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Tolentino piange Mimmo Liguoro: firmò il volume storico che ha reso grande il Miumor

Tolentino piange Mimmo Liguoro: firmò il volume storico che ha reso grande il Miumor

Il mondo del giornalismo e della cultura piange la scomparsa di Mimmo Liguoro, firma storica della Rai e saggista di raffinata sensibilità. Un lutto che tocca da vicino la città di Tolentino: il Miumor (Museo Internazionale dell’Umorismo) e la Biennale Internazionale dell’Umorismo nell’Arte hanno voluto ricordare con profonda commozione il professionista che, con la sua penna e il suo intelletto, ha saputo codificare l'identità artistica del territorio.

Il nome di Liguoro resterà per sempre legato a una delle pubblicazioni più significative della storia culturale tolentinante. Nel 2001, in occasione del rinnovo dell'assetto espositivo dell'allora Museo della Caricatura, l’Amministrazione comunale (guidata dal sindaco Giuseppe Foglia con gli assessori Aldo Passarini e Giancarlo Caporicci) affidò a lui, insieme a Massimiliano Melilli e a Melanton (Antonio Mele), la realizzazione di un volume che valorizzasse l'immenso patrimonio del Museo.

Da quell'incarico nacque "La Civiltà del Sorriso" (edito da Giunti), un’opera pionieristica in Italia che traccia una storia critica della caricatura e della satira. Fu proprio Liguoro a coniare quella fortunata definizione, descrivendo Tolentino come un centro nevralgico di intelligenza e arte. Nel libro, il giornalista raccolse conversazioni sagaci con giganti della cultura e premi Nobel come José Saramago, Luis Sepúlveda, Margherita Hack, Moni Ovadia e Achille Bonito Oliva, indagando il ruolo dell'umorismo nella società.

Nato professionalmente all'agenzia Adnkronos e cresciuto nelle redazioni de Il Giornale di Calabria e L’Occhio di Maurizio Costanzo, Liguoro è stato per decenni un volto familiare per milioni di italiani. È stato caporedattore e conduttore del Tg2 (dal 1982 al 1995) e del Tg3 (fino al 2006), curando rubriche storiche come Pegaso, Gulliver e le pagine culturali delle testate nazionali.

Oltre alla televisione, Liguoro è stato un grande cultore della canzone napoletana e un docente stimato presso la Scuola di Giornalismo di Salerno, trasmettendo a intere generazioni la teoria e la tecnica del linguaggio televisivo.

Dal Miumor lo ricordano non solo come un serio professionista, ma come un uomo di straordinaria cultura che vedeva nel sorriso un atto di resistenza. Come lui stesso scrisse nel volume dedicato a Tolentino: "Il sorriso è sempre un segno distintivo di intelligenza e di coraggio, di speranza e di energia positiva".

Con la sua scomparsa, Tolentino perde un "ambasciatore" d'eccezione, un uomo che ha saputo leggere tra le righe delle caricature conservate al Miumor per trovarvi l'anima più profonda dell'essere umano.

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