L'Ufficio Ambiente del Comune di Civitanova comunica il calendario per la programmazione del primo intervento di disinfestazione notturna dalle zanzare nelle aree pubbliche delle sette zone della città, organizzato con il coordinamento del Cosmari.
“Gli operatori lavoreranno dalla mezzanotte alle ore sei di mattina dei giorni indicati e solo in caso di avverse condizioni atmosferiche verrà cambiata la data”.
“Il servizio – spiega l’Ente - sarà avviato nella zona Civitanova Alta e Industriale “B e A” - durante la notte tra domenica 27 giugno e lunedì 28 giugno. Nella notte tra lunedì 28 e martedì 29 giugno si raggiungerà la zona Centro e Borgo marinaro. Si prosegue in zona Risorgimento nella notte tra martedì 29 e mercoledì 30 giugno; zona San Marone nella notte tra mercoledì 30 e giovedì 01 luglio; zona Maranello e Santa Maria Apparente nella notte tra giovedì 01 e venerdì 02 luglio e Zona Fontespina e IV Marine notte tra venerdì 02 e sabato 03 luglio sempre dalle ore 00:00 alle ore 06:00.
“Si precisa che il tipo di insetticida usato non è nocivo per le persone (essendo il prodotto usato un presidio medico) fatti salvi particolari casi di allergie e intolleranze agli agenti chimici che consigliamo di segnalarci per tempo, cosicché si eviterà di irrorare le zone abitate dai soggetti a rischio. Per precauzione si invita la cittadinanza a seguire alcuni accorgimenti durante la notte interessata dal trattamento: non sostare fuori dalle proprie abitazioni; non lasciare le finestre aperte; non lasciare panni stesi; non lasciare esposti al trattamento alimenti o bevande; lavare accuratamente frutta e verdura prima di consumarla. Inoltre, non lasciare animali da compagnia all’esterno e rovesciare le ciotole di cibo e acqua per gli stessi. Tutto ciò solo in via precauzionale, in quanto il prodotto che verrà utilizzato è un insetticida che colpisce solamente l’insetto bersaglio ed è innocuo per persone e animali domestici.
Per una lotta efficace alle zanzare è comunque necessario che la cittadinanza svolga un proprio ruolo consapevole, in sinergia con gli interventi programmati dall’Ufficio Ambiente Comunale, evitando di lasciare contenitori (sottovasi, ciotole d’acqua per cani e gatti, ecc.) per più di un giorno senza ricambio d’acqua.
"Ricorda inoltre che il Comune provvede anche alla disinfestazione larvicida, effettuata tramite rilascio di apposite pastiglie nelle caditoie (tombini) che impediscono lo sviluppo delle larve degli insetti”.
Lutto a Macerata. Si è spento ieri, in seguito a una malattia, Giuseppe Furiassi. L'uomo, dopo aver speso parte della sua vita nell'esercito, è stato volontario della Croce Verde e dirigente della Pallavolo Macerata.
I militi della Croce Verde del capoluogo vogliono ricordare il loro volontario, che ha militato all’interno dell’associazione con estremo impegno e dedizione.
“Eri un nostro compagno di vita.
Ci univano la voglia di aiutare gli altri, soprattutto chi è in difficoltà, donando loro sempre un sorriso che il più delle volte è il dono più prezioso e potente che abbiamo.
Le azioni concrete sono utili, donano sollievo e aiutano a gestire i disagi dei pazienti e dei loro familiari, ma il sorriso, il calore nei gesti è la nostra risorsa più grande.
E tu questo lo sapevi bene.
Tu eri entusiasta, felice, orgoglioso di poter donare la tua forza, il tuo carattere, il tuo sorriso ai pazienti ma anche e soprattutto a noi, i tuoi amici.
Ci mancherai, e ci mancherà il tuo sorriso. Lo porteremo per sempre nei nostri ricordi come monito per riconoscere i valori più alti.
Sei stato un amico stupendo e ricorderemo per sempre il tuo modo di essere; forte e orgoglioso e allo stesso tempo umano e sensibile.
Hai incarnato tutti i valori che fanno di una persona una Grande persona e un Grande milite della Croce Verde.
Ciao Giuseppe buon viaggio ovunque stai andando”.
Profondo cordoglio anche da parte del club della Pallavolo Macerata.
"Società, staff tecnico e giocatori fanno le loro più sentite condoglianze alla famiglia e in particolare al figlio Daniele, per la scomparsa del padre. Giuseppe Furiassi è stato per tanti anni un dirigente della Pallavolo Macerata, con la quale ha vissuto successi e promozioni fino a raggiungere la Serie A; uno stimato collaboratore dalla grande passione per lo sport, ma soprattutto un amico per i colleghi che hanno lavorato con lui e un punto di riferimento per tutti i ragazzi passati in biancorosso.
La società si unisce in un abbraccio a Daniele, giovane schiacciatore che ha vestito la maglia della Pallavolo Macerata per due stagioni, e da il suo ultimo saluto a Giuseppe. Il suo ricordo farà sempre parte della famiglia biancorossa".
Giuseppe Furiassi lascia la mamma Maria, la moglie Marina e i figli Valeria e Daniele.
Il funerale si terrà oggi, 22 giugno alle 18:30, presso la chiesa dei Salesiani a Macerata.
Via libera del Cts allo stop alle mascherine già dal prossimo 28 giugno. "Il Cts ritiene che nell'attuale scenario epidemiologico a partire dal 28 giugno con tutte le regioni in zona bianca ci siano le condizioni per superare l'obbligatorietà dell'uso delle mascherine all'aperto salvo i contesti in cui si creino le condizioni per un assembramento (es: mercati, fiere, code, ecc.…)". Lo scrive in una nota il Comitato.
"Dal 28 giugno superiamo l'obbligo di indossare le mascherine all'aperto in zona bianca, ma sempre nel rispetto delle indicazioni precauzionali stabilite dal Cts", ribadisce il ministro della Salute Roberto Speranza con un post su Facebook.
Il Comitato Tecnico Scientifico ha trovato la quadra, nella serata di ieri, dopo un confronto durato oltre due ore.
Secondo gli esperti del Cts sarebbe opportuno comunque mantenere il distanziamento, se non si è congiunti, e la mascherina andrà comunque indossata nei luoghi a rischio assembramento all'aperto così come sui mezzi di trasporto ma non quando si è a tavola. Sulla decisione ha influito anche la percentuale di vaccini somministrati in Italia (al momento già oltre il 53% della popolazione ha almeno una dose e circa il 27% ha fatto completato il ciclo). Numeri costanti di somministrazioni che si spera rispettino il trend anche nel mese di luglio, quando però si registrerà un calo degli arrivi di Pfizer (il vaccino mRna che insieme a Moderna viene inoculato agli under 60, secondo le ultime disposizioni): dalle comunicazioni sugli arrivi nelle singole regioni, diversi governatori parlano di un taglio tra il 25 e il 30% rispetto a giugno mentre Moderna - le cui disponibilità sono sempre state esigue - raggiungerà in alcuni territori punte del -65%. In quest'ultimo mese infatti gli arrivi erano stati superiori alle attese a causa degli anticipi di alcuni carichi. Ma parallelamente, sul fronte Europeo, l'Ue rassicura: "sulla base di questi dati e delle previsioni disponibili entro il mese prossimo potremo raggiungere l'obiettivo di vaccinazione del 70% della popolazione adulta".
(Fonte Ansa)
Il Servizio Sanità delle Marche comunica che nelle ultime 24 ore sono stati testati 2120 tamponi: 935 nel percorso nuove diagnosi (di cui 245 screening con percorso Antigenico) e 1185 nel percorso guariti (un rapporto positivi testati del 1,8%).
I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 16 (1 nella provincia di Macerata, 3 nella provincia di Ancona, 5 nella provincia di Pesaro-Urbino, 4 nella provincia di Fermo, 0 nella provincia di Ascoli Piceno e 3 fuori regione). Questi casi comprendono soggetti sintomatici (3 casi rilevati), contatti in setting domestico (5 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (3 casi rilevati), contatti in setting lavorativo (1 casi rilevati), contatti in ambiente di vita/socialità, contatti in setting assistenziale, Contatti con coinvolgimento studenti di ogni grado di formazione, screening percorso sanitario, contatti con provenienza extra-regione e di 4 casi sono in fase di approfondimento epidemiologico. Nel percorso Screening un totale di n. 245 test antigenici effettuati e n.0 soggetti rilevati positivi (da sottoporre al tampone molecolare) un rapporto positivi/testati 0%.
È invece in aumento di una unità, rispetto alle ultime 24 ore, il numero di persone ricoverate nelle strutture sanitarie regionali (36), di cui 6 in terapia intensiva (dato invariato rispetto a ieri). Due, altresì, le persone dimesse dagli ospedali regionali.
Nel Maceratese sono accolti 9 pazienti, tutti al Covid Hospital di Civitanova Marche.
Il Servizio Sanità delle Marche, comunica, inoltre, che nelle ultime 24 ore si è verificato purtroppo un decesso correlato al Covid-19.
La vittima è un 68enne di Morrovalle, che è spirato al Covid-Center di Civitanova Marche.
Nella nostra regione il virus ha spezzato la vita di 3034 persone. Pesaro-Urbino è la provincia che paga il prezzo più alto in termini di decessi (983), mentre sono 515 le vittime totali nella provincia di Macerata.
“Sono nata a Vallestretta di Ussita il 22 giugno del 1935 e ci ho passato una vita intera, la mia gioventù, ho trovato il compagno della mia vita mio marito Santino, abbiamo lavorato tanto, abbiamo due figli e una nipote splendidi, ma le soddisfazioni che mi ha dato questa terra sono impagabili. Il 10 e 11 giugno scorso ero qui da mia sorella, Franca e da suo marito Peppe, e ogni volta che ci riuniamo l'emozione è forte come anche la tristezza e il dispiacere vedere questi luoghi distrutti dal terremoto.
La montagna, però, qui è bellissima ed è anche futuro nella speranza di rivedere questi paesi tornare belli come erano prima del 2016". Sono le parole di Maria Capuzi, originaria di Vallestretta di Ussita nel giorno del suo compleanno con un appello al governo e al Commissario Legnini : "Oggi è il mio compleanno compio 86 anni e voglio dedicare questa mia bella giornata romana ai miei parenti e agli abitanti di Ussita e Visso con un appello a questo governo e al Commissario Legnini: non lasciate che queste terre si spopolano, ricostruite il più' presto possibile per un futuro di speranza, progresso e di vita normale".
Sono iniziati i lavori di risanamento del manto stradale della strada provinciale 43 “Entoggese” del valore complessivo di 300mila euro. La Provincia di Macerata ha appaltato l’intervento alla ditta “Gatti e Purini S.n.c. di Purini Pietro & C. di San Severino Marche” che asfalterà diversi tratti ricadenti all’interno dei comuni di Urbisaglia e Tolentino.
L’Entoggese, che si estende per quasi 13 chilometri, è una strada di collegamento del comprensorio Urbisaglia-Tolentino-Abbadia di Fiastra, attraversa il centro abitato di Urbisaglia e la collega con Tolentino.
I lavori, previsti nel bilancio dell’Ente per l’anno 2021, sono finanziati con le risorse messe a disposizione dal MIT (Ministero delle Infrastrutture e Trasporti) per la sicurezza delle strade e il Presidente della Provincia, Antonio Pettinari, ha autorizzato anche l’utilizzo delle economie del ribasso per la sistemazione di ulteriori tratti.
L’Entoggese, inoltre, rientra nel 5° stralcio del Programma degli interventi per il ripristino della viabilità nei territori interessati dagli eventi sismici del 2016.
“Per questa stessa strada è in fase di progettazione, sempre a cura del nostro ufficio tecnico, un intervento per riparare i danni subiti dal sisma, dell’importo complessivo di 2.885.025 di euro che interesserà anche il rifacimento della pavimentazione in vari tratti - dichiara Pettinari - . Pertanto, al fine di non accavallarsi con gli interventi finanziati dalla Protezione Civile nazionale, abbiamo deciso di provvedere al rifacimento del manto in altri tratti della stessa arteria che presentano comunque elevate criticità per la sicurezza della circolazione stradale”.
Dal ricordo di una pacificazione tra fazioni sorelle alla celebrazione di un'amicizia capace di colmare il solco dei secoli.
Nel contesto della prestigiosa rievocazione storica de Il Ritorno degli Esuli, che San Ginesio ha celebrato nel pomeriggio di ieri (ndr. domenica 20 giugno) il ricordo della pace tra le fazioni ginesine sancita nel 1450 grazie alla diplomazia della Città di Siena, che consentì il ritorno in patria dall'esilio di 300 ginesini, alla presenza dei figuranti senesi con chiarine, tamburi, porta gonfaloni del Comune di Siena e del Magistrato delle Contrade insieme all’importantissimo Labaro e alla presenza dei figuranti e tamburini ginesini.
Il vice sindaco di Siena Andrea Corsi e il sindaco di San Ginesio Giuliano Ciabocco nello scenario dell’Auditorium Sant‘Agostino hanno sottoscritto il “Patto di Amicizia“ tra i Comuni di Siena e San Ginesio, documento che regola la promozione di scambi di natura turistici, culturali ed economici tra i due territori e tra le scuole, al fine di favorire incontri fra i giovani per sensibilizzarli al confronto con coetanei radicati in contesti diversi e più ampi; tra enti culturali per la realizzazione di incontri musicali, rappresentazioni teatrali, mostre, conferenze e convegni al fine di favorire la presa di coscienza del contesto culturale che caratterizza le due realtà sociali e promuovere il processo di integrazione; tra associazioni sportive per l'organizzazione di competizioni in varie discipline, per corsi di perfezionamento in discipline specifiche, per la realizzazione di raduni o corse, tutte iniziative che rappresentano un fattore di unione e di amicizia fra le due comunità; tra associazioni di categoria per realizzare la promozione di attività agricole, industriali e commerciali, attraverso studi comparati di sistemi tecnologici e gestionali, scambi di professionalità e di banche dati.
Verrà inoltre attivato un programma di iniziative di scambio nel versante sia culturale sia artistico ed economico-professionale tra le due comunità con una vicinanza testistimoniata anche attraverso la cultura: da un volume pubblicato dalla casa editrice senese Betti dal titolo "Il ritorno degli esuli",per ricordare in forma letteraria l'episodio di oltre sei secoli fa è nato un lavoro teatrale che sarà rappresentato domenica 27 giugno alle ore 19:00 proprio a Siena nella splendida cornice della Fortezza Medicea che avrà una finalità solidale per continuare a costruire quel ponte di amicizia capace di colmare il solco dei secoli.
La rappresentazione teatrale è a cura de "La Strana Compagnia" in collaborazione con la Scuola Danza "El Duende" di Macerata.
Si è spento all’età di 74 anni Mohamed Tarakji, Imam di Macerata. L’uomo era ricoverato all’ospedale del capoluogo, in seguito a una malattia, ed è stato colto da un infarto risultatogli fatale. Stimato medico siriano, da 50 anni in Italia, era una guida spirituale per la propria comunità .
Il rettore dell’Università di Macerata, Francesco Adornato, lo ha ricordato attraverso una nota.
<<L’Università di Macerata vuole rendere omaggio a Mohamed Tarakji, un uomo di pace che ha rivestito con autorevolezza e saggezza un ruolo tanto importante per il nostro territorio, creando occasioni di dialogo tra culture, popoli e religioni. Tarakji ha sempre dimostrato una grande sensibilità nei riguardi dell’istituzione universitaria, cogliendo e valorizzando la nostra volontà di costruire ponti tra le persone, di realizzare una vera e inclusiva comunità accademica senza muri e divisioni. Rispondeva ogni volta con grande disponibilità ai nostri inviti. Ricordiamo la sua partecipazione all’ultima inaugurazione dell’anno accademico lo scorso ottobre e ad altri eventi come, nel 2018, la serie di seminari “Una sola terra”. Di quel giorno, ci piace ricordare il suo insegnamento: “L'intolleranza è il primo nemico del pluralismo, la miccia dell’inimicizia che porta alla guerra tra persone e nazioni. Noi religioni monoteiste abbiamo valori umani identici, siamo nella stessa linea per fare giustizia e difendere i deboli di qualsiasi nazione e religione siano. La religione è pace, tolleranza e perdono agli altri">>.
Diversi stalli di sosta ubicati in piazza Mauruzi, a Tolentino, saranno interessati dalla modifica della circolazione stradale prevista nella giornata di mercoledì 23 giugno per consentire un getto di calcestruzzo all’interno di un edificio attualmente in fase di ricostruzione.
Pertanto il Comando di Polizia Locale ha emesso un'ordinanza in seguito alla quale dalle ore 07:00 alle ore 17:00 del 23 giugno (e comunque fino al termine dei suddetti lavori) in Piazza N. Mauruzi sono disposte le seguenti modifiche della circolazione veicolare:
- divieto di sosta con rimozione esteso a tutte le categorie di veicoli, compresi quelli al servizio di persone invalide muniti dell’apposito contrassegno, nei sei stalli di sosta presenti sul lato destro (secondo la direzione di marcia Via delle Caserme-Via F. Filelfo) tra il civico 6 e il civico 7;
- divieto di sosta con rimozione esteso a tutte le categorie di veicoli, compresi quelli al servizio di persone invalide muniti dell’apposito contrassegno, nel primo stallo di sosta successivo al civico 15 di Piazza N. Mauruzi e ubicato sul lato destro della predetta piazza (secondo la direzione di marcia Via F. Filelfo-Via delle Caserme);
- in corrispondenza dei civici 6 e 7 di Piazza N. Mauruzi, sul lato sinistro (secondo la direzione di marcia Via F. Filelfo-Via delle Caserme) della Piazza deve essere lasciato uno spazio della larghezza minima di un metro destinato esclusivamente al transito dei pedoni in sicurezza.
La circolazione veicolare sarà regolata dalla ditta interessata mediante l’impiego di uno o più movieri, a seconda delle condizioni del traffico.
La ditta esecutrice dei lavori provvederà all'installazione della relativa segnaletica stradale da cantiere con le relative limitazioni, obblighi e preavvisi necessari alle modifiche apportate alla circolazione veicolare e pedonale.
In arrivo un ulteriore aiuto alle utenze non domestiche. Nell’ambito del Decreto Sostegni bis, previsto dal Governo, il Comune di Civitanova potrà assegnare circa 538 mila euro di contributi per la Tari, da destinare proprio alle utenze non domestiche che hanno subito restrizioni a causa del Covid-19.
Gli Uffici hanno completato il calcolo in previsione dell’assegnazione e - non appena ci sarà l’attuazione del provvedimento - potranno provvedere, in collaborazione con la Civitas, all’individuazione delle attività commerciali destinatarie di tali contributi.
“Era auspicabile questo ulteriore provvedimento da parte dello Stato – spiega l’assessore al Bilancio Roberta Belletti – in considerazione della grave crisi economica che ha colpito fortemente molte famiglie anche in questo 2021, un anno fino ad ora non meno difficile del precedente".
"I contributi in questa fase sono essenziali per permettere ai comuni di agevolare le partite iva che hanno subito più duramente gli effetti delle chiusure dovute alla pandemia - aggiunge l'assessore -. Nel 2020, sul versante della tassa rifiuti il Comune di Civitanova aveva concesso in automatico, in un’ottica di semplificazione, l’annullamento della quarta rata alle aziende che hanno dovuto chiudere, erogando un contributo di oltre 600 mila euro. mentre sedici imprese che erano rimaste aperte hanno ricevuto lo sconto del 15% (oltre 2mila euro)". "Proseguiremo nell’ottica di semplificazione per stabilire i nuovi criteri per l’assegnazione per venire incontro alle attività commerciali. L’Ifel ha individuato criteri non vincolanti, per cui prima di emanare il bando comunale ascolteremo e consulteremo le varie categorie” conclude Belletti.
Per consentire la realizzazione di un muro controterra presso un fabbricato sito al civico 8 di Viale Trento e Trieste, in prossimità della rotatoria ubicata tra lo stesso viale e Via G. Cegna è stata richiesta, con urgenza, la chiusura di un tratto stradale.
Con apposita ordinanza è stata modificata la circolazione dalle ore 07:00 di oggi, 21 giugno, fino alla completa realizzazione del muro controterra, nonché al completo ripristino della sicurezza stradale a tutela della pubblica incolumità, in Viale Trento e Trieste (tempo quantificato in circa sei settimane).
Pertanto si prevede che:
- i veicoli circolanti in Viale Trento e Trieste con direzione di marcia periferia-centro, giunti alla rotatoria posta in corrispondenza dell’intersezione con Via G. Cegna, abbiano l’obbligo di proseguire diritto in Viale Trento e Trieste oppure di svoltare a destra in Via G. Cegna;
- i veicoli circolanti in Via G. Cegna con direzione periferia, giunti alla rotatoria posta in corrispondenza dell’intersezione con Viale Trento e Trieste, abbiano l’obbligo di svoltare a destra verso Via L. Cappellacci-Viale V. Veneto.
La ditta esecutrice dei lavori provvederà all'installazione della relativa segnaletica stradale da cantiere con le relative limitazioni, obblighi e preavvisi necessari alle modifiche apportate alla circolazione veicolare e pedonale.
"La campagna vaccinale in farmacia contro il Covid-19 nelle Marche entra nel vivo in questa settimana, secondo i programmi annunciati”.
Ad assicurarlo è il presidente di Federfarma Marche, Andrea Avitabile che ricorda che "saranno 125 le prime farmacie abilitate ad accogliere i cittadini per somministrare le dosi di vaccino, a partire da giovedì 24 giugno".
Avitabile segnala “il nostro auspicio è che entro il mese di giugno possano diventare operative anche le altre 100 farmacie che stanno completando formazione e profilazione, raggiungendo le oltre 220 strutture a disposizione del cittadino ”.
“Con la vaccinazione in farmacia – sottolinea Avitabile - si è fatto un grande passo in avanti per posizionare anche le Marche a pieno titolo nei ‘sistemi’ della farmacia di livello europeo”.
Marco Meconi, come vice presidente di Federfarma Marche sottolinea “anche in questa vicenda la farmacia ha arricchito e qualificato il ruolo, significativamente fondamentale sul territorio, vista la capillarità delle farmacie presenti anche in aree distanti dalle strutture ospedaliere”.
“E’ certo che la drammatica vicenda della pandemia, ha valorizzato in maniera importante il ruolo della farmacia come presidio sanitario sul territorio - afferma Meconi - a regime, la rete di oltre 220 farmacie dovrebbe garantire almeno 10.000 somministrazioni a settimana, con la possibilità per il cittadino di prenotarsi nella farmacia di fiducia dove si provvederà a tutti gli adempimenti amministrativi sulla piattaforma di Poste Italiane, prevedendo anche la data per il richiamo se richiesto dal tipo di vaccino”.
L’avvio della vaccinazione in farmacia segue l'accordo firmato dalla Regione con Federfarma e Assofarm, con il quale è stato recepito il Protocollo nazionale del 29 marzo.
“Già nei primi mesi della pandemia, la farmacia - ha spiegato Avitabile - ha fatto da apripista riservando ai cittadini tamponi rapidi e test sierologici, a conferma della trasformazione epocale in atto nel servizio farmaceutico”.
Saranno ancora i farmacisti a rilasciare, nelle prossime settimane, ai cittadini che la richiederanno la Certificazione verde Covid, Green Pass unicamente presentando la tessera sanitaria.
Infatti dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’ apposito decreto, le farmacie si stanno attivando per il rilascio delle certificazioni mediante il collegamento con il sistema TS e su richiesta del cittadino.
Per l'elenco completo delle 125 farmacie che partiranno sin da giovedì 24 giugno con la vaccinazione (di cui 17 in provincia di Macerata), clicca qui
(Foto di repertorio)
Il Servizio sanità della regione Marche ha comunicato che, nelle ultime 24 ore, sono stati testati 812 tamponi: 309 nel percorso nuove diagnosi (di cui 87 screening con percorso Antigenico) e 503 nel percorso guariti (un rapporto positivi testati del 0%).
Nel percorso nuove diagnosi non è stato riscontrato nessun caso positivo, fatto che non accadeva dallo scorso 3 agosto. Le Marche, dunque, non potevano festeggiare in modo migliore l'entrata da oggi, lunedì 21 giugno, in zona bianca. Ad applaudire alla "bella notizia", con un post su Facebook, è stato anche il presidente Francesco Acquaroli.
Purtroppo, però, sempre nella giornata di oggi sono state registrate due vittime a causa del Covid: un 61enne di Ascoli Piceno spirato all'ospedale di San Benedetto del Tronto e una 91enne di Pesaro che si è spenta all'ospedale di Fossombrone.
Nella nostra regione il virus ha spezzato la vita di 3033 persone. Pesaro-Urbino è la provincia che paga il prezzo più alto in termini di decessi (983), mentre sono 514 le vittime totali nella provincia di Macerata.
Sono invece in diminuzione, di 4 unità rispetto alle ultime 24 ore, il numero di persone ricoverate nelle strutture sanitarie regionali (35), di cui 6 in terapia intensiva (numero invariato rispetto a ieri).
Nel Maceratese sono accolti 8 pazienti, tutti al Covid Hospital di Civitanova Marche.
E' con incredulità che le Amministrazioni dei comuni di Caldarola, Belforte del Chienti, Serrapetrona, Camporotondo di Fiastrone e Cessapalombo, hanno appreso la notizia della volontà da parte dei dirigenti dell'Area Vasta di voler smantellare il servizio di Guardia Medica presente nei loro territori.
"Tutto ciò. oltre tutto, senza alcuna preventiva concertazione o comunicazione formale" sottolineano in una nota congiunta i sindaci dei cinque Comuni.
"Nell'arco temporale 2017 - 2020 il servizio ha effettuato una media mensile di circa 180 interventi di assistenza medica, di cui per 5 di essi si rendeva necessario il ricovero ospedaliero - spiegano i primi cittadini -. La centralità della struttura rispetto a tutto il territorio ha garantito rapidità d'intervento ed efficienza operativa, condizione ottimale che in molti casi può fare la differenza tra la vita e la morte, come dimostra l'ampia letteratura medica in merito".
"Dopo gli eventi sismici del 2016, avendo la struttura subito dei danni, si è subito provveduto a ripristinarla con una spesa di 50.000 euro, che ne ha permesso la completa ristrutturazione e, quindi, anche tutta la riqualificazione degli ambienti, rendendoli accoglienti e confortevoli tanto per i pazienti quanto per gli operatori. Disperdere oggi questo investimento, anche sotto il profilo meramente economico, pare una scelta tanto scellerata quanto contraria ai principi di buona amministrazione" puntualizzano Luca Maria Giuseppetti (Caldarola), Alessio Vita (Belforte del Chienti), Massimiliano Micucci (Camporotondo di Fiastrone), Giuseppina Feliciotti (Cessapalombo) e Silvia Pinzi (Serrapetrona).
"Come ha dimostrato la pandemia COVID-19, ciò di cui i territori hanno più bisogno, fatto ancor più rilevante nell'attualità, è la presenza di servizi sanitari capaci di saper rispondere alle necessità delle persone che li abitano, servizi che oltre tutto contrastano i processi di spopolamento delle aree interne - aggiungono i sindaci -. Ora ciò che più stupisce noi amministratori di tali territori già grandemente provati dal sisma, è la miopia con cui gli organi preposti a governare la sanità territoriale, decidano di aprire o chiudere tali presidi, senza pensare minimamente alle conseguenze nefaste che le loro decisioni possono comportare, anche e soprattutto sotto il profilo sociale, umano e morale".
"Scelte del genere, infatti, non hanno una valenza solamente in campo sanitario ma anche e soprattutto in termini di dinamiche demografiche e di sviluppo dei territori, poiché sono proprio queste decisioni a determinare la rinascita o la morte di un territorio. Evidentemente questi aspetti fondamentali non sono percepiti da chi amministra la sanità locale, poiché la gestione è focalizzata esclusivamente alla soluzione di problemi cogenti e localizzati e non ad una visione d'insieme delle problematiche, che tenga conto delle esigenze anche della popolazione delle aree interne del maceratese" attaccano i sindaci.
"La scelta di voler chiudere il presidio di Guardia Medica dei cinque comuni, inoltre, non è riconducibile né ad una mancanza di interventi di assistenza né ad una eventuale inadeguatezza dei locali presso quali viene espletato il servizio, che come è stato detto prima sono fatti inesistenti, ma dalla sola necessità di sopperire alla carenza di medici che svolgono il servizio di Guardia Medica nel territorio di Tolentino, mentre per quella di Caldarola non ci sono mai stati problemi di organico - spiegano gli amministratori -. Per risolvere il problema di Tolentino, allora, invece che pensare all'assunzione di nuovi medici, si è ben pensato di cooptare gli operatori sanitari del presidio di Caldarola, ignorando che il territorio dei 5 Comuni conta oltre 5.500 abitanti, che hanno gli stessi diritti di tutti gli altri Comuni più grandi. Senza considerare che la scellerata chiusura della guardia medica di Caldarola, andrebbe ad eliminare un importante presidio sanitario di supporto e filtro alla medicina di emergenza territoriale".
"Il Pronto Soccorso di Macerata, già sotto enorme stress in seguito alla chiusura di tanti ospedali periferici e il servizio del 118, si troverebbero così impossibilitati a garantire adeguate risposte ai cittadini, molti dei quali residenti a distanze chilometriche importanti dai presidi assistenziali più vicini, con l'impossibilità di un celere intervento anche nei casi più critici, dove il fattore tempo è determinante per garantire la sopravvivenza - si legge ancora nella nota -. A tale soluzione discriminante noi, Sindaci dei Cinque Comuni sentiamo il dovere civico, etico e morale di opporci con ferma determinazione, respingendo una volta di più tali logiche incomprensibili e pretendiamo per i nostri cittadini il rispetto che meritano. Non si possono più tollerare proclami di buone e vuote intenzioni in merito alle attenzioni rivolte ad aree svantaggiate del territorio, quali sono quelle interne, laddove nello stesso tempo si implementano politiche che comportano tagli dei servizi in maniera indiscriminata e sempre a favore di aree più popolose e già sviluppate".
"D'altra parte, non bisogna dimenticare che la nostra Carta Costituzionale detta precisi riferimenti sul principio di uguaglianza di tutti i cittadini e sull'impegno delle istituzioni a rimuovere gli ostacoli che ne impediscano di fatto la sua realizzazione, così come la salute deve sempre essere tutelata come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività. Noi sindaci saremo garanti dei principi costituzionali ai quali abbiamo convintamente giurato fedeltà e siamo pronti ad adottare ogni iniziativa per la loro reale attuazione, fino ad arrivare alla riconsegna delle nostre fasce tricolori al Prefetto, se la nostra funzione di primi fiduciari dei cittadini sul territorio, resterà ancora una volta svilita" concludono i sindaci Luca Maria Giuseppetti (Caldarola), Alessio Vita (Belforte del Chienti), Massimiliano Micucci (Camporotondo di Fiastrone), Giuseppina Feliciotti (Cessapalombo) e Silvia Pinzi (Serrapetrona).
Saman Abbas è una ragazza di 18 anni di origine pakistana scomparsa da quasi un mese e mezzo da Novellara, nella Bassa Reggiana.
A ottobre del 2020 fuggì dal matrimonio combinato con un suo cugino connazionale in Pakistan, suscitando l’indignazione della famiglia pakistana, come raccontò un testimone riferendo le parole che avrebbe detto la madre: “Come facciamo a spiegarlo in Pakistan? È un disonore, una vergogna per la nostra famiglia”.
Saman aveva denunciato gli abusi da parte della famiglia già nel 2020. Era stata ospitata in una casa famiglia per minorenni, ma una volta raggiunta la maggiore età era tornata a casa per riprendere i documenti che il padre invece continuava a negarle e chissà, forse anche credendo nel bene della sua mamma che tramite messaggio, invitandola a rientrare a casa, le scriveva : “Ti prego fatti sentire, torna a casa. Stiamo morendo. Torna, faremo come ci dirai tu”. Una trappola per un omicidio già premeditato? Era il 22 aprile.
Saman temeva per la sua vita: “Ho sentito che dicono uccidiamola, una cosa del genere. L’ho sentito con le mie orecchie, ti giuro che stavano parlando di me, non sono fiduciosa, se non mi faccio sentire per due giorni allerta le Forze dell’ordine” questo un messaggio che la ragazza aveva inviato al fidanzato prima di sparire da casa sua; fidanzato anche lui pakistano ma residente in Italia, di cui Saman era molto innamorata e con il quale avrebbe trascorso qualche giorno a Roma tra l’11 ed il 22 aprile, prima di rientrare a casa a recuperare i documenti. Verosimilmente anche questa fuga d’amore può aver avuto un peso decisivo come movente del delitto.
I Carabinieri il 5 maggio erano andati a casa di Saman per concordare una nuova sistemazione per lei, con i servizi sociali, senza però trovare nessuno. Saman era già sparita . Subito i sospetti si concentrarono sulla famiglia che nel frattempo, aveva fatto in gran fretta rientro in Pakistan. Le indagini, anche sulla base di un video indiziario recuperato da una telecamera nei pressi della loro casa, si concentrano su cinque persone: i genitori, uno zio e i due cugini.
Il testimone minorenne che con le sue dichiarazioni aveva sin da subito rafforzato i sospetti degli inquirenti è il fratello sedicenne della ragazza scomparsa. "Mio zio Danish ha ucciso Saman, ho paura di lui, perché mi ha detto che se io avessi rivelato ai carabinieri quanto successo, mi avrebbe ammazzato".
La conferma è arrivata durante l’incidente probatorio la mattina di venerdì 18 giugno, al tribunale a Reggio Emilia, disposto dopo che il fratello di Saman, testimone chiave, aveva tentato di fuggire dal centro protetto dove era ospite .Fuga forse sollecitata da qualche telefonata visto che già il primo maggio una vocale inviato su whatsapp, forse dalla madre, lo ammoniva“ Figlio mio, se ti chiedono qualcosa di lei tu non devi dire niente”
Il fratello sedicenne di Saman Abbas, ha confermato durante l’audizione protetta durata quasi tre ore, quanto già aveva detto agli inquirenti sull'omicidio della sorella : lo zio, 33 anni, gli avrebbe confessato di aver ucciso la giovane: la sua colpa sarebbe stata quella di opporsi a un matrimonio combinato e di voler andarsene dalla famiglia, dopo essere ritornata a casa per un breve periodo.
Questa vicenda ha probabilmente un nome: si chiama “karo kari”, è una condanna a morte per il disonore causato alla famiglia dalle relazioni avute prima del matrimonio o da relazioni extraconiugali, oppure dal rifiuto di un matrimonio già combinato: in Pakistan una legge del 2016 vieta questa pratica che però di fatto sfugge al controllo delle autorità. Proprio il Pakistan conta il numero pro capite più elevato al mondo di delitti d’onore documentati.
È il sistema patriarcale pakistano che pesa, anche per le comunità che si costituiscono all’estero, soprattutto in piccoli paesi di provincia. I ragazzi e le ragazze di seconda generazione vivono una vita piena di grandi sofferenze: questi giovani portano con loro, ovunque vadano anche da migranti, il fardello arcaico del patriarcato.
Il Servizio sanità delle Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 1943 tamponi: 969 nel percorso nuove diagnosi (di cui 314 screening con percorso Antigenico) e 974 nel percorso guariti (un rapporto positivi testati del 1,5%).
I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 15 (1 nella provincia di Macerata, 4 nella provincia di Ancona, 6 nella provincia di Pesaro-Urbino, 2 nella provincia di Fermo, 0 nella provincia di Ascoli Piceno e 2 fuori regione).
Questi casi comprendono soggetti sintomatici (4 casi rilevati), contatti in setting domestico (3 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (5 casi rilevati), contatti in setting lavorativo (un caso rilevato), contatti con provenienza extra-regione (un caso rilevato) e di un altro caso sono in fase di approfondimento epidemiologico. Nel percorso Screening un totale di 314 test antigenici effettuati e 2 soggetti rilevati positivi (da sottoporre al tampone molecolare) un rapporto positivi/testati 1%.
Dal punto di vista percentuale, nel rapporto tra il numero di tamponi processati nel percorso nuove diagnosi e il numero di contagiati, si registra una sostanziale stabilità rispetto alla giornata precedente: incidenza all'1,5% oggi, contro la percentuale dell'1,4 di ieri.
È invece in diminuzione, di una unità rispetto alle ultime 24 ore, il numero di persone ricoverate nelle strutture sanitarie regionali (39), di cui 6 in terapia intensiva (-2 rispetto a ieri). Nove, altresì, le persone dimesse dagli ospedali regionali.
Nel Maceratese sono accolti 7 pazienti (due meno di ieri), tutti al Covid Hospital di Civitanova Marche.
Sono iniziati i lavori di street art nei sottopassaggi del lungomare di Civitanova Marche, il primo ad essere stato abbellito è il sottopasso Broccolo all'estremità del lungomare nord, che è ad oggi concluso.
È stato l'Assessore Cognigni a volere il lavoro: "Abbiamo tantissimi sottopassi pedonali, con regolarità il comune ogni 15 giorni fa una pulizia di quelli che conducono al mare, visto che sono i più frequentati. Oltre al consueto lavoro di igenizzazione abbiamo pensato di ripristinarli, visto che sono anni che non vengono svolti lavori di manutenzione. Siamo partiti dal lungomare nord, cioè dal sottopasso Broccolo, e abbiamo pensato di decorarlo con lo street art, considerato che Civitanova Marche è già una città a colori".
"Il prossimo step è la riqualificazione del sottopasso che va dalla Nazionale fino allo chalet Aloha. In più abbiamo già iniziato il restyling del sottopasso che dalla nazionale fuoriesce fino a via Regina Elena - aggiunge l'assessore -.Tutto ciò nasce dal progetto Civita Green, che non si dedica soltanto ad piantumare alberi e pulire e riqualificare i nostri parchi, ma è anche un progetto a 360° di decoro urbano".
"Se riusciremo, riqualificheremo anche i totem in cemento che abbiamo posizionato tre anni fa in corso Dalmazia: dato che ormai il borgo marinaro sta crescendo e anche i giovani lo frequentano, vogliamo colorare anche questi pilastri che abbiamo utilizzato per portare più luce", conclude Cognigni.
L'artista scelto per i lavori è Alessandro Pizzuti, già collaboratore di Giulio Vesprini allo skate park Kukà, e - proprio grazie alle buone parole di quest'ultimo all'assessore Cognigni e al sindaco - gli è stato commissionato il lavoro.
Alessandro ha 24 anni (li compirà a settembre) ed è di Montegranaro, ma Civitanova Marche per lui è come una seconda casa.
"È il primo murales per me, l'assessore Giuseppe Cognigni mi ha dato il tema marino ed io prendendo ispirazione da Gaudì e Barcellona l'ho disegnato pensandolo come un mosaico dipinto che rappresenta tutti i soggetti che possiamo trovare in mare a Civitanova Marche, dallo scoglio, alla seppia, al granchio, agli sgombri, ai tonni, alle razze, ai pescherecci che vanno fuori a pesca. Ho chiamato Antonio Pelacani per farmi aiutare a dipingere il muro, anche perché è un civitanovese DOC e mi ha dato spunti su come impostare i soggetti".
"In programma ci sono anche gli altri sottopassi. Ho finito il primo muro con un giorno di ritardo perché un giorno sono stato da solo (Antonio si è laureato: congratulazioni!), in totale ci sono voluti 9 giorni per entrambi i murales - aggiunge Alessandro -. La strada del sottopasso non è il posto migliore in cui lavorare. Sei sempre sotto pressione perchè hai la strada chiusa per te, devi fare un buon lavoro, essere veloce e finire nei tempi stabiliti con il Comune. Fortunatamente gli amministratori ci hanno fornito dispositivi di sicurezza per quanto riguarda lo smog e maschere con i filtri a carboni attivi. È stato faticoso ma ci siamo divertiti".
"La mattina arriviamo alle 7.30 e, intanto, chiudiamo la carreggiata e prepariamo i colori. Iniziamo il lavoro effettivo alle 8. Lasciamo qui solo una piccola impalcatura, dentro la macchina portiamo vernici, pennelli, barattoli vuoti per l'acqua - racconta ancora Alessandro -. Usiamo colori ad acqua che hanno utilizzato gli artisti per pitturare il molo, durano negli anni e hanno la giusta luminosità per restare sotto un ponte, se fossero più opachi sarebbero restati troppo scuri".
"Sono rimasto subito colpito quando ho visto i bozzetti del design e come veniva rielaborato al computer - dice Antonio Pelacani -, ci siamo contattati per informazioni su come poteva venir fuori il lavoro, ma la direzione artistica l'ha presa Alessandro. Ho dato dei suggerimenti, soggetti che potevano piacere alla gente locale. Sono molto soddisfatto del progetto, quello che apprezzo di più è che, giorno dopo giorno, nonostante il traffico e il problema che forse abbiamo creato alla viabilità tanta gente è rimasta colpita e soddisfatta, ci fanno i complimenti, i bambini si fermano a ringraziarci. Per me la soddisfazione vera è riscontrare positività nelle persone che guardano."
"Io non mi definisco solo uno street artist - ci spiega Alessandro -, voglio operare nel mondo dell'arte e realizzare quello che ho in testa in ogni modo: pittura, scultura, design. Non voglio 'targettizzarmi'. Ci tengo molto al lavoro che faccio, è individuale, personale. Non pubblico mai i miei lavori perché non ho voglia di farli vedere, ma sto comunque accumulando il mio portfolio. Faccio anche skate e lavoro al brand che ho fondato con un amico di Civitanova Marche, di skate e abbigliamento chiamato "Dashed skate for food". Ho finito l'accademia quest'anno, ho frequentato un corso di design. Quello che ho imparato lo devo agli anni di scuola, ma soprattutto a Mariano Franzetti, che ha vissuto per anni a Civitanova e ora è a Milano. Sono stato suo assistente per 3 anni, grazie a lui ho trovato la mia strada, diciamo che il mio ringraziamento più grande va a lui".
"Non mi sentivo pronto quando è arrivato questo lavoro, ma sono stato molto entusiasta ed ho accettato di farlo, sono tranquillo perché è quello che faccio tutti giorni e sono molto felice di dare il mio contributo a questa città - conclude Alessandro -. Spero che piaccia e che duri, che non venga rovinato, visto che è sotto un ponte, ma sicuramente non lo toccherà nessuno perché rovinare qualcosa che è già stato fatto? Andate a scrivere sui muri vuoti! È un progetto che mi apre le porte del mondo del lavoro. In questi giorni sono tante le persone che si sono fermate a prendere il mio numero di telefono per svolgere lavori in casa, mi fa piacere".
(Foto di Lucia Montecchiari)
La "società agricola Staffolani Pierino" è un'azienda familiare di 12 ettari che si trova nelle campagne della frazione di Trodica, a Morrovalle.
I gestori hanno iniziato la loro attività come mezzadri in località Asola, poi si sono trasferiti a Trodica nel '63, sempre come mezzadri, sino a quando nel '71 la proprietaria dei terreni non ha deciso di venderli proprio a loro. Hanno iniziato in quattro: due fratelli con le loro mogli. Tutti di origini marchigiane e contadine.
Uno dei due fratelli è morto nel 2013: "Ho adorato questa esperienza a contatto con la natura, circondata dalla mia famiglia. Fino a poco tempo fa io cucinavo per tutti, ancora oggi capita. Ma sono stanca di lavorare. Sono nata in campagna e voglio morirci, non mi sarebbe piaciuto andare fuori. Siamo sempre stati nella stalla o giù al campo" dice la vedova dell'uomo, Maria.
"Ma qui sono rimasto 'da per me' (da solo ndr), siamo invecchiati e in queste condizioni duriamo poco - ci dice Pierino -: ho iniziato che avevo 5 anni e ora ne ho 80. Ringraziando il signore mi sento ancora discretamente, i compagni miei sono tutti al cimitero, può essere che stasera vai a dormire e domattina non ti alzi. E' un lavoro che se ti piace lo fai, potevo anche scegliere di andare a lavorare per qualcun altro in fabbrica ma ho sempre voluto essere indipendente, se voglio fermarmi a 'discorrere' con te, lo faccio. Un lavoro fisso con sempre gli stessi movimenti automatici avrebbe reso la vita stressante, veder crescere un vitello è tutta un'altra soddisfazione".
"Quello dell'agricoltore è il miglior mestiere, a parer mio il lavoro della campagna è l'unico vero lavoro. Per esempio ho la comunione di un nipote domenica, ma c'è una mucca che sta per partorire, non so se mi lascia libero."
La sveglia è alle 7, si va a dormire a mezzanotte. Si pulisce la stalla per prima cosa, poi nei campi, i cui prodotti vengono successivamente portati al Consorzio Agricolo Sagretto di Corridonia. "Piantiamo di tutto: grano, orzo, mais, radicchio, spinaci, e in più abbiamo l'allevamento di animali: mucche e tori, oche, galline, conigli, gatti, cani" spiega Pierino.
La società agricola conta 21 capi di mucche: la maggior parte sono di razza marchigiana.
Ma le spese sono tante: c'è da pagare l'IMU e le attrezzature costano caro. "Se le aziende sono piccole non ti salvi, devono misurare almeno 50 ettari" dice Pierino.
La sua di azienda, invece, può vantare oltre 300 coppe ottenute quando portavano gli animali alle mostre di Macerata. Ogni volta se ne vincevano 3 o 4: "Non mi ricordo quanti anni sono che ci vado. Siamo molto orgogliosi. La fiera più grande è stata quella di Parigi nell'89, ho portato un toro di nome Aceto e una manza. Sono stato lì 15 giorni, una delle soddisfazioni più grandi della mia vita. Era pieno di tori, belle bestie. L'esperienza è stata eccezionale."
"Ai giovani ricordo che si devono mettere in testa che qualcuno deve anche zappare la terra, non possono fare tutti lo stesso mestiere, tutti giornalisti o muratori. La scuola serve ed è bella, ma arrivato a 20 anni non puoi fare il contadino se non hai le abilità per trattare un animale. I miei nipoti non sono abituati a questo lavoro, bisogna nascerci. Uno di loro ha fatto Agraria ma ora lavora in una fabbrica di scarpe, non ha continuato su questa strada".
"Prima venivamo tutti i giorni qui per aiutare o a giocare - interviene la nipotina Sara -, ora veniamo di meno e soprattutto a prendere il latte. Io farò 14 anni a settembre e ho scelto la scuola per biotecnologie in modo da prendere in mano l'azienda un giorno, ma lavorereri solo nei campi, non con gli animali".
Il "Biocontadino" è un altro tipo di azienda agricola: il proprietario è Vittorio Giacomini, ha 29 anni e fa questo mestiere da otto.
"Ho lavorato per un anno come dipendente e mi piaceva quello che facevo, ho quindi continuato su questa strada mettendomi in proprio e aprendo la partita IVA. Ho fatto agraria ma non sapevo di arrivare fino a questo punto. La particolarità della mia azienda è che i prodotti sono biologici, la qualità che hanno e la passione che ci metto è ciò che li rende speciali. Il mio motto è: coltiviamo il futuro con le tecniche del passato, in passato non veniva usato niente di chimico, poi sono stati scoperti questi prodotti e la maggior parte delle persone li utilizzano".
Vittorio ha un orto di 1.6 ettari a Morrovalle e un frutteto di mezzo ettaro a Corridonia. Coltiva ortaggi e frutta biologici e li vende a negozi a km 0, ai GAS cioè gruppi di acquisto solidale, e a domicilio tramite l'e-commerce al sito www.biocontadino.com.
Coltiva ortaggi di stagione: adesso ci sono zucchine e pomodori, insalata, sedano, prezzemolo, basilico, cetrioli; d'inverno anche cavolfiori, spinaci, bieta, cicoria. Il frutteto è nuovo, due anni fa ha piantato 85 piante da frutto di tutti i tipi: 10 ciliegi, 10 peschi, 10 albicocchi, anche un nocciòlo, un melograno.
Tutto è certificato biologico. Per averlo bisogna possedere un terreno non trattato con prodotti chimici per 3 anni. Superati i 3 anni si sceglie l'ente certificatore che viene a fare i controlli prelevando campioni del prodotto o della terra stessa. Il sapore del biologico è nettamente migliore anche se la forma degli ortaggi è più piccola e crescono più lentamente.
"L'agricoltura è particolare e mutevole, ogni stagione è diversa, tante volte non ho un prodotto perchè nell'orto ancora non c'è, tendo sempre a rispettare le stagioni e quello che mi offre la terra. Ci sono dei problemi che sono all'ordine del giorno: una gelata d'inverno, o troppo caldo d'estate, la mancanza idrica può rovinare il raccolto. Ma anche le soddisfazioni sono tante: vedere il proprio prodotto piantato, fatto crescere e una volta assaggiato, avere un buonissimo sapore"
"Ci sono giovani che si approcciano a questo mestiere ma dopo poco lo abbandono perchè è molto faticoso: le iscrizioni all'istituto agrario sono aumentate ma di contadini effettivi non ce ne sono tanti. Se cerchi qualcuno difficilmente trovi chi sia disposto a fare sacrifici, specialmente nel periodo estivo - afferma Vittorio -. L'agricoltura avrà una brutta svolta nel futuro se continuiamo a usare prodotti chimici perchè vanno ad inquinare troppo, si arriverà a un punto in cui il prodotto piantato avrà sempre più bisogno di prodotti chimici. Bisogna trovare un equilibrio tra quello che serve e quello che non".
(Foto di Lucia Montecchiari)
La comunità di Pievefavera, bellissima frazione del comune di Caldarola, ha potuto nuovamente tornare ad utilizzare i locali dell’Acli dopo un attento intervento di recupero reso possibile grazie a fondi reperiti attraverso un bando regionale.
L'Amministrazione comunale di Caldarola ha infatti partecipato al bando in un'ottica più ampia di sostegno e riqualificazione di tutte le bellissime frazioni paesane che meritano un'attenzione dedicata ad ogni singola peculiarità al fine di esaltare nel modo in cui meritano tutte le bellezze che possono offrire.
La frazione di Pievefavera, proprio perché costruita su una resistente porzione di roccia, fortunatamente non ha subito particolari danni dopo il terremoto del 2016, anzi ha visto ripopolarsi di una nuova vita grazie a cittadini che lì avevano le seconde case. La presenza di un luogo di aggregazione per una comunità già molto attiva, era una necessità sempre più stringente.
Per questo motivo i fondi erogati dalla Regione Toscana alle Marche e dedicati al sociale sono stati spesi anche per questo circolo Acli, con un contributo anche da parte dell’’Associazione turistica locale presieduta dal consigliere comunale Marco Pontoni.
All'inaugurazione di ieri, venerdì 18 giugno, era presente tutta l’Amministrazione Comunale, il Vice Presidente del consiglio regionale Gianluca Pasqui e la presidente Provinciale Acli Roberta Scoppa.
Tantissimi i cittadini che hanno fatto da cornice all’evento, soprattutto famiglie e bambini.
Il sindaco Luca Maria Giuseppetti ha sottolineato l’importanza di queste piccole ma vivaci realtà: “Credo nel territorio, nelle frazioni, nella nostra storia e tradizioni. Gli abitanti di Pievefavera sono stati sempre disponibili ed accoglienti. Il circolo Acli è sempre aperto, anche perché è una delle frazioni più abitate e fortunatamente meno toccata dal terremoto. Questa sede, rinnovata grazie ai fondi messi a disposizione del bando regionale permetterà ancora di più un’accoglienza turistica. Il mio grazie come sempre va a tutti i cittadini che rendono vivace la vita in queste piccole frazioni e alle forze dell’ordine, Carabinieri e Polizia Locale, che insieme alla Protezione Civile garantiscono la sicurezza”.
Si è spento questa mattina, all'età di 79 anni, Romano Dezi, fondatore del Museo Civico di Storia Naturale di Macerata. L'attività dell'istituto risale infatti al 1973 anno in cui Dezi, curatore del museo, univa la sua appassionata attività di ricerca, condivisa con la moglie Rita Ramazzotti, ad una serie di mostre e di interventi presso le scuole del capoluogo.
Dal 1993 i reperti raccolti, acquistati o ricevuti in dono durante oltre 40 anni d'attività dal curatore sono stati illustrati e spiegati dallo stesso con cura e attenzione alle numerose famiglie, scolaresche e appassionati che ogni anno tornavano a fargli visita.
"A nome della città esprimiamo le più sentite condoglianze alla famiglia di Romano Dezi. Con amore, passione e dedizione ha dedicato un'intera vita a una realtà importante della nostra città" ha sottolineato con commozione il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli.
Dezi è spirato all'hospice di Montecassiano, a seguito di una malattia.