Il Comune di Potenza Picena cerca 14 nuove figure professionali.
“Molte volte le Amministrazioni Comunali annunciano opere di lavori pubblici, di ristrutturazione o di nuove costruzioni che vanno a migliorare ed aumentare il patrimonio immobiliare del Comune. Questa volta l’investimento imponente è stato fatto per aumentare considerevolmente il patrimonio umano dell’ente”.
Così l’Assessore al Personale e Vicesindaco Giulio Casciotti spiega la scelta politica ed amministrativa della Giunta Tartabini: “Il bilancio appena approvato in Consiglio Comunale prevede, infatti, nuove assunzioni finalizzate ad un miglioramento dei servizi al cittadino ed a un efficientamento della macchina amministrativa. Abbiamo di fronte un periodo che ci pone nuove determinanti sfide e mai più che adesso la macchina amministrativa deve soddisfare le esigenze dei cittadini. E proprio da qui - aggiunge Casciotti - la scelta di investire importanti risorse economiche per rendere sempre più performante il lavoro negli uffici e offrire maggiori servizi alla collettività. Si tratta dell’inserimento in organico, a tempo indeterminato, di 14 figure professionali nelle Aree Lavori Pubblici e Urbanistica (5), Vigilanza (4), Affari Generali e Tributi (4) ed Area Contabile (1), per un impegno di spesa annua di 390 mila euro. Colgo l’occasione di ringraziare i dipendenti comunali che in un momento difficilissimo come quello della pandemia, sono stati in grado di sopperire alle mancanze numeriche ed offrire comunque un servizio all’altezza e di qualità. Cercheremo nei prossimi mesi di ampliare maggiormente le aperture al pubblico e il numero di servizi, certi che queste scelte politico-amministrative possano aiutarci in tale senso”.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 4954 tamponi: 2723 nel percorso nuove diagnosi (di cui 761 nello screening con percorso Antigenico) e 2231 nel percorso guariti (con un rapporto positivi/testati pari al 14,2%).I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 388 (78 in provincia di Macerata, 73 in provincia di Ancona, 100 in provincia di Pesaro-Urbino, 44 in provincia di Fermo, 84 in provincia di Ascoli Piceno e 9 fuori regione).Questi casi comprendono soggetti sintomatici (60 casi rilevati), contatti in setting domestico (92 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (127 casi rilevati), contatti in setting lavorativo (9 casi rilevati), contatti in ambiente di vita/socialità (1 caso rilevato), contatti in setting assistenziale (1 caso rilevato), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (2 casi rilevati), screening percorso sanitario (2 casi rilevati) e 1 caso proveniente da fuori regione.
Per altri 93 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche.
Nel Percorso Screening Antigenico sono stati effettuati 761 test e sono stati riscontrati 52 casi positivi (da sottoporre al tampone molecolare). Il rapporto positivi/testati è pari al 7%.
In diminuzione di 22 unità, rispetto alle ultime 24 ore, il numero di persone ricoverate nelle strutture sanitarie regionali che ad oggi sono 609, di cui 79 in terapia intensiva (-6 rispetto a ieri). Sono, invece, 34 le persone dimesse ieri dagli ospedali regionali.
Nel Maceratese sono accolti 131 pazienti: 48 all'ospedale di Macerata, 53 al Covid Hospital e 30 a Camerino. Altre 7 persone sono accolte nei Pronto Soccorso di Civitanova Marche e Macerata.
Le vie del centro di Camerino tornano a respirare. Qualche transenna in meno davanti ai punti di accesso ed alcuni edifici simbolo, corso Vittorio Emanuele II ripopolato da gruppi di studenti universitari intenti a seguire delle lezioni ma soprattutto tanti operai con gru e bob cat impegnati nella messa in sicurezza degli edifici del cuore cittadino.
Un’atmosfera di nuovo viva e frizzante, due qualità che da sempre hanno caratterizzato la città ducale prima del sisma e che oggi gradualmente ricominciano a risplendere di luce propria, forse diversa dalla precedente ma non meno sfolgorante.
Dal drammatico terremoto del 2016 sono passati più di quattro anni e mezzo, tante sono state le ferite aperte ma allo stesso tempo è stata anche forte la volontà di rimarginarle. La cura è iniziata non solo dalle ordinanze, ma soprattutto da un cuore commerciale che non ha smesso mai di battere.
Ad iniziare, circa un mese fa è stato Giuseppe Caprodossi riaprendo i battenti della sua tabaccheria situata nel corso principale di Camerino, nella giornata di ieri è stato il turno Roberto Frifrì che dopo aver ultimato i lavori per rimettere in moto il suo bar ristorante, ha ora alzato ufficialmente le serrande del suo "Noè errante Wine and Food” nella zona della Giudecca.
Il locale non potrà ancora ospitare clienti al suo interno per via delle misure anti-covid ma la soddisfazione di essere stati liberati dalla 'zona rossa' del terremoto è tanta: “Speriamo la prima di una lunga serie – ha esordito Roberto Frifrì- quello di Camerino è un tessuto sociale che dovremo ricostruire e mi auguro che al più presto ci siano le condizioni per essere in tanti a tornare alle vecchie e sane abitudini che hanno da sempre caratterizzato la vita sociale del paese ovvero una realtà giovane e piena di vita anche grazie alla presenza dell’Università”.
“Le cicatrici del sisma sono ancora evidenti ma sono sicuro che verranno rimarginate - ha affermato il titolare del ‘Noè Errante’– provo grande felicità nel ricominciare a lavorare in centro storico, la mia è una bella soddisfazione e mi ritengo un fortunato perché ho avuto la possibilità di ripartire da uno stabile uscito indenne dal terremoto”.
Una speranza di ieri che oggi si è trasformata in un obiettivo sia economico che sociale: “Le aspettative sono quelle di riiniziare piano piano e sono fiducioso perché comunque si tratta di un percorso che porterà dei frutti senza dubbio positivi - ha sottolineato Frifrì - io sono per natura ottimista soprattutto perché sono ritornato nel locale dove avevo costruito la mia identità, situato in un angolo storico della città posto dietro il teatro Filippo Marchetti nel vecchio Ghetto Ebraico di Camerino risalente fino al 1565 – ha concluso – sono nel nocciolo duro di Camerino, un luogo che ho scelto in quanto ne sono stato sempre affascinato, adesso ce la metterò tutta per valorizzare la mia città".
Una soddisfazione condivisa anche dal sindaco camerte Sandro Sborgia da sempre in prima linea nel seguire da ogni angolazione il processo di ricrescita della città: “È chiaro che la ricostruzione fisica degli immobili deve necessariamente portare con sé anche la ricostruzione del tessuto sociale e economico del territorio – ha spiegato il primo cittadino - imprimere un'accelerazione alla riapertura al centro storico significava anche poter far sì che attività commerciali potessero ripartire. Dopo la tabaccheria ora è il turno di un bar ristorante e a questi due esempi seguiranno altre esercenti".
Viviamo un momento di grande difficoltà dovuto al terremoto e alla pandemia che hanno portato ad una crisi economica che purtroppo ha messo in ginocchio tante imprese – ha continuato Sborgia - penso al vicino distretto Fabriano che non possiamo far finta che non esista in quanto la crisi dell’Elica porta con sé 400 posti di lavoro a rischio con quello che significa in termini di famiglia e indotto –ha proseguito - una situazione veramente critica e complicata e per tali motivi penso che la ricostruzione possa essere un'opportunità per consentire a queste persone di poter trovare un'occupazione”.
Un concetto che il sindaco della città aveva ribadito in più occasioni come nel corso della conferenza dell’Università degli studi di Camerino dove il Commissario Legnini aveva firmato la prima ordinanza speciale per le zone del cratere (leggi l’articolo): “Dobbiamo accelerare il processo di ricostruzione in quanto non è una problematica che riguarda solo la Camerino ma tutti i paesi del camerte – ha messo in chiaro Sborgia - è una questione che secondo me dovrebbe essere nazionale perché far partire la ricostruzione significa creare occupazione, ridare ossigeno alle aziende e fornire la possibilità di un'alternativa di lavoro a quelle tante persone che oggi lo hanno perso o che rischiano di perderlo – ha chiosato - Non possiamo pensarla diversamente e chi non si rende conto di questa necessità vuol dire che è miope”.
Si è svolta ieri, come preannunciato, la riunione dell’Unione Montana Marca di Camerino per la concessione al Demanio di una parte dell’edificio dell’Unione che si trova a Vallicelle, quale nuova caserma della Compagnia dei Carabinieri di Camerino.
Nel corso del nuovo incontro del Consiglio è passata quella che era stata la proposta condivisa di una settimana fa: l’adeguamento dell’impianto antincendio per il costo di 30mila euro sarà a carico dell’Unione Montana con una ripartizione della spesa pro quota tra i Comuni che ne fanno parte.
“È un piccolo passo in avanti – ha detto il sindaco Sandro Sborgia – che spero porti finalmente alla conclusione e la soluzione definitiva. La caserma dei Carabinieri a brevissimo si sposterà nella sede provvisoria del centro storico, a palazzo Sant’Angelo e questa soluzione consentirà di svolgere l’attività in maniera finalmente più dignitosa. Abbiamo fatto una serie di sopralluoghi che hanno confermato la congruità dell’edificio. Credo anche, però, che per tutti sia fondamentale offrire una sede definitiva e le migliori condizioni di lavoro alla Compagnia dei Carabinieri di Camerino che a oggi stati costretti ancora a lavorare all’interno dei containers
Riaperti parchi e aree verdi a Civitanova Marche.
Il sindaco Fabrizio Ciarapica ha firmato la revoca dell’ordinanza n. 19 dello scorso 9 aprile con conseguente possibilità, a partire da domani mercoledì 21 aprile di sostare nei parchi, nei giardini e nelle aree verdi di proprietà comunale comprese le aree di sgambamento cani e di utilizzo dei giochi e delle attrezzature ivi installati. Permane l’obbligo di mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro.
Alessandro Gentilucci, sindaco di Pieve Torina, torna a sottolineare alcune criticità già evidenziate a Fermo durante l’incontro con i sindaci sul recovery plan per il cratere.
"Finalmente si è potuta fare una riunione in presenza per affrontare le problematiche di una ricostruzione che sta muovendo i primi passi, e di questo ringrazio il presidente della regione Acquaroli che se ne è fatto promotore - sottolinea Gentilucci -. In quell’occasione ho richiamato l’attenzione sull’aumento esponenziale del costo dei materiali per la ricostruzione, tra cui acciaio e coibenti, che costituisce un problema serio per le imprese e per i cittadini e che andrebbe in qualche modo calmierato".
"Ho poi evidenziato il problema SOA, per il quale le imprese del territorio, ferme ormai da quattro anni, sono di fatto ai margini della ricostruzione. Occorre invece fare in modo che queste possano lavorare e diventare protagoniste proprio della ricostruzione, perché ciò significa volano per lo sviluppo economico dell’intera area alto maceratese - aggiunge il primo cittadino di Pieve Torina -. Relativamente al recovery plan ho rappresentato l’esigenza, in qualità di presidente dell’Unione Montana “Marca di Camerino”, che si prenda esempio da quanto fatto nel ‘97 per la realizzazione della superstrada che collega i nostri territori a Foligno, ponendo la questione che la pedemontana non si fermi sotto Camerino ma prosegua almeno fino ad Ascoli Piceno, il tutto agganciato con la viabilità secondaria finanziabile con il nuovo PSR".
"Vogliamo una ricostruzione a misura d’uomo e di territorio, perché dalle macerie e dal dolore si riemerga con rinnovata forza e capacità di ripartenza. Ce lo chiedono i cittadini e tutti gli operatori, a cominciare dai tecnici, che operano quotidianamente su questo fronte” conclude Gentilucci.
Ermanno Carassai, Assessore ai Lavori Pubblici, ha comuicato in mattinata la fase di ultimazione dei lavori di sostituzione e potenziamento del sistema di videosorveglianza nel centro storico di Civitanova Alta. La notizie arriva al termine del confronto con il responsabile dell'U.T.C della Delegazione geom. Antonio Frapiccini.
“La sistemazione dell’impianto di videosorveglianza della Città Alta – spiega l’assessore Carassai - era nel programma di questa Amministrazione: un intervento indispensabile per garantire la sicurezza nel centro storico di Civitanova Alta, così come avvenuto nel capoluogo. C’erano infatti alcuni vecchi impianti guasti e non più funzionanti per i quali non è si è ritenuto di procedere alla riparazione trattandosi di tecnologia superata, mentre in altre zone era necessario monitorare la situazione dopo ripetute segnalazioni di atti vandalici”.
Sono nove le telecamere collegate alla sala operativa del comando dei Vigili Urbani e Forze dell'Ordine con registrazione delle immagini e attualmente così posizionate: una telecamera LPR con lettura targhe posta all' ingresso di via Roma; una telecamera LPR lettura targhe posta uscita/ingresso di Porta Marina; una telecamera LPR lettura targhe posta all'uscita uscita/ingresso del parcheggio ex Atac; una telecamera di contesto posta all'ingresso di via Roma; una telecamera di contesto posta passaggio pedonale di via Roma, lato ingresso da via Roma; una telecamera di contesto posta al passaggio pedonale di via Roma, lato ingresso da viale della Repubblica; una telecamera di contesto posta presso piazza Unità; una telecamera di contesto posta all'uscita di Porta Marina; una telecamera di contesto posta al parcheggio ex Atac.
Le nove telecamere installate sono ad integrazione di quelle già funzionanti posizionate come segue: tre telecamere lettura targhe posizionate all'incrocio di via del Pincio con via F. Corridoni, collegate alla sala operativa Vigili Urbani e tre telecamere posizionate al parcheggio lavatoio con registrazione sul posto.
La ditta esecutrice (Tiemme service di Macerata) si è aggiudicata il lavoro per un importo di 20.873,79 euro più IVA e al netto del ribasso del 17%.
Nasce un nuovo progetto per abbellire piazzetta Conchiglia, spazio che in questi anni è diventato di fatto un «brand della movida», ma che mira a diventare anche punta di diamante del rinnovato Borgo marinaro di Civitanova Marche. Da qui, la decisione della Giunta comunale di approvare l’atto di indirizzo per la nuova progettazione di arredo denominata “Una più verde Conchiglia”, pervenuta a firma dell’arch. Ruben Baiocco.
L’idea è frutto dell’interazione fra Amministrazione comunale e operatori del commercio, della ristorazione e dell’ospitalità che animano con le loro particolari attività anche lo spazio pubblico. L’installazione «Una conchiglia più verde» prevede nel complesso: la realizzazione di un’insegna vegetale verticale con panchine mobili girevoli visibile dagli ingressi della piazza, l’installazione di vasche per la coltivazione in ambiente urbano (micro orti) integrate con sedute e sistemi di illuminazione, un bicipark/scultura a servizio dello spazio pubblico pedonale; sistemi smontabili e con materiali riciclabili per innalzare sicurezza e qualità urbana.
“L’Amministrazione comunale prosegue con le opere di riqualificazione del centro – ha detto il sindaco Fabrizio Ciarapica – I progetti che nascono uniscono il decoro urbano agli aspetti, ormai imprescindibili, della sicurezza e della maggiore attenzione per la salute individuale e collettiva. Investire nella riqualificazione dei luoghi va a beneficio della città nella sua interezza”.
(Foto di repertorio)
Bentornati cari lettori a questa ennesima puntata della rubrica. Purtroppo non mi sento ancora di essere ottimista, i dati ospedalieri della regione Marche sono evidentemente migliorati, ma questa settimana si è accentuato un trend che ho segnalato anche nelle precedenti.
Possiamo notare come sia accaduta una strana e preoccupante divergenza ovvero un calo dei positivi, ma un contestuale aumento dei sintomatici. Ricordiamo che il famoso Rt si calcola sui sintomatici: attualmente nelle Marche siamo a un +15% su base settimanale, se questo valore non scende entro giovedì, il 26 aprile non si potrà riaprire.
Notiamo anche che il rapporto sintomatici/positivi è ancora notevolmente aumentato. Oramai siamo quasi al doppio di prima dell'inizio della terza ondata, il che potrebbe significare che stiamo perdendo il doppio degli asintomatici rispetto a prima.
Dai dati degli ingressi in terapia intensiva si nota come vi sia un ritardo di 14-16 giorni rispetto alla variazione dei positivi, abbiamo il serio rischio - fra 2 settimane - di ritrovarci con i dati dei ricoveri in stallo, o addirittura in risalita.
A livello nazionale i positivi hanno praticamente smesso di crescere, continua la discesa dei dati ospedalieri e decessi.
Possiamo dedurre che la zona arancione non sia efficace: vi è ancora la logica perversa dello "state a casa", quando le abitazioni private sono il primo luogo di contagio, ed è impossibile controllare gli assembramenti nelle abitazioni, non mi sorprenderebbe che una zona gialla con bar e ristoranti all'aperto aperti possa essere più efficace della attuale zona arancione,
Nelle regioni notiamo un andamento abbastanza singolare, ovvero un calo dei contagi al centronord mentre aumentano i casi al sud. Forse le festività pasquali sono state vissute differentemente tra le 2 aree del paese.
Le vaccinazioni sono ancora troppo poche affinché possano avere effetto concreto sulla diffusione dei contagi, ed ancora non sembrano aver avuto un concreto effetto sui decessi. Questo potrebbe avvenire fra circa 2 settimane
Sono quasi 3.400 i vaccinati nell'hub di San Severino Marche, tra chi ha ricevuto la prima e chi anche la seconda dose, alla data del 12 aprile. Decine e decine i pazienti che, a giorni alterni, hanno frequentato la sala comunale Italia di via Roma trasformata, nelle ultime settimane, in Punto vaccinale allestito dall’Asur Marche, nell’ambito della campagna antiCovid-19 della Regione, su concessione gratuita del Comune.
“Un lavoro enorme, uno sforzo organizzativo unico - sottolinea il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei, che dinnanzi ai numeri spiega - Da sindaco, ma ancor prima da normale cittadino, mi sento solo in dovere di dire grazie. Grazie ai tanti volontari del gruppo comunale di Protezione Civile della nostra città, ma anche dei paesi limitrofi, dell’Associazione Nazionale Carabinieri, del Cisom (Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta), agli agenti della Polizia Locale e ai militari dell’Arma che si sono prestati per fornire accoglienza e aiuto alla popolazione. Hanno allungato una sedia quando c’era bisogno, aiutato a salire un gradino a chi ne aveva necessità, sostenuto anche solo a parole le tante persone, alcune anziane e sole, talvolta alle prese con la normalissima paura di dover affrontare un momento importante necessario per vincere la battaglia contro una pandemia così violenta da fare milioni di vittime nel mondo".
"Dinnanzi a queste azioni e a questi gesti, credo che anche le polemiche possano passare in secondo piano - aggiunge Piermattei -. La macchina organizzativa si è migliorata giorno dopo giorno, settimana dopo settimana: ci si è organizzati con numeri eliminacode per limitare le file, con una struttura pressostatica per dare un rifugio agli anziani, con sedie e percorsi per garantire distanziamento e sicurezza, permettendo ai sanitari di svolgere il loro preziosissimo lavoro. Al personale medico e infermieristico, a quello di segreteria e alla Croce Rossa, va un altro ringraziamento sentito per come, nonostante la mole di lavoro, si è proceduto".
"Quando i numeri sono grandi - riflette il sindaco Piermattei - qualche piccola cosa che non va si può anche incontrare ma l’importante è superarla per poi migliorarsi. Anzi, la struttura potrebbe ampliarsi per dare la possibilità di avere 6 medici per le vaccinazioni di massa. Importante, lo ricordo a chi deve ancora sottoporsi alle vaccinazioni, è il rispetto degli orari che vengono comunicati dall’Asur”.
Tornando ai numeri registrati a San Severino Marche presso il Punto vaccinale allestito alla sala Italia 2.359 persone hanno ricevuto la prima dose, altre 853 anche la seconda dosa alla data del 12 aprile.
Ben 1.781 i vaccinati con la prima somministrazione avevano più di 60 anni di età. Con loro pure 470 operatori scolastici, 72 volontari nel settore sanità, 9 rappresentanti delle forze dell’ordine, 9 operatori sanitari, 7 operatori non sanitari, 6 soggetti vulnerabili, 1 donna in gravidanza, 1 convivente di soggetto ad alto rischio.
Il richiamo per la seconda dose ha visto già tornare al Punto vaccinale 817 anziani di età superiore ai 60 anni, 17 operatori scolastici, 14 volontari nel settore della sanità, 3 rappresentanti delle forze dell’ordine, 1 operatore sanitario e 1 paziente affetto da fibrosi cistica.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 3398 tamponi: 1764 nel percorso nuove diagnosi (di cui 618 nello screening con percorso Antigenico) e 1634 nel percorso guariti (con un rapporto positivi/testati pari al 12%).
I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 211: 43 in provincia di Macerata, 34 in provincia di Ancona, 67 in provincia di Pesaro-Urbino, 10 in provincia di Fermo, 46 in provincia di Ascoli Piceno e 11 fuori regione.
Questi casi comprendono soggetti sintomatici (43 casi rilevati), contatti in ambito domestico (68 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (52 casi rilevati), contatti in ambito lavorativo (11 casi rilevati), contatti in ambito assistenziale (1 caso rilevato), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (6 casi rilevati).
Per altri 30 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche.
Nel Percorso Screening Antigenico sono stati effettuati 618 test e sono stati riscontrati 43 casi positivi (da sottoporre al tampone molecolare). Il rapporto positivi/testati è pari al 12%.
Dal punto di vista percentuale, nel rapporto tra il numero di tamponi processati nel percorso nuove diagnosi e il numero di contagiati, si registra un lieve decremento rispetto alla giornata precedente: incidenza al 12% oggi, rispetto al 13,6% di ieri.
In diminuzione di 25 unità, rispetto alle ultime 24 ore, il numero di persone ricoverate nelle strutture sanitarie regionali che ad oggi sono 631, di cui 85 in terapia intensiva (-3 rispetto a ieri). Sono, invece, 44 le persone dimesse ieri dagli ospedali regionali.
Nel Maceratese sono accolti 134 pazienti: 48 all'ospedale di Macerata, 56 al Covid Hospital e 30 a Camerino. Altre 5 persone sono accolte nei Pronto Soccorso di Civitanova Marche e Macerata.
Contagiato a fine agosto dal Covid e poi guarito, Francesco Merloni, uno dei decani dell'industria italiana, ha deciso di donare un milione di euro per la ricerca scientifica, nello specifico ad un progetto dell'associazione Veryditas mirato a promuovere l'eccellenza della prestazione sanitaria presso l'azienda Ospedali Riuniti di Ancona tramite l'integrazione fra umanizzazione della presa in carico del paziente e cultura scientifica del trattamento, valorizzando così la competenza professionale degli operatori sanitari.
Il progetto dell'associazione è interamente sostenuto da un fondo ad hoc istituito dalla famiglia Merloni, che si è impegnata a investire un milione di euro: 200mila euro per l'acquisto di apparecchiature per le strutture maggiormente coinvolte nella gestione dei pazienti con Covid-19, utilizzabili da parte dell'Azienda Ospedaliero Universitaria di Ancona per finalità assistenziali e di ricerca scientifica, e 800mila euro da utilizzare nell'arco di almeno 4 anni per la premiazione di giovani medici e ricercatori autori di protocolli di studio e di ricerca coerenti con gli obiettivi dell'iniziativa.
"Quella del Covid-19 è stata un'esperienza che mi ha fatto capire l'importanza di avere al proprio fianco le persone giuste, medici e operatori sanitari preparati e professionali, ma anche con speciali qualità umane" ha detto Francesco Merloni in un incontro stampa. Secondo il figlio, presidente di Ariston Thermo, Paolo Merloni "investire nella competenza professionale, e quindi nel capitale umano, è la via del futuro, la scelta verso il vero valore".
(fonte: ANSA)
Volto nuovo all'interno della Questura di Macerata: da oggi, lunedì 19 aprile, la dott.ssa Patrizia Peroni ricoprirà il ruolo di vicedirigente della divisione anticrimine del capoluogo di Provincia.
Questa mattina il Questore Vincenzo Trombadore, ha presentato ai Dirigenti ed ai Funzionari della Questura di Macerata il nuovo Dirigente Vice Questore Patrizia Peroni, assegnato alla Questura di Macerata, che assumerà da oggi il proprio incarico nell'ambito della Divisione Anticrimine.
Peroni arriva dalla squadra mobile di Ascoli Piceno, di cui è stata a capo 2015 in sostituzione di Roberto Di Benedetto e, nel 2012 ha diretto la quarta sezione della squadra mobile di Milano mentre ancora prima è stata dirigente dell'ufficio stampa sempre della Questura milanese.
Originaria della provincia di Fermo, la Peroni si è laureata alla facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Macerata e nel 2012 ha conseguito il master in criminologia con una tesi sulla «Sicurezza delle donne nelle grandi città».
Isole Covid free anche nei piccoli, piccolissimi Comuni. É la proposta del Sindaco farmacista di Caldarola Luca Maria Giuseppetti rivolta alla sanità nazionale e alla Giunta della Regione Marche.
Il Sindaco Giuseppetti fa notare che nei piccoli Comuni come quello che lui amministra, tolti gli anziani che si sono già quasi tutti vaccinati insieme ad altre categorie che ne avevano diritto, basterebbero veramente poche centinaia di dosi, inoculate dai propri medici di famiglia, per creare delle vere e proprie aree libere dal Covid, dove ci si possa spostare, vivere e lavorare in piena tranquillità, tutelando ancora di più le persone a rischio ed evitando di affollare gli ospedali.
“In un’ottica nazionale è quasi automatico pensare alle grandi città, ma noi che viviamo e amministriamo piccole realtà di 500/1000/2000 abitanti troviamo quasi scontata una soluzione semplice come quella di una copertura totale di vaccini per tutti i residenti senza scaglioni di età. E considerando che le aree montane sono formate per lo più da queste piccolissime realtà, si andrebbero di conseguenza a creare delle vere macroaree libere dal virus.
Confrontandomi con i medici di famiglia ho appurato che alcune volte non possono eseguire i vaccini a domicilio o nei loro ambulatori perché non utilizzerebbero tutte le dosi della fiala, rischiando di mandarne sprecate alcune. Vaccinando indistintamente tutti si avrebbe in poco tempo una vera e propria bolla “virus free”.
Altro aspetto da non trascurare è che nei piccoli Comuni ci si conosce tutti, sappiamo chi è in quarantena cautelativa o positivo, è capitato di ricevere chiamate allarmate da parte di cittadini preoccupati di aver visto circolare per il paese qualcuno di questi che, nel frattempo però, aveva concluso il periodo di isolamento e poteva ricominciare a muoversi. Una situazione che aumenta il senso di insicurezza e di ansia.
Creando queste mini isole si tranquillizza una popolazione già fortemente provata da 5 anni post sisma e da oltre un anno di pandemia. Se è vero che arriveranno in breve moltissime dosi di vaccino, entro metà maggio 54 milioni, propongo formalmente alla Regione Marche, come già fatto nel corso della videoconferenza di oggi con gli altri sindaci dell’Area Vasta3, e in modo particolare all’Assessore alla Sanità Filippo Saltamartini, di farsi garante e promotore di una vaccinazione a tappeto soprattutto nei piccoli Comuni, rendendo la nostra Regione ente capofila. Sarebbe un ottimo risultato e una grande opportunità” conclude il Sindaco Giuseppetti.
Dall’analisi epidemiologica effettuata sul territorio regionale e a seguito delle Conferenze dei Sindaci delle Aree Vaste che sono state convocate nella giornata di oggi, è emerso che, mentre il tasso regionale dei positivi su 100 mila abitanti è in leggera riduzione (135,13), ci sono alcuni Comuni dove il tasso dei positivi richiede una ulteriore attenzione e una azione di intervento precoce per tenere sotto controllo la situazione pandemica.
In particolare, sono 5 ad oggi i comuni nelle Marche dove si registra una incidenza superiore all’indice di riferimento superiore a 250 contagi settimanali ogni 100 mila abitanti e con valore crescente rispetto alla settimana precedente. Si tratta dei Comuni di Tavullia, Montelabbate, Acqualagna, Vallefoglia e Cerreto d’Esi, nei quali da mercoledì 21 aprile saranno limitati gli spostamenti dalle proprie abitazioni ai soli casi di comprovata necessità, salute, studio o lavoro. Il provvedimento ha durata fino a domenica 25 aprile compreso, in attesa dell’entrata in vigore del nuovo decreto legge del Governo prevista per il 26 aprile.
La Regione si vuole far trovare pronta al previsto momento delle riaperture e per questo chiede a tutti i cittadini di essere attenti, perché il virus è ancora in circolazione e ci sono ancora molte persone ricoverate nelle strutture ospedaliere. Tale provvedimento viene adottato seguendo il principio di precauzione e gradualità per favorire il controllo della curva epidemiologica anche sui singoli territori comunali. Infatti in considerazione dell’avvicinarsi delle riaperture, la Regione ha voluto analizzare il tasso di incidenza dei contagi sul territorio regionale e valutare la necessità di misure precauzionali, laddove i dati epidemiologici a carattere locale e comunale fotografassero una situazione a cui prestare una attenzione ancora maggiore. Si tratta di un provvedimento che non vuole incidere con chiusure di carattere economico, legate a negozi o attività, ma che per i prossimi giorni andrà a limitare tutte quelle occasioni di contagio e gli spostamenti non considerati necessari.
Si applicano quindi le sole limitazioni agli spostamenti dei cittadini (le stesse previste per la cosiddetta “zona rossa”, articolo 40 del decreto legge 2 marzo 2021), che potranno uscire di casa soltanto per ragioni di salute, di lavoro, di studio o comprovata necessità, mentre per quanto riguarda attività economiche e scuole resta in vigore quanto già previsto dalla zona arancione. Occorre sempre far uso dell’autocertificazione riguardo alle cause giustificative dello spostamento.
“C'è un po' di preoccupazione sulla riapertura delle scuole in presenza al 100% per il rischio dei contagi. A novembre e febbraio, appena si è deciso di riaprire i contagi sono aumentati e speriamo che con la primavera questo non riaccadrà”. È intervenuto così, stamane, il presidente regionale Francesco Acquarol ai microfoni di Skiy tg 24, ospite della trasmissione Start.
Il governatore ha espresso timore riguardo la diffusione del virus legato al ritorno in classe, ma è apparso fiducioso sulla campagna vaccinazione.
“Sono stati mesi impegnativi i miei, dedicati alla pandemia, alle misure prese che ci hanno consentito una gestione di una fase difficile, le Uscar, il tracciamento, la strategia, le ordinanze. Le Marche è la prima regione italiana ad aver finito le somministrazioni del vaccino agli over 80 e siamo avanti sugli over 70 e con i disabili – ha rivendicato il presidente regionale -
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 1908 tamponi: 1011 nel percorso nuove diagnosi (di cui 322 nello screening con percorso Antigenico) e 897 nel percorso guariti (con un rapporto positivi/testati pari al 13,6%).I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 137 (50 in provincia di Macerata, 55 in provincia di Ancona, 4 in provincia di Pesaro-Urbino, 10 in provincia di Fermo, 9 in provincia di Ascoli Piceno e 9 fuori regione).Questi casi comprendono soggetti sintomatici (41 casi rilevati), contatti in setting domestico (26 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (45 casi rilevati), contatti in setting lavorativo (6 casi rilevati), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (5 casi rilevati), screening percorso sanitario (2 casi rilevati). Per altri 12 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche. Nel Percorso Screening Antigenico sono stati effettuati 322 test e sono stati riscontrati 25 casi positivi (da sottoporre al tampone molecolare). Il rapporto positivi/testati è pari all'8%.
In diminuzione di 2 unità, rispetto alle ultime 24 ore, il numero di persone ricoverate nelle strutture sanitarie regionali che ad oggi sono 656, di cui 88 in terapia intensiva (-8 rispetto a ieri). Sono, invece, 22 le persone dimesse ieri dagli ospedali regionali.
Nel Maceratese sono accolti 141 pazienti: 51 all'ospedale di Macerata, 56 al Covid Hospital, 2 al nosocomio di Civitanova e 32 a Camerino. Altre 2 persone sono accolte nei Pronto Soccorso di Civitanova Marche e Macerata.
Il Consiglio comunale di San Severino Marche, “riconoscendo nella sua figura i valori di libertà di studio, di libertà di pensiero e di libertà alla partecipazione pubblica”, ha conferito la cittadinanza onoraria a Patrick George Zaki, lo studente egiziano dell'Università di Bologna recluso da oltre un anno nel suo Paese.
L’Assise settempedana ha votato all’unanimità un Ordine del giorno che era stato sollecitato da diverse associazioni cittadine, emendando un testo iniziale nel quale si chiedeva il riconoscimento della cittadinanza italiana al giovane arrestato il 7 febbraio 2020 e da allora detenuto nelle carceri egiziane in attesa di processo.
“Un ragazzo che incarna appieno lo spirito più positivo dei nostri tempi, affamato di conoscenza, aperto al mondo e alla sua diversità, di cui purtroppo ci ritroviamo oggi a parlare, non per l’esempio che può donarci, ma per la triste vicenda che lo ha colpito” - è stato spiegato nel testo che ha accompagnato l’Ordine del giorno, che così ha riassunto la storia di Patrick – Ricercatore presso la Ong egiziana Egyptian Initiative for Personal Rights, nell’agosto 2019 si trasferisce in Italia per partecipare al Gemma, un corso di laurea magistrale presso l’Università di Bologna, inserito nel programma Erasmus Mundus, con curriculum dedicato agli studi di genere e delle donne. La mattina del 7 febbraio 2020, rientrando nel suo paese, per una visita ai suoi familiari presso la sua città natale, Mansoura, all’aeroporto del Cairo, agenti dell’Agenzia di Sicurezza Nazionale egiziana lo hanno preso in custodia, facendolo sparire per le successive 24 ore. Inconsapevole del mandato d’arresto che pendeva sulla sua testa da settembre 2019, Patrick compare l’8 febbraio di fronte ad un pubblico ministero insieme ad una lista di accuse, tra cui la pubblicazione di voci e notizie false volte a disturbare la pace e fomentare il caos, l’incitamento alla protesta, la richiesta del rovesciamento dello Stato, nonché la gestione di un account social attraverso il quale avrebbe istigato all’utilizzo della violenza e di atti terroristici con il fine di minare l’ordine precostituito e la sicurezza pubblica. La carcerazione continua ad essere prolungata, per un approfondimento delle indagini mai avvenuto, in una situazione sempre più complessa a causa della pandemia da Sars-Cov2, con seri rischi legati alle condizioni di Patrick, asmatico, ed alle condizioni del carcere di Tora in cui oggi si trova. Nessuna certezza per il futuro, nessun rinvio a giudizio, solo ulteriori prolungamenti della custodia cautelare”.
L’Assise settempedana, inoltre, con lo stesso Ordine del giorno si è anche impegnata a chiedere al Governo italiano di “promuovere in tutte le sedi istituzionali azioni opportune, con particolare riferimento all’Unione Europea, affinché si attivino per il rilascio di Patrick George Zaki”.
Proseguono i lavori di completamento da parte della ditta Atlantico a cui l’Amministrazione Comunale, tramite bando, ha affidato il rinnovo e l’ammodernamento della pubblica illuminazione sull’intero territorio comunale.
A seguito della riqualificazione energetica con la conversione dei corpi illuminanti alla tecnologia led, sono stati sostituiti i pali ammalorati, a partire dal Capoluogo, nelle Vie San Girio, Recanati, Magner, Boni, Gasparrini, Della Resistenza, Cappuccini, La Conci, Rosselli, San Francesco (con ampliamento), Sant’Antonio, Italia e Giovanni XXIII. Da questa settimana si procederà alla sostituzione dei pali ammalorati a Porto Potenza Picena, nelle Vie: Tolentino, Montecanepino, Olimpia, Rossini, Lottizzazione Spinnaker, Togliatti, Vespucci, Verrazzano, Trieste, Livorno, Colombo, Antonelli e Tebaldi. Il completamento è previsto entro giugno. A breve verranno realizzati nuovi impianti di illuminazione a led in Piazza Douhet e sul Lungomare Marinai d’Italia con ampliamenti in programma nel quartiere Spinnaker e a Montecanepino. All’interno dei precedenti stralci della riqualificazione energetica della pubblica illuminazione sono stati rifatti ex novo Viale Trieste, Via Duca degli Abruzzi e il Centro Storico. Ulteriori lavori hanno riguardato la sistemazione dei quadri e delle linee del Rione Casette, di Piazza Douhet e di Porta Galiziano, l’illuminazione delle Icone religiose e il ripristino delle luci dei Pontini a mare. E’ stato riqualificato il Giardino della Musica così come Via Rossini e rifatto l’impianto di illuminazione del Monumento ai Caduti di Piazza Saverio Marotta. Sono in corso i lavori sulla Statale 16 per completare la sistemazione degli E-Way e sul Belvedere Donatori di Sangue – Pincio per il ripristino delle luci.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 3491 tamponi: 1777 nel percorso nuove diagnosi (di cui 416 nello screening con percorso Antigenico) e 1714 nel percorso guariti (con un rapporto positivi/testati pari al 15,6%).
I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 277: 42 in provincia di Macerata, 53 in provincia di Ancona, 113 in provincia di Pesaro-Urbino, 23 in provincia di Fermo, 31 in provincia di Ascoli Piceno e 15 fuori regione.
Questi casi comprendono soggetti sintomatici (53 casi rilevati), contatti in ambito domestico (69 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (63 casi rilevati), contatti in ambito lavorativo (8 casi rilevati), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (4 casi rilevati), screening percorso sanitario (2 casi rilevati).
Per altri 78 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche.
Nel Percorso Screening Antigenico sono stati effettuati 416 test e sono stati riscontrati 43 casi positivi (da sottoporre al tampone molecolare). Il rapporto positivi/testati è pari al 10%.
Dal punto di vista percentuale, nel rapporto tra il numero di tamponi processati nel percorso nuove diagnosi e il numero di contagiati, si registra un incremento rispetto alla giornata precedente: incidenza al 15,6% oggi, rispetto al 13,7% di ieri.
In diminuzione di 20 unità, rispetto alle ultime 24 ore, il numero di persone ricoverate nelle strutture sanitarie regionali che ad oggi sono 658, di cui 96 in terapia intensiva (-5 rispetto a ieri). Sono, invece, 38 le persone dimesse ieri dagli ospedali regionali.
Nel Maceratese sono accolti 136 pazienti: 46 all'ospedale di Macerata, 57 al Covid Hospital, 2 al nosocomio di Civitanova e 31 a Camerino. Altre 6 persone sono accolte nei Pronto Soccorso di Civitanova Marche e Macerata.