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Caso discarica, il Comitato Cantagallo/Pollenza: "Pagina buia, offesa l'intelligenza dei cittadini"

Caso discarica, il Comitato Cantagallo/Pollenza: "Pagina buia, offesa l'intelligenza dei cittadini"

Non si placa la bufera dopo l'assemblea dell'ATA 3 di ieri. Se la sindaca di Montefano Angela Barbieri aveva parlato di un "colpo di mano" (leggi qui), il Comitato No Discarica Cantagallo/Pollenza rincara la dose, definendo la seduta «l’ennesima pagina buia» nella gestione dei rifiuti in provincia di Macerata. Una riunione iniziata tra le proteste e conclusa, secondo il Comitato, con una mozione che «calpesta la logica, la trasparenza e il rispetto dei territori».

Il punto di rottura riguarda la relazione tecnico-scientifica dell'Università di Camerino, trasmessa dal Comune di Pollenza il 26 marzo, che documenta l'inidoneità dell'area di Cantagallo a causa dell'alta permeabilità dei terreni e della vulnerabilità delle falde. Secondo il Comitato, la risposta ricevuta dall'ATA di fronte alla mancata considerazione di tale documento è stata «surreale».

L'ente avrebbe infatti ammesso di non aver preso in considerazione la nota perché «non dispone di personale adeguato a effettuare valutazioni di questo tipo». Un'affermazione che ha lasciato il Comitato attonito: «Se l’ATA non ha personale qualificato per valutare una relazione scientifica universitaria, come può decidere criteri aggiuntivi per individuare i siti idonei? È una contraddizione che offende l’intelligenza dei cittadini e mina la credibilità dell’intero processo».

Il Comitato punta il dito contro il cambio dei criteri a partita in corso, sostenendo che la nuova graduatoria - che spinge Pollenza, Loro Piceno e Montefano in cima alla lista dei siti papabili - sia stata costruita appositamente per ottenere un risultato già scritto. «Si è preferito modificare i criteri, come se la gestione dei rifiuti fosse un gioco di potere e non una questione che riguarda la salute delle persone», denunciano i rappresentanti dei cittadini, definendo il metodo adottato come «sfacciatamente politico».

Non mancano critiche anche alla gestione logistica della seduta, definita «degradante». Il Comitato lamenta il ritardo dell'inizio dei lavori - giustificato curiosamente con la difficoltà di parcheggio per via del mercato a Macerata - e il protrarsi della riunione oltre le 16, senza rispetto per i cittadini presenti.

Infine, lo sguardo si sposta sul "caso Cingoli", dove balla una differenza enorme tra l'indennizzo richiesto dal Comune (1,8 milioni) e quello proposto dall'ATA (630mila euro), segno per il Comitato di un’operazione «fragile e improvvisata». La conclusione dei cittadini è un grido di battaglia: «Siamo disgustati da un metodo che calpesta i territori, ma non arretreremo di un millimetro. La discarica a Cantagallo non passerà».

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