Tolentino, Sclavi: "Dimissioni Crucianelli? Bel gesto, ma dobbiamo capire dove ci porta. Politica non strumentalizzi" (FOTO e VIDEO)
A dieci anni dal terremoto del 2016, lo scenario che ci si sarebbe aspettati per la ricostruzione è inevitabilmente diverso da quello che oggi si presenta davanti agli occhi di cittadini, amministratori e lavoratori. Un percorso lungo, fatto di attese e cantieri ancora aperti, che ora deve fare i conti con l'inchiesta Ricostruzione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Ancona, con otto arresti e 51 indagati. Una vicenda giudiziaria che rischia di segnare ulteriormente un territorio ancora in attesa di tornare alla normalità.
A Tolentino, uno dei Comuni maggiormente interessati dagli interventi post-sisma, la preoccupazione è che l'inchiesta finisca per rallentare i lavori. Tra gli arrestati figura l'imprenditore Enrico Crucianelli, la cui azienda è impegnata in numerosi cantieri della ricostruzione. Intanto, Crucianelli ha lasciato la carica di amministratore unico della Crucianelli Rest Edile, con la nomina di Luca Mira al suo posto.
A fare il punto è il sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi, che invita a tenere alta l'attenzione sulle conseguenze concrete della vicenda: «L'auspicio che ho è quello di non far fermare la ricostruzione. Il terremotato vuole rientrare a casa, l'operaio vuole essere pagato, i fornitori vogliono essere pagati». La necessità, ribadisce, è quella di consentire alla magistratura di fare il proprio corso senza compromettere la continuità dei cantieri.

La preoccupazione riguarda soprattutto i lavoratori e le imprese coinvolte. Nei giorni scorsi, tre operai erano saliti su una gru in piazza San Nicola per protestare contro il mancato pagamento degli stipendi. Proprio da quella mobilitazione era nato il confronto in Prefettura, svoltosi nel pomeriggio di ieri, che ha inevitabilmente affrontato anche gli sviluppi dell'inchiesta.
«Abbiamo parlato di cosa accadrà dopo. L'interesse è cercare di non far fermare questa macchina, questo volano che ormai gira», spiega Sclavi. Il sindaco ribadisce tuttavia che gli sviluppi dipenderanno anche dalle valutazioni degli organi competenti, dalla magistratura alla Dda.

Sulla decisione di Enrico Crucianelli di lasciare la guida dell'azienda, Sclavi mantiene una posizione prudente. «Se l'ha fatto per mettere a disposizione la ditta e tutelare i suoi lavoratori e coloro che devono rientrare a casa, è un bel gesto. Dobbiamo però capire dove ci porterà».
Il Comune, assicura il sindaco, è pronto a svolgere un ruolo di mediazione, se necessario, affinché siano tutelati sia i lavoratori sia le famiglie che attendono di rientrare nelle proprie abitazioni.

Sul fronte politico, Sclavi invita a evitare contrapposizioni che rischiano di distogliere l'attenzione dal problema principale: «Al di là delle appartenenze politiche, che sono legittime, bisognerebbe essere più solidali verso un problema sociale, che riguarda gli uomini e le donne che vivono e lavorano in questo territorio. La politica faccia la politica, ma non cavalchi o strumentalizzi qualcosa che può ledere questa società e questi cittadini».
Il messaggio finale è rivolto a chi, dopo dieci anni, aspetta ancora di riprendere in mano la propria vita: «I lavoratori hanno la loro vita: se togliamo loro la possibilità di avere uno stipendio, la loro vita cambia. Coloro che devono rientrare a casa hanno la loro vita e la loro speranza: se togliamo loro la speranza, la loro vita cambia». La priorità, per il sindaco, resta quindi una sola: fare chiarezza sulle responsabilità senza fermare la ricostruzione.


nubi sparse (MC)
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