L'accesso alle Lame Rosse diventa a pagamento. A stabilirlo è un'ordinanza firmata dal sindaco di Fiastra Sauro Scaficchia lo scorso 15 giugno, in cui si prevede che, dai primi giorni di luglio sino al 15 settembre, l'accesso al sito potrà avvenire soltanto "mediante prenotazione online a pagamento per un massimo di 600 persone al giorno".
Il provvedimento viene giustificato dal primo cittadino in base al crescente numero di turisti atteso per i mesi di luglio e agosto che, si legge nell'ordinanza, "impone l'adozione di un intervento specifico" per "evitare un afflusso selvaggio e incontrollato con l'intento di scongiurare le criticità legate alla diffusione dell'epidemia da Covid-19 ancora in corso".
Proprio al fine di regolamentare l'accesso alle Lame Rosse, sul sito del comune di Fiastra, è stato pubblicato un avviso per l'affidamento in concessione della gestione degli ingressi al sito naturalistico.
Tutti, dunque, dovranno pagare la tariffa prevista di 3 euro per poter effettuare l'escursione, ad accezione dei bambini da 0 a 14 anni, per i quali viene mantenuto l'ingresso gratuito. Inoltre, l'accesso potrà avvenire soltanto dalle 8:30 del mattino sino alle 19:30 del pomeriggio.
L'ordinanza resterà in vigore anche oltre il 15 settembre, sino al 30 ottobre, nei giorni festivi e prefestivi.
“Si tratta di un luogo di altissimo pregio naturalistico e molto delicato, per la gestione del quale ci stiamo confrontando da più di un anno con il Parco Nazionale dei Monti Sibillini - aggiunge il primo cittadino -. Ricordiamo che le Lame Rosse si trovano in Zona A del Parco, zona a tutela integrale, dove le attività umane possono essere regolamentate per ragioni di salvaguardia ambientale. Abbiamo emanato diverse ordinanze per garantire la corretta fruizione e la regolamentazione degli accessi alle Lame Rosse, ma l'afflusso è passato da una media di circa 8000 persone a stagione alle quasi 40000 del 2020 secondo i dati del monitoraggio delle presenze turistiche effettuato annualmente dal Parco. Gli effetti di questi numeri sono purtroppo ampiamente visibili sul sito e anche questo ci ha spinto ad adottare una regolamentazione più incisiva”.
“E' ormai conclamato che le Lame Rosse siano uno dei luoghi simbolo delle Marche, – aggiunge il sindaco – sito votato da oltre due milioni di utenti nel concorso on line indetto dalla Ferrero per scegliere la grafica dei barattoli di Nutella. Riceviamo spesso richieste da grandi aziende o emittenti televisive nazionali per la concessione di autorizzazioni a riprese video e fotografiche ma a tal proposito ricordiamo che solo il Parco può fornire queste autorizzazioni.”
Si tratta di una scelta che ha già generato qualche polemica ma che il sindaco definisce coraggiosa, ricordando il carattere sperimentale dell'iniziativa: “Siamo custodi di un patrimonio che è ora che venga considerato come tale: nessuno si scandalizza nel pagare l'accesso ad un sito archeologico, è ora di cambiare mentalità e fare altrettanto con i siti naturalistici. Gli introiti di questa operazione, inoltre, verranno destinati a migliorare la fruizione del sito e saranno utilizzati dal comune per le forniture previste dal bando: portale per la prenotazione degli accessi, i bagni chimici (che sono già stati apposti) e il modulo in legno per l'accoglienza".
È stato prorogato, fino al prossimo 31 dicembre, il regime di sosta breve gratuita di 30 minuti in corso Cairoli, corso Cavour, piazza Mazzini e piazza Vittorio Veneto.
Lo ha deciso questa mattina la Giunta comunale con una delibera che conferma l’impostazione vigente in scadenza oggi, 30 giugno.
Dopo le precedenti delibere adottate per agevolare il commercio durante il periodo dell’emergenza sanitaria ed evitare aggravi di spesa ai cittadini che necessitano di una sosta veloce nelle due piazze e lungo le arterie principali della città, la Giunta ha deciso di proseguire sulla strada intrapresa” mantenendo fermo l’obiettivo di ridurre i disagi e assicurare una rotazione nell’utilizzo degli stalli di sosta”.
“Nell’ottica di una futura rimodulazione dei parcheggi su tutto il territorio comunale” afferma l’assessore alle Attività produttive Laura Laviano “oggi in Giunta è stata deliberata la proroga fino a fine anno delle soste agevolate lungo corso Cavour, Cairoli, piazza Mazzini e piazza Vittorio Veneto. La scelta di prorogare fino a fine anno è stata dettata anche dal fatto che il periodo natalizio è quello maggiormente vocato agli acquisti. Dal momento che questa azione è comunque un grande impegno economico per il comune confidiamo nel buon senso di tutti i cittadini e degli stessi commercianti verso i quali è rivolto questo aiuto”.
In particolare, nelle zona a tariffazione di corso Cavour, corso Cairoli e piazza Mazzini, la gratuità è per i primi trenta minuti di sosta (non prorogabili), con obbligo di esposizione del disco orario. Dopo la mezz’ora si passa alla tariffa oraria ordinaria di €. 1,20.
Nello spazio a tariffa di piazza Vittorio Veneto, la gratuità si estende per la prima ora di sosta e, successivamente, nelle fasce orarie 9-13 e 15-20 si applica la tariffa oraria di 1 euro (50 centesimi per trenta minuti di sosta). Per segnalare l’inizio della sosta è necessario digitare il numero della targa sul parcometro e stampare il ticket di gratuità da esporre sul cruscotto. La sosta massima consentita è di due ore.
Il sindaco di Macerata, Sandro Parcaroli, tranquillizza tutti riguardo le sue condizioni di salute
«Ci tengo a rassicurare tutti sul mio stato di salute perché in questi giorni in molti si sono interessati e mi hanno mostrato vicinanza e solidarietà, spesso preoccupati – ha detto Parcaroli -. In questi giorni mi sono sottoposto a tutti i necessari controlli e la diagnosi è stata quella di un’infiammazione alla colonna cervicale che mi ha costretto ad alcuni giorni di ricovero. Ora sto continuando la terapia in day-hospital e mi auguro di poter tornare presto operativo al cento per cento per proseguire l’azione amministrativa che comunque non si è mai interrotta. Voglio ringraziare tutti gli assessori che in questi giorni per me particolari continuano, senza sosta, a lavorare per la città e programmare il futuro di Macerata con un grande lavoro di squadra».
A fare ulteriormente chiarezza è arrivato anche il bollettino dell’Area Vasta 3.
«Il sindaco della Città di Macerata, Sandro Parcaroli, a seguito di una persistente e molto fastidiosa cervicalgia e su consiglio del dottor Ripa Giordano, suo Consigliere Comunale con Delega alla Sanità e Dirigente Medico presso l’Unità Operativa di Medicina Generale dell’Ospedale di Macerata, si è ricoverato presso la stessa Unità Operativa per eseguire, un approfondimento diagnostico ed iniziare il relativo trattamento terapeutico.
La degenza, costantemente seguita dal Dott. Ripa, si è risolta nel giro di pochi giorni, il tempo necessario per evidenziare un focolaio infiammatorio in corrispondenza della II-III-IV vertebra del rachide cervicale.
È stata iniziata tempestivamente la terapia con farmaci antinfiammatori ed antibiotici con un iniziale miglioramento del quadro clinico.
La terapia verrà proseguita per alcune settimane presso il Day-Hospital della stessa Medicina di Macerata fino a completa guarigione alla quale dovrà far fronte un adeguato ed assoluto riposo fisico.
Durante la degenza il sindaco ha potuto apprezzare il pregevole livello professionale ed umano dimostrato dall’intero personale di tale Unità Operativa, diretta dal dottor Roberto Catalini, ai quali ha indirizzato un sentito messaggio di ringraziamento. La Direttrice dell'Area Vasta 3, dottoressa Daniela Corsi, adeguatamente informata, formula i migliori auguri per una pronta guarigione del Sindaco».
Comunità settempedana in lutto per la scomparsa della più anziana nonnina residente in città. Si è spenta all’età di 106 anni Luigia Vissani. Classe 1914, avrebbe compiuto 107 anni il prossimo 17 ottobre.
Rimasta orfana di padre in tenera età, fece da madrina al Gonfalone del Comune di San Severino Marche.
Vedova da qualche anno, lascia in chi l’ha conosciuta un profondo ricordo.
Il Parlamento in Norvegia nei giorni scorsi ha varato una nuova legge: multe salate alle agenzie ed agli influencer che ritoccano le foto pubblicitarie di modelli/e, se il fotoritocco non viene dichiarato espressamente sugli scatti.
Anche le foto fatte in casa, a cui vengono applicati i filtri di instagram, utilizzate per fini pubblicitari saranno disciplinate da tale normativa. Insomma, per la Norvegia il corpo umano non deve essere ritoccato alla ricerca di una perfezione da esporre su social o sui cartelloni pubblicitari, senza alcuna differenza tra le foto scattate da un’agenzia e le foto di un influencer che vende prodotti online.
La Spiegazione arriva dal Ministero della Famiglia norvegese : “Abbiamo deciso che questo tipo di pubblicità dovrà essere etichettata in futuro perchè le foto ritoccate producono un’immagine del corpo distorta. Vogliamo che i bambini e i giovani si accettino l’un l’altro per quello che sono”.
Sociologi psicologi e psichiatri già da tempo denunciano che l’uso del fotoritocco è diventato la nuova normalità, a scapito di gravi risvolti psicologici e disturbi della personalità, soprattutto nei giovani. La componente narcisistica che sottende la cultura dei selfie, è spesso collegata ad una forte insicurezza di base: nel mondo virtuale, per molti l’omologazione del proprio corpo ai “finti canoni” stabiliti dai Social con Photoshop e co., è il naturale e normale strumento con cui presentarsi all’altro.
Salvo poi il sopraggiungere dell’ansia da prestazione per somigliare il più possibile a quel “falso se”, alterego social, e del senso di inadeguatezza per non poterci (ovviamente) riuscire. Nella dimensione psichica in cui la ricerca della perfezione viene vista come necessaria per “piacere all’altro” e come condizione imprescinbibile per “piacere a se stesso”, ci può essere una sana crescita personale?
Il Servizio Sanità delle Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 2485 tamponi: 1227 nel percorso nuove diagnosi (di cui 345 screening con percorso Antigenico) e 1258 nel percorso guariti (un rapporto positivi testati del 1,2%).
I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 15 (2 nella provincia di Macerata, 2 nella provincia di Ancona, 2 nella provincia di Pesaro-Urbino, 2 nella provincia di Fermo, 7 nella provincia di Ascoli Piceno e 0 fuori regione). Questi casi comprendono soggetti sintomatici (3 casi rilevati), contatti in setting domestico (4 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (6 casi rilevati), contatti in setting lavorativo (1 casi rilevati), contatti con provenienza extra-regione (1 casi rilevato). Nel percorso Screening un totale di n.345 test antigenici effettuati con 3 soggetti rilevati positivi (da sottoporre al tampone molecolare) un rapporto positivi/testati 1%.
Dal punto di vista percentuale, nel rapporto tra il numero di tamponi processati nel percorso nuove diagnosi e il numero di contagiati, si registra un leggero aumento rispetto alla giornata precedente: incidenza all' 1,2% oggi, contro lo 0,8% di ieri.
È invece in diminuzione di 5 unità, rispetto alle ultime 24 ore, il numero di persone ricoverate nelle strutture sanitarie regionali (20), di cui 4 in terapia intensiva (numero invariato rispetto a ieri). Una persona, altresì, è stata dimessa dagli ospedali regionali.
Nel Maceratese sono accolti 4 pazienti (due meno di ieri), tutti al Covid Hospital di Civitanova Marche.
Lunedì 28 giugno, il Rotary Club di Macerata è tornato a “riveder le stelle”, riunendosi all’aperto, presso la sede della Filarmonica estiva, per festeggiare Mirella Staffolani, nuova presidente per il 2021/2022.
È stata l’occasione per fare anche il punto sull’anno trascorso: un anno difficile, praticamente gestito tutto o quasi on line, ma che comunque – come ha ricordato il presidente uscente, Stefano Cudini – è stato caratterizzato da un costante impegno, pur calibrato sulle esigenze imposte dalla pandemia, e gestito nel rispetto delle norme di sicurezza.
La partecipazione alla Colletta alimentare assicurata con le spese del Club e di tutti i soci; l’acquisto di materiale sanitario per l’IRCR; l’acquisto di giocattoli per rallegrare le feste di Natale di molte famiglie con bambini assistite dalla Croce Rossa; la partecipazione al progetto di rigenerazione dei PC, forniti ai ragazzi per consentire loro di fruire della didattica a distanza; la fornitura di tablet a vari istituti scolastici della Provincia; la rinnovata campagna di sensibilizzazione per un uso responsabile dell’acqua: sono solo alcuni tra i numerosi service che il Club è riuscito a portare a termine, nella pur difficile annata. Determinante, a tal fine, è risultato l’impegno profuso dalla Segretaria del Club, Annunziata Pagliariccio, che non solo è stata confermata anche per il nuovo anno, ma che ha anche ricevuto il riconoscimento del prestigioso premio “Paul Harris Fellows”.
L’auspicio – condiviso sia da Stefano Cuduni che da Mirella Staffolani – è che, compatibilmente con le misure e i tempi imposti dall’emergenza, molto altro si possa fare nei prossimi mesi: particolarmente importante, al riguardo, è l’avvio del progetto di telemedicina, promosso dall’intero Distretto Rotary 2090, che a Macerata già ha avuto l’adesione di vari medici, ed in particolare del dott. Paolo Accattoli e il dott. Francesco Angerilli, presenti alla serata.
Nell’occasione è stato possibile consegnare personalmente il Premio Tandoi ai Maestri artigiani Nazareno Latini (sartoria) Luigi Ricci (fotografia) e Giuseppe Verdenelli (arte Orafa), dopo che la relativa cerimonia, nello scorso mese di marzo, si era dovuta tenere su piattaforma Zoom.
Alla gioia si è accompagnata la commozione. Il premio è stato consegnato da Marilena Morbiducci, moglie del prof. Amerigo Sbriccoli, ex Presidente, storico socio del Club, nonché “inventore” e “motore” del Premio sin dalla metà degli anni 90, venuto a mancare poche settimane fa: la proiezione del video, proprio nel mese di marzo, nel quale il prof. Sbriccoli aveva ricordato la storia e la ragione dell’iniziativa, è stata accompagnata da un grande applauso e dal saluto di tutti i presenti.
Non meno commosso, e pieno di nostalgia è stato il ricordo di Simonetta Santucci, per anni eccezionale Collaboratrice del Club e dell’Università per tutte le Età, anche lei è venuta a mancare, nello scorso mese di settembre.
Uscire a “riveder le stelle” ha significato dunque unire momenti di gioi+-a e di malinconia, ma anche ribadire la volontà di continuare a portare, con rinnovato entusiasmo, il contributo del Rotary alla Città e all’intera comunità maceratese.
Un entusiasmo al quale ha senz’altro contribuito la presenza alla serata dei giovani del Rotaract, insieme ai quali è stato festeggiato il passaggio delle consegne dal Presidente uscente, Angelo Tartaglia, a Riccardo Piergiacomi.
Con questo spirito Mirella Staffolani ha presentato il Direttivo che la coadiuverà in questo anno, e ha concluso la serata avvertendo tutti i soci che “non saranno ammessi assenti ingiustificati”.
Bentrovati cari lettori a una nuova puntata della mia rubrica. Questa settimana notiamo come la traiettoria di discesa dei contagi rimanga nel trend, quindi i contagi si confermano in calo mediamente di oltre il 20% a livello nazionale.
Per i dati ospedalieri il calo di oltre il 20% è mantenuto anche questa settimana, in coerenza con il calo dei casi delle settimane precedenti.
Esaminando poi le regioni, come sottolineato sul titolo, le Marche si piazzano al secondo posto tra quelle 'virtuose', mentre i dati del Friuli non sono validi poiché hanno avuto un riconteggio che ne ha abbassato il numero totale di positivi. Oramai l'intera nazione è zona bianca ed il calo dei contagi è generalmente diffuso.
Riprendo infine il focus sulla situazione nel Regno Unito, che ci può essere molto utile per capire cosa potrebbe accadere qui da noi in autunno. A differenza di quanto generalmente rilevato sui principali media, vi mostro i dati in scala logaritmica. Essendo un fenomeno esponenziale, la scala logaritmica si presta molto bene a rappresentarlo.
La crescita è attualmente di tipo esponenziale con raddoppio a 15 giorni. Esaminando i dati, come detto anche nelle puntate precedenti, si nota come ricoveri e i decessi stiano seguendo anche loro una crescita esponenziale con - all'incirca - la stessa velocità ma con i dovuti ritardi (tra il contagio, il ricovero e poi, purtroppo, l'eventuale decesso passano vari giorni).
Facciamo ora una interessante analisi sui minimi e massimi delle varie ondate.
Notiamo valutando i massimi e minimi come il tasso di ospedalizzazione sia sceso molto nella seconda ondata rispetto alla prima. Ciò si deve probabilmente ad una migliore gestione dei protocolli di cura casalinghi. Quello che, però, è più interessante studiare è il dato relativo alla letalità del virus: dal picco della seconda ondata questo dato si è enormemente ridotta, passando dal 2.1% allo 0.32%, in pratica un calo dell'85%.
I decessi erano praticamente tutti nella fascia over 60, e nel Regno Unito questa fascia ha una copertura vaccinale di circa il 90% (alcuni però non ancora con la seconda dose). Possiamo dire, quindi, che il calo della letalità sia completamente da attribuire alla vaccinazione della popolazione più fragile.
Il Servizio Sanità delle Marche comunica che nelle ultime 24 ore sono stati testati 1955 tamponi: 1002 nel percorso nuove diagnosi (di cui 422 screening con percorso Antigenico) e 953 nel percorso guariti (un rapporto positivi testati del 0,8%).
I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 8: nessuno nella provincia di Macerata, 1 nella provincia di Ancona, 2 nella provincia di Pesaro-Urbino, 2 nella provincia di Fermo e 3 nella provincia di Ascoli Piceno
Questi casi comprendono soggetti sintomatici (3 casi rilevati), contatti in ambito domestico (3 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (2 casi rilevati).
Nel percorso Screening sono stati effettuati un totale di 422 test antigenici e rilevati 4 soggetti positivi (da sottoporre a tampone molecolare).
Dal punto di vista percentuale, nel rapporto tra il numero di tamponi processati nel percorso nuove diagnosi e il numero di contagiati, si registra una stabilità rispetto alla giornata precedente: incidenza allo 0,8% oggi, la stessa registrata ieri.
È invece in diminuzione di 5 unità, rispetto alle ultime 24 ore, il numero di persone ricoverate nelle strutture sanitarie regionali (25), di cui 4 in terapia intensiva (-2 rispetto a ieri). Sei, altresì, le persone dimesse dagli ospedali regionali.
Nel Maceratese sono accolti 6 pazienti, tutti al Covid Hospital di Civitanova Marche.
Per il secondo anno consecutivo Fabiola Pietrella sarà alla guida del Rotary Club Civitanova Marche. Dottore Commercialista e Revisore Legale, Pietrella è stata riconfermata Presidente durante una conviviale che si è tenuta venerdì 25 giugno al Ristorante Orso. Un appuntamento sentito e partecipato, il primo in presenza dopo mesi di incontri online dettati dalle doverose norme di distanziamento sociale.
“È stato un anno difficile in cui abbiamo vissuto periodi incerti - le parole del Presidente Pietrella -. Abbiamo affrontato situazioni complesse, che hanno spazzato la nostra normalità. Come rotariani crediamo nei nostri service, nel nostro metterci al servizio: dobbiamo essere abili a captare e capire le fragilità e a dare il nostro contributo nel creare ponti e connessioni. Per me è un piacere poter proseguire nel compito di Presidente del Club di Civitanova Marche per un altro anno: in questo modo potremo riprendere quei progetti che il Covid-19 ha stoppato”.
Per l’occasione, il Club ha visto l’ingresso di due nuovi soci (sono Giuseppe Bentivoglio e Luca Marinucci) e dei soci che sono entrati nel Club durante gli incontri da remoto. Nel corso della cerimonia, c’è stato anche il passaggio di consegne nel Rotaract La Marca, con il Presidente uscente Lorenzo Marcaccio che ha salutato Michela Cipriani, Presidente per l’anno rotariano 21/22. Quindi il Past Governor Mauro Bignami, a nome del Presidente Pietrella, ha consegnato a Matteo Cartechini il Paul Harris Fellow, alto riconoscimento internazionale del Rotary.
"Quest’anno l’atteso ripetersi della fioritura di Castelluccio ha imposto una riflessione sulla gestione di tale straordinario spettacolo, a fronte della ormai nota sentenza della Corte di Appello di Roma per gli usi civici che, nel marzo scorso, ha confermato quanto già stabilito dalla sentenza del Commissario agli usi civici di Lazio, Umbria e Toscana e cioè il divieto di realizzare parcheggi per autoveicoli, anche solo temporanei, sul Pian Grande di Castelluccio". A sottolinearlo, in una nota è l'Ente Parco dei Monti Sibillini intervenendo in merito alla decisione di chiudere gli accessi dalle Marche per Castelluccio di Norcia, in occasione dello spettacolo della Fioritura.
"Da qui la consapevolezza che questo avrebbe comportato per la nuova fioritura un inevitabile aggravamento della già critica situazione del flusso veicolare, che l’anno scorso, soprattutto nei fine-settimana, ha fatto registrare momenti preoccupanti di congestione, che avrebbero potuto anche impedire l’intervento di mezzi di soccorso in caso di emergenza o necessità - si aggiunge nella nota -. Tale previsione, anche in considerazione delle possibili conseguenze negative sul delicato equilibrio ecosistemico del luogo e sui fruitori che non si troverebbero a vivere l’esperienza attesa, ha motivato un confronto tra i vari soggetti istituzionali competenti".
"A riguardo l’Ente Parco si è fatto parte attiva per portare avanti un tavolo di mediazione con gli attori coinvolti per contemperare, se possibile, le diverse istanze. Il presidente del Parco, Andrea Spaterna, ha personalmente convocato numerosi incontri di confronto, ai quali sono sempre stati invitati i Sindaci dei Comuni di Arquata del Tronto, Castelsantangelo sul Nera e Norcia e i Presidenti delle rispettive Province; quindi ha sempre partecipato in prima persona a tutti gli altri tavoli sul tema, convocati dalle Prefetture e non solo, e ai quali il Parco è stato invitato" prosegue la nota.
"Purtroppo, malgrado l’impegno di tutte le Istituzioni, alle quali va comunque un sentito ringraziamento per l’impegno dimostrato, l’intento non è andato almeno per il momento a buon fine, in quanto non si è riusciti a fare sintesi delle diverse esigenze e aspettative, peraltro tutte più che comprensibili e valide, ma tra loro non convergenti - si legge ancora -. Ne discende che l’Ente Parco, pur non avendo competenze dirette in materia di viabilità, protezione civile e ordine pubblico, non si è assolutamente sottratto al senso di responsabilità nel cercare una soluzione condivisa che potesse garantire a quante più persone possibili di godere dello straordinario spettacolo della fioritura, purché in un contesto di sicurezza e di sostenibilità ambientale. Appare pertanto del tutto inaccettabile e ingenerosa la critica mossa al Parco di non aver risposto all’invito di portare avanti un’azione di coordinamento tra i vari attori interessati".
Quello che è seguito è l’ormai nota iniziativa, assunta dai componenti del versante umbro anche sulla base delle indicazioni tecniche delle forze dell’ordine, di chiudere ad auto e camper l’accesso nei primi due fine settimana di luglio, lasciando libero transito solo ai mezzi a due ruote, alle auto di residenti, dimoranti, esercenti, di persone con disabilità motoria o di coloro in possesso di prenotazione presso ristoranti o strutture ricettive, di autorizzati ad altro titolo, nonché a navette e bus turistici, organizzando per gli altri mezzi un servizio di prenotazione presso i parcheggi di corona, con la possibilità di arrivare poi a Castelluccio attraverso un sistema di navette.
"L’auspicio è che tale scenario possa quanto meno contribuire a distribuire più equamente il carico dei flussi turistici su tutti i giorni della fioritura e non concentrarli, come è sempre accaduto negli anni passati, prevalentemente sui fine-settimana - spiega il presidente del Parco, Andrea Spaterna -. Certamente è di tutti la consapevolezza che la fioritura rappresenta un’opportunità straordinaria e attesa per l’economia locale, non solo riferita alla frazione di Castelluccio e dei tre Comuni porte di ingresso ai piani (Norcia, Castelsantangelo sul Nera, Arquata del Tronto), ma anche di numerosi altri comuni che ad anelli concentrici beneficiano dell’impennata turistica che si registra in questo periodo".
"Un richiamo, infine, ai visitatori, perché vivano la fioritura come un’esperienza di connessione con un sistema naturalistico, bellissimo ma altrettanto fragile, che merita e impone attenzione e rispetto" concludono dall'Ente Parco.
Il Servizio Sanità delle Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 796 tamponi: 357 nel percorso nuove diagnosi (di cui 117 screening con percorso Antigenico) e 439 nel percorso guariti (un rapporto positivi testati del 0,8%).
I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 3 (0 nella provincia di Macerata, 0 nella provincia di Ancona, 2 nella provincia di Pesaro-Urbino, 0 nella provincia di Fermo, 1 nella provincia di Ascoli Piceno e 0 fuori regione). Questi casi comprendono soggetti sintomatici (1 casi rilevati), contatti in setting domestico (2 casi rilevati). Nel percorso Screening un totale di n.117 test antigenici effettuati e nessun soggetto rilevato positivi (da sottoporre al tampone molecolare) un rapporto positivi/testati 0%.
È invece in aumento di una unità, rispetto alle ultime 24 ore, il numero di persone ricoverate nelle strutture sanitarie regionali (30), di cui 6 in terapia intensiva (dato invariato rispetto a ieri). Due, altresì, le persone dimesse dagli ospedali regionali.
Nel Maceratese sono accolti 6 pazienti, tutti al Covid Hospital di Civitanova Marche.
Il Servizio Sanità delle Marche, comunica, inoltre, che nelle ultime 24 ore non si sono verificati decessi correlati al Covid-19.
Diciotto anni fa Civitanova conquistava la sua prima Bandiera Blu. Quell’estate del 2003 fu una data storica per una città che sognava per il suo futuro un importante sviluppo turistico e una svolta ambientalistica in cui allora forse non tutti credevano fino in fondo.
Nel corso della cerimonia organizzata oggi pomeriggio al Club Vela, che si è aperta con l’Inno di Mameli suonato dalla banda Città di Civitanova, il sindaco Fabrizio Ciarapica ha ripercorso alcune tappe di questa storia davanti alla platea delle autorità, degli operatori e delle associazioni intervenuti a ritirare il vessillo che dovrà essere esposto a bella vista in città.
Dopo i ringraziamenti al presidente del Club Vela Cristiana Mazzaferro per l’ospitalità e ai responsabili dell’ufficio Turismo e Cultura del Comune che anche quest’anno hanno felicemente concluso la pratica amministrativa che porta alla certificazione, il Primo cittadino ha voluto ringraziare il consigliere comunale Sergio Marzetti che per primo intuì l’importanza della Bandiera Blu per Civitanova.
“È la quarta Bandiera Blu consecutiva del mio mandato - ha detto Ciarapica – ma quello che va sottilineato è lo sforzo corale della città in tutti questi anni. Sono davvero orgoglioso di aver condiviso parte di questo lungo percorso che il Comune di Civitanova ha iniziato 18 anni fa e che non si è mai interrotto. Come Amministrazione puntiamo sugli aspetti legati alla sicurezza, alla pulizia delle spiagge, al salvataggio e sulle piste ciclabili e turismo sulle due ruote, con particolare riguardo a quelle che prevedono il collegamento di più comuni. Inoltre abbiamo intensificato gli spazi verdi, con nuove piantumazioni, facendo diventare Civitanova la città di mare più verde della regione. La Bandiera blu è un circolo virtuoso e dobbiamo essere bravi, tutti, a sostenerlo con nuova linfa ed entusiasmo”.
Tra le autorità presenti anche il consigliere regionale Pierpaolo Borroni, il direttore del Cosmari Giuseppe Giampaoli, il presidente del Consiglio comunale Claudio Morresi.
“Vi porto i saluti del prsidente Acquaroli – ha detto Borroni – la Regione sta investendo tantissimo sul turismo, proprio in questi giorni abbiamo una delegazione russa in visita su tutto il terrotorio. Sono particolarmente legato alla bandiera Blu di Civitanova, perché nel 2003 io ero a fianco dell’Amministrazione per condividere la gioia di quel primo risultato e sono qui oggi a rappresentare una Regione che vuole diventare sempre più importante”.
A sottolineare la crescita della città il presidente Eco Schools Camillo Nardini: “18 anni fa sognavamo per Civitanova una crescita che effettivamente ha avuto. Civitanova ha dato prova di forza, coraggio, impegno, siate orgogliosi di essere civitanovesi e puntate ancora sull’ambiente”.
Il presidente Morresi prendendo la parola ha ringraziato tutti i cittadini che con spirito di collaborazione fanno la loro parte per la crescita della città e ha portato i saluti del presidente della Provincia Antonio Pettinari, che non era presente perché impegnato in altra manifestazione.
Al termine del saluti è stato proiettato il video promozionale Vitamina Mare con il testimonial Vittorio Brumotti.
Presenti anche il luogotenente Capitaneria di Porto Tonino Marconi, il comandante Compagnia Carabinieri Massimo Amicucci, il capitano Guardia di Finanza Tiziano Padua, l’ispettore Roberto Schirripa e l’assistente capo coordinatore Lorenzo Pezzola per il Commissariato di Polizia di Stato, Alfredo Squadroni capo distaccamento Vigili del Fuoco, Aurelio Del Medico coordinatore Protezione civile, Olindo Iualè dell’ass. Naz. Carabinieri, rappresentanti della Polizia locale, Croce Verde, GV service Salvataggio e Csla, Abat, Civitas, Atac, Mercato Ittico, Legambiente, Lega navale, Maria Rosa Berdini e Franco Pistilli per la Pro Loco e Aldo Foresi, le cooperatove Casa del pescatore, Marinerie d’Italia e Europa, Assoittico, associazione albergatori e Gea, camping e centi civici, Confcomemrcio, Camera commericio Regione, Cna, Confartiganato, Coldiretti.
Si è spenta nei giorni scorsi all’età di 73 anni, dopo una lunga malattia, l’odontoiatra Cristina Monachesi.
La stimata professionista era anche una socia fondatrice del Soroptimist club di Macerata.
Di seguito, una nota di cordoglio della presidente del club Maria Leonori.
“Un nuovo grave lutto ha colpito il Soroptimist Club di Macerata. A poco più di due mesi dalla perdita di Donatella Donati, ci ha lasciato Cristina Monachesi, anche lei socia fondatrice del nostro club e grande “Soror”.
Medico Odontoiatra, sin da giovanissima ha creduto nella parità di genere iscrivendosi alla facoltà di Medicina, disciplina che cinquant’anni fa era riservata prevalentemente agli uomini. In questo ha creduto per tutta la vita, partecipando attivamente a comitati pari opportunità, al Consiglio delle Donne, nel quale rappresentava l’Ordine dei Medici, e dedicandosi da vera Soroptimista allo sviluppo della condizione femminile.
Molto attiva nell’Ordine dei Medici e Odontoiatri, era consigliera dell’Ordine sia a livello locale che nazionale ed era stata per anni Presidente degli Odontoiatri.
Molti erano i suoi interessi. Da Presidente del Soroptimist Club di Macerata nel biennio 1998-2000, è stata molto attiva nel collaborare con le istituzioni e con altre associazioni, tra le quali Amnesty International con cui organizzò iniziative di grande levatura a tutela dei bambini e dei diritti umani. Idealista e molto generosa, non esitava a coprire spesso personalmente i costi fuori budget delle sue iniziative.
Anche successivamente alla sua presidenza, ha continuato a partecipare attivamente alla vita del Club. Sempre piena di entusiasmo, di idee e di proposte innovative e costruttive, spesso collegate alla medicina di genere, è stata uno dei punti fermi del Club di Macerata, di cui attualmente era Vice Presidente, ed ha lasciato un grande vuoto in tutte noi.
Amante dei viaggi avventurosi, aveva visitato gran parte del mondo. Questa sua passione aveva contribuito a darle quell’apertura mentale a largo raggio che poche persone hanno e che la rendeva una persona davvero speciale.
Ci mancheranno il suo sorriso, il suo ottimismo, il suo entusiasmo, la sua grande umanità, la sua capacità di “volare alto”, ma, soprattutto, ci mancherà la sua amicizia: il Soroptimist ha perso una grande figura, ma tanto di Cristina resterà in tutti noi. Grazie, carissima Amica”.
Questa settimana la nostra rubrica non prende in considerazione un mestiere in particolare ma descrive la situazione commerciale di un paese come Porto Potenza Picena, un piccolo borgo che potrebbe essere il simbolo di quello che succede nel resto del mondo.
La discussione è nata da un post sul gruppo Facebook Potenza Picena e Porto Potenza Speakers' Corner di un cittadino che lamentava:
"[...]Il paese offre sempre meno. Parlo ovviamente di Porto Potenza ma sono certo che Potenza Picena non sia meglio. Ed allora sono andato a ricercare i dati della Camera di Commercio relativi al nostro Comune: un pianto. Dal 2009 ad oggi abbiamo perso il 30% delle imprese agricole, il 37% delle imprese manifatturiere, il 21% delle imprese di costruzione e il 10/11% del commercio che però ha mutato enormemente dai negozi alle case".
Cristina del negozio di fiori Mamanonmama e Anna di Grandinetti Sport hanno le loro botteghe a Porto Potenza da tanti anni e non vedono la situazione tanto tragica: "Di Porto Potenza si dice sempre che sia morta ma non è vero, è un diamante grezzo che va tirato fuori e scoperto. Non c'è stata una moria ma una selezione naturale, quel che c'è è di qualità. Resiste chi mantiene alta la qualità e dà il massimo: i negozi che sono rimasti ci mettono l'anima per essere al passo con i tempi".
"Io, a distanza di 10 anni che ho l'attività qui e 23 che vivo nel Comune, non lo cambierei per nulla al mondo" dice Cristina.
Porto Potenza è cambiata tantissimo negli anni, prima c'erano sopratutto piccole attività familiari. Oggi quelle intorno a Piazza Stazione sono tutte storiche, in quanto si trovano lì da più di 50 anni: le gelaterie Giorgetti e Paoletti, il negozio di elettronica Giampaoli.
Al contempo alcuni esercizi commerciali presenti 50 anni fa non ci sono più. L'evoluzione ha tagliato sotto certi aspetti i lavori e, sopratutto a Potenza, non ci sono più le botteghe della sarta e del falegname. E' mancato il ricambio generazionale, non ci sono più figli che hanno continuato le attività. Per esempio il fornaio: quanti ragazzi hanno voglia di alzarsi alle 2 di mattina e mettersi a fare il pane?
Più recentemente al porto hanno chiuso due librerie, un'erboristeria e Imago, celebre fotografo del posto che ha rinunciato allo studio visto che non si sviluppano più rullini fotografici ma si richiedono servizi di shooting e matrimoni. Allo stesso tempo hanno aperto altre imprese come quella di fiori di Cristina e la Bluma Viaggi.
"C'è stata un evoluzione del commercio a cui non tutti sono stati capaci di andare incontro - spiega Anna -. Non esistono più il parrucchiere e la parrucchiera ma un salone dove si cura il lato estetico a 360°; non esiste il tabaccaio ma Enrico Giorgetti dove puoi fare le fotocopie, mandare i fax, prendere le marche da bollo e prendere le sigarette, chi ha voglia di andare avanti è andato in questa direzione. Giampaoli è partito con il nonno che riparava le macchine da cucire, cambiava le lampadine e ora vendono elettronica e fanno di tutto".
"C'è stato anche un cambio delle aziende che vendono, ora sono multinazionali e devi andare negli showroom a Milano, Roma o Ancona per vedere marchi come Lacoste, Adidas, Nike; una volta avevi la società che produceva, lavorava e vendeva in Italia e veniva il 'viaggiatore', così lo chiamava mio padre, che arrivava in negozio a mostrarti la merce" aggiunge Anna, ripescando nei suoi ricordi.
"Una parte dei miei clienti è fidelizzata e si fa guidare dal mio consiglio, ma l'altra fa richieste specifiche che ha trovato facendo ricerche su Internet. Ci si aspetta che io abbia il pezzo che si trova sul sito ufficiale. E' l'evoluzione e non puoi rimanere indietro. In alcuni casi il cliente è fin troppo preparato. Noi commercianti dobbiamo stare al passo con i tempi, non tutti ci riescono. Il commercio è cambiato negli spostamenti, prima non c'era il centro commerciale e per certi articoli c'è una sofferenza. E poi c'è Internet. Il mio negozio è su tutti i social grazie al supporto dei miei nipoti, abbiamo anche l'e-commerce. Ma il passaparola è sempre la pubblicità più grande e di effetto".
"Se vieni da Grandinetti trovi un grande assortimento di prodotti, grazie a una scoperta costante e continua dei fornitori, cura delle vetrine, la cordialità e il servizio" conclude Anna.
"La clientela è esigente e su Internet vede tutto - dice Cristina -. Gli sposi ti portano ad esempio le foto di Pinterest, non si rendono conto di quanto possa costare un determinato tipo di allestimento. Sta a te fioraio far capire che cosa vuol dire fare quel lavoro. Se il cliente vuole una cosa devi avere la possibilità di dargliela. Il mercato è aperto a tutti e ognuno ha il suo modo di lavorare ma quando mi guardo alle spalle e mi rendo conto che 10 anni fa sono partita da zero, non ero nessuno e non mi conosceva nessuno. Ora invece ho un negozio più grande, una collaboratrice nell'organico, investo nei social e la gente apprezza."
Porto Potenza Picena ha tante possibilità e camminando, di vetrine buie, non se ne vedono molte. Si tratta di un piccolo centro su cui si può continuare a investire, in maniera diversa rispetto agli estremi di Civitanova Marche e Porto Recanati, puntando sull'aspetto più intimo e familiare.
A livello di proposte e iniziative, risponde sempre presente: la città è morta solo se tu vuoi vederla così.
Esattamente come per i mestieri di una volta, dobbiamo ritrovare ciò che ci appartiene.
Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, “Chiedilo all'avvocato”.
Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato i giusti comportamenti del giornalista, con particolare riferimento alla vicenda della trasmissione “Report” circa l’obbligatorietà da parte del professionista di rilevare le proprie fonti alla base di un suo servizio. Ecco la risposta dell’avv. Oberdan Pantana alla domanda posta da un giornalista di Civitanova Marche che chiede: “Il giornalista può essere costretto a rilevare la fonte alla base di un suo servizio?”.
A questa domanda si potrebbe essere tentati di rispondere con una certa sicurezza che la tutela delle fonti del giornalista rappresenta un pilastro della professione perché strettamente strumentale a garantire il diritto di informazione tutelato, sia dall’art. 21 della nostra Costituzione, sia dall’art. 10 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.
Tuttavia, occorre guardare alla giurisprudenza per comprendere quale sia l’esatta portata della tutela delle fonti giornalistiche, e certamente può dirsi che quell’indagine sia essenziale anche per verificare le condizioni di effettivo esercizio della libertà di stampa. Ed infatti, le limitazioni alla segretezza delle fonti che operano come prerequisito perché al giornalista vengano fornite informazioni necessarie per avviare o consolidare la propria inchiesta, sono sì possibili, ma devono rispondere ad esigenze ben definite.
Come quelle ad esempio che nel processo penale possono portare all’obbligo del giornalista di dover rivelare la fonte di una notizia pur nei limiti della giurisprudenza europea: da ultimo Corte EDU 6 ottobre 2020 Jecker vs. Svizzera, e non possono mai tradursi in una generalizzata attività di controllo dell’attività giornalistica come si potrebbe avere nel caso della richiesta di sequestro dell’intero hard disk di un giornalista o del suo avvocato affrontato dalla Corte EDU con la sentenza del 25 febbraio 2003 Roemen e Schmit vs. Lussemburgo.
Ebbene, in quest’ambito non vi è dubbio che la sentenza del TAR Lazio del 18 giugno 2021, n.7333 merita attenzione perché contribuisce a delimitare le fonti che il giornalista, a certe condizioni, potrebbe essere costretto a rivelare. La questione decisa dai giudici amministrativi in primo grado prende le mosse da un’inchiesta giornalistica della trasmissione “Report” mandata in onda dalla RAI e questo ha una sua rilevanza perché la RAI è soggetta alle norme sull’accesso documentale.
Infatti, dopo la trasmissione una persona citata nel servizio, ritenendosi danneggiata nella reputazione, formula alla RAI, tra l’altro, una richiesta di accesso ai documenti amministrativi, ai sensi della legge n. 241del 1990, chiedendo, per quel che più rileva ai nostri fini: “a) tutte le richieste rivolte dai giornalisti e/o dalla redazione di “Report”, tramite e-mail o con qualsiasi mezzo scritto o orale, a persone fisiche ed enti pubblici (Comuni, Province, ecc.) o privati (fondazioni, società, ecc.), per ottenere informazioni e/o documenti riguardanti la persona X e la sua attività professionale e culturale; b) tutti i documenti e/o le informazioni fornite ai giornalisti e/o alla redazione di “Report” a seguito delle richieste sub a), e in particolare la corrispondenza personale intercorsa tra lo scrivente e soggetti terzi illustrata nella parte finale del servizio; c) ogni altra corrispondenza non ricompresa sub a) o b) che sia intervenuta tra i giornalisti e/o la redazione di “Report” con riferimento a X o allo Studio Y”.
A seguito del rigetto dell’istanza, viene presentato ricorso al TAR Lazio che decide di accogliere la richiesta ritenendo in particolare che non è di ostacolo l’invocato segreto professionale del giornalista. I giudici amministrativi hanno deciso di accogliere la richiesta di ostensione della “documentazione connessa all’attività preparatoria di acquisizione e di raccolta di informazioni riguardanti le prestazioni di carattere professionale svolte dal ricorrente in favore di soggetti pubblici, confluite nell’elaborazione del contenuto del servizio di inchiesta giornalistica mandato in onda, nello specifico avente ad oggetto la rete di rapporti di consulenza professionale instaurati su incarico di enti territoriali e locali”.
“La suddetta documentazione” – ha precisato il TAR Lazio – “risulta costituita, in particolare, dalle richieste informative rivolte in via scritta dalla redazione del programma ad enti di natura pubblica in merito all’eventuale conferimento di incarichi ovvero di consulenze in favore di parte ricorrente, unitamente ai riscontri forniti dai suddetti enti, in quanto rientranti nel novero dei documenti e degli atti formati ovvero detenuti da una pubblica amministrazione o da un privato gestore di un pubblico servizio”.
Poiché il TAR ha delimitato l’accoglimento dell’istanza ai soli documenti che provengono da un’interlocuzione del giornalista con soggetti pubblici, ciò “rende priva di rilievo nel caso concreto la prospettazione difensiva articolata dalla Società resistente circa la prevalenza che dovrebbe riconoscersi al segreto giornalistico sulle “fonti” informative per sostenere l’esclusione ovvero la limitazione dell’accesso nel caso di specie”.
Ecco allora che laddove il giornalista (nell’ambito di una società – nel caso di specie la RAI – soggetta alle norme sull’accesso amministrativo in base alla legge n. 241 del 1990) abbia utilizzato documentazione proveniente da interlocuzione con la pubblica amministrazione (magari a sua volta proprio utilizzando la legge n. 241 del 1990 o l’accesso civico generalizzato), quella documentazione potrebbe dover essere ostentata a seguito di una richiesta di accesso agli atti formulata dall’interessato.
Per valutare se questa interpretazione sia, o no compatibile, con la tutela del segreto professionale sulle fonti del giornalista occorre richiamare il terzo comma dell’articolo 2 della legge n. 69 del 1963 secondo cui “giornalisti e editori sono tenuti a rispettare il segreto professionale sulla fonte delle notizie, quando ciò sia richiesto dal carattere fiduciario di esse”.
Ebbene, già leggendo la norma appare che il segreto professionale sulla fonte della notizia debba essere rispettato – precisa l’inciso – “quando ciò sia richiesto dal carattere fiduciario di esse (e ciò – precisa il Garante per la protezione dei dati personali - anche quando sono richiesti ai sensi della normativa sulla privacy di conoscere l’origine delle informazioni che riguardano l’interessato)".
Pertanto in risposta al nostro lettore/giornalista potremmo quindi direche, “ogni qualvolta il giornalista interpelli formalmente un soggetto pubblico potrebbe essere costretto a rivelare ed ostentare la fonte del proprio lavoro giornalistico (e ciò sia ove vi sia stata un’istanza di accesso agli atti in base alla normativa amministrativa, ma anche, ad esempio, ove vi sia stata un’istanza di accesso agli atti in base alla normativa privacy), in quanto essendo la fonte una pubblica amministrazione, non sussiste alcuna esigenza di salvaguardare la fonte mancando qualsiasi rapporto “fiduciario” tra fonte e giornalista” (TAR Lazio, sez. III, sentenza n. 7333/21; depositata il 18 giugno).
Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
È stato siglato l’accordo di collaborazione tra la Direzione generale Archivi e il Comune di Camerino, che prevede la partecipazione diretta dei cittadini di Camerino, percettori del reddito di cittadinanza, in attività di supporto del personale della Sezione di Archivio di Stato, per garantire il servizio al pubblico e l’apertura in sicurezza. È il primo progetto di questo tipo a livello nazionale avviato dal Ministero.
“Siamo molto contenti di poter garantire un servizio importante come quello dell’Archivio di Stato della sezione di Camerino che custodisce documenti storici tra i più importanti in Italia - ha detto il sindaco Sandro Sborgia - peraltro Camerino è il primo a siglare un accordo del genere e anche questo ci inorgoglisce. Un ringraziamento particolare alla dottoressa Buzzi”.
L’accordo si iscrive nel quadro del progetto “Insieme per l’Archivio di Stato”, che coinvolge il Comune e la Direzione Generale Archivi del Ministero della cultura, e fa seguito alla proficua collaborazione già avviata nel mese di dicembre 2020.
“Ringrazio il Sindaco per la sensibilità dimostrata - dichiara il Direttore Generale Archivi del Ministero della cultura, Anna Maria Buzzi - Questo è un primo importante modello di collaborazione virtuosa tra una amministrazione comunale e il Ministero della cultura, che spero possa essere presto portato avanti anche in altre realtà territoriali. Grazie a questo accordo sarà possibile mantenere efficiente un servizio importante per la memoria collettiva del territorio, per l’attività di studio e ricerca, ma anche per la consultazione della documentazione necessaria alle pratiche amministrative legate alla ricostruzione”
“Questo accordo - commenta il Sindaco di Camerino Sandro Sborgia - aprendo le porte della Sezione di Archivio di Stato di Camerino, permette di mantenere viva l’offerta culturale sul territorio camerte grazie al coinvolgimento diretto della cittadinanza, a conferma di quanto la cultura possa essere strumento di rilancio per un territorio fortemente colpito dal sisma del 2016, quale segno di ripartenza e resilienza”.
Il Servizio Sanità delle Marche comunica che nelle ultime 24 ore sono stati testati 1891 tamponi: 970 nel percorso nuove diagnosi (di cui 404 screening con percorso Antigenico) e 921 nel percorso guariti (un rapporto positivi testati del 1,3%).
I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 13 di cui 3 nella provincia di Macerata, 3 nella provincia di Ancona, 2 nella provincia di Pesaro-Urbino, 4 nella provincia di Fermo e 1 fuori regione.
Questi casi comprendono soggetti sintomatici (4 casi rilevati), contatti in ambito domestico (3 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (5 casi rilevati), contatti con provenienza extra-regione (1 caso rilevato).
Nel percorso Screening sono stati effettuati un totale di 404 test antigenici, non rilevando alcun soggetto positivo.
Dal punto di vista percentuale, nel rapporto tra il numero di tamponi processati nel percorso nuove diagnosi e il numero di contagiati, si registra un leggero incremento rispetto alla giornata precedente: incidenza all'1,3% oggi, contro la percentuale dello 0,6% di ieri.
Restano fermi a 39, di cui 6 in terapia intensiva, i ricoverati per covid negli ospedali delle Marche, dove nelle ultime 24 ore non sono stati comunicati decessi, con il totale che resta 3.036. Invariato il numero dei degenti in intensiva, quelli in semi intensiva scendono a 8 (-1), quelli in reparti non intensivi salgono a 15 (+1).
Nel Maceratese sono accolti 6 pazienti (di cui uno in terapia intensiva), tutti al Covid Hospital di Civitanova Marche.
Secondo i dati del Servizio Sanità della Regione c'è stata un paziente dimesso nell'ultima giornata. I pronto soccorso sono covid free, mentre ci sono 51 ospiti di strutture territoriali. Sono 1.415 i positivi alla data di oggi, di cui 1.386 in isolamento domiciliare. Sono 1.535 le persone in quarantena per contatti con contagiati (413 con sintomi, 20 operatori sanitari).
I dimessi/guariti dall'inizio della pandemia salgono a 99.163.
I Sindaci dei Comuni di Arquata del Tronto, Castelsantangelo sul Nera, Montegallo, Montemonaco e Visso replicano duramente alla nota stampa inerente la Fioritura 2021 di Castelluccio di Norcia emessa da Legambiente Marche e Umbria (leggi qui). I primi cittadini reputano alcune affermazioni "inesatte e forvianti", pertanto hanno ritenuto "opportuno e necessario fare dei chiarimenti".
Anzitutto viene bollata come "non rispondente a verità" la seguente dichiarazione fatta da Legambiente Marche e Umbria: "gli enti marchigiani, con il loro disimpegno, hanno fatto perdere a tutto il territorio la grande occasione di avviare subito un percorso condiviso non solo a tutela della natura e dell’ambiente, ma soprattutto per la ripartenza di un territorio pesantemente provato dal sisma e dall’emergenza sanitaria.”
I primi cittadini sottolineano come Legambiente dimentichi "il costante impegno documentabile della fattiva e proattiva partecipazione ai molteplici incontri che tutti noi abbiamo riservato a questo delicato e importante problema. Ci sembrava di aver compreso, dopo i colloqui telefonici intercorsi con la Presidente di Legambiente Marche, che ci sarebbe stata una tempestiva precisazione, ma visto che ciò non è avvenuto, o comunque al momento non l’abbiamo riscontrata, siamo stati costretti a farla noi".
"Premesso che le sentenze vanno rispettate e che su tale problema ci siamo sempre confrontati nelle riunioni che sono iniziate sia dal novembre 2020, abbiamo più volte ribadito l’impossibilità di individuare aree di parcheggio idonee sia per l’orografia del territorio, sia per i vincoli imposti dalla sentenza che sono pari anche nei nostri territori - spiegano i sindaci -. Abbiamo sempre avanzato la proposta di non interrompere in nessuna maniera la possibilità di transito, o al massimo limitandolo solo verso Norcia per ragioni di parcheggio, ma mantenere la percorribilità verso l’altro versante marchigiano dell’ascolano. In sostanza si chiedeva al Comune di Norcia di organizzare una viabilità di solo scorrimento considerato che l’evento avviene nel suo territorio".
"Tale proposta, illustrata per nostro conto, perché non invitati, nell’ultima riunione del 22 giugno scorso presso la Prefettura di Perugia dai Prefetti di Macerata e Ascoli Piceno, purtroppo, non ha trovato accoglimento. Ribadiamo che interdire e chiudere al transito l’unica strada di interconnessione tra due Regioni e tra due Province marchigiane, specialmente nel periodo di massima affluenza turistica nelle nostre zone, significa infliggere un ulteriore colpo mortale all’economia dei nostri territori che hanno dovuto subire sofferenze derivanti prima dal Sisma 2016, poi dalla pandemia Covid19 e oggi, paradossalmente, anche dalla Fioritura di Castelluccio 2021" tuonano i sindaci di Arquata del Tronto, Castelsantangelo sul Nera, Montegallo, Montemonaco e Visso.
"Desideriamo rivolgere un particolare ringraziamento al Presidente Acquaroli e all’Assessore Aguzzi per la vicinanza e per la posizione assunta che è la medesima da noi proposta - aggiungono i primi cittadini -. Un grazie anche al Dott. Piccinini, dirigente della Protezione Civile Marche, che aveva predisposto una proposta operativa che vedeva una dinamicità di interventi sulla viabilità, secondo l’intensità di traffico del momento, senza però interrompere la continuità viaria. A tal proposito aveva individuato, nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini l’Ente che poteva, essendo un Istituzione sovracomunale che vede tutti territori nel proprio perimetro, coordinare questo spettacolo che ci offre la natura ogni anno, senza però trovarne disponibilità e riscontro".
"Quanto accaduto, con le varie comunicazione al riguardo, spesso non aderenti alla verità, potrebbero già aver originato un ripensamento sul venire nei nostri territori con un danno nei confronti delle attività economiche che eroicamente resistono in un comprensorio che aspetta da anni di poter ripartire. Ci appelliamo alla Comunità marchigiana e non solo affinché questo possibile disagio non si rifletta su chi ha la sola colpa di essere confinante con un magnifico territorio che, come già detto, offre uno spettacolo naturale unico grazie all’opera dell’uomo" chiedono i sindaci.
"Nel manifestare ancora fiducia affinché si possa rivedere la decisione di chiudere solo alle 4 ruote ma lasciando passare le 2 ruote, non possiamo però esimerci dal richiamare l’attenzione su come l’inquinamento che i nostri territori subiscano durante questo periodo sia dettato non solo da quello ambientale ma soprattutto da quello acustico, in questa circostanza sembrano essere ininfluenti. In attesa delle determinazioni ufficiali che verranno intraprese dagli Enti competenti, nel rinnovare fiducia per un ripensamento ma, laddove non sin dovesse verificare, saremo estremamente attenti nel far valere i nostri diritti" concludono i sindaci in una nota congiunta.
Sottoscritto il Protocollo d’intesa per la legalità, lo sviluppo del settore ricettivo-alberghiero e nelle attività economico-commerciali e la prevenzione dei tentativi di infiltrazione criminale dal Prefetto Flavio Ferdani, dal Presidente della Provincia Antonio Pettinari, dai Sindaci dei Comuni di Macerata, Parcaroli, Civitanova, Ciarapica, Recanati, Bravi, dai Presidenti di Confindustria Grimaldi, della Confartigianato Leonori, della Camera di Commercio Sabatini e della CNA Ligliani.
"Un segnale di apporto operoso di tutte le componenti Istituzionali che concordano un percorso comune per riaffermare un progetto condiviso di legalità", afferma, in una nota la Prefettura.
"La firma del Protocollo costituirà uno strumento ulteriore per l’affermazione della cultura della legalità intesa come cultura di convivenza civile e per evitare alterazioni mafiose della vita associata; occorre infatti contrastare possibili attività da parte della criminalità organizzata, che potrebbe tentare di approfittare di situazioni di debolezza del tessuto produttivo al fine di infiltrarsi negli asset societari delle imprese proponendo un "welfare alternativo" costituito da prestiti usurari e racket.
Tutto questo non solo per soddisfare i propri interessi delittuosi riciclando capitali illeciti, ma anche al fine di acquisire consenso sociale, posizioni di forza nel contesto civile di riferimento, creando situazioni illegali di dipendenza verso il mondo criminale, per arrivare ad un controllo del territorio".