Oggi il TAR, nel dichiarare la competenza del Tribunale ordinario circa i canoni o altri corrispettivi richiesti per la concessione dei container, ha respinto la domanda di sospensione, presentata da due ospiti dei container assistititi dagli avvocati Riccardo Scagnetti e Piero Montecchiari, riguardo ai provvedimenti emessi dal Comune di Tolentino che determinavano il canone da pagare per la permanenza presso l’area container. Provvedimenti che, quindi, sono stati dichiarati pienamente efficaci.
“Sono molto soddisfatta dell’esito del Giudizio” - dichiara l’assessore Flavia Giombetti – andremo avanti con la linea profilata già in campagna elettorale. Sono sempre stata sicura della correttezza dell’operato di questa Amministrazione e, forte del sostegno e della competenza dei collaboratori di cui si avvale, nonché della professionalità dell’avvocato Pianesi, ne abbiamo avuto conferma anche dal punto di vista giudiziario. È solo la prima di numerose azioni che con meticolosità stiamo predisponendo nell’esclusivo interesse della città”.
“È un risultato molto importante” – chiosa il sindaco Mauro Sclavi - ho piena fiducia della mia giunta e dei collaboratori che in maniera capillare affrontano le varie problematiche. Sono certo che quello di oggi sia solo uno dei tanti traguardi che ci siamo prefissi”.
A seguito del ricorso al TAR il Comune di Tolentino, a mezzo dell’assessore alla Ricostruzione Giombetti e del legale Luigi Pianesi, aveva cercato un accordo, forte della legittimità dei provvedimenti che aveva emesso per correggere le storture della gestione della precedente Amministrazione e attuare il progressivo smantellamento dell’area container.
L’incontro, avvenuto presso i locali del Comune, durante il quale l’avvocato Pianesi e i consulenti del Comune di Tolentino avevano chiaramente indicato che le assegnazioni degli appartamenti avrebbero seguito l’iter legale nel pieno rispetto dei requisiti previsti dalla normativa vigente e delle graduatorie, non aveva portato a nessuna definizione stragiudiziale.
Nel frattempo, Hanane Aatata ha accettato un appartamento che si è recentemente liberato e le è stato proposto sussistendone le condizioni di legge (è madre di due minori) e seguendo l’iter già adottato nei casi simili al suo.
“Non è mai stata volontà di questa amministrazione di mettere nessuno in mezzo ad una strada, come impropriamente detto da alcuni” – precisa Giombetti – “continuando ad essere nostra ferma intenzione assicurare agli aventi diritto la piena parità di trattamento. Come è accaduto per la signora Aatata. L’azione giudiziaria incautamente iniziata dalle ricorrenti ha legittimato e reso pienamente efficace, quindi, passibile di esecuzione, il nostro operato”.
Lo straordinario ripetersi, ogni anno, della fioritura di Castelluccio di Norcia, ripropone la necessità di trovare misure in grado di regolamentare i flussi veicolari che si registrano nel periodo che va dalla seconda metà di giugno alla prima metà di luglio.
"Da una parte vi è la necessità di salvaguardare il contesto territoriale di Castelluccio da un'invasione turistica meccanizzata in grado di arrecare, se non adeguatamente gestita, serie conseguenze ai delicati equilibri ecosistemici, dall’altra la consapevolezza che tale evento rappresenta un’opportunità straordinaria e attesa per l’economia locale, non solo riferita alla frazione di Castelluccio e dei tre comuni porte di ingresso ai Piani (Arquata del Tronto, Castelsantangelo sul Nera e Norcia), ma anche di numerosi altri comuni che ad anelli concentrici beneficiano dell’impennata turistica che si registra nel periodo della fioritura”, sottolinea in una nota stampa il Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
Quest’anno le interlocuzioni tra Ente Parco e comuni direttamente interessati, Arquata del Tronto, Castelsantangelo sul Nera e Norcia, hanno permesso di raggiungere un accordo, tenuto conto anche delle indicazioni pervenute dalla comunità di Castelluccio, su un piano di mobilità sostenibile in occasione della fioritura 2023.
Durante le quattro domeniche della fioritura, quella del 25 giugno e quelle del 2, del 9 e del 16 luglio, sarà interdetto il passaggio di autovetture e camper, mentre sarà consentito libero accesso ai mezzi a due ruote, ai bus turistici e alle autovetture di residenti, dimoranti, esercenti, soggetti non deambulanti o di coloro comunque in possesso di idonea autorizzazione (rilasciata dal Comune competente).
La chiusura riguarderà segnatamente la porta di ingresso da Norcia, mentre per quanto concerne le altre due porte di ingresso ai Piani di Castelluccio (Castelsantangelo sul Nera e Arquata del Tronto), durante le 4 domeniche indicate, sarà consentito, a coloro che, a prescindere dalla fioritura, abbiano la necessità di andare, con l’autovettura, da Castelsantangelo sul Nera verso Arquata del Tronto o viceversa, il solo transito con l’assoluto divieto di sosta e fermata.
In particolare, da Castelsantangelo sul Nera si potrà procedere in direzione Arquata del Tronto attraverso la strada provinciale, mentre da Arquata del Tronto in direzione Castelsantangelo sul Nera il transito verrà deviato dalla provinciale sulla strada “Delle Cavalle” (le deviazioni saranno comunque segnalate sul posto). "A questo riguardo occorre tenere nella massima considerazione che tale possibilità, consentita per il solo transito, potrà prevedere, qualora si verificasse un afflusso di autovetture da queste due porte di ingresso tale da generare una congestione della viabilità, una limitazione, almeno temporanea e all’altezza dei posti di blocco che saranno attivi durante le domeniche indicate", precisa in una nota l'Ente Parco.
Per coloro che, durante le 4 domeniche indicate, vorranno raggiungere Castelluccio con autovetture/camper per poter godere della fioritura, l’unica modalità, prevista per tutte e tre le porte di ingresso ai Piani di Castelluccio (Arquata del Tronto, Castelsantangelo sul Nera e Norcia), sarà quella di lasciare il proprio mezzo presso uno dei parcheggi di prossimità (resi disponibili a riguardo), raggiungendo da questi Castelluccio attraverso un servizio di navette (lo stesso servizio navette consentirà di tornare poi a riprendere il proprio automezzo). Una volta lasciata l’autovettura o il camper presso uno dei parcheggi di prossimità, chi volesse potrà raggiungere Castelluccio anche a piedi o in bicicletta, e-bike.
Per quanto concerne i sabati, in occasione di quello del 24 giugno sarà consentito libero transito a tutti i mezzi, fermo restando comunque l’assoluto divieto di sosta sui prati, e contestualmente sarà reso disponibile il servizio parcheggi di prossimità e navette.
La modalità di fruizione dei 3 sabati successivi (quelli del 1, dell’8 e del 15 luglio) verrà di volta in volta stabilita sulla base dei riscontri relativi al sabato precedente. A partire dal sabato 1 luglio, verrà confermata la stessa modalità di fruizione del sabato precedente qualora non si siano registrate situazioni di criticità legate al traffico; in caso contrario si applicherà la stessa modalità prevista per le 4 domeniche. Comunque, durante tutti i quattro sabati indicati, sarà disponibile il servizio parcheggi di prossimità e navette.
Nei giorni diversi dai sabati e dalle domeniche indicati, sarà consentito il libero accesso a tutti i mezzi e da tutte e tre le porte di ingresso, fermo rimanendo comunque il divieto di sosta sui prati.
Per poter usufruire del servizio parcheggi di prossimità e navette è indispensabile prenotare il posto autovettura/camper e, in base alla numerosità dei passeggeri, i relativi posti navetta. La prenotazione dovrà essere effettuata tramite il portale Parchi Aperti (www.parchiaperti.it). Al momento della prenotazione, il servizio di bigliettazione elettronica consentirà di effettuare il pagamento, sia del posto parcheggio che del/i posto/i navetta.
Sarà prevista anche la possibilità di acquisto biglietti last minute, direttamente sul posto e tramite lo stesso portale, fino ad esaurimento posti disponibili.
Il comandante della polizia locale di Macerata Danilo Doria ha firmato un'ordinanza relativa alla regolamentazione temporanea della circolazione stradale per i lavori urgenti di sistemazione della pavimentazione stradale ammalorata sulla Strada Statale 77 e sulla Statale 78, a Sforzacosta.
Il provvedimento prevede, dal 12 giugno e fino al termine dei lavori – previsto per la fine di giugno -, sulla SS78 Picena (dal km 0+000 al km 0+400) e sulla SS77 (dal km 83+540 al km 84+200), con orario 0/24, il divieto di sosta con rimozione forzata in base all’avanzamento dei lavori per il tratto compreso tra l’intersezione con la SR485 (rotatoria) fino al ponte di Colbuccaro.
L'Anas ha inoltre emesso, per quanto di propria competenza, un’ordinanza che prevede il senso unico alternato mediante impianto semaforico o movieri dal centro abitato di Sforzacosta fino al ponte di Colbuccaro nella fascia oraria dalle 7:00 alle 19:00 (esclusi i giorni festivi).
“Come sempre, nelle situazioni di crisi la comunità tolentinate sa farsi valere e dimostra tutta la sua solidarietà a chi si trova in difficoltà ed è pronta a rimboccarsi le maniche e lavorare per tornare subito alla normalità”. A sottolinearlo, in una nota, è il sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi nel commentare quanto avvenuto a seguito del pomeriggio di giovedì 7 giugno, quando un intenso temporale ha provocato diversi allagamenti, frane, smottamenti, strade chiuse, case, garage e scantinati (qui foto e video).
“I nostri concittadini si sono subito attivati per poter risolvere tutte le problematiche scaturite. Cito ad esempio le tante persone che sono intervenute in maniera volontaria per ripulire i locali della parrocchia e dell’oratorio della Santa Famiglia – sottolinea il primo cittadino -. L’occasione mi è utile per ringraziare personalmente, e a nome dell’amministrazione comunale, tutti i componenti del Coc, i dipendenti comunali, l’ufficio lavori pubblici, gli agenti della polizia locale, il gruppo comunale di protezione civile”.
“Un pensiero di gratitudine lo rivolgiamo anche a vigili del fuoco, carabinieri e a tutte le forze dell’ordine che sono state impegnate in diversi interventi e con più squadre – prosegue Sclavi -. Infine i nostri ringraziamenti vanno a tutto il Cosmari che, con operatori e mezzi, si è prodigato per la pulizia e la rimozione dei detriti, oltre a tutte le imprese private che abbiamo coinvolto per esserci di ausilio”.
“Una grande dimostrazione corale di disponibilità e professionalità – conclude il sindaco - che ci ha consentito di superare rilevanti difficoltà, grazie alla fattiva e positiva collaborazione di tutti. Intanto è stato richiesto lo stato d’emergenza alla regione Marche e al Governo”.
Anche quest’anno Civitanova si conferma spiaggia a misura di bambini e famiglie ottenendo, per la dodicesima volta (2012), la Bandiera Verde.
“Dopo la ventesima Bandiera blu - ha detto il sindaco Fabrizio Ciarapica - arriva un'ulteriore, importante conferma in chiave turistica che dimostra l’impegno dell’Amministrazione comunale nel rendere la nostra città luogo ideale, per famiglie e bambini, dove poter trascorrere le vacanze estive".
"Questa bandiera, dunque, insieme alle tante famiglie che scelgono la nostra città, oltre che per la sua bellezza anche per la sicurezza e i servizi che garantiscono le nostre spiagge, è per noi motivo di soddisfazione e di orgoglio".
Il vessillo - sono 154 gli arenili di tutta Italia a misura di bambino decretati da una giuria di 43 pediatri - premia le spiagge che offrono servizi adeguati alle famiglie e ai bambini per il mare, fondale basso e sicuro vicino alla riva, sabbia fine, servizio di salvataggio, presenza di aree attrezzate per i più piccoli.
"Continueremo a lavorare per rendere la nostra città sempre più appetibile - ha concluso il sindaco Ciarapica - e per potenziare la nostra offerta a favore dei più piccoli".
Le Bandiere Verdi saranno consegnate nel corso di una cerimonia in programma l’otto luglio nella sala comunale del Castello Carafa a Roccella Jonica.
Sono stati 4358 i biglietti venduti per la lotteria di beneficenza, in favore della Croce Verde, abbinata alla "Corsa dei Quartieri de Citanò", per un incasso totale di 10 mila 895 euro. "Una vera linfa per la Croce Verde", fa sapere Maurizio Petrucci, presidente dell'associazione, che in una lettera ha voluto ringraziare il consigliere comunale Pierpaolo Turchi "per l'organizzazione della manifestazione, rappresentandone l'ottimo risultato conseguito con la lotteria ad essa abbinata" e tessere le lodi di una manifestazione "che spero si possa ripetere a salvaguardia della storia, degli usi e dei costumi della città, nonché di sostegno al mondo del volontariato".
La Corsa, riportata a Civitanova dopo 10 anni dall'amministrazione comunale, ha registrato un grande successo di pubblico con oltre 3mila presenze all'Ippodromo Mori e alla quale va riconosciuto il merito di aver riacceso, in città, l'entusiasmo per il ritorno di una tradizione ma anche i riflettori su una struttura, vera eccellenza civitanovese.
"L'Ippodromo - si legge nella lettera della Croce Verde - con le sue corse rappresenta parte della storia e delle tradizioni di Civitanova. Un'attenzione particolare merita il Museo del Trotto che domenica 28 maggio, giorno della corsa, abbiamo potuto visitare. Rappresenta il valore culturale della nostra città che va preservato anche con queste iniziative".
"Colgo l'occasione - dice il consigliere Pierpaolo Turchi - per ringraziare ancora una volta tutti coloro che hanno reso possibile questo successo che voglio condividere con tutta la città perché il merito di tutto ciò è di ogni singola persona che con entusiasmo ha lavorato e partecipato all'evento".
"Ringrazio il sindaco Fabrizio Ciarapica per aver accolto subito la mia proposta di riportare a Civitanova questa tradizione e per aver più volte ribadito la volontà di questa amministrazione di tornare anche il prossimo anno. Questa Corsa - conclude - è l'esempio concreto di come passione e impegno, nella vita come nella politica, siano determinanti per raggiungere traguardi importanti".
A causa della grave situazione d’emergenza che persiste sul territorio romagnolo per il disastro idrogeologico, è stata avviata una raccolta fondi dal Comune di Treia per assistere la popolazione e le associazioni di Protezione Civile della città di Ravenna, travolta da frane e allagamenti, causati dall'alluvione.
“Un gesto che vuole ricambiare il grande aiuto ricevuto proprio da Ravenna durante l’emergenza sisma 2016. Ora tocca a noi aiutarli”, spiega il sindaco treiese Franco Capponi
Le donazioni potranno essere versate sul conto corrente intestato a comune di Treia - Servizio tesoreria presso la banca di Filottrano agenzia di Treia - al seguente iban: It 46 I 08549 69210 000000079875 con la causale: erogazione liberale per alluvione Emilia Romagna.
“Si consiglia di conservare la ricevuta di bonifico – ricorda il Comune - poiché ogni versamento gode di detraibilità Irpef e deducibilità Ires come previsto per le erogazioni liberali in denaro (effettuate con modalità tracciate come bonifico bancario, bancomat, carte di credito, assegno e simili diversi dal contante), in favore delle popolazioni colpite da calamità pubbliche o da altri eventi straordinari, effettuate tramite Onlus, amministrazioni pubbliche statali, regionali e locali, associazioni sindacali etc”.
La scuola materna "Sacra Famiglia", gestita dalla Parrocchia Santo Stefano di Monte San Giusto, a rischio chiusura improvvisa. Una situazione resa nota in circostanze che hanno destato preoccupazione nelle famiglie dei 22 bambini iscritti, che - tramite una portavoce - hanno segnalato il caso alla nostra redazione.
Stando a quanto raccontato, le prime avvisaglie della chiusura sarebbero arrivate soltanto fra fine aprile e inizio maggio, in occasione della convocazione di una riunione straordinaria per discutere di un "adeguamento delle rette". Oltre ai fondi comunali e regionali, la struttura traeva risorse dalle quote mensili versate dalle famiglie, pari a 137 euro a inizio anno.
Durante l’incontro, alla presenza delle docenti e del contabile della scuola, Giovanni Pastocchi, sarebbe invece emerso che a nulla sarebbe servito alzare le rette, dato che il bilancio dell’istituto era in rosso da cinque anni con conseguenti problematiche relative al pagamento degli stipendi del personale impiegato.
“Siamo stati messi di fronte al fatto compiuto e ogni nostra proposta è stata rifiutata o liquidata con un ‘vedremo’ - ci racconta la madre di uno dei 22 bambini della scuola - Se avevano già chiaro che avrebbero dovuto chiudere, perché non avvisarci per tempo?”.
"In passato veniva utilizzata anche parte delle offerte incassate dalla chiesa durante le messe per coprire parte delle perdite - continua nel suo sfogo la portavoce delle famiglie - ma ora non sembra più una soluzione praticabile. Come si è arrivati a chiudere il bilancio in rosso per cinque anni consecutivi senza prendere provvedimenti per sistemare la situazione? Dove e come vengono spesi i soldi incassati dalla scuola?”.
I genitori, in occasione della prima riunione, avevano anche avanzato alcune proposte per ovviare alla chiusura, come l’aumento della retta scolastica da 135 euro mensili a 250 euro, l’aumento della mensa giornaliera da euro 3,5 a euro 4,50 o la possibilità di fare due fasce di prezzo in base all’orario di uscita dei i bambini raggiungendo anche l’importo di 300 euro per la retta scolastica di chi rimane più a lungo. Proposte inascoltate e senza seguito.
Nella seconda riunione, avvenuta il 18 maggio scorso alla presenza stavolta del dirigente scolastico, Don Bruno Marconi, nulla è cambiato. Ai genitori è stato presentato il bilancio dell’anno precedente, "da cui non è stato possibile ricavare informazioni precise se non lo stato di debito dell’istituto - ci spiega ancora la referente dei genitori -. Nonostante la proposta di ricorrere anche a donazioni private, la riunione si è conclusa con un nulla di fatto, rinviando la decisione ad un prossimo incontro da fissare entro il 31 maggio".
"Non stupirà constatare che la terza riunione non sia mai avvenuta, e che al suo posto, il 6 giugno, sia invece arrivata all'attuale rappresentante di classe la conferma via mail della chiusura della scuola e del licenziamento degli insegnanti". "Mi trovo ad oggi senza una scuola materna da far frequentare a mia figlia dal momento che le iscrizioni in tutte le scuole materne pubbliche e paritarie chiudevano il 30 gennaio scorso e senza una valida alternativa in base alle mie esigenze personali e lavorative", conclude la mamma.
La mail del 6 giugno, ad oggi, è l'unica comunicazione ufficiale arrivata dalla scuola. L'amministrazione comunale di Monte San Giusto non è ancora stata informata circa una decisione definitiva sulla chiusura del plesso.
Le sempre più frequenti alluvioni che stanno colpendo duramente il centro Italia (Senigallia a settembre 2022 e l’Emilia Romagna nello scorso maggio le più recenti) destano profonda preoccupazione fra esperti e cittadini: è chiaro che si tratterà di fenomeni sempre più frequenti, con i quasi 7 milioni di italiani attualmente esposti a rischio idrogeologico e l'esigenza di risposte efficaci ormai improrogabili. Al fine di ottenere risultati concreti, è necessario fare chiarezza su punti fissi che facciano da base per il dibattito.
Così come è successo durante il periodo pandemico, infatti, è facile oggi cadere preda di fake news e mistificazioni varie che - faziose o meno che siano - intossicano progressivamente il dibattito pubblico e rallentano il raggiungimento di soluzioni rapide e, soprattutto, necessarie per tutti.
Fra le informazioni false che negli ultimi giorni hanno più circolato sul web in merito al tema ambientale e alluvionale nello specifico, il WWF ne ha individuate 10 particolarmente diffuse e perniciose, andando a redigere un decalogo per difendersi dalle bufale.
Per la prevenzione è necessario dragare i fiumi e scavare in alveo: falso. I letti dei fiumi italiani si stanno già abbassando a causa del minore apporto di sedimenti e delle interruzioni di continuità, oltre che per i massicci prelievi di inerti avvenuti negli ultimi anni. Dragando i fiumi si contribuirebbe solo a creare fenomeni franosi più a monte, peggiorando il dissesto complessivo e la stabilità dei ponti a valle.
Per evitare inondazioni è necessario pulire gli alvei tagliando la vegetazione: falso. Se è vero che è corretto pulire fiumi da tronchi e rami morti, è importante intervenire sulla vegetazione in modo mirato, avvalendosi della consulenza di geologi e forestali per preservare la naturale capacità depurativa delle piante, per controllare la velocità dell’acqua durante le piene e attenuare la siccità nei periodi di secca.
Non si fa manutenzione dei fiumi: falso. La manutenzione si fa, ma spesso è soggetta a interessi economici e meccanismi utilitaristici: in gran parte delle regioni, Emilia-Romagna compresa, la rimozione dei sedimenti o il taglio della vegetazione è appaltata a privati, i quali agiscono dove e quando è più conveniente per loro, spesso andando ad aumentare il rischio con interventi sovradimensionati.
Per evitare inondazioni è necessario rettificare i fiumi: falso. Costruire un nuovo letto di fiume, rettilineo o quasi, in una zona ricca di meandri ne aumenta la pendenza e la velocità di deflusso, amplificando l’energia della piena e, di conseguenza, i danni da essa causati.
La colpa è delle nutrie e degli altri animali fossori: falso. Il 94% dei comuni italiani è a rischio dissesto per frane e alluvioni e non in tutti i fossi sono presenti nutrie o altri animali simili. Se è vero che la presenza delle loro tane potrebbe essere motivo di fragilità strutturale per il terreno, di sicuro non si tratta della causa principale della minore solidità. Inoltre, esistono diverse soluzioni come la modulazione della pendenza dei fossi o l’apposizione di reti.
Per evitare inondazioni serve innalzare gli argini: falso. Non c’è dubbio che gli argini artificiali vadano manutenuti con cura, ma un loro ulteriore innalzamento è impossibile: si è già raggiunta l’altezza limite degli argini in molte zone a rischio e la soluzione ideale sarebbe, invece, restituire spazio alle fasce boschive laterali che svolgono un essenziale ruolo di laminazione delle piene, ricarica delle falde, depurazione, assorbimento di CO2 e protezione della biodiversità che stiamo sempre più velocemente perdendo.
Servono casse di espansione: vero. Come già ricordato dall’idrogeologo Marco Materazzi (leggi qui), le casse di laminazione (artificiali e naturali) rappresentano una soluzione strutturale nel lungo periodo. Si tratta comunque di una risposta peggiore, sia nel breve che nel lungo termine, rispetto a interventi coerenti con la natura e il cambiamento climatico.
Servono grandi dighe per evitare disastri: falso. Se già ora le grandi dighe non rappresentano una soluzione, avrebbe ancor meno senso costruirne di nuove quando in Italia ne sono già presenti a iosa di incomplete o mai collaudate. Più utile sarebbe invece restituire ai fiumi i loro naturali spazi di esondazione.
Servono più infrastrutture: falso. L'Italia è già completamente edificata per il 10%. Cementificare ulteriormente porterebbe ad aumentare l’impermeabilità del suolo, provocando ulteriori ritardi nell’infiltrazione dell’acqua e nella ricarica delle falde acquifere. La portata delle piene andrebbe solo a crescere, così come i danni causati.
Il cambiamento climatico non c’entra nulla: falso. Fra negazionisti dell’ultim’ora e creduloni da tastiera, mettere in dubbio il riscaldamento globale va sempre più di moda. Ma i fatti parlano chiaro: l’innalzamento delle temperature medie di circa 1°C sta causando effetti intensi sui bacini idrici chiusi come il Mediterraneo e gli eventi idrogeologici che abbiamo affrontato ne sono solo un assaggio. Con piogge sempre più intense e meno frequenti, eventi di questo tipo entreranno a far parte della quotidianità.
Alla luce di quanto esposto fin qui, appare privo di ogni fondamento addossare le responsabilità delle alluvioni su ambientalisti e Verdi. Trovare l'ennesimo capro espiatorio, che peraltro non ha governato neanche una regione negli ultimi trent'anni, non laverà alcuna coscienza.
Al contrario, proprio i governatori regionali erano stati investiti del ruolo di commissari straordinari per il dissesto idrogeologico da parecchi anni e avrebbero potuto muoversi facilmente e spesso in deroga a molti vincoli. Gli ambientalisti lanciano allarmi da decenni, così come la comunità scientifica: prendersela con loro solo perchè avevano ragione è, almeno, paradossale.
Partiranno nei prossimi giorni i lavori per la realizzazione di un campo da beach volley all’interno del Parco Pegaso. Sorgerà nei pressi dell’attuale campo da basket e sarà completato da un sistema di illuminazione in modo da poter essere utilizzato anche in notturna.
Con l’estate alle porte, l’area si arricchisce quindi di un’ulteriore possibilità per gli amanti dell’attività all’aria aperta e della socialità, andando ad affiancare le attrezzature esistenti come la piscina, il campo da basket, le gance per le bocce e l’area giochi per i bambini.
«Nella nostra visione, vogliamo che il Parco Pegaso acquisti sempre maggiore valore come area ludico-ricreativa, con spazi di svago e socializzazione aperti a tutti – afferma il sindaco Andrea Staffolani – uno spazio multiforme dedicato all’attività motoria in compagnia per tutte le fasce d’età.
Il nuovo bosco urbano che nascerà sul lato ovest, nella nostra visione, sarà un grande “giardino pubblico” immerso nella natura e nel verde, un parco dove chiunque possa passare ore di svago e relax, leggere un libro, magari assistere ad un piccolo spettacolo. Presto avremo così un unico parco pronto ad accogliere tanto chi vuole fare una passeggiata immerso nella natura quanto chi vuole invece fare attività motoria in compagnia. Se vogliamo avere una città sempre più a misura d’uomo, è questa la direzione verso la quale deve tendere il nostro sforzo».
Migliaia di metri cubi di detriti in spiaggia a causa delle mareggiate, il comune stanzia 280 mila euro. "I lavori per la rimozione del materiale spiaggiato continuano senza sosta - fa sapere il sindaco Fabrizio Ciarapica - ma le ultime mareggiate ci hanno costretto a ricominciare daccapo la pulizia del litorale mettendoci di fronte ad una quantità straordinaria di materiale spiaggiato".
Il 17 maggio la ditta aveva terminato la pulizia generale dell’arenile e risultava quasi ultimata la sistemazione generale dell’intera spiaggia. Le mareggiate hanno poi sversato lungo la costa regionale ed in particolare lungo il tratto di litorale, da nord a sud del comune un’enorme quantità di materiale spiaggiato costituito prevalentemente da materiale ligneo e vegetale proveniente quasi esclusivamente dalla foce del fiume Chienti. Tra i detriti, anche alberi di alto fusto con diametri maggiori a 60 centimetri e lunghezze superiori a 8-10 metri.
"Da qui, vista anche la stagione estiva ormai avviata, la necessità di intervenire e quindi procedere mediante affido a ditte esterne. Un intervento straordinario per il quale, attraverso un'apposita delibera di giunta, abbiamo stanziato 280 mila euro. Cercheremo di velocizzare i tempi di pulizia - conclude Ciarapica - per mettere la spiaggia a disposizione di residenti e turisti". La ditta incaricata è la Edil Cerquetti.
Per la quarta volta, dall'inaugurazione del 1987, la diga del lago di Castreccioni, situato tra i comuni di Cingoli e Apiro, ha tracimato. Nella giornata di oggi, susseguentemente alla pioggia delle ultime ore, il livello del lago ha raggiunto il culmine e l'acqua ha iniziato a scendere dalle quattro "bocche del colmo" (lunghe quattordici metri e alte cinque).
Il lago è alimentato dal fiume Musone e dai fossi Frontale e Argiano ed è il più grande invaso artificiale del centro Italia. La quota del massimo invaso è stata raggiunta nella notte: 48 milioni di metri cubi d'acqua che si estendono su una superficie di circa 240 ettari. Si tratta di uno spettacolo unico che si verifica a distanza di 8 anni dall'ultima volta, che ha destato curiosità in molti passanti che si sono fermati ad osservarlo.
I lavori per la realizzazione di questo bacino sono iniziati nel 1981, per concludersi sei anni dopo. La diga, alta 67 metri e lunga 280, è stata costruita per rispondere alle diverse esigenze del territorio: dall'uso irriguo, per l'acqua potabile e per regolare appunto le piene del fiume Musone.
Non si segnalano, comunque, criticità nel territorio cingolano, la tregua dalla pioggia nelle ultime ore ha permesso il deflusso dell’acqua nelle strade.
Da domani (martedì 6 giugno) e fino al termine dei lavori di costruzione di cavidotti interrati da parte della società municipalizzata Assem Spa, su via Eustachio Divini, nel rione Settempeda, verrà disposto il senso unico alternato.
Le attività saranno divise in tronchi quindi le limitazioni, che interesseranno la circolazione veicolare e pedonale ma anche la sosta, verranno applicate a porzioni lungo la stessa sede viaria tra la carreggiata lato destro e il parcheggio.
Danni per circa sette milioni di euro alla rete viaria provinciale a seguito dell’alluvione del maggio scorso. La Provincia, infatti, ha provveduto a una prima stima dei danni, inviata alla Regione Marche per la deliberazione dello stato di emergenza.
L’importo complessivo quantificato al momento è di 7.008.000 euro, di cui circa 885.000 già anticipati dalla Provincia per gli interventi di somma urgenza, a cui si aggiungono 2.053.000 euro di lavori ancora da eseguire. Inoltre, da una prima ricognizione sommaria, per il ripristino della situazione preesistente l’ondata di maltempo l’ufficio Viabilità ha stimato una somma di almeno 4.070.000 euro.
“L’eccezionale ondata di maltempo del mese scorso ha provocato ingenti danni alla rete viaria provinciale, determinando una situazione di grave emergenza a cui non è possibile far fronte con i mezzi ordinari" – spiega il presidente Sandro Parcaroli -.
"L’ufficio Viabilità della Provincia si è immediatamente attivato, con interventi di somma urgenza, per attenuare i disagi e scongiurare ulteriori situazioni di pericolo, con diverse strade che sono state prima chiuse e poi via via riaperte a senso unico alternato. Al momento una sola strada, la Provinciale 55 a Gualdo, resta ancora chiusa al traffico".
"Tra le criticità va ricordato anche che, nel comune di Corridonia, si è proceduto alla messa in sicurezza della scarpata franata, adiacente la strada e accanto a una palazzina sgomberata per ragioni di sicurezza dal Comune, a seguito di un sopralluogo del vigili del fuoco”.
Interventi di somma urgenza, per un totale appunto di circa 885mila euro, sono stati effettuati su una ventina di strade, tra le altre, sulla Provinciale 45 Faleriense-Ginesina a Sant’Angelo in Pontano e San Ginesio, sulla Provinciale 54 Gualdo-Penna San Giovanni, sulla Provinciale 1 Abbadia di Fiastra-Mogliano e sulla 131 “Vanni” a Petriolo, sulla Provinciale 79 Montelago a Sefro, sulla Provinciale 141 Cimitero Palentuccio-Seppio a Camerino, sulla Provinciale 132 Varanese a Camerino, sulla Provinciale 70 Marina a Penna San Giovanni, sulla Provinciale 95 Pievebovigliana-Cicconi di Fiastra a Valfornace, sulla Provinciale 126 Tolentino-San Ginesio, sulla Provinciale 113 Sant’Angelo in Pontano-Monte San Martino, sulla Provinciale 9/7 Mulini a Gagliole, sulla Provinciale 61 Loro-Macina a Mogliano, sulla Provinciale 7/7 Bivio Agolla-Montelago a Sefro e sulla Provinciale 34 Corridoniana, a Corridonia.
“Tutto il personale provinciale con funzioni esterne (circa 40 persone), che ringrazio per non essersi mai tirato indietro, è stato costantemente impegnato lungo le strade, ma molto resta ancora da fare con le richieste di riconoscimento dei danni e le relative attività di sopralluogo che continuano ancora oggi – aggiunge Parcaroli -. Per questo abbiamo inviato alla Regione una relazione completa, con le schede di ricognizione dei danni, di modo che tutto venga inoltrato al Governo che speriamo possa riconoscere lo stato di emergenza anche per le Marche, perché da soli non abbiamo le risorse per affrontare questa situazione”.
Autostrade per l'Italia ha comunicato la chiusura del casello della A14 Ancona Sud per una notte. La chiusura è prevista dalle 22 di lunedì 5 giugno, sino alle 6 ore di martedì 6 giugno. Non sarà possibile entrare in direzione Bologna.
Il provvedimento si è reso necessario per permettere i lavori di pavimentazione alla Bologna-Taranto. L'entrata consigliata è al casello di Ancona Nord.
La nave Humanity 1 ha soccorso 30 migranti che si trovavano su un gommone sovraffollato in area di responsabilità maltese partito da Sabratha, in Libia. Assegnato loro il porto di Ancona come approdo.
"Pur essendo responsabili, le autorità maltesi competenti non hanno assunto il coordinamento dell'operazione di ricerca e salvataggio", lamenta la ong Sos Humanity.
Tra i naufraghi anche 4 donne e 11 minori, tra cui un bambino di soli due mesi. "Le persone soccorse sono esauste ma in condizioni mediche stabili", informa la ong. Le autorità italiane hanno assegnato il porto di Ancona per la nave. "Ciò significa una navigazione di quattro giorni, mettendo a rischio inutilmente lo stato e la salute delle persone soccorse e vulnerabili", secondo Sos Humanity.
Questa mattina, in piazza della Libertà a Macerata, illuminata dal sole e avvolta dal tricolore in occasione delle celebrazioni per la 77° Festa Nazionale della Repubblica, la ginesina Pepe Ragoni, con decreto del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è stato insignita del prestigioso titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana.
Il titolo è il primo fra gli Ordini nazionali ed è destinato a "ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari."
"La dottoressa Ragoni - si legge nelle motivazioni - attualmente in pensione, è stata docente presso la Scuola Media Statale e dal settembre 1997 a tutt'oggi è Direttrice Onoraria della Biblioteca e Archivio Storico Comunale "Scipione Gentili" di San Ginesio. Nel 2008 ha ricevuto il riconoscimento 'La Fornarina 2008' per la sua attività nella salvaguardia e promozione del bene culturale locale e nel 2014 è stata nominata Deputato dal Ministero per i Beni Culturali della Deputazione di Storia Patria per le Marche".
"Gli ultimi 24 anni sono stati dedicati ad attività di volontariato rivolto alla promozione del bene culturale sanginesino - si aggiunge nelle motivazioni -: la dottoressa Ragoni ha guidato visite scolastiche e di ospiti illustri, ha organizzato piccole mostre a tema con materiale documentario e ha stimolato numerosi progetti di catalogazione affidati per l'esecuzione a diversi archivi specialistici. Dopo aver guidato il Centro Internazionale di Studi Gentiliani, oggi ne è la Presidente Onoraria".
"Il Capo dello Stato ha concesso la distinzione onorifica di Cavaliere al merito della Repubblica alla dottoressa Ragoni come segno di ringraziamento a chi ha prestato la propria professionalità e passione a titolo volontario al fine di far conoscere e valorizzare attività culturali connesse alla conoscenza e divulgazione delle opere del grande giurista Alberico Gentili", si conclude nelle motivazioni.
"Sono onorato ed emozionato - ha dichiarato il sindaco di San Ginesio Giuliano Ciabocco – di essere testimone di questo importante riconoscimento alla nostra concittadina Pepe e ringraziarla pubblicamente per il suo impagabile impegno. È grazie a lei, al suo lavoro di ricerca e di studio che San Ginesio è visto come polo internazionale grazie alla capillare attività di promozione nel mondo della figura e dell’opera del grande giurista ed umanista Alberico Gentili. Pepe Ragoni è l’esempio migliore da offrire alle nostre future generazioni”. Presenti alla consegna del diploma il prefetto Ferdani e il procuratore Carbone.
L’Usr, Ufficio Speciale Ricostruzione della Regione Marche, ha comunicato che ha appena liquidato 287.259 euro quale primo acconto del contributo rideterminato per l’esecuzione dei lavori post sisma al palazzo del Municipio, in piazza Del Popolo.
Le opere, per un importo complessivo di 1.864.607 euro, mirano al ripristino delle condizioni di sicurezza finalizzate al raggiungimento del miglioramento sismico.
Tra le altre operazioni, oltre a quelle di natura strutturale, è previsto anche il restauro delle pellicole pittoriche decorate nella sala del Consiglio, della sala degli Stemmi, della sala delle Cerimonie e della sala Aleandri, tutte al piano nobile.
Importanti novità anche in tema di accessibilità e fruibilità: il progetto prevede, infatti, la realizzazione di percorsi e mappe tattili per permettere a persone con ridotta o impedita capacità motoria e/o sensoriale, di raggiungere l’edificio e le sue unità ambientali, di fruire degli spazi e delle attrezzature in sicurezza ed autonomia.
Inoltre, saranno installati totem multimediali audiovisivi in ogni piano e cartellonistica adeguatamente studiata in base alle linee guida dell’Istituto Nazionale per la Mobilità Autonoma di Ciechi ed Ipovedenti.
L’edificio fu costruito, su progetto dell'architetto romano Clemente Orlandi, nel 1764 in quella che era l’area di alcune case che appartenevano alla famiglia Divini.
La Regione Marche ha dato avvio ad un progetto del Pnrr (misura 1.7.2) denominato Presìdi (Percorso Regionale di Educazione ai Servizi Informatici e Digitali Interattivi). Il progetto prevede la costituzione nelle Marche di 74 centri di Facilitazione Digitale aperti al pubblico, in grado di erogare formazione e assistenza all’uso della tecnologia digitale e dei servizi di e-gov a chi - di età compresa tra 18 e 74 anni - ha poca o nessuna familiarità con il mondo digitale e il web.
Il facilitatore digitale è l’operatore incaricato di supportare il cittadino nell’utilizzo del mondo digitale, con l’obiettivo di renderlo gradualmente autonomo nello svolgimento delle operazioni.
Il Comune di Montefano ha manifestato interesse per il progetto ed è stato inserito fra i 74 Centri, mettendo a disposizione un locale della Casa delle Associazioni che sarà presidiato da personale dedicato e appositamente formato, in giorni ed orari che il Comune sta definendo con la Regione.
In sede sarà presente la strumentazione tecnica idonea a produrre, offrire e rendere fruibili, in presenza o on line, contenuti informativi e formativi qualificati ed attività di supporto tecnico. Il sindaco Barbieri: “Un’occasione unica per innalzare il grado di cultura digitale – ormai indispensabile - e avvicinarla a tutti, avendo a disposizione una risorsa competente ed adatta a trasferire le proprie conoscenze agli altri".
"Il Comune, partecipando al progetto, ha inteso rafforzare il proprio ruolo di punto informativo essenziale per la comunità e di centro di supporto e promozione di una educazione di base dei cittadini ai principali strumenti e servizi digitali”.
Lungo l'A14 Autostrade per l'Italia sospende i cantieri di ammodernamento tra Pedaso (Fermo) e Vasto (Chieti) per agevolare gli spostamenti durante il periodo estivo. Nel tratto tra Pedaso e Vasto Sud della A14 Bologna-Taranto, è già operativo il piano di sospensione dei cantieri per l'ammodernamento della rete in vista dell'esodo estivo.
A partire dalle 6:00 di questa mattina, e fino alle 22:00 di lunedì 11 settembre verrà garantita la viabilità su tutte le corsie disponibili e in entrambi i sensi di marcia. Lo fa sapere Autostrade per l'Italia.
L'obiettivo è quello di agevolare i transiti previsti a partire dal ponte del 2 giugno, caratterizzati da un incremento dei flussi per gli spostamenti verso le località turistiche e di rientro verso le città. Le attività di ammodernamento, in linea con il piano condiviso con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e con le istituzioni del territorio, riprenderanno in modalità ridotta e solo in orario notturno, nelle giornate di martedì 6 giugno e mercoledì 7 giugno.
La sospensione per il periodo estivo, programmata in concomitanza con l'interruzione delle attività scolastiche, partirà infatti a partire dalle 6:00 di giovedì 8 giugno e sarà mantenuta fino alle 22:00 di lunedì 11 settembre, durante tale periodo potranno tuttavia essere programmati interventi in orario notturno, a bassi flussi di traffico, con orario 22:00-6:00.
Il programma delle attività per le giornate del 6 e del 7 giugno prevede cantieri legati al piano di ammodernamento esclusivamente in orario notturno (dalle 22:00 alle 6:00). Nelle fasce orarie diurne invece verranno effettuati interventi legati alla programmata manutenzione ordinaria, senza impatto sulla carreggiata, quali il rifacimento della segnaletica orizzontale e lo sfalcio del verde.
I cantieri operativi nel tratto di A14 tra Pedaso e Vasto Sud rientrano nel programma nazionale di ammodernamento e potenziamento e riguardano in questa fase in modo sostanziale i tunnel e le barriere di sicurezza dei viadotti. Le gallerie sono interessate da due attività distinte: una di tipo impiantistico, giunta al 95% di avanzamento, e una strutturale utile ad allungare la vita utile di esercizio delle opere.