L'Associazione Interregionale AIOMA, aderente ad Italia Olivicola, si schiera con gli olivicoltori pugliesi - i gilet arancioni - che da settimane manifestano il proprio dissenso.
“Siamo pronti a sostenere concretamente i nostri colleghi pugliesi perché la battaglia per la salvaguardia dell’olivicoltura e del nostro prodotto è di tutti. È arrivato il momento che la politica nazionale inserisca tra le sue priorità quella del rilancio dei prodotti simbolo dell’Italia e della Dieta Mediterranea nel mondo, l’Olio Extravergine d’Oliva 100% italiano e delle Olive da Mensa" ha dichiarato il presidente AIOMA.
Gli olivicoltori marchigiani sono preoccupati anche per l’avanzata continua della xylella che sta distruggendo gli ulivi pugliesi: “La xylella è un problema nazionale ed europeo e come tale va affrontato -sottolineano - L’AIOMA in collaborazione con l’ASSAM ha già organizzato incontri di sensibilizzazione su questo batterio. Il mancato rispetto delle regole amplia le zone di diffusione della xylella; sollecitiamo pertanto la Regione Marche ad intervenire sul Ministero dell’Agricoltura affinché intervenga a far rispettare le normative in vigore e sostenere la ricerca”.
“L’AIOMA denuncia inoltre che nel 2018 i danni da freddo in particolare e in misura molto minore gli attacchi di mosca tardivi, hanno ridotto la produzione olivicola del 90%. Anche di fronte a questa situazione ci sono difficoltà a far scattare la calamità D.to Leg.vo 102/2004, per la ridotta specializzazione della nostra olivicoltura che caratterizza proprio le nostre aziende e rende unico il nostro paesaggio. Il mondo olivicolo marchigiano rivendica pertanto un intervento legislativo parlamentare affinché la normativa sulle calamità venga integrata per permettere un intervento anche in quelle realtà agricole come quelle del centro nord Italia”.
Continua la carrellata di immagini e di protagonisti del maceratese (e non solo) che operano nel settore della bellezza al Festival di Sanremo.
Maghi del trucco e parrucco che ormai operano sul piccolo schermo da anni come Raffaele Vecchioli del salone “Vittorio” di Macerata; Samuela Marinsaldi, titolare dell’Officina della Bellezza di Matelica che lavora dietro le quinte della kermesse ormai da sette anni e che ha ottenuto stima e riconoscimenti da parte di molti artisti; Rosanna Marchionni, titolare del negozio “Pour Parler” che è alla sua seconda volta a Sanremo.
“Una edizione, quella di quest’anno, con una forte attenzione da parte anche dei giovanissimi – spiegano i parrucchieri maceratesi -. Nel salone infatti, nei giorni precedenti alla nostra partenza, ragazzi e ragazze poco più che adolescenti si raccomandavano di salutare i loro beniamini. Segno questo, di una rivoluzione generazionale nel festival della canzone italiana.”
Continuano gli incontri dunque, dietro le quinte del Festival, con i tantissimi vip che in questi giorni sono nella città ligure: Alessandra Amoroso, Francesco Renga, Il Volo, i Jalisse e Red Ronnie.
Il primo cittadino di Camerino Gianluca Pasqui ha inviato questa mattina una lettera ai presidenti di Anci Nazionale Antonio De Caro, e Anci Marche, Maurizio Mangialardi. Una missiva-denuncia quella di Pasqui, che si conclude con le dimissioni ufficiale dall'incarico di coordinatore dei sindaci del cratere. Di seguito la lettera inviata all'Anci e le motivazioni del Sindaco di Camerino.
"Leggo con stupore la missiva che, nei giorni scorsi, hai inviato a me ed altri Sindaci e che ha, a tutti gli effetti, il sapore della diffida dal farmi promotore della costituzione di un comitato dei sindaci del cratere del sisma 2016. Dovresti sapere più di altri quanto io ho a cuore la tematica terremoto, visto che nei circa due anni in cui sono stato chiamato (sulla carta) a rappresentare i sindaci del sisma proprio all’interno di Anci, ci sono state occasioni di confronto e, non neghiamolo, anche di scontro. Scontro dovuto al fatto che sin dal giorno immediatamente successivo a quello della nomina mi sono trovato a fare i conti con un atteggiamento tutt’ altro che collaborativo sia da parte dell’Anci Regionale che da parte dell’Anci Nazionale.
Se si considera poi il ruolo affidatomi dal Presidente De Caro attraverso la nota di incarico del 13/4/2017 che testualmente recita: “……. Ti prego di voler tenere informata l’Associazione e di coordinare le Tue attività con il Delegato politico Bruno Valentini, Sindaco di Siena e con la struttura organizzativa competente per materia che RIMARRANNO RESPONSABILI DI TUTTI GLI ASPETTI TECNICI ED OPERATIVI DI OGNI ATTIVITÀ” risulta evidente come si sia, sin dall'inizio, voluto rendere privo di potere tale incarico. Molte volte ho lamentato in seno all’associazione questi fatti evidenziandoli sempre con TE nelle pochissime occasioni di incontro avute.
Ad onor del vero e a maggior chiarimento faccio un breve riepilogo di quanto accaduto:
1) Il presidente nazionale di Anci, De Caro, in data 13/4/2017 mi conferisce l’incarico di coordinatore dei sindaci del cratere del sisma 2016 per Anci stessa.
2) Considerati i limiti di autonomia stabiliti nel suddetto incarico, dopo diversi solleciti telefonici infruttuosi, con nota del 31/5/2017 chiedo formalmente la convocazione di un incontro con il Presidente De Caro per avere delle linee guida e poter iniziare il lavoro. Nella stessa nota sottolineo come in maniera assai strana nella Regione Marche, nonostante l’affidamento al sottoscritto dell’incarico di coordinatore dei Sindaci del cratere per conto di Anci, il Presidente Anci Marche Maurizio Mangialardi continui ad occuparsi, anche attraverso altri sindaci (Capponi???) delle questioni inerenti il terremoto nella Regione Marche e ciò a testimonianza di una mancanza di ufficialità del ruolo assegnatomi.
3) Per rendermi operativo e perdurando il silenzio dell’Anci con nota del 22/6/2017, inviata al Dott. Antonio Ragonesi Responsabile Anci Protezione civile, e per conoscenza al Presidente Anci De Caro e al Vice presidente Anci Roberto Pella, propongo un’ipotesi di Piano di lavoro evidenziando la necessità di creare un apparato tecnico-amministrativo di supporto.
4) Il giorno 20 del mese di luglio 2017 finalmente viene convocato dal Presidente De Caro un incontro presso la sede Anci di Roma dove il sottoscritto viene presentato ai Presidenti Anci delle quattro Regioni terremotate e mi viene ufficializzato dallo stesso Presidente Nazionale l’incarico di coordinatore dei Sindaci del cratere.
5) Successivamente viene indetta una riunione con i Presidenti Anci delle quattro Regioni terremotate, in verità non tutti presenti, nella quale il Presidente Mangialardi sottolinea, con mio grande stupore e grande sorpresa, che il ruolo che avrei dovuto svolgere consisteva nel confronto solo con i Direttori e Presidenti Anci regionali e NON direttamente con i Sindaci. Il motivo è che tale ruolo ha caratteristiche consultive e NON decisionali.
6) Con nota 25/5/2018, perdurando il silenzio Anci e la chiara volontà di Non rendere operativo il ruolo assegnatomi, e preso atto delle continue inefficienze del Governo e delle sempre crescenti necessità dei terremotati, ho chiesto al Presidente De Caro se riteneva ancora essenziale e proficuo il ruolo di Coordinatore e se era possibile avere delle linee direttive (SEMPRE AL FINE DI RENDERE OPERATIVO TALE INCARICO). Faccio notare che questo “carosello” ostruzionistico giunge fino a Maggio 2018 nonostante la mia continua volontà di essere operativo per il bene dei territori e dei terremotati.
7) La volontà di non rendere operativa la funzione e il ruolo assegnatomi si palesa in maniera grossolana con il mancato invio degli indirizzi mail di tutti i Comuni del cratere chiesti espressamente dal sottoscritto, attraverso la mia segretaria, sia telefonicamente che per mail in data 9/10/2017 ed ancora oggi non pervenuti nonostante diversi solleciti.
Sottolineo infine che in dispregio alle mie richieste non sono mai stato chiamato a far parte della cabina di Regia, e addirittura ANCI Marche nomina (?) come referente per il sisma (?) il sindaco di Fermo (?), Avv. Calcinaro. Una persona che stimo come uomo e che ammiro come amministratore, ritenendo che sia uno dei migliori sindaci espressi dalla nostra regione, ma che, proprio perché di Fermo, Città fuori cratere, con il terremoto c’entra poco o niente.
Nonostante tutto, ho continuato a mantenere il massimo spirito collaborativo con l’apparato nazionale e regionale, rimanendo a disposizione ogni volta che sono stato chiamato a portare un contributo costruttivo partecipando a ogni incontro a Roma e portando quasi sempre con me competenze che potessero coniugare nella pratica le idee condivise in quel consesso. Con lo spirito sempre più disilluso, tuttavia, di chi si è ritrovato con una mera “poltrona” quando invece pensava e sperava di aver avuto un “banco da lavoro” da mettere a disposizione delle comunità bisognose.
Al Presidente e Sindaco di Senigallia Mangialardi, lontano dalle vere problematiche dei territori duramente colpiti, voglio ricordare che il terremoto e i terremotati non hanno né appartenenza politica né interessi di “poltrona” ma esclusivamente l’obbligo per chi amministra queste terre di essere presente, efficace ed efficiente. Ecco perché non posso accettare il “carosello” suddetto ed ecco perché la scelta di un Comitato specifico, che non ha alcun interesse e alcuna ambizione a scavalcare Anci o a sovrapporsi, ma che intende lavorare solo ed esclusivamente su un tema: la rigenerazione e ricostruzione dei territori e delle comunità colpite dal sisma.
Pertanto, ad una missiva dal chiaro sapore di diffida, rispondo senza troppi giri di parole con le mie dimissioni ufficiali da un incarico che, così come è stato voluto e pensato da Anci, ha il solo valore di “titolo politico”. Un “titolo politico” di cui chi intende lavorare non sa cosa farsene.
Caro Mangialardi, so che potrà sembrare strano, ma preferisco essere operaio di qualcosa che produce, come il comitato che lei mi diffida dal costituire, piuttosto che “responsabile o referente” del niente."
Per la videosorveglianza nei Comuni delle Marche sono in arrivo 1.356.214,14 euro di fondi dell'ultimo bando.
"È solo un primo passo - fa sapere il Ministero dell'Interno - perché il governo ha già stanziato altri 90 milioni previsti dal decreto Sicurezza. Uno sforzo finanziario aggiuntivo che intende aumentare il numero di Comuni coinvolti in tutta Italia. L'obiettivo - si legge nella nota - è migliorare il controllo del territorio, con una particolare attenzione ai centri più piccoli.
"In provincia di Ancona arriveranno 22.570 euro, in quella di Ascoli Piceno 696.693,30 euro, in quella di Fermo 114.370,40 euro, in quella di Macerata 329.184 euro e in quella di Pesaro e Urbino 193.396,44 euro".
"Avevamo promesso attenzione e maggiore sicurezza alle comunità locali. - commenta il ministro dell'Interno Matteo Salvini - Il finanziamento agli impianti di videosorveglianza va in questa direzione e si aggiunge al fondo sicurezza urbana per i grandi centri".
(Fonte Ansa)
Porto Recanati presente alla prossima Edizione della Borsa Internazionale del Turismo, che si aprirà a Milano dal 10 al 12 febbraio. La BIT è la storica manifestazione, organizzata da Fiera Milano, che porta, dal 1980, nel capoluogo meneghino, operatori turistici da tutto il mondo. E proprio in vista della prossima stagione estiva, l’Amministrazione Comunale ha avviato i contatti con l’Associazione Turistica di Porto Recanati per mettere a punto una serie di iniziative a carattere promozionale che saranno presentate proprio alla BIT.
“In accordo con i rappresentanti dell’Associazione, che raccoglie buona parte delle strutture recettive portorecanatesi, - dice l’assessore alla Cultura e Turismo, Angelica Sabbatini - abbiamo messo a punto una serie di appuntamenti promozionali, per poter veicolare l’immagine della nostra città come meta turistica di eccellenza della Regione Marche. Tra queste iniziative c’è proprio la partecipazione alla Borsa Internazionale del Turismo, la più importante fiera del settore, a cui insieme al Sindaco e ai due funzionari dell’Ufficio Turismo, Guido Cittadini e Giacomo Gaspari, saremo presenti con tre appuntamenti di promozione turistica, enogastronomica e balneare. Ci troverete, all’interno dello stand della nostra regione in vari cluster di offerta. Ci sarà anche un Info point gestito dall’associazione, per promuovere direttamente le proprie strutture. Domenica 10 febbraio, alle 12,15 saremo presenti con il Progetto MUSA, che ha il compito di valorizzare il territorio della Vallata del Potenza, progetto veicolato dall’Associazione MA.MA. che è raccoglitore tematico delle varie reti, a cui appartiene anche Musa, per il potenziamento del sistema territoriale, dell’offerta e dei servizi turistici della provincia di Macerata. Sempre domenica ma alle 14.45, parleremo della nostra offerta balneare, come membri dell’Associazione Riviera del Conero, e sarà anche l’occasione per presentare la Mostra dedicata ai “50 anni dallo sbarco sulla luna,” che si inaugurerà il 12 aprile fino al 30 settembre. Illustreremo tutti gli eventi, le conferenze e il planetarium che saranno organizzati durante tutto il periodo. La mostra sarà dedicata ad Enrico Medi, l’illustre scienziato a cui Porto Recanati ha dato i natali e che fu il consulente scientifico, che affiancò, nelle 28 ore di diretta, i giornalisti: Tito Stagno, Andrea Barbato e Pietro Forcella nei commenti dallo Studio 3 di via Teulada, ed è organizzata dal Comune di Porto Recanati in collaborazione con l’Associazione “Made Again” e ha il patrocinio dell’Ambasciata Americana in Italia e della Regione Marche. Martedì 12 febbraio, alle 12.30, all’interno di “Tipicità, Tipicità in blu e Grand Tour delle Marche” presenteremo la XXI° Edizione della Settimana del Brodetto, che si terrà a Porto Recanati dal 8 al 15 giugno 2019.”
Sono stati resi noti quest'oggi i risultati della nona edizione de "I Luoghi del Cuore", censimento annuale promosso dal Fondo Ambiente Italiano (FAI) in collaborazione con Intesa San Paolo, volto a dare lustro alle piccole e grandi bellezze della penisola il cui futuro risulta a rischio. Oltre due milioni (2.227.847) gli italiani che hanno aderito all'iniziativa esprimendo un voto.
In riferimento alla nostra regione è stata l'Abbazia di San Michele Arcangelo di Lamoli di Borgo Pace il più amato tra i "Luoghi del cuore". Con quasi 25 mila voti l'abbazia medievale è ottava nella classifica italiana del 'censimento'. Nel complesso sono state sei le località marchigiane che hanno ottenuto più di 2.000 voti e che si sono piazzate nei primi 200 posti.
Il censimento del FAI è diventato uno degli strumenti di coesione sociale più sorprendenti del nostro Paese. Un rito collettivo in grado di convogliare le speranze, l’impegno e la voglia di riscatto di tanti singoli cittadini e comunità intorno a piccole e grandi bellezze d’Italia da salvare perché in pericolo o fortemente compromesse, da proteggere perché in degrado o semplicemente da far conoscere perché poco note ai più.
FAI, I Luoghi del Cuore 2019: ecco i più votati nelle Marche e la loro posizione nella classifica nazionale
8° 24.742 voti: Abbazia di San Michele Arcangelo, Lamoli di Borgo Pace (PU)
72° 5.598 voti: Chiesa di San Liberato, Montegiorgio (FM)
72° 5.598 voti: Oratorio dei Beati Becchetti - L’Albero della vita, Fabriano (AN)
91° 4.724 voti: Chiesa di Sant’Angelo Magno, Ascoli Piceno
135° 3.404 voti: Acquedotto pontificio di Loreto, Recanati (MC)
199° 2.258 voti: Parco archeologico di Forum Sempronii, Fossombrone (PU)
FAI: ecco i 6 luoghi delle Marche più votati nell'edizione 2019 de "I Luoghi del Cuore"
Abbazia di San Michele Arcangelo a Lamoli di Borgo Pace (PU)
L’Abbazia di San Michele Arcangelo a Lamoli di Borgo Pace (PU), piccolo comune di 600 abitanti, si trova alle pendici dell’Appennino umbro-marchigiano, presso il crinale di confine tra Marche, Umbria e Toscana, in un’area selvaggia e incontaminata. I monaci benedettini la fecero costruire tra il IX e il X secolo, anche se oggi l’abbazia appare nella sua veste duecentesca.
Di imponenti dimensioni, il complesso comprende il monastero, la foresteria e la chiesa, che conserva un ciclo di affreschi databile al XV secolo oltre a una piccola raccolta di arte sacra e manoscritti esposta nella cripta. Proprietà della Curia, l’abbazia è accessibile e ben conservata, ma un’abbondante nevicata nel 2012 ne ha indebolito la copertura. Far conoscere questo luogo, valorizzarlo e restaurarne il tetto è lo scopo che, sin dalla scorsa edizione, ha mosso il comitato “per la valorizzazione dell’Abbazia benedettina di San Michele Arcangelo” a segnalare il bene al censimento.
Chiesa di San Liberato, Montegiorgio (FM)
Alla sommità di un’altura, tra Monte Vidon Corrado, Montegiorgio e Montappone, nella zona che viene oggi denominata ufficialmente San Liberato - ma conosciuta dalla gente del luogo come “Lu munticillu”, il piccolo monte - sorge l’omonima chiesa di San Liberato, da cui si gode di una splendida vista a 360° sulle Marche centro meridionali.
Come si può constatare da una deliberazione del Consiglio Comunale di Montegiorgio del 1852, il piccolo edificio in cotto risalirebbe al XIV – XV sec. A navata unica, nella parete verso l'abside si trova un affresco alquanto malconcio, recante la data 1549, attribuito a Orfeo Presutti, che raffigura due Santi: a sinistra San Liberato in paramento vescovile e a destra San Vito, con la palma del martirio.
Immersa nella natura e nel silenzio diventò fonte di ispirazione per il celebre artista Osvaldo Licini – tra le personalità più originali del panorama artistico italiano della prima metà del XX secolo - che si recava spesso sul colle a meditare e concepire i suoi quadri. La chiesa, accessibile, vige in uno stato di semiabbandono e necessita di interventi di restauro.
Oratorio dei Beati Becchetti - L’Albero della vita, Fabriano (AN)
L'oratorio dei Beati Becchetti, sorto alla fine del secolo XIV per volontà di due frati agostiniani dopo un viaggio in Terrasanta, fu dedicato al Santo Sepolcro per offrire, a chi vi avesse pregato, l’illusione di trovarsi nei luoghi della Passione di Cristo.
All'interno si trovano cinque altari: il primo, con dodici scalini, è dedicato al Crocifisso ed è chiamato Monte Calvario, e ai suoi lati trovano posto due cappelline rappresentanti una il Sepolcro e l'altra la tomba della Vergine. Il secondo altare ricorda l'incontro della Vergine con Gesù durante la via crucis ed è chiamato Valle di Giosafat; il terzo è dedicato alla Madonna del Pianto e ricorda le lacrime versate al momento della deposizione; il quarto è consacrato alla Madonna delle Grazie.
Nel quinto altare, aggiunto in seguito, furono sepolti nel 1565 i due beati. L’oratorio contiene l'Albero della Vita, un affresco tardo gotico di Lorenzo Salimbeni, oggi in pessime condizioni a causa dell’umidità; anche l’oratorio necessita di un intervento urgente. L’area è di proprietà della Asur (Azienda sanitaria unica regionale). Il comune è sensibilizzato sulle necessità del luogo e anche attraverso la raccolta voti al censimento ci si augura di poter presto intervenire.
Chiesa di Sant’Angelo Magno, Ascoli Piceno
Probabilmente edificata sui resti di un precedente tempio romano a cui apparterrebbero le due colonne in granito greco con capitelli corinzi tuttora in sito, la Chiesa di Sant’Angelo Magno, è immersa nel centro storico di Ascoli, nell’antico quartiere della Piazzarola.
La facciata, realizzata nel 1292 in stile romanico, risulta austera ed essenziale, ingentilita dall’elegante rosone a colonnine gotiche. Il chiostro a pilastri poligonali, già inglobato nell’edifico del vecchio ospedale e oggi parzialmente restaurato, risale al sec. XV e venne eretto a opera dei monaci olivetani, i quali modificarono l’assetto medievale della chiesa fino alle più tarde espressioni barocche, con le decorazioni parietali a opera di Tommaso Nardini, gli altari in legno scolpito e dorato, arricchiti da tele realizzate dagli artisti Carlo Maratti, Giuseppe Ghezzi e Giacinto Brandi.
Al centro del presbiterio s’innalza il baldacchino con cupola sorretto da quattro colonne in gesso con capitelli e basi in terracotta, eseguiti nel 1830 dall’ascolano Emidio Paci. Il sottotetto del presbiterio nasconde affreschi raffiguranti otto maestose figure di Profeti, che rappresentano uno degli esempi più antichi della pittura ascolana medievale.
La chiesa, danneggiata e chiusa a seguito del terremoto, ha bisogno di un ingente intervento e proprio per sensibilizzare le istituzioni su questa necessità un cospicuo gruppo di cittadini ha votato la Chiesa di Sant’Angelo Magno come Luogo del Cuore.
Acquedotto pontificio di Loreto, Recanati (MC)
L'acquedotto Pontificio di Loreto è una straordinaria struttura idraulica tardo-rinascimentale costruita nel 1620 per volere del pontefice Sisto V nell’ottica di un’espansione della città di Loreto. La sua particolare architettura è principalmente sotterranea per oltre sei chilometri e segue la tradizione costruttiva degli antichi romani. Il progetto fu realizzato dagli architetti di origine ticinese Giovanni Fontana e Carlo Maderno e comprendeva un tratto in superficie dove la condotta era sollevata da una teoria di arcate lunga 400 metri nella valle che separa i territori di Recanati e Loreto. Si tratta dell'unico acquedotto antico rimasto nelle Marche con le arcate ancora integre. Tra il 1892 e il 1896 l`ingegnere torinese Eugenio Vaccarino progettò opere di ristrutturazione della sorgente e del complesso di arrivo, oltre a una nuova cisterna sul Monte Reale, a fianco di quella costruita a inizio secolo. Intorno al 1930 l`acquedotto venne sostituito da un impianto moderno, prelevando l'acqua direttamente dal fiume Potenza. Le due cisterne gemelle costruite nell'Ottocento e parte delle gallerie seicentesche per la distribuzione nel centro urbano furono comunque riutilizzate. Di proprietà comunale, versa da tempo in stato di totale degrado, a causa della vegetazione parassitaria che l’assedia e di deleteri usi impropri.
Parco archeologico di Forum Sempronii, Fossombrone (PU)
Forum Sempronii venne fondata probabilmente da Caio Sempronio Gracco in seguito alla legge agraria del 133 a. C. su un ampio terrazzo fluviale nel tratto terminale del Metauro e in connessione con la via Flaminia. Sviluppatasi grazie alla presenza della via consolare, la città raggiunse tra II e I sec. a. C. la sua massima estensione, con 25 ettari circa di area urbanizzata circondata da mura difensive.
Gli scavi regolari dell’Università di Urbino in corso dal 1974 hanno fornito elementi significativi per la conoscenza dell’assetto urbanistico del parco archeologico, che si presenta basato su un piano programmatico di tipo regolare, con vie rettilinee parallele tra loro e con incroci ad angolo retto.
Gli scavi hanno messo in luce un tratto di Flaminia interna all’abitato e porzioni di strade lastricate in pietra del Furlo, in particolare il cosiddetto decumano minore, su cui affacciano botteghe, otto basi di statue di bronzo e un edificio termale di notevoli dimensioni. Sono emerse inoltre due domus: quella di Europa, con pregevoli mosaici, e quella degli animali esotici. Di recente l’interpretazione di foto aeree e prospezioni geofisiche ha portato alla scoperta dell’anfiteatro, di 70x100 metri circa e conservato in buone condizioni, e all’identificazione dell’area del Foro.
La piazza principale era pavimentata con lastre rettangolari di pietra del Furlo, circondata da portici e dominata a nord da tre templi appaiati. A est del Forum sorgeva l'Augusteo, un tempio dinastico pavimentato con lastre di marmo da cui proviene la bellissima statua di bronzo dorato di Vittoria, ora conservata in Germania nel museo di Kassel.
Per la promozione e valorizzazione continua di questo luogo, molti cittadini ne hanno promosso la raccolta firme al nono censimento de “I Luoghi del cuore”.
Intorno alle ore 17:30 di martedì 5 gennaio Corso Cairoli si è trasformato in un'insolita discoteca a cielo aperto. Il curioso episodio ha scatenato l'ilarità generale tra passanti e automobilisti che si sono trovati di fronte a uno scenario inedito.
Le luci dei lampioni si sono accese e spente ad intermittenza creando il tipico effetto stroboscopico, che ha portato qualche divertito cittadino a inscenare passi di danza improvvisati. A mancare era solo un pò di musica.
Ecco il video:
Ecco come è ridotto Acapulco, il più elegante chalet di Porto Recanati. La mareggiata dei giorni scorsi - che ha sfondato la vetrata lato mare - ha costretto il proprietario a rafforzare le difese esterne del ristorante, tal che ora, invece che in un ristorante vista mare, sembra di trovarsi - a chi lo frequenta - in una baracca di un campo di concentramento.
E' la terza volta che questo chalet viene fortemente danneggiato dalla furia del mare, con danni che in totale ammontano a oltre 150 mila euro.
Acapulco è l'unico chalet del centro ad aver subito danni a causa di mareggiate. Eppure si è scelto di potenziare le scogliere del centro ad esclusione di quella parte dello stesso centro che non è protetta da nessuna opera di difesa a mare.
In pratica, dove non si sono mai registrati danni si investe nel potenziamento delle opere di difesa, mentre si trascurano i luoghi che non hanno nessuna protezione stando a quanto c'è stato riferito da alcuni proprietari: "E non si venga a dire che la normativa sulla difesa della costa non prevede la protezione degli chalet, perché qui parliamo di strutture che hanno l'autorizzazione a restare aperte tutto l'anno. Non si tratta perciò di proteggere uno chalet, ma le persone che lo frequentano".
L'accordo di libero scambio con il Giappone mette a rischio le eccellenze agroalimentari marchigiane. Nessuna delle 36 denominazioni di origine e indicazioni geografiche della nostra regione è stata ricompresa nella lista di quelle protette dal Jefta e questo significa via libera alle tante imitazioni dei prodotti marchigiani come il pecorino romeno o il Verdicchio prodotto con il wine kit.
"Questo accordo - commenta Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche - fa male all'Italia, che vede riconosciute solo il 6% delle Igp agroalimentari e il 5% delle Doc e Igt dei vini, ma fa malissimo alle Marche che scompaiono completamente dalla mappa delle tutele. La mancata protezione dei marchi tipici non riguarda solo le produzioni nei Paesi con i quali è stato siglato l'accordo ma anche la possibilità che sui quei mercati giungano imitazioni e falsi realizzati altrove".
L'export marchigiano verso il Giappone, nei primi nove mesi del 2018, ha generato un valore che ha superato i 7 milioni di euro.
(Fonte Ansa)
Il consigliere comunale e provinciale Deborah Pantana denuncia la comparsa di alcuni manifesti nelle vie del centro città, per i quali ha richiesto controlli da parte del Prefetto e del Questore di Macerata.
"Premesso che, - si legge nella nota stampa della consigliera -, sono stati affissi tre manifesti giganti negli spazi dell’APM per ricordare la marcia antifascista del 10 febbraio 2018; sono stati notati diversi manifesti affissi sempre nei posti pubblici,in cui si dice: "Istruisciti per non diventare come me: omofobo, fascista".
"Si chiede - conclude Pantana - all’amministrazione Comunale di Macerata chi sono i proponenti delle affissioni di tali manifesti, chi li ha autorizzati e se hanno pagato la tassa delle affissioni."
In occasione dell’anniversario dei massacri delle Foibe, eccidi ai danni della popolazione italiana della Venezia Giulia e della Dalmazia avvenuti durante la Seconda Guerra Mondiale e nell’immediato secondo dopoguerra, da domani, giovedì 8 febbraio, fino a domenica 10, si svolgeranno delle celebrazioni in tutte le Marche.
Al Cinema Italia di Macerata, alle ore 21:00, si terrà la proiezione del film “Red Land (Rosso Istria)”, durante la quale interverranno Giuliano Piccini, esule da Lussino, e Luciano Hinna, esule da Zara.
A Fermo, venerdì 8, alle ore 21:00, si terrà una fiaccolata silenziosa presso Largo Vittime delle Foibe, con le testimonianze di Diego Zandel e Orazio Zanetti Monterrubbianesi.
Ad Ascoli Piceno, domenica 10, alle ore 17.30, si terrà il Corteo regionale con partenza alla stazione ferroviaria e arrivo in Piazza del Popolo.
Bisogna modificare il codice degli appalti inserendo una norma che consenta di avere, in caso di emergenza, una 'white list' di imprese appaltatrici e subappaltatrici verificate preventivamente anche dal punto di vista della certificazione antimafia.
Lo dice il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli sottolineando di averne già parlato con il premier Giuseppe Conte e con il presidente Anac Raffaele Cantone: "Abbiamo bisogno di norme chiare e semplici non possiamo aver finito le Sae da un anno e ancora si attendono le risposte sui controlli antimafia".
(Fonte Ansa)
Sono 134 mila le persone che potenzialmente hanno diritto al reddito di cittadinanza nelle Marche, parliamo di circa 49 mila famiglie.
Lo affermano in una nota congiunta i parlamentari marchigiani del Movimento 5 Stelle all'indomani dell'inaugurazione del sito del Reddito di Cittadinanza avvenuta ieri a Roma alla presenza del premier Giuseppe Conte e del vice premiere e ministro del Lavoro Luigi Di Maio.
Secondo i pentastellati, il dato, scorporato per provincia, vede quella di Ancona con il numero maggiore di beneficiari: 16 mila famiglie; 11 mila in provincia di Pesaro Urbino; 10.800 a Macerata; 6.400 ad Ascoli; 4.700 a Fermo.
«Macerata li ha visti partire e ritornare, ha saputo tenerli a suo modo accanto a sé con il suo narrarsi leggero e il disegnarsi in trame sottili e imperfette»: è un legame indissolubile quello tra Macerata e i fotografi Carlo, Alfonso e Carlo junior Balelli, che Emanuela, figlia di quest’ultimo e presidente del “Centro studi Carlo Balelli per la storia della fotografia” ha descritto in modo evocativo e poetico nel suo intervento all’ultima conviviale organizzata dal Rotary Club di Macerata.
Oltre a lei erano presenti il vice presidente Nicola Di Monte e il consigliere Angelo Biagiola.
Al centro della serata, le magnifiche istantanee che dal 28 giugno al 30 settembre scorso sono state protagoniste, a Palazzo Ricci, della mostra “Macerata e la fotografia dei Balelli. Itinerario per immagini nel Centro storico. 1898 – 1960”, che ha avuto, tra gli altri, il sostegno del Club.
«La rassegna ha rappresentato un’importante attrattiva della città, che vuole confermarsi cuore pulsante e polo culturale per tutta la provincia: proprio questa finalità ci ha spinto, come Rotary Club, ad essere partner dell’iniziativa», ha affermato il presidente Stefano Quarchioni.
«Gli scatti documentano i cambiamenti avvenuti nel Capoluogo nell’arco di diversi decenni, e costituiscono una memoria da consegnare alle generazioni future affinché conservino la storia del passato, altrimenti destinato a svanire nel nulla - ha proseguito -. I giovani di oggi, ma non solo loro, sono sempre più coinvolti dal ritmo crescente della vita moderna e dai tempi imposti dai social media: tutti sembrano dimenticare più in fretta, rischiando così di rimanere senza radici».
Radici che riaffiorano e si ritrovano anche grazie ai progetti che il Centro studi promuove: «Da tempo - ha rivelato Emanuela Balelli - come Ente accarezzavamo l’idea di realizzare una mostra fotografica sul Centro storico maceratese, luogo fisico dove la dinastia dei Balelli ha operato e al quale, dopo le tante esperienze altrove, sono sempre tornati. Il fondo - ha spiegato - è subito apparso cospicuo e interessante, e da questo corpus fotografico sono state selezionate le immagini più significative, eseguite da Alfonso e da mio padre Carlo tra il 1898 e il 1960, che restituiscono un panorama complesso e in continua evoluzione, con evidenti trasformazioni architettoniche, culturali e anche sociali, in cui la storia della famiglia si intreccia a quella della città e della fotografia».
Si tratta di un organismo consultivo per l’archiviazione dei documenti relativi alle stragi terroristiche.
La Presidenza del Consiglio, Segretariato Generale, ha nominato Luigi Lacchè, ordinario di storia del diritto dell’Università di Macerata, membro del Comitato consultivo di esperti chiamati a sovrintendere alle attività di versamento all’Archivio centrale dello Stato di documentazione declassificata relativi ai fatti delle stragi terroristiche, da piazza Fontana a Milano nel 1969 a quello del rapido 904 del 1984.
Si tratta di un comitato consultivo chiamato ad operare su una materia molto delicata - stragi, deviazioni dei servizi segreti, ecc. - e fondamentale per la conoscenza di pagine tragiche della storia italiana di alcuni decenni fa.
Un gesto di solidarietà per aiutare il Comune di Vicopisano, amministrazione che, dopo il sisma che ha colpito il centro Italia, è stato vicino a Loro Piceno donando i soldi utilizzati per l’arredo della terza classe e per quello della scuola dell’infanzia. Solidarietà concreta che chiama altra solidarietà e mette in rete due comuni in due regioni differenti: le Marche e la vicina Toscana. In seguito al vasto incendio che ha interessato il Monte Serra, che sovrasta il Comune di Vicopisano, in provincia di Pisa, l’amministrazione marchigiana ha deciso di dare una mano donando mille euro.
“È davvero molto bello il rapporto di amicizia e di stima reciproca che è emergerso e si è consolidato in momenti critici e dolorosi per i nostri Comuni. Ci ha fatto incontrare e conoscere meglio e adesso noi e le nostre comunità siamo più vicini e uniti. Il vostro contributo non solo non è piccolo, ma oltre a sostenere concretamente la rinascita del nostro Monte Pisano ferito dall'incendio, rinnova in noi gli stimoli e lo slancio a fare il meglio per il nostro territorio. In attesa che la natura si rigeneri e che torni il verde, la vostra solidarietà ci riempie di speranza concreta e di gratitudine”, ha commentato il sindaco di Vicopisano, Juri Taglioli.
L’aiuto concreto è arrivato dal comune marchigiano in seguito alla vicinanza dimostrata dagli amministratori toscani quando c’è stato bisogno. L’amicizia tra il Comune di Vicopisano e Loro Piceno nasce qualche anno fa dopo il terremoto che ha colpito il centro Italia e le Marche. Gli amministratori del comune toscano hanno poi visitato Loro Piceno più volte, in occasione della festa del vino cotto e grazie a questa amicizia ci sono stati diversi momenti di scambio e aiuto reciproco.
“Dopo il sisma l’amministrazione e i cittadini del Comune toscano ci sono stati vicini – ha commentato il sindaco di Loro Piceno Ilenia Catalini -. Prima ci hanno aiutato arredando la terza classe della scuola e successivamente abbiamo utilizzato la loro donazione per comprare altri arredi per la scuola dell'infanzia. Il nostro paese ha sentito un forte senso di gratitudine”.
Dall’inizio di quest’anno è in vigore la riforma dei Reparti territoriali della Guardia di Finanza. Concepita per garantire una più diffusa presenza delle Fiamme Gialle sul territorio nello svolgimento della mission di polizia economico-finanziaria a tutela del bilancio pubblico, delle Regioni, degli Enti locali e dell’Unione Europea, la revisione fa seguito a quella che, a partire dal 2018, ha interessato i Reparti Speciali del Corpo rendendoli più snelli e operativi anche al fine di fornire maggiore collaborazione alle Authority di riferimento (Autorità Nazionale Anticorruzione, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Autorità Garante per la Privacy, Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente e Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni).
Tra le novità introdotte con la nuova riforma, vi è l’istituzione del nuovo Gruppo territoriale alla sede di Macerata.
Posto alle dirette dipendenze del Comando Provinciale, opera assicurando una più efficace funzione di indirizzo e coordinamento dell’attività svolta, nell’ambito del territorio provinciale, dalle Compagnie (di Macerata e Civitanova Marche) e Tenenze (di Camerino e Porto Recanati) dipendenti.
Al comando del neo costituito Gruppo di Macerata, è stato temporaneamente posto il Ten.Col. Andrea Magliozzi, che continua anche nel comando del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Macerata.
Con l’aumento dei corsi di addestramento presso l’Accademia di Bergamo e la Scuola Ispettori e Sovrintendenti dell’Aquila saranno prossimamente assegnati a tutti i Reparti giovani Ufficiali ed Ispettori laureati che saranno successivamente chiamati a frequentare, presso le varie scuole di post-formazione ed alta specializzazione (Scuola P.E.F. del Lido di Ostia, Scuola Alpina di Predazzo, Scuola Nautica di Gaeta e di Addestramento Specialistico di Orvieto) specifici corsi per elevare, ancor di più, il livello di preparazione tecnico-professionale.
L’intento della recentissima riforma è evidente: non solo l’innalzamento della qualità della presenza dei Reparti sull’intero territorio, ma anche e soprattutto la crescita dei livelli di responsabilità, compiuto con l’affidamento di tutte le unità operative a militari di qualificata competenza.
La riforma, insomma, attuata proprio nell’anno in cui il Corpo festeggia i 245 anni dalla sua fondazione, giunge dopo l’istituzione della polizia economico-finanziaria avvenuta con il Decreto Legislativo 19 marzo 2001 n. 68 e risponde all’esigenza di adeguare la struttura ordinativa della Guardia di Finanza alle sempre maggiori richieste d’intervento istituzionale dettate dall’attuale contesto socio-economico.
Un storia fatta di passione ed energia quella di Igor Galassi che, dopo il dramma del sisma, ha deciso di ripartire dalla sua passione e dal suo lavoro.
Parrucchiere con oltre dieci anni di attività a Tolentino, dove gestisce la parrucchieria Igor Style, nell’ottobre del 2016 ha perso la sua casa a Pieve Torina a causa degli eventi sismici. Dopo i primi momenti di disperazione e dolore, Igor si è rimboccato le maniche e ha deciso di rispondere alla sofferenza con il sorriso, la passione e la voglia di vivere, arrivando fino al piccolo schermo, dove, ad oggi, collabora con la Rai.”
“Faccio parte di Al Pacino Service Rai da circa due anni – ci racconta Igor -. Mi sono buttato in questa nuova avvenuta proprio perché dopo il dramma del sisma ho capito che dovevo dare una forte scossa alla mia vita per reagire a quella tragedia.”
“La mia priorità è sempre stata il negozio, ma da due anni mi sono buttato in questa nuova avventura e oggi collaboro con alcune trasmissioni Rai come ‘La Vita in Diretta’, ‘Il Dopo Festival’ in questi giorni di Sanremo, ‘ I Soliti Ignoti’ e moltissimi altri – ci spiega Igor -. Qui a Sanremo siamo una ventina tra truccatori e parrucchieri e il clima che si crea è davvero bellissimo e pieno di entusiasmo. Sono felice, ogni tanto, di partire e calcare il “palco” del piccolo schermo. Sanremo, ad esempio, mi sta dando una bellissima energia e una lezione di creatività che riporterò in salone non appena tornerò. Un arricchimento professionale e personale che mi aiuta ad andare avanti grazie al mio lavoro e alla mia passione.”
Una lezione di vita quella di Igor che, dopo il dramma del sisma, ha deciso di ripartire da se stesso e dalla sua passione, dando un insegnamento a tantissimi suoi concittadini. “Penso che, dopo un episodio negativo, è fondamentale tirarsi su e trovare una strada per tornare a essere attivi e propositivi verso la vita; io l’ho fatto buttandomi a capofitto nel mio lavoro che continua, ogni giorno, a darmi grandissime soddisfazioni.”
Dopo la chiusura per 15 giorni disposta dal questore di Macerata Antonio Pignataro, la direzione del Donoma ha diramato il seguente comunicato stampa:
La proprietà del Donoma di Civitanova Marche in merito al recente stop di 15 giorni ritiene opportuno fare delle precisazioni su quanto accaduto.
Proprio per il nostro continuo impegno professionale, come impresa dedita al mondo dell'intrattenimento, riteniamo che il lavoro svolto dal questore Antonio Pignataro in termini di controlli sia ampiamente condivisibile da parte nostra.
Consapevoli di quanto sia importante normalizzare quello su cui noi abbiamo investito economicamente, al fine di dar vita ad un sano divertimento.
Tutto questo peraltro sta generando un'economia positiva grazie ai numerosi posti di lavoro che abbiamo offerto, alcuni dei quali decisamente specializzati e utili a livello turistico.
Il nostro impegno è costante sia in termini di energia che di presenza, al fine di risolvere o anticipare qualunque anomalia provenga dalla nostra attività. Del resto anche le nostre scelte artistiche sono sempre andate in direzioni altamente qualitative e si è sempre voluto privilegiare l'aspetto commercialmente di prestigio.
Abbiamo sempre rispettato le capienze autorizzate e cercato di incrementare il settore sicurezza. Ovviamente ci sono delle regole dettate dalla privacy che ci impediscono di avere una conoscenza ad personam di tutti i nostri clienti. Maleducazione e desiderio di esagerare da parte di pochi, rischia di vanificare il lavoro che puntualmente e con impegno prepariamo ogni settimana grazie ad uno staff che spesso impegna oltre 130 lavoratori presso di noi.
Per questo continueremo a stare con le forze dell'ordine anche in futuro ma nella speranza di avere degli strumenti sempre più equi per poter evitare questi incidenti di percorso che rischiano di mettere in difficoltà a causa delle chiusure di posti di lavoro che sono un vanto anche per la rinomata ospitalità marchigiana.
Il nostro lavoro continuerà ad essere al servizio di chi merita del sano divertimento nelle notti dei weekend della riviera adriatica.
La ricostruzione partita solo in percentuali non significative è figlia di una complessità delle procedure che complica qualsiasi azione. Ecco allora che il consiglio direttivo dell’Anci Marche nell’incontro con il Commissario Farabollini ha chiesto “di trovare le soluzioni soprattutto normative che permettano di velocizzare la ricostruzioni altrimenti – ha detto il Presidente Mangialardi – ci si assuma la responsabilità di dire che il nostro entroterra è destinato allo spopolamento”.
Nel corso dell’incontro con gran parte dei sindaci il Commissario Farabollini ha fatto il punto sui molti punti controversi che preoccupano i sindaci annunciando un prossimo incontro già giovedì col sottosegretario Vito Crimi nel quale ci sarà sul tavolo anche il tema del rimborso Tosap. “Ringraziamo il commissario per la disponibilità ad incontrarci e a ritrovarci in tempi brevi per fare il punto con questo direttivo che rappresenta tutti i comuni delle Marche.