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Terremoto, 67enne di Montefano costretta ad un calvario da febbraio. La figlia: "Pensiamo alle vie legali"

Terremoto, 67enne di Montefano costretta ad un calvario da febbraio. La figlia: "Pensiamo alle vie legali"

"Mia madre, terremotata e vedova da 2 anni, costretta a vivere tutt'oggi un calvario che va avanti da otto mesi". Questo quanto racconta alla nostra redazione la figlia di una donna di 67 anni di Montefano, una delle tante storie di difficoltà che ancora persistono nonostante siano passati ben quattro anni dalle scosse di terremoto del 2016. 

Il sisma le portò via la casa, ma - fin da subito - fu offerto, a lei e al marito, alloggio in un albergo di Castelfidardo.

Poi, quando le condizioni di salute del compagno di una vita si sono aggravate, la coppia si è spostata all’Hotel Recina di Villa Potenza. Qui la signora è rimasta anche dopo la scomparsa del marito perlomeno fino a febbraio di quest’anno, quando ha dovuto lasciare la sua camera (come previsto da un'ordinanza della protezione civile) e cercarsi un appartamento, nel quale attualmente vive e di cui tutt’ora sta pagando affitto e spese.

Come da ordinanza la signora ha presentato la domanda per il C.A.S. (contributo di autonoma sistemazione) ma, stando al racconto della figlia, ancora ad oggi non ha ricevuto alcuna risposta. 

Per evitare problemi nella compilazione della domanda, sia la signora che la figlia, si sono recate in comune facendo scrivere il documento direttamente agli addetti dell’ufficio. Nel frattempo la signora è rimasta nell’appartamento che aveva affittato ma, essendo sola e vivendo unicamente con la pensione, non riesce a far fronte a tutte le spese con cui deve fare i conti ogni mese.

Come previsto dal comune di Montefano, ora la signora rischia di essere sfrattata in quanto non riesce ad arrivare a coprire tutte le spese.

La figlia, indignata per la situazione in cui è costretta a vedere la madre, è in cerca di soluzioni sul come procedere ma, nonostante le numerose telefonate in comune e in regione, non si arriva da nessuna parte.

“Stiamo cercando da 8 mesi un riscontro ma non otteniamo nulla, continuano a dirci che stanno controllando la situazione ma quello che resta è solo l’essere presi in giro”. Queste le parole con cui la figlia della 67enne ci descrive la situazione che vivono ogni giorno.

“La domanda l’abbiamo presentata a febbraio con il contratto di affitto sulle mani e pensavamo che dopo poco - prosegue nel racconto la figlia - la situazione si sarebbe sistemata ma, a quanto sembra, o la domanda è stata compilata male o è stata chiusa male o ancora non è partito nulla a livello burocratico, resta il fatto che non ci viene data nessuna spiegazione e veniamo solamente rimandati di rimbalzo da un ufficio all’altro”.

"A breve, non ci saranno novità o miglioramenti sarà costretta a procedere per vie legali" conclude esasperata la ragazza.

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