Ricostruzione post-sisma, il Cnre si propone per rilevare i cantieri a rischio stop
Evitare che le inchieste sulla ricostruzione post-terremoto del 2016 si traducano in nuovi ritardi per le popolazioni colpite. È questo l'obiettivo della proposta che il Cnre, Centro Nazionale Ricostruzione Ecologica, intende sottoporre alla Struttura commissariale straordinaria guidata da Guido Castelli.
L'organizzazione, presieduta e fondata da Claudio Fasano, si propone come possibile interlocutore operativo per assicurare la prosecuzione dei lavori nei cantieri che dovessero rimanere senza un'impresa esecutrice in seguito a provvedimenti giudiziari o amministrativi.
L'iniziativa nasce in una fase delicata per la ricostruzione, segnata dalle recenti indagini sui presunti illeciti negli appalti e dalle verifiche sulla regolarità delle imprese impegnate nei territori del cratere sismico. La preoccupazione principale riguarda le conseguenze che eventuali sospensioni, revoche o contenziosi potrebbero avere sui tempi di completamento delle opere pubbliche e degli interventi sugli edifici privati.
La proposta del Cnre punta a mettere a disposizione una struttura già organizzata, in grado di intervenire rapidamente qualora alcuni cantieri dovessero restare privi di un esecutore. L'intento è limitare le interruzioni e impedire che le conseguenze delle vicende giudiziarie ricadano ulteriormente sui cittadini, sulle imprese dell'indotto e sui lavoratori.
«L'obiettivo prioritario è assicurare la continuità dei cantieri ed evitare che gli strascichi delle inchieste si traducano in ritardi inaccettabili per le comunità e i territori del cratere», spiega il presidente Claudio Fasano.
Secondo il CNRE, la continuità operativa dovrebbe accompagnarsi a un rigoroso rispetto delle norme in materia di trasparenza, sicurezza sul lavoro e sostenibilità ambientale. La proposta viene presentata, quindi, come un possibile strumento per coniugare la prosecuzione degli interventi con le esigenze di legalità e controllo.
Uno degli aspetti centrali dell'iniziativa riguarda le modalità con cui potrebbero essere individuati i nuovi esecutori dei lavori. Il modello prospettato dal Cnre ipotizza la possibilità di affidamenti diretti da parte della Struttura commissariale, nei limiti consentiti dalla normativa applicabile, evitando il ricorso a una filiera articolata di subappalti.
Il tema è particolarmente delicato alla luce delle criticità emerse in alcuni cantieri, dove i ritardi nei pagamenti hanno alimentato tensioni tra i lavoratori e le imprese coinvolte. In episodi recenti, alcuni operai sono arrivati a salire sulle gru per richiamare l'attenzione sugli stipendi arretrati.
La proposta mira anche a evitare che le difficoltà di una singola azienda si ripercuotano sull'intera filiera produttiva, mettendo a rischio i posti di lavoro e le attività economiche che ruotano attorno alla ricostruzione.
La manifestazione di disponibilità annunciata dal Cnre non costituisce, al momento, un affidamento di lavori né una decisione già assunta dal commissario. Sarà la Struttura commissariale a dover valutare la fattibilità tecnica e giuridica della proposta, verificandone la compatibilità con le procedure previste dalla normativa e con i poteri straordinari per la gestione della ricostruzione.
Il punto centrale resta la necessità di garantire che eventuali provvedimenti nei confronti delle imprese non determinino un nuovo rallentamento degli interventi. Per le comunità terremotate, ancora in attesa del completamento di abitazioni e opere pubbliche, la continuità dei cantieri rappresenta infatti una priorità.

cielo coperto (MC)
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