L'Italia trionfa agli Europei di calcio. La Nazionale guidata da Roberto Mancini ha completato il proprio percorso netto nella manifestazione continentale togliendosi lo sfizio di battere gli inventori del gioco, gli inglesi, a casa loro, nello stadio di Wembley al termine di una palpitante lotteria dei rigori. Decisivo Gigio Donnarumma.
Per le strade, così come avvenuto martedì scorso per la sfida vinta contro la Spagna, sono impazzati i caroselli per quella che è stata, senz'altro, un'impresa storica. Tanti i tifosi che hanno scelto di festeggiare il successo abbracciati alla bandiera tricolore.
Non sono mancati nemmeno i controlli delle forze dell'ordine, così come annunciato dal prefetto Flavio Ferdani, per fare in modo che - anche nel momento della massima gioia - fosse preservata la prudenza e il rispetto delle norme anti-Covid.
Allo Sferisterio di Macerata c'è anche spazio per i fuochi d'articio. Sul lungomare Nord di Civitanova Marche, invece, il traffico è stato bloccato sino a tarda notte dalla gioia dei tifosi.
Ecco la fotogallery de festeggiamenti curata da Lucia Montecchiari e Guido Picchio:
Sara Pedri è una ginecologa 31enne di Forlì, innamorata della sua professione, in servizio all’ospedale di Trento, dove arriva a metà novembre dello scorso anno dopo aver vinto il concorso, e dopo aver concluso brillantemente la laurea specialistica a Catanzaro.
In pochi mesi la sua passione per il lavoro si trasforma in un incubo: il suo sguardo si spegne, la sua voce squillante si affievolisce, il suo sorriso sparisce, smette di mangiare. Quando si reca a Forlì a trovare i suoi genitori, la trovano deperita in modo preoccupante. La situazione nell’ambiente lavorativo per Sara era diventata insostenibile, non ne fa mistero: le vessazioni sul lavoro le tolgono “linfa vitale” ma lei resiste: “ non mollo” scriveva alle amiche ed al fidanzato.
A marzo Sara sparisce, dopo aver dato le dimissioni dall’ospedale in cui aveva preso servizio pochi mesi prima
Solo dopo la sua sparizione si è sgretolato il muro di omertà ed anche le sue colleghe cominciano a denunciare che la dottoressa è stata vittima di gravi persecuzioni professionali sul posto di lavoro: i racconti e le denunce fatti sui frequenti episodi di mobbing, a quanto pare all’ordine del giorno in quel reparto di ginecologia, giungono però quando oramai si teme il peggio: il ritrovamento della sua auto abbandonata nei pressi di un ponte a 40 Km da Trento ed il riconoscimento di tracce di Sara da parte dei cani molecolari nei pressi di un dirupo a ridosso del lago di Santa Giustina, non lontano da dove è stata rinvenuta la macchina, hanno fatto pensare al gesto estremo.
La Procura ha aperto un fascicolo e l’Azienda sanitaria ha avviato un indagine interna, mentre il Ministero della Salute ha inviato ispettori ministeriali che parleranno con le altre dipendenti, acquisiranno materiale, raccoglieranno ogni informazione utile per comprendere cosa accade nel reparto dove in due anni si sono già dimesse 11 persone.
I dipendenti del reparto hanno parlato di “abusi di potere, minacce continue e umiliazioni”. In altre parole di mobbing.
Il mobbing si concretizza in una forma di terrore psicologico sul posto di lavoro esercitata da parte di un superiore gerarchico (cd. bossing o mobbing verticale) o dai colleghi (cd. mobbing orizzontale): questi con intento persecutorio, ripetutamente, per un lasso di tempo significativo, vessano con denigrazioni, messaggi ostili ed ogni altra azione moralmente scorretta il lavoratore preso di mira.
Tali comportamenti protratti nel tempo, quotidianamente, comportano gravi danni per la salute del dipendente: gli esperti dichiarano accertate importanti patologie derivanti dal mobbing: stress, ansia, depressione, aritmie, malattie dell’apparato cardio circolatorio, malattie legate al sistema immunitario, gastriti.
Il disagio psico fisico, quello procurato dal mobbing, può far entrare la vittima già prostrata dalle vessazioni, e quindi fragile, in una spirale che può condurre al suicidio.
Quanto alla denuncia di queste situazioni, la maggiore criticità sta nel fatto che per dimostrare la condotta lesiva perpetrata ai danni della vittima di mobbing servono i testimoni. Ed i testimoni sono i colleghi di lavoro, raramente disposti a testimoniare, soprattutto quando il mobbing è attuato dal datore di lavoro, poichè temono ripercussioni personali.
Consapevole di questa difficoltà la vittima si sente sempre più isolata ed impotente ed è questa la fase più pericolosa in cui si possono aggravare i disturbi psico fisici.
In una società civile come dovrebbe essere la nostra, lo spirito di colleganza, di solidarietà, potrebbero essere i più validi e concreti aiuti per evitare l’isolamento e la disperazione di queste vittime: quando ciò non accade, o accade “troppo tardi” l’individualismo, l’egoismo utilitaristico avranno vinto. Il resto saranno solo vuote parole di circostanza.
(Foto Ansa)
“Ciao Luca, grazie per la straordinaria lezione di vita che ci hai dato". Il ricordo commosso su Facebook del sindaco di Jesi Massimo Bacci per il 35enne jesino Luca Bernardi, affetto da distrofia muscolare di Duchenne e paladino dei diritti dei diversamente abili e dell'assistenza domiciliare, morto ieri all'ospedale di Jesi 'Carlo Urbani' dov'era ricoverato in Rianimazione.
Nel 2018 il primo cittadino gli aveva consegnato a casa la cittadinanza onoraria, un riconoscimento destinato agli jesini che hanno dato lustro alla città.
"Nonostante le sue condizioni di salute - il ricorda dell'ex consigliere comunale Massimo Gianangeli - era pieno di energia vitale, un vero guerriero che portava avanti le sue battaglie civiche a difesa dei diritti delle persone diversamente abili".
Luca Bernardi era anche laureato in Storia e culture europee all’Università di Macerata, Il pensiero del rettore Francesco Adornato e della delegata al progetto inclusione Catia Giaconi.
Il rettore Francesco Adornato: “Per noi è stato un privilegio poter creare le condizioni che permettessero a Luca di esprimere pienamente la propria intelligenza, le proprie capacità, la propria personalità. La sua volontà di mantenere salde le redini della propria esistenza è un insegnamento che ha arricchito e arricchisce tutti noi. Come Università tutta, siamo vicini alla sua famiglia nel momento più doloroso del distacco”.
La professoressa Catia Giaconi, delegata al progetto Inclusione 3.0: “Luca non si è accontentato di rimanere a guardare, ma ha voluto essere sempre protagonista della propria vita. La sua eredità è il cambiamento indotto in tutti noi che lo abbiamo conosciuto sia personalmente sia attraverso il suo impegno nella vita sociale, i suoi libri, la sua partecipazione a eventi pubblici.
È stato un ospite importante della settimana dell’inclusione, organizzata ogni anno dall’Università di Macerata, rilasciando preziose testimonianze che ancora oggi possiamo riascoltare e rendere nostre”.
Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, “Chiedilo all'avvocato”.
Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato i rapporti in generale tra genitori e nello specifico cosa fare in caso di scontro tra gli stessi riguardo la vaccinazione da Covid-19 al proprio figlio minore. Ecco la risposta dell’avv. Oberdan Pantana alla domanda posta da una lettrice di Porto Recanati che chiede: “Cosa fare in caso di scontro tra genitori riguardo la vaccinazione da Covid-19 del proprio figlio minorenne?”.
Le cronache giudiziarie rappresentano sempre con maggiore frequenza il contrasto che vede protagonisti i due genitori sulla vaccinazione del figlio minorenne. In tal caso, se la coppia sta insieme, occorre fare riferimento a quanto dispone l'art. 316 c.c. sulla responsabilità genitoriale; questa norma impone infatti ai genitori di esercitarla di comune accordo, così come di comune accordo devono essere prese le decisioni più importanti che riguardano la vita del figlio. Accordo che, se non viene raggiunto, legittima ciascuno dei genitori a ricorrere al giudice, il quale una volta sentiti madre e padre e ascoltato il minore di età superiore ai 12 anni o inferiore (se capace di discernimento), suggerisce le determinazioni che ritiene più utili soprattutto nell'interesse del figlio e dell'unità della famiglia. Mentre in caso di coppia separata, l'art. 709 ter c.c. dispone che, "Per la soluzione delle controversie insorte tra i genitori in ordine all'esercizio della responsabilità genitoriale o delle modalità dell'affidamento è competente il giudice del procedimento in corso". Sul tema diverse sono le pronunce giurisprudenziali. La Corte di Appello di Napoli ad esempio, nella sentenza del 30 agosto 2020, ha dovuto decidere su una vicenda relativa alla vaccinazione obbligatoria del figlio di due genitori separati.
La madre si opponeva al trattamento, mentre il padre era di parere favorevole. La Corte alla fine ha deciso in favore del padre, respingendo il reclamo della madre contro il decreto del Tribunale dei Minori, che aveva disposto l'affievolimento della responsabilità genitoriale della donna per quanto riguarda la somministrazione delle dosi di vaccino, conferendo al padre l'incarico di provvedere ad accompagnare il figlio per sottoporlo alle vaccinazioni e riaccompagnarlo a casa. Difatti, in assenza di pregiudizio per la salute del figlio, come nel caso di specie, la Corte ricorda che: "È assolutamente acclarato il ruolo sociale e il valore etico ed economico delle vaccinazioni. Le vaccinazioni devono essere considerate come un "intervento collettivo", in quanto oltre a proteggere il singolo permettono anche la protezione in collettività dei soggetti vulnerabili (ad es., immunodeficienti congeniti o immunodepressi, ecc.), permettendo in buona sostanza il controllo della trasmissione delle malattie oggetto del programma vaccinale. Il beneficio è dunque diretto, derivante dalla vaccinazione stessa che immunizza totalmente o parzialmente la persona vaccinata rispetto alle conseguenze di una patologia, e indiretto, in virtù della creazione di una rete di sicurezza a favore dei soggetti non vaccinati".
Decisione similare è quella presa dal Tribunale di Roma con l'ordinanza del 16 febbraio 2017. Il provvedimento ha infatti prescritto che: "Per le decisioni in relazione alle vaccinazioni i genitori seguano quanto indicato dal pediatra del Servizio Sanitario Nazionale, qualora il pediatra ritenesse opportuno sottoporre la minore a vaccinazioni il genitore più diligente sarà autorizzato a condurre la minore nelle strutture specializzate per eseguire le vaccinazioni indicate dal pediatra, e per sottoscrivere i relativi consensi anche in assenza del consenso dell'altro genitore, con onere di comunicazione all'altro di quanto effettuato". In un altro caso risolto, invece, dal Tribunale di Milano con un provvedimento del 2018, la madre aveva azionato un ricorso 709 ter c.p.c per chiedere che i figli venissero sottoposti a tutte le vaccinazioni obbligatorie e ad alcune facoltative. Vaccinazioni a cui il padre, avvicinatosi alla medicina omeopatica, si opponeva. In quel caso il Tribunale di Milano ha deciso di sottoporre i minori alle vaccinazioni obbligatorie, ma non a quelle facoltative perché la loro mancata somministrazione non sarebbe risultata pregiudizievole per la salute dei bambini considerata la loro età e la scarsa diffusione territoriale delle malattie contro le quale la madre richiedeva l'immunizzazione.
Pertanto, se questo orientamento verrà mantenuto anche per la vicenda Covid Sars 19, in risposta alla nostra lettrice, pare proprio che ci siano pochi spazi per ritenere che una posizione “novax” del genitore (contro la volontà dell’altro o del figlio) possa risultare accoglibile da parte dei giudici, tenuto conto che, “ Ove vi sia un concreto pericolo per la vita o la salute del minore per la gravità e la diffusione del virus e vi siano dati scientifici univoci e concordati che quel determinato trattamento sanitario risulta efficace il giudice potrà “sospendere” momentaneamente la capacità del genitore contrario al vaccino. E ciò vale a prescindere dal fatto che madre e padre stiano insieme o siano separati/divorziati in quanto si ritiene più corretta la scelta del genitore conforme alla legge e all’opinione scientifica “largamente dominante” (cfr tra le altre Trib Milano 17.10.2018; C Appello Napoli 30.08.17; Trib Roma 16 febbraio 2017).
Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
Il Servizio Sanità delle Marche comunica che nelle ultime 24 ore sono stati testati 1961 tamponi: 1109 nel percorso nuove diagnosi (di cui 460 screening con percorso Antigenico) e 852 nel percorso guariti (un rapporto positivi testati del 3,5%).
I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 39 (5 nella provincia di Macerata, 10 nella provincia di Ancona, 9 nella provincia di Pesaro-Urbino, 2 nella provincia di Fermo, 12 nella provincia di Ascoli Piceno e 1 fuori regione). Questi casi comprendono soggetti sintomatici (7 casi rilevati), contatti in setting domestico (13 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (11 casi rilevati), contatti in setting lavorativo (2 casi rilevati), contatti con provenienza extra-regione (1 casi rilevato) e di 5 casi sono in fase di approfondimento epidemiologico.
Nel percorso Screening sono stati effettuati un totale di 460 test antigenici con 8 soggetti rilevati positivi (da sottoporre al tampone molecolare): un rapporto positivi/testati 2%.
Stabile il numero di ricoveri per Covid-19 nelle Marche rispetto a ieri: sono dieci tra i quali due in Terapia intensiva (a Marche Nord), otto in reparti non intensivi mentre le Semintensive restano Covid-free. Lo comunica il Servizio Sanità della Regione.
Nessun decesso correlato alla pandemia registrato nelle ultime 24 ore: il numero di vittime resta 3.038.
Intanto gli ospiti di strutture territoriali scendono a 11 e non ci sono assistiti Covid-positivi nei pronto soccorso. Crescono però i numeri dei contagiati in isolamento domiciliare (1.324).
Daniele Rango è un calzolaio di Treia, ha 57 anni e da venti fa questo lavoro.
"Anche mio padre e mia madre erano nel settore delle calzature e a me è sempre piaciuto particolarmente lavorare pelle e cuoio. Ho iniziato con piccole riparazioni, poi mi sono messo in proprio esercitando il mestiere come facevano i calzolai di una volta. Ho sempre trovato clienti con il passaparola, non sono neanche sui Social. Sono partito pian piano e ora mi impiega il 110% delle ore" ci dice "avere un'impresa per me significa prima di tutto realizzarsi nella vita e allo stesso tempo considerare il guadagno che ti serve per mantenere una famiglia. Fare la cosa che ti piace guardando anche il lato economico, questo è avere un'impresa per me".
Daniele non ha orari, lavora dalla mattina presto fino alla sera tardi, con la moglie a dargli una mano. Non si possono calcolare i tempi di una riparazione. Per un contrattempo, la procedura può dilatarsi dai 15 minuti sino all'ora di ritardo.
I lavori richiesti sono specialmente riparazioni di scarpe, borse e cinte. Gli strumenti utilizzati sono: la pressa per l'incollaggio, di cui si occupa Daniele; e la fresa per pulire e levigare gomma e cuoio una volta terminata l'opera, di cui si occupa sua moglie.
Come la sarta Edi Cruciani, protagonista di qualche edizione fa di questa rubrica, anche lui ha notato la differenza nei materiali usati per scarpe e borse: ora c'è molta più plastica e gomma rispetto al cuoio e alla pelle di qualche anno fa.
"La parte migliore del mio lavoro è costruire la calzatura dal nulla, e vedere i clienti soddisfatti. Mi sono messo anche a creare le palle da gioco che si utilizzano durante la Disfida del Bracciale, che si tiene tutti gli anni a Treia. Questo è un lavoro che dà parecchia soddisfazione, si impiegano circa 5-6 ore per farne una - spiega Daniele -. Le creo come un extra, perchè questo lavoro è la mia passione: altrimenti non lo farei. Se fai un lavoro che non ti piace non ti svegli tranquillo la mattina. Io ho imparato da autodidatta e penso che non riuscirò a trasmetterlo ad altri perchè ho due figlie femmine, che non ne vogliono sapere, e nessuno viene mai a chiedermi di imparare per continuarlo".
(Foto di Lucia Montecchiari)
Si è svolta in mattinata ad Alba Adriatica la cerimonia per la consegna della “Bandiera verde dei pediatri 2021” in presenza di sindaci ed assessori dei comuni virtuosi. Per Civitanova Marche ha partecipato Barbara Capponi, assessore con deleghe alla famiglia e all’infanzia.
Ad accogliere gli ospiti, i massimi rappresentanti del Comune di Alba Adriatica, quali il sindaco Antonietta Casciotti, il presidente del consiglio comunale Francesca Ciarrocchi e l’assessore all’ambiente Nicolino Colonnelli, oltre ai consiglieri della regione Abruzzo Dino Pepe ed Emiliano Di Matteo, al sottosegretario alla presidenza della giunta regione Abruzzo Umberto De Annuntiis ed al consigliere della provincia di Teramo Beta Costantini.
Hanno partecipato attivamente all’evento tanti bambini e ragazzi, che, in un’aria particolarmente festosa, sono stati i veri e propri protagonisti dell’evento, primi tra tutti il “Nuovo Coro Amadeus”, coro di voci bianche, ed i “One Next Star”, teen band, che hanno accompagnato la giornata celebrativa.
Il Prof. Italo Farnetani, fondatore e coordinatore delle “Bandiere Verdi pediatriche” ha organizzato i lavori della giornata, comprendenti apposite “Tavole Rotonde” inerenti gli argomenti dell’assistenza in spiaggia, di una corretta esposizione al sole e della giusta alimentazione. Particolarmente apprezzato è stato l’intervento di George Kahema Madafa, ambasciatore della Repubblica di Tanzania, il quale ha rappresentato ai partecipanti le esperienze vissute nella sua terra.
Nella parte finale si è svolta la consegna delle bandiere verdi assegnate a 148 località (143 in Italia e 5 estere, tra le quali anche la spiaggia di “Dar Es Salaam” in Tanzania”).
“Questo riconoscimento – dichiara l’Assessore Capponi – condiviso con diverse spiagge di tutto il mondo, costituisce grande soddisfazione per Civitanova. La Città con l’Infanzia che stiamo costruendo da anni trova compagni di viaggio nello sguardo attento e costante alle esigenze dei piccoli e dei giovani, veri protagonisti anche della cerimonia: incisive ed emozionanti le parole dell’ambasciatore sulla tutela di mamme e bambini nelle loro fragilità e bisogni, che ci confermano la direzione giusta da mantenere per una città ed una comunità a misura di tutti”.
Domani sera (domenica 11 luglio), in occasione della finale degli Europei di calcio, in piazza Del Popolo tornerà ad essere allestito un maxischermo per assistere alla partita della nostra Nazionale contro l’Inghilterra.
L’iniziativa torna ad essere proposta, dopo quanto predisposto per la semifinale, dall’assessorato allo Sport e dall’assessorato al Turismo del Comune di San Severino Marche.
Intanto il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha emesso un’Ordinanza con la quale, in tutto il territorio comunale, dalle ore 20 del giorno 11 luglio alle ore 04 del giorno 12 luglio, viene vietata la vendita per asporto di bevande in bottiglie e bicchieri di vetro da parte di tutti gli esercizi pubblici e commerciali nonché la vendita e somministrazione di bevande superalcoliche di qualsiasi genere. Con la stessa Ordinanza è stata anche vietata l’introduzione sulle pubbliche vie di bottiglie o altri contenitori in vetro dalle ore 20 del giorno 11 luglio alle ore 04 del giorno 12 luglio.
Domenica 11 luglio alle ore 21:00, allo stadio di Wembley, si terrà l'attesa finalissima del campionato europeo di calcio tra Inghilterra e Italia.
"Un bellissimo momento calcistico che richiede però da parte di tutti la massima prudenza in materia di prevenzione da Covid-19 in tema di distanziamento e di uso delle mascherine all'aperto in caso di assembramento". Così si esprime il prefetto di Macerata, Flavio Ferdani che già nei giorni scorsi aveva posto l'attenzione su quanto avverrà domenica (leggi qui).
"Con i Sindaci e le Forze dell'Ordine abbiamo programmato interventi e controlli anti assembramento, ma qualsiasi iniziativa rischia di essere inutile in mancanza di senso di responsabilità da parte della popolazione" aggiunge Ferdani, che rivolge un "appello alla responsabilità da parte di ciascuno e soprattutto dei giovani ad aver cura della propria salute e di quella delle proprie famiglie perché la partita contro il Covid non è ancora vinta".
"Aprire il confronto con la città dopo quattro anni di “confronti riservati” assomiglia molto al tentativo di porre riparo alle critiche che sono piovute da più parti e prendere tempo in attesa di tempi migliori. La verità è che in Comune è stata presentata un’istanza per l’acquisizione di tutte le concessioni del porto che lascia ben poco spazio alla “tutela dei diritti acquisiti” asserita allo Shada. Non mancano nemmeno vistose incongruenze tra quanto dichiarato in conferenza stampa e quanto si può desumere dalle carte". A dichiararlo è il direttivo del Madiere, riunitosi ieri presso la sede della Lega Navale per un esame di quanto emerso dalla conferenza stampa di presentazione del progetto di Eurobuilding Spa per il porto (leggi qui).
"Ad esempio è stato affermato che il progetto a regime potrà prevedere fino a 900 posti barca per il diporto quando gli elaborati ne mostrano circa 620, molti meno dei 1000 previsti dal Piano Regionale dei Porti che si dice di voler attuare; ma anche se i posti barca diventassero veramente 900, dove si metterebbero i tanto sbandierati mega yact? Altra notizia che contrasta con la realtà è l’affermazione che i cantieristi e diportisti pagheranno, per le concessioni o per i posti barca quanto pagano ora; la verità è che nel prospetto “Ricavi di vendita” contenuto nell’istanza si legge invece che sono previsti introiti dai cantieri per 68.272.000 euro e dai posti barca 20.580.000 euro, distanze siderali dai costi attuali" osservano i rappresentanti del Madiere.
"Del resto su questo punto ha avuto modo di esprimersi lo stesso Antonelli nell’incontro avuto con il Madiere lo scorso 28 gennaio quando affermò che i costi dei posti barca sarebbero quadruplicati (chiese quanto pagava il sig. “x” per il suo posto barca e gli fu detto 2000 euro; ci rispose che non sarebbe stato un problema se la spesa fosse stata quattro volte tanto perché il servizio sarebbe stato nettamente migliore) - si aggiunge nella nota -. In quella occasione ci promise anche una proposta che ci avrebbe senza dubbio convinto ma da allora non si è fatto più vedere. Se queste sono le basi del confronto che i promotori del progetto vogliono aprire, la strada si annuncia subito in salita; alla città ed alle categorie interessate dal progetto servono parole di verità e fatti concreti non solo gli effetti speciali allo Shada. Da parte nostra continueremo a basarci sui fatti e questi sono rappresentati da quello che è scritto nelle carte depositate in comune.
"Nei prossimi giorni ci sentiremo con il Coordinamento degli operatori del porto e con le Cooperative dei pescatori per decidere insieme le iniziative necessarie a tutelare il nostro porto e quello che rappresenta per la città, la socialità, lo sport, il lavoro che lo hanno reso il simbolo di Civitanova" conclude nella nota il direttivo del Madiere.
Il Servizio Sanità delle Marche comunica che, nelle ultime 24 ore, sono stati testati 2280 tamponi: 1253 nel percorso nuove diagnosi (di cui 589 screening con percorso Antigenico) e 1027 nel percorso guariti (un rapporto positivi testati del 2,8%).
I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 35 di cui nessuno nella provincia di Macerata, 16 nella provincia di Ancona, 4 nella provincia di Pesaro-Urbino, 0 nella provincia di Fermo, 14 nella provincia di Ascoli Piceno e 1 fuori regione.
Questi casi comprendono soggetti sintomatici (4 caso rilevato), contatti stretti di casi positivi (11 casi rilevati), contatti in ambito domestico (13 casi rilevati), contatti in ambito lavorativo (1 caso rilevato), contatti in ambiente di vita/socialità (1 caso rilevato), contatti con provenienza extra-regione (1 caso rilevato).
Nel percorso Screening sono stati effettuati un totale di 589 test antigenici, con la conseguente rilevazione di 8 soggetti positivi: un rapporto positivi/testati pari all'1%.
Dal punto di vista percentuale, nel rapporto tra il numero di tamponi processati nel percorso nuove diagnosi e il numero di contagiati, si registra un leggero incremento rispetto alla giornata precedente (anche a causa dell'incidenza del weekend): incidenza al 2,8% oggi, rispetto al 2,1% registrato ieri.
Dopo la presentazione alla stampa continua il tour della Eurobuilding Spa per informare le categorie del progetto sul porto di Civitanova. L’obiettivo è il massimo coinvolgimento della città per l’operazione trasparenza.
Fino all’altro ieri se ne erano lette e sentite di tutti i colori e questa confusione non aiuta a fare chiarezza sull’iter che intende portare avanti la società per riqualificare il porto di Civitanova. Al via dunque gli incontri con le categorie. Una è la Cna, rappresentata a Civitanova dal suo presidente Carlo D’angelo, più che disponibile a saperne di più sul progetto. «Ne ho lette e sentite tante nei giorni scorsi, è stata paragonata Civitanova a Dubai e, francamente, mi è sembrato assurdo - dice D’Angelo – ho letto di palazzi di 30 piani che dovrebbero ergersi sul porto ma del progetto non sappiamo niente. La società, in conferenza stampa giovedì, parla di 4 torri alte non più del campanile di Cristo Re, c’è una bella differenza».
D’Angelo è più che favorevole a un confronto con la società e dice che il privato per forza di cose deve fare profitto con la sua attività e «come per qualsiasi operazione, ci saranno vantaggi e svantaggi , saranno da valutare insieme ai cittadini e alle categorie» afferma il referente della categoria.
Parla delle incompiute di Civitanova il rappresentante dell’artigianato, ricorda tutta la storia del cavalcavia all’uscita della superstrada, sulla statale, mai realizzato e parla dell’area Ceccotti: «abbandonata - avverte – a un certo punto si fece un progetto, poi è stato lasciato tutto così». Per dire che «ben venga un’operazione che possa migliorare e apportare un beneficio alla città e a tutta la Provincia – perché - la riqualificazione del porto può essere un valore aggiunto per tutto l’entroterra maceratese. Parlo a livello personale – sottolinea D’Angelo - per una risposta univoca della categoria dovrei avere un minimo di dati ma la direzione deve essere quella dello sviluppo».
Il presidente locale Cna fa l’esempio della norma introdotta nel 2011 dal governo Monti, con il decreto Salva Italia, dice della tassa proporzionale alla lunghezza delle barche: «tassa che ha contribuito ad affossare l' intero settore della nautica da diporto. Tornando all’oggi: «ben venga l’ampliamento del porto ma il dibattito va approfondito, le garanzie devono essere assolute, non vogliamo una cattedrale nel deserto a Civitanova, ce ne sono già tante».
Domenica 11 luglio, giornata che vedrà l’Italia impegnata nella finale del campionato europeo di calcio, l’accesso alla Zona a traffico limitato da via don Minzoni per il centro storico, verrà anticipata di 5 ore e sarà quindi attiva a partire dalle 19 anziché dalle 24.
“Abbiamo preso questa decisione – afferma l’assessore alla Sicurezza Paolo Renna - per evitare che si formino assembramenti e situazioni a rischio”.
Nel frattempo prendono il via da lunedì prossimo, 12 luglio, i lavori per realizzare gli attraversamenti pedonali rialzati in via dei Velini, all’altezza del supermercato Conad, e in viale Don Bosco davanti all’ingresso della piscina.
Per quanto concerne via dei Velini i lavori riguarderanno anche l’intero tratto di strada compreso tra via Ghino Valenti e via Ireneo Vincinguerra.
A causa dei lavori, che verranno eseguiti in orario notturno, dal 12 al 15 luglio, via dei Velini sarà completamente chiusa al traffico che verrà deviato su via Ghino Valenti e Ireneo Vinciguerra, con libero accesso ai residenti nella zona interessata dai lavori.
In coincidenza con la finale dei Campionati Europei di calcio dell’11 luglio al fine di evitare, contenere e contrastare la diffusione del contagio da Covid-19 derivanti da rischi di aggregazioni e da assembramenti, ed al fine di tutelare la sicurezza delle persone e di creare le condizioni di maggiore garanzia di ordine pubblico, il sindaco di Civitanova Marche, Fabrizio Ciarapica, ha emesso una apposita ordinanza con validità dalle ore 21.00 dell’11 luglio alle ore 02.00 del 12 luglio prossimo.
Fermo restando che sarà garantito il servizio notturno della Polizia Municipale, l’ordinanza dispone il divieto di vendita di qualsiasi bevanda contenute in lattine e bottiglie, consentendo la vendita solo previa mescita in bicchieri di carta o plastica ed il divieto di somministrazione e vendita di superalcolici (bevande la cui gradazione alcolica supera i 21 gradi) con esclusivo riferimento all’asporto.
Inoltre per tutte le persone presenti sui luoghi pubblici della Città di Civitanova Marche è previsto l’obbligo di utilizzare la mascherina anche all’aperto ed il divieto di detenere contenitori in vetro.
Sono iniziati nei giorni scorsi i lavori di manutenzione e riqualificazione della facciata del complesso immobiliare di via Armaroli, l’ex mercato delle erbe e Autosilo Centro Storico, che prevedono il ripristino delle parti murarie e la tinteggiatura dello stabile.
Le opere sono state commissionate dalla Servizi Generali S.A.S. di Giulioni Alberto & C., che ha in gestione il parcheggio in struttura, nell’ottica di migliorare l’aspetto dello storico edificio di proprietà comunale.
«L’intervento è stato fortemente voluto dall’Amministrazione che, dopo aver ultimato le opere di rigenerazione dei locali dell’ex Mercato delle Erbe, ha inteso completare la ristrutturazione del fabbricato – è intervenuto l’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Marchiori -; per questo esprimiamo grande soddisfazione per l’intervento e un particolare ringraziamento al gestore dell’Autosilo. Macerata sta vivendo un momento favorevole di ammodernamento e recupero delle infrastrutture cittadine che permetterà di migliorare i servizi limitando il consumo di territorio a tutela della sostenibilità ambientale».
La rigenerazione urbana programmata dall’Amministrazione Parcaroli permetterà alla comunità di riappropriarsi e di rivivere nuovamente gli spazi riqualificati, con evidenti miglioramenti nella qualità della vita e nella sfera sociale, economica e ambientale. I lavori verranno eseguiti durante il periodo estivo e termineranno auspicabilmente entro il mese di settembre senza interferenze con la fruibilità del parcheggio.
Il Servizio Sanità delle Marche comunica che nelle ultime 24 ore sono stati testati 1788 tamponi: 895 nel percorso nuove diagnosi (di cui 307 screening con percorso Antigenico) e 893 nel percorso guariti (un rapporto positivi testati del 2,1%).
I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 19 (1 nella provincia di Macerata, 3 nella provincia di Ancona, 1 nella provincia di Pesaro-Urbino, 1 nella provincia di Fermo, 12 nella provincia di Ascoli Piceno e 1 fuori regione). Questi casi comprendono soggetti sintomatici (4 casi rilevati), contatti in setting domestico (7 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (8 casi rilevati), contatti in setting lavorativo. Nel percorso Screening un totale di 307 test antigenici effettuati e 4 soggetti rilevati positivi (da sottoporre al tampone molecolare) un rapporto positivi/testati 1%.
Un ricovero in meno per Covid-19 nelle Marche nell'ultima giornata: ora sono dieci tra i quali due in Terapia intensiva (a Marche Nord), otto in reparti non intensivi mentre le Semintensive restano Covid-free. Lo comunica il Servizio Sanità della Regione.
Nessun decesso correlato alla pandemia registrato nelle ultime 24 ore: il numero di vittime resta 3.038.
Intanto gli ospiti di strutture territoriali scendono a 16 e non ci sono assistiti Covid-positivi nei pronto soccorso. Crescono però i numeri dei contagiati in isolamento domiciliare (1.284; +4).
Ultimati dal Comune di San Severino Marche i lavori di manutenzione straordinaria della strada Borgianelle – Gaglianvecchio.
L’intervento, su progetto redatto dai tecnici dell’area Manutenzioni e Servizi esterni, è stato finanziato con fondi messi a disposizione dalla Regione per il ripristino delle infrastrutture connesse all’attività agricola danneggiate dalle precipitazioni nevose del 2017.
I lavori, per un importo complessivo di circa 60mila euro, sono consistiti nella fresatura e nel livellamento di porzioni di strada, nel ricarico del piano viabile, nello sgombero dei tombini e pulizia di cigli della piattaforma stradale e nella successiva opera di depolverizzazione.
Mercoledì 7 luglio il Direttore di zona di Banca Intesa San Paolo ha comunicato, in un incontro programmato qualche giorno prima, la brutta notizia che nessuno si aspettava: ad ottobre chiuderanno le filiali di Fiastra e di Valfornace, lasciando di fatto una grossa porzione della montagna maceratese priva di un servizio essenziale come la banca.
Da ormai più di un anno la filiale di Fiastra è operativa a giorni alterni, con inevitabili disagi anche per la popolazione del vicino comune di Bolognola, che a questo ufficio ha sempre fatto riferimento. Le filiali chiuderanno i battenti per una precisa scelta aziendale, come ha spiegato ai sindaci il Direttore di zona che ha comunicato la decisione del Cda di Banca Intesa di chiudere gradualmente tutte le filiali che operano in immobili non di proprietà. A nulla sono valsi gli impegni verbali che Sauro Scaficchia e Massimo Citracca, i sindaci di Fiastra e Valfornace, hanno subito fatto al Direttore: in pochi mesi le filiali avrebbero avuto a loro disposizione degli spazi consoni, ricavati dagli edifici pubblici che in questi mesi si stanno ricostruendo a ritmo serrato.
Cristina Gentili, sindaca di Bolognola, il comune più alto delle Marche, si dice preoccupata per gli effetti che questa decisione avrà sul territorio, per il servizio che fornisce alle aziende che vi operano e a tutte le famiglie. Per raggiungere la prima filiale disponibile, gli abitanti di Bolognola saranno costretti a percorrere più di 70 km in auto tra andata e ritorno.
Il paradosso è che verrà mantenuta la filiale di Muccia, come sede distaccata di Pieve Torina, quando i due comuni distano pochi chilometri uno dall'altro”, ha sottolineato Scaficchia, che aggiunge: “Abbiamo l'Ufficio postale a mezzo servizio, ogni anno dobbiamo lottare per mantenere le scuole e i presidi medici, ora sparisce un altro servizio essenziale in un momento cruciale per la ricostruzione: noi ci siamo esposti personalmente con i cittadini affinché aprissero i conti dedicati alla ricostruzione nelle filiali dei nostri piccoli comuni, ma ora ci ritroviamo la banca a trenta chilometri di distanza”.
Sulla stessa lunghezza d'onda Massimo Citracca, sindaco di Valfornace: “Il nostro territorio, da tutti considerato come un gioiello in termini di bellezza paesaggistica e naturalistica, non può essere costantemente frustrato da scelte che vengono prese altrove, seguendo logiche squisitamente speculative: è ora che le continue operazioni di acquisizioni bancarie vengano bilanciate dal mantenimento dei servizi sul territorio. Per questo auspichiamo un ravvedimento da parte della Dirigenza di Banca Intesa, ma anche attenzione da parte delle istituzioni Regionali, affinché intervengano ufficialmente al fine di scongiurare i tagli degli sportelli dell’entroterra".
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Iniziano nella giornata di lunedì 12 luglio i lavori della Provincia di Macerata di risanamento del piano viabile in più tratti della provinciale 25 “Cingolana”.
Il Presidente Antonio Pettinari aveva approvato con proprio decreto, nei mesi scorsi, il progetto esecutivo di 500mila euro e, terminate le procedure, si avvia ora il cantiere. Il periodo è stato scelto anche considerando la chiusura estiva delle scuole, pertanto si è atteso l’arrivo dell’estate per evitare disagi pesanti al traffico veicolare.
La strada, infatti, rappresenta il collegamento naturale di Cingoli, del vasto territorio montano e di numerosi Comuni con il capoluogo e con il resto della provincia: è di notevole importanza per l’elevato numero di veicoli che la percorrono, tra cui gli autocarri che si dirigono verso le cave.
L’intervento interessa il tratto da Troviggiano a Cingoli e particolare attenzione sarà rivolta all’interno dell’abitato di Colle San Valentino.
“Nei primi giorni, in località Colle San Valentino - dichiara Pettinari - dobbiamo necessariamente chiudere la strada per effettuare la fresatura. Purtroppo non c’è possibilità di lavorare di notte per questa fase e quindi dobbiamo interrompere per un brevissimo periodo la circolazione. I veicoli saranno dirottati in entrambe le direzioni nelle altre strade laterali, mentre il traffico pesante dovrà utilizzare la provinciale 502. Questo è il tratto più complicato, ma ho disposto nelle fase successiva di asfaltatura di lavorare anche di notte per terminare nel modo più rapido possibile i lavori e mitigare così i disagi”.
L’intervento è inserito nel bilancio dell’Ente per l’anno 2021 e finanziato con le risorse messe a disposizione dal MIT (Ministero delle Infrastrutture e Trasporti) per la sicurezza delle strade. “Di fatto - conclude Pettinari - con questa asfaltatura completiamo il lavoro di risanamento di tutta la provinciale Cingolana”.