 unità), ma piuttosto elevati: circa una concessione ogni 200 abitanti e una ogni 2 km², ma in alcunicomuni, come ad esempio a Civitanova Marche (un esercizio ogni 0,3 km² circa) o Muccia (un esercizio ogni 83 abitanti), le medie sono molto più elevate. I numeri sopra citati non comprendono naturalmente la diffusione del gioco online, in grande espansione e praticabile da qualsiasi luogo via pc, tablet o smartphone.L’osservatorio nazionale per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave è riuscito per la prima volta ad avere a disposizione, pur con molte difficoltà, i dati provinciali relativi al 2015. Nonostante le forti polemiche per la scarsa trasparenza istituzionale su questo argomento, l’Agenzia dei Monopoli non aveva mai pubblicato tali dati, non sono pertantodisponibili confronti con altre annualità. Si può solo ipotizzare che il boom dell’azzardo del 2016, che ha riguardato tutte le regioni italiane, abbia investito anche il nostro territorio, e dunque che le cifre presentate di seguito abbiano avuto un ulteriore aumento nell’anno successivo.
Nel 2015, nella provincia di Macerata, la raccolta monetaria complessiva ha superato i 508 milioni di euro, con perdite da parte dei giocatori per oltre 98 milioni (tale dato include sia la rete fisica che quella telematica). La media per ciascun maceratese maggiorenne è di 1.882 euro giocati all’anno, con una perdita media di € 366, dati che ci pongono ad un poco lusinghiero 29° posto rispetto alle 110 province italiane. Nella nostra Regione, solo la provincia di Fermo presenta cifre più elevate delle nostre. Considerando che nella nostra Provincia il reddito pro capite medio è pari ad € 17.461, ne consegue che i maceratesi utilizzano oltre il 10% di esso per giocare d’azzardo. I 1.882 euro giocati in media annualmente da ciascun maceratese sono ripartiti come segue: € 1.097 slot machines e newslot (35°posto tra le province italiane), € 179 lotterie istantanee (44° posto), € 96 scommesse in agenzia (14° posto), € 296 gioco telematico (54° posto), € 214 tutti gli altri giochi (20° posto).Altri tipi di analisi sono molto più difficili e si devono necessariamente basare su comportamenti riferiti dai giocatori e stime. Negli ultimi anni, con il diffondersi del fenomeno e dell’allarme sociale e mediatico su questo tema, in tutta Italia si sono moltiplicate le indagini e le ricerche, soprattutto a livello locale, sul comportamento dei giocatori. Ad oggi però non esistono in Italia studi accreditati ed esaustivi sul fenomeno e non esistono nemmeno definizioni univoche di giocatore sociale, a rischio, problematico, patologico etc. Sul nostro territorio la Consulta Provinciale degli Studenti Medi ha effettuato nel 2014 una ricerca tra gli studenti delle scuole superiori, i cui risultati sono allarmanti: il 68% degli studenti dichiara di aver giocato d’azzardo almeno una volta, mentre solo al 6%di essi è stato impedito di giocare da minorenni (da parte di esercenti, genitori o altri adulti), benché la legge lo vieti. Qualche stima, tratta dai dati pubblicati dal Ministero della Salute (DPA) nel 2012: il 40% della popolazione italiana ha giocato d’azzardo almeno una volta negli ultimi 12 mesi (oltre 20 milioni di soggetti). Tra questi si stima che i giocatori problematici possano essere fino a 2 milioni e quelli patologici fino a 1 milione.
Giorgio Ligliani (Odontotecnici) riconfermato Presidente della CNA Territoriale di Macerata: sarà affiancato in presidenza dagli artigiani Alberto Brandi (Grafica e comunicazione), Claudio Cardinali (Impiantistica), Giacomo Cameli (Specializzazioni edili), Sandro Chiucchi (Ristorazione pizzeria), Giuliana Medei (Estetica), Daniele Rango (Pelli e calzature), Patrizia Tiranti (Informatica) e Patrizia Vico (Commercio e arredamento).
Dopo la due giorni assembleare all’Hotel Grassetti di Corridonia gli scorsi venerdì e sabato, inizia per l’associazione maceratese un nuovo quadriennio in cui le parole d’ordine continuano ad essere vicinanza e sostegno alle imprese, come chiarito in assemblea dallo stesso Ligliani: “Ringrazio gli artigiani per la fiducia riconfermata e la struttura CNA per il grande lavoro che quotidianamente svolge per le imprese. Le cose da fare sono davvero molte, ma tra le priorità ci sono senza dubbio le aree interne: le conseguenze del sisma sono una pesante realtà da affrontare ed è fondamentale rimettere in moto l’economia. Quanto abbiamo portato avanti negli anni, dalla lotta per il "Made in Italy" a quella contro l’abusivismo fino alla questione sicurezza, passando per i servizi che la CNA è in grado di offrire alle imprese, sarà da sprono per continuare ad essere presenti sul territorio e vicini a chi lavora, in maniera concreta e propositiva come questa associazione di categoria sa fare da sempre”.
Imprese che, come ricordato dal direttore generale Luciano Ramadori, possono affidarsi alla CNA: “La stagione assembleare 2017, con le sue 22 riunioni di mestiere e di zona, ha visto una rinnovata partecipazione da parte degli artigiani. La CNA di Macerata conta 3384 aziende associate, 10 sedi operative sul territorio, oltre 70 dipendenti e si pone come soggetto che aiuta le imprese a cambiare, innovare, fare rete e stare sul mercato al meglio, per essere sempre competitivi. Lo facciamo da sempre e mai da soli, ma in sinergia con le altre associazioni per il rilancio dell’economia e del lavoro”.
All’assemblea CNA sono intervenuti anche il presidente del Consiglio Regionale Antonio Mastrovincenzo che, nel ricordare il ruolo fondamentale dell’associazione coinvolta anche nel Patto per lo Sviluppo e nel tavolo delle parti sociali dedicato alla ricostruzione, ha tracciato i percorsi su cui la Regione lavorerà per il futuro dell’economia marchigiana: innovazione, formazione, accesso al credito, economia circolare e fondi europei.
Per il sistema CNA, oltre al segretario CNA Marche Otello Gregorini, al direttore generale Fidimpresa Marche Giancarlo Gagliardini e al Direttore Generale CNA Fermo Alessandro Migliore, sono intervenuti il Direttore del Centro Studi Sistema di CNA Giovanni Dini, che ha tracciato una panoramica della situazione economica maceratese, e il direttore del Dipartimento Politiche Economiche e Sindacali di CNA Nazionale Claudio Giovine che, in relazione ai recenti sismi, ha evidenziato come la CNA possa dare risposte convincenti alle imprese nel suo ruolo fondamentale di mediazione per l’uscita dall’emergenza.
Tra i presenti anche il senatore Mario Morgoni, i consiglieri regionali Sandro Bisonni e Francesco Micucci, il Rettore Flavio Corradini, numerosi sindaci del territorio, Silvia Spinaci della CISL e il direttore di Confindustria Macerata Gianni Niccolò. La mattinata di sabato è stata dedicata ad una tavola rotonda, coordinata da Piergiuseppe Vissani, sul tema “Prospettive del territorio maceratese dopo il terremoto”: ospiti i parlamentari Irene Manzi, Lara Ricciatti e Piergiorgio Carrescia, l’assessore regionale Angelo Sciapichetti, il direttore provinciale Inps Ludovica Lignini, il segretario Cgil Daniel Taddei, i docenti Massimo Sargolini di Unicam e Eleonora Cutrini di Unimc, e Marco Bilei responsabile Cna Costruzioni Marche .
Nei primi tre mesi del 2017 nelle Marche il numero degli occupati è sceso a 604 mila unità: 5 mila occupati in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, con un calo dello 0,9%, in controtendenza rispetto al dato nazionale. Lo rende noto l'ultima rilevazione dell'Ires Cgil Marche.
La flessione interessa il lavoro autonomo ma anche quello dipendente (-0,3%), nell'ambito del quale sono colpiti soprattutto gli uomini (-2,5%). Ci sono invece più lavoratrici dipendenti (+2,3%). Dal 2010 ad oggi le Marche hanno perduto complessivamente 40 mila posti di lavoro: 24 mila di lavoratori dipendenti.
Sempre secondo l'Ires Cgil il tasso di disoccupazione sale all'11,5%: un valore record mai raggiunto nel primo trimestre dell'anno e di poco inferiore al dato nazionale. Particolarmente allarmante il dato della disoccupazione femminile che balza al 14,3%: un valore superiore anche al dato nazionale (13,3%).
(Fonte ANSA)
Nonostante i recenti eventi sismici che hanno colpito la nostra regione, l’associazione regionale di Solidarietà per il Popolo Saharawi - Rio de Oro, il Comune di Macerata e il Comune di Grottammare non hanno rinunciato al progetto di accoglienza estiva dei bambini profughi saharawi.
Il terremoto non ha fatto crollare il ponte di solidarietà e di stretta amicizia che esiste tra questi comuni e il popolo esiliato nei campi profughi del deserto del Sahara in Algeria.
E così arriveranno da noi Chej, Mohamed Buhalim, Chej Hossein, Matamulana, Bachir, Bakina, Fatma, Mohamed, Raguia, Gaymula, Malainin, Batul, Salem, Omar, Yasin, Sidi, Aziz, Zhara.
Questi “piccoli ambasciatori di pace”, che Rio de Oro Marche accompagnerà qui in Italia il prossimo 1 luglio, sono proprio quei bambini che più di altri hanno la necessità di intraprendere un viaggio di speranza perché sono bisognosi di particolari cure come interventi chirurgici, controlli, percorsi sanitari e particolari esami diagnostici.
I bambini saranno ricevuti e seguiti dai numerosi volontari e dalla rete delle famiglie che collaborano con l’associazione fino al 25 agosto.
Il contributo del Comune di Macerata ed i fondi raccolti sino ad ora sono appena sufficienti a coprire la spesa per i biglietti aerei dall’Algeria in Italia, mentre il Comune di Grottammare metterà a disposizione di Rio de Oro una scuola per la loro permanenza.
Purtroppo, alcune ditte che ci sostenevano per la fornitura di cibo sono state colpite dal terremoto e quindi l'associazione ha deciso di lanciare un appello a chiunque li possa aiutare.
Serve tutto ciò che è necessario per gestire l’accoglienza dei bambini e dei loro accompagnatori e volontari: riso, pasta, carne, latte, biscotti, miele, marmellata, zucchero, olio, tonno, legumi, succhi di frutta, così come i prodotti per l’igiene personale e la pulizia degli ambienti.
Chiunque voglia aiutare potrà contattare Meridiana Cooperativa Sociale: 073331288
Operazioni di voto regolari nei 18 comuni delle Marche in cui si vota per l'elezione dei sindaci e dei consigli comunali. Alle 19 l'affluenza era pari al 39,33%. Questa tornata non interessa nessun capoluogo, ma alcune città di primo piano come Jesi, Civitanova Marche, Fabriano, Porto San Giorgio. Un test importante riguarderà l'affluenza, soprattutto nelle zone del sisma, come Tolentino e Valfornace, il comune nato dalla fusione di Pievebovigliana e Fiordimonte. Sono 7 i comuni con più di 15 mila abitanti in cui si andrà al ballottaggio il 25 giugno se non ci sarà un vincitore al primo turno. Si vota fino alle 23, e lo scrutinio comincerà subito dopo. Questi i Comuni in cui gli elettori sono chiamati al voto: Fabriano, Jesi, Corinaldo, Offagna, Rosora (Ancona), Civitanova Marche, Tolentino, Corridonia, Valfornace (Macerata), Sant'Elpidio a Mare, Porto San Giorgio, Pedaso (Fermo), Acquaviva Picena, Ripatransone (Ascoli Piceno), Colli al Metauro, Frontino, Tavoleto e Terre Roveresche (Pesaro Urbino).
(fonte ansa)
Operazioni di voto regolari nei 18 comuni delle Marche in cui si vota per l'elezione dei sindaci e dei consigli comunali. Alle 12 l'affluenza era pari al 17,03%, sotto la media nazionale.
Ricordiamo che sono quattro i Comuni del maceratese in cui gli elettori sono chiamati al voto: Civitanova Marche, Tolentino, Corridonia, Valfornace. La provincia dove finora si è votato di più è Pesaro Urbino, con il 19,87%, quella dove l'affluenza è minore Ascoli Piceno, con il 16,17%. Il picco di presenze alle urne è a Valfornace, il nuovo comune maceratese: a mezzogiorno era andato ai seggi il 30,36% degli aventi diritto (ansa).
Tolentino va al voto e dalla cittadina terremotata l'appello a quello che sarà il nuovo sindaco è unanime: "Impegno nella ricostruzione".
Sono circa 17mila elettrori che potranno scegliere il nuovo sindaco tra cinque candidati. Per Tolentino questa non è di certo una tornata elettorale normale, non potrebbe esserlo visto che la cittadina a distanza di 9 mesi dal sisma conta ancora circa 4000 sfollati. I danni sono evidenti, il comune inagibile e molti i palazzi puntellati.
Per questo, quello dei cittadini al voto, sembra essere un grido di disperazione, ma anche di speranza verso chi prenderà il mano la città probabilmente da domani.
"Anche il nuovo sindaco dovrà impegnarsi parecchio per la ricostruzione". "Chi arriverà dovrà rimettere in ordine le cose, perché qua si è bloccato tutto. C'è bisogno di qualcuno che faccia la voce grossa verso il Governo altrimenti qua non si va avanti". "Mi auguro che il nuovo sindaco si impegni per una ricostruzione oculata, un qualcosa di mirato che sia davvero utile per la città".
Queste alcune delle dichiarazioni. E ancora: "Mi attendo che sia vicino alle grandi bisogni che ci sono adesso nel paese". Una voce comune, un coro che diventa richiesta di aiuto e che si conclude con la dichiarazione di una giovane che al nuovo sindaco chiede sostanzialmente solo una cosa: "Serietà".
(fonte ansa)
Solidarietà per i piccoli alunni terremotati settempedani, ma anche un bell’aiuto per realizzare una nuova scuola, sono arrivati grazie all’Associazione 108. Una Scuola per la vita” alla Città di San Severino Marche dai cittadini cassanesi e dalle associazioni di Cassano d’Adda: il Gruppo famiglie oratorio San Giovanni Bosco, l’associazione Genitori Cassano d’Adda presieduta da Daniela Frasson, il Centro culturale Rudun, la School of Dance di Andrea Ingram, Cassano Sotto le Stelle e il Gruppo guide di Cassano.
La piccola cerimonia di consegna degli aiuti è stata ospitata nella sede provvisoria del Municipio alla presenza del sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, e degli assessori Sara Bianchi e Paolo Paoloni. Da Cassano d’Adda è arrivata fino a San Severino Marche Chiara Manzoni che è stata accompagnata dalla presidente dell’“Associazione 108. Una Scuola per la vita” di San Severino, Cristina Carboni, e da Alessandra Marozzi, Valeria Colafrancesco e Samuela Rotili.
Un gesto bello e importante, con la consegna di ben 6500 euro al primo cittadino di San Severino Marche, che ha toccato i cuori di molti settempedani sempre più uniti, grazie a una serie di iniziative, ai cassanesi con i quali, dopo il terremoto, è nato un vero e proprio gemellaggio nel segno della solidarietà. Un ringraziamento particolare è andato anche al sindaco di Cassano d’Adda, Roberto Maviglia, che insieme all’Amministrazione comunale ha patrocinato molte manifestazioni e che ha voluto incontrare più volte la comunità settempedana. A uno di questi incontri ha preso parte anche l’assessore comunale di San Severino Marche, Tarcisio Antognozzi, che ha presentato la situazione dopo le scosse di terremoto dell’ottobre dello scorso anno e i progetti che si stanno portando avanti sul territorio.
Mediaset non spegne i riflettori sul terremoto che ha colpito le Marche e ieri sera è andato in onda un servizio da Visso e Ussita, dove molti gli abitanti sono tornati dalle loro sistemazioni sula costa per qualche ora. A Ussita c'è stata una riunione in Piazza dei Cavallari per discutere dello stato di abbandono in cui si trova il loro paese e la richiesta di una signora intervistata è quella di leggi speciali, non essendo possibile affrontare l'evento sismico, paragonabile ad una guerra, con le quelle ordinarie.
"I politici non fanno più niente, ci hanno abbandonato proprio" è la triste dichiarazione di un'altra signora intervistata che dice di avere il cuore spettato nel vedere il paese ridotto in quello stato. C'è poi una signora di Visso che lamenta disagi nelle sistemazioni sulla costa, per via degli spostamenti da una parte all'altra e che ha deciso di tornare nel suo paese, pur con molti sacrifici.
Le telecamere si sono spostate poi nel campo dove sono presenti camper e roulotte, dove i residenti sperano di avere un estate migliore del micidiale inverno appena passato ma già in questo perido sono costretti a svegliarsi molto preso per via del caldo che c'è dentro i loro mezzi.
"Di quello che avevamo prima non abbiamo più niente, ci sembrava di non avere niente ed invece avevamo tanto e non ce ne rendevamo conto" è la triste affermazione di una signora che chiude il servizio.
Si sono regolarmente aperti nelle Marche i seggi elettorali nei 18 i comuni in cui si vota per l'elezione dei sindaci e dei consigli comunali, 4 nella provincia di Macerata. Questa tornata non interessa nessun capoluogo, ma alcune città di primo piano come Jesi, Civitanova Marche, Fabriano, Porto San Giorgio. Un test importante riguarderà l'affluenza, soprattutto nelle zone del sisma, come Tolentino e Valfornace, il comune nato dalla fusione di Pievebovigliana e Fiordimonte. Sono 7 i comuni con più di 15 mila abitanti in cui si andrà al ballottaggio il 25 giugno se non ci sarà un vincitore al primo turno. Si vota fino alle 23, e lo scrutinio comincerà subito dopo. Questi i Comuni in cui gli elettori sono chiamati al voto: Fabriano, Jesi, Corinaldo, Offagna, Rosora (Ancona), Civitanova Marche, Tolentino, Corridonia, Valfornace (Macerata), Sant'Elpidio a Mare, Porto San Giorgio, Pedaso (Fermo), Acquaviva Picena, Ripatransone (Ascoli Piceno), Colli al Metauro, Frontino, Tavoleto e Terre Roveresche (Pesaro Urbino).
(fonte ansa)
Un gesto semplice, una delle prime cose che impariamo, stavolta con un valore profondissimo: incontrare Cristo. Camminare, nell’intimità della notte, per cercare il Signore e rispondere al Suo appello.
Il popolo di fedeli arrivati nel pomeriggio di oggi, sabato 10 giugno, da tutta Italia si è messo in marcia. La croce di legno, guida nel lungo percorso del Pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto come già nella quotidianità, simbolo di salvezza, vita e resurrezione, ad indicare la strada. E dietro, le migliaia di pellegrini che dallo stadio Helvia Recina di Macerata raggiungeranno all’alba di domani la Santa Casa di Loreto.
Scarpe comode, zaini in spalla, rosari colorati al collo. Pronti a vivere un momento di preghiera, ma più ancora di ricerca. Un’esperienza di raccoglimento, speranza, riflessione, gratitudine, condivisione, amicizia, amore. Un’occasione per rispondere alla domanda che Gesù pose a Pietro, tema di questa trentanovesima edizione: “Mi ami, tu?”. “Una frase molto bella, a due sensi: posso essere io – ha spiegato Papa Francesco, salutando al telefono la folla prima che la Santa Messa iniziasse, intervenuto per benedire i presenti e augurare a tutti buon pellegrinaggio – a chiederlo a Gesù e può essere Gesù a chiederlo a me. Vorrei che stasera ognuno di voi avvertisse la voce di Gesù fare questa domanda e che rispondesse a Gesù per poi sentire, ciascuno nel proprio cuore, la risposta che Gesù dà”.
“Sono qui per ringraziare per tutte le cose che ho ricevuto nella mia vita” dice Veronica, al suo terzo pellegrinaggio, arrivata da Senigallia. Seduta accanto a lei, c’è Bruna: “Per me è la prima volta. Spero di trovare stanotte la forza per affrontare il mio percorso, tutto in salita”. “Un cammino di fede e insieme di aiuto, l’aiuto che da volontaria Unitalsi – racconta Emanuela – offro quest’anno per la quinta volta ai malati che vorrebbero tantissimo partecipare ma da soli non potrebbero. Un cammino faticoso, ma ripagato dalla loro felicità all’arrivo”. “Ho organizzato la partenza di alcuni pulman da Firenze. Siamo 210 persone, dai bambini – afferma Monia – agli anziani che ancora riescono ad affrontare la camminata. Un gesto semplice, che ci aiuta ad affidarci a Dio”. “Partecipo a questo pellegrinaggio da sempre, perché credo che sia – sostiene Enrico – un momento imperdibile per chi si impegna a diventare un bravo cristiano. Quest’anno come tutte le altre volte, nonostante il rischio per le cose che si sentono tutti i giorni in televisione. Ma se ci pensassi, non sarei qui. Bisogna avere fede: l’unica forza che aiuta nella vita ad affrontare le difficoltà”.
“Che questo pellegrinaggio sia per voi – ha detto durante la celebrazione eucaristica il cardinale Kevin Farrell, Prefetto del nuovo Dicastero per i laici, la famiglia e la vita – una nuova forte esperienza di Dio e della Chiesa. Che sia per voi medicina spirituale, perché passo dopo passo riemerga dai vostri cuori la certezza che la vita, nonostante le difficoltà, è comunque buona, che il vostro impegno ha un valore e che voi stessi agli occhi di Dio avete un valore infinito”.
(Foto di Guido Picchio)
“È una sensazione strana, un po’ gioia un po’ paura: la gioia per la nascita di una nuova creatura e insieme la paura che provi quando percorri una strada che non conosci e che non sai dove ti condurrà. La stessa paura che ci portiamo dentro dal 30 ottobre e che temo non passerà più”. Per lo chef Enrico Mazzaroni oggi è un giorno importante. Con la voce che si spezza per l’emozione prova a spiegare come si sente quando ormai manca poco all’inizio di una nuova avventura. Il terremoto ha buttato giù il suo storico locale a Montemonaco, “Il tiglio”. Ma da stasera, sabato 10 giugno, Enrico può ricominciare: riparte da “Il tiglio in vita” di Porto Recanati, ristorante sul lungomare Scarfiotti.
“Quando il locale che i miei genitori dal 1994 hanno costruito mattone su mattone è stato dichiarato inagibile per me è iniziato un calvario. Dopo il terremoto – racconta Enrico – volevo lasciar perdere. Ma la gente che incontravo e le persone che mi scrivevano insistevano perché ci riprovassi. Allora mi sono detto che avrei dovuto rimettermi in gioco. Se c’è una cosa che ho imparato da questa brutta storia è che non si possono fare progetti per il futuro. Si deve prendere quello che viene dando il meglio di sé. E una grande possibilità per ricominciare alla fine è arrivata. Me l’ha data un imprenditore di Porto Recanati, Luigi Guazzotti. Abbiamo costituito una società: Luigi ha investito dei soldi e io ho portato la mia esperienza. La nostalgia per i posti in cui sono cresciuto e che ho dovuto lasciare ancora si fa sentire, ma bisogna andare avanti e mi sono ripromesso che mi sarei impegnato al massimo”.
“Ho la fortuna di avere accanto – prosegue – i ragazzi che lavoravano con me. In tutti questi mesi mi hanno aspettato ed è stata per me una cosa bellissima, una grande soddisfazione. Poi c'è la mia cucina, il mio modo di selezionare e lavorare le materie prima”. Una passione, quella per la cucina, scoppiata quasi per gioco quando Enrico si divertiva a inventare ricette per i suoi amici. A quei tempi era ancora studente e aiutava i genitori d’estate. Poi è arrivata la decisione di lasciare i libri, di indossare il grembiule da chef e dedicarsi completamente alla ristorazione.
Una passione più forte anche della paura e che promette di regalare ancora grandi soddisfazioni. “Da stasera e fino a fine settembre saremo aperti a pranzo e a cena, poi per le ferie si vedrà. Ci sono tutte le carte in regola per ripartire alla grande. Noi – assicura infine Enrico – cercheremo di fare il nostro meglio”.
(Foto di Guido Picchio)