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Montecosaro si mobilita: già oltre mille firme contro l'antenna 5G in via Roma

Montecosaro si mobilita: già oltre mille firme contro l'antenna 5G in via Roma

Oltre mille firme raccolte in una sola settimana, striscioni vicino alle scuole e una ludoteca comunale colma di residenti preoccupati. La battaglia contro l'installazione di una stazione radio base della compagnia telefonica Iliad in via Roma, nel pieno centro abitato di Montecosaro e lungo la strada provinciale 74, si fa sempre più serrata. All'ultimo e partecipato incontro pubblico erano presenti la sindaca Lorella Cardinali, l'avvocato incaricato dal Comitato spontaneo e circa cento cittadini decisi a fare muro contro l'antenna di 32 metri. La vicenda è delicata: il gestore telefonico avrebbe avviato l'iter autorizzativo stringendo accordi commerciali con un soggetto privato, dopo che l'amministrazione comunale aveva negato la disponibilità di aree pubbliche per l'impianto. Lo scorso 12 maggio, il Comune ha formalizzato un provvedimento di diniego nei confronti del progetto di Iliad, confermando che la collocazione della struttura contrasta nettamente con il regolamento comunale vigente. Tuttavia, tra i residenti resta altissimo lo stato di allerta: si teme infatti che la multinazionale della telefonia possa impugnare il no del Comune davanti al Tar e procedere comunque con i lavori. Durante la serata, il Comitato spontaneo ha proiettato un video della dottoressa Fiorella Belpoggi, referente scientifico dell'Isde (Associazione Italiana Medici per l'Ambiente), incentrato sui potenziali rischi legati all'esposizione prolungata ai campi elettromagnetici, in particolare con l'avvento della nuova tecnologia 5G. "Non vogliamo in alcun modo creare allarmismo - hanno tenuto a precisare i portavoce del Comitato -. Riteniamo però doveroso pretendere la massima prudenza e l'applicazione del principio di precauzione, soprattutto quando si parla di un colosso d'acciaio di 32 metri programmato a pochissimi metri dalle abitazioni e a ridosso di una scuola dell'infanzia frequentata ogni giorno da decine di bambini". Il problema principale è ora legato ai tempi strettissimi: i cittadini chiedono di individuare con urgenza una collocazione alternativa e meno impattante, che sposti l'infrastruttura fuori dal nucleo urbano. Nel corso del dibattito, i residenti hanno chiesto e ottenuto dal Comune il massimo impegno per la rapida predisposizione di un Piano Antenne comunale. Il Comitato ha annunciato che non intende fermarsi: oltre alle mille firme già depositate, nei prossimi giorni partirà una campagna informativa nelle strade attraverso l'uso di altoparlanti mobili per invitare l'intera comunità ai prossimi tavoli tecnici con gli esperti. Nelle prossime ore è atteso un incontro cruciale tra una delegazione di cittadini e i tecnici del Comune. "Non siamo affatto contro il progresso o la tecnologia - conclude la nota del Comitato spontaneo -. Siamo contrari a decisioni calate dall'alto che rischiano di impattare sulla salute e sulla vita quotidiana senza un reale confronto pubblico. Chiediamo che Montecosaro venga ascoltata e che si scelga una soluzione più sicura e rispettosa per le nostre famiglie".

21/05/2026 10:20
Crisi Electrolux, Matelica fa muro con i sindaci: "Fronte unitario per fermare la chiusura di Cerreto d’Esi"

Crisi Electrolux, Matelica fa muro con i sindaci: "Fronte unitario per fermare la chiusura di Cerreto d’Esi"

Nella mattinata di oggi, il comune di Matelica, rappresentato dal sindaco Denis Cingolani, ha preso parte attiva al Tavolo comunale del Lavoro convocato d'urgenza a Fabriano. L'obiettivo dell'incontro è affrontare la drammatica situazione occupazionale determinata dal piano della multinazionale Electrolux, che prevede la chiusura definitiva dello stabilimento di Cerreto d’Esi con pesanti e immediate ricadute sociali ed economiche su tutto il territorio montano. Al tavolo istituzionale hanno partecipato i sindaci dei comuni del comprensorio, l'assessore regionale al lavoro Tiziano Consoli, le organizzazioni sindacali e una folta delegazione composta da decine di dipendenti della Electrolux. L'amministrazione comunale di Matelica ha voluto esprimere da subito la massima vicinanza e il totale sostegno alle lavoratrici, ai lavoratori coinvolti e alle loro famiglie, evidenziando come la decisione del gruppo rischi di dare un colpo fatale non solo ai cento posti di lavoro diretti e all’indotto, ma alla tenuta stessa del tessuto industriale locale. Durante il vertice di Fabriano è emersa con assoluta fermezza la volontà condivisa da sindaci, sindacati, associazioni di categoria e Rsu di costruire un fronte unico e invalicabile. La richiesta unanime che partirà dal territorio è chiara: il ritiro immediato del piano industriale presentato da Electrolux e la salvaguardia totale del presidio produttivo di Cerreto d’Esi. Dall'incontro è emerso inoltre il forte richiamo del comune di Matelica verso la necessità di una strategia industriale di livello nazionale. Secondo l'amministrazione, il Governo deve tutelare con maggiore forza il comparto del "white" (elettrodomestici ed elettronica di consumo, ndr) in Italia, blindando i siti produttivi nazionali e garantendo un vincolo indissolubile tra l'erogazione di incentivi pubblici alle multinazionali, la certezza degli investimenti e la reale tutela dei livelli occupazionali. L'amministrazione comunale matelicese ha confermato che seguirà passo dopo passo e con la massima vigilanza ogni sviluppo della vertenza, offrendo la propria disponibilità a supportare qualsiasi iniziativa, sia sul piano istituzionale che su quello delle mobilitazioni sindacali, per difendere il futuro dell'area montana. "Quella che stiamo vivendo non è soltanto una crisi aziendale, ma una questione che riguarda da vicino il futuro delle nostre comunità, delle famiglie e dell’intero entroterra marchigiano - ha dichiarato con fermezza il sindaco di Matelica, Denis Cingolan -. Non possiamo assolutamente accettare che scelte strategiche assunte lontano dal nostro territorio cancellino di punto in bianco competenze, professionalità e una storia industriale straordinaria costruite in decenni di duro lavoro. Il comune di Matelica sarà in prima linea al fianco dei lavoratori e delle loro famiglie in questa battaglia, sostenendo con convinzione un fronte unitario delle istituzioni e delle parti sociali per difendere l'occupazione, la dignità del lavoro e le prospettive future di sviluppo del nostro distretto".

20/05/2026 19:10
Carabinieri, aperto il concorso per ufficiali del ruolo tecnico: come fare domanda

Carabinieri, aperto il concorso per ufficiali del ruolo tecnico: come fare domanda

L’Arma dei Carabinieri ha avviato le procedure per la selezione e l’arruolamento di nuovi ufficiali del ruolo tecnico. Il concorso mette a disposizione complessivamente 20 posti, destinati a professionisti qualificati in diversi settori specialistici. I posti riguardano le aree della medicina, delle investigazioni scientifiche nei campi della fisica e della chimica, della telematica, del genio e dell’amministrazione e commissariato. Una parte dei posti disponibili è riservata anche ai Carabinieri già in servizio. Il bando è rivolto ai cittadini italiani in possesso di laurea magistrale attinente alla specialità scelta e che non abbiano superato il 32° anno di età alla data di scadenza della domanda. Ogni candidato potrà partecipare per una sola specialità. Le domande dovranno essere presentate esclusivamente online attraverso il sito ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, nella sezione dedicata ai concorsi, entro il 17 giugno 2026. I vincitori saranno nominati tenenti in servizio permanente nel ruolo tecnico dell’Arma e frequenteranno un corso annuale presso la Scuola Ufficiali Carabinieri, con un percorso formativo incentrato sulle materie tecnico-professionali. L’Arma sottolinea come la scelta di indossare l’uniforme rappresenti l’adesione ai valori di onore, lealtà e spirito di sacrificio, mettendo le proprie competenze professionali al servizio delle istituzioni, della legalità e della tutela dei cittadini. La particolarità del ruolo tecnico consiste proprio nella possibilità di contribuire all’attività dell’Arma attraverso il proprio bagaglio di conoscenze e la propria professionalità specialistica.  

20/05/2026 11:14
Civitanova, partiti i lavori per il nuovo campo da calcio a Santa Maria Apparente

Civitanova, partiti i lavori per il nuovo campo da calcio a Santa Maria Apparente

Sono iniziati i lavori di riqualificazione del campo da calcio del quartiere di Santa Maria Apparente, un intervento da 1 milione di euro che la Giunta comunale ha approvato nel mese di settembre dopo le modifiche al progetto apportate in conformità ai pareri acquisiti dal Coni ed Lnd.  Per il finanziamento il Comune ha acceso un mutuo a tasso fisso con il totale abbattimento degli interessi della durata di 10 anni.  L’impresa affidataria è la Delfino sport srl di Mosciano Sant’Angelo (TE), che ha offerto un ribasso d’asta del 6%. La ditta ha 120 giorni di tempo per consegnare i lavori di riqualificazione dell’area che si estende su un totale di 680 mq.  Il campo sarà realizzato con manto in erba artificiale di ultima generazione, e saranno acquistate nuove porte e panchine. Saranno effettuati anche lavori di ripristino di una porzione di recinzione, un nuovo impianto di irrigazione, una cisterna per recupero dell’acqua. Si procederà inoltre all’asfaltatura di un tratto che conduce alla struttura. “L’Amministrazione comunale – ha detto l’assessore ai Lavori Pubblici Ermanno Carassai – sta portando avanti politiche concrete di valorizzazione degli impianti sportivi della città, per garantire strutture moderne e funzionali ai giovani che praticano lo sport e favorire le attività delle società locali. Tra pochi mesi anche il quartiere di Santa Maria Apparente potrà contare su un impianto completamente riqualificato a servizio della comunità”. La progettazione è a cura dell’Ufficio tecnico comunale, Marco Orioli, Matteo Baldassarri e Arianna Nasini.   

19/05/2026 15:30
Pieve Torina, colpo grosso per i vent'anni di "Fabulando": arrivano Daniela Lucangeli e Nicoletta Costa

Pieve Torina, colpo grosso per i vent'anni di "Fabulando": arrivano Daniela Lucangeli e Nicoletta Costa

Un compleanno speciale che si celebra portando nel territorio due autentiche eccellenze nazionali nel campo della scienza e dell'arte. Il festival "Fabulando 2026", il celebre premio letterario e d'illustrazione dedicato a Gianni Rodari che ogni anno attira centinaia di scuole da tutta Italia e dall'estero, taglia il prestigioso traguardo del ventennale. Per l'occasione, il Comune di Pieve Torina ha organizzato un appuntamento straordinario fissato per mercoledì 27 maggio, alle ore 15:30, presso il locale Palazzetto dello Sport. Il palco vedrà salire insieme Daniela Lucangeli, una delle massime scienziate ed esperte di neuroscienze a livello internazionale, e Nicoletta Costa, tra le più celebri e amate illustratrici italiane. Le due professioniste saranno le assolute protagoniste del seminario dal titolo “La meraviglia che insegna: educare attraverso emozioni, gioco e creatività”. La portata dell'evento è stata sottolineata con orgoglio dal primo cittadino di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci, che ha evidenziato il legame profondo tra gli ospiti e i progetti strategici del Comune. «Daniela Lucangeli è da tempo un punto di riferimento nei nostri programmi di formazione per il mondo della scuola», spiega il sindaco, specificando come con la scienziata sia attivo un percorso strutturato rivolto ai docenti sull’apprendimento legato alle emozioni e all'outdoor education. «Avere Nicoletta Costa è invece il coronamento di un sogno», prosegue Gentilucci, «avremo a Pieve Torina una delle illustratrici più apprezzate dai lettori, piccoli e grandi, e della quale ospiteremo una mostra di disegni dedicati all’Omino della Pioggia di Gianni Rodari». Secondo il sindaco, la presenza simultanea delle due figure rappresenta un regalo immenso per la crescita culturale delle comunità locali in questa edizione storica del festival. L'incontro si preannuncia come un polo di attrazione non solo per gli addetti ai lavori (insegnanti, educatori, pedagogisti), ma anche per le famiglie e gli appassionati della letteratura rodariana. La partecipazione all'evento è completamente libera e gratuita, ma gli organizzatori fanno sapere che i posti all'interno del Palazzetto dello Sport sono limitati. Per assicurarsi l'accesso al seminario e non perdere questo focus dedicato all'educazione e alla creatività, è obbligatorio registrarsi in anticipo compilando il modulo online disponibile sulla piattaforma ufficiale all'indirizzo mind4children.com/x/fxpt08.

18/05/2026 17:00
Strada Regina e fotovoltaico a Potenza Picena: la posizione dei Comitati “Una Valle da Vivere”

Strada Regina e fotovoltaico a Potenza Picena: la posizione dei Comitati “Una Valle da Vivere”

Dopo l’incontro del 14 maggio, promosso dall’Amministrazione Comunale di Potenza Picena e dedicato alla sicurezza della Strada Regina, anche alla luce della realizzazione del nuovo casello autostradale dell’A14, svoltosi nella sala convegni dell’azienda Elettromedia alla presenza del presidente Acquaroli, i Comitati “Una Valle da Vivere” esprimono condivisione e piena soddisfazione per le dichiarazioni del presidente della Regione Marche in merito all’intenzione di realizzare, in collaborazione con ANAS, un progetto per la messa in sicurezza della viabilità della Strada Regina, nel tratto compreso tra la SS16 e Fontenoce. Non si parla, quindi, di una nuova strada, ma della valorizzazione dell’esistente attraverso ampliamenti, by-pass e rotatorie, interventi che potranno rendere la viabilità più sicura e sostenibile. Già nel 2010 i Comitati spontanei, nel corso di numerosi incontri e attraverso nuove progettazioni elaborate con l’urbanista Giuseppe Malaisi, avevano espresso una netta contrarietà alla nuova superstrada sopraelevata a quattro corsie proposta dalla Provincia di Macerata, avanzando in alternativa soluzioni sostenibili ed efficaci, pienamente in linea con la recente visione della Regione Marche. Diversa è invece la posizione dei Comitati rispetto alla proposta di nuova viabilità avanzata dalla Provincia di Maceratatra Villa Potenza e Sambucheto. Tale progetto prevede una nuova strada che attraverserebbe una campagna fragile dal punto di vista dell’ecosistema, caratterizzata da numerose zone esondabili, fertile e vocata a un’agricoltura di qualità. Inoltre, la nuova viabilità risulterebbe lontana dalle zone industriali di Montecassiano e Recanati e comporterebbe costi elevati, dovuti ai numerosi espropri e alla realizzazione di nuovi ponti sul fiume Potenza. Nell’assemblea cittadina del 7 dicembre, svoltasi a Vallacascia di Montecassiano, i Comitati hanno illustrato una possibile progettazione alternativa: una nuova viabilità che utilizzi e ampli in parte i percorsi esistenti e preveda, solo in parte, una nuova bretella periferica a Sambucheto. Una soluzione che consentirebbe di evitare la distruzione di agricoltura, paesaggio e ambiente, con costi nettamente più contenuti. Infine, i Comitati esprimono contrarietà e forte dissenso nei confronti del mega impianto fotovoltaico da 36 megawatt su 45 ettari previsto a Potenza Picena, ritenendolo causa di un evidente danno agricolo e paesaggistico in una valle che presenta anche una significativa vocazione storico-turistica.

17/05/2026 19:00
Marche a Rifiuti Zero ETS entra nella rete di Zero Waste Europe e partecipa al Network-Wide Gathering in Slovenia

Marche a Rifiuti Zero ETS entra nella rete di Zero Waste Europe e partecipa al Network-Wide Gathering in Slovenia

Marche a Rifiuti Zero ETS è ufficialmente entrata a far parte di Zero Waste Europe come membro associato, rafforzando così il proprio impegno nella promozione della strategia Rifiuti Zero, dell’economia circolare, della prevenzione dei rifiuti e della partecipazione delle comunità locali. L’ingresso nella rete europea rappresenta un passaggio importante per l’associazione, nata nelle Marche per promuovere politiche ambientali fondate sulla riduzione dei rifiuti, il riuso, il riciclo di qualità, la responsabilità estesa del produttore e il coinvolgimento attivo di cittadini, scuole, amministrazioni pubbliche, imprese e realtà del territorio. In qualità di socio, Marche a Rifiuti Zero ETS ha partecipato al Network Wide Gathering di Zero Waste Europe, l’incontro annuale della rete europea, organizzato quest’anno a Bohinjska Bistrica, in Slovenia, con il supporto dell’associazione ospitante Ekologi brez meja – Ecologists Without Borders Association. L’incontro ha riunito organizzazioni provenienti da diversi Paesi europei per condividere strategie, buone pratiche, campagne e priorità comuni in vista del 2026. Tra i temi affrontati: riduzione dei rifiuti, riuso, sistemi di deposito cauzionale, fast fashion e tessile, responsabilità estesa del produttore, salute e ambiente, città Rifiuti Zero e strumenti per rafforzare la cooperazione tra i membri della rete. Durante il Gathering, i partecipanti hanno potuto conoscere da vicino alcune delle esperienze più avanzate della Slovenia. In particolare, la regione della Gorenjska rappresenta oggi un esempio significativo in Europa: 10 dei 19 Comuni sloveni aderenti al percorso Rifiuti Zero si trovano proprio in quest’area. Tra le esperienze visitate e presentate vi sono Bled, prima città certificata Rifiuti Zero in Slovenia e nell’Unione Europea, e il Ribno Alpine Resort, primo hotel a tre stelle certificato Zero Waste in Europa. «Entrare nella rete di Zero Waste Europe è per noi un riconoscimento importante e, soprattutto, una grande responsabilità», dichiara Daniele Antonozzi, presidente di Marche a Rifiuti Zero ETS. «Il confronto in Slovenia ci ha mostrato quanto sia concreta e praticabile la transizione verso comunità a rifiuti zero quando amministrazioni, cittadini, imprese e associazioni lavorano insieme. Vogliamo portare nelle Marche nuove idee, strumenti e relazioni europee per rafforzare le politiche locali di prevenzione, riuso e riduzione dei rifiuti». La partecipazione al Network-Wide Gathering ha permesso a Marche a Rifiuti Zero ETS di presentare le proprie attività, conoscere le priorità degli altri membri della rete e avviare nuove collaborazioni su temi come educazione ambientale, riduzione degli imballaggi, sistemi di riuso, gestione dei rifiuti urbani, comunicazione pubblica e coinvolgimento delle comunità. Per l’associazione marchigiana, l’ingresso in Zero Waste Europe apre una nuova fase di lavoro: maggiore collegamento con le esperienze europee, accesso a gruppi tematici e strumenti condivisi, possibilità di collaborazione internazionale e rafforzamento delle iniziative già attive sul territorio regionale. «La sfida dei rifiuti non si vince solo con gli impianti, ma con una visione complessiva: prevenzione, progettazione, responsabilità dei produttori, educazione, partecipazione e scelte politiche coerenti», prosegue Daniele Antonozzi. «Il percorso europeo ci aiuterà a sostenere con ancora più forza le amministrazioni e le comunità che vogliono costruire modelli locali più giusti, sostenibili e circolari».

17/05/2026 18:31
Hantavirus: si tornerà presto allo stato d'emergenza?

Hantavirus: si tornerà presto allo stato d'emergenza?

Già da giorni, comincia a salire la tensione mediatica intorno all’Hantavirus. I modi e le strategie narrative ricordano tragicamente quelli del coronavirus, cosicché ci troviamo a vivere una sorta di déjà vu. Si vocifera nemmeno troppo obliquamente del possibile ritorno di una epidemia in Europa, proprio nei giorni in cui, per ironia della sorte, il governo italiano ha varato il nuovo piano pandemico, attivo fino al 2029. Non sappiamo, ovviamente, come andrà a finire, ma non ci stupiremmo affatto se dovesse ripresentarsi uno scenario analogo a quello del 2020, con il ritorno in pompa magna del Leviatano tecnosanitario. I virus e le epidemie esistono purtroppo da sempre, ma la vera novità della civiltà tecnomorfa contemporanea consiste nell’utilizzarle ad arte per riorganizzare il potere e il governo delle cose e delle persone, cavalcando l’emergenza come ars regendi. Come non mi stanco di sottolineare, neoliberismo ed emergenza fanno sistema, cosicché l’ordine neoliberale e l’emergenza permanente si rovesciano dialetticamente l’uno nell’altra. L’emergenza infatti, soprattutto se amplificata dal discorso mediatico e dai monopolisti della parola, permette al potere neoliberale di imporre misure e norme proprie dello Stato d’eccezione che, in una condizione di normalità, mai verrebbero accettate e che è invece la situazione dell’emergenza a rendere non solo accettabili, ma, di più, necessarie. D’altro canto, la tesi che avevamo sostenuto nel nostro libro del 2021, “Golpe globale”, è quella secondo cui l’emergenza presenta ormai un andamento a YoYo, alternando fasi 1 di emergenza radicale a fasi 2 di emergenza più blanda o latente. Stiamo dunque, dopo una lunga fase 2, per tornare alla fase 1? È una domanda che non possiamo eludere e per la quale tuttavia non abbiamo una risposta certa. Lo scopriremo presto. Intanto, la sensazione è, inevitabilmente, quella del déjà vu. L’Hantavirus sembra a tutti gli effetti ricondurci alla stagione epidemica principiata nel 2020: l’allarmismo mediatico ha già cominciato a scaldare i motori e, oltretutto, si è già registrato il primo caso di quarantena per un italiano. L’immarcescibile Burioni è intervenuto, spiegando che potremo tirare un sospiro di sollievo solo se tra 50 giorni non vi saranno contagi. Dulcis in fundo, riparte la corsa al siero santissimo, il sacro Graal delle multinazionali del farmaco. L’emergenza permanente - giova insistervi - costituisce la cifra dell’ordine neo-liberale, che utilizza l’emergenza stessa come arte di governo per riplasmare le nostre vite e per riorganizzare a suo beneficio l’amministrazione delle cose e delle persone. Governare con l’emergenza è a tutti gli effetti la strategia più specifica dell’ordine tecnocapitalistico contemporaneo. Perché questa peculiare ars regendi possa funzionare a pieno regime, occorre ovviamente terrorizzare ad arte la popolazione, amplificando mediaticamente le crisi: parafrasando Spinoza, la passione triste della paura rende i cittadini passivi e disposti a subire letteralmente tutto, a patto che quel tutto sia presentato come funzionale alla salvezza. Come sempre, a dover essere messa in discussione non è certo l’existence delle emergenze, compresa quella epidemica: deve invece essere messo in discussione l’uso politico ed economico che di esse viene fatto dalla raison neoliberale, che le impiega per potenziare la propria struttura, per rinsaldare il proprio dominio di classe e per attuare più velocemente e senza impedimenti il proprio tableau de bord su scala planetaria.

17/05/2026 12:20
La saggezza del «Ma (間)»: il vuoto necessario per percepire il tutto

La saggezza del «Ma (間)»: il vuoto necessario per percepire il tutto

Nella pausa tra due respiri, si nasconde la chiave per superare ogni conflitto Nella tradizione giapponese, il Ma (間) rappresenta l'equilibrio tra presenza e assenza, tra pieno e vuoto, lo spazio che dà senso alla forma. Nella musica è la pausa tra le note che impedisce loro di divenire rumore; nella pittura è il bianco che definisce i colori. In amore è il silenzio condiviso che disinnesca il conflitto e salva la relazione. Il Ma in questo caso diventa la chiave per dare un senso più profondo alle parole, specialmente quando queste rischiano di diventare armi durante un litigio. In Occidente, siamo dominati dall’ esigenza del chiarimento immediato. Spinti dall'urgenza di aver ragione, cerchiamo lo scontro frontale senza la lucidità necessaria, finendo inevitabilmente per peggiorare la situazione. Dal punto di vista neuroscientifico, in quei momenti entriamo in uno stato emotivo alterato: il battito accelera, i livelli di cortisolo si impennano e l’amigdala prende il comando, attivando risposte arcaiche di attacco o fuga. In tale contesto si rivela impossibile l’ascolto empatico. Il Ma interviene proprio qui, agendo come un regolatore del sistema nervoso. Non è silenzio punitivo o sintomo di freddezza, esso è, al contrario, un gesto d’amore. Praticarlo significa dire all'altro: « non voglio ferirti mentre la mia mente è offuscata». Siamo poco abituati al silenzio perché esso ci spoglia delle nostre difese e ci costringe ad ascoltarci. La saggezza orientale ci insegna il valore del «vuoto condiviso». La coppia decide di comune accordo di fermarsi: pochi minuti di sola vicinanza fisica, in cui abitare lo stesso spazio e sentire il respiro dell’altro. È una forma di co-regolazione: i corpi si sincronizzano, uscendo dalla percezione di pericolo e placando lo stress. Solo allora la parola torna ad essere uno strumento di costruzione e non di distruzione. Gli studi testimoniano che questo silenzio intenzionale agisce secondo una precisa sequenza temporale: 1-3 minuti: il respiro si regolarizza e il battito cardiaco si abbassa; 4-6 minuti: si riduce il cortisolo, riattivando la capacità di analisi; Oltre i 7 minuti: avviene la sincronizzazione corporea, con conseguente attivazione dell’empatia. Il silenzio non è dunque un'assenza, ma un’intensità ritrovata. È la scelta consapevole di non cedere all’ascolto reattivo, nato dal bisogno egoistico di scaricare la rabbia sul partner. La maturità emotiva non risiede nel parlare di tutto subito, ma nel sapere quando tacere per proteggere chi amiamo.

17/05/2026 11:30
Abbonamenti pay tv e rinnovi automatici con richieste di soldi: sono legali?

Abbonamenti pay tv e rinnovi automatici con richieste di soldi: sono legali?

Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, “Chiedilo all’avvocato”. Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica relativa agli abbonamenti standard riguardo contratti predisposti unilateralmente dalla società quali quelle riguardanti le pay tv. Ecco la risposta dell’avv. Oberdan Pantana alla domanda posta da un lettore di Matelica che chiede: “Ho firmato il contratto standard sottoposto per concludere il contratto con una pay tv, dopo anni mi vengono chiesti dei soldi per i rinnovi automatici: è legittimo?”. Garantendo una sempre maggiore offerta di intrattenimento, sport, cinema e programmi televisivi per tutti i gusti, oggi le pay tv attraggono milioni di consumatori, proprio per questo motivo, una recente decisione della Corte di Cassazione è destinata ad avere effetti molto importanti nei rapporti tra utenti e società che forniscono servizi continuativi in abbonamento. La decisione affronta una situazione estremamente frequente: molti contratti standardizzati prevedono infatti il rinnovo automatico dell’abbonamento in assenza di disdetta da parte del cliente, spesso il consumatore firma il modulo senza soffermarsi sulle condizioni generali, per poi ritrovarsi, richieste di pagamento per canoni, interessi di mora e penali. È quanto accaduto nel caso definito in Cassazione, nel quale un privato aveva sottoscritto un contratto di abbonamento con una pay tv e, a distanza di anni, si era visto richiedere oltre mille euro per canoni maturati nell’arco di un triennio, oltre a interessi e penali connesse anche alla mancata restituzione della smart card; secondo la società fornitrice del servizio, il contratto si era automaticamente rinnovato in assenza di disdetta, circostanza questa contestata dal consumatore sostenendo di non averla mai approvata in modo espresso e consapevole. A tal proposito, proprio il secondo comma dell’articolo 1341 c.c., disciplina le condizioni generali di contratti predisposti unilateralmente da una delle parti stabilendo che alcune clausole considerate vessatorie devono essere approvate specificamente per iscritto e, tra queste, rientrano anche quelle relative al rinnovo automatico del contratto; la ratio della norma è chiara: evitare che il consumatore accetti inconsapevolmente condizioni sfavorevoli inserite all’interno di moduli standardizzati predisposti dal professionista. Proprio per questo il legislatore richiede una doppia manifestazione di volontà, vale a dire una firma generale per aderire al contratto e una firma ulteriore, autonoma e separata, per approvare le clausole vessatorie. Secondo la Cassazione, tale requisito non costituisce una mera formalità burocratica, ma rappresenta un concreto strumento di tutela della consapevolezza contrattuale del consumatore. Nel contratto contestato, inoltre, veniva utilizzato il cosiddetto sistema “opt-out”, attraverso il quale il cliente firmava una dichiarazione generale di accettazione di tutte le condizioni contrattuali e solo in un momento successivo era chiamato, eventualmente, a escludere le clausole ritenute non desiderate mediante la compilazione di apposite caselle. Anche tale meccanismo è stato ritenuto non conforme alla disciplina vigente, la Suprema Corte ha chiarito che la logica del codice civile opera in senso opposto: non spetta al consumatore attivarsi per eliminare le clausole sfavorevoli, ma è il professionista a dover acquisire un consenso espresso, specifico e consapevole sulle condizioni maggiormente onerose. Secondo i giudici, il modello contrattuale adottato dalla società finiva così per “rovesciare” il sistema di tutela previsto dall’articolo 1341 c.c., favorendo il rinnovo automatico del contratto senza garantire una reale consapevolezza del consumatore. Uno dei passaggi centrali della decisione riguarda il significato della firma separata: la Cassazione precisa che tale sottoscrizione ha la funzione di richiamare in modo effettivo e inequivocabile l’attenzione del contraente sulle clausole che possono incidere in maniera significativa sui suoi diritti o sui suoi obblighi economici, come quelle relative ai rinnovi automatici, alle penali o alle limitazioni del diritto di recesso. Non è quindi sufficiente che tali condizioni siano semplicemente inserite in moduli lunghi e complessi: in assenza di una specifica approvazione, esse devono ritenersi inefficaci. Pertanto, in risposta al nostro lettore, si può affermare che: “Qualora il contratto di abbonamento pay tv contenga una clausola di rinnovo automatico non approvata con firma specifica e separata, tale clausola può essere considerata inefficace ai sensi dell’art. 1341 c.c.; di conseguenza, il consumatore ha diritto di contestare le richieste di pagamento relative ai rinnovi successivi, comprese penali e interessi maturati” (Cass. Civ., Ordinanza n. 12153/2026). Rimango in attesa, come sempre, delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.

17/05/2026 11:20
Fiastra ritrova la sua caserma: inaugurato il nuovo presidio dei carabinieri tra i Monti Sibillini

Fiastra ritrova la sua caserma: inaugurato il nuovo presidio dei carabinieri tra i Monti Sibillini

Un nuovo tassello si aggiunge al mosaico della ricostruzione nell'entroterra maceratese. È stata inaugurata questa mattina la nuova caserma dei carabinieri di Fiastra, una struttura moderna e sostenibile che ospiterà sia la stazione territoriale che il Nucleo Carabinieri Parco. Il presidio, sorto sulle macerie della vecchia sede distrutta dal terremoto, torna a essere un punto di riferimento essenziale per la sicurezza e la tutela ambientale nel cuore dei Sibillini. Alla cerimonia hanno partecipato le massime autorità civili e militari, tra cui il commissario straordinario Guido Castelli, il presidente della Regione Francesco Acquaroli e il comandante Interregionale Carabinieri "Podgora", generale Aldo Iacobelli. "Riconsegnare le caserme ai nostri borghi significa compiere un importante intervento di riparazione sociale", ha dichiarato il commissario Castelli, ricordando come questi luoghi siano pilastri della vita quotidiana nelle aree montane. "La ricostruzione non riguarda soltanto edifici, ma il ripristino di servizi essenziali e presidi di legalità indispensabili per il futuro dei nostri borghi". Il presidente Acquaroli ha sottolineato il valore simbolico dell'opera per chi ha scelto di restare: "È un messaggio forte rivolto soprattutto ai giovani. Stiamo riconsegnando edifici con standard qualitativi elevati, più moderni e sicuri. Oggi l'accelerazione è visibile: siamo di fronte al più grande cantiere di ricostruzione d'Europa". Per l'Arma, il generale Iacobelli ha evidenziato come la scelta di mantenere la sede nel centro abitato garantisca prossimità e rapidità di intervento: "Questa caserma è il segno concreto di uno Stato vicino ai cittadini. Per un carabiniere la caserma è casa, un luogo di ascolto e protezione". L'intervento di Fiastra ha richiesto un investimento di circa 4 milioni di euro. L'opera rientra in un più ampio programma dell'Agenzia del Demanio che prevede 34 interventi nelle quattro regioni del cratere, per un totale di 108 milioni di euro. Nelle sole Marche sono programmati interventi per 52,1 milioni di euro in numerosi comuni, tra cui Visso, Ussita, Camerino e San Severino Marche. Ad oggi, nella regione, sono 5 i cantieri già conclusi, mentre altri 8 sono in fase avanzata di esecuzione o affidamento. Soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Fiastra, Giancarlo Ricottini: "L'Arma non ci ha mai lasciati soli. Oggi inauguriamo un presidio fondamentale anche per i migliaia di turisti che d'estate affollano il lago e le Lame Rosse. È un passo concreto di rinascita".

15/05/2026 16:10
PlayMarche conquista la Francia: il videomapping "made in Macerata" incanta Lille, Amiens e Beauvais

PlayMarche conquista la Francia: il videomapping "made in Macerata" incanta Lille, Amiens e Beauvais

Non si ferma l’ascesa internazionale di PlayMarche, lo spin-off dell'Università di Macerata che si conferma leader nel campo delle arti digitali. Con un vero e proprio "triplete" di iniziative in terra francese, la realtà maceratese ha consolidato la propria posizione nel network europeo del videomapping e delle immagini immersive, collaborando con l'Accademia Poliarte di Ancona e i giganti di Rencontres Audiovisuelles. Il tour francese è iniziato a Lille, all’interno dell'IBSIC (Image Beyond the Screen International Conference), il più autorevole forum mondiale dedicato alle arti immersive. Qui è stata presentata l'esperienza di "Nuove Visioni Digitali", la residenza artistica ideata e coordinata da PlayMarche nell'ambito del programma ministerialie “Per Chi Crea”. Davanti a una platea di oltre 500 esperti, è stato illustrato il modello maceratese che unisce formazione, scenografia contemporanea e innovazione digitale, creando nuove opportunità professionali per giovani artisti nel campo della computer animation. Il percorso è proseguito ad Amiens, dove PlayMarche ha coordinato una masterclass internazionale di videomapping. Un laboratorio intensivo di una settimana che ha visto lavorare fianco a fianco gli studenti marchigiani della Poliarte con i talenti provenienti dalla Warsaw Film School e dall'Università delle Arti di Belgrado. Un’occasione unica di sperimentazione artistica site-specific che ha trasformato la città francese in un polo di progettazione audiovisiva d'avanguardia. Il culmine della missione è stata la produzione inedita realizzata per Le Quadrilatère di Beauvais, uno dei musei d'arte contemporanea più prestigiosi di Francia. Sulla facciata della struttura è andata in scena l'opera "Subterra Incognita", firmata dall'artista Dirk Rauscher e curata da Michele Spagnuolo, amministratore delegato di PlayMarche. L'opera ha trasformato l'architettura del museo in un universo sotterraneo di memorie geologiche e visioni digitali, dissolvendo il confine tra archeologia e immaginazione. "Attraverso le tecnologie immersive, trasformiamo il patrimonio culturale in esperienze narrative contemporanee", confermano da PlayMarche, che dal 2014 opera con successo all'intersezione tra digital humanities e innovazione.

15/05/2026 15:57
Scossicci, scatta il piano anti-erosione: in arrivo la sabbia da Numana per i balneari

Scossicci, scatta il piano anti-erosione: in arrivo la sabbia da Numana per i balneari

Sono iniziati ufficialmente questa mattina i lavori di movimentazione della sabbia per il ripristino dei profili costieri nell’area nord di Scossicci. L’intervento, atteso dagli operatori balneari, mira a mettere in sicurezza la zona compresa tra gli stabilimenti Lido Sabbia d'Oro e Kokonero, duramente colpita dalle violente mareggiate dell'ultima stagione invernale. L'operazione prevede il prelievo di complessivi 2.540 metri cubi di materiale dall’avanporto di Numana. Si tratta del risultato di un'intensa collaborazione con l'amministrazione guidata dal sindaco Tombolini, volta a gestire in maniera sinergica le dinamiche dei fronti costieri confinanti. L’intervento, dal valore complessivo di 56.000 euro, è stato reso possibile dal fatto che le aree interessate ricadono all'interno dello stesso sito costiero. Il sindaco Andrea Michelini ha ribadito l'impegno dell'amministrazione per la tutela del litorale: "Stiamo facendo di tutto per difendere il settore trainante della nostra economia e per assicurare ai nostri ospiti la piena fruibilità delle spiagge". Alle sue parole hanno fatto eco quelle dell’assessore Lorenzo Ricetti, che non ha nascosto le complessità della gestione costiera: "È una sfida difficile, ma stiamo facendo tutto quanto nelle nostre possibilità affinché la città rimanga un punto di riferimento sul mercato turistico nazionale ed estero". Anche il delegato Ferraccioni ha espresso soddisfazione, sottolineando come le scogliere attualmente in costruzione stiano già dando risultati eccellenti nelle aree protette, pur ribadendo la necessità di "salvaguardare anche le porzioni che sono rimaste scoperte". Il tema dell'erosione costiera e il completamento del progetto "Mancinelli" restano al centro del dibattito politico non solo locale, ma anche regionale. Proprio martedì scorso, il Consiglio regionale ha discusso un’interrogazione del consigliere Pd Catena, un momento di confronto che ha confermato l'interesse bipartisan verso la questione portorecanatese. La messa in sicurezza di Scossicci rappresenta dunque un tassello fondamentale in attesa di soluzioni strutturali definitive per l'intera costa.

14/05/2026 12:50
Loretta Lombardelli è la nuova presidente dell'Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero

Loretta Lombardelli è la nuova presidente dell'Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero

L’avvocato Loretta Lombardelli è la nuova presidente dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero (IDSC) della Diocesi di Macerata. L’annuncio è stato dato oggi, giovedì 14 maggio, dal vescovo Nazzareno Marconi, nell’ambito della riunione del Consiglio Presbiterale svoltosi alla Domus San Giuliano. Nata a Tolentino, 53 anni, iscritta all’Albo degli Avvocati di Macerata dal 2001 e a quello Speciale dei Cassazionisti dal 2014, già componente del Consiglio di Amministrazione dell’IDSC maceratese dal 2021, Lombardelli succede al cavalier Giampaolo Nerpiti, venuto a mancare nelle scorse settimane.  "La scelta dell’avvocato Lombardelli vuol confermare lo stile di conduzione dell’IDSC tracciato in questi anni dal cavalier Nerpiti, di cui la Lombardelli è stata per anni la prima stimata collaboratrice – ha spiegato il Vescovo –, la ringrazio personalmente per il servizio svolto fino ad ora su più versanti professionali e per la disponibilità data a questo nuovo importante incarico". Titolare di uno studio legale nel capoluogo, è membro del Comitato Etico Territoriale (CET) delle Marche dove ha l’incarico di esperto in materia giuridica, Lombardelli vanta una specializzazione nell’ambito della tutela dei minori e nel safeguarding; in Diocesi è anche responsabile del Servizio Regionale Tutela Minori e Adulti vulnerabili (dal 2020) ed è impegnata nell’organizzazione di incontri per studenti e docenti su bullismo, cyberbullismo, rischi della rete e legalità digitale.

14/05/2026 12:20
Macerata - Pnrr e aree verdi, la denuncia di un cittadino: "Lavori infiniti, cemento e piante sparite"

Macerata - Pnrr e aree verdi, la denuncia di un cittadino: "Lavori infiniti, cemento e piante sparite"

Il massiccio afflusso di fondi legati al Pnrr per la "Green Regeneration" finisce sotto la lente d'ingrandimento dei cittadini, in vista delle prossime elezioni amministrative. In una lettera indirizzata alla nostra redazione, il maceratese Fabrizio Giorgi solleva pesanti critiche sulla gestione dei cantieri che stanno interessando i polmoni verdi della città: dal Sasso d’Italia ai Giardini Diaz, passando per Fonte Scodella e le Vergini. "Il tempo scorre veloce e le opere non finiscono mai! Il 13 dicembre era il termine ultimo per il progetto, ma si sa, questo è sulla carta poi tutto slitta in avanti", esordisce il cittadino, sottolineando come l’inaugurazione del Sasso d’Italia sia avvenuta con tre mesi di ritardo "in pompa magna, con tanto di sindaco, assessori e codazzo vario". Anche i Giardini Diaz "hanno visto una parziale inaugurazione per poi vedere di nuovo recintata la zona del laghetto", mentre per Fonte Scodella e le Vergini non c’è ancora traccia della "solita sfilata per festeggiare la fine dei lavori". Le critiche più aspre riguardano la natura stessa degli interventi. Al Sasso d’Italia, Giorgi denuncia un paesaggio spoglio: "Sono sparite le vecchie piante (logicamente ammalate inguaribili) che oramai è assodato danno fastidio a chi ci governa, così come l’erba che almeno poteva addolcire la pillola". Preoccupazione anche per le nuove piantumazioni: "Le nuove giovani piante faranno un po’ di ombra alle persone che siederanno sulle panchine quando, come diceva mia nonna, sarò andato a fare la terra pe’ li ceci!". Una situazione che penalizzerebbe anche i più piccoli: "Nella zona giochi i bambini nel periodo estivo dovranno essere o molto mattutini o 'animali' notturni". Non va meglio ai Giardini Diaz, dove l’eliminazione di siepi e alberi è stata giustificata come misura anti-spaccio. "La situazione si presenta, a due mesi dall’inaugurazione, con crepe in più punti dell’anello, addirittura una segnalata dai coni per evitare di cadere passandoci", denuncia Giorgi. L'analisi continua impietosa: "Erba che non c’è perché i sassi dei vialetti sono finiti sul campo, giochi in pieno sole non frequentabili di giorno e scarsamente illuminati di notte. Inoltre l’anello si riempie di pozzanghere quando piove". In chiusura, il cittadino richiama le recenti dichiarazioni dell'assessore Marchiori sulle ingenti risorse ricevute: "Col PNRR si sono visti tanti soldi come nemmeno il totale di quelli ricevuti negli ultimi cinquant’anni dalla nostra città". Proprio per l'entità di queste cifre, Giorgi punta il dito sulla supervisione tecnica: "In tutta questa storia c’è sempre il R.U.P. che porta a casa l’1,6% netto dell’importo a base d’asta; magari, se il signor sindaco gli chiedesse qualche conto di siffatta situazione non sarebbe neanche male!".

14/05/2026 10:00
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